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Archivi categoria : Ceramica

Poetry and Pottery, CAMeC centro arte moderna e contemporanea, La Spezia, fino al 29/04/2018

 

Il CAMeC - centro arte moderna e contemporanea La Spezia - presenta la prima mostra italiana di poesia visiva su ceramica con opere dei maggiori autori del settore di ricerca.

Un progetto espositivo di ricerca che riunisce questa particolare tipologia di lavori, certamente la più rara nell’ambito della poesia visiva contando poche centinaia di esemplari al mondo. Un progetto senza precedenti, rappresentativo della produzione artistica su supporto ceramico di circa trenta poeti verbovisuali, nato e sviluppato con il generoso supporto di Isaia Mabellini, in arte SARENCO, e con il fondamentale contributo dei collezionisti Paolo Scatizzi, Paolo Berardelli, Luigi Bonotto, Giuseppe Verzelletti e di alcuni rilevanti artisti di poesia visiva, uno su tutti Lamberto Pignotti, nonché con il sostegno del maestro ceramista Michelangelo Marchi, che presso il proprio laboratorio di Cellora d’Illasi (VR) ospitò le realizzazioni ceramiche dei poeti visivi operanti presso la Domus Jani, Centro Internazionale per l’Arte Totale, straordinario luogo di ricerca artistica, concepito dallo stesso SARENCO.
Sulla base dei ricordi di SARENCO, di Michelangelo Marchi e degli altri poeti visivi ancora viventi, la mostra riprende e completa la storia della Visual Poetry su supporto ceramico, limitatamente alle opere realizzate prima dell’anno 2000. Sono comunque inserite nel catalogo scientifico che accompagna l’esposizione anche la serie “Azulejus” realizzata da SARENCO nel 2004 e alcune opere prodotte in tempi più recenti da Pignotti e da artisti affini alla Poesia Visiva.

Le tematiche trattate sono molte: dalla Poesia Concreta, alla Poesia Visiva italiana ed internazionale per giungere alla Nuova Scrittura; molti gli artisti e i gruppi artistici rappresentati: da Sarenco a Giovanni Fontana, dal Gruppo Genovese di Tola e Vitone, al Gruppo 70 di Pignotti, Miccini e Marcucci, dal gruppo Milanese del Mercato del Sale di Ugo Carrega a Roberto Malquori, per giungere ad artisti Fluxus quali Giuseppe Chiari, Vittorio Gelmetti e Gianni Emilio Simonetti, a Mail-artisti come Ruggero Maggi, o ad artisti di grande fascino concettuale quali Aldo Mondino, Maria Lai e lo stesso Michelangelo Marchi.

Nutrita è anche la presenza dei poeti visivi internazionali presenti: da Alain Arias Misson a Julien Blaine, da Jean Francois Bory a Pierre e Ilse Garnier, da Ladislav Novak a Klaus Groh, da Joan Brossa a Bartolomé Ferrando, da Carlos Pazos a Fernando Millan, da John Furnival a Emmet Williams.

Ruggero Maggi: "Erosioni in pinzimonio", (part.), foto di Gianfranco Maggio

Poetry and Pottery
Un’inedita avventura fra ceramica e poesia visiva
Dal 26 gennaio al 29 aprile 2018

Mostra promossa da: Comune della Spezia, Sindaco, Pierluigi Peracchini, Assessore alla Cultura, Paolo Asti
Prodotta da: Servizi culturali del Comune della Spezia
A cura di: Giosué Allegrini e Marzia Ratti
Coordinamento tecnico-scientifico: Eleonora Acerbi; Cinzia Compalati; Cristiana Maucci
Prestatori: Fondazione Berardelli, Ruggero Maggi, Fondazione Sarenco, Paolo Scatizzi
Progetto grafico: Sarah Fontana
Catalogo: Silvana Editoriale, Milano, con testi di Giosué Allegrini; Lamberto Pignotti; Marzia Ratti; Sarenco
Realizzazione allestimento: Luigi Terziani, Servizi Culturali; Cooperativa Zoe, La Spezia
Comunicazione: Luca Della Torre (Ufficio stampa); Sara Rabuffi (Redazione web); Federica Stellini (Responsabile Comunicazione e promozione della città)
Con il contributo di: Carispezia Credit Agricole, Coop Liguria, Cora's srl distribuzione servizi
Orari: da martedì a domenica, 11.00 - 18.00; chiuso il lunedì (eccetto Lunedì di Pasqua), Natale e Capodanno

Biglietti: € 5,00 intero; € 4,00 ridotto: gruppi da 7 a 25 persone; bambini e ragazzi fra i 6 e i 18 anni; Amici dei Musei; docenti universitari e docenti delle Scuole di 2° grado (discipline storico-artistiche e archeologiche) muniti di idoneo documento di riconoscimento e non residenti nel Comune della Spezia; studenti italiani e stranieri, specializzandi e dottorandi in Archeologia, Beni culturali e Accademia di Belle Arti; ultra sessantacinquenni; invalidi civili e diversamente abili; categorie convenzionate; € 3,50 ridotto speciale scolaresche extra Comprensorio Comunale; Formula famiglia: € 11 per i genitori; euro 2 per ogni figlio; € 12,00 biglietto cumulativo (visita a 5 musei, valido 72 ore); Ingresso gratuito: Invalidi; minori di anni 6; accompagnatori di gruppi organizzati; guide abilitate della Provincia della Spezia; scolaresche e docenti appartenenti al Comprensorio Comunale; studenti del Polo universitario della Spezia; possessori Card Giovani Comune della Spezia; donatori e loro ospiti; ICOM; giornalisti.
Visite guidate: € 30,00 per scuole; € 50,00 per gruppi utenza generica, Servizio su prenotazione
Informazioni e prenotazioni: Cristiana Maucci - cristiana.maucci@comune.sp.it - +39 0187 734593

CAMeC - centro arte moderna e contemporanea La Spezia
Piazza Cesare Battisti, 1
19121 La Spezia
Tel. 0187 734593 - www.facebook.com/museo.camec/

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Affordable Art Fair, Superstudio Più, 26-28 gennaio 2018, Milano

Torna Affordable Art Fair, la fiera d’arte contemporanea giunta all’ottava edizione, in programma al Superstudio Più dal 26 al 28 gennaio 2018 (con inaugurazione il 25 su invito o con prevendita online), con 85 gallerie internazionali presenti. Grandi nomi dall’arte contemporanea e ultime tendenze fino ai 6.000 euro.
Le città che ospiteranno Affordable Art Fair quest’anno sono: Milano, Amsterdam, Bruxelles, Amburgo, Stoccolma, Londra, Bristol, New York, Hong Kong, Singapore.
Affordable Art Fair è un appuntamento di riferimento non solo per i collezionisti, ma anche per tutti coloro che sono interessati all’arte e vorrebbero acquistare un’opera a prezzi accessibili. Questa caratteristica si riflette nelle statistiche di acquisto della fiera: 1 visitatore ogni 8 acquista in fiera, e 1/5 degli acquirenti è al suo primo acquisto di opere d’arte.
Dal 2017 è inoltre disponibile il sito di e-commerce firmato Affordable Art Fair: arte accessibile tutto l’anno!
Nel 2017 l’edizione italiana di Affordable Art Fair ha accolto oltre 13.000 visitatori e ha registrato una vendita di opere d’arte per un valore che ha superato 1.400.000 euro.
Emma Amato, Lead Global di Affordable Art Fair, spiega l'immagine che rappresenta l'evento, del fotografo londinese John Wright: “ costruita attorno ad un’opera di Annabelle Marquis (Galleria Arteria) e mostra un interno che magicamente prende vita proprio attraverso l’arte. L’elegante raffinatezza dell’opera di Annabelle si ritrova in ogni dettaglio della stanza, dagli arredi eleganti, all’ambiente di ispirazione mid-century, alla sontuosa palette di colori”.

LIVING WITH ART - Vivere con l’arte, il tema dell’edizione 2018, racchiude l’anima di Affordable Art Fair. Non la classica fiera. Affordable Art Fair vuole essere un momento di incontro, di scambio, di ricerca e di condivisione delle ultime tendenze dell’arte contemporanea.
85 le gallerie presenti all'edizione milanese: 50% gallerie straniere, 30% gallerie di Milano e 20% provenienti dal resto del territorio nazionale.
Francia, Spagna, Canada e Giappone sono solo alcuni dei paesi presenti.
Per la prima volta a Milano la Galleria ArtBlue di Singapore presenta le opere dei più quotati nomi vietnamiti, tra cui Phuong Quoc Tri, artista figurativo i cui lavori raccontano storie che esprimono desiderio, resistenza alle avversità o incertezza per un destino ignoto.

In mostra le opere di calligrafia della Galleria Kitai Kikaku di Tokyo con i lavori di Mizuho Koyama, tra la calligrafia tradizionale giapponese, poesia e street art.
Dalla Francia arriva Galerie Le Container di Marsiglia - la galleria  ha sede in un vero e proprio container e può essere considerata un’opera d’arte essa stessa - specializzata in urban art, presenta Monsieur Chat, famoso a livello internazionale per aver creato il gatto giallo che “cammina” sui muri di mezza Europa.
New entry dal Canada, Artêria Gallery stupisce con le tecniche di artisti come Hugo Cantin, che utilizza i fotogrammi di vecchi film nelle sue opere.
La spagnola Galleria 3 Punts, tra le migliori di Barcellona, propone invece degli artisti plastici, iperrealistici ad alto tasso ironico, come Gerard Mas, con le sue sculture iperealiste, Alejandro Monge o Samuel Salcedo.
La fiera presenta un importante focus sulle gallerie milanesi con la sezione speciale Milano Contemporary, alla scoperta di artisti e tendenze di una delle capitali del contemporaneo, come la galleria milanese Maroncelli 12 porta in fiera Dan Miller, artista californiano di fama mondiale presente anche alla 57esima edizione della Biennale di VeneziaLe pitture trompe-l'oeil di Tommy TC Carlsson (Galleri Final), alle installazioni minimal di Giovanna Strada (ESH Gallery).

Angelica Gatto ed Emanuele Riccomi, giovani curatori provenienti da CAMPO, il corso per curatori promosso dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in collaborazione con Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, hanno individuato i giovani artisti presenti nello spazio Young Talents, il progetto dedicato alle promesse dell’arte contemporanea.
Oltre ai giovani i grandi nomi, dalla pop art giapponese con Takashi Murakami, alla street art con Mr Brainwash, fino alle opere di Maurizio Galimberti in collaborazione con Christo (Deodato Arte), e alle serigrafie di Michelangelo Pistoletto.
Nel programma, un ciclo di talk dedicato al tema LIVING WITH ART: se è vero che si sceglie l’opera di cui ci si innamora, è il momento della scoperta della vita insieme - dal restauro allo sviluppo della collezione, tra art advisory e interiors. Open Care porta in fiera i propri esperti che racconteranno in maniera facile e interessante anche il lato più economico del sistema arte.



Altri appuntamenti giornalieri sull’immagine contemporanea - un modo alternativo di intendere la fotografia - saranno curati da Francesca Marani (co-curatrice del Photo Vogue Festival).
FREEDA, il progetto editoriale digitale che celebra l’identità della nuova generazione di donne, è l’ospite speciale del venerdì sera.
Non mancano i momenti di “gioco” per adulti e bambini, con workshop in cui sperimentare qualche particolare tecnica in compagnia di un artista, partecipando alla creazione di un’opera d’arte collettiva.
Allo Spazio Bimbi, durante tutte le giornate della fiera, l’associazione “Sul Filo dell’Arte” organizza laboratori di knitting per tutta la famiglia. Omaggi alle più celebri opere di artisti del calibro di Damien Hirst, Keith Haring, Picasso e tanti altri prendono vita a colpi di tricot e crochet.
Tra le novità dedicate ai più piccoli l’Happy Hour Kids, a partire dalla giornata del venerdì. 

VENERDI
TALKS
 
Alle 15.30, l'appuntamento giornaliero sull'Immagine Contemporanea curato da Francesca Marani: Ilaria Speri, Zoe De Luca, Francesca Seravalle e Federica Chiocchetti ci insegnano a Lavorare con la immagini
Alle 17.30, Conservare l'arte contemporanea con Isabella Villafranca Soissons
Direttrice del Dipartimento di Conservazione e Restauro di Open Care.
WORKSHOP
con lo street artist Ale Puro, in collaborazione con Il Melograno Art Gallery e The Outartlet Gallery
SPECIAL EVENT
sulla creatività e new media presentato da FREEDA.

SABATO
TALKS 
Alle 15.30, Appunti per una storia sulla mobile photography con Irene Alison
Alle 17.30, Dalla vita domestica alla valorizzazione della collezione con l' Avv. Claudio Palmigiano, board memember di ACACIA.
WORKSHOP sulla tecnica del collage con l'artista Francesca Lupo in collaborazione con Liberty Gallery.
PERFORMANCE live della street artist La Pupazza in collaborazione con Pisacane Arte e 958 Santero.

DOMENICA
TALKS 
Alle 15.30, See the story con Alessia Glaviano e Franco Pagetti
Alle 17.30, Art&Finance Report, presentato da Deloitte.
WORKSHOP sulla realizzazione di un'opera in chiave glitch con Michela Gioachin, in collaborazione con Expart Studio&Gallery.
PERFORMANCE live di Loris Dogana in collaborazione con Pisacane Arte.


AFFORDABLE ART FAIR MILANO
Dal 26 al 28 gennaio 2018
(Opening su invito o con prevendita online giovedì 25 gennaio)

Orari: Giovedì 25 Gennaio 2018 (Inaugurazione (solo invito o prenotazione online) 18.00 - 22.00
Venerdì 26 Gennaio 2018: 11.00 - 21.00
Sabato 27 Gennaio 2018: 11.00 - 21.00
Domenica 28 Gennaio 2018: 11.00 - 20.00
Informazioni: T. +39 049 657 401 - italy@affordableartfair.com -  www.affordableartfair.com - www.facebook.com/AAFMilano
Ufficio Stampa e PR: MN ITALIA - Viviana Pepe: viviana.pepe@mnitalia.com - T. 02 89015519 - M. 346 6600299; Stefania Previte: stefania.previte@mnholding.com - T. 02 89015519 - M: 347 7148113

Superstudio Più
Via Tortona 27
20144 Milano

 

 

 

 

 

 

 

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Barbara De Ponti e Jens Risch: Forma Mentis, Viasaterna, Milano, dal 23/01/2018

Inaugurazione: martedì 23 gennaio 2018, dalle 18.00 alle 21.00


La Galleria Viasaterna presenta Forma Mentis, progetto espositivo che raccoglie l’ultimo progetto di Barbara De Ponti (Milano, 1975) Clay Time Code, e una serie di opere dell'artista tedesco Jens Risch (Rudolstadt, 1973) realizzate tra il 2011 e il 2016.
I due artisti, vicini per generazione e pratica artistica, sono protagonisti di un dialogo inedito creato a partire dal riconoscimento di uno stesso sentire che sottende le rispettive ricerche, caratterizzate da estremo rigore e coerenza di metodo. Come il titolo lascia intuire, Forma Mentis è una mostra che gravita intorno al tema centrale della Forma, da una parte intesa quale principio inerente la materia stessa dalla quale viene fatta scaturire, e dall’altra quale struttura mentale. La forma, infatti, guida il gesto di entrambi gli artisti, mossi dalla volontà di raggiungere una sintesi quanto più perfetta tra contenuto e rappresentazione, tra il concetto alla base dell’opera e la sua concretizzazione. Mistero, ambiguità, stratificazione: sono questi i termini che legano i lavori di Barbara De Ponti e Jens Risch e articolano il percorso della mostra. Seppur con modalità e risultati diversi, entrambi gli artisti sembrano interrogare lo spettatore sulle proprie capacità di guardare. Entrambi raccontano e svelano, avvicinano e allontanano da quell’idea di Tempo che silenziosamente governa il mondo e le cose.

Barbara De Ponti, Globorotalia Puncticulata S1, from the series Clay Time Code,  2016, Argille Azzurre  © Barbara De Ponti, Courtesy Viasaterna

Clay Time Code, realizzata da Barbara De Ponti nel 2016 ed esposta presso il Museo Internazionale della Ceramica, il Museo Carlo Zauli e il Museo di Scienze Naturali di Faenza, è una serie nata sul suolo di una particolare area geografica (faentino), caratterizzata dalla presenza di un materiale specifico risalente a 400 milioni di anni fa: l’argilla azzurra del Mare Pleistocenico.
Attraverso un percorso a ritroso supportato da studi di geologia e micropaleontologia che le hanno consentito di ampliare la tradizionale scala di misurazione del tempo, De Ponti ha individuato alcuni microrganismi fossili e li ha resi protagonisti di una serie di sculture in ceramica che li riproducono in scala aumentata, utilizzando lo stesso materiale di cui originariamente erano fatti. Accompagnano le sculture, alcuni disegni su carta che, ancora una volta, provano a formalizzare un Tempo concettualmente irrappresentabile perché estranea al campo dell’esperienza quotidiana dell’uomo.

Barbara De Ponti. Milano, 1975. Vive e lavora a Milano.
Dopo la laurea in Pittura e un master per la Comunicazione dell’Arte presso l’accademia di Belle Arti di Brera a Milano, si interessa alle relazioni tra pratica artistica e saperi geografici, utilizzando per la propria ricerca fondi archivistici e ampi studi di carattere storico e scientifico. Nel 2009 realizza Planning Constellation, 45° 28’ N, 9° 12’ E, progetto di stratificazione geografica, antropologia culturale e architettura della città di Milano e Speaking Thinks. Nel 2010 collabora con il Planetario Hoepli di Milano per la realizzazione di La luce naturale delle stelle, vincitore di LED Award. Nel 2011 è invitata dal Politecnico di Milano a presentare la performance Mantero_Op. cit. 2011 e nel 2014 pubblica Isolario (Ed. Postmediabooks) frutto di un lavoro di ricerca curato da Alessandro Castiglioni e con contributi di Matilde Marzotto Caotorta, Elio Franzini ed Ermanno Cristini. I risultati di una ricerca presso l’Archivio Capitolino e la collaborazione con l’architetto Antonio Stella Richter sono le fonti di To Identity, installazione prodotta nel 2015 dalla Casa dell'Architettura di Roma presso l’ex Acquario Romano. Ospitato dal Museo Internazionale della Ceramica, dal Museo Carlo Zauli, dal Museo di Scienze Naturali di Faenza, Clay Time Code è il suo ultimo progetto, presentato per la prima volta a Milano presso Viasaterna. 

Jens RischSilk piece VI,  20171000m., seta bianca, cm 7,5x8x7. Courtesy Viasaterna - Bischoff Projects © Photo by Joerg Baumann.

Così come l’opera di De Ponti, anche il lavoro di Jens Risch può essere letto come un elogio alla lentezza. A partire dal 2001, l’artista tedesco si è esclusivamente dedicato alla realizzazione di una serie di sculture costituite da fili di seta lunghi circa un chilometro, intrecciati su sé stessi fino a creare un groviglio inestricabile. Attraverso un metodo fatto di rigore e disciplina, Risch ha trascorso gli ultimi quindici anni ad annodare fili di seta e a registrare meticolosamente su una serie di tavole tutti i passaggi (da lui definiti “generazioni”, alludendo al campo della biologia e all’idea di “filiazione”) del proprio operare. Nulla si aggiunge, nulla si toglie. Il materiale utilizzato rimane uno e uno solo dall’inizio alla fine. Ciò che cambia non è il filo di seta ma le sue sembianze, grazie a una pratica che trova nella ripetitività del gesto l’unica traccia di intenzionalità formale dell’artista.
Attraverso una grammatica di forme semplici ma mai scontate, le opere in mostra sono capaci di scatenare una serie di sorprese che finiscono per stravolgere la percezione naturale delle cose, impedendo allo spettatore di riconoscere fino in fondo gli oggetti che ha davanti. Simili a innesti, come tali si comportano: innescano cortocircuiti, procurano spostamenti, a volte minimi, spesso impercettibili. Sono rivoluzioni silenziose, testimonianze di come un’intuizione possa essere concentrata all’interno di un altrettanto definita porzione di spazio. 

Jens Risch, Rudolstadt, 1973. Vive e lavora a Berlino.
Nato e cresciuto in Germania, nel 1992 realizza la prima di una serie di sculture in cui cerca di annullare la soggettività dell’intervento artistico, oscurando dalle proprie opere qualunque traccia di intenzionalità formale. A partire dal 2000 si dedica esclusivamente alla propria pratica dando vita prima a Seidenstück e poi a Silk Piece, serie di nodi realizzati utilizzando materiali diversi. Tra le mostre personali Jens Risch: Silk Piece V, 2011 – 2012 presso Bischoff Projects (Francoforte, 2014) e Jens Risch: Seidenstueck I & Seidenstueck II (Erster Teil) presso Weissfrauen Diakoniekirche (Francoforte, 2007). Negli anni ha preso parte a importanti mostre collettive tra cui Process, Performance, Presence presso Kunstverein Braunschweig (Braunschweig, Germania, 2016), Realtime presso il Kunstmuseum Bonn (Bonn, Germania, 2016), The Forces behind the Forms presso Museen Haus Lange und Haus Esters (Krefeld, Germania, 2016), Netz presso Kunsthalle zu Kiel (Kiel, Germania, 2014), Art & Textiles presso Kunstmuseum Wolfsburg (Wolfsburg, Germania, 2013), As Soon As Possible, Tempo e accelerazione sociale presso CCC Strozzina (Firenze, Italia, 2010), Alle Zeit der Welt presso Kunsthalle Mainz (Mainz, Germania (2008), e Family and Friends presso il Centro d'Arte Contemporanea di Brétigny (Francia, 2007).

 

VIASATERNA nasce nel 2015 su iniziativa di Irene Crocco, fondatrice nel 2011 del progetto Da vicino, per cui espone le opere di numerosi artisti italiani nel suo appartamento milanese. 
Frutto di un attento lavoro di progettazione e restauro dell’architetto e collezionista Flavio Albanese, VIASATERNA si trova all’interno di uno stabile di fine Ottocento, e occupa 450 mq su due livelli. Il nome della galleria rende omaggio a Via Saterna, una strada immaginaria descritta da Dino Buzzati tra le tavole di “Poema a Fumetti”, (1969, Arnoldo Mondadori). Un mondo in cui sogno e realtà si confondono in un intreccio di persone, destini, vite ed immaginazione. A questo luogo magico e misterioso si è ispirata Irene Crocco, dando vita ad una galleria che, attraverso l’arte, potesse diventare un luogo vivo di incontro tra persone e idee. Fin dall'inizio della sua attività VIASATERNA collabora con il team di Fantom e Benedetta Pomini. A partire da uno specifico interesse per la fotografia, VIASATERNA esplora ogni espressione della ricerca artistica contemporanea.


Barbara De Ponti e Jens Risch: Forma Mentis
Dal
24 gennaio al 16 marzo 2018
Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 12 alle 19. Mattine e sabato su appuntamento.
Contatti Stampa
: PCM STUDIO - press@paolamanfredi.com - T.: +39 02 36769480

VIASATERNA Arte Contemoranea
Via Leopardi, 32 
20123 Milano 
T. +39 02 36725378 -  www.viasaterna.com - info@viasaterna.com

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Carlo Ramous: Materia e materia, Officine Saffi, Milano, dal 15 dicembre 2017

Inaugurazione 14 dicembre dalle 18.00 alle 21.00


Dal 15 dicembre al 17 gennaio le Officine Saffi presentano presso i propri spazi laboratoriali una piccola mostra dedicata alle opere di Carlo Ramous.
In esposizione alcune sculture degli anni '50, tra classicismo e sperimentazioni cubo-primitiviste, che dialogano con tecniche miste degli anni '70, testimonianza della grande sensibilità spaziale dell'artista. Completano la mostra diverse spille in ceramica del 1953, un'eccezionale produzione di sculture da indossare.
Dal temperamento riservato, sensibilissimo, Carlo Ramous ai suoi esordi non si presentò con immediatezza come profondo innovatore del fare arte, bensì come attento tessitore di fili che potessero intrecciare tradizione e futuro. Le sue prime prove nel secondo dopoguerra si erano infatti concretizzate nel solco del figurativismo di radice classica (Marino Marini era stato suo carismatico maestro a Brera), avvicinandosi in pochi anni a quel picassismo il cui influsso in Italia sarebbe stato suggellato dalle memorabili mostre dedicate al maestro spagnolo nel ‘53 a Roma e, poco dopo, a Milano, a Palazzo Reale.
Una delle sue prime palestre di esercitazione fu la terracotta. Ne testimoniano la vitale espressività alcune sculture che Ramous, fra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Cinquanta, modellò a soggetto antropomorfo: nel 1955, “Testa” e “Grande donna seduta”, poi nel 1956 “Solitudine” e nel 1957 “Due figure”, opere tutte realizzate in cotto refrattario e ammantate dei toni caldi e scabri che al linguaggio di tale materia appartengono.
Fra figurazione e astrazione, già si avvertiva come l’artista stesse meditando altri percorsi che lo avrebbero allontanato dalla solida tridimensionalità che, desunta in parte dall’arcaismo mediterraneo in parte dal mondo dell’antichità classica, si era perpetuata nell’arte italiana fino al XX secolo. Si pensi ad Arturo Martini o al primo Manzù, quest’ultimo, tra l’altro, anch’egli maestro del giovane scultore milanese.
Ai primi anni Cinquanta, in particolare al 1953, risale la nascita delle prime spille in ceramica smaltata che riconducono al mondo muliebre sia per finalità ornamentale sia per scelte tematiche, nei soggetti e nei decori. Tali piccoli “gioielli”, creati per la moglie Lalli, ma anche per amiche e persone a lui vicine, come, per esempio, collezionisti ed estimatori della sua opera, avrebbero rivelato nel corso dell’iter artistico il coté intimista di Ramous, delicato, e garbatamente ludico. Volti, maschere, arcieri, gatti, colombe si susseguono a ritmo veloce su queste placche di qualche centimetro di diametro, caratterizzate da un segno creativo che zampilla vivace per tradursi in piccoli monili. Le comparazioni stilistiche con la produzione di ornamenti di altri artisti che, tra la fine degli anni Quaranta e i Sessanta, si sarebbe delineata in ambito europeo, è immediata. Max Ernst, Pablo Picasso o George Braque avevano iniziato a interessarsi anch’essi al bijou, introducendo - in gioielli d’oro sbalzato e inciso, o smaltato e tempestato di pietre - maschere, tra il tribale e il surreale, figure di donna come icona classica, soli raggianti come amuleto, uccelli, gabbiani o colombe come segno di libertà. Nelle opere di Ramous appaiono simili le fattezze compatte dei ritrattini femminili, di ripresa frontale o laterale, e analogo è il senso della sintesi formale, con qualche concessione all’Africa e ai suoi simulacri.
La fantasmagoria vivace e cangiante delle piccole spille certamente non distrasse mai Ramous dalle sue ricerche, sviluppate ormai in stile astratto (si veda la vasta produzione di sculture in bronzo o le aeree strutture in ferro cui è stato adeguato rilievo nella mostra tenutasi nell’estate 2017 alla Triennale di Milano, a cura di Fulvio Irace e Luca Pietro Nicoletti). Piuttosto il gioiello rappresentò un divertissement che, come un fil rouge, legò fra loro momenti “privati” del suo iter esistenziale.
Già a fine anni Cinquanta, per proseguire poi nei Sessanta e nei Settanta, erano giunte infatti commissioni di grande impegno, che Ramous portò a compimento in collaborazione con architetti come Mario Tedeschi, Carlo Bassi e Goffredo Boschetti, ovvero opere in cui scultura (in cemento o terracotta) e architettura si integravano in un’armoniosa complementarietà di impronta figurativa, astratto-informale, o brutalista, come nel caso dello stabilimento tipografico Cino del Duca, edificato a Blois nel 1961 su progetto dell’ingegnere Tullio Patscheider. Ma non da sole realizzazioni plastiche fu scandito nei decenni, fino ai Novanta, l’impegno quotidiano di Ramous negli spazi di via Ariberto, dove a lungo visse e lavorò. La pittura lo aveva sempre interessato, e soprattutto le sue attuazioni in chiave sperimentale. In essa fondeva materiali che, insieme, raramente trovano applicazione su superfici bidimensionali: tela, carta, legno, cellophane, pigmenti minerali, ferro, materie combuste. Valgano a esempio “Sogno” del 1971, i cui grafismi si disegnano su juta grazie a combustioni, o l’opera di sapore architettonico “Senza titolo” (1981), in cui china, carta, cellophane si traducono in saggio compositivo di poetico impianto strutturale. In una sintesi che riassume la molteplicità degli esiti espressivi del maestro, la cui aspirazione era abbattere i confini fra arte e arte, materia e materia, linguaggio e linguaggio. Con l’inquieto interrogarsi che tale impresa comporta, e che era connaturato all’intimo essere dell’artista."

Alessandra Quattordio, estratto dal catalogo

From December 15 to January 17 Officine Saffi is pleased to present a small exhibition dedicated to the works of Carlo Ramous. On display some sculptures from the 1950s, between classicism and cube-primitivist experimentations, which interact with some mixed techniques of the 70's, witness to the great spatial sensitivity of the artist. The exhibition is completed by few ceramic pins made in 1953, an exceptional production of sculptures to wear.
It is impossible to miss the imposing dancing figure that is the focal point of Piazza Conciliazione in Milan since 1981. Entitled “Gesto per la Libertà” (Gesture for freedom), the monumental installation, made of iron by Carlo Ramous in 1973, still emanates the sense of neo-Futurist rebellion that the artist wanted to express when he designed it in the air, with all the gestural power in his arm, placing it into a relation with the urban space. This dialogue between sculpture and architecture, begun in the 1950s, never ended for Ramous, and characterises his plastic works, which are certainly designed for humankind, but often intended for an interaction with squares, churches and buildings. Carlo Ramous, with his reserved, quite sensitive temperament, did not first present himself as a profound innovator of the arts, but as an attentive weaver able to intertwine tradition and future. His early works in the second post-war period remained classically figurative (Marino Marini had been his charismatic teacher at Brera). Within a few years, Ramous strayed into Picassism, an influence sealed in Italy by memorable exhibitions dedicated to the Spanish artist in '53 in Rome, and shortly thereafter in Milan, at Palazzo Reale.
One of his early practices started with the terracotta medium. His vital expressiveness is testified by some sculptures that Ramous, from the late forties and early fifties, modelled as anthropomorphic subject such as “Testa” (head) and “Grande donna seduta” (big woman sitting) in 1955, "Solitudine" (loneliness) in 1956 and, in 1957, "Due figure" (two figures), all of which are made of refractory terracotta, clad in the warm and rough tones that characterise the material. Between figuration and abstraction, these are the works of an artist already probing alternative paths, which could have distracted him from a solid three-dimensionality, in part derived from Mediterranean archaism, and in part from classical antiquity, to which Italian art had remained bound into the 20th century. For instance of Arturo Martini, or the first Manzù. The latter, among others, was also a teacher of the young Milanese sculptor. Ramous' imprint, compact yet delicate in the expressive shades of his faces and bodies, also opened up a multitude of interpretations and reflections. His treatment of the female figure, one of the leitmotifs of his work in those years, testifies to this: the woman-lover-mother icon (the vigorous Pomona, Goddess of Fruit in ancient Rome) becomes both the source of research and an interlocutor with whom to exchange a word and, together, to offer answers through her vibrant representation.
In the early 1950s, specifically in 1953, Ramous produced his first glazed ceramic brooches, which trace a path back to the world of the feminine in their ornamental function, their choice of theme, their subject and their decorative flourishes. These little "jewels", created for his wife Lalli, but also for friends, collectors and admirers of his work, reveal the intimate, delicate and graciously playful coté to the artist’s creative process. Faces, masks, archers, cats and doves follow at a fast pace on these plaques, only a few centimetres in diameter, and characterised by a creativity that radiates life, in the form of small pieces of jewellery. Stylistic comparisons with ornaments by other artists are immediate, and would have been noted in Europe from the end of the 1940s to the 1960s. Max Ernst, Pablo Picasso or George Braque had also dabbled in the bijou, introducing jewellery – gold, embossed and engraved, or enamelled and encrusted with gemstones – masks, from the tribal to the surreal, the female figure as a classical icon, radiant solar amulets, birds, seagulls and doves – the classic sign of freedom. These bear obvious similarities with the compact feminine features in Ramous’ miniatures, whether frontal or lateral. The same is true of the sense of formal synthesis, though with some concessions to Africa and its simulacra. The second post-war period was extraordinary for the jewellery devised by painters and sculptors. It is interesting to note how in tune Ramous was with the times, only a decade after Alexander Calder and Max Ernst, whose ornaments date back to the forties, yet anticipating some of the French "cubists" by a few seasons. Of course, in the case of Ramous, we're not talking about precious metals. He worked instead with humble materials such as ceramics, which, in Italy, had their distinguished precursors in Lucio Fontana or Fausto Melotti, and equally extraordinary interpreters in Roberto Sebastian Matta or Enrico Baj – Ramous’ contemporaries – all of them linked in some way with the kilns of Albisola. In 1961, the International Exhibition of Modern Jewellery opened its doors in London, where the jewellery historian Graham Hughes had called up many goldsmiths to reconnect with the phenomenon of artists' jewellery that was, by then, increasingly catching on. Man Ray, Alberto Giacometti, Jean Arp, Picasso, Salvador Dalí, Max Ernst and other important artists active in the specific field of the traditional ornament were among the best-known figures to take part.
The lively and ingenious series of little brooches certainly did not distract Ramous from his project, developed along abstract lines (see the vast production of bronzes and aerial iron structures, appropriately highlighted by Fulvio Irace and Luca Pietro Nicoletti at their exhibition in summer 2017 at the Milan Triennale). Rather, the jewellery represented just one divertissement that, like a fil rouge, linked together "private" moments in their existential journey. Already in the late 1950s, and continuing into the sixties and seventies, large, signature commissions had come to fruition. Ramous accomplished these in collaboration with architects such as Mario Tedeschi, Carlo Bassi and Goffredo Boschetti, integrating sculpture (concrete or terracotta) and architecture in harmonious complementarity to cast Ramous’ figurative, abstract-informal or brutalist footprint, for instance the Cino del Duca publishing house in Blois, 1961, designed by engineer Tullio Patscheider. Ramous’ works were not restricted to sculpture in the decades up to the Nineties: his daily output is also on display in Via Ariberto, where he lived and worked for many years. Painting always interested him, especially in his more experimental creations, where he blends materials rarely combined on a two-dimensional surface: canvas, paper, wood, cellophane, mineral pigments, iron and combustible materials. For example, "Sogno" (sogno) from 1971, in which Ramous combusts the graphics onto a jute surface; or the architectonically suggestive "Senza titolo" (1981), in which Indian ink, paper and cellophane translate into a compositional essay in a poetic, structural assemblage: a synthesis that summarises the variety of Ramous’ creative expression, which aspires to break down the boundaries between art and art, matter and matter, language and language, with all the restless questioning that this enterprise involves, and which was inherent to the intimate being of the artist.
Extract from the curatorial essay by Alessandra Quattordio
The exhibition will run until January 17th 2018


Carlo Ramous: materia e materia
Dal
15 dicembre al 17 gennaio 2018

Officine Saffi
via Aurelio Saffi 7
Milano

T. +39 02 36685696 - www.officinesaffi.com - info@officinesaffi.com

 

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Dalla Iglesia de Los Angeles: 500 angeli & artisti, Serrone Villa Reale, Monza, dal 7 dicembre 2017

Presenti all'inaugurazione: Piero Addis, Direttore Generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza; Daniele Crippa, Presidente del Museo del Parco - Centro Internazionale di Scultura all'Aperto - Portofino, Massimiliano Longo, Assessore Attività produttive, Commercio, Lavoro, Cultura, Turismo, Marketing Territoriale, Smart City; Paolo Bellavite, editorePaolo Menon, artista che ha realizzato l'altare, il fonte battesimale, l'ambone, l'acquasantiera e la cattedra per la Iglesias de los Angeles.



"Tutti abbiamo un angelo con noi, che ci custodisce, ci fa sentire le cose".

Papa Francesco


Dal 7 dicembre 2017 al 21 gennaio 2018 la Città di Monza dedica un grande progetto espositivo agli Angeli che ha il suo cuore nel Serrone della Villa Reale.
Dalla Iglesia de los Angeles in Argentina al Serrone della Reggia di Monza. Oltre 500 angeli volano tra l’Argentina e l’Italia per parlarci di ciò che più aneliamo e temiamo al tempo stesso: le cose invisibili. Creature alate, serafini, arcangeli e cherubini da secoli popolano l’arte figurativa. Pur essendo arcani ed eterei sono i soggetti più effigiati. Una galleria che coinvolge tutti i grandi nomi della pittura universale, da Giotto a Michelangelo, da Rubens a Tiepolo, fino a Klee, Chagall, Haring.

Iglesia de Los Angeles, estancia El Milagro

Il tema “angelico” però non è un orpello, seppur prezioso, del passato, ma investe di interesse anche il mondo dell’arte contemporanea, come dimostra ciò che è accaduto nella Iglesia de los Angeles edificata nell’estancia argentina El Milagro.
La Chiesa degli Angeli, da poco completata, è stata voluta da Daniele Crippa, critico d’arte e presidente del Museo del Parco di Portofino, dove è ospitata una collezione di opere dei maggiori artisti internazionali contemporanei. A Salta, nel nord del Paese che ha dato i natali a Papa Francesco, ha fondato una quindicina di anni fa una nuova cittadella, nel pieno rispetto delle tradizioni locali e dell’ambiente circostante. Ha anche pensato che fosse importante per la comunità indigena, di tradizioni cristiane, fondare una chiesa. Infine ha chiesto a numerosi artisti che ha conosciuto nel corso del suo lavoro di realizzare un’opera raffigurante un angelo.

Gillo Dorfles

Più di cinquecento artisti italiani di fama, da Gillo Dorfles a Giosetta Fioroni a Mimmo Paladino, hanno risposto all’invito di Crippa producendo la propria visione angelica. Ciascuna è stata poi trasferita da maestranze del luogo in mattonelle delle dimensioni di cm 20 x 20 per decorare le pareti di tutta la Chiesa. Si è venuto così a creare una sorta di gemellaggio artistico tra l’Italia e l’Argentina che ora viene rafforzato con l’esposizione di tutte le opere originali a Monza.

Mimmo Paladino

L’allestimento presso il Serrone della Villa Reale è stato possibile grazie alla disponibilità del Direttore Generale Pietro Addis, che si è mostrato entusiasta del progetto.
L’esposizione Los Angeles che s’inaugura a Monza il prossimo 6 dicembre e che resterà aperta fino al 21 gennaio 2018 aiuta ad approfondire l’importanza dei messaggeri divini nella cultura contemporanea. Si tratta di un evento culturale davvero unico nel suo genere, che offre la possibilità di conoscere meglio quel territorio d’eterno tra terra e cielo. Una grande opera collettiva, testimonianza tangibile di un rinnovato incontro tra arte e spiritualità.
L’evento promosso e organizzato da Bellavite NonSoloCarta - Divisione Mostre & Eventi in collaborazione con Reggia di Monza, gode dell’alto patrocinio morale dell’Arcidiocesi e della Provincia di Salta de la Argentina, di Arzobispado de Salta de Argentina, Gobierno de la Provincia de Salta, Ministerio de Cultura y Turismo de la República Argentina, Emabajada de Italia di Buenos Aires, Istituto Italiano di Cultura de Buenos Aires. e nasce da un progetto del Museo del arco, Centro internazionale di Scultura all’Aperto di Portofino.
Sottolineare il culto degli angeli e la loro importanza nella pittura e nelle varie forme espressive significa anche celebrare l’amicizia che nasce dal sapersi tutti amati e protetti dai custodi delle nostre vite. Grazie al ruolo fortemente iconico che hanno nell’immaginario di tutti in tutto il mondo, indipendentemente dalla cultura di appartenenza, queste figure inviano ancora oggi note di fratellanza.

Il percorso espositivo inizia dall’entrata al Serrone della Villa Reale di Monza con un bookshop aperto ai visitatori.
La mostra è accompagnata dal volume Angeli & Artisti nella Iglesia de los Angeles pubblicato da Bellavite Editore, ISBN: 978-88-7511-264-6; Pagine: 600; Formato: 225x225 mm; Prezzo: 48:00. Nell’estancia El Milagro nel nord est argentino, immerso in un clima sub-tropicale ed in una natura incontaminata e selvaggia, si è sviluppato un nuovo fulcro religioso di aggregazione. In questo contesto è nata l’iniziativa alla base di questo libro: decorare la nuova chiesa, bianca ed immacolata, con una copertura policroma applicata su tutta la superficie delle pareti interne, formata da oltre 1000 piastrelle. Hanno partecipato tantissimi artisti: ognuno di loro ha realizzato un angelo, interpretandolo secondo la sua creatività. Ogni angelo è stato riprodotto su di una piastrella dagli allievi della Fondazione, per andare a decorare la chiesa. Il libro è una raccolta di tutte queste immagini.

Il Serrone della Villa Reale, che accoglierà l’esposizione dedicata agli Angeli, fu progettato dall’architetto Giuseppe Piermarini nel 1790. L’Orangerie (chiamata anche citroneria) fu creata per ricoverare gli agrumi in vaso e le piante esotiche o rare durante la stagione invernale. Venne inaugurata con l’adiacente Rotonda affrescata da Andrea Appiani, in occasione del ventesimo anniversario di matrimonio di Ferdinando d’Asburgo con Maria Beatrice Ricciarda d’Este.
Collocato lungo il cortile d’onore, al termine dell’ala settentrionale della Villa Reale, gode di luce solare nell’arco dell’intera giornata, grazie ai ventisei finestroni ad arco, scanditi da paraste, esposti a meridione e al portone arcuato verso il roseto. L’edificio, lungo 100 metri, largo 6 e alto 7, è in laterizio intonacato e conserva le capriate lignee, mentre il pavimento in cotto ha sostituito l’originario selciato naturale. In occasione degli ultimi restauri, gli spazi interni sono stati destinati a manifestazioni culturali ed esposizioni temporanee d’arte moderna e contemporanea. Per tale motivo, la struttura è stata dotata di un sistema di pannelli modulari scorrevoli che si prestano alle diverse esigenze. Il Serrone è accessibile dal cortile d’onore della Villa Reale, attraverso il roseto.

Cinquecento artisti del nostro tempo per uno stuolo di angeli:
A
Agosto Alessandra, Agozzino Maria, Albini Maria Assunta, Altomare Filippo, Ame Luciana, Amirfeiz ‐ Moresco, Andujar Evita, Anelli Salvatore, Anfolsi Leonardo, Angeleri Luciano, Angeli Franco, Angelotti Tatiana, Angi Alex, Antola, Antonucci Giorgio, Arcidiacono Gino, Arcuri Caterina
B
Baggini Erika, Bagnoli Marco, Balat Sabatini Fatma, Barberini Gunnell, Barducci Arte, Barone Nino, Baroni Vittore, Barsotti Fabrizio, Bartoli Giovanna, Baruzzi Donatella, Basso Daniele, Bassoli Edoardo, Bastia Liliana, Battisti Carlo, Bavenni Lello, Bedeschi Giuseppe, Bellini Giuliana, Bellocchi Claudia, Benatti Mauro, Benedetti Mario, Benelli Vera, Bentivoglio Mirella, Benzi Donatella, Benzi Simonetta, Bepper Solito Giuseppe, Bergamini Luisa, Bergonzoli Mauro, Berlot Michele, Bertaglia Elisa, Bertani Daniela, Bertola Carla, Biagini Nicola, Bianchi Marco, Bocchieri Marina, Boero Renata, Bogdanovic Dejan, Boggeri Vito, Bonanno Giovanni, Bonardi Laura, Bonardi Giovanni, Bonetta Simone, Bonfanti Adelaide, Bonfanti Elvira, Bonfanti Mario, Bongiorni Chiara, Bonoli Alessandra, Boraso Rosanna, Bordoli Bruno, Borgna Mario, Boschi Anna, Bottinelli Montandon Mario, Bove Antonino, Brauld Nathalie, Bressani Stefano, Buhler Paulyr, Buonamici Annamaria, Buttarini Simone, Buttini Roberta
C
Caboni Maria, Calascibetta Momo, Camozzi Catia, Campanella Chiara, Canali Lorenza, Cancelli Domenico, Candiloro Pablo, Cano Pedro, Capecchi Antonietta, Capone Vito, Capovani Giovanna, Carabba LeoNilde, Carafa Michele, Caravita Lamberto, Cardone Marcella, Careggio Angela, Carloni Franco, Carmi Eugenio, Carniani Enrico, Carretta Luisella, Carucci Antonella, Caruso Angelo, Cascio Lorenzo, Casiraghy Alberto, Casorati Francesco, Cassaglia Bruno, Castagna Chiara, Catania Lucilla, Catania Mimmo, Cavina Giacomo, Ceccobelli Bruno, Cecioni Marco, Cereda Elisa, Cereda Andrea, Cerisola Renato, Cerri Giovanni, Cervia Lella, Chiarotti Gianni, Chiesa Sara, Chinea Daniela, Ciavoli Filippo, Ciccia Giuseppe, Cieri Giovanni, Cinque Mary, Cioni Franco, Cirillo Maria Pina, Cirillo Nicola, Cobàs Carchini Mario, Coda Milly, Cogliani Solveig, Colagrossi Angelo, Collavoli Caterina, Collesano Andrea, Collotta Tiziano, Colombara Piergiorgio, Copani Tina, Coppola Alfonso, Cordiviola Arianna, Corner Philip, Correggiari Lamberto, Corsitto Carmela, Cortopassi Elsa, Coscarelli Giovanni, Costa Maria Grazia, Cotignoli Barbara, Cremona Christian, Crescini Giovanna, Crimella Barbara, Crippa Nando, Crosio Carla, Cupisti G. Luca
D
Dandrea Lorenzo, De Braud Alberto E., De Carolis Mario, De Champris Olivier, De Luca Michele, De Mitri Giulio, De Mitri Danilo, De Palma Teo, De Vivo Prisco, Degli Abbati Gigi, Deguelle Anne, Delfino Raffaella, Della Torre Enrico, Deodato Pino, Di Battista Gorini Isa, Di Carlantonio Stefania, Di Cianni Giuseppe, Di Felice Elena, Di Giusto Walter, Di Trani Gabriella, Dicrola Gerardo, Din Fabrizio, Diohandi, Diotallevi Marcello, Ditaranto Isabella, Dobrev Valeri, Domenichini Claudia, Domeniconi Simone, Donatelli Angela, Donati Iskra Anna, Donato Leda, Dorfles Gillo, Dossola Matteo, Duro Giovanni, Dussan Rafael
E
Eddis Massimiliano, Erre Ciriaca Ruggeri
F
Fagnani Alberto, Fanna Roncoroni Mariapia, Fareri Simone, Fattori Paola, Fedi Fernanda, Ferrando Mavi, Ferrante Simonetta, Ferrari Rino, Ferrarini Maria Cristina, Finazzi Tiziano, Finetti Anna, Fior Martino, Fiore Antonio, Fioretti Maria Cristiana, Fioroni Giosetta, Fontana Morena, Franchi Antonella, Frangi Reale, Frascarelli Stefano, Friese Eva Maria, Furia Enrica, Fusari Giuliana Maria Maddalena
G
Gabiani Irina, Gabrielli Donatella, Gagliano Salvatore, Galli Fabrizio, Galliani Michelangelo, Gatti Lorenzo, Gavazzi Giuseppe, Gelmi Annamaria, Genchev Vasil, Gentile Lorusso Dante, Ghiazza Renata, Ghilarducci Laura, Giammarinaro Matteo, Giannandrea Alessandro, Giannico Vincent, Giannotta Giulio, Gilardi Piero, Ginedumont Lory, Giuli Franco, Giusti Andrea, Gorgone Bruno, Gradali Diego, Gradi Marco, Grande Luigi, Grandinetti Claudio, Grappi Paola, Grazioli Cesare, Gresleri Lorenzo, Grigò Paolo, Gualco Angelo, Guerri Giovanna, Guiso Graziano, Gunnell Barberini
I
Iacomucci Carlo, Iacono Carla, Iafigliola Sara
J
Janigro Michelangelo, Job Giovanni
K
Kappa, Klonaris Maria Thomadaki Katerina, Krahn Julia, Kulpherk Emwan
L
La  Rosanna, Lanfredini Italo, Larocchi Alessio, Latini Gianleonardo, Lera Chiara, Leto Giovanni, Lhermitte Jean Louis, Liberatore Fiona, Liberatore Nicola, Liberti Bruno, Licini Stefano Marco, Lietz Carmen, Limb Ania, Linzalata Donato, Liuzzi Oronzo, Locati Alessandro, Locci Bruno, Lodola Marco, Lorandi Tania, Lozzi Roberta, Luchini Iacopo, Luscher Ingeborg, Lussana Francesco
M
Maccioni Cesare, Macolino Nicola, Maffei Dante, Maffei Marco, Maggi Pietro, Maggi Ruggero, Maggiulli Lorenza, Magni Mauro, Magri Giovanna, Mainenti Ida, Mainoni Rosario, Maiorino Alfredo, Malice Luigi, Manam M., Manca Carmen, Maraldi Adriano, Marangoni Federica, Marchegiani Elio, Marciano Antonio, Mariani Umberto, Marini Renato, Marino Enzo, Mark Nesti Marcello, Martina Mariagrazia, Martinelli Fabrizio,
Martinelli Michele, Marussi Gianni, Mascardi Laura, Mascia Pino, Mascia Vincenzo, Masini Gianfalco, Mazza Giovanni, Mecconi Beppe, Meltzeid Guglielmo, Menegon Giuliano, Menghi Sonia, Menguzzato Lorenzo, Menon Paolo, Menozzi Graziella, Meo Gisella, Meschi Gabriele Messina Marco, Mestrangelo Giuseppe, Michelotti Monica, Miglietta Enzo, Minussi Corrado, Mirabella Manuele, Misheff Alzek, Moncada Ignazio, Monnini Claudio, Montano Maria Grazia, Monteverde Virginia, Monzani Morandi Franca, Morandi Maurizio, Morandi Albano, Morandi Emilio, Morbidini Francesca, Mucci Tito, Müller Donadini Loredana, Mustica Nino
N
Nanni Anna Maria, Natali Adele, Navacchia Luciano, Neri Stefania, Nicoli Patty Matilde, Nicolosi Maria Gina, Nicotera Fabio, Nigro Anna, Nisticò Graziella, Noel Laszlo Jean, Noia Antonio, Nonfarmale Luigina, Nosengo Adriano, Noto Teresa, Nussbaum Peter, Nuti Franco
O
Occhipinti Alvaro, Occorsio Mario, Occorsio Paola, Odoardi Stefano, Olivares Manuel, Olmi Chiara “Rol”, Oneto Elisabetta, Origgi Roberto, Ostrica Elena
P
Paci Clara, Paladini Marco, Paladino Mimmo, Palladini Sergio, Paonessa Vincenzo, Paracchini Massimo, Parentela Mario, Parisi Anna, Pasini Carlo, Pasqualin Diego, Pasquini Stefano W., Patterson Ben, Pegollo Mafalda, Pegonzi Franco, Pellegrini Sara, Pelletti Massimiliano, Pellizzotti Fabio, Pennestri Tania, Perotti Roberto, Perucatti Alessandro, Pesenti Giovanna, Petacchi Marco, Petroni Ubaldo, Pianini Patrizia, Picardi Antonio, Picinni Leopardi Mauro, Pierozzi Bruno, Pignataro Adriana, Pinelli Pino, Pizzol Sante, Podenzana Andrea, Polichtchouk Olga, Politano Franco, Prete Leonardo, Pretolani Angelo, Previtali Dolores, Priori Tiziana, Puleo Maria
Q
Quadraroli Mario
R
Radaele Ruggero, Rambelli Laura, Ramenghi Anna, Ranieri Fornario, Ravanelli Sabrina,
Reboani Marcello e Melissa Proietti, Reggio Graziella, Renzi Geremia e Rosano Lucia, Renzullo M. e Rapa F., Restelli Pier Francesco, Rezza Stefano, Rezzuti Carmine, Ricci Cristiano Mattia, Ricci Gaetano, Ricciardi Angelo, Rizzello Antonio, Roda Aldo, Rolla Filippo, Romanin Sabina, Romeo Jorge, Rontani Bob, Rossetti Marino, Rossi Eleonora, Rossi Maurizio, Rosso Carla, Rotundo Lucia, Rovereti Massimo, Ruetsche Jeannette, Russo Vitantonio
S
Saladino Donatella, Saluzzo Mirella, Sambonet Giorgio, Sannino Marianna, Sansonetti Rosemarie, Santagostino Marco Guido, Santinello Anna, Sassu Antonio, Savignano Franco, Scaiola Giuseppe, Scala Roberto, Schipani Linda, Schlegel Annamaria, Sciortino Fabio, Scolavino Quintino, Sebaste Salvatore, Seck Mor Talla, Shopova Vassilena, Sieff Anita, Sirota Anna, Sirotti Raimondo, Soddu Stefano, Sodi Milvio, Solito Giuseppe, Soriani Pietro, Soro Renata, Sovrano Marisa, Spelta Celina, Speziali Lella, Spirineo Loredana, Stasi Laura, Staycov Antoan, Stefani Serena, Stefanoni Tino, Strà Claudia, Sturla Luiso, Sumberaz Franco
T
Taglioni Ivana, Tam Vania Elettra, Tamberi Mario, Tampieri Angela, Tarabella Leonello, Taranu Luminita, Tatafiore Ernesto, Terlizzi Ernesto, Terroni Grifola Marco, Tessandori Livio, Testori Camilla, Testori Roberto, Tieri Renzo, Tolomeo Carla, Torchia Lello, Tornaghi Micaela, Toscani Diego, Tramontano Antonio, Traverso Elisa, Tricarica Nino, Trielli Giuseppe, Turolli Alessandra
V
Valentino Daniela, Van Hissenhoven Marie‐Laure, Varlotta Francesco, Vazza Giorgio, Venturi Laura, Venuti Silvia, Verardo Elena, Verolini Mario, Verona Lelia, Veronese Marco, Vertuccio Maria Maddalena, Viani Dino, Vignatti Mirta, Vigo Nanda, Viliani Laura, Villamarin Sofia, Vinselavie / Duchanpiano, Viscidi Lorenzo Bluer, Vitacchio Alberto, Viti Piero
X
Xerra William
Y
Yahne Le Toumelin
Z
Zecca Giuseppe, Zeni Laura, Zingaro Massimiliano, Zouboulis Nikos, Zupone Marco


LOS ANGELES Dalla Iglesia de los Angeles in Argentina
mostra internazionale in itinere

500 messaggeri celesti, 500 artisti
Sostegno di: Reggia di Monza
Alto Patrocinio Morale di: Arzobispado de Salta de Argentina, Gobierno de la Provincia de Salta, Ministerio de Cultura y Turismo de la República Argentina, Emabajada de Italia di Buenos Aires, Istituto Italiano di Cultura de Buenos Aires.
Progetto del: Museo del arco, Centro internazionale di Scultura all’Aperto di Portofino.
Promosso e organizzato da: Bellavite NonSoloCarta - Divisione Mostre & Eventi
Main sponsor: AGAM

Dal 7 dicembre 2017 al 21 gennaio 2018
Ingresso: libero
Info: www.bellavite.it - www.reggiadimonza.it
Social: Facebook Bellavite srl ; Reggia di Monza; Intagram bellavite_it ; reggiadimonza
Orari: Mercoledì e giovedì 15.00 - 19.00; Venerdì 15.00 - 22.00; Sabato e domenica 10.00 - 19.00; Lunedì e martedì chiusura
Catalogo: Bellavite Editore, Pagine: 600; Formato: 225x225 mm; Prezzo: 48:00,  ISBN: 978-88-7511-264-6
Ufficio Stampa: A.G.BELLAVITE SRL - Sara Bellavite - Tel. 039 9200686.1 - Fax 039 9201174 - www.bellavite.it - s.bellavite@bellavite.it

Reggia di Monza
Serrone della Villa Reale di Monza

Viale Brianza, 1
Monza
www.reggiadimonza.it - info@reggiadimonza.it

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