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Archivi categoria : Disegno

Barbara De Ponti e Jens Risch: Forma Mentis, Viasaterna, Milano, dal 23/01/2018

Inaugurazione: martedì 23 gennaio 2018, dalle 18.00 alle 21.00


La Galleria Viasaterna presenta Forma Mentis, progetto espositivo che raccoglie l’ultimo progetto di Barbara De Ponti (Milano, 1975) Clay Time Code, e una serie di opere dell'artista tedesco Jens Risch (Rudolstadt, 1973) realizzate tra il 2011 e il 2016.
I due artisti, vicini per generazione e pratica artistica, sono protagonisti di un dialogo inedito creato a partire dal riconoscimento di uno stesso sentire che sottende le rispettive ricerche, caratterizzate da estremo rigore e coerenza di metodo. Come il titolo lascia intuire, Forma Mentis è una mostra che gravita intorno al tema centrale della Forma, da una parte intesa quale principio inerente la materia stessa dalla quale viene fatta scaturire, e dall’altra quale struttura mentale. La forma, infatti, guida il gesto di entrambi gli artisti, mossi dalla volontà di raggiungere una sintesi quanto più perfetta tra contenuto e rappresentazione, tra il concetto alla base dell’opera e la sua concretizzazione. Mistero, ambiguità, stratificazione: sono questi i termini che legano i lavori di Barbara De Ponti e Jens Risch e articolano il percorso della mostra. Seppur con modalità e risultati diversi, entrambi gli artisti sembrano interrogare lo spettatore sulle proprie capacità di guardare. Entrambi raccontano e svelano, avvicinano e allontanano da quell’idea di Tempo che silenziosamente governa il mondo e le cose.

Barbara De Ponti, Globorotalia Puncticulata S1, from the series Clay Time Code,  2016, Argille Azzurre  © Barbara De Ponti, Courtesy Viasaterna

Clay Time Code, realizzata da Barbara De Ponti nel 2016 ed esposta presso il Museo Internazionale della Ceramica, il Museo Carlo Zauli e il Museo di Scienze Naturali di Faenza, è una serie nata sul suolo di una particolare area geografica (faentino), caratterizzata dalla presenza di un materiale specifico risalente a 400 milioni di anni fa: l’argilla azzurra del Mare Pleistocenico.
Attraverso un percorso a ritroso supportato da studi di geologia e micropaleontologia che le hanno consentito di ampliare la tradizionale scala di misurazione del tempo, De Ponti ha individuato alcuni microrganismi fossili e li ha resi protagonisti di una serie di sculture in ceramica che li riproducono in scala aumentata, utilizzando lo stesso materiale di cui originariamente erano fatti. Accompagnano le sculture, alcuni disegni su carta che, ancora una volta, provano a formalizzare un Tempo concettualmente irrappresentabile perché estranea al campo dell’esperienza quotidiana dell’uomo.

Barbara De Ponti. Milano, 1975. Vive e lavora a Milano.
Dopo la laurea in Pittura e un master per la Comunicazione dell’Arte presso l’accademia di Belle Arti di Brera a Milano, si interessa alle relazioni tra pratica artistica e saperi geografici, utilizzando per la propria ricerca fondi archivistici e ampi studi di carattere storico e scientifico. Nel 2009 realizza Planning Constellation, 45° 28’ N, 9° 12’ E, progetto di stratificazione geografica, antropologia culturale e architettura della città di Milano e Speaking Thinks. Nel 2010 collabora con il Planetario Hoepli di Milano per la realizzazione di La luce naturale delle stelle, vincitore di LED Award. Nel 2011 è invitata dal Politecnico di Milano a presentare la performance Mantero_Op. cit. 2011 e nel 2014 pubblica Isolario (Ed. Postmediabooks) frutto di un lavoro di ricerca curato da Alessandro Castiglioni e con contributi di Matilde Marzotto Caotorta, Elio Franzini ed Ermanno Cristini. I risultati di una ricerca presso l’Archivio Capitolino e la collaborazione con l’architetto Antonio Stella Richter sono le fonti di To Identity, installazione prodotta nel 2015 dalla Casa dell'Architettura di Roma presso l’ex Acquario Romano. Ospitato dal Museo Internazionale della Ceramica, dal Museo Carlo Zauli, dal Museo di Scienze Naturali di Faenza, Clay Time Code è il suo ultimo progetto, presentato per la prima volta a Milano presso Viasaterna. 

Jens RischSilk piece VI,  20171000m., seta bianca, cm 7,5x8x7. Courtesy Viasaterna - Bischoff Projects © Photo by Joerg Baumann.

Così come l’opera di De Ponti, anche il lavoro di Jens Risch può essere letto come un elogio alla lentezza. A partire dal 2001, l’artista tedesco si è esclusivamente dedicato alla realizzazione di una serie di sculture costituite da fili di seta lunghi circa un chilometro, intrecciati su sé stessi fino a creare un groviglio inestricabile. Attraverso un metodo fatto di rigore e disciplina, Risch ha trascorso gli ultimi quindici anni ad annodare fili di seta e a registrare meticolosamente su una serie di tavole tutti i passaggi (da lui definiti “generazioni”, alludendo al campo della biologia e all’idea di “filiazione”) del proprio operare. Nulla si aggiunge, nulla si toglie. Il materiale utilizzato rimane uno e uno solo dall’inizio alla fine. Ciò che cambia non è il filo di seta ma le sue sembianze, grazie a una pratica che trova nella ripetitività del gesto l’unica traccia di intenzionalità formale dell’artista.
Attraverso una grammatica di forme semplici ma mai scontate, le opere in mostra sono capaci di scatenare una serie di sorprese che finiscono per stravolgere la percezione naturale delle cose, impedendo allo spettatore di riconoscere fino in fondo gli oggetti che ha davanti. Simili a innesti, come tali si comportano: innescano cortocircuiti, procurano spostamenti, a volte minimi, spesso impercettibili. Sono rivoluzioni silenziose, testimonianze di come un’intuizione possa essere concentrata all’interno di un altrettanto definita porzione di spazio. 

Jens Risch, Rudolstadt, 1973. Vive e lavora a Berlino.
Nato e cresciuto in Germania, nel 1992 realizza la prima di una serie di sculture in cui cerca di annullare la soggettività dell’intervento artistico, oscurando dalle proprie opere qualunque traccia di intenzionalità formale. A partire dal 2000 si dedica esclusivamente alla propria pratica dando vita prima a Seidenstück e poi a Silk Piece, serie di nodi realizzati utilizzando materiali diversi. Tra le mostre personali Jens Risch: Silk Piece V, 2011 – 2012 presso Bischoff Projects (Francoforte, 2014) e Jens Risch: Seidenstueck I & Seidenstueck II (Erster Teil) presso Weissfrauen Diakoniekirche (Francoforte, 2007). Negli anni ha preso parte a importanti mostre collettive tra cui Process, Performance, Presence presso Kunstverein Braunschweig (Braunschweig, Germania, 2016), Realtime presso il Kunstmuseum Bonn (Bonn, Germania, 2016), The Forces behind the Forms presso Museen Haus Lange und Haus Esters (Krefeld, Germania, 2016), Netz presso Kunsthalle zu Kiel (Kiel, Germania, 2014), Art & Textiles presso Kunstmuseum Wolfsburg (Wolfsburg, Germania, 2013), As Soon As Possible, Tempo e accelerazione sociale presso CCC Strozzina (Firenze, Italia, 2010), Alle Zeit der Welt presso Kunsthalle Mainz (Mainz, Germania (2008), e Family and Friends presso il Centro d'Arte Contemporanea di Brétigny (Francia, 2007).

 

VIASATERNA nasce nel 2015 su iniziativa di Irene Crocco, fondatrice nel 2011 del progetto Da vicino, per cui espone le opere di numerosi artisti italiani nel suo appartamento milanese. 
Frutto di un attento lavoro di progettazione e restauro dell’architetto e collezionista Flavio Albanese, VIASATERNA si trova all’interno di uno stabile di fine Ottocento, e occupa 450 mq su due livelli. Il nome della galleria rende omaggio a Via Saterna, una strada immaginaria descritta da Dino Buzzati tra le tavole di “Poema a Fumetti”, (1969, Arnoldo Mondadori). Un mondo in cui sogno e realtà si confondono in un intreccio di persone, destini, vite ed immaginazione. A questo luogo magico e misterioso si è ispirata Irene Crocco, dando vita ad una galleria che, attraverso l’arte, potesse diventare un luogo vivo di incontro tra persone e idee. Fin dall'inizio della sua attività VIASATERNA collabora con il team di Fantom e Benedetta Pomini. A partire da uno specifico interesse per la fotografia, VIASATERNA esplora ogni espressione della ricerca artistica contemporanea.


Barbara De Ponti e Jens Risch: Forma Mentis
Dal
24 gennaio al 16 marzo 2018
Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 12 alle 19. Mattine e sabato su appuntamento.
Contatti Stampa
: PCM STUDIO - press@paolamanfredi.com - T.: +39 02 36769480

VIASATERNA Arte Contemoranea
Via Leopardi, 32 
20123 Milano 
T. +39 02 36725378 -  www.viasaterna.com - info@viasaterna.com

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Omar Galliani. Intorno a Caravaggio, Gallerie d’Italia, Milano, dal 19/12/2017

In occasione della mostra “L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri” allestita alle Gallerie d’Italia - Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, Omar Galliani, tra le più originali voci del panorama artistico contemporaneo, propone un focus monografico intorno al maestro del Barocco, che ha contraddistinto la sua attività fin dagli esordi.
L’intervento è centrato sul Martirio di sant’Orsola di Caravaggiocapolavoro della collezione Intesa Sanpaolo, e propone una riflessione di Galliani sul Merisi, al cui apice si pone l’opera site specific dal titolo Rosso Cadmio per Caravaggio. Il progetto espositivo presenta complessivamente 10 opere di Galliani in una sala a lui interamente dedicata all’interno della sezione del ’900 delle Gallerie.
L’esposizione è costruita sull’assonanza che Galliani ha cercato con la pittura di Caravaggio, sul primato della pittura come illusionismo, in cui artista e fruitore entrano entrambi in gioco, in quella zona ancora aperta alla pittura dove operare con i possibili linguaggi semantici e tecnici, e dove prima di tutto centrale è il problema dello spazio, della luce e della figura. E da questo punto di vista l'opera di un maestro come Caravaggio, tanto moderno da essere stato riscoperto criticamente nel '900 inoltrato (Roberto Longhi, “Fortuna storica del Caravaggio”), è un ineliminabile punto di partenza, se non un traguardo, per l’artista contemporaneo.
La formula esemplare in cui l’artista emiliano coniuga la propria raffinata e originale interpretazione con capolavori della storia dell’arte, è uno dei marchi di fabbrica di Galliani, esponente di un nuovo figurativo che non ripudia la classicità, anzi la reinventa con una inedita sensibilità contemporanea. Risale al 1977 uno dei suoi primi “d’après” documentati, l’opera Apparizione, ripresa da San Matteo e l’angelo di Caravaggio, in cui l’operazione concettuale qui sottesa viene definita dal critico Giovanni Accamerappresentazione di una rappresentazione”, indicando come nell’utilizzo del medesimo linguaggio formale dell’arte, Galliani porti fuori il suo punto di osservazione, dando luogo a un intervento totalmente nuovo. “Non c’è arte che non abbia intorno, sempre, tutta l’arte”: questa è la rivoluzione di Galliani, che partecipa al tempo stesso del contesto analitico concettuale di quegli anni, ma non ripudia i traguardi formali della storia passata. In seguito, Flavio Caroli lo chiamerà per la mostra di Ferrara del 1980 dedicata al “Magico primario”, termine coniato per definire l’operato di alcuni artisti, tra cui Galliani, che utilizzano un linguaggio figurativo con l’obiettivo di superare i concetti della più recente avanguardia, rifondando l’arte su valori concreti di “bellezza” e “seduzione” (Flavio Caroli ) in opposizione alle astinenze del concettuale.
Disegno e trattamento del nero, tecniche predominanti nella pittura di Caravaggio che recenti studi hanno messo in luce, fanno parte delle ricerche di Galliani e vengono utilizzati per la nuova tavola ispirata al Martirio di sant’Orsola. Di dimensioni molto maggiori rispetto all’originale (che misura 143 x 180 cm.), l’opera di Galliani è un trittico a grafite su tavola di pioppo, dove l’artista dà forma alla materia pittorica attraverso la fitta sovrapposizione di linee, che di volta in volta definiscono contorni o creano ombre, lasciando la tavola intatta nel punto in cui la figura riceverà più luce, ma immergendola in un nero dalla profondità prospettica contrastata. La tavola è presentata all’interno di un ciclo dal titolo Rosso cadmio per Caravaggio realizzato appositamente per Gallerie d’Italia, dove una scansione modulare tra colore e immagine con tavole e tele quadrate, dà origine a una strutturazione ritmica di figurativo e astratto, in una campitura monumentale di grande coinvolgimento per il visitatore. Completa il percorso una selezione di opere “antefatti”, tra cui dittici e trittici di grandi dimensioni, con approfondimenti didattici e didascalici relativi alla tecnica utilizzata dall’artista emiliano.
La mostra propone infine una serie di laboratori didattici realizzati in collaborazione con la Fondazione Maimeri, in cui l’artista incontrerà il pubblico per raccontare i contenuti e le tecniche del suo lavoro intorno a Caravaggio, e coinvolgerà studenti delle Accademie o di altre scuole per vere e proprie sessioni sul disegno.
Verrà prodotto un catalogo con le immagini delle opere in mostra e contributi di Omar Galliani e Raffaella Resch.

Omar Galliani. Intorno a Caravaggio
Dal 19 dicembre 2017 al 18 marzo 2018
Orari: Martedì - domenica 9.30-19.30 (ultimo ingresso ore 18.30); Giovedì 9.30-22.30 (ultimo ingresso ore 21.30); Lunedì chiuso
Aperture straordinarie: Mostra “Ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri”, monografia su Omar Galliani e collezioni permanenti: 26 dicembre 2017, 6 gennaio 2018; Solo mostra “Ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri”: 24 e 31 dicembre 2017 fino alle 18.00 (ultimo ingresso 17.00), 1° gennaio 2018 apertura gratuita 14.30-19.30 (ultimo ingresso alle ore 18.30)
Chiusure: 25 dicembre 2017
Tariffe: Biglietto: intero 10 euro, ridotto 8 euro, ridottissimo (per i clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo) 5 euro; Ridotto speciale 5 euro per i possessori del biglietto della mostra Dentro Caravaggio di Palazzo Reale di Milano; Gratuito per le scuole, minori di 18 anni e la prima domenica del mese
Informazioni: Numero verde 800.167619; info@gallerieditalia.com; www.gallerieditalia.com
Ufficio Stampa: Intesa Sanpaolo Ufficio Media Attività Istituzionali, Sociali e Culturali: Silvana Scannicchio - Tel. 335.7282324 - silvana.scannicchio@intesasanpaolo.com

Gallerie d’Italia
Piazza della Scala 6
Milano

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La Lettura Il colore delle parole, Palazzo della Triennale, Milano, fino al 3 dicembre 2017

Inaugurata la mostra La Lettura Il colore delle parole. L’illustrazione d’autore nel supplemento culturale del Corriere della Sera, all’Impluvium della Triennale, sono intervenuti il presidente della Fondazione Corriere: Piergaetano Marchetti, il direttore del «Corriere» Luciano Fontana, e la vicepresidente della Triennale: Clarice Pecori Giraldi, in presenza dei curatori Antonio Troiano e Gianluigi Colin e a illustratori e artisti. Il percorso espositivo propone una riflessione sul ruolo dell’illustrazione nel linguaggio giornalistico. Protagonisti sono i disegni pubblicati sulle pagine dell’inserto culturale del  Corriere della Sera a partire dal primo numero del 13 novembre 2011: oltre mille opere realizzate per accompagnare e approfondire i testi attraverso tratti disegnati, che in questi sei anni hanno fatto del supplemento una palestra per giovani autori e luogo di incontro con grandi artisti, da Mimmo Paladino a Art Spiegelman, Dario Fo, Emilio Isgrò, Velasco Vitali, e tanti altri. Al centro della mostra verranno presentate opere originali di Bruno Munari, Walter Molino, Umberto Brunelleschi, Enrico Sacchetti e Bruna Mateldi Moretti (Brunetta), pubblicate sulla storica “Lettura”dei primi del ‘900.


La Lettura Il colore delle parole.
L’illustrazione d’autore nel supplemento culturale del Corriere della Sera.
A cura di: Gianluigi Colin e Antonio Troiano
Un progetto di: Fondazione Corriere della Sera e la Lettura
Dal 16 novembre al 3 dicembre 2017
Ingresso: Libero
Orari: Martedì - Domenica 10.30 - 20.30
Tel. +39.02.724341 - info@triennale.org
Ufficio Stampa Corriere della Sera e Fondazione Corriere
 - Maria Verdiana Tardi - 02 25845412 - 347 7017627 - verdiana.tardi@rcs.it
; Beatrice Minzioni - 02 25844810 - 366 9206986 - beatrice.minzioni@rcs.it - Valentina Ciolfi - 02 25844164 - 346 2648329 - valentina.ciolfi@rcs.itwww.rcsmediagroup.it

Palazzo della Triennale
Viale Alemagna 6
20121 Milano

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LORIS CECCHINI, AVELINE – Antiquaire, Paris, fino al 26 novembre

Dopo l’esposizione dedicata a Michelangelo Pistoletto (2014), Pascale Marthine Tayou (2015) e Daniel Buren (2016), Galleria Aveline e Galleria Continua ospitano le opere dell’artista italiano Loris Cecchini a partire dal 16 ottobre 2017.
Nel lavoro di Loris Cecchini (Nato a Milano nel 1969), la fotografia, il disegno, la scultura e l’installazione si combinano per formare un’unica poetica. Il lavoro di Cecchini deve tanto alla sua conoscenza di un largo ventaglio di media quanto alla sua curiosità instancabile.
Cecchini propone un dialogo particolare con l’architettura del XVIII della Galleria Aveline. Delle giganti bolle in PVC flessibile emergono dalle finestre della facciata, come se fossero gonfiate misteriosamente dall’interno. La loro trasparenza e la tecnica alla loro origine rompono la solidità e la dimensione patrimoniale che caratterizzano l’hotel. 

Blaublobbing, 2006-2017, trasparent PVC, wire rope, motors, lights, variable dimensions, Ph Oak Taylor-Smith

All’interno, altre stanze turbano l’equilibrio sereno del luogo. Così, la serie di Wallwave Vibration che l’artista chiama i «corpi estrusi», è una manifestazione fisica di una pulsazione simile a un fluido, e il suo equilibrio è frammentato per formare un’onda elettromagnetica delicata. Con questo lavoro lo spazio è trasformato e la fragilità è incorporata nel supporto della struttura poiché l’artista utilizza simultaneamente lo spazio come soggetto e materia, stabilendo nello stesso tempo una nuova definizione di scultura.

LORIS CECCHINI, GALERIE AVELINE | JEAN-MARIE ROSSI, Paris, 2017

I muri della galleria sembrano risuonare, reagire animati da una pulsazione sconosciuta. Integrando elementi provenienti da diversi settori multidisciplinari della chimica alle tecnologie avanguardistiche il suo lavoro studia astutamente i limiti della creazione, questo permette di individuare costantemente i risultati artistici interessanti le cui definizioni cambiano.
Come Cecchini, lungo tutto il secolo XVIII, gli ebanisti europei hanno continuato a esplorare le loro sperimentazioni tecnologiche e formali, fino a introdurre nell’arredamento la porcellana, la lacca asiatica, il marmo e il placcaggio dei legni esotici.
La metafora organica e i movimenti costituiscono le filosofie cardini delle investigazioni dell’artista e sono le basi fondamentali nei suoi progetti. Agendo con la lente di uno scienziato, Cecchini esamina da vicino i suoi moduli cominciando inizialmente dagli studi 3D o dagli acquerelli basati sulla particolarità degli elementi naturali.
La libertà nell’accostamento dei moduli in acciaio di Cecchini corrisponde alle catene di cristalli traslucidi perfettamente allineati del lampadario fine xviii della manifattura del Granja. Le forme organiche richiamano la morfologia cellulare dispiegandosi all’infinito, mentre i cristalli dalle faccette sapientemente tagliate compongono i volumi delle differenti corone del lampadario.
Le installazioni a base di moduli di Cecchini, una successione calcolata di elementi in acciaio inossidabile generata delle sue ricerche preliminari, utilizza di nuovo l’organismo come leitmotiv nel suo lavoro per affrontare l’evoluzione complessa dell’arte in relazione alla scienza. In molteplici opere, Cecchini riunisce i suoi moduli in acciaio per formare delle finte piante rampicanti, di coralli o di cristalli, che derivano organicamente da un ventaglio di sentieri sorprendenti in contrasto con l’intenzione deliberata della propagazione.
La moltiplicazione dei moduli di Cecchini, salendo verso il cielo, sembra infinita di fronte alla scrivania stile “Boulle”, unica con le basi radicate al pavimento. Qui il lavoro manuale si esprime nel controllo dei volumi resi, mentre i moduli prodotti industrialmente prendono molteplici forme organiche. Per André-Charles Boulle, la Natura è anche sorgente di ispirazione e si traduce nel suo intarsio di metallo e di guscio di tartaruga, per i giochi di intrecci e arrotolamenti del motivo a foglie. I suoi bronzi finemente cesellati e dorati si amalgamano alla perfezione con l’intarsio. Il gioco della luce è sottile di fronte ai moduli metallici e allo splendore immacolato.

Zooffice, 2001, Lambda print, silicone, Plexiglas, 120 x 180 cm, Ph Oak Taylor-Smith

Loris Cecchini ha esposto il suo lavoro a livello internazionale con esposizioni monografiche in importanti musei come Palais de Tokio a Parigi, il Museo di arte Moderna di Saint-Etienne-Métropole, il MoMA PS1 a New York, il Duolun MoMA di Shanghai, il Centro Gallego di Arte Contemporanea a Santiago di Compostela, il Kunstverei di Heidelberg, il Quartiere di Firenze, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato e la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano.
Ha partecipato a numerose esposizioni internazionali come la 56esima, la 51esima e la 49esima Biennale di Venezia, la 6esta e la 9na Biennale di Shanghai, la 15esima e la 13esima quadriennale di Roma, la biennale di Taiwan a Taipei, la Biennale di Valencia in Spagna, la 12esima Biennale Internazionale di Scultura di Carrara. Loris Cecchini ha inoltre partecipato a diverse esposizioni collettive in tutto il mondo tra cui quella al Ludwig Museum di Cologne, al PAC di Milano, Palazzo Fortuny a Venezia, Macro Future a Roma, al MART di Rovereto, Hayward Gallery di Londra, The Garage Centre for Contemporary Culture di Mosca, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, le Musée d’Art Contemporain di Lione, al MOCA de Shanghai, la Deutsche Bank Kunsthalle di Berlino e molte altre. Ha inoltre realizzato diverse installazioni permanenti site-specific, come quella a Villa Celle a Pistoia, nel cortile di Palazzo Strozzi a Firenze, alla Fondation Boghossian di Bruxelles e per Cleveland Clinic’s Arts & Medicine Institute negli Stati Uniti, a Terrasses du Port de Marseille in Francia, a Shinsegae Hanam Starfield a Seoul e, durante la Biennale di Venezia del 2017, al Fondaco dei Tedeschi.

Loris Cecchini, No casting (transparencies), 2000

After the exhibitions devoted to Michelangelo Pistoletto (2014), Pascale Marthine Tayou (2015) and Daniel Buren (2016), the Galerie Aveline and Galleria Continua are delighted to host works by Italian artist Loris Cecchini as from 16 October 2017.
In the work of Loris Cecchini (born in Milan, 1969), photography, drawing, sculpture and installation combine to form a unified poetics. Cecchini’s work owes as much to his expertise of a broad range of media as to his indefatigable curiosity.
Cecchini proposes a special dialogue with the XVIIIth century architecture of the gallery Aveline. Gigantic bubbles of soft PVC emerge from windows of the facade, as mysteriously blown from the inside. Their transparency and the technicality at their origin break with the solidity and the patrimonial dimension of the mansion.
Inside, other rooms disrupt the quiet balance of the space. His serie Wallwave Vibration or what the artist refers to as ‘extruding bodies’, a physical manifestation of a pulsation resembling a fluid’s whose balance has been disseminated to form a delicate electromagnetic wave. With these works, the context of the space is transformed and fragility is incorporated within the supporting structure as the artist simultaneously uses space as a subject and material, establishing at the same time new definitions of sculpture. The walls of the gallery seem to resonate, reacting to an unknown pulsation.
Incorporating elements from various interdisciplinary fields from chemistry to groundbreaking technologies, his work playfully investigates the limits of creation generating a continuous detection of exciting art outcomes whose definitions are ever changing. Like Cecchini, throughout the xviiith century, european cabinet makers continued to push their technological and formal experiments, going so far as to introduce into the furniture porcelain, Asian lacquer, marble and veneer of exotic wood.
Biological metaphor and motion represent core philosophies behind the artist’s investigation and fundamental basis in his projects. Acting with the lens of a scientist, Cecchini closely examines his modules initially starting with basic 3D or watercolor studies moving forward toward the particularity of natural elements.
The freedom of assembly of Cecchini’s steel modules meets the perfectly aligned translucent crystal chains of the late xviiith century manufacture of the Granja. Organic forms referring to cellular morphology are deployed to infinity, while crystals with cleverly cut facets structure the volumes of the different crowns of the chandelier.
Cecchini’s module-based installations, a calculated chain of stainless steel elements originating from his preliminary inquiries again using organism, as a leitmotif in his work to address the intricate evolution of art in relation to sciences. In a wide range of works, Cecchini join together his steel modules to form a semblance of climbing plants, corals or crystals structures, organically deriving in an array of bewildering trails contrasting the deliberate intention of the propagation.
The multiplication of Cecchini modules, rising towards the sky, seems endless in front of this unique Boulle desk with his feet moor in the ground. Here manual labor is expressed in the control of volumes and renderings while the industrially produced modules take on many organic forms. For André-Charles Boulle, Nature is also a source of inspiration and is reflected in his work of metal and tortoiseshell by the interlacing and winding of foliated motifs. His bronzes precisely chiselled and gilded add to perfection with marquetry. The play of light is subtle in front of metal modules with immaculate brilliance.
Loris Cecchini has exhibited his work internationally with monographic exhibitions in major museums such as the Palais de Tokyo in Paris, the Museum of Modern Art in Saint-Etienne-Métropole, the MoMA PS1 in New York, the Duolun MoMA the Center Gallego of Contemporary Art in Santiago de Compostela, the Kunstverein of Heidelberg, the Firenze Quarter, the Center for Contemporary Art Luigi Pecci in Prato, the Arnaldo Pomodoro Foundation in Milan.


Loris Cecchini
Dal 16/10/2017 al 26/11/2017

Galleria Continua
chez
GALERIE AVELINE - JEAN-MARIE ROSSI'
94, rue du Faubourg Saint-Honoré

75008 Paris
www.aveline.com - Tél. +33 (0)1 42 66 60 29 - aveline@aveline.com
info@galleriacontinua.com -  studio@loriscecchini.org

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RUGGERO MAGGI, NON SOLO LIBRI, Università del Melo, Galleria di Arti Visive, Gallarate (VA), dal 19/10/2017

INAUGURAZIONE GIOVEDÌ 19 OTTOBRE ORE 17.00
Galleria di Arti Visive dell'Università Del Melo, Gallarate
Mostra di RUGGERO MAGGI Non solo Libri, Libri d'artista di Ruggero Maggi

Dal 19 ottobre al 17 novembre 2017, l’Università del Melo - Galleria di Arti Visive ospita la mostra di Ruggero Maggi Non solo libri che inaugura il nuovo progetto Officina Open, naturale proseguimento di Officina Contemporanea la rete culturale urbana promossa da Fondazione Cariplo nel 2013 con la partecipazione di undici importanti enti e associazioni culturali cittadine.
Officina Open nasce dalla collaborazione tra l’Università del Melo, luogo ospitante delle rassegne espositive, il Museo Maga e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Gallarate che insieme realizzeranno una serie di piccole mostre da ottobre a maggio.
Dopo l’inaugurazione all’interno del Festival DUEMILALIBRI, termina il 17 novembre 2017, presso la Galleria di Arti Visive dell’Università del Melo.
I giorni 16 e 17 novembre negli orari di apertura al pubblico (dalle 16 alle 19 circa) sarà presente in galleria l’autore delle opere esposte, Ruggero Maggi.


Ruggero Maggi, artista da sempre abituato a inventare nuovi modi di fare arte, presenta una selezione di libri d’artista dove “ … il libro viene pensato e realizzato come oggetto artistico autonomo, creato per esplorare inediti territori di ricerca, per aprire finestre al di là delle quali si aprono infiniti nuovi mondi. Maggi come artista ha da sempre privilegiato la progettazione e realizzazione del libro come pratica artistica innovativa, lontana dai rigori di opere di grandi dimensioni e capace di innescare una sorta di cortocircuito tra la parola, l’immagine, il supporto, il formato e l’interazione con lo spettatore chiamato a cambiare il suo approccio con il libro e con l’opera d’arte ….” spiega Emma Zanella, curatrice della mostra, nel suo testo critico.

La mostra rientra nella manifestazione 2000libri rassegna letteraria, ideata e realizzata per la prima volta nel 1999, e giunta alla sua diciottesima edizione. Organizzata dall’Assessorato alla Cultura, vede coinvolte alcune librerie e realtà culturali del territorio e si svolgerà dal 13 al 22 ottobre 2017.

Ruggero Maggiartista e curatore. Dal 1973 si occupa di poesia visiva; dal 1975 di copy art, libri d’artista, arte postale; dal 1976 di laser art, dal 1979 di olografia, dal 1985 di arte caotica sia come artista - con opere ed installazioni incentrate sullo studio del caos, dell’entropia e dei sistemi frattali - sia come curatore di eventi.
Tra le installazioni olografiche: “Una foresta di pietre” (Media Art Festival - Osnabrück 1988) e “Un semplice punto esclamativo” (Mostra internazionale d’Arte Olografica alla Rocca Paolina di Perugia – 1992); tra le installazioni di laser art: “Morte caotica” e “Una lunga linea silenziosa” (1993), “Il grande libro della vita” e “Il peccatore casuale” (1994), “La nascita delle idee” al Museo d’Arte di San Paolo (BR). Suoi lavori sono esposti al Museo di Storia Cinese di Pechino ed alla GAM di Gallarate. Ha inoltre partecipato alla 49./52./54. Biennale di Venezia ed alla 16. Biennale d’arte contemporanea di San Paolo nel 1980.
Nel 2006 realizza “Underwood” installazione site-specific per la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Nel 2007 presenta come curatore il progetto dedicato a Pierre Restany “Camera 312 – promemoria per Pierre” alla 52. Biennale di Venezia.
Dal 2011 con cadenza biennale (2013/2015/2017) presenta a Venezia con il Patrocinio del Comune di Venezia Padiglione Tibet, progetto esposto successivamente alla Biennale di Venezia, al Museo Diotti di Casalmaggiore (CR) e presso la Biblioteca Laudense di Lodi. Nel 2014 PadiglioneTibet partecipa alla Bienal del Fin del Mundo in Argentina e nel 2016 è presentato al Castello Visconteo di Pavia.
Nel 2017 Padiglione Tibet a Venezia a Palazzo Zenobio.

www.camera312.it
www.padiglionetibet.com


RUGGERO MAGGI Non solo libri - Libri d'artista di Ruggero Maggi
Dal 19 ottobre al 17 novembre 2017

Inaugurazione: giovedì 19 ottobre, ore 17.00
Orari: da lunedì a domenica 15.00|19.00
Ingresso: libero

Università del Melo - Galleria di Arti Visive 
Via Magenta 3
21013 Gallarate (VA)
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