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Archivi categoria : Editoria

I colori della poesia – io, Remo, Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti, Macerata

Ondate di scirocco, della nuova estate
dietro il temporale, zaffate di frescura insperata
e assalti di delirio;
così mi confonde il mio amore
imbellettato e strano e non so se ridere
con trasporto o separarmi
tramite una cortina di pianto.
Addosso avrei una inespressa voglia,
ma tu non darmi retta, svolta e sparisci dietro l’angolo,
dimentico del mattino odoroso.

Remo Pagnanelli

3 febbraio 2018 - I COLORI DELLA POESIA IN MOSTRA ( dal 3 al 17 febbraio 2018) Relazione del prof. Cresti UNIMC
10 febbraio 2018 - QUASI UN CONSUNTIVO . Presentazione di volume di poesie. Intervengono Daniela Mareschini, Alessandra Sfrappini, Lucia Tancredi.
17 febbraio 2018 - REMO PAGNANELLI. IL FILO DEL PENSIERO. Intervengono E. Capodaglio, F Davoli, E. de Signoribus, U Piersanti, A Seri, M. Verdenelli.
22 febbraio 2018  “Il Pozzo del Poeta”. Evento nello storico pub di via Costa, di cui Pagnanelli era un notissimo habituè, e che quando il poeta morì chiuse ‘per lutto’. Un incontro per ricordare l’impegno civile di Pagnanelli giornalista. Partecipano Maurizio Verdenelli, allora redattore capo de ‘Il Messaggero’, Guido Garufi, Filippo Davoli, Luciano Magnalbò, Piero Feliciotti. Musiche di Enzo Nardi e Marco Ferrara. Letture ed una mostra fotografica di anni brevi ma ‘formidabili’ della ‘più bella gioventù di Macerata’ di cui Remo era parte significativa.


Macerata ricorda Remo Pagnanelli (Macerata, 6/05/1955 - Macerata, 22/11/1987), poeta e critico letterario di elevato spessore, vincitore di numerosi premi nazionali, conosciuto e apprezzato non solo nel territorio maceratese di cui il 22 novembre ricorre il trentennale dalla sua  morte.
Per rammentare e sottolineare l’attività di Remo Pagnanelli, il suo impegno quotidiano, la sua curiosità di lettore onnivoro, il rispetto per la sacralità della parola e per la musicalità del verso, la passione per l’arte e per la musica, la sua attenzione per l’analisi della psiche umana, l’Associazione culturale Remo Pagnanelli, insieme all’Amministrazione comunale e all’Istituzione Macerata Cultura, in occasione della presentazione del volume che riedita una parte delle poesie dello scrittore maceratese da parte della casa editrice Donzelli di Roma, promuove Io, Remo una serie di eventi dall’arte alla poesia, all’approfondimento critico, alla didattica e divulgazione,  nella sala Castiglioni della Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti.

L’assessore alla Cultura Stefania Monteverde: “Macerata ricorda Remo Pagnanelli che rappresenta per la città, ma non solo, un grande patrimonio culturale, con la consapevolezza che c’è la storia di un intellettuale che ha avuto e ha ancora molto di dire oggi Il suo pensiero colto, raffinato e profondo oggi entra in un percorso cittadino che le istituzioni fanno proprio”.
Sabina Pagnanelli : "Un evento importante perché si occupa di un autore che non può promuoversi, è una scommessa alta che testimonia l’alto valore dei versi di Pagnanelli. La scelta di un editore prestigioso consentirà non solo una maggiore diffusione e conoscenza dell’opera poetica, ma anche di non disperdere il suo grande patrimonio di scrittura  e di lavoro in campo poetico e critico, fornendo l’occasione di una nuova valutazione e rivisitazione del pensiero e delle opere di Remo Pagnanelli. Nel mese di dicembre il volume verrà presentato a Montecitorio nel corso di un incontro riservato alla stampa specializzata”.

I colori della poesia in mostra”, quindici artisti interpretano 15 poesie: Ubaldo Bartolini, Giuseppe Rinaldo Basili, Ugo Caggiano, Aldo Carletti, Silvio Craia, Egidio Del Bianco, Anna Donati, Manuela Grelloni, Carlo Iacomucci, Mario Migliorelli, Jacopo Pannocchia, Claudio Pantana, Riccardo Piccardoni, Lucia Spagnuolo, Luca Zampetti. Artisti dai linguaggi diversi, dai percorsi diversi, dai supporti diversi, dalle tecniche diverse, dai pensieri diversi, che interpretano e rappresentano il pensiero di Remo Pagnarelli per non dimenticarlo, ricordandone tutta la sua sensibilità, curiosità e spiritualità. 

 

Sabina Pagnatelli:“Mio fratello amava soprattutto l’azzurro ed aveva una spiccata predilezione per la storia dell’Arte... L’Arte lo affascinava come le Poesia e la Critica e pure la musica: avrebbe imparato a suonare il pianoforte ma a 18 anni le sue mani risultavano ‘rovinate’ dalla pianola elettrica di cui era ‘pratico... Nel mare allora andando/per una in una oscurità maggiore/sogna l’alito di Dio/e vedine la chiarità che salva”. “Quei versi sono ora incisi sulla sua tomba nella parte monumentale del cimitero di Macerata. Marmo, quei versi, la sua foto e basta: il bianco come il mare sostiene e comprende tutto. A lui sarebbe piaciuto. Qualche mese prima di morire, nella sua ultima estate dell’87, in vacanza con i nostri genitori, a Brunico, aveva visitato i cimiteri della prima guerra mondiale. E gli era piaciuta la disposizione, il bianco minimal, l’asciuttezza, il messaggio sussurrato e profondo insieme di tutti quei nomi, vite stroncate nella giovinezza. Riattualizzare quindi il lavoro di chi ha versato tutta la sua passione nella critica e nella poesia, considerata, quest’ultima, una forma di “responsabilità umana e civile”.

La mostra fa parte di un programma che prevede altri appuntamenti alla cui organizzazione contribuiscono anche l’Amministrazione comunale, l’Istituzione Macerata Cultura, la Regione Marche, la Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata, il Rotary Club “Matteo Ricci” e l’Università di Macerata.
Il nuovo libro di Remo Pagnanelli: Quasi un consuntivo, casa editrice romana Donzelli, riedita una selezione di versi di Remo Pagnanelli. Il titolo è lo stesso di una sua poesia, pubblicata nella raccolta Dopo, Forum, Forlì, 1981.
"Mia ombra mio doppio, talvolta amico ma più spesso straniero che mi infuria ostinato, mio calco che nessuna malta riempie, fantasma appena colto, di te ho centinaia di fotogrammi sfrenati dalle corse, trattenuti nelle reti, mio ombrello protettivo paratutto, già cieco già binomio d’altro, convengo con te quel che segue. Niente di umano scoperchia la follia."
Remo Pagnanelli riconosciuto da Franco Fortini e Vittorio Sereni come uno dei più interessanti poeti e critici nati negli anni cinquanta, è un autore di culto la cui opera resta pressoché introvabile. Testimone di una generazione schiacciata tra i maestri degli anni sessanta (Luzi, Sereni, Fortini) e le delusioni post-sessantottine, con la sua passione per la letteratura ha lasciato versi esemplari e un ideale di etica della storia nel cui fuoco ha consumato in fretta la propria vita. Dopo il ’68 (così s’intitola la sua prima raccolta), mentre stava crescendo il fuoco delle neoavanguardie, il marchigiano Pagnanelli si è tenuto «stretto» Leopardi insieme con Sereni, e ha lavorato con rigore sulla parola e sull’intonazione poetica. Tra classico e moderno, lirica e poème en prose, il verso di Remo Pagnanelli si impone ancora oggi come continua e silente tensione tra ciò che accade prima e ciò che accade dopo la morte di ciascun individuo, di ieri come di oggi; dialogo pacato e ostinato con un altro e un altrove grazie a una particolare percezione leopardiana della Natura in grado di dialogare a distanza con un’epoca di passaggio come quella che la poesia di oggi continua a vivere, sospesa tra fine e inizio millennio.
Remo Pagnanelli è nato il 6 maggio 1955 a Macerata, dove è morto suicida il 22 novembre 1987. È stato poeta, critico, prosatore. Ha fondato nel 1980 e diretto la rivista di poesia e critica letteraria «Verso». Tra le sue opere poetiche si ricordano: Dopo (Forum, 1981), Musica da viaggio (A. Olmi, 1984), Atelier d’inverno (Accademia Montelliana, 1985) e, pubblicate postume, Preparativi per la villeggiatura (Amadeus, 1988), Epigrammi dell’inconsistenza (Stamperia dell’Arancio, 1992) e Le poesie, a cura di D. Marcheschi (il lavoro editoriale, 2000). Nel 1985 ha ricevuto il Premio Montale per il poemetto L’Orto botanico (All’Insegna del Pesce d’Oro, 1986). Tra i suoi scritti critici, lo studio su Vittorio Sereni, La ripetizione dell’esistere (Scheiwiller, 1981) e, postumo, Fortini (il lavoro editoriale, 1988). 

Remo Pagnanelli. Quasi un consuntivo (1975-1987)
A cura di: Daniela Marcheschi
Editore: Donzelli
Collana: Poesia, n. 66
Pagine: 160
ISBN: 9788868436858
Prezzo: € 15,00

"La luce più vasta è il buio,
questo già lo sapevamo,
non la più penetrante però...,
come la luna ch’è un faretto,
sul palcoscenico all’aperto.
Centra e si sposta ovunque,
al contrario non si muove
ma è dappertutto la medesima.
Detto tutto."


I colori della poesia
Dal
3 al 17 febbraio 2018
Info: www.remopagnanelli.it

Orari: Lunedì, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30; Martedì, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30; Mercoledì, dalle 9:00 alle 18:30; Giovedì, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30; Venerdì, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30; Sabato, dalle 9:00 alle 13:00

Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti
Sala Castiglioni
Piazza Vittorio Veneto
Macerata
Tel. 0733/256360 - 0733/256359 - 0733/256362 - 0733/256456 - 

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I Pulcini di Casiraghy, Tipografia e poesia, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Milano dal 8/02/2018

Una mostra a cura di Andrea Tomasetig con il supporto di Camilla Palma.
250 libri d’artista stampati a mano in edizione limitata fluttuano in galleria come i pensieri aerei - liberi, colti, irriverenti - di Alberto Casiraghy.
Un omaggio lucido e ironico all’erede di Gutenberg e Munari e alla sua stampante monotype alloggiata a Osnago, fra il gatto e la cucina.

La Fondazione Gruppo Credito Valtellinese inaugura, con la curatela di Andrea Tomasetig, giovedì 8 febbraio presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano - Refettorio delle Stelline, la grande esposizione antologica delle oltre diecimila pubblicazioni Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy dal titolo I “pulcini” di Casiraghy. Tipografia e Poesia.
La fama e il prestigio conquistati nel tempo da Casiraghy e dalle sue edizioni Pulcinoelefante sono tali da annoverarlo tra i nomi più illustri degli stampatori italiani. Dal 1982 crea libri nella magica casa-officina brianzola di Osnago, in provincia di Lecco, in cui ogni stanza è invasa da carte, strumenti di lavoro, curiosità.
Come in un luogo d’altri tempi da Casiraghy scrittori, artisti, intellettuali, ma anche amici e persone qualsiasi si incontrano, chiacchierano e creano. Impossibile da eguagliare è il numero degli autori coinvolti nella realizzazione delle sue opere: centinaia e centinaia (lombardi di nascita o d’adozione, provenienti da tutta Italia e dal mondo) hanno lasciato e continuano a lasciare le loro tracce nei preziosi libriccini stampati e illustrati in poche copie. Enrico Baj, Maurizio Cattelan, Gillo Dorfles, Emilio Isgrò, Franco Loi, Giorgio Manganelli, Gualtiero Marchesi, Bruno Munari, Fernanda Pivano, Arturo Schwarz, Ettore Sottsass, Sebastiano Vassalli, fino a Andy Warhol e i poeti della beat generation, per citare solo alcuni nomi. Su tutti spicca il rapporto privilegiato con Alda Merini, della quale sono stati pubblicati circa millequattrocento titoli.
I volumetti nati nella casa di Alberto sono delle vere e proprie opere d’arte, frutto del lavoro di un artigiano dell’editoria che ama il libro come oggetto d’arte oltre che di cultura. Inconfondibile la struttura tipo: due fogli di carta pregiata color avorio poi piegati e cuciti a mano sul dorso per complessive otto pagine, testo composto a mano con caratteri mobili in piombo Bodoni e stampato dalla mitica macchina piana Nebiolo, in copertina titoli e una piccola immagine con interventi, quindi il breve e fulminante testo (un aforisma - lui stesso ne è un ottimo autore -, una riflessione, una poesia, ecc.), segue una grafica o un’opera originale (molte sono di sua creazione) o addirittura sorprendenti oggetti incorporati, infine il colophon con l’indicazione della tiratura che varia da 15 a 33 copie. La mostra milanese vuole essere un omaggio al più originale stampatore italiano contemporaneo, mettendone in luce le molteplici vesti di tipografo, grafico, autore, editore e pedagogo e celebrandolo come l’erede più vicino di Bruno Munari.
Oltre duecento volumetti (molti dispiegati nella loro interezza - copertina, testo, opera grafica, colophon - per permettere di gustarli appieno), esposti con originalità insieme a un ampio numero di bozze volteggianti negli spazi espositivi a disposizione tattile del pubblico, raccontano il suo mondo. Il percorso, “all’insegna della leggerezza e della poesia” come tiene a precisare, è diviso in tre grandi sezioni: la Filosofia della vita (Saggezza, Amore, Natura); gli Amici (Scrittori, Artisti, Alda Merini); le Arti (Poesia, Musica, Arte, Gastronomia, Tipografia, Libri). La mostra è, inoltre, notevolmente arricchita con gli strumenti del lavoro tipografico (caratteri, matrici xilografiche, cliché) e con documenti originali (fotografie, disegni, lettere, manifesti, oggetti e curiosità) provenienti dalla casa-officina di Osnago.
A completamento della mostra una sala è dedicata alla proiezione de “Il fiume ha sempre ragione”, diretto da Silvio Soldini nel 2016. Il film documentario narra le vicende di due uomini, Alberto Casiraghy e il ticinese Josef Weiss, accomunati dalla passione per la tipografia.
La mostra è accompagnata da un catalogo con testi introduttivi del curatore Andrea Tomasetig e di Stefano Salis.

Roberto Casiraghi e Alessandra Finzi, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Milano, 8/02/2018, © Gianni Marussi, Artdirectory Marussi, artdirectory-marussi.it

I Pulcini di Casiraghy, Tipografia e poesia
A cura di:
Andrea Tomasetig con il supporto di Camilla Palma
dal 09/02 al 31/03/2018

Orari: martedì- venerdì 14.00-19.00; sabato 09.00-11.30; ultimo ingresso 11.00; chiuso domenica e lunedì
Ingresso: libero
Informazioni: galleriearte@creval.it - www.creval.it - T. +39 031 303492; +39 347 0420386
Ufficio stampa: Camilla Palma - T.. +39 031 303492 - +39 347 0420386

Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magente 59
Milano

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Album Primo Levi, Einaudi Editore, presentato alle Gallerie d’Italia

Presentato oggi alle Gallerie d'Italia di Intesa Sanpaolo, in piazza della Scala a Milano, il volume Album Primo Levi.
Un'iniziativa che conferma l’impegno della Banca a favore dei temi della cittadinanza e del ricordo della nostra storia continua per la Giornata della Memoria, a poche settimane dall’inaugurazione del MEIS, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoà di Ferrara, la cui mostra inaugurale vede Intesa Sanpaolo tra i principali sostenitori.
Il volume Album Primo Levi, a cura di Roberta Mori e Domenico Scarpa, edito da Einaudi, di cui la Banca ha sostenuto la realizzazione, è stato presentato alla presenza del Presidente Emerito Giovanni Bazoli, che ha sottolineato lo storico impegno della Banca in tal senso, di cui è stato illustre protagonista l'ex presidente della Banca Commerciale Raffaele Mattioli. Sono intervenuti Walter Barberis, Presidente Giulio Einaudi editore; Michele Coppola, Direttore Arte, Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo; Ernesto Ferrero, Presidente Centro Internazionale di Studi Primo Levi; Roberta Mori, Curatrice del libro; Domenico Scarpa, Curatore del libro, moderatore Matteo Fabiani, Responsabile Rapporti con i Media Intesa Sanpaolo. Elvio Annese ha letto alcuni bravi di Primo Levi.

Il sostegno al volume è un nuovo tassello che segue il ciclo di letture Trent’anni dopo. Primo Levi e le sue storie, voluto da Intesa Sanpaolo in omaggio al narratore, uomo di scienza e pensatore e realizzato al grattacielo di Torino nella primavera scorsa. Curato da Giulia Cogoli, ha visto l’interpretazione degli scritti di Levi da parte degli attori Gioele Dix, Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni.

Dal progetto è nato un documentario di Sky Arte che racconta la vita e l’opera di un uomo che è stato lo straordinario testimone  del  momento più tragico del Novecento e che sarà  trasmesso  su  Sky  Arte,  sabato  27  gennaio alle ore 20,15.
Primo Levi e le sue storie. 30 anni dopo a cura di Arianna  Marelli, per la regia di Thierry Bertini, ricostruisce il clima e il dramma della Shoà attraverso le letture, interviste allo stesso Levi e l’uso di materiali d'archivio con interventi di Walter Cronkite, l'anchorman della CBS che fu corrispondente al processo di  Norimberga, Yakov Vinnichenko, uno dei primi soldati dell'Armata Rossa ad entrare ad Auschwitz, e Benjamin Ferencz, uno dei procuratori americani a Norimberga.
Si rinnova inoltre il sostegno di Intesa Sanpaolo al principale appuntamento milanese per la Giornata della  memoria, il concerto di sabato  27 gennaio, ore 20, presso il Conservatorio di Milano, promosso dall’Associazione Figli della Shoah, dal Conservatorio G. Verdi, dalla Comunità Ebraica di Milano, dalla Fondazione CDEC, dal Memoriale della Shoah di Milano e dal Comitato per la Foresta dei Giusti - Gariwo (ingresso libero fino ad esaurimento posti).


A trent'anni dalla scomparsa di Primo Levi, questo volume intende proporre al pubblico un originale ritratto, per testi e immagini, di una tra le figure più complesse della letteratura e della cultura del Novecento.

Né biografia né saggio monografico, l'Album Primo Levi si configura piuttosto come un film documentario steso su carta, data la rilevanza che vi assume il materiale iconografico, rappresentato da oltre 400 immagini in gran parte inedite, e da un graphic novel dell'artista Yosuke Taki, ispirato al racconto «Carbonio». Ed è sempre nel rapporto con la dimensione visiva che i testi contenuti nel volume trovano una specifica ragion d'essere: primi fra tutti quelli di Levi, che - in centinaia di citazioni tratte da scritti celebri, rari o del tutto ignoti - entrano in immediata comunicazione con le figure in una continua e sempre coerente alternanza di letteratura e cronaca, poesia in versi e testimonianza storica, invenzione fantastica e intervento pubblico. Il lavoro dei due curatori lega in una documentata trama narrativa ciascuno degli ampi quadri tematici in cui l'opera è suddivisa. Dedicate rispettivamente al mestiere di chimico, al rapporto con la montagna, all'esperienza del Lager, ai mondi della scrittura e della traduzione, e infine alle declinazioni del «fare» creativo - artistico o professionale -, le sezioni dell'Album sono completate da due appendici. La prima, topografica, presenta i luoghi essenziali nella vita di Primo Levi, a Torino e nel Piemonte - Valle d'Aosta; la seconda, in chiusura, è un riepilogo cronistorico per immagini.
L'opera di Primo Levi è come una costellazione, ricca di luci e profondità. Questo Album ne disegna gli addensamenti e ne esplora gli spazi. In ogni sua pagina le immagini, inedite per una quota notevole, si aprono su mondi sempre diversi: e dialogano con brani dello scrittore - notissimi o ignoti, ma sempre di icastica brevità - popolando di cose, personaggi, domande e pensieri questo libro. Un sottile filo narrativo accompagna il lettore aiutandolo a orientarsi tra i fatti. Al centro del discorso spiccano due nomi: «Auschwitz» e «Carbonio». Intorno al primo si concentrano l'esperienza del male estremo vissuto dall'umanità nel secolo scorso, e le riflessioni che Levi andò svolgendo da Se questo è un uomo a I sommersi e i salvati. Ispirate al secondo, le suggestive tavole di Yosuke Taki illustrano il racconto cosmico-visionario sulla nascita e sulle incessanti trasformazioni della vita posto a suggello del Sistema periodico. A corona di questo centro l'Album offre una rappresentazione articolata (e fitta di documenti, episodi e scritti inediti) di quattro azioni che costituiscono altrettanti pilastri dell'opera di Levi uomo e scrittore: l'atto del «Cucire molecole», essenza della sua professione di chimico, e quello del «Cucire parole», decisivo nel lavoro quotidiano del narratore, del creatore di linguaggi e dell'appassionato di giochi linguistici. E poi l'«Andare in montagna», coraggioso fino alla temerarietà nel ragazzo che amava sfidare la natura e che nel 1943 scelse di slancio la lotta partigiana in Valle d'Aosta. Infine, la pratica del «Pensare con le mani», così naturale per ogni essere umano, in primo luogo nell'agire lavorativo, eppure così generalmente trascurata dalla letteratura. Anche in questo l'Album si propone di mettere in risalto gli aspetti più originali dell'opera di Levi, qui considerato come un grande scrittore letto oramai in tutto il mondo, ma anche come un uomo di pensiero fra i più sensibili alla vita concreta del mondo di oggi.

Fabio Levi


Album Primo Levi
Curatori: Roberta Mori e Domenico Scarpa
Editore
: Einaudi 

Anno: 2017
Pagine: 352
Prezzo: €. 60,00
ISBN: 9788806235147


Gallerie d'Italia - Piazza Scala, 6 - Milano
ufficio Media Attività Istituzionali, Sociali e Culturali Tel. 02 87962641 - stampa@intesasanpaolo.com

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Arturo Tosi e il Novecento. Lettere dall’Archivio dell’artista a cura di Elena Pontiggia, casa editrice Sillabe

Presentato alla galleria VS Arte a Milano ospita il volume "Arturo Tosi e il Novecento. Lettere dall'Archivio dell'artista" pubblicato dalla casa editrice Sillabe e curato da Elena Pontiggia.

Il volume, a cura di Elena Pontiggia, con la collaborazione di Monica Vinardi e di Arturo Tosi nipote dell’artista, riattraversa - attraverso la narrazione offerta dalle stesse voci dei protagonisti - un ampio arco cronologico di vita culturale e artistica italiana ed europea novecentesca.
Il pittore Tosi si rivela infatti, nonostante il carattere riservato e la scelta di vivere per lunga parte dell’anno appartato nell’isolamento di Rovetta, figura di spicco e di assoluto riferimento per le dinamiche del sistema dell’arte milanese tra gli anni Venti e Trenta.
La sua partecipazione al “Novecento” di Margherita Sarfatti, acquista infatti grazie a tali documenti, un ruolo ben più significativo di quello sinora attribuitogli, assolvendo la funzione delicata di ‘mediatore’ tra le anime discordi del movimento e rappresentando un insostituibile supporto a livello pratico e organizzativo.
Più ‘anziano’ di Sironi, Funi, Salietti, Malerba e di tutti i protagonisti del rinnovamento artistico italiano tra le due guerre - essendo nato nel 1871 - egli fu soprattutto animato da un forte desiderio di confronto umano e spirituale, e dalla determinazione ad evolvere la propria natura pittorica, di avvio tardo-scapigliata e ‘post-impressionista’, attraverso un incessante riesame e raffinamento di una Natura che coincideva con il proprio, anche sofferto, paesaggio interiore.
La sua straordinaria curiosità culturale lo portò a ricercare stimoli, fonti e immagini, con eguale ansia di aggiornamento dei contemporanei a lui più giovani. Riferimenti costanti saranno l’amato Cézanne, Matisse, Derain, ma anche Picasso.
Chiamato a far parte delle principali sedi orientamento e di discussione critica, in giurie di accettazione o in commissioni per la scelta di opere da destinare a premi, in seno alle mostre della Biennale veneziana o alla Quadriennale romana, fu sempre pronto ad offrire la propria esperienza e il proprio sostegno ad artisti più giovani, che videro in lui l’esempio di una indiscussa moralità e di rara coerenza artistica, nel mutare dei tempi e del mondo dell’arte.
Il volume ha come introduzione un lungo saggio di Elena Pontiggia che ricostruisce il percorso dell’artista, soffermandosi sul periodo che va dai nudi “alcoolici” alla frequentazione della Famiglia Artistica all’adesione al Novecento Italiano, con numerosi e significativi dati nuovi.
Una inedita testimonianza di Tosi sulla stagione “alcoolica”, in particolare, suggerisce una umanissima motivazione di quel linguaggio informale ante litteram creato dall’artista intorno al 1895. Anche il suo rapporto col “Novecento” sarfattiano è indagato sistematicamente, gettando nuova luce sulle vicende del movimento.

  • Arturo Tosi e il Novecento. Lettere dall'Archivio dell'artista
  • Casa editrice Sillabe
  • Curatore: Elena Pontiggia e Monica Vinardi
  • Formato (cm): 21x25
  • Anno di pubblicazione: 2018
  • Pagine: 288
  • Illustrazioni: 48 pagine a colori
  • Rilegatura: filo refe
  • Lingue: italiano
  • €. 24

L'appuntamento rientrava nell'ambito della mostra "Tosi e Sironi: due maestri, due amici" che prosegue fino al 20 gennaio con un corpus di lavori dei due grandi artisti fra cui opere pittoriche, acquerelli, carte, inchiostri e illustrazioni.
L'esposizione, la prima dopo vari anni che Milano dedica ad Arturo Tosi, comprende alcune opere fondamentali del percorso dell'artista, provenienti dalla Associazione Arturo Tosi di Rovetta e da collezioni private. Il percorso espositivo muove dalla pittura giovanile di Tosi e, attraverso gli sbalorditivi nudi "alcoolici" del 1895 (vero esempio di informale ante litteram), giunge alle opere degli anni venti e trenta, come i famosi Paesaggi e le altrettanto celebri Nature morte. Sono inoltre esposti alcuni preziosi acquerelli, tra i pochi superstiti dall'incendio vandalico dello studio dell'artista, avvenuto nel 1944.
Affianca l'opera di Tosi quella di Sironi, amico e compagno di strada del pittore varesino, con cui condivise l'esperienza del Novecento Italiano. Di Sironi sono esposte tra l'altro una serie di carte e inchiostri, che vanno dalle famose tavole per la rivista di trincea "Il Montello", dipinte al fronte nel 1918, alle illustrazioni per "Il Popolo d'Italia" del 1920-21, fino alle maestose figure degli anni venti.

 

Arturo Tosi (Busto Arsizio, 1871 - Milano, 1956) è stato uno dei protagonisti della pittura italiana del Novecento. Dopo aver attraversato, durante la giovinezza, una stagione caratterizzata da una originale componente segnica e materica che lui stesso definiva "periodo alcoolico", aderisce al Novecento Italiano, fondato nel 1922 da Sironi, Funi e altri artisti, riuniti intorno al critico Margherita Sarfatti. La sua pennellata fluida e pastosa si riallaccia a una scuola pittorica che dal Fontanesi e dal Piccio giunge alla Scapigliatura e a Gola, mentre con il gruppo sarfattiano condivide il senso della sintesi e di una salda struttura architettonica, nel suo caso mutuata da Cézanne. Nel 1931 vince il Premio di Pittura alla Quadriennale di Roma. Di lui si interessano i maggiori critici, da Waldemar George (che nel 1933 pubblica a Parigi una sua importante monografia) ad Argan, da Carrieri a Savinio.

Mario Sironi nasce a Sassari nel 1885 e nel 1886 si trasferisce con la famiglia a Roma. Nel 1898 gli muore il padre. Intorno al 1903-4 frequenta Balla, diventando amico di Boccioni, Severini e altri. Nel 1913 aderisce in seguito al futurismo. Allo scoppio della guerra combatte al fronte. Nel 1919 si trasferisce a Milano e dipinge i primi paesaggi urbani: forme potenti e sintetiche, di ispirazione classica, segnate però da una drammaticità moderna. Si avvicina intanto al fascismo. Nel 1922 è tra i fondatori del Novecento Italiano, intorno a Margherita Sarfatti. Negli anni Trenta Sironi si concentra soprattutto sulla grande pittura murale, eseguendo numerose opere monumentali. Nel 1943 aderisce alla Repubblica di Salò e il 25 aprile si salva dall'essere fucilato grazie all'intervento di Gianni Rodari. Nel 1948 perde la figlia Rossana, che si uccide diciottenne. Mario Sironi muore a Milano nel 1961.


La galleria VS Arte apre nel 2017 grazie alla passione dei due fondatori, Vincenzo Panza e Samantha Ceccardi, per l'arte e il collezionismo. Vincenzo Panza, vanta una trentennale esperienza nel management di aziende multinazionali e Samantha Ceccardi è attiva da oltre vent'anni nell'organizzazione di eventi e grandi manifestazioni.
VS Arte è una nuova realtà che unisce cultura e dinamiche dell'economia in uno spazio unico, quello di Appiani Arte per Immagini, il cui prestigio è legato al nome del noto gallerista e mecenate Alfredo Paglione, la cui galleria è stata il punto di riferimento per tutti i più grandi artisti del panorama nazionale e internazionale del '900. Ha ospitato maestri affermati tra cui Guttuso, Sassu, Manzù, Fontana, De Chirico e grandi figure dell'arte internazionale come Picasso, Rauschenberg, Grosz, Gropper e Levin. I suoi spazi sono stati un cenacolo dinamico e fertile per letterati, musicisti e intellettuali di grande spessore, tra cui Raffaele Carrieri, Carlo Levi, Dino Buzzati, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia, Mario Luzi e Giuseppe Ungaretti. Un'osmosi, quella creatasi in questo luogo, tra arte e poesia che ha dato vita a una atmosfera rara, fruttuosa e creativa che VS Arte intende proseguire, coadiuvata da Alfredo Paglione, attraverso esposizioni ed eventi di grande richiamo sia per far emergere nuovi artisti che per dare lustro alle opere dei grandi maestri. Al centro delle attività di VS Arte emergono la tutela, la gestione e la valorizzazione di opere d'arte, la promozione e la diffusione dell'arte contemporanea e il suo sviluppo in Italia e all'estero.


Tosi e Sironi: due maestri, due amici
A cura di Elena Pontiggia
Date 10 novembre 2017 - 20 gennaio 2018
Orari dal martedì al sabato, ore 15.30 - 19.30
Ingresso libero
Info pubblico Tel. +39 335 8004220 - info@vsarte.it - www.vsarte.it
Ufficio stampaIBC Irma Bianchi Communication - Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it

VS Arte
via Appiani 1
20121 Milano

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Roberto Floreani, “Umberto Boccioni. Arte-Vita” 23 gennaio, ore 18,30, Mondadori MegaStore Duomo, Milano



Martedì 23 Gennaio 2018 - ore 18,30

SERATA MULTIMEDIALE DI MUSICA, DECLAMAZIONI, VIDEO E OPERE DI ROBERTO FLOREANI PER LA PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO "UMBERTO BOCCIONI. ARTE-VITA", Editore Mondadori - Electa.

Introducono: Mario Resca e Angelo Crespi
Alle tastiere: Renato Giaretta

Le declamazioni dell’artista, saranno arricchite dalla proiezione in anteprima del video relativo alla performance di Roberto Floreani alla Fondazione Gulbenkian di Lisbona.

Esposte anche alcune opere pittoriche di Floreani tratte dall'installazione "Ricordare Boccioni",  presentata ai Musei Civici di Padova, dal 29 novembre 2016 al 4 giugno 2017.

Umberto Boccioni. Arte-vita
Il primo saggio su Boccioni scritto da un altro artista. Umberto Boccioni ha elaborato le ragioni di un nuovo modo di concepire l'arte e il mondo, facendo coincidere la natura dell'uomo con la sua espressione artistica. Ha affermato così l'assoluta novità dell'arte-vita, che tanto rilievo avrà nelle personalità di artisti quali Andy Warhol, Carmelo Bene e Mario Schifano, e nel movimento dell'arte povera. Ricco di spunti e riferimenti storiografici, questo volume ne ristabilisce la corretta data della morte, dettaglia la distruzione dolosa di gran parte delle sue sculture, analizza gli aspetti della sua complessa personalità e i rapporti conflittuali con gli altri artisti, la madre, le amanti.

Umberto Boccioni. Arte-vita
Autore: Roberto Floreani
Editore: Mondadori Electa
Pagine:250 p., ill.
EAN: 9788891816412
Prezzo: €. 23

Roberto Floreani nasce a Venezia nel 1956, da padre italiano e madre francese.
Nel 1981 partecipa alla prima esposizione collettiva/laboratorio al Museo Casabianca di Malo (VI). Nel 1985 realizza la prima personale a Palazzo Festari a Valdagno, dove la sua pittura già si caratterizza per l’impiego di una tecnica personalissima e suggestiva. Nel 1986, riceve il premio-acquisto alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, con destinazione dell’opera al Museo di Ca’ Pesaro di Venezia, ricevendo l’attenzione di Giuseppe Santomaso, con cui stringe un rapporto di frequentazione e stima. Pochi mesi dopo viene selezionato per la Biennale Triveneta under 35, a Padova, dove gli viene attribuito il Primo Premio e l’acquisto di un’opera destinata ai Musei Civici della città. In questi anni elabora l’idea di una pittura fortemente collegata al progetto espositivo, cosa che, da allora fino ad oggi, ha caratterizzato la gran parte delle sue esposizioni personali. Nel 1991, grazie alla comune collaborazione con la galleria Niccoli, conosce e stringe un rapporto confidenziale con Alberto Burri. Negli anni, realizza oltre sessanta personali, di cui una ventina in spazi museali, in Italia e all’Estero.
Dal ’91 al ’93 realizza mostre personali in Germania e Svezia. Di particolare rilievo il progetto Memoria del ‘99, realizzato per lo spazio della Galleria del Credito Valtellinese (Le Stelline) a Milano, curato da Mary de Rachewiltz Pound, che lo porta a permanenze prolungate al castello di Brunnenburg, magione della signora e sede dell’archivio poundiano. All’Estero realizza il progetto Selected Works 1997-2007, ospitato in vari musei in Germania e a Lubiana. Nel 2004 viene invitato alla Quadriennale di Roma con il trittico di grande formato Itinerarî della Memoria.
Nel 2009 rappresenta l’Italia alla Biennale di Venezia, nell’omonimo Padiglione.
Dal 2011 i suoi progetti espositivi museali sono centrati su installazioni composite di grande formato: al Museo MaGa a Gallarate, al Centro Internazionale di Palazzo Te di Mantova (2013), al Piano Nobile del Palazzo della Gran Guardia a Verona (2014), ai Musei Civici di Palazzo Chiericati (2015), alla Bocconi Art Gallery di Milano (2016), all’interno dell’omonima Università, dove la sua installazione viene selezionata come immagine d’apertura del sito web ufficiale della Galleria, tra oltre 60 artisti internazionali.
Realizza, da novembre 2015 a giugno 2016, il progetto multimediale Ricordare Boccioni (ciclo di conferenze, serata teatrale, reading poetico-musicale, esposizione personale con visite guidate), ubicato a Padova, con patrocinio del Ministero per i Beni Culturali, Università di Padova e Regione Veneto.

Dal 1974, mantiene costante la passione e la ricerca sul Futurismo, costituendo un consistente archivio bibliografico e documentario, intrattenendo rapporti confidenziali con Vittoria Marinetti, su Milano, e con Francesca Barbi Marinetti, su Roma. Dal 1990 stringe amicizia con l’aeropoeta futurista Ubaldo Serbo con cui cura la prima mostra dedicata ai Gruppi Boccioni e Savarè (’99) e che, alla sua morte, gli lascerà la disponibilità del suo archivio relativo al Gruppo futurista Savarè di Monselice, che Serbo ha avuto l’occasione di dirigere, appena diciassettenne, dal 1942 al 1944, sotto l’ègida di Marinetti. Anche grazie a questa opportunità, Floreani conosce altri futuristi o eredi, quali Monachesi, Delle Site, Sanzin, Veronesi, Zen, Ambrosi e Forlin di cui farà restaurare integralmente l’unica scultura esistente Dinamismo di una famiglia, che diventerà l’immagine della copertina del primo volume di aeropoesia curato e dedicato ad Ubaldo Serbo, nel 2007. Dal 1998 entra in contatto con la famiglia Pinottini di Torino e con l’archivio dello sculture Mino Rosso, di cui realizzerà tre ampie rassegne pubbliche. Nel ’99 organizza il concerto Futurpiano con il pianista Daniele Lombardi, esecutore di musica futurista di fama mondiale, su spartiti originali di Russolo, Balilla Pratella e Casavola. Nel 2006 è consulente della mostra Romagna futurista, ai Musei della Repubblica di San Marino.
Dal 2007 concepisce e dirige Baléni, collana dedicata al Futurismo, per Campanotto Editore.
Nel 2009, in occasione del Centenario del Futurismo, grazie anche alla disponibilità della famiglia Marinetti, realizza una rilevante mostra (oltre 90 opere) di scultura ai Musei Civici di Padova, inserita nelle celebrazioni del Centenario del Ministero per i Beni Culturali, evento centrale di un programma multidisciplinare di teatro, danza, declamazione nelle piazze, cucina, conferenze, che durerà oltre 4 mesi.
Dal 1999 costituisce una compagnia multidisciplinare di musica, danza e videoproiezioni per la realizzazione delle Serate Futuriste in Guanti di Daino, che presenta a Roma, Padova, Verona, Mantova, Vicenza e che, nella specifica versione dedicata a Umberto Boccioni, ha presentato a Padova il 6 aprile 2016, inserita in un progetto di 11 eventi titolato Ricordare Boccioni, che ha incluso anche una personale ai Musei Civici. Nell’ottobre 2017 è relatore e performer al Congresso Internazionale Futurismo 100 presso la Fondazione Gulbenkian, promosso dall’Università di Padova e presso l’Università di Lisbona (nov). La Fondazione Gulbelkian produce il video della performance di Lisbona.
Il 14 novembre 2017 esce in tutte le librerie italiane con l’editore Mondadori-Electa il suo ultimo saggio Umberto Boccioni.Arte-Vita, con presentazioni alla Bocconi, alla Cattolica, alla Sapienza di Roma e a Padova.

Nel 2000 viene invitato a tenere la conferenza su Artista e Mercato in Aula Prodi presso l’Università di Studi di Bologna, per l’apertura di Bologna capitale europea della cultura . Nello stesso anno realizza, con il poeta Giuseppe Conte, il volumetto di pittura e poesia Yule, finalista al Premio Nazionale di Poesia di Camaiore.
Dal 1999 al 2003 è responsabile (tecnico) dei progetti espositivi per il Comune di Vicenza, realizzando eventi in Basilica Palladiana e al Teatro Olimpico, dove concepisce e realizza l’assegnazione delle cittadinanze onorarie a Carlo Rubbia, Alvaro Siza, Giorgio Albertazzi e Andràs Schiff.
Dal 1999 al 2002 collabora con la Direzione Cultura del Comune di Milano per la realizzazione di convegni tematici relativi al progetto pluriennale La Memoria e i giorni.
Dal 2003 al 2008 è membro (tecnico) del Cda del Centro Internazionale Studi Andrea Palladio (CISA), per la realizzazione del progetto espositivo sul cinquecentenario del grande architetto.
Dal 2007 è ideatore e responsabile della collana Baléni dedicata al Futurismo per Campanotto Editore.
Negli anni, ha collaborato con Accademie e Università, tenendo brevi corsi e conferenze tematiche, preferibilmente sull’Astrazione o sul Futurismo e le Avanguardie storiche, ultime delle quali nell’aula Pio XI, dell’Università Cattolica di Milano, all’Istituto Europeo di Design di Milano, all’Università Bocconi di Milano nel 2016; nella sala Ippolito Nievo al Bo di Padova e alla Fondazione Gulbenkian di Lisbona nel 2017.
Tiene da molti anni la rubrica mensile Antineutrale sulla rivista EspoArte ed è tra i collaboratori di redazione della storica rivista Zeta dedicata alla Poesia Visiva.
Nel 2016, la nuova Casa editrice De Piante di Milano, gli commissiona un’opera per la realizzazione della copertina del primo numero, dedicato a tre lettere inedite di Eugenio Montale.

Angelo Lorenzo Crespi, Luigi Mascheroni, Roberto Floreani, Cristina Toffolo De Piante, Gianni Maimeri

PUBBLICAZIONI

- Poesie, Bino Rebellato editore, Cittadella (Pd), 1975
- Ubaldo Serbo – Aeropoeta futurista, Campanotto editore, 2007
- La Scultura futurista-Omaggio a Mino Rosso, Silvana editoriale, 2010
- Futurismo antineutrale, Silvana editoriale, 2010
- Quirino De Giorgio – Architetto futurista, Circolo di cultura Nicolò Trevisan, volume XVI (postfazione), 2010
- Carlo Erba, Palombi editore, 2013
- Gerardo Dottori, Palombi editore, 2014
- I Futuristi e la Grande Guerra, Campanotto editore, 2015 (Finalista al Premio Acqui Storia 2015)
- Umberto Boccioni. Arte-Vita, Mondadori Electa, 2017


Ingresso: libero

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Spazio Eventi
Piazza Duomo 1
Milano

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