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Archivi categoria : Editoria

Arturo Tosi e il Novecento. Lettere dall’Archivio dell’artista a cura di Elena Pontiggia, casa editrice Sillabe

Presentato alla galleria VS Arte a Milano ospita il volume "Arturo Tosi e il Novecento. Lettere dall'Archivio dell'artista" pubblicato dalla casa editrice Sillabe e curato da Elena Pontiggia.

Il volume, a cura di Elena Pontiggia, con la collaborazione di Monica Vinardi e di Arturo Tosi nipote dell’artista, riattraversa - attraverso la narrazione offerta dalle stesse voci dei protagonisti - un ampio arco cronologico di vita culturale e artistica italiana ed europea novecentesca.
Il pittore Tosi si rivela infatti, nonostante il carattere riservato e la scelta di vivere per lunga parte dell’anno appartato nell’isolamento di Rovetta, figura di spicco e di assoluto riferimento per le dinamiche del sistema dell’arte milanese tra gli anni Venti e Trenta.
La sua partecipazione al “Novecento” di Margherita Sarfatti, acquista infatti grazie a tali documenti, un ruolo ben più significativo di quello sinora attribuitogli, assolvendo la funzione delicata di ‘mediatore’ tra le anime discordi del movimento e rappresentando un insostituibile supporto a livello pratico e organizzativo.
Più ‘anziano’ di Sironi, Funi, Salietti, Malerba e di tutti i protagonisti del rinnovamento artistico italiano tra le due guerre - essendo nato nel 1871 - egli fu soprattutto animato da un forte desiderio di confronto umano e spirituale, e dalla determinazione ad evolvere la propria natura pittorica, di avvio tardo-scapigliata e ‘post-impressionista’, attraverso un incessante riesame e raffinamento di una Natura che coincideva con il proprio, anche sofferto, paesaggio interiore.
La sua straordinaria curiosità culturale lo portò a ricercare stimoli, fonti e immagini, con eguale ansia di aggiornamento dei contemporanei a lui più giovani. Riferimenti costanti saranno l’amato Cézanne, Matisse, Derain, ma anche Picasso.
Chiamato a far parte delle principali sedi orientamento e di discussione critica, in giurie di accettazione o in commissioni per la scelta di opere da destinare a premi, in seno alle mostre della Biennale veneziana o alla Quadriennale romana, fu sempre pronto ad offrire la propria esperienza e il proprio sostegno ad artisti più giovani, che videro in lui l’esempio di una indiscussa moralità e di rara coerenza artistica, nel mutare dei tempi e del mondo dell’arte.
Il volume ha come introduzione un lungo saggio di Elena Pontiggia che ricostruisce il percorso dell’artista, soffermandosi sul periodo che va dai nudi “alcoolici” alla frequentazione della Famiglia Artistica all’adesione al Novecento Italiano, con numerosi e significativi dati nuovi.
Una inedita testimonianza di Tosi sulla stagione “alcoolica”, in particolare, suggerisce una umanissima motivazione di quel linguaggio informale ante litteram creato dall’artista intorno al 1895. Anche il suo rapporto col “Novecento” sarfattiano è indagato sistematicamente, gettando nuova luce sulle vicende del movimento.

  • Arturo Tosi e il Novecento. Lettere dall'Archivio dell'artista
  • Casa editrice Sillabe
  • Curatore: Elena Pontiggia e Monica Vinardi
  • Formato (cm): 21x25
  • Anno di pubblicazione: 2018
  • Pagine: 288
  • Illustrazioni: 48 pagine a colori
  • Rilegatura: filo refe
  • Lingue: italiano
  • €. 24

L'appuntamento rientrava nell'ambito della mostra "Tosi e Sironi: due maestri, due amici" che prosegue fino al 20 gennaio con un corpus di lavori dei due grandi artisti fra cui opere pittoriche, acquerelli, carte, inchiostri e illustrazioni.
L'esposizione, la prima dopo vari anni che Milano dedica ad Arturo Tosi, comprende alcune opere fondamentali del percorso dell'artista, provenienti dalla Associazione Arturo Tosi di Rovetta e da collezioni private. Il percorso espositivo muove dalla pittura giovanile di Tosi e, attraverso gli sbalorditivi nudi "alcoolici" del 1895 (vero esempio di informale ante litteram), giunge alle opere degli anni venti e trenta, come i famosi Paesaggi e le altrettanto celebri Nature morte. Sono inoltre esposti alcuni preziosi acquerelli, tra i pochi superstiti dall'incendio vandalico dello studio dell'artista, avvenuto nel 1944.
Affianca l'opera di Tosi quella di Sironi, amico e compagno di strada del pittore varesino, con cui condivise l'esperienza del Novecento Italiano. Di Sironi sono esposte tra l'altro una serie di carte e inchiostri, che vanno dalle famose tavole per la rivista di trincea "Il Montello", dipinte al fronte nel 1918, alle illustrazioni per "Il Popolo d'Italia" del 1920-21, fino alle maestose figure degli anni venti.

 

Arturo Tosi (Busto Arsizio, 1871 - Milano, 1956) è stato uno dei protagonisti della pittura italiana del Novecento. Dopo aver attraversato, durante la giovinezza, una stagione caratterizzata da una originale componente segnica e materica che lui stesso definiva "periodo alcoolico", aderisce al Novecento Italiano, fondato nel 1922 da Sironi, Funi e altri artisti, riuniti intorno al critico Margherita Sarfatti. La sua pennellata fluida e pastosa si riallaccia a una scuola pittorica che dal Fontanesi e dal Piccio giunge alla Scapigliatura e a Gola, mentre con il gruppo sarfattiano condivide il senso della sintesi e di una salda struttura architettonica, nel suo caso mutuata da Cézanne. Nel 1931 vince il Premio di Pittura alla Quadriennale di Roma. Di lui si interessano i maggiori critici, da Waldemar George (che nel 1933 pubblica a Parigi una sua importante monografia) ad Argan, da Carrieri a Savinio.

Mario Sironi nasce a Sassari nel 1885 e nel 1886 si trasferisce con la famiglia a Roma. Nel 1898 gli muore il padre. Intorno al 1903-4 frequenta Balla, diventando amico di Boccioni, Severini e altri. Nel 1913 aderisce in seguito al futurismo. Allo scoppio della guerra combatte al fronte. Nel 1919 si trasferisce a Milano e dipinge i primi paesaggi urbani: forme potenti e sintetiche, di ispirazione classica, segnate però da una drammaticità moderna. Si avvicina intanto al fascismo. Nel 1922 è tra i fondatori del Novecento Italiano, intorno a Margherita Sarfatti. Negli anni Trenta Sironi si concentra soprattutto sulla grande pittura murale, eseguendo numerose opere monumentali. Nel 1943 aderisce alla Repubblica di Salò e il 25 aprile si salva dall'essere fucilato grazie all'intervento di Gianni Rodari. Nel 1948 perde la figlia Rossana, che si uccide diciottenne. Mario Sironi muore a Milano nel 1961.


La galleria VS Arte apre nel 2017 grazie alla passione dei due fondatori, Vincenzo Panza e Samantha Ceccardi, per l'arte e il collezionismo. Vincenzo Panza, vanta una trentennale esperienza nel management di aziende multinazionali e Samantha Ceccardi è attiva da oltre vent'anni nell'organizzazione di eventi e grandi manifestazioni.
VS Arte è una nuova realtà che unisce cultura e dinamiche dell'economia in uno spazio unico, quello di Appiani Arte per Immagini, il cui prestigio è legato al nome del noto gallerista e mecenate Alfredo Paglione, la cui galleria è stata il punto di riferimento per tutti i più grandi artisti del panorama nazionale e internazionale del '900. Ha ospitato maestri affermati tra cui Guttuso, Sassu, Manzù, Fontana, De Chirico e grandi figure dell'arte internazionale come Picasso, Rauschenberg, Grosz, Gropper e Levin. I suoi spazi sono stati un cenacolo dinamico e fertile per letterati, musicisti e intellettuali di grande spessore, tra cui Raffaele Carrieri, Carlo Levi, Dino Buzzati, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sciascia, Mario Luzi e Giuseppe Ungaretti. Un'osmosi, quella creatasi in questo luogo, tra arte e poesia che ha dato vita a una atmosfera rara, fruttuosa e creativa che VS Arte intende proseguire, coadiuvata da Alfredo Paglione, attraverso esposizioni ed eventi di grande richiamo sia per far emergere nuovi artisti che per dare lustro alle opere dei grandi maestri. Al centro delle attività di VS Arte emergono la tutela, la gestione e la valorizzazione di opere d'arte, la promozione e la diffusione dell'arte contemporanea e il suo sviluppo in Italia e all'estero.


Tosi e Sironi: due maestri, due amici
A cura di Elena Pontiggia
Date 10 novembre 2017 - 20 gennaio 2018
Orari dal martedì al sabato, ore 15.30 - 19.30
Ingresso libero
Info pubblico Tel. +39 335 8004220 - info@vsarte.it - www.vsarte.it
Ufficio stampaIBC Irma Bianchi Communication - Tel. +39 02 8940 4694 - mob. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.it

VS Arte
via Appiani 1
20121 Milano

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Roberto Floreani, “Umberto Boccioni. Arte-Vita” 23 gennaio, ore 18,30, Mondadori MegaStore Duomo, Milano



Martedì 23 Gennaio 2018 - ore 18,30

SERATA MULTIMEDIALE DI MUSICA, DECLAMAZIONI, VIDEO E OPERE DI ROBERTO FLOREANI PER LA PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO "UMBERTO BOCCIONI. ARTE-VITA", Editore Mondadori - Electa.

Introducono: Mario Resca e Angelo Crespi
Alle tastiere: Renato Giaretta

Le declamazioni dell’artista, saranno arricchite dalla proiezione in anteprima del video relativo alla performance di Roberto Floreani alla Fondazione Gulbenkian di Lisbona.

Esposte anche alcune opere pittoriche di Floreani tratte dall'installazione "Ricordare Boccioni",  presentata ai Musei Civici di Padova, dal 29 novembre 2016 al 4 giugno 2017.

Umberto Boccioni. Arte-vita
Il primo saggio su Boccioni scritto da un altro artista. Umberto Boccioni ha elaborato le ragioni di un nuovo modo di concepire l'arte e il mondo, facendo coincidere la natura dell'uomo con la sua espressione artistica. Ha affermato così l'assoluta novità dell'arte-vita, che tanto rilievo avrà nelle personalità di artisti quali Andy Warhol, Carmelo Bene e Mario Schifano, e nel movimento dell'arte povera. Ricco di spunti e riferimenti storiografici, questo volume ne ristabilisce la corretta data della morte, dettaglia la distruzione dolosa di gran parte delle sue sculture, analizza gli aspetti della sua complessa personalità e i rapporti conflittuali con gli altri artisti, la madre, le amanti.

Umberto Boccioni. Arte-vita
Autore: Roberto Floreani
Editore: Mondadori Electa
Pagine:250 p., ill.
EAN: 9788891816412
Prezzo: €. 23

Roberto Floreani nasce a Venezia nel 1956, da padre italiano e madre francese.
Nel 1981 partecipa alla prima esposizione collettiva/laboratorio al Museo Casabianca di Malo (VI). Nel 1985 realizza la prima personale a Palazzo Festari a Valdagno, dove la sua pittura già si caratterizza per l’impiego di una tecnica personalissima e suggestiva. Nel 1986, riceve il premio-acquisto alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, con destinazione dell’opera al Museo di Ca’ Pesaro di Venezia, ricevendo l’attenzione di Giuseppe Santomaso, con cui stringe un rapporto di frequentazione e stima. Pochi mesi dopo viene selezionato per la Biennale Triveneta under 35, a Padova, dove gli viene attribuito il Primo Premio e l’acquisto di un’opera destinata ai Musei Civici della città. In questi anni elabora l’idea di una pittura fortemente collegata al progetto espositivo, cosa che, da allora fino ad oggi, ha caratterizzato la gran parte delle sue esposizioni personali. Nel 1991, grazie alla comune collaborazione con la galleria Niccoli, conosce e stringe un rapporto confidenziale con Alberto Burri. Negli anni, realizza oltre sessanta personali, di cui una ventina in spazi museali, in Italia e all’Estero.
Dal ’91 al ’93 realizza mostre personali in Germania e Svezia. Di particolare rilievo il progetto Memoria del ‘99, realizzato per lo spazio della Galleria del Credito Valtellinese (Le Stelline) a Milano, curato da Mary de Rachewiltz Pound, che lo porta a permanenze prolungate al castello di Brunnenburg, magione della signora e sede dell’archivio poundiano. All’Estero realizza il progetto Selected Works 1997-2007, ospitato in vari musei in Germania e a Lubiana. Nel 2004 viene invitato alla Quadriennale di Roma con il trittico di grande formato Itinerarî della Memoria.
Nel 2009 rappresenta l’Italia alla Biennale di Venezia, nell’omonimo Padiglione.
Dal 2011 i suoi progetti espositivi museali sono centrati su installazioni composite di grande formato: al Museo MaGa a Gallarate, al Centro Internazionale di Palazzo Te di Mantova (2013), al Piano Nobile del Palazzo della Gran Guardia a Verona (2014), ai Musei Civici di Palazzo Chiericati (2015), alla Bocconi Art Gallery di Milano (2016), all’interno dell’omonima Università, dove la sua installazione viene selezionata come immagine d’apertura del sito web ufficiale della Galleria, tra oltre 60 artisti internazionali.
Realizza, da novembre 2015 a giugno 2016, il progetto multimediale Ricordare Boccioni (ciclo di conferenze, serata teatrale, reading poetico-musicale, esposizione personale con visite guidate), ubicato a Padova, con patrocinio del Ministero per i Beni Culturali, Università di Padova e Regione Veneto.

Dal 1974, mantiene costante la passione e la ricerca sul Futurismo, costituendo un consistente archivio bibliografico e documentario, intrattenendo rapporti confidenziali con Vittoria Marinetti, su Milano, e con Francesca Barbi Marinetti, su Roma. Dal 1990 stringe amicizia con l’aeropoeta futurista Ubaldo Serbo con cui cura la prima mostra dedicata ai Gruppi Boccioni e Savarè (’99) e che, alla sua morte, gli lascerà la disponibilità del suo archivio relativo al Gruppo futurista Savarè di Monselice, che Serbo ha avuto l’occasione di dirigere, appena diciassettenne, dal 1942 al 1944, sotto l’ègida di Marinetti. Anche grazie a questa opportunità, Floreani conosce altri futuristi o eredi, quali Monachesi, Delle Site, Sanzin, Veronesi, Zen, Ambrosi e Forlin di cui farà restaurare integralmente l’unica scultura esistente Dinamismo di una famiglia, che diventerà l’immagine della copertina del primo volume di aeropoesia curato e dedicato ad Ubaldo Serbo, nel 2007. Dal 1998 entra in contatto con la famiglia Pinottini di Torino e con l’archivio dello sculture Mino Rosso, di cui realizzerà tre ampie rassegne pubbliche. Nel ’99 organizza il concerto Futurpiano con il pianista Daniele Lombardi, esecutore di musica futurista di fama mondiale, su spartiti originali di Russolo, Balilla Pratella e Casavola. Nel 2006 è consulente della mostra Romagna futurista, ai Musei della Repubblica di San Marino.
Dal 2007 concepisce e dirige Baléni, collana dedicata al Futurismo, per Campanotto Editore.
Nel 2009, in occasione del Centenario del Futurismo, grazie anche alla disponibilità della famiglia Marinetti, realizza una rilevante mostra (oltre 90 opere) di scultura ai Musei Civici di Padova, inserita nelle celebrazioni del Centenario del Ministero per i Beni Culturali, evento centrale di un programma multidisciplinare di teatro, danza, declamazione nelle piazze, cucina, conferenze, che durerà oltre 4 mesi.
Dal 1999 costituisce una compagnia multidisciplinare di musica, danza e videoproiezioni per la realizzazione delle Serate Futuriste in Guanti di Daino, che presenta a Roma, Padova, Verona, Mantova, Vicenza e che, nella specifica versione dedicata a Umberto Boccioni, ha presentato a Padova il 6 aprile 2016, inserita in un progetto di 11 eventi titolato Ricordare Boccioni, che ha incluso anche una personale ai Musei Civici. Nell’ottobre 2017 è relatore e performer al Congresso Internazionale Futurismo 100 presso la Fondazione Gulbenkian, promosso dall’Università di Padova e presso l’Università di Lisbona (nov). La Fondazione Gulbelkian produce il video della performance di Lisbona.
Il 14 novembre 2017 esce in tutte le librerie italiane con l’editore Mondadori-Electa il suo ultimo saggio Umberto Boccioni.Arte-Vita, con presentazioni alla Bocconi, alla Cattolica, alla Sapienza di Roma e a Padova.

Nel 2000 viene invitato a tenere la conferenza su Artista e Mercato in Aula Prodi presso l’Università di Studi di Bologna, per l’apertura di Bologna capitale europea della cultura . Nello stesso anno realizza, con il poeta Giuseppe Conte, il volumetto di pittura e poesia Yule, finalista al Premio Nazionale di Poesia di Camaiore.
Dal 1999 al 2003 è responsabile (tecnico) dei progetti espositivi per il Comune di Vicenza, realizzando eventi in Basilica Palladiana e al Teatro Olimpico, dove concepisce e realizza l’assegnazione delle cittadinanze onorarie a Carlo Rubbia, Alvaro Siza, Giorgio Albertazzi e Andràs Schiff.
Dal 1999 al 2002 collabora con la Direzione Cultura del Comune di Milano per la realizzazione di convegni tematici relativi al progetto pluriennale La Memoria e i giorni.
Dal 2003 al 2008 è membro (tecnico) del Cda del Centro Internazionale Studi Andrea Palladio (CISA), per la realizzazione del progetto espositivo sul cinquecentenario del grande architetto.
Dal 2007 è ideatore e responsabile della collana Baléni dedicata al Futurismo per Campanotto Editore.
Negli anni, ha collaborato con Accademie e Università, tenendo brevi corsi e conferenze tematiche, preferibilmente sull’Astrazione o sul Futurismo e le Avanguardie storiche, ultime delle quali nell’aula Pio XI, dell’Università Cattolica di Milano, all’Istituto Europeo di Design di Milano, all’Università Bocconi di Milano nel 2016; nella sala Ippolito Nievo al Bo di Padova e alla Fondazione Gulbenkian di Lisbona nel 2017.
Tiene da molti anni la rubrica mensile Antineutrale sulla rivista EspoArte ed è tra i collaboratori di redazione della storica rivista Zeta dedicata alla Poesia Visiva.
Nel 2016, la nuova Casa editrice De Piante di Milano, gli commissiona un’opera per la realizzazione della copertina del primo numero, dedicato a tre lettere inedite di Eugenio Montale.

Angelo Lorenzo Crespi, Luigi Mascheroni, Roberto Floreani, Cristina Toffolo De Piante, Gianni Maimeri

PUBBLICAZIONI

- Poesie, Bino Rebellato editore, Cittadella (Pd), 1975
- Ubaldo Serbo – Aeropoeta futurista, Campanotto editore, 2007
- La Scultura futurista-Omaggio a Mino Rosso, Silvana editoriale, 2010
- Futurismo antineutrale, Silvana editoriale, 2010
- Quirino De Giorgio – Architetto futurista, Circolo di cultura Nicolò Trevisan, volume XVI (postfazione), 2010
- Carlo Erba, Palombi editore, 2013
- Gerardo Dottori, Palombi editore, 2014
- I Futuristi e la Grande Guerra, Campanotto editore, 2015 (Finalista al Premio Acqui Storia 2015)
- Umberto Boccioni. Arte-Vita, Mondadori Electa, 2017


Ingresso: libero

Mondadori MegaStore
Spazio Eventi
Piazza Duomo 1
Milano

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Angelo Crespi: Costruito da dio, Johan & Levi Editore



Presentato a Milano al Mondadori Megastore - Milano Duomo. Sono intervenuti con l'autore Angelo CrespiMario Resca, presidente Mondadori Retail S.p.A., Luigi Mascheroni giornalista de Il Giornale e Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale.

Costruito da dio
Autore: Angelo Crespi
Editore: Johan & Levi
Collana: Non solo saggi
ISBN: 978-88-6010-194-5
Pagine: 136
Prezzo: € 11,00 

La cattedrale di Brasilia, una forma inusuale per un luogo di culto disegnata dall’architetto Oscar Niemeyer

"La domenica, al posto della messa, i cittadini illuminati di culturlandia si dedicano al brunch in un museo, al posto dell’ostia assaporano sottili strisce di bacon con le uova: la sensazione di appagamento è quasi identica perché, come succede per la liturgia, anche se non si comprende buona parte delle opere – alcune prodotte per disgustare – ci si trastulla nella convinzione di far parte di una comunità di intelligenti e democratici, così intelligenti e democratici da aver affidato all’artista l’omelia che ascolteremo sonnecchiando satolli, e non importa quanto il predicozzo sia critico verso la società e i valori da noi stessi rappresentati, fondamentale che sia un gioco a rischio zero."

Angelo Crespi


Le chiese della contemporaneità assomigliano a scatoloni, spesso a capannoni industriali, piscine, bar, autorimesse. Non hanno quasi mai la facciata, né il campanile. All’interno sono spaesanti, vuote, fredde come la sala d’attesa del medico della mutua. Non ci sono più le cupole, c’è il soffitto che fa pensare non a Dio, semmai all’inquilino del piano di sopra. I rosoni sono stati sostituiti dei lucernai; al posto delle immagini sacre, sono appese anodine opere d’arte astratta che rimandano a una vaga spiritualità senza trascendenza; in omaggio al minimal, gli altari sembrano usciti da un catalogo Ikea. L’orrore dei nuovi edifici di culto è il pegno che la Chiesa paga alla modernità: nel tentativo di essere contemporanea, dopo il Concilio Vaticano II, ha dismesso le forme della tradizione preferendo le più ardite stravaganze architettoniche o, ancora peggio, aderendo con giubilo alla burocrazia delle commissioni urbanistiche.
Eppure nuove, immense, magniloquenti cattedrali sorgono ovunque nel mondo: sono i musei, progettati da celebrate archistar, attrattori di turismo e di investimenti miliardari (non sempre remunerativi), le cui funzione non è più conservare memorie bensì essere il packaging lussuoso dell’arte contemporanea, essi stesse opere d’arte, icone, luoghi dove sperimentare la cultura che si fa religione. I fedeli a milioni partono in pellegrinaggio, come un tempo verso Chartres adesso si recano al Guggenheim di Bilbao o alla Tate Modern di Londra per adorare gli idoli e le reliquie, spesso orrende, della contemporaneità.
In modo divertente e divertito, Angelo Crespi da un lato passa in rassegna le brutte chiese e analizza la disciplina della Conferenza Episcopale Italiana che offre agli architetti un comico manualetto frutto non della fede, ma di una sorta di moralismo pauperistico post conciliare; dall’altro lato, critica i progetti dei musei decostruzionisti, enormi astronavi aliene di vetro, ferro, cemento, che determinano sempre più spesso il paesaggio delle città, super luoghi di intrattenimento, divertimentifici, fabbriche di senso e di consenso.  Se da un lato le chiese contemporanee, anche quelle progettate da celebri architetti, sono spesso un inno al brutto, spaesanti, prive di quella dimensione trascendente a cui la tradizione ci aveva abituati, dall'altro i musei, soprattutto i musei del contemporaneo, sono edifici magniloquenti che a livello simbolico hanno sostituito nelle città le antiche cattedrali. Le chiese del contemporaneo sembrano edifici pagani, i musei edifici religiosi. E mentre nelle chiese la religione tende a svalutarsi in forme meno stringenti ma più sociali di convivenza, nei musei viene esaltata la dimensione sacra quasi che essi servissero a sacralizzare oggetti profani, come spesso sono le opere d'arte. Con il risultato che i fedeli disertano le chiese e abbandonano le reliquie, mentre assistiamo a nuove forme di pellegrinaggio di massa che hanno come meta i musei.
Il titolo, con un efficace gioco polisemico, sottolinea al contempo l'edificio divino, costruito in modo irreprensibile, e l'edificio eretto dai nuovi profeti laici della contemporaneità, cioè le archistar del decostruzionismo, demiurghi delle nostre città. Con ironia e tono da pamphlet attraverso numerosi esempi tra filosofia e invettiva, il saggio cerca di rappresentare lo stato delle cose di una religione smarrita e di un'arte che si fa nuova religione, con i propri luoghi di culto, i propri dogmi, il proprio linguaggio per adepti.

Angelo Lorenzo Crespi è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano con una tesi in Filosofia del Diritto su Aspetti giuridici, deontologici ed etici della professione del giornalista.
Giornalista professionista dell’ottobre 2001; giornalista pubblicista dal maggio 1993; collabora al Corriere della Sera nelle pagine delle “Opinioni e Commenti”; presidente del Centro Internazionale di Palazzo Te, Mantova dal maggio 2011; consigliere d’amministrazione della Fondazione Triennale di Milano, dal giugno 2009; docente di Storia del Giornalismo all’Università Cattolica di Milano, dall’A.A. 2005/2006.
Consigliere d’amministrazione della Permanente di Milano, dal settembre 2010 al giugno 2013; direttore della Fondazione Liberamente, dal maggio 2010 all’agosto 2012; presidente Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Gallarate, dal dicembre 2009 al febbraio 2011; consigliere del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali dal maggio 2008 al marzo 2011; consigliere d’amministrazione Sea-handling, dal dicembre 2007 all’aprile 2010; direttore de il Domenicale, dal giugno 2002 all’ottobre 2009.
Negli anni precedenti ha collaborato con i quotidiani Il Giornale, il Foglio, Libero, e con le riviste Ideazione e Liberal. Ha organizzato manifestazioni e partecipato come ospite ad eventi culturali in Italia e all’estero. Collaboratore fisso per le pagine culturali dei quotidiani Il Foglio e Il Giornale dal 1999 al 2002; redattore del settimanale Soprattutto, con funzione di caposervizio (1999-2002); collaboratore de La Prealpina e dell’inserto domenicale Lombardia Oggi per il quale ha curato la pagina di poesia fino al 2000 e delle pagine della cultura del quotidiano la Padania; collaboratore del sito internet World on line fino al 2000, collaboratore del sito internet Freedomland (cinema e televisione) (1999); redattore fisso del settimanale l’Uomo qualunque per il quale ha curato la pagina della Cultura, delle Lettere, degli Esteri, e delle Rubriche (1997-1998); direttore della rivista di poesia dell’Università Cattolica di Milano, Juvenilia (1995); collaborazione continuativa come redattore (politica, società, cultura) per settimanali locali (fino al 1994).
Docente del seminario di Storia del Giornalismo, Università Cattolica di Milano, facoltà di Lettere e Lingue, su Le regole del gioco. Libertà di stampa e deontologia tra il 1945 e il 2000 (a.a.2004); docente del seminario di Storia del Giornalismo, Università Cattolica di Milano, facoltà di Lettere e Lingue, su La professione del giornalista in Europa (a.a. 2001/2002/2003);  docente del seminario di Storia del Giornalismo, Università Cattolica di Milano, facoltà di Lettere e Lingue, su Aspetti giuridici della professione del giornalista (a.a. ’97/98 - ’98/99 - ’99/2000); correlatore in sede di tesi alla facoltà di Lingue e letteratura straniera e alla facoltà di Lettere, Università Cattolica di Milano, dall’anno accademico 1998 e cultore della materia per la cattedra di Storia del Giornalismo, facoltà di Lettere e Lingue, Università Cattolica di Milano, dal maggio 1997.
Pubblicazioni: Ars Attack. Il bluff del contemporaneo (Johan&Levi 2013); Ragione e Passione (Bompiani 2006); Contro la Terza pagina, (edizioni BvS, 2004); Curatela e prefazione a Inchiostro rosso. Le veline nell’era di Berlusconi (edizioni Ares, 2004); La professione giornalistica in Europa, Isu, Università Cattolica, 2001; “Le riviste specializzate” in Anna Lisa Carlotti (a cura), Storia della fotografia a Milano, Aim 2000; “Il giornale post-televisivo”, in Fausto Colombo (a cura), Libri, giornali e riviste a Milano, Aim, 1998; “La scrittura al femminile”, in Francesca Gernetti (a cura), Vivere al femminile, Eos Edizioni, 1998; Busto vecchia, quando la città era un borgo..., Eos Edizioni, 1997; 2013 ha pubblicato per Johan & Levi Ars Attack. Il bluff del contemporaneo.

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Francesco Murano: “L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte”, Maggioli Editore





Presentato presso La Triennale di Milano da Vittorio Sgarbi e Jacqueline Ceresoli, autori dei testi, il libro L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte di Francesco Murano. edito da Maggioli, su come la tecnica di illuminazione delle opere d’arte prevede grande sensibilità e un sistema complesso di regole e strumenti.
Ha moderato l'incontro il giornalista Giacomo Nicolella Maschietti.



Francesco Murano è oggi tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione a servizio dell’arte, in spazi pubblici e privati ed è l’autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia come Mirò, sogno e colore a Palazzo Chiablese di Torino e Monet al Vittoriano di Roma.
Abituato a confrontarsi con i grandi maestri della pittura è professore di lighting design in diversi prestigiosi atenei nazionali ed esteri. Dopo essersi laureato in architettura, ha conseguito il master in Disegno industriale alla Domus Academy e il dottorato di ricerca al Politecnico di Milano. Si è dedicato alla progettazione per enti e istituti di cultura in Italia e all'estero concentrandosi sul lighting design e sull'illuminazione di mostre d'arte.

L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte di Francesco Murano è il frutto di un percorso lungo e personale il libro di Murano ha il fine di aiutare sia chi si avvicina alla professione sia chi vuole comprendere quale sia la corretta illuminazione delle opere e degli spazi espositivi.
Ogni anno in Italia si svolgono moltissime mostre nelle quali vengono esposte migliaia di opere d’arte, dipinti, di disegni e di sculture illuminate da luce artificiale o naturale. La luce utilizzata nelle mostre serve principalmente ad illuminare le opere esposte, ma svolge anche altre funzioni come quella di permettere la lettura delle didascalie e delle grafiche introduttive, di rendere più o meno luminosi gli ambienti, di delineare i percorsi, le vie d’uscita e quelle di sicurezza, di illuminare i bookshop e le biglietterie, fino a mettere in evidenza i banner d’ingresso delle esposizioni. di luce sulle pareti.
Tra i tanti difetti riscontrabili visitando una mostra esistono anche quelli provocati dalla volontà di prevaricare l’opera d’arte con un’illuminazione violenta, marcata e realizzata più per valorizzare l’autore delle luci o dell’allestimento che non l’autore dell’opera stessa.
Frutto di un percorso lungo e personale il libro di Murano ha il fine di aiutare sia chi si avvicina alla professione sia chi vuole comprendere quale sia la corretta illuminazione delle opere e degli spazi espositivi, illustra gli elementi preliminari da prendere in considerazione (abbagliamenti, riflessi, ombre, vicinanza delle opere), le diverse tecniche da adottare in base al taglio critico adottato dal curatore e al progetto di allestimento (colore delle pareti, sistema di illuminazione già esistente, acquisizione dei dati di progetto, sorgenti da utilizzare, temperatura di colore), e le scelte progettuali di puntamento delle luci per quadri, sculture, ma anche dell’ambiente espositivo e delle grafiche introduttive.


L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte
Autore: MURANO, FRANCESCO
Codice ISBN: 9788891616166
Editore: Maggioli Editore
Copertina:  flessibile
Pagine: 68
Formato: 17x24
Prezzo: €. 20

Ufficio Stampa Francesco Murano: Stefania Coltro - press@francescomurano.it 

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Maurizio Gabbana: Con la luce negli occhi, SKIRA Editore, Libreria Bocca, Milano, 14/12/2017

"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt’attorno
per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."

Arthur Shopenhauer

 

Presentato alla Libreria Bocca, Galleria Vittorio Emanuele II 12, Milano, il 14 dicembre il volume di Maurizio Gabbana "Con la luce negli occhi". Sono intervenuti: Rolando Bellini, docente dell'Accademia di Brera; Catia Zucchetti, curatrice del volume;  Marina Itoli, autrice e un numerosissimo pubblico.

Maurizio Gabbana "Con la luce negli occhi"
Editore: Skira
Collana: Fotografia
A cura di: Catia Zucchetti
Edizione: Italiana/Inglese
Data di Pubblicazione: dicembre 2017
Copertina: rigida
Rilegatura: Cartonato
Pagine: 160
Illustrazioni a colori: 6
Illustrazioni in b/n: 125

Dimensioni: cm 24 x 28
Peso: 0.7 kg 
Prezzo: € 45
EAN: 9788857237008
ISBN: 8857237001


Maurizio Gabbana
, le sue mille sfaccettature, il suo mondo. Questo libro permette al lettore di entrare a farne parte e, soprattutto, di scoprirne l'arte e la passione per la fotografia, un intenso vissuto nell'inebriante mondo della moda, del bello. Instancabile, religioso, alla continua ricerca della luce, dell'origine del movimento. Il suo essere, il suo viaggio introspettivo, raccolto in una sequenza fotografica. Differenti luoghi, poche persone, la passione per l'arte. La tecnica, l'illuminazione, un'interessante riconoscibilità.
Maurizio Gabbana ci trasporterà per l'Italia, una puntata a Parigi e a Barcellona e poi Dubai e NewYork, e ancora alberi, nuvole, allestimenti... Uno straordinario uso delle luci e del mosso e una sorpresa, un curioso "strumento" applicato alla sua macchina fotografica che genera effettti visivi molto originali. Nel suo modo di lavorare non c’è studio, né riflessione, ma istinto alla stato puro, più qualcos’altro che potremmo definire ispirazione e che lui, dal punto di vista di una persona molto religiosa, rende un concetto meno vago. Le foto di Gabbana sono un eterno presente estatico, una celebrazione della fotografia come istinto puro, non motivato da nulla se non dal piacere del guardare, dello stupirsi con una capriola che fa vedere il mondo al contrario.

Milanese di nascita, ma originario della Marca Trevigiana, Maurizio Gabbana è autodidatta; la sua passione lo porta alla camera oscura già da bambino. I suoi riferimenti visivi sono prevalentemente pittorici; da sempre appassionato della grande pittura del passato, ha studiato a lungo le tecniche di rappresentazione della luce di artisti come Caravaggio e Rembrandt, come si osserva ad esempio nel suo modo di rappresentare i cieli. Attraversa le città e i luoghi in cui si ritrova cercando di viverne intensamente la quotidianità, ricercandone l’essenza profonda come un ospite silenzioso in ascolto. Predilige le architetture ma si misura anche con la natura e i suoi fenomeni. Frequenta con parsimonia le mostre di altri fotografi, forse per timore di rimanerne condizionato. La sua ricerca fotografica si esprime con scatti di espressione artistica e nella camera oscura sperimenta e realizza le sue visioni. Scoperto dallo storico dell'arte Rolando Bellini, Gabbana afferma le sue ricerche futuristiche con "Dynamica Spazio Temporale" (in macchina digitale) e i suoi scorci, soprattutto notturni, analogici, in una dimensione Metafisica calata nella realtà della pace notturna.


"Ho conosciuto Maurizio Gabbana nel periodo in cui abbiamo lavorato nella stessa azienda, le occasioni per interfacciarsi non erano moltissime, mi aveva solo accennato alla sua passione per la fotografia.
Io, da sempre nel mondo dell’editoria, mi affacciavo a quello della moda. Respiravo lavoro, tanto. Precisione, passione. Indimenticabile l’emozione delle prime sfilate. Lui sembrava essere lì da sempre.
Poi ci siamo persi, per un lungo periodo. Ho iniziato a ricevere gli inviti alle sue mostre , ma ciclicamente non riuscivo ad andarci.
Qualche tempo dopo ci siamo ritrovati, ho finalmente visto i suoi lavori e realizzato di non averlo mai preso abbastanza sul serio.
Ho scoperto le inquadrature più classiche, la costante presenza della luce che rende tutto misterioso e affascinante.
Stupita dalla sua tecnica mi sono confrontata con Marina Itolli, con cui collaboro da anni. Ho trovato piacevolmente sorpresa anche lei, tanto da chiederle un contributo testuale a questo libro.
Maurizio ha iniziato a “mostrarsi” tardi e ora è in piena bulimia da scatto. Non è stato difficile per me selezionare tra i suoi lavori, ogni immagine vive da sola.
Il fil rouge che collega un’immagine all’altra è la continua ricerca della luce; tanti piccoli racconti confluiscono in un’unica lunga storia.
Luoghi non luoghi, immagini che si assomigliano tanto da sembrare ripetute, identità esasperate fino a scomparire.
Il suo essere profondamente religioso, la ricerca della solitudine, il suo approccio alla natura.
La sua passione per l’arte e la fotografia, il suo amore per la vita, sono riscontrabili in ogni scatto al quale si scelga di avvicinarsi.
Entriamo nel suo mondo attraverso un assaggio di una sua installazione, poi un susseguirsi di luoghi e infine ne usciamo attraverso un’altra di esse che ci apre un percorso magico, onirico.
Un cielo paradisiaco e un albero così potente da uscire dall’inquadratura, si sono scelti da soli, con un tale impeto da lasciarmi senza parole.
È l’impeto di Maurizio, quello di quando parla, si muove, fotografa.
È l’impeto con il quale arriva a chi lo guarda."

Catia Zucchetti


Maurizio Gabbana goes fast, switching from one project to another without stopping to ponder: in a hurry as you go in a hurry in Milan and he embodies the essence of the milanese, although the family has origins in Treviso. In his work there is study, nor reflection, but instinct to its purest, most anything else you might call inspiration, and that he, from the point of view of a very religious person, makes a more vague concept. Photos of Gabbana are an eternal present ecstatic, a celebration of photography as a pure instinct, not motivated by anything but the pleasure of watching, of surprising with a somersault which makes us see the world instead.


 

Libreria Bocca
Galleria Vittorio Emanuele II 12
20121 Milano
www.libreriabocca.com - libreriabocca@libreriabocca.com - Tel: +39 02.86462321

Maurizio Gabbanamaurizio.gabbana.fg@gmail.com

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