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Archivi categoria : Eventi

Padiglione Tibet, SetUp+, Centro Natura, Inaugurazione 3/02/2018 ore19.00, Bologna

Inaugurazione sabato 3 febbraio 2018 ore 19.00


PADIGLIONE TIBET a cura di Ruggero Maggipresenta presso CENTRO NATURA all'interno di SetUp+ il contenitore degli eventi culturali che si svolgono in città durante SetUp Contemporary Art Fair.

SPIRITUALITÀ ED ARTE COME CIBO PER LA MENTE E PER L'ANIMA
Installazione-video con estratti delle precedenti quattro edizioni (2011/2013/2015/2017) di Padiglione Tibet nato come evento parallelo alla Biennale d’Arte di Venezia. La Biennale veneziana offre da sempre l’opportunità ad ogni Paese di presentare le proprie realtà artistiche più rappresentative con i Padiglioni Nazionali.
L’appello per la dignità di un popolo si può estrinsecare anche attraverso un progetto artistico. Una forma di riscatto culturale voluto fortemente da molti paesi e che, per Padiglione Tibet “il padiglione per un paese che non c'è” ideato da Ruggero Maggi nel 2010, ha assunto anche una valenza sociale.

  • Tibet: una nazione che evoca da sempre un sentimento religioso, mistico, di pace, una vitale “centralina” spirituale per tutti gli esseri umani.
  • Padiglione Tibet, un’idea che nella propria semplicità racchiude una forte carica emozionale, è un sogno che ha lasciato il segno ponendosi l’obiettivo di far incontrare la sensibilità della cultura contemporanea occidentale con quella tibetana. Un unico tema declinato nei modi della pittura, della scultura, della performance, del video per realizzare un grande evento che sottolinei coralmente il profondo senso di spiritualità dell'universo tibetano.

Un ponte sensibile tra la cultura Occidentale e quella Tibetana densa di affascinanti e mistiche suggestioni spirituali, linguistiche ed artistiche; un passaggio da Est ad Ovest, che crei quella sfumata ma necessaria vibrazione poetica per interagire e comprendersi. Padiglione Tibet: ponte fra culture.

LUCENTE SPIRITO, mostra costituita da una selezione di opere dal profondo contenuto spirituale e concettuale come "The Quest" vero e proprio work in progress di due artisti: Carla Bertola e Alberto Vitacchio protagonisti congelati nell'atto fotografico insieme con le pietre megalitiche, divenendo anch'essi elementi immobili e silenziosi del paesaggio; le opere verbo-visive titolate "Fiabe al vento" di Marcello Diotallevi che traggono ispirazione direttamente dal vento della poesia e dalla naturale inclinazione dell'artista verso un'ironica interpretazione della realtà e della vita; le evocative immagini fotografiche di Anna Maria Di Ciommo che ricreano i momenti in cui i Lama Tibetani realizzano splendidi mandala, sintetizzate in una frase di S.S. il Dalai Lama: "Ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Ora sono saggio e sto cambiando me stesso"; le opere-oggetto di Roberto Testori che nel loro biancore riflettono soluzioni concettuali ricche di significati spirituali e poetici. Poesia visiva che si alterna ad una sedimentata descrizione di tracce, di piccoli oggetti che ritrovano il loro spazio in una decontestualizzazione intelligente e raffinata.

SABATO 3 FEBBRAIO ore 19.30 | ore 21.00 | ore 22.00

NO CHAIN performance di danza contemporanea di K7
coreografia di Kappa
musica di Paola Samoggia
danza: Giuseppe Spinelli, Laura Onofri

...ho pensato a Padiglione Tibet, al ponte tra due culture…. al collegamento… alla denuncia della situazione attuale che però volge verso una libertà raggiunta con l’aiuto delle due culture assieme, l’aiuto di tutti…. In attesa la campana a lastra è libera di muoversi nel vento…. come una bandiera di preghiera….”
Paola Samoggia

Durante l'inaugurazione è prevista una cena a tema: Still alive a cura di Pina Siotto nel Ristorante BioVegetariano di Centro Natura dalle ore 19.15 alle 22.00Si consiglia la prenotazione.


PADIGLIONE TIBET a cura di Ruggero Maggi
Dal 1 al 28 febbraio 2018
Inaugurazione: sabato 3 febbraio 2018 ore 19.00
Orari: lunedì sabato 10 - 22.30 | domenica 10 – 18.30
Info: 051.235643 | www.centronatura.it | maggiruggero@gmail.com | 320.9621497

Centro Natura
via degli Albari 4
Bologna

 

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Consegna del Premio ANGAMC alla carriera 2018 a Giorgio Marconi, Arte Fiera, Bologna, 3/02/2018

Sabato 3 febbraio 2018 ore 10.15, Arte Fiera, Bologna


Il riconoscimento premia l’importante carriera del gallerista milanese Giorgio Marconi che, in oltre 50 anni di impegno e professionalità, ha portato all’attenzione del pubblico maestri storici e artisti delle nuove generazioni, sia italiani che internazionali.
Nell’ambito di Arte Fiera Bologna, la più importante kermesse di arte moderna e contemporanea in Italia, sabato 3 febbraio 2018, alle ore 10.15, si terrà la cerimonia di consegna del Premio ANGAMC 2018, promosso e organizzato dall’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea.
Il riconoscimento, alla sua seconda edizione, verrà assegnato a Giorgio Marconi.
In oltre 50 anni di attività, Giorgio Marconi ha rappresentato un grande esempio di professionalità, serietà e competenza, che ha saputo portare all’attenzione del grande pubblico i più importanti protagonisti dell’arte del Novecento, dai maestri storici agli autori delle nuove generazioni, sia italiani che internazionali.
Come afferma il Presidente ANGAMC Mauro Stefanini: “Con il suo lavoro, Giorgio Marconi ha nobilitato il ruolo del gallerista, non solo come mercante d’arte quanto come vero operatore culturale che ha contribuito a trasmettere e a divulgare le istanze più profonde e innovative dell’arte del XX secolo”.
A consegnare il premio sarà Mauro Stefanini, Presidente ANGAMC, alla presenza di Angela Vettese, Direttore Artistico di Arte Fiera, Marco Momoli, Exhibition Director di Arte Fiera, e Bruno Corà, Presidente della Fondazione Burri, che racconterà brevemente la storia della galleria.
Mauro Stefanini: Il Premio ANGAMC nasce dal desiderio di nobilitare il ruolo del gallerista attraverso la designazione di un rappresentante della categoria che abbia dimostrato, nel corso della sua carriera e attività, un particolare impegno nel ruolo, ottenendo importanti riscontri dal punto di vista artistico, umano e commerciale”.

Giorgio Marconi fonda nel 1965 la sua prima galleria, lo Studio Marconi, che rimarrà in attività fino al 1992. Nel 1990, in collaborazione con il figlio Gió, inaugura la Galleria Gió Marconi, la cui linea espositiva presta attenzione alle proposte delle nuove generazioni, oltre a presentare gli artisti storici dello Studio Marconi.
Nel 2004 nasce il progetto Fondazione Marconi con lo scopo di promuovere e diffondere l’attività culturale e artistica contemporanea in tutte le sue forme espressive, proseguendo il lavoro iniziato con lo Studio Marconi.
Nel 2010 inaugura Studio Marconi '65 che espone le opere degli artisti attivi tra gli anni ‘50 e ‘80, per dar modo al pubblico dei collezionisti, specialmente dei più giovani, di vedere e conoscere opere, progetti, disegni e anche multipli e grafiche, di artisti del recente passato.
Tra gli artisti passati dai suoi spazi si possono ricordare Valerio Adami, Enrico Baj, Gianni Colombo, Sonia Delaunay, Lucio Del Pezzo, Bruno Di Bello, Lucio Fontana, Richard Hamilton, Hsiao Chin, Man Ray, Louise Nevelson, Giulio Paolini, Gianfranco Pardi, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Aldo Spoldi, Emilio Tadini, Joe Tilson e Giuseppe Uncini.


ANGAMC - Associazione Nazionale Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea
nasce nel 1964 presso l'Unione Commercio, Turismo e Servizi di Milano come Sindacato Nazionale Mercanti d'Arte Moderna; nel 2001 assume la sua attuale denominazione. Suo obiettivo primario è quello di rafforzare sempre più la struttura del mercato dell'arte incentivandone le potenzialità grazie alla professionalità degli operatori, anche con interventi in ambito giuridico e amministrativo. La figura e l'attività del gallerista sono così definite con chiarezza nei loro aspetti giuridico-amministrativi, culturali, etici e sociali. L'Associazione Nazionale Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, organizzata in sei delegazioni distribuite sull'intero territorio nazionale, ha lo scopo di rappresentare e tutelare, in ogni sede, gli interessi morali, economici e culturali della categoria.


Premio ANGAMC alla carriera 2018 a Giorgio Marconi
Sabato 3 febbraio 2018 ore 10.15
Sala Notturno, Centro Servizi  Blocco D, 1° piano, ingresso Costituzione
Arte Fiera
Viale della Fiera 20
Bologna

Informazioni: Segreteria ANGAMC - Via degli Olivetani 8, Milano - Tel. 02 866737 - info@angamc.com
Uffici stampaCLP Relazioni Pubbliche - Paola Varano, Tel. 02 36755700 - paola.varano@clponline.it -  www.clponline.it 
Press Office BolognaFiereGregory Picco - Tel. 051 282862 - gregory.picco@bolognafiere.it
Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea - Via Tadino 15 - 20124 Milano - Tel. +39 02 29 41 92 32 - Fax +39 02 29417278 - info@fondazionemarconi.org - www.fondazionemarconi.org

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Roberto Floreani, “Umberto Boccioni. Arte-Vita” 23 gennaio, ore 18,30, Mondadori MegaStore Duomo, Milano



Martedì 23 Gennaio 2018 - ore 18,30

SERATA MULTIMEDIALE DI MUSICA, DECLAMAZIONI, VIDEO E OPERE DI ROBERTO FLOREANI PER LA PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO "UMBERTO BOCCIONI. ARTE-VITA", Editore Mondadori - Electa.

Introducono: Mario Resca e Angelo Crespi
Alle tastiere: Renato Giaretta

Le declamazioni dell’artista, saranno arricchite dalla proiezione in anteprima del video relativo alla performance di Roberto Floreani alla Fondazione Gulbenkian di Lisbona.

Esposte anche alcune opere pittoriche di Floreani tratte dall'installazione "Ricordare Boccioni",  presentata ai Musei Civici di Padova, dal 29 novembre 2016 al 4 giugno 2017.

Umberto Boccioni. Arte-vita
Il primo saggio su Boccioni scritto da un altro artista. Umberto Boccioni ha elaborato le ragioni di un nuovo modo di concepire l'arte e il mondo, facendo coincidere la natura dell'uomo con la sua espressione artistica. Ha affermato così l'assoluta novità dell'arte-vita, che tanto rilievo avrà nelle personalità di artisti quali Andy Warhol, Carmelo Bene e Mario Schifano, e nel movimento dell'arte povera. Ricco di spunti e riferimenti storiografici, questo volume ne ristabilisce la corretta data della morte, dettaglia la distruzione dolosa di gran parte delle sue sculture, analizza gli aspetti della sua complessa personalità e i rapporti conflittuali con gli altri artisti, la madre, le amanti.

Umberto Boccioni. Arte-vita
Autore: Roberto Floreani
Editore: Mondadori Electa
Pagine:250 p., ill.
EAN: 9788891816412
Prezzo: €. 23

Roberto Floreani nasce a Venezia nel 1956, da padre italiano e madre francese.
Nel 1981 partecipa alla prima esposizione collettiva/laboratorio al Museo Casabianca di Malo (VI). Nel 1985 realizza la prima personale a Palazzo Festari a Valdagno, dove la sua pittura già si caratterizza per l’impiego di una tecnica personalissima e suggestiva. Nel 1986, riceve il premio-acquisto alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, con destinazione dell’opera al Museo di Ca’ Pesaro di Venezia, ricevendo l’attenzione di Giuseppe Santomaso, con cui stringe un rapporto di frequentazione e stima. Pochi mesi dopo viene selezionato per la Biennale Triveneta under 35, a Padova, dove gli viene attribuito il Primo Premio e l’acquisto di un’opera destinata ai Musei Civici della città. In questi anni elabora l’idea di una pittura fortemente collegata al progetto espositivo, cosa che, da allora fino ad oggi, ha caratterizzato la gran parte delle sue esposizioni personali. Nel 1991, grazie alla comune collaborazione con la galleria Niccoli, conosce e stringe un rapporto confidenziale con Alberto Burri. Negli anni, realizza oltre sessanta personali, di cui una ventina in spazi museali, in Italia e all’Estero.
Dal ’91 al ’93 realizza mostre personali in Germania e Svezia. Di particolare rilievo il progetto Memoria del ‘99, realizzato per lo spazio della Galleria del Credito Valtellinese (Le Stelline) a Milano, curato da Mary de Rachewiltz Pound, che lo porta a permanenze prolungate al castello di Brunnenburg, magione della signora e sede dell’archivio poundiano. All’Estero realizza il progetto Selected Works 1997-2007, ospitato in vari musei in Germania e a Lubiana. Nel 2004 viene invitato alla Quadriennale di Roma con il trittico di grande formato Itinerarî della Memoria.
Nel 2009 rappresenta l’Italia alla Biennale di Venezia, nell’omonimo Padiglione.
Dal 2011 i suoi progetti espositivi museali sono centrati su installazioni composite di grande formato: al Museo MaGa a Gallarate, al Centro Internazionale di Palazzo Te di Mantova (2013), al Piano Nobile del Palazzo della Gran Guardia a Verona (2014), ai Musei Civici di Palazzo Chiericati (2015), alla Bocconi Art Gallery di Milano (2016), all’interno dell’omonima Università, dove la sua installazione viene selezionata come immagine d’apertura del sito web ufficiale della Galleria, tra oltre 60 artisti internazionali.
Realizza, da novembre 2015 a giugno 2016, il progetto multimediale Ricordare Boccioni (ciclo di conferenze, serata teatrale, reading poetico-musicale, esposizione personale con visite guidate), ubicato a Padova, con patrocinio del Ministero per i Beni Culturali, Università di Padova e Regione Veneto.

Dal 1974, mantiene costante la passione e la ricerca sul Futurismo, costituendo un consistente archivio bibliografico e documentario, intrattenendo rapporti confidenziali con Vittoria Marinetti, su Milano, e con Francesca Barbi Marinetti, su Roma. Dal 1990 stringe amicizia con l’aeropoeta futurista Ubaldo Serbo con cui cura la prima mostra dedicata ai Gruppi Boccioni e Savarè (’99) e che, alla sua morte, gli lascerà la disponibilità del suo archivio relativo al Gruppo futurista Savarè di Monselice, che Serbo ha avuto l’occasione di dirigere, appena diciassettenne, dal 1942 al 1944, sotto l’ègida di Marinetti. Anche grazie a questa opportunità, Floreani conosce altri futuristi o eredi, quali Monachesi, Delle Site, Sanzin, Veronesi, Zen, Ambrosi e Forlin di cui farà restaurare integralmente l’unica scultura esistente Dinamismo di una famiglia, che diventerà l’immagine della copertina del primo volume di aeropoesia curato e dedicato ad Ubaldo Serbo, nel 2007. Dal 1998 entra in contatto con la famiglia Pinottini di Torino e con l’archivio dello sculture Mino Rosso, di cui realizzerà tre ampie rassegne pubbliche. Nel ’99 organizza il concerto Futurpiano con il pianista Daniele Lombardi, esecutore di musica futurista di fama mondiale, su spartiti originali di Russolo, Balilla Pratella e Casavola. Nel 2006 è consulente della mostra Romagna futurista, ai Musei della Repubblica di San Marino.
Dal 2007 concepisce e dirige Baléni, collana dedicata al Futurismo, per Campanotto Editore.
Nel 2009, in occasione del Centenario del Futurismo, grazie anche alla disponibilità della famiglia Marinetti, realizza una rilevante mostra (oltre 90 opere) di scultura ai Musei Civici di Padova, inserita nelle celebrazioni del Centenario del Ministero per i Beni Culturali, evento centrale di un programma multidisciplinare di teatro, danza, declamazione nelle piazze, cucina, conferenze, che durerà oltre 4 mesi.
Dal 1999 costituisce una compagnia multidisciplinare di musica, danza e videoproiezioni per la realizzazione delle Serate Futuriste in Guanti di Daino, che presenta a Roma, Padova, Verona, Mantova, Vicenza e che, nella specifica versione dedicata a Umberto Boccioni, ha presentato a Padova il 6 aprile 2016, inserita in un progetto di 11 eventi titolato Ricordare Boccioni, che ha incluso anche una personale ai Musei Civici. Nell’ottobre 2017 è relatore e performer al Congresso Internazionale Futurismo 100 presso la Fondazione Gulbenkian, promosso dall’Università di Padova e presso l’Università di Lisbona (nov). La Fondazione Gulbelkian produce il video della performance di Lisbona.
Il 14 novembre 2017 esce in tutte le librerie italiane con l’editore Mondadori-Electa il suo ultimo saggio Umberto Boccioni.Arte-Vita, con presentazioni alla Bocconi, alla Cattolica, alla Sapienza di Roma e a Padova.

Nel 2000 viene invitato a tenere la conferenza su Artista e Mercato in Aula Prodi presso l’Università di Studi di Bologna, per l’apertura di Bologna capitale europea della cultura . Nello stesso anno realizza, con il poeta Giuseppe Conte, il volumetto di pittura e poesia Yule, finalista al Premio Nazionale di Poesia di Camaiore.
Dal 1999 al 2003 è responsabile (tecnico) dei progetti espositivi per il Comune di Vicenza, realizzando eventi in Basilica Palladiana e al Teatro Olimpico, dove concepisce e realizza l’assegnazione delle cittadinanze onorarie a Carlo Rubbia, Alvaro Siza, Giorgio Albertazzi e Andràs Schiff.
Dal 1999 al 2002 collabora con la Direzione Cultura del Comune di Milano per la realizzazione di convegni tematici relativi al progetto pluriennale La Memoria e i giorni.
Dal 2003 al 2008 è membro (tecnico) del Cda del Centro Internazionale Studi Andrea Palladio (CISA), per la realizzazione del progetto espositivo sul cinquecentenario del grande architetto.
Dal 2007 è ideatore e responsabile della collana Baléni dedicata al Futurismo per Campanotto Editore.
Negli anni, ha collaborato con Accademie e Università, tenendo brevi corsi e conferenze tematiche, preferibilmente sull’Astrazione o sul Futurismo e le Avanguardie storiche, ultime delle quali nell’aula Pio XI, dell’Università Cattolica di Milano, all’Istituto Europeo di Design di Milano, all’Università Bocconi di Milano nel 2016; nella sala Ippolito Nievo al Bo di Padova e alla Fondazione Gulbenkian di Lisbona nel 2017.
Tiene da molti anni la rubrica mensile Antineutrale sulla rivista EspoArte ed è tra i collaboratori di redazione della storica rivista Zeta dedicata alla Poesia Visiva.
Nel 2016, la nuova Casa editrice De Piante di Milano, gli commissiona un’opera per la realizzazione della copertina del primo numero, dedicato a tre lettere inedite di Eugenio Montale.

Angelo Lorenzo Crespi, Luigi Mascheroni, Roberto Floreani, Cristina Toffolo De Piante, Gianni Maimeri

PUBBLICAZIONI

- Poesie, Bino Rebellato editore, Cittadella (Pd), 1975
- Ubaldo Serbo – Aeropoeta futurista, Campanotto editore, 2007
- La Scultura futurista-Omaggio a Mino Rosso, Silvana editoriale, 2010
- Futurismo antineutrale, Silvana editoriale, 2010
- Quirino De Giorgio – Architetto futurista, Circolo di cultura Nicolò Trevisan, volume XVI (postfazione), 2010
- Carlo Erba, Palombi editore, 2013
- Gerardo Dottori, Palombi editore, 2014
- I Futuristi e la Grande Guerra, Campanotto editore, 2015 (Finalista al Premio Acqui Storia 2015)
- Umberto Boccioni. Arte-Vita, Mondadori Electa, 2017


Ingresso: libero

Mondadori MegaStore
Spazio Eventi
Piazza Duomo 1
Milano

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Paolo Barozzi, Il retaggio di Jackson Pollock, Spazio Big Santamarta, Milano, Giovedì 14 dicembre 2017, ore 18

Giovedì 14 dicembre, allo Spazio Big Santamarta di Milano, organizzato dalla Galleria Rubin, Paolo Barozzi e i suoi numerosi ospiti hanno parlato dell'ultimo saggio dell'autore veneziano: IL RETAGGIO DI JACKSON POLLOCK di Paolo Barozzi, Campanotto editore, sono intervenuti con l'autore: Alan Jones, newyorkese, critico e curatore/organizzatore di mostre presso musei e gallerie di primaria importanza, uno dei massimi conoscitori della scena della Pop Art; Paolo Manazza, giornalista, critico d'arte, pittore e direttore editoriale; Maria Mulas, fotografa.

"A Paolo Barozzi il coraggio non manca mai quando è questione dì scalare le montagne più alte nella geografia dell'arte moderna. Affronta questa sfida con una specie di alpinismo biografico tutto suo, come ha già dimostrato nei suoi libri su Peggy Guggenheim o su Andy Warhol. Alla discesa porta sempre qualche nuova scoperta geologica." dice Alan Jones nella postfazione del presente volume. Qui l'autore ci fa da guida su sentieri alti, rivelando un'abbondanza di dettagli luminosi sulla vita di Jackson Pollock, sulla complessità e sui valori delle sue opere, con cui venne a contatto per la prima volta negli anni Sessanta, quando era assistente di Peggy Guggenheim. Nel libro scorrono situazioni e avvenimenti, si incontrano storie curiose e personaggi eccentrici, che hanno fatto la storia dell'arte e del costume degli scorsi decenni.
Gillo Dorfles nel ritratto dell’autore: "Un’epoca eroica per gli sviluppi dell’arte contemporanea. Per grande fortuna del lettore Barozzi si serve di un linguaggio del tutto personale: che da un lato analizza acutamente ogni aspetto estetico della situazione, ma che dall’altro rifugge da quel tedioso e pseudofilosoficamente oscuro, linguaggio adottato dalla maggior parte della critica ‘ufficiale.’"
 

Dal primo incontro, nel 1943, tra  Peggy Guggenheim e un’opera di Pollock.
Peggy ha 45 anni, Jackson 31. Lei è un’ereditiera con la passione per l’arte, lui un artista ancora in cerca di affermazione:
"Howard Putzel, assistente di Peggy, ha proposto di includere un’opera di Jackson Pollock nella collettiva di giovani artisti che si terrà nella galleria di Peggy. Le regole della mostra sono chiare : ogni artista sotto i 35 anni può presentare i suoi lavori, dopo di che una giuria, della quale fanno parte alcuni artisti affermati, tra i quali Mondrian e Duchamp, deciderà chi di loro merita di essere esposto.
Il primo impatto tra Peggy e una delle opere proposte da Pollock non è dei più incoraggianti. Trova il quadro – The stenographic figure – addirittura “orribile”. 

Imbattendosi in Mondrian, che lo sta esaminando con attenzione, aggiunge : “Non c’è disciplina…questo giovane ha seri problemi, dipingere è uno di questi, non penso che verrà scelto!
Mondrian guarda Peggy, continua a fissare il quadro e a grattarsi il mento, poi risponde : “Sto cercando di capire che cosa sta accadendo qui, penso che questo sia il quadro più interessante che ho visto in America! Non devi perdere di vista quest’uomo!” Peggy resta di stucco, poi tenta una sortita : “Dici sul serio? Questo quadro non può essere paragonato ai tuoi”.
Mondrian la gela immediatamente : “La mia pittura e le mie opinioni personali sono due cose totalmente diverse”. Anni dopo Peggy,  parlando di Pollock avrebbe preso ad esprimersi così: “Pollock venne facilmente accettato da me, la sua arte era così totale e magnifica che mi piacque subito”."

Paolo Barozzi


Jackson Pollock 51, 1951 (excerpt) Hans Namuth and Paul Falkenberg (directors) Morton Feldman (composer) "Ii: Jackson Pollock Speaks" di The Turfan Ensemble & Philipp Vandre.


"Il mio dipinto non scaturisce dal cavalletto. Preferisco fissare la tela non allungata sul muro duro o sul pavimento. Ho bisogno della resistenza di una superficie dura. Sul pavimento sono più a mio agio. Mi sento più vicino, più parte del dipinto, perché in questo modo posso camminarci attorno, lavorare dai quattro lati ed essere letteralmente "nel" dipinto. È simile ai metodi dei pittori di sabbia indiani del west. 
Continuo ad allontanarmi sempre di più dai soliti strumenti del pittore come cavalletto, tavolozza, pennelli, ecc. Preferisco bastoncini, cazzuole, coltelli e lasciar sgocciolare la pittura fluida o un impasto pesante con sabbia, vetri rotti o altri materiali estranei aggiunti.

Quando sono "nel" mio dipinto, non sono cosciente di ciò che sto facendo. È solo dopo una sorta di fase del "familiarizzare" che vedo ciò a cui mi dedicavo. Non ho alcuna paura di fare cambiamenti, di distruggere l'immagine, ecc., perché il dipinto ha una vita propria. Io provo a farla trapelare. È solo quando perdo il contatto con il dipinto che il risultato è un disastro. Altrimenti c'è pura armonia, un semplice dare e prendere, ed il dipinto viene fuori bene."

Jackson Pollock  (Cody, 28 gennaio 1912 - Long Island, 11 agosto 1956)

Il retaggio di Jackson Pollock-The legacy of Jackson Pollock 
Lingua: Italiano-Inglese
Autore: Paolo Barozzi
Editore: Campanotto
Collana: Rifili
Anno edizione: 2017

Pagine: 128, illustrato
Formato:rilegato
ISBN8845615634
EAN: 9788845615634
Prezzo: €. 15


Paolo Barozzi è scrittore, giornalista e traduttore. Nasce a Venezia da una antica famiglia di antiquari. Studia in Inghilterra e, rientrato in Italia dopo il servizio militare, incontra a Venezia la collezionista americana Peggy Guggenheim, della quale negli anni Sessanta è stato assistente personale. Al fianco della Guggenheim ha avuto modo di conoscere molti dei più importanti artisti e intellettuali dell'epoca, tra cui Marcel Duchamp che guidò Peggy nella creazione della sua famosa collezione. In seguito è diventato un noto gallerista e promotore d'arte tra Venezia e Milano partecipando ai più interessanti avvenimenti nel mondo dell'arte contemporanea.  Ha collaborato con Time e Life. Suoi articoli sono apparsi ne Il Mondo, Domus, Nuovi Argomenti, Interni, Vogue, Harper’s Bazaar etc. Ha pubblicato tra l’altro Il sogno Americano (Marsilio Ed.), Andy Warhol – Voglio essere una macchina! e Viaggio nell’arte contemporanea (Scheiwiller Ed.), Peggy Guggenheim Collection (Assouline Ed.), Con Peggy Guggenheim – Tra Storia e Memoria e Andy Warhol ed Io. Cartoline dai tempi della Pop Art (Marinotti Ed.), Da Duchamp agli happening: articoli pubblicati su Il Mondo di Pannunzio e altri scritti – Venezia Luogo della mente – Venezia Leggendaria scrittori e personaggi (Campanotto Ed.).  Sull'attività di Paolo Barozzi è uscito a cura di Ottavio Pinarello il volume Paolo Barozzi, una passione per l'arte (ArteCom Ed.) 

Informazioni:
SPAZIOBIG
: Gianfranco Guzzi -tel.0284967150 - g.guzzi@promo-art.it
GALLERIA RUBIN: James Rubin - tel. 0289096921 -info@galleriarubin.com - www. galleriarubin. com
PAOLO BAROZZI: paolo.barozzi@alice.it

Via Santa Marta 10
20123 Milano
 

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