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Archivi categoria : EXPO 2015

Expo Milano 2015 è un’Esposizione Universale con caratteristiche assolutamente inedite e innovative. Non solo una rassegna espositiva, ma anche un processo partecipativo che intende coinvolgere attivamente numerosi soggetti attorno a un tema decisivo: Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Un evento unico che incarna un nuovo concept di Expo: tematico, sostenibile, tecnologico e incentrato sul visitatore. Dal 1 maggio al 31 ottobre 2015, 184 giorni di evento, oltre 130 Partecipanti, un Sito Espositivo sviluppato su una superficie di un milione di metri quadri per ospitare gli oltre 20 milioni di visitatori previsti.

Emilio Isgrò, Fondamenta per un’arte civile, Triennale, Milano, 18 novembre 2017



Emilio Isgrò ha donato assieme allo sponsor Henraux alla città di Milano. Il Seme dell'Altissimo svettava all'ingresso Ovest Triulza di EXPO. Sette metri di marmo pregiato, seme d'arancia ingrandito 1.500.000.000, simbolo della terra siciliana, del Mediterraneo. Destinazione Triennale di Milano.
Ferruccio de Bortoli ha presentato con Emilio Isgrò Autocurriculum, l’atteso romanzo-autobiografia dell’artista pubblicato da Sellerio. L’incontro, introdotto da Salvatore Silvano Nigro, si inserisce nell’ambito di BookCity Milano si è tenuto sabato 18 novembre, nella sala Agorà della Triennale di Milano.
La presentazione dell’Autocurriculum è solo la prima delle iniziative che La Triennale di Milano ha ospitato sabato 18 novembre e che hanno al centro Emilio Isgrò e il suo intenso rapporto con l’arte, la cultura e la vita.
Si è inaugura infatti la mostra I multipli secondo Isgrò, promossa e prodotta da Editalia in partnership con La Triennale. All’inaugurazione presenti Massimo Bray, Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Clarice Pecori Giraldi vicepresidente La Triennale di Milano e il curatore della mostra Marco Bazzini.
L’esposizione raccoglieva e presentava le opere multiple che Isgrò ha realizzato con Editalia, che da oltre sessant’anni è impegnata a promuovere verso il più ampio pubblico le opere moltiplicate dei più grandi artisti contemporanei. Il multiplo in Isgrò non si presenta come un’opera semplicemente ripetuta ma è sempre il prodotto di una grande autonomia creativa e di questa conserva l’effetto nell’artigianalità del manufatto.
Nell’atrio di ingresso de La Triennale, dal 18 al 26 novembre, sono stati esposti in un suggestivo allestimento, le sei serie di lavori, tra cui le recenti cancellature su cartografie Mondoquadro e Mondo di vetro, oltre alle tavole della legge Non uccidere. Inoltre, in occasione di questa esposizione Isgrò ha realizzato una nuova “famiglia” di colorati semi in ceramica, avendo Editalia contribuito, coerentemente con la sua vocazione al sostegno dell’arte, alla nuova e definitiva collocazione de Il Seme dell’Altissimo nello spazio verde antistante La Triennale.



In mattinata si è svolta la cerimonia di presentazione della definitiva collocazione dell’opera Il Seme dell’Altissimo di Emilio Isgrò, che trova casa negli spazi adiacenti alla Triennale di Milano, in viale Emilio Zola nel Parco Sempione.
Sono intervenuti Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano, Clarice Pecori Giraldi, Vicepresidente della Triennale di Milano, Massimo Bray, Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Paolo Carli Presidente di Henraux S.p.A. ed Emilio Isgrò.



L’opera è stata realizzata da Henraux S.p.A., azienda leader nell’escavazione e nella lavorazione del marmo, in occasione di Expo 2015 per poi essere donata alla Città di Milano per volere dell’artista e del Presidente di Henraux Paolo Carli.


 

il Seme dell'Altissimo di Emilio Isgrò

Il Seme dell'Altissimo di Emilio Isgrò

"Parlare di un Seme d’arancia, sia pure ingrandito un miliardo e cinquecento milioni di volte, non è facile né per chi lo crea né per il pubblico chiamato a decifrarne il significato. Non si può non pensare, infatti, almeno al primo impatto, a una di quelle manipolazioni genetiche che hanno complicato il soggiorno dell’uomo sulla terra. Solo che la manipolazione, in questo caso, non è della scienza ma dell’arte: la quale, diversamente dalla scienza, ha il dovere, più che il diritto, di vivere d’immaginazione e di arbitrio. Senza nessun rischio per la salute. Anzi è proprio l’arbitrio, la suprema libertà dell’arte, a rendere lecito l’illecito e possibile l’impossibile. E là dove un artista, proprio all’Expo, nel cuore di un’Italia che cambia, osa impiantare un Seme alto sette metri, è assai probabile che prima o poi, là vicino o in un luogo non troppo distante, qualcuno si decida a impiantare una fabbrica di nuovo tipo, un’azienda capace di produrre qualcosa di cui il mondo ha urgente bisogno ma alla quale nessuno aveva pensato..."

Emilio Isgrò


Emilio Isgrò nasce a Barcellona Pozzo di Gotto, il 6 ottobre 1937.
Nel 1956 esordisce con la raccolta di poesie Fiere del Sud (Arturo Schwarz Editore). Nel 1964 realizza le prime cancellature su enciclopedie e libri contribuendo alla nascita e agli sviluppi della poesia visiva e dell'arte concettuale. Nel 1966, in occasione della personale alla Galleria Il Traghetto di Venezia, pubblica Dichiarazione 1, nella quale precisa la sua concezione di poesia come "arte generale del segno". Pubblica il libro di poesie L'età della ginnastica (Mondadori).
Nel 1972 partecipa alla Biennale di Venezia, dove è presente ancora nel 1978, 1986 e 1993. Espone con altri artisti alla mostra Contemporanea (1973), curata da Achille Bonito Oliva e allestita nel parcheggio sotterraneo di Villa Borghese a Roma. L'anno seguente esce L'avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, scrittori, artisti, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini (Il Formichiere), candidato al Premio Strega. Nel 1976 tiene la prima mostra antologica delle sue opere al Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Nel 1977 è insignito del primo premio alla XIV Biennale d'Arte di San Paolo del Brasile. Nello stesso anno pubblica con Feltrinelli il romanzo Marta de Rogatiis Johnson. Nel 1979 presenta alla Rotonda della Besana di Milano Chopin, installazione-partitura per 15 pianoforti. Nel 1982, rappresenta Gibella del Martirio e San Rocco legge la lista dei miracoli e degli orrori a Gibellina.
Dall'anno seguente e per tre stagioni consecutive rappresenta l'Orestea di Gibellina, trilogia siciliana, al Festival Internazionale delle Orestiadi. Nel 1985 il Teatro alla Scala gli commissiona l'installazione multimediale La veglia di Bach, realizzata nella chiesa milanese di San Carpoforo. Nel 1986 presenta al Museo civico archeologico di Bologna l'installazione L'ora italiana, in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria di Bologna del 2 agosto del 1980. Nel 1989 pubblica il romanzo Polifemo (Mondadori), elaborando nello stesso tempo una nuova Teoria della cancellatura (Galleria Fonte d'Abisso).
Partecipa nel 1992 alla mostra The Artist and the Book in XX Century Italy, organizzata dal Museum of Modern Art (MoMA) di New York. Nel 1994 è presente alla rassegna I libri d'artista italiani del Novecento al Guggenheim Museum di Venezia. Pubblica il romanzo L'asta delle ceneri (Camunia) e torna alla poesia con la raccolta Oratorio dei ladri (Mondadori). Nel 1998 dona al paese natale la scultura Seme d'arancia.
Nel 2001, nel complesso di Santa Maria dello Spasimo a Palermo tiene l'antologica Emilio Isgrò 1964-2000. Con Le api della Torah inizia il "ciclo degli insetti". Nel 2002 pubblica il libro di poesie Brindisi all'amico infame (Aragno), finalista al Premio Strega e vincitore del Premio San Pellegrino. Con il titolo La cancellatura e altre soluzioni (Skira) raccoglie nel 2007 in volume gli scritti pubblicati su quotidiani e riviste come corredo critico-teorico dell'attività creativa. L'anno successivo il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato realizza l'antologica Dichiaro di essere Emilio Isgrò. Nel 2009 espone alle Stelline di Milano. L'anno seguente si tiene a Marsala la mostra Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie. In contemporanea si apre Var ve yok presso la Taksim Sanat Galerisi di Istanbul mentre i quattordici Codici ottomani vengono esposti alla Boghossian Foundation di Bruxelles.
Nel maggio 2011 propone l'installazione L'Italia che dorme alla Galleria d'arte moderna di Roma, per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia. Si inaugura all'Università Bocconi di Milano l'opera Cancellazione del debito pubblico. Nel 2012 vengono riallestite a Milano, a Palazzo Reale, le opere Dichiaro di non essere Emilio Isgrò (1971) e L’avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, artisti, scrittori, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini (1972); nonché L'ora italiana (1985-1986) alle Gallerie d'Italia. Nel giugno 2013 si tiene la mostra antologia dal titolo Modello Italia alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma. Nel 2014 nella Galleria degli Uffizi entra il suo autoritratto Dichiaro di non essere Emilio Isgrò. A Milano la sua Grande cancellatura per Giovanni Testori viene collocata in Piazza Gino Valle, nel nuovo quartiere Portello.
Nel 2015 crea il Seme dell’Altissimo, una scultura in marmo di 7 metri d’altezza, collocata all'interno dell'Expo di Milano.


La Triennale di Milano Comunicazione Istituzionale e Relazioni Media: Micol Biassoni - T. 02-72434247 - press@triennale.org

Il Seme dell'Altissimo
di Emilio Isgrò
Viale Emilio Zola

Triennale di Milano 
Viale Alemagna 6 
20121 Milano 
T. +39 02 724341 
www.triennale.org

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Nanda Vigo: Exoteric Gate, Università Statale, Milano

Inaugurazione martedì 13 dicembre ore 18:00


Presentato Exoteric Gate di Nanda Vigo da Gianluca Vago, Rettore Università degli Studi di Milano, Andrea Pinotti, Commissione "La Statale Arte", Donatella Volonté, curatrice del progetto, con moderatore Luca Clerici, delegato del Rettore alla promozione delle attività culturali.
EXOTERIC GATE è i
l nuovo progetto di Nanda Vigo creato appositamente per il cortile della Ca' Granda, all'Università Statale di Milano. Un grande progetto, luce (h. 10 m) costituito da nove elementi distinti, otto piramidi di altezze diverse e un cilindro centrale.
Artista, architetto, designer, Nanda Vigo ha sempre avvertito la necessità di muoversi in territori distinti, consapevole che l’arte e l’architettura da sole non potessero esaurire la complessità del suo lavoro e che, dunque, fosse necessario elaborare un linguaggio transdisciplinare.
La Statale Arte rende dunque omaggio a un’artista il cui lavoro ha attraversato l’arte italiana degli ultimi decenni con una cifra stilistica riconoscibile e costante, capace di anticipare la trasversalità dei saperi e dei linguaggi nella fermezza di un’identica ricerca. Artista, architetto, designer, Nanda Vigo si è infatti sempre mossa in territori distinti, consapevole che l’arte e l’architettura da sole non potessero esaurire la complessità del suo lavoro e che, dunque, fosse necessario elaborare un linguaggio transdisciplinare.
Exoteric gate, oltre ad una forte esperienza sensoriale in cui la luce in movimento definisce una nuova dimensione spazio/temporale, è un’installazione, la prima realizzata per uno spazio esterno, che si pone come sintesi di una lunga ricerca avviata con i cronotopi negli anni Sessanta. 
Lo spazio definito dalla luce naturale e artificiale prescinde dalle coordinate cartesiane e diventa fluido, spazio percepito piuttosto che spazio reale.
Le forme dell’installazione creata per il cortile del Richini sono quadrati, cerchi e triangoli, forme primordiali e transculturali che Nanda Vigo considera il vocabolario di base per la costruzione di un linguaggio in cui il codice dei segni muta nell’interazione con la luce e le
superfici specchianti.
Le otto piramidi di altezze diverse sono riconducibili sia ai lavori degli anni Settanta, definiti “Stimolatori di spazio”, sia ai più recenti Deep Space: i primi sono piramidi-specchio in grado di attrarre lo spazio, le architetture circostanti e lo spettatore per restituire una visione multipla e smaterializzata della realtà; quelle del secondo tipo sono invece strutture dalle triangolazioni acute e direzionali, che suggeriscono uno spostamento ascensionale. Il cilindro centrale si inserisce nella serie dei Totem creati dal 2005, e fa riferimento in particolare a quella dei Neverending Light, strutture verticali che, dalla terra, si prolungano in alto verso lo spazio.
Il titolo Exoteric Gate, già utilizzato in lavori diversi dal ’76, traduce quel “passaggio esoterico” e quel viaggio filosofico che Nanda Vigo ha intrapreso già negli anni Sessanta alla ricerca di una sapienza umana. Si tratta dunque di un esoterismo umanista, che sta a fondamento dei diversi piani in cui la sua indagine si è sempre mossa: i piani del reale, dell’irreale e della trascendenza, tradotti in materia luminosa.

“Questa esposizione di concetti, è la prima di una indagine del linguaggio retroattivo alla mia espressione formale già concretizzata negli spazi vivibili cronotopici (spazio-temporali) prodotti dal 1962 ad oggi e sempre erroneamente interpretati o come oggettuali o come strutture minimali. Ho sempre rifiutato di esprimere il linguaggio interiore situato alla base del mio operare, considerandolo “oscurantista” , ma oggi lo ritengo necessario a conclusione di un ciclo operativo. Questo percorso esoterico che ho svolto attraverso l’Algeria, l’Egitto, il Sahara, l’Iran, l’Afganistan, l’India, il Nepal, il Guatemala, lo Yucatan e il Messico, dal 1972 al 1976, è stato programmato in tappe successive per permettermi di vagliare attentamente il senso della mia ricerca, comunque già preordinata. La trilogia è svolta su tre piani: reale, irreale e della trascendenza. Il “viaggio esoterico” è irreale (attraverso il sogno cosmico), mentre il reale apparente riguarderà il linguaggio del comportamento. e la trascendenza sarà un’esplicazione formale mezzificata dalle superfici specchianti. I tre piani sono complementari l’uno dell’altro e non è possibile determinare il momento esatto in cui l’irreale diventa reale per assumenre l’aspetto trascendente dell’illusione.”

Nanda Vigo

 Tutti i giovedì e i venerdì dal 15 al 22 dicembre e dal 12 gennaio al 10 marzo, dalle 17.30 alle 19.00, gli studenti dei corsi di laurea in Scienze dei Beni culturali e in Storia e critica dell’arte saranno a disposizione del pubblico per presentare l’installazione Exoteric Gate di Nanda Vigo e per una breve visita guidata del cortile d’onore della Ca’ Granda. Per partecipare alle visite guidate è sufficiente presentarsi nei giorni e negli orari indicati in calce a questo comunicato rivolgendosi agli studenti de La Statale Arte.
Exoteric Gate
(a cura di Donatella Volonté) è il secondo appuntamento di La Statale Arte, un’iniziativa promossa dall’Università degli Studi di Milano curata da Alberto Bentoglio, Silvia Bignami, Luca Clerici, Andrea Pinotti e Giorgio Zanchetti. Ogni appuntamento è accompagnato da una pubblicazione edita da Skira.
Exoteric Gate è realizzato con il patrocinio del Comune di Milano, della Regione Lombardia, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, della Triennale di Milano e di Expo in Città, in collaborazione con l’Archivio Nanda Vigo, la Galleria Allegra Ravizza di Lugano, con Ravizza Brownfield Gallery Honolulu, con Arteventi e con il contributo di Fondazione Cariplo, di allestimenti Benfenati, di Gruppo 2A e di Angelini Design.
Il progetto grafico di Exoteric Gate è di Marco Strina.


Nanda Vigo, che ha da poco compiuto 80 anni, appartiene a quella generazione di personaggi che hanno reso Milano una delle capitali dell’arte mondiale, a partire dagli anni Sessanta: la città di Fontana, Manzoni, Gio Ponti. La sua continua indagine sulla luce ha fatto di lei un’interlocutrice imprescindibile per le neoavanguardie italiane.
Nanda Vigo è nata a Milano nel 1936. Vive e lavora tra Milano e l’Africa orientale.
Dimostra interesse per l’arte fin dalla tenera età, quando ha occasione di trascorrere del tempo in compagnia di Filippo de Pisis, amico di famiglia, e di osservare le architetture di Giuseppe Terragni da cui - si può azzardare a dire - ha imparato l’attenzione alla luce.
Dopo essersi laureata all'Institut Polytechnique di Lausanne e un importante stage a San Francisco, nel 1959 Vigo apre il proprio studio a Milano. Da quel momento il tema essenziale della sua arte diventa il conflitto/armonia tra luce e spazio, che l’artista utilizza nel proprio lavoro, anche come architetto o designer. Dal 1959 frequenta lo studio di Lucio Fontana prima, e poi si avvicina agli artisti che avevano fondato la galleria Azimut a Milano, Piero Manzoni ed Enrico Castellani. In quel periodo tra i diversi viaggi per le mostre in tutta l’Europa (più di 400 mostre collettive e personali), Vigo conosce gli artisti e i luoghi del movimento ZERO in Germania, Olanda e Francia.
Nel 1959 inizia la progettazione della ZERO house a Milano, terminata solo nel 1962. Tra il 1964 e il 1966 ha partecipato ad almeno tredici mostre ZERO, compresa NUL 65 allo Stedelijk Museum di Amsterdam e ZERO: An Exhibition of European Experimental Art alla Gallery of Modern Art di Washington D.C. Nel 1965 l’artista ha curato la leggendaria mostra ZERO avantgarde nello studio di Lucio Fontana a Milano, con la partecipazione di ben 28 artisti.
Tra il 1965 e il 1968 ha collaborato e creato con Gio’ Ponti la Casa sotto la foglia, a Malo (Vi). Nel 1971 Vigo viene premiata con il New York Award for Industrial Design per il suo sviluppo delle lampade (Lampada Golden Gate) e nello stesso anno progetta e realizza uno dei suoi progetti più spettacolari per la Casa-Museo Remo Brindisi a Lido di Spina (Fe).
Nel 1976 ha vinto il 1° Premio St. Gobain per il design del vetro.
Nel 1982 l’artista ha partecipato alla 40a Biennale di Venezia.
Nel 1997 ha curato l’allestimento della mostra “Piero Manzoni - Milano et Mitologia” a Palazzo Reale a Milano.
Dal 2006, in permanenza al Museo del Design della Triennale, sono presenti i lavori di Vigo.
Nella sua attività Vigo opera con un rapporto interdisciplinare tra arte, design, architettura, ambiente, è impegnata in molteplici progetti sia nella sua veste di architetto che di designer che di artista. Quello che contraddistingue la sua vivace carriera è l’attenzione e la ricerca dell’Arte, che la spinge ad aprire collaborazioni con i personaggi più significativi del nostro tempo ed a intraprendere sempre progetti volti alla valorizzazione dell’Arte come la mostra ITALIAN ZERO & avantgarde 60’s al MAMM Museum di Mosca.
Dal mese di aprile 2013 alcune opere di Vigo sono presenti nella collezione del Ministero degli Affari Esteri, e dal 2014/2015 al Guggenheim di New York e al Martin-Gropius-Bau di Berlino nell’ambito delle manifestazioni dedicate a ZERO.


Nanda Vigo: Exoteric Gate
Dal 14 dicembre 2016 al 11 marzo 2017
Orari: lunedì - venerdì 9-20 / sabato 9-17.30

Ingresso: libero
Visite guidate dagli studenti: dal 15 al 22 dicembre e dal 12 gennaio al 10 marzo ogni giovedì e venerdì 17.30/19.00Appuntamento in via Festa del Perdono 7, nell’atrio dell’ingresso principale. Per prenotare visite guidate a gruppi di almeno 10 persone e/o in altri giorni: visiteguidate.lastatalearte@unimi.it
Facebook / LaStataleArte - www.lastatalearte.it
Ufficio Stampa Exoterc Gate: Lara Facco P&C - Tel. +39 02 36565133 - press@larafacco.com - www.larafacco.com
Ufficio Stampa Università degli Sudi: Anna Cavagna e Glenda Mereghetti Tel. 02 50312983 - M. 334 6866587 - ufficiostampa@unumi.it

Università degli Studi di Milano
Cortile della Ca’ Granda
via Festa del Perdono, 7
Milano

 

 

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Claudio De Albertis, Genova, 27 febbraio 1950 – Milano, 2 dicembre 2016

Sempre avanti!
Claudio De Albertis


Per un ultimo saluto la camera ardente sarà aperta domenica dalle ore 10.30 alle 20.30 alla Triennale di Milano. I funerali si svolgeranno lunedì 5 dicembre alle ore 11 alla Basilica di Sant'Ambrogio.

Figlio di Edoardo e di Renata Mangiarotti, fratello dell'ex consigliera comunale Carla, era nato a Genova nel 1950. Si era laureato al Politecnico di Milano nel 1976 e da allora era entrato nell'impresa di costruzioni di famiglia, la Borio Mangiarotti, fondata dal nonno, Carlo Mangiarotti. Lascia due figli, Edoardo e Regina, entrambi impegnati nell’azienda di famiglia oltre che nella vita associativa (Regina è vicepresidente di Ance Giovani).
Da anni Claudio De Albertis, presente nel mondo associativo sia nazionale che locale con incarichi che vanno dalla presidenza dell’Assimpredil, dal 1990 al 1996, alla vice presidenza dell’ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili, prima per i problemi urbanistici e territoriali, poi per il Centro Studi. E' stato Presidente del Centredil - Ance Lombardia dal 1996 al 2000.
È stato Presidente dell'ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) dal 2000 al 2006.
Presidente di Assimpredil Ance Milano (Associazione Imprese Edili e Complementari di Milano, Lodi, Monza e Brianza)
De Albertis ha operato nell’ambito dell’azienda di famiglia, la Borio Mangiarotti, specializzata nella promozione e nella costruzione immobiliare e una delle prime società del settore ad ottenere la certificazione di qualità.
Consigliere di Amministrazione di Gabetti Property Solutions spa, di Beni Stabili Development Milano Greenway spa, Consigliere di Amministrazione di CSII spa, membro di Giunta della Camera di Commerc io Industria e Artigianato di Milano, presidente di Greenway srl, Consigliere di Amministrazione di Milano Serravalle, Milano Tangenziali spa, nonché Consigliere di Amministrazione dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della Diocesi di Milano.
Laureato in ingegneria civile presso il Politecnico di Milano, De Albertis ha pubblicato articoli sui temi dell’urbanistica, dell’ambiente e della riqualificazione urbana.
Accanto all’impegno imprenditoriale e associativo, De Albertis ha svolto attività didattica e ricopre ruoli di primo piano nel campo culturale. Da qui la sua presidenza dell’In-Arch, l’Istituto Nazionale di Architettura Sezione Lombarda e il suo coinvolgimento per alcuni anni, in qualità di docente del corso Economia e gestione delle imprese, presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.
Presidente della Fondazione “La Triennale di Milano”.

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 Pubblicazioni
Claudio De Albertis ha scritto innumerevoli articoli su tematiche urbanistiche, tecnico-ambientali, finanziarie e organizzative.Riferimenti archivistici
Archivio storico Assimpredil

Archivio storico della Camera di commercio di Milano, Registro ditte, n.461196 
 
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