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Archivi categoria : Immagini

Finissagge 1ª Triennale Fotografia Italiana, 9 dicembre 2017, Venezia

Sabato 9 dicembre alle ore 14.30 il finissagge della Prima edizione Triennale della Fotografia Italiana, Palazzo Zenobio, Fondamenta del Soccorso 2596, Dorsoduro, Venezia.



Inaugurata sabato 11 novembre con grande affluenza di pubblico, ha riscontrato un  grande successo, per la qualità dei lavori esposti e per un'allestimento, certamente favorito dal fascino di Palazzo Zenobio, semplice e lineare nel racconto proposto. Una carrellata significativa che valorizza appieno le tante e "inaspettate" presenze di fotografi di alto livello,  famosi e non, che ben rende il DNA della fotografia italiana.

 

 "Nel procedimento meccanicamente esatto della fotografia e del cinema, noi possediamo un mezzo espressivo per la rappresentazione che funziona molto meglio del procedimento manuale di pittura figurativa sinora conosciuto. D'ora in poi la pittura si potrà occupare della pura organizzazione del colore... La vittoria dell'Impressionismo, oppure la fotografia malintesa. Il fotografo si è fatto pittore, invece di usare il suo apparecchio fotograficamente... L’illetterato del futuro non sarà colui che non sa  scrivere, bensì colui che non sa fotografare... Ogni epoca ha il suo modo di vedere le cose. La nostra è quella del film, della pubblicità luminosa, della percezione simultanea di avvenimenti diversi. Tutto ciò ha dato vita un nuovo modo di produrre, anche in campo tipografico. La stampa, nata con Gutenberg e giunta sino a noi, si muove esclusivamente in una dimensione lineare. Il procedimento fotografico la amplia dandole una dimensione nuova e oggi conosciuta fino in fondo.”

László Moholy-Nagy, 1925 

Inaugurazione

Prima edizione Triennale della Fotografia Italiana 
Palazzo Zenobio, Fondamenta del Soccorso 2596, Dorsoduro, Venezia
Dal 11 novembre al 9 dicembre 2017
Organizzata da: Fondazione Arte Contemporanea

Curatore dell’eventoGiorio Gregorio Grasso, storico e critico d’arte
Direttore: Luigi Gattinara
Comitato Scientifico:
Arturo Bosio - Consulente d’Arte

Maria Lorena Franchi - Curatrice e Gallerista
Luigi Gattinara - Fotografo
Giorgio Gregorio Grasso - Storico e Critico d’Arte
Gianni Ettore Andrea Marussi - Giornalista
Luca Rendina - Direttore Creativo e Curatore di Mostre
Roberto Villa - Studioso dei linguaggi dell’immagine e della fotgrafia

PERCHÉ TRIENNALE DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA?

L’intento che si propone questa prima edizione della Triennale della Fotografia Italiana è quello non solo di aprire a un vasto pubblico una rassegna di opere fotografiche di alto livello artistico, culturale ed espressivo, ma di dar voce e riportare sulle scene italiane ed internazionali la “Fotografia Italiana” spesso sottostimata anche nel nostro Paese.
Noi crediamo che i valori culturali intrinsechi di chi è nato su questa penisola conservi
nel proprio DNA tutti quei codici espressivi che hanno dato al mondo intero non solo
un contributo artistico e culturale di ineguagliabile bellezza, ma una svolta epocale.
Lo spirito che ha guidato questa iniziativa, oltre a parlare di Fotografia Italiana, è stato anche quello di voler mettere in luce, e contemporaneamente al giudizio dell’osservatore, anche le nuove generazioni, meritevoli di attenzione sia per forma e contenuti, sia per composizione estetica che concettuale. Accanto a questi talentuosi giovani si sono affiancati nomi affermati della Fotografia Italiana, che parlano e si raccontano da soli con le loro magistrali immagini. Non vecchio e nuovo, ma bensì un confronto importante su una visione di Bellezza che può apparire sì differente, ma che, in realtà, alla fine del percorso ci suona sorprendentemente comune.
Tra i ruoli di questa Triennale della Fotografia Italiana vi è anche quello di far convivere in una mostra collettiva assolutamente anomala, propositiva e dirompente, artisti che hanno similitudini e disomogeneità, sapori forti e lievi, allestendo una prospettiva multiforme e accattivante.
La rassegna ci ha permesso di selezionare fotografi che hanno un nutrito percorso
di esperienze e fotografi ancora alla ricerca di una propria cifra stilistica. In tanti hanno
deciso di accettare la scommessa e la ventura, con l’obiettivo importante di esporre
e di raccontarsi. L’impegno è di parlare dello stato attuale della fotografia con la volontà non solo di essere credibili, ma anche di rappresentare un “termometro” di quanto avviene nell’affollato mondo dell’immagine fotografica.
Da questa premessa è nata la panoramica di autori e immagini che propone con originalità
un orizzonte espressivo composito e variegato, di alta qualità.
123 fotografi, più di 200 opere esposte, l’Italia rappresentata da Nord a Sud, una panoramica che orienta la nostra attenzione lungo un articolato percorso estetico.
Ovunque si guardi, su qualsiasi fotografia ci si soffermi si scopre in tutte un denominatore comune: l’arte di trasformare le stesse in immagini interiori, imprigionando i soggetti in un raro sortilegio dove ognuno può leggerle ed interpretarle con gli occhi della mente.
Questa prima Triennale della Fotografia Italiana non poteva cominciare con migliori auspici, accompagnati in questa avventura dalla sensibilità, dalla potenza e dalla capacità espressiva di immagini che molto hanno da raccontare.


Luigi Gattinara, Direttore Triennale Fotografia Italiana, intervista di Gianni Marussi, 2/11/2017


Fotografi partecipanti 122:

ALTI FRANCESCA, ALTOMONTE MIRIAM, ARPAIA MARIO,BALBONI PAOLO, BALLISTA GUIDO, BARLOCCI LUCA, BATTISTA SERGIO, BENNA GAEAN MARIS, BOLOGNINI GIUSEPPE, BORDOGNA DAVIDE, BORELLA LIDIA, BOSCHI DAVIDE, BOSCHINI MASSIMILIANO, CALAVETTA CLAUDIA, CALIGARIS KLEIN SAMANTHA, CALONEGO ANTONIO, CAMELI LUCA, CANETTI SIMONETTA, CARRARO FILIPPO, CASCIO ADRIANO, CASTELLANI BEPPE, CHIANESE GIOVANNI, CIUCA BEATRICE, COLLIA DANIELE, CONTE GRAZIANA, COOPER MARK, COZZI JORDAN, CUNEO CAROLINA, D’ALONZO FRANCESCO, DEL BIANCO ROBERTO, DELLA CORTE PAOLO, DI STEFANO DANIELE, DIDONI ALESSANDRO, DOLCI MICHELE, ESPERTINI MARCO, ESPOSITO CARMINE, FABBI GIANCARLO, FADDA MASSIMILIANO, FARANDA ADRIANA, FERRARI LEOPOLDO, FERRARI MARCO, FIORANI CATERINA, FIORETTI SANDRA, FOOLERY ALEX, FRANCO MARZIO, GABBANA MAURIZIO, GALLI GIUSEPPE, GALLI IVANA, GAROFALO DANIELE, GASPARETTI DAVIDE, GATTINARA LUIGI, GOBBO MICHELA, GUZZINI MATTEO, INNAMORATI BRUNA, JAKOVLEVSKAJA EVELINA, LAMONTI MIRKO, LAROTONDA MICHELE, LATINI DANIELA, LAZZARINI LAURA, LOGIUDICE ROBERTA, LONGHI FERDINANDO, LUXARDO PAOLO, MANISCALCO BASILE GIOVANNI, MARGIOTTA MARIA GRAZIA, MARUSSI GIANNI ETTORE ANDREA, MASTRONARDO FRANCESCO, MATTA DANIELA, MELZI IVAN, MENICHELLI ESTER, MERCANZIN IVANO, MILANESIO MAURIZIO, MISITI NICODEMO, MISSIO ISABELLA, MONNECCHI MASSIMILIANO, NATTA CHIARA VERONICA, NIKI TAKEHIKO FRANCESCO, NOVELLO ROBY, OLIVA STEFANO, ORSINI MARTINA, PASSERINI ALESSANDRO, PAZZANESE IOLANDA, PENNISI CECILIA, PERFETTO PIERLUIGI, PESTARINO ROBERTO, PETTINELLI CARLO, PIAZZA RAFFAELE, PRACELLA MAURIZIO, PRESUTTI GIOVANNI, RAFFAELE SERGIO, RAY DANIELA, RICCA DAMIANO, RICCIARDI UGO, RICCIATO DANILO, ROTONDO LUCA, RUSCIGNO ANTONIO, RUSSINO SILVIO, SACCHI CORRADO, SAGARIA ILARIA, SAMACHIS MIHAELA FELICIA, SANTIOLI SANDRO, SCALFATI MARIA RAFFAELA, SCREMIN ALESSANDRO, SECONDINI STEFANIA, SEMERANO FRANCESCA, SOBRINO VIRGINIA, SPIRONETTI MARINA, STANDBRIDGE L. MIKELLE, TAMBURINI MARCO, TESTA DANIELE, TROVATI ALESSANDRO, UNGARI GIUSEPPE, VANTAGGIATO SALVATORE, VAROTTO EDOARDO, VECCIA DANILO, VERIN MARIO, VIOLA GIROLAMO, VISCARDI FABIO, ZARDINI STEFANO, ZAZZARO ANDREA, ZOCCA STEFANO

 

Cosa è oggi la fotografia?

La rivoluzione planetaria dei mezzi di comunicazione di massa ha stravolto i parametri in vigore fino al secolo scorso. Dalle sue origini il rapporto della scrittura con la luce ha subito impensabili mutazioni. Come dice Italo Zannier: “Dal 1839, anno della nascita ufficiale della fotografia, viviamo nell’era dell’iconismo, nella civiltà dell’immagine. E senza più immagini, foto, filmati, televisione, internet soffriremmo di una sorta di astinenza.”
Mai come ora la tecnologia ha sconquassato i principi di comportamento e di comunicazione tra gli uomini, fino a portare a forme patologiche come l’uso compulsivo del web e della tecnologia che ad esso si rapporta, nel bisogno di essere sempre interconnessi e di documentare la propria esistenza in quel mondo virtuale e per lo più vacuo. A questa compulsività fa da sponda il bisogno di continuare a scattare con gli smartphone ogni attimo anche insignificante della propria giornata, come se questa modalità fosse la sola testimonianza di presenza vitale e quindi da condividere subito sui social. Tecnicamente il prodotto è una fotografia, perché con il termine fotografia si è abituati a indicare tanto la tecnica quanto l'immagine ripresa e, per estensione, il supporto che la contiene. Qui sta il grande equivoco. Siamo tutti fotografi? Certamente no. Tutti invece possono acquistarsi un apparato atto a riprendere immagini, ne esiste una quantità sovrabbondante per dimensione e costo, sempre in perenne e parossistico rinnovamento, alla ricerca del sempre più “definito”, più reale del vero, nell’illusione che la nuova tecnologia faccia realizzare fotografie sempre più belle.
Invece la fotografia, come tutte le discipline, prevede una scuola e delle regole precise e tempo per applicarsi. Poi, una volta acquisite le regole, si possono piegare alla propria creatività, anche stravolgendole. Ma sono pochi i veri artisti che ne sanno fare buon uso.
Mi piace citare ancora Italo Zannier: “Una fotografia è sempre una interpretazione della realtà. È soprattutto «ideologia», non pura tecnica. È l’interpretazione della realtà in un certo modo.”
Il prestare agli altri i nostri occhi, il nostro modo di cogliere la realtà, i dettagli, le sensazioni, le emozioni, anche quando tocca l’attualità, come nei reportage o nella cronaca, ma non sono mai rappresentazione del vero, ma quello che il fotografo vuol far vedere. Siamo noi a porgere lo sguardo, a bloccarlo su un particolare dell’azione che ci appare significante, anche la più sconvolgente.
All’altra visione del mondo appartiene la ricerca escatologica del contemporaneità. Un bisogno, una pulsione che sta contagiando i territori dell’arte contemporanea, e la fotografia non ne è per nulla indenne. Quando si abbandonano i territori della poesia lo schianto di Icaro diviene inevitabile. Poi ci sono i cattivi maestri che aiutano a spingere in tal senso adducendo peregrine dosi di demagogia, consapevoli che nel polverone la vista è offuscata.

Gianni Ettore Andrea Marussi

Nessuno può negare la lunga tradizione di scambi culturali tra la Francia e l’Italia.
La cultura è una prestigiosa vetrina per due paesi che sono vicini geograficamente, ma anche per la loro storia politica e demografica.
Il “viaggio in Italia” fu per molto tempo una tappa necessaria per la formazione degli artisti francesi, mentre gli artisti italiani trovavano in Francia il mecenatismo della “madre delle arti”.
Oggi l’idea comune è ancora di un rapporto privilegiato.
Il prestigio della relazione franco-italiana all’inizio è frutto delle residenze d’artista e dal reciproco riconoscimento culturale e delle tecniche artistiche.
La loro storia è ricca di questa mutua formazione.
La cooperazione culturale istituzionale franco-italiana è vincente nelle areei in cui opera. La Francia e l’Italia condividono anche eventi come la Festa della Musica, le giornate del Patrimonio, la Primavera della Poesia.
C’è una asimmetria nel campo dell’arte contemporanea.
Da qui l’interesse nel promuovere mostre di artisti francesi in Italia e di artisti italiani in Francia, obiettivo dell’UMAM, Unione Mediterranea per l’Arte Moderna, fin dalla sua creazione nel 1946.
Pierre Bonnard e Henri Matisse, padri fondatori dell’UMAM, nel secolo scorso, sono stati tra i principali artisti a determinare, con la loro ricerca artistica, l’evoluzione dell’arte moderna. Hanno naturalmente fatto esporre i più grandi artisti del loro tempo in Francia, ma soprattutto in Italia.
Fino al 2007 le biennali si sono concentrate sulle opere di giovani artisti locali. Con la presidenza di Simone Dibo-Cohen il territorio di provenienza idegli artisti si estende a tutto il bacino del Mediterraneo. Egualmente non è solo la pittura a essere presente ma l’arte visiva nella sua globalità con sculture, video, istallazioni e soprattutto fotografie.
Dopo il 2007, l’UMAM valorizza soprattutto i fotografi italiani.
L’UMAM è riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione francese.
L’UMAM è felice il gemellaggio con la Triennale della Fotografia Italiana

Simone Dibo-Cohen
Présidente de l’UMAM, Union Méditerranéenne pour l’Art Moderne

Ca' Zenobio degli Armeni è un palazzo di Venezia, situato nel sestiere di Dorsoduro, sulla fondamenta del Soccorso, nel tratto tra Campo dei Carmini e Campo San Sebastian, a pochi passi da Palazzo Ariani (a cui si collega tramite il ponte del Soccorso) e Palazzo Foscarini (tramite ponte Foscarini). Progetto realizzato a cavallo tra XVII e XVIII secolo da Antonio Gaspari (allievo del più noto architetto Baldassarre Longhena), l'attuale Palazzo Zenobio è costruito a partire da un edificio gotico preesistente, già sede dal 1664 della nobile famiglia di origine veronese degli Zenobio, per i quali l'edificio fu progettato e al quale diedero il nome. A metà Ottocento, estintasi la casata e passati più proprietari, tra i quali gli Albrizzi, nel 1850, diviene sede dei Padri Armeni Mechitaristi di Venezia, ai quali si deve la seconda parte del nome. Nel primo Novecento la struttura ha beneficiato di un restauro ad opera dell'architetto veneziano Vincenzo Rinaldo.
Ca' Zenobio è un edificio barocco, con un'importante facciata che si allunga sul rio che collega la Chiesa dei Carmini alla Chiesa dell'Angelo Raffaele. Tale facciata, su tre livelli più ammezzato di sottotetto rispettanti una rigorosa simmetria, si caratterizza per la lunghezza e per le tante aperture: ben 46 monofore, alle quali si aggiungono tre ingressi al pian terreno e la forometria della parte centrale dei due piani nobili; al primo piano nobile è presente una serliana con mascherone, mentre al secondo tre aperture rettangolari sono inscritte in una cornice lapidea terminata da un grande timpano occupante l'altezza del mezzanino. Un grande giardino sul retro confina col complesso dei Carmini: tale spazio è coerente con la struttura a U del palazzo, dovuta a due braccia che si allungano a partire dai lati del blocco principale dell'edificio, una delle quali ospita ancora la biblioteca.
Sulla facciata che guarda sul giardino sono presenti due serliane, poste nella parte centrale più alta, culminante in un frontone. Dentro vanno citate almeno alcune delle numerose e ricche parti:
- Sala degli Specchi è la principale di Palazzo Zenobio. È  detta anche Tiepolesca per i suoi affreschi e la complessa decorazione, alla quale collaborò il giovane Giambattista Tiepolo.
È una sala luminosa, esempio illustre d'arte e della vita veneziana del settecento. Nella sala sono ospitate manifestazioni importanti, ricevimenti, concerti, pranzi, cene di gala.
- Sala degli Stucchi, alle pareti della Sala si trovano tre pregevoli tele di Luca Carlevarjis, anticipatore del vedutismo veneziano settecentesco, mentre gli affreschi del soffitto rappresentano alcune allegorie del Lazzarini. Le opere sono inquadrate in preziosi stucchi del XVIII secolo alternati agli archi marmorei delle porte.
- Cappella: un piccolo edificio religioso, in origine cappella privata degli Zenobio, ha sede dentro le mura del palazzo, conservando molto dell'originario assetto settecentesco.
Il giardino del palazzo, presenta la facciata interna dell'edificio. La parte centrale dell'edificio comprende la Sala degli Specchi, la direzione e una decina di stanze per riunioni al primo piano, la cappella al secondo piano e una quindicina di stanze al terzo piano per gli ospiti. Le due ali laterali comprendono stanze per mostre, manifestazioni culturali e convegni, una cucina grande e un refettorio. Nel giardino sono ospitati nella bella stagione ricevimenti, concerti, cene e teatro all'aperto. Le sontuose sale barocche del palazzo sono state luogo di ambientazione di celebri videoclip musicali: nel 1984 vi fu girato il video di "Like a Virgin" di Madonna, nel 2004 il videoclip di "Vivimi" di Laura Pausini. Nel 2017 per la 57. Biennale di Venezia è sede di Padiglione Armenia e sino a settembre di Padiglione Tibet.


Prima edizione Triennale della Fotografia Italiana 
Dal 11 novembre al 9 dicembre 2017
Vernissage: sabato 11 novembre, ore 16.30

Per informazioni e richiesta materiale: press@triennalefotografiaitaliana.it - Tel. 02 89505330 - www.triennalefotografiaitaliana.it
Orario: 10 -18, dal martedì alla domenica
Ingresso: libero
Vaporetti: 5.1 fermata San Basilio

Palazzo Zenobio 
Collegio Armeno Moorat-Raphael
Fondamenta del Soccorso 2596
Dorsoduro 2597
30123, Venezia
Tel: +(39) 041-5228770 - Fax: +(39) 0415203434 - info@collegioarmeno.it


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Programma espositivo 2018 e anticipazioni del 2019 del Comune di Milano

È stata presentata a Palazzo Reale dal Sindaco Giuseppe Sala e dall’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno la programmazione delle mostre del 2018 e sono state anticipate alcune grandi esposizioni già in calendario nel 2019 nelle sedi del Comune di Milano.

Una proposta ricca, articolata e coraggiosa - commenta il sindaco Giuseppe Sala -, che accanto ai grandi nomi di richiamo porta in scena nuovi giovani artisti e capolavori delle più diverse culture del mondo. Come promesso, continueremo a investire nella cultura, che negli ultimi anni ha fatto veramente la differenza nell’attrattività di Milano portandoci a diventare una città anche turistica. E lo faremo puntando, come per questo calendario 2018/2019, su qualità, diversificazione, apertura internazionale e sperimentazione”.
Il calendario di oltre 60 progetti conferma le linee di sviluppo di una politica culturale che ha portato negli ultimi anni a una crescita costante dell’apprezzamento, da parte del pubblico e della critica, dell’offerta espositiva milanese - dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Spaziando dall’arte antica al contemporaneo, intrecciando linguaggi diversi, con le sole costanti di una curatela di alto profilo che assicuri scientificità, ricerca, divulgazione e inclusione, il programma presentato oggi si muove lungo direttrici già tracciate, variando nei temi, negli artisti e nei contesti storici indagati”.


Grandi Maestri protagonisti della prossima stagione sono Albrecht Dürer, Paul Klee, Giovanni Boldini e Pablo Picasso. Palazzo Reale (21 febbraio-24 giugno 2018) ospita nelle sue sale la mostra dedicata a Dürer, protagonista assoluto del Rinascimento tedesco ed europeo all’epoca della sua più alta espressione, mettendo in evidenza i rapporti tra la sua opera e quella di grandi maestri suoi contemporanei, Cranach, Giorgione, Lorenzo Lotto e altri. Il primitivismo di Paul Klee è invece il soggetto della mostra allestita nelle sale del MuDeC | Museo delle Culture (26 settembre 2018-27 gennaio 2019) che affronta la sua opera in una prospettiva inedita, con l’obiettivo di posizionare l’attività dell’artista all’interno del fermento primitivista che scorre per l’Europa agli inizi del XX secolo. La GAM | Galleria d’Arte Moderna (16 marzo-17 giugno 2018) presenta una selezione di 30 opere concesse straordinariamente in prestito dal Museo Giovanni Boldini di Ferrara e in dialogo con le opere della GAM di Boldini e di Paul Helleu, suo amico e come lui protagonista della Belle Époque parigina. Torna infine a Palazzo Reale (18 ottobre 2018-17 febbraio 2019) il genio di Pablo Picasso, con 350 opere fra i più grandi capolavori del Museo Picasso messi in dialogo con importanti pezzi d’antiquariato e opere che richiamano quei canoni della bellezza classica, fonti del repertorio mitologico che ha costituito parte fondamentale della sua estetica.
La Milano città-mondo che diventa ogni giorno artisticamente sempre più ricca di influenze e meticciati viene rappresentata da alcuni importanti progetti. Al MuDeC | Museo delle Culture la retrospettiva dedicata a Frida Kahlo (1° febbraio-3 giugno 2018) propone una chiave di lettura inedita del suo lavoro, esponendo oltre 100 opere provenienti dalle due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, Olmedo e Gelman, da musei internazionali e da Casa Azul, la dimora messicana di Frida Kahlo e Diego Rivera. Mentre il PAC (4 luglio-9 settembre 2018) continua l’esplorazione degli altri continenti attraverso l’arte contemporanea con una mostra collettiva di artisti brasiliani che propongono una riflessione sulla loro conflittualità: gli scontri, le violenze e i soprusi politici, sociali, razziali, ecologici e culturali.
I più importanti musei del mondo continuano a scegliere Milano come sede privilegiata per raccontare le loro collezioni: quest’anno è la volta del Philadelphia Museum of Art (Palazzo Reale, 8 marzo-2 settembre 2018), che porta a Milano una selezione importante delle proprie collezioni d’arte moderna e impressionista, con opere di Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Paul Cézanne, Henri Matisse, Pablo Picasso e Paul Klee.
Milano resta al centro della programmazione espositiva con una serie di progetti che contribuiscono a consolidare la memoria storica della città.
A cento anni dalla fine del primo conflitto mondiale, Palazzo Morando | Costume Moda Immagine (15 marzo-15 luglio 2018) illustra il ruolo nevralgico di Milano durante la Grande Guerra, mentre la Biblioteca Sormani (18 maggio-14 luglio 2018) rievoca le fasi della contestazione studentesca del 1968, divampata a Milano tra le mura dell’Università degli Studi, e porta alla luce dalle proprie preziose raccolte i riflessi di quel vento di cambiamento nell’industria culturale.
Al Castello Sforzesco (21 dicembre 2017-18 marzo  2018) una mostra ripercorre le vicende progettuali e costruttive della Galleria Vittorio Emanuele II nel 150° dall’inaugurazione attraverso fotografie, disegni tecnici, planimetrie e documenti appartenenti alle raccolte civiche, alcuni dei quali del tutto inediti.
Mentre al Museo del Novecento (novembre 2018-marzo 2019) si ricostruisce la storia del movimento culturale milanese Corrente, in occasione degli 80 anni dalla nascita della rivista “Corrente di vita giovanile” - fondata da Ernesto Treccani a Milano nel 1938 - con un progetto a più mani che coinvolge Castello Sforzesco, Museo del Novecento, Casa museo Boschi Di Stefano e Biblioteca Sormani.
La ricerca - sui temi, i modi, i linguaggi, gli obiettivi - è il cuore di ogni opera d’arte e, anche, lo strumento per il suo successivo inquadramento nel tempo e nel luogo in cui prende vita. Lavoro, quest’ultimo, che costituisce la ragion d’essere di qualsiasi museo capace di raccontare le proprie collezioni e di qualunque progetto espositivo in grado di arricchire il visitatore con il senso di una nuova conoscenza. Per questo la programmazione del 2018 vede in cartellone progetti come “L’eco del classico”, attraverso il quale lo Studio Museo Francesco Messina, in collaborazione con la direzione del Parco della Valle dei Templi di Agrigento, mette le opere dell’artista in relazione con esempi di scultura antica per sottolineare come siano rimasti quelli i riferimenti della sua estetica, anche nel secondo Dopoguerra, dominato dalla dittatura dell’avanguardia. Il Museo Archeologico (ottobre 2018-febbraio 2019), invece, illustrando l’immaginario figurato etrusco attraverso vasellame e canopi, sottolinea sia il rapporto della cultura etrusca con il mondo greco e fenicio e con il Mediterraneo orientale sia il ruolo degli Etruschi nella diffusione di oggetti e nella trasmissione di miti greci nel Mediterraneo.
Un approfondimento scientifico inedito sul tema della Pietà, che il Castello Sforzesco propone dal 12 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019, dimostra sorprendentemente l’origine nordica di questo tema, a cui Michelangelo lavorò per tutta la vita: la sua precoce Pietà vaticana si rivela infatti un esempio di Vesperbild, un’iconografia di provenienza nord-europea che ebbe un’amplissima diffusione in Italia alla fine del Quattrocento. Anche il MuDeC (metà ottobre 2018-6 gennaio 2019) prosegue la sua attività di ricerca indagando e documentando, attraverso opere della Collezione, fotografie, filmati e cimeli di famose spedizioni, la trasformazione del concetto di esplorazione: se infatti nell’Ottocento l’obiettivo era completare la mappatura delle terre emerse, dai primi decenni del Novecento viaggiatori singoli percorrono i territori soprattutto alla ricerca di un’esperienza culturale e sociale. 
L’arte del Novecento Italiano è rappresentata all’interno del calendario con alcuni progetti dedicati a personalità che hanno saputo ben rappresentare lo spirito del secolo. Il Museo del Novecento propone due figure di artiste-intellettuali,  Giosetta Fioroni (6 aprile-26 agosto 2018) e Margherita Sarfatti (21 settembre 2018-24 febbraio 2019), che in diverso modo e in tempi e contesti differenti hanno saputo dare un importante contributo alla definizione artistico-letteraria del ‘900. Mentre al Castello Sforzesco (23 marzo-1 luglio 2018) va in scena la grafica del Novecento con un’ampia selezione di circa 200 opere tra disegni, incisioni, litografie, carte dipinte e libri d’artista dei più celebri Maestri del secolo scorso, tra cui Boccioni, Martini, Modigliani, Carrà, De Chirico, Bartolini, Sironi, Morandi, Marini, Burri, Afro, Fontana, Baj, Capogrossi, Galli, Pistoletto. Palazzo Reale omaggia due protagonisti del secolo scorso: Carlo Carrà (4 ottobre 2018-3 febbraio 2019), con una mostra che racconta il suo intero percorso artistico attraverso le sue opere più significative, e Agostino Bonalumi (luglio-settembre 2018), con la prima vera antologica nella sua città a pochi anni dalla sua scomparsa (2013).
La ricchezza e la complessità del pensiero creativo si esprimono, soprattutto nel Novecento, anche attraverso la moda, il design, l’architettura. Per questo Palazzo Reale (22 febbraio-6 maggio 2018) dedica una mostra e un libro alla moda italiana dal 1971 al 2001, evidenziando la progressiva affermazione del sistema italiano della moda nella gloriosa stagione del Made in Italy: arte contemporanea, abiti, oggetti di moda e di design, fotografie, riviste e schizzi danno vita a un sofisticato paesaggio progettuale. A Casa Museo Boschi Di Stefano, invece, si propone al pubblico un’altra intersezione, quella tra arte e architettura, nelle figure di Lucio Fontana e Luciano Baldessari (giugno 2018), legati per 40 anni anche da una grande amicizia.
Si arriva infine al tempo presente, con le molte declinazioni dell’arte contemporanea che trovano la loro sede naturale nella kunsthalle del PAC | Padiglione d’Arte Contemporanea: qui vengono proposti i lavori di Eva Marisaldi  (12 ottobre-2 dicembre 2018) e viene raccontato oltre mezzo secolo di progetti di Enzo Mari, maestro del design contemporaneo (18 dicembre 2018-10 febbraio 2019). Mentre la GAM | Galleria d’Arte Moderna (11 aprile-17 giugno 2018) ospita una selezione di voci da due grandi aree geografiche, Nord Africa e Medio Oriente, in un progetto realizzato in collaborazione con la Solomon R. Guggenheim Foundation di New York.


ANTICIPAZIONI 2019

Il programma del 2019 propone grandi nomi come Jean-Auguste-Dominique Ingres (Palazzo Reale, 22 febbraio-16 giugno 2019), George de La Tour (Palazzo Reale, primavera 2019), Giorgio De Chirico (Palazzo Reale, settembre 2019-gennaio 2020), Filippo De Pisis (Museo del Novecento, settembre 2019-marzo 2020).
Nell’ambito delle celebrazioni del V centenario della morte di Leonardo da Vinci (1519-2019) è poi prevista la riapertura straordinaria della Sala delle Asse del Castello Sforzesco, affiancata da una mostra di disegni originali di Leonardo e di altri artisti del Rinascimento (16 maggio-18 agosto 2019).


Palazzo Morando | Costume Moda Immagine 20 dicembre 2017 - 4 novembre 2018 OUTFIT ‘900 Abiti per le grandi occasioni nella moda di Palazzo Morando a cura di Gian Luca Bovenzi, Barbara De Dominicis, Ilaria De Palma La grande collezione di abiti e accessori antichi e moderni di Palazzo Morando permette di realizzare mostre annuali sui temi più significativi. Nel 2018 protagonista è la donna nel Novecento e i suoi outfit indossati in occasioni speciali: matrimonio, debutto in società, ballo, prima a teatro e serata di gala. Per l’occasione vengono esposti abiti preziosi degli anni Venti, oggetto di un recente restauro, realizzati dalle maison parigine Worth e Liberty.
Palazzo Morando’s impressive collection of antique and modern clothes and accessories allows the museum to set up yearly exhibitions on a variety of important topics. In 2018, the show will revolve around twentieth century women and the outfits for life’s special occasions: weddings, debutante balls, theatre firsts and gala evenings. The show will display precious dresses from the 1920s, produced by the Parisian Worth and Liberty Maisons, and recently restored.
Castello Sforzesco 21 dicembre 2017 - 18 marzo 2018 SOTTO IL CIELO DI CRISTALLO
Un racconto della Galleria Vittorio Emanuele II a 150 anni dall’inaugurazione a cura di Ornella Selvafolta, con Isabella Fiorentini, Barbara Gariboldi e Loredana Minenna Nel 2017 ricorre il 150° anniversario dell’inaugurazione della Galleria Vittorio Emanuele II. L’Archivio Storico Civico celebra la ricorrenza con una mostra temporanea che ripercorre le vicende progettuali e costruttive del monumento attraverso una selezione ragionata di documenti di varia tipologia (fotografie, disegni tecnici, planimetrie, atti legali) appartenenti alle raccolte civiche, alcuni dei quali del tutto inediti.
The year 2017 marks the 150th anniversary of the inauguration of Galleria Vittorio Emanuele II. Archivio Storico Civico celebrates the anniversary with a temporary exhibition tracing the history of the monument’s design and construction by means of a rational selection of the archive’s documents (photographs, technical drawings, plans and legal deeds), some on public display for the first time.
Palazzo Reale 25 gennaio - 15 febbraio 2018 CONVIVIANDO La storia dell’arte della tavola a cura di Cinzia Felicetti La tavola incarna culture e momenti storici differenti e gli oggetti che la animano sono lo specchio estetico dei commensali che l’hanno allestita. CONVIVIANDO è interpretazione delle mise en place e dell’Arte del Ricevere nei vari secoli, prendendo spunto da alcune famose pellicole cinematografiche italiane e straniere. La mostra - dedicata agli oggetti che animano la tavola, come meridiana degli stili nella storia – è anche una riflessione aperta sull’evoluzione di una delle più antiche e interessanti espressioni dell’arte e della socialità umana.
The art of table setting embodies different cultures and times in history and the objects that dress the table are the aesthetic mirror of the persons who perform the mise en place. The CONVIVIANDO event is the interpretation of the Art of Receiving and mise en place over the centuries, taking inspiration from some famous Italian and foreign films. The exhibition - dedicated to the objects that decorate the table, almost like an observer of style throughout history - also is an overview and reflection on the evolution of one of the oldest and most interesting expressions of art and human sociality.
Studio Museo Francesco Messina 23 gennaio - 4 marzo 2018 NATUROFANIE PLASTICHE a cura di Sara Boglino Con tre mostre personali lo Studio Museo Francesco Messina indaga la capacità della scultura di fondersi con elementi naturali e di confrontarsi con la classicità figurativa di Francesco Messina. La prima mostra è dedicata a Valerio Righini che presenta una serie di opere tra cui “Vigna bronzea“, un insieme di sculture apicali risultanti dalla rielaborazione di materiali metallici di recupero che si innestano su esili pali lignei 2 provenienti da filari di vigneti valtellinesi. La seconda è dedicata alla produzione storica di Vincenzo Balena che espone un gruppo di lavori centrati sull’idea di una corporeità lacerata e combusta. La terza personale è incentrata su Alessandra Serra e propone l’installazione Il Giardino degli Spiriti, esplorazione della dimensione rituale del gesto artistico che mira a mettere in luce l’aspetto immateriale che pervade l’opera d’arte.
Through three solo exhibitions, Studio Museo Francesco Messina investigates the ability of sculpture to merge with natural elements and measure up to the figurative classicism of Francesco Messina. The first show, devoted to Valerio Righini, presents a series of works including Vigna bronzea (Bronze vineyard), a collection of apical sculptures resulting from the reprocessing of scrap metal, grafted on slender wooden poles taken from the vineyards of Valtellina. The second exhibition, dedicated to Vincenzo Balena’s life work, displays a series of creations centred on the idea of a lacerated, combusted physicality. The third show, dedicated to Alessandra Serra, centres on the installation entitled Il Giardino degli Spiriti (The Garden of Spirits), and explores the ritual dimension of producing art, highlighting the intangible aspect that pervades an artistic creation.
MUDEC 1 febbraio - 3 giugno 2018 FRIDA KAHLO Oltre il mito a cura di Diego Sileo La mostra riunisce in Italia per la prima volta in un’unica sede più di 100 opere tra dipinti, disegni e fotografie provenienti dalle due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, Olmedo e Gelman, e da musei internazionali. Una nuova chiave di lettura che va oltre la visione semplicistica della relazione tra vita e opera dell’artista, raccontata attraverso inediti e sorprendenti materiali provenienti da Casa Azul, la dimora messicana di Frida Kahlo e Diego Rivera.
The exhibition will gather at a single venue – for the first time in Italy - over 100 works, between paintings, drawings and photographs, from two of the largest, most important collections of Frida Kahlo’s works (Olmedo and Gelman), with the participation of leading international museums. The exhibition provides a new interpretation that goes beyond a simplistic view of the relationship between the artist’s life and work, revealed through unseen works and surprising material from Casa Azul and other important archives.
MUDEC 1 febbraio – 3 giugno 2018 IL SOGNO DEGLI ANTENATI L’archeologia messicana nell’immaginario di Frida Kahlo. Una mostra per raccontare come la disciplina archeologica abbia influenzato l’immaginario e quindi il percorso artistico di Frida Kahlo. La vicinanza dell’artista con la collezione di reperti archeologici preispanici messicani di Diego Rivera ebbe una profonda influenza sulla sua composizione e il suo disegno. Questo particolare legame sarà raccontato attraverso l’esposizione di reperti archeologici inediti delle collezioni del Mudec provenienti dal Messico.
This exhibition reveals how archaeology influenced the imagination and artistic career of Frida Kahlo. The artist’s proximity to Diego Rivera’s collection of pre-Columbian Mexican archaeological finds had a deep influence on her composition and drawing. This particular bond is displayed through Mudec’s unseen archaeological finds from Mexico.
Palazzo Moriggia | Museo del Risorgimento Palazzo Morando | Costume Moda Immagine 15 febbraio - 13 maggio 2018 PIONIERI DI ARDITEZZE SOCIALI: COME ERAVAMO Formazione, lavoro ed emancipazione in Italia nella storia della Società Umanitaria a cura di Claudio A. Colombo La mostra ripercorre con un ricco apparato iconografico (fotografie, resoconti, manifesti, corrispondenze) l'opera di una delle più importanti istituzioni di Milano, la Società Umanitaria: un excursus sull'opera di un Ente capace di dare risposte solidali e civili ai bisogni delle classi più deboli dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri.
The exhibition’s rich iconography (comprising photographs, reports, posters and correspondence) centres on the collection of works of one of the most important philanthropic institutions of Milan, Società Umanitaria: an excursus on the works of an institute that has been offering charitable, civic solutions to the needs of the weaker classes since the late nineteenth century.
Palazzo Reale 21 febbraio - 24 giugno 2018 ALBRECHT DÜRER e il Rinascimento fra la Germania e l’Italia a cura di Bernard Aikema. Con la collaborazione di Andrew John Martin La mostra propone al pubblico l’opera di Albrecht Dürer, considerato protagonista assoluto del Rinascimento tedesco ed europeo, all’epoca della sua più alta espressione. La sua carriera segna un momento di grande effervescenza in termini socio-economici, artistici, culturali ed intellettuali nel contesto del Rinascimento tedesco, ma anche un momento di massima apertura verso l’Europa, sia del Sud sia del Nord. La mostra mette in evidenza i rapporti reciproci tra la sua opera e quella di grandi maestri suoi contemporanei, Cranach, Giorgione, Lorenzo Lotto e altri, attraverso disegni, incisioni, dipinti e grafica.
The exhibition aims to introduce to the public the great figure of Albrecht Dürer, considered as the leading exponent of the German and European Renaissance at its height. His prolific career marked a moment of great effervescence in socio-economic, artistic, cultural and intellectual terms in the German Renaissance but it was also a time of great openness towards Europe, both in the South and in the North. The exhibition highlights the reciprocal relationships between his work and those of his great contemporary masters, Cranach, Giorgione, Lorenzo Lotto and others, through drawings, engravings, paintings and graphics.
Palazzo Reale 22 febbraio - 6 maggio 2018 ITALIANA L’Italia vista dalla moda 1971-2001 a cura di Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi Una mostra e un libro per celebrare e raccontare la moda italiana dal 1971 al 2001, evidenziando la progressiva affermazione del sistema italiano della moda nella grandiosa stagione del Made in Italy, uno straordinario periodo di relazioni e scambi tra gli esponenti di quella generazione italiana di artisti, architetti, designer e intellettuali che ha impostato le rotte della cultura internazionale. Abiti, arte contemporanea, oggetti di moda e di design, fotografie, riviste, schizzi danno vita a un sofisticato paesaggio progettuale in un immaginifico e rigoroso caleidoscopio creativo.
An exhibition and a book whose aim is to celebrate Italian fashion and describe what it was like from 1971 to 2001, a period that focused on the gradual assertion of the Italian fashion system in the grand season of the Made in Italy style. It was a remarkable period that consolidated relationships and exchanges among the exponents of the Italian generation of artists, architects, designers, and intellectuals that paved the way for international culture. Clothing, contemporary art, fashion and design objects, photography, magazines, sketches, all of which breathe life into a sophisticated landscape expressing this rigorous and imaginative creative kaleidoscope.
Biblioteca Sormani 1 marzo - 5 maggio 2018 BRAMA DI VITA E DI LETTERATURA Giancarlo Vigorelli nel clima culturale del Novecento a cura di Giuseppe Langella Mostra dedicata a Giancarlo Vigorelli, figura di spicco dello scenario culturale novecentesco. Le sue carte, acquisite dalla Biblioteca e recentemente riordinate, rispecchiano l’intensa attività critica e l’intreccio di relazioni con gli intellettuali e le avanguardie artistico-letterarie. Lettere, fotografie, riviste ed edizioni originali con dedica riscoprono il ruolo di mediatore culturale di Vigorelli, in dialogo tra Novecento italiano ed Europa.
An exhibition dedicated to Giancarlo Vigorelli, a prominent figure of the 20th century’s cultural scene. His papers, acquired and recently reorganised by the Sormani Library, reflect the essayist’s intense critiques and his relations with the leading artisticliterary figures and intellectuals of this time. Letters, photographs, magazines and inscribed original editions highlight Vigorelli’s role as cultural mediator between 20th-century Italy and the rest of Europe.
Studio Museo Francesco Messina marzo 2018 BELLE DI NATURA Gianluca Balocco e Zachari Logan (per il ciclo ‘Il lato della scultura’) a cura di Francesca Bacci In questa mostra Gianluca Balocco propone una serie di ritratti fotografici delle ballerine che posarono per le sculture del Maestro (Aida Colla, Carla Fracci, Luciana Savignano), installate le une di fronte alle altre, in un gioco di ricordi e di assonanze formali e sentimentali, a misurare il tempo dell’arte e quello della vita nello scarto tra le due modalità di 4 esistenza. Zachary Logan presenta una fantastica e lussureggiante vegetazione iperrealista, che si srotola nello spazio verticale dei tre piani dello studio-museo.
In this exhibition, Gianluca Balocco displays a series of photographic portraits of dancers who posed for the artist’s sculptures. Installed facing one another, in a play of memories and of formal and sentimental harmonies, they measure the time of art and the time of life as the difference between these two modes of existence. Zachary Logan presents a fantastically lush and hyper-realistic vegetation that unwinds through the vertical space that spans the three floors of the studio-museum.
Museo del Novecento 1 marzo - 3 giugno 2018 NON TI ABBANDONERÒ MAI Franco Mazzucchelli, 1964-1979 a cura di Sabino Maria Frassà e Iolanda Ratti La mostra racconta un imperativo categorico trasversale in tutta la ricerca artistica dell’artista milanese: il ruolo sociale dell’arte e l’impossibile mercificazione della stessa. Cuore dell’esposizione sono gli anni ‘60 e ‘70, in cui Franco Mazzucchelli concentrò la propria produzione artistica sull'uso del PVC e in cui le opere - grandi gonfiabili - vennero letteralmente abbandonate per strada. In mostra per la prima volta la serie di AZIONI, composizioni di fotografie dell’epoca con frammenti delle opere sopravvissute.
The exhibition focuses on a crucial theme that permeates Mazzucchelli’s artistic path and exploration: the social role of art and the impossibility of its commodification. The decades in exam are the 1960’s and 70’s, when Mazzucchelli gave life to his works in PVC – large inflatable works that were literally abandoned on the road. For the first time on display are the AZIONI (action) series, compositions of vintage photographs featuring fragments of the works that were not destroyed.
Casa Museo Boschi di Stefano 7 marzo - 8 aprile 2018 I LIBRI EINAUDI PER BAMBINI E RAGAZZI a cura di Andrea Tomasetig Il rapporto tra libro e infanzia è in Italia, fin dai tempi di Pinocchio, tra i più interessanti da indagare e ricco di sorprese. Non fa eccezione la casa editrice Einaudi. Anzi, uno dei capitoli più importanti del Novecento editoriale sono le sue collane dedicate ai bambini e ai ragazzi. La mostra offre per la prima volta la possibilità di vedere l’intera produzione in tema dell’Einaudi “storica”, 145 volumi stampati dal 1942 al 1983, che hanno lasciato il segno. Sono esposte integralmente le tre rare collane: “Libri per l’infanzia e la gioventù” (4 titoli pubblicati nel biennio 1942-1943); “Libri per ragazzi” (75 titoli pubblicati a partire dal 1959); “Tantibambini” (66 titoli pubblicati negli anni 1972-1978).
Ever since Pinocchio, Italy has produced some of the world’s most interesting and wonder-packed books for children. The Einaudi publishing house is no exception. Indeed, its series for children and teenagers form one of the most important chapters in the history of 20th-century publishing. This is the first exhibition to display Einaudi’s entire “historical” collection - 145 volumes, printed between 1942 and 1983, which have undoubtedly left their mark. In particular, the show boasts three rare series, which it displays in full: “Libri per l’infanzia e la gioventù” (Books for children and teenagers, 4 titles published in 1942 and 1943); “Libri per ragazzi” (Books for teenagers, 75 titles published since 1959); and "Tantibambini" (Children galore, 66 titles published between 1972 and 1978).
Palazzo Reale 8 marzo - 2 settembre 2018 CAPOLAVORI DAL PHILADELPHIA MUSEUM OF ART a cura di Philadelphia Museum of Art Curatorial Department Le collezioni d’arte moderna e impressionista sono uno dei fiori all’occhiello del Philadelphia Museum of Art. Provocatorie e sperimentali secondo i critici dell’epoca, le opere di Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Paul Cézanne, Henri Matisse, Pablo Picasso e Paul Klee, tra gli altri, sono oggi considerate i grandi tesori del museo di Philadelphia. La peculiarità del museo sta nell’aver assemblato il proprio patrimonio grazie alla donazione di collezionisti dalla forte personalità, che spesso hanno creato le loro collezioni in stretta collaborazione con gli artisti, elemento che aggiunge un enorme valore al patrimonio del museo, oggi incrementato anche con opere di giovani artisti.
The collections of Impressionist and Modern art stand among the great glories of the Philadelphia Museum of Art. Although provocative and experimental in their time, works by Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Paul Cézanne, Henri Matisse, Pablo Picasso, and Paul Klee, among others, are today considered the great treasures of the Philadephia Museum. The peculiarity of the museum is to have assembled its heritage thanks to the donations of collectors of 5 strong personality who have often created their collections in close relationship with the artists, an element which adds an enormous value to the museum’s heritage, today also inriched by works by young artists.
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine 15 marzo - 15 luglio 2018 MILANO E LA PRIMA GUERRA MONDIALE 1917-1919 a cura di Barbara Bracco A 100 anni dalla fine del primo conflitto mondiale, attraverso documenti, principalmente dall’Archivio delle Raccolte Storiche, la mostra illustra il ruolo nevralgico di Milano durante la Grande guerra. Dalla rotta di Caporetto dell’ottobre 1917 alla visita del presidente americano nel gennaio 1919, il capoluogo lombardo fu palcoscenico e laboratorio cruciale delle principali trasformazioni politiche, economiche e culturali italiane.
In the centenary of the end of the Great War, the exhibition illustrates the role of Milan during the war experience. From the defeat at Caporetto (October 1917), to the visit of the american president (January 1919) Milan was the main stage of politic, economic and cultural transformations.
GAM Galleria d’Arte Moderna 16 marzo - 17 giugno 2018 BOLDINI. Ritratto di signora a cura di GAM Galleria d’Arte Moderna di Milano - Museo Giovanni Boldini, Ferrara Una selezione di 30 opere, tra dipinti, disegni e pastelli, concessi straordinariamente in prestito dal Museo Giovanni Boldini di Ferrara e in dialogo con le opere della GAM di Boldini e di Paul Helleu, suo amico ed emulo e come lui protagonista della Belle Epoque parigina. La mostra intende presentare l’elaborazione da parte di Boldini di uno stile moderno, personale e ricercatissimo dalla committenza internazionale, nella definizione del ritratto femminile mondano e aristocratico, con una serie di opere risalenti al primo ventennio del Novecento.
A selection of 30 works, including paintings, drawings and pastels, on exceptional loan from the Museo Giovanni Boldini in Ferrara and displayed in harmony with GAM’s own works by Boldini and Paul Helleu, the artist’s friend and follower and a co-protagonist of the Parisian Belle Epoque. With a series of works dating back to the first two decades of the 20th century, the exhibition sets out to highlight Boldini’s development of a modern, personal style in worldly and aristocratic feminine portraiture; a style that soon became highly in demand on an international scale.
Castello Sforzesco 23 marzo - 1 luglio 2018 SEGNO, FORMA E COLORE DEL NOVECENTO ITALIANO Opere su carta dalle raccolte civiche di Milano e da Intesa Sanpaolo a cura di Claudio Salsi con la collaborazione del Comitato Scientifico delle collezioni grafiche Un’ampia selezione di circa 200 opere tra disegni, incisioni, litografie, carte dipinte e libri d’artista dei più celebri Maestri del ‘900, conservati nelle collezioni civiche e nelle raccolte di Intesa Sanpaolo, tra cui fogli di Boccioni, Martini, Modigliani, Carrà, De Chirico, Bartolini, Sironi, Morandi, Marini, Burri, Afro, Fontana, Baj, Capogrossi, Galli, Pistoletto: dall’inizio del secolo agli anni Settanta.
A wide selection of drawings, engravings and artists’ books by the most famous masters of the 20th century, preserved in civic collections and in the collections of Intesa Sanpaolo, including works by Boccioni, Martini, Modigliani, Carrà, De Chirico, Bartolini, Sironi, Morandi, Marini, Burri, Afro, Fontana, Baj, Capogrossi, Galli and Pistoletto, forming a chronological journey from the start of the century to the 1970s.
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea 29 marzo - 20 maggio 2018 TERESA MARGOLLES a cura di Diego Sileo Il PAC presenta la prima mostra personale in Italia dell’artista messicana Teresa Margolles in occasione di Milano Art Week e Miart. Con una particolare attitudine al crudo realismo, la sua poetica testimonia le complessità della società contemporanea, sgretolata dalle allarmanti proporzioni di un crimine organizzato che sta lacerando il mondo intero e soprattutto il Messico, considerato uno dei Paesi più pericolosi al mondo. Caratterizzati da una grammatica stilistica minimalista, ma di forte impatto, i lavori della Margolles affrontano i tabù della morte e della violenza, indagati in relazione alle disuguaglianze sociali ed economiche della nostra realtà.
PAC presents the first solo show in Italy of Mexican artist Teresa Margolles on the occasion of Milano Art Week and miart. With its peculiar affinity for crude realism, Teresa Margolles’ poetics attest the complex nature of contemporary society, nearly demolished by the disturbing proportions of the organized crime tearing the world – and especially Mexico, regarded as one of the most dangerous countries in the world – apart. Characterised by a minimalistic yet 6 impactful stylistic grammar, Margolles’ works tackle the taboo subjects of death and violence, investigating them in connection with the social and economic inequality of our everyday realities.
Studio Museo Francesco Messina aprile 2018 PHOTOSENSIBILE (all’interno del ciclo ‘Il lato della scultura’) a cura di Massimo Minini Il gallerista Massimo Minini espone sé stesso. Editore, scrittore, fotografo, artista, visionario, Minini apre una riflessione sulla scultura e presenta presso lo Studio Museo Francesco Messina una serie di scatti fotografici che ripensano alcuni protagonisti della scultura italiana, per l’occasione esposti in museo: Adolfo Wildt, Umberto Milani, Vittorio Tavernari, Ettore Spalletti, Giulio Paolini.
Gallery owner Massimo Minini stages a show of his own works. The publisher, writer, photographer, artist and visionary offers food for thought on sculpture through a series of photographs, displayed at Studio Museo Francesco Messina, evoking some of the leading figures of Italian sculpture: Adolfo Wildt, Umberto Milani, Vittorio Tavernari, Ettore Spalletti, Giulio Paolini.
Palazzo Reale 5 aprile - 13 maggio 2018 ALCANTARA E DIECI ARTISTI NELLE STANZE DELL’APPARTAMENTO DEL PRINCIPE a cura di Davide Quadrio, Massimo Torrigiani Dieci artisti provenienti da luoghi, generazioni e discipline diverse trasformano ancora una volta l’Appartamento del Principe di Palazzo Reale. Una nuova sequenza di installazioni, sculture, tromp-l’oeil, suoni e video portano il pubblico alla scoperta di luoghi misteriosi, creati da alcune delle menti più originali della scena internazionale. Gli artisti sono: Aaajiao, Andrea Anastasio, Caterina Barbieri, Chiharu Shiota, Krijn De Konig, Li Shurui, Esther Stocker, Iris Van Herpen, Zeitguised e Zimoun. Ten artists coming from different places, generations and disciplines transform once again the Prince's Apartment of the Royal Palace. A new set of installations, sculptures, tromp-l'oeil, sounds and videos leads the audience to the discovery of mysterious places, created by some of the most original minds of the international scene. The artists are: Aaajiao, Andrea Anastasio, Caterina Barbieri, Chiharu Shiota, Krijn De Konig, Li Shurui, Esther Stocker, Iris Van Herpen, Zeitguised and Zimoun.
Politecnico di Milano 6 - 20 aprile 2018 HAPPY BLOWDAYS a cura di Mariella Brenna, Enrico Gianni, Lukas Janisch La poltrona Blow in PVC© progetto dello Studio di Jonathan de Pas, Donato D’Urbino, Paolo Lomazzi e Carla Scolari compie cinquant’anni. Un “mobile gonfiabile” facile da produrre montare e trasportare, un elemento d’arredo a basso costo che precorrendo i tempi e prefigurando nuovi stili di vita è diventato un’icona del design internazionale e del Made in Italy. Il CASVA, che dal 2009 conserva l’archivio dello Studio DDL (integrato da una recente seconda donazione nel 2017) vuole rendere omaggio a questo oggetto senza tempo e raccontarne le vicende interpellando il materiale d’archivio. Evento il 17 aprile in occasione dell’inaugurazione del Salone del Mobile incontro con Paolo Lomazzi e Donato D’Urbino.
The Blow in PVC© armchair designed by Jonathan de Pas, Donato D’Urbino, Paolo Lomazzi and Carla Scolari has now turned fifty. This “inflatable” chair was designed as a low cost piece of furniture that is easy to produce, carry and assemble. Well ahead of its times, the chair forestalled a new style of life and became an international icon of allItalian design. CASVA, home to the Studio DDL archives since 2009 (supplemented recently by a second donation in 2017), has decided to pay tribute to this timeless object and its history by means of its archived material. On the 17th of April, for the opening of the Salone del Mobile, a special meeting will be held with Paolo Lomazzi and Donato D'Urbino.
Museo del Novecento 6 aprile - 26 agosto 2018 GIOSETTA FIORONI Viaggio sentimentale a cura di Flavio Arensi con Elettra Bottazzi La mostra intende, per la prima volta nel capoluogo lombardo e a quindici anni dall’ultima antologica, rappresentare la complessità tematica e linguistica del lavoro di Giosetta Fioroni, a cominciare dagli anni della formazione fino al più recente presente. L’esposizione si configura come un grande autoritratto d’artista, attraverso la presentazione accurata del suo percorso e l’analisi del contesto sociale e intellettuale in cui ha lavorato.
This exhibition intends to represent, for the first time in Milan and fifteen years since the last anthology, the thematic and linguistic complexity of Giosetta Fioroni’s exploration, beginning with her early years and up to recent times. The exhibition is structured as an extensive self-portrait of the artist through the accurate presentation of her artistic path and an examination of the social and intellectual fabric where she has worked.
Museo del Novecento 9 - 15 aprile 2018 INVITO. PREMIO ACACIA 2018 a cura di Gemma De Angelis Testa e Iolanda Ratti Per il terzo anno consecutivo il Museo del Novecento ospita il premio Acacia 2018, con il quale viene acquisita un’opera di un artista selezionato dai soci di ACACIA - Associazione Collezionisti Arte Contemporanea Italiani. L’opera viene donata al Museo del Novecento, andando ad arricchire la Collezione Acacia, generosamente donata al Museo nel 2014. Nelle precedenti edizioni sono state premiate le artiste Linda Fregni Nagler e Rossella Biscotti.
For the third consecutive year, the Museo del Novecento will host the ACACIA Prize. The work that is awarded the prize, selected by the members of ACACIA (the Milan Contemporary Art Collectors Association), will enrich the Acacia Collection, generously donated to the Museum in 2014. The previous two contests were won by Linda Fregni Nagler and Rossella Biscotti, respectively.
GAM Galleria d’Arte Moderna 11 aprile - 17 giugno 2018 GUGGENHEIM UBS MAP GLOBAL ART INITIATIVE Una Tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa a cura di Sara Raza La mostra “Una Tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa” è organizzata dalla Galleria d’Arte Moderna in collaborazione con la Solomon R. Guggenheim Foundation New York ed è un’iniziativa culturale di UBS. Attraverso disegni, fotografie, installazioni e video, la mostra presenta una selezione di voci e di riflessioni artistiche da due grandi aree geografiche: Nord Africa e Medio Oriente.
“But a Storm is Blowing From Paradise: Contemporary Art of the Middle East and North Africa”, is presented by GAM Milano in collaboration with Solomon R. Guggenheim Foundation New York. It is a cultural initiative of UBS and part of the Guggenheim UBS MAP Global Art initiative. Through drawings, photographs, installations, and videos, the exhibition presents a spectrum of artistic voices and reflections from North Africa and Middle East.
Castello Sforzesco 11 aprile - 31 dicembre 2018 BARRY X BALL INTERPRETA LA PIETÀ RONDANINI AL CASTELLO SFORZESCO a cura di Claudio Salsi e Laura Mattioli In occasione di Art Week 2018 il Castello inaugura un intervento di Barry X Ball, artista statunitense contemporaneo che ha indirizzato la sua ricerca anche alla rielaborazione di celebri sculture. Nella Sala degli Scarlioni, prossimamente oggetto di un riallestimento a cura di Vittorio Gregotti, sarà presentata per la prima volta un’interpretazione della Pietà Rondanini, scolpita in onice bianco. In concomitanza, una sua antologica a Villa Panza di Biumo.
On the occasion of Art Week 2018, the Castello Sforzesco inaugurates a new work by contemporary American artist Barry X Ball, who focuses on revisiting famous sculptures worldwide. The Sala degli Scarlioni, soon to be renovated by Vittorio Gregotti, will preview Ball’s version of the Pietà Rondanini, sculpted in white onyx. At the same time, a retrospective of his works will be held at Villa Panza di Biumo.
Studio Museo Francesco Messina maggio - giugno 2018 L’ECO DEL CLASSICO a cura di Maria Fratelli La mostra, in collaborazione con la direzione del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, mette le opere di Messina in relazione con esempi di scultura antica, provando a situare l’artista nella storia della scultura e indagandone la sensibilità alla luce delle sue origini siciliane. La mostra vuol sottolineare la coerenza di Messina, che anche nel secondo Dopoguerra, scegliendo di non cedere alla dittatura dell’avanguardia, ribadì l’interesse verso un percorso stilistico concentrato sulla continuazione della tradizione classica. I pezzi provenienti da Agrigento, frutto di scavi e studi in divenire, servono a chiarire l’eco del classico nell’opera di Messina.
Organised in collaboration with the Archaeological and Landscape Park of the Valley of the Temples in Agrigento, the exhibition displays works by Francesco Messina alongside a selection of ancient sculptures, underscoring his place in the history of sculpture and investigating his innate sensitivity resulting from his Sicilian origins. The exhibition sets out 8 to emphasise the coherence of Messina, who, after the Second World War, decided not to give in to the dictates of avant-garde art, choosing instead to pursue the classical tradition. Direct comparison with the precious sculptures on loan from the Archaeological and Landscape Park of the Valley of the Temples, stemming from ongoing excavations and studies, underscores the echo of classicism on Messina’s works.
Biblioteca Sormani 18 maggio - 14 luglio 2018 MILANO68 Contestazione e industria culturale a cura di Fausto Colombo La mostra rievoca le fasi della contestazione studentesca del 1968 divampata a Milano tra le mura dell’Università degli Studi. La Biblioteca Centrale riscopre nelle proprie raccolte i riflessi di quel vento di cambiamento attraverso le tracce lasciate nell’industria culturale: periodici, editoria alternativa, dischi in vinile, spartiti, diari e testimonianze. Arricchiscono il percorso materiali iconografici provenienti da collezioni private.
The exhibition evokes the student protests that flared up in 1968, inside the walls of the University of Milan. The Central Library delves into its collections to reveal the impact of that wind of change on the cultural industry, through magazines, alternative books, vinyl records, musical scores, diaries and testimonies. The exhibition is further enriched with iconographic material from private collections.
Palazzo Reale Fine maggio - agosto 2018 EX-FOTO Dentro il museo. Nove fotografi interpretano i Musei Vaticani a cura di Micol Forti e Alessandra Mauro Il progetto presenta nove fotografi internazionali che hanno lavorato per interpretare la complessa realtà dei Musei Vaticani. Bill Armstrong, Peter Bialobrzeski, Antonio Biasiucci, Alain Fleischer, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Rinko Kawauchi, Martin Parr e Massimo Siragusa, in tempi diversi e su differenti aspetti, hanno realizzato nove diversi lavori che documentano e interpretano lo spazio interno e quello architettonico delle sale, il flusso di visitatori e le memorie che animano quotidianamente persone e ambienti, i segni dell’usura e le tracce corporee, le opere esposte e quelle conservate nei depositi.
The project presents nine international artists working to interpret the complex reality of the Vatican Museums. Bill Armstrong, Peter Bialobrzeski, Antonio Biasiucci, Alain Fleischer, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Rinko Kawauchi, Martin Parr and Massimo Siragusa have been working independently, and at different times, to capture images that document the urban and architectural space of the halls, the flow of visitors and the many memories that animate both people and space daily, the signs of wear and tears, the works on display and the warehouses.
Casa Museo Boschi di Stefano giugno 2018 LUCIANO BALDESSARI E LUCIO FONTANA Un rapporto professionale e di amicizia lungo 40 anni Il rapporto professionale e di amicizia tra Baldessari e Fontana, iniziato negli anni Trenta, si concretizzò con l’allestimento dell’atrio e dello scalone d’onore della IX Triennale del 1951 e proseguì nel tempo fino alla grande mostra monografica, tenutasi a Palazzo Reale nel 1972, allestita su progetto di Luciano e Zita Mosca Baldessari. A Casa Museo Boschi Di Stefano il CASVA propone i disegni del progetto dell’allestimento, indagando il processo attraverso cui il grande architetto ha proposto al pubblico la propria personale riflessione sul lavoro di uno dei massimi artisti del Novecento.
The professional relationship and friendship between Baldessari and Fontana began in the 1930s, and was strengthened yet further by the design of the lobby and staircase of the 9th Triennale in 1951, only to continue in time up to the important solo exhibition held at Palazzo Reale in 1972, based on a project by Luciano and Zita Mosca Baldessari. In the room of Casa Museo Boschi di Stefano dedicated to Fontana, CASVA presents the designs relating to that exhibition layout, with a view to investigating the process with which the great architect chose to display the works of one of the greatest artists of the 20th century.
Museo del Novecento giugno - agosto 2018 AGOSTINO FERRARI a cura di Martina Corgnati 9 In occasione degli 80 anni di Agostini Ferrari viene allestita un sala monografica dedicata alla sua attività artistica. Maestro e pittore attivo a Milano fin dai primi Anni Sessanta, interpreta in chiave astratta le suggestioni artistiche di quegli anni. Il “segno” pittorico rimane sempre fondamentale nella sua poetica.
As a tribute to Agostino Ferrari’s 80th birthday, a monographic hall will be set up featuring a journey though his artistic path. A painter and a master active in Milan since the early 1960’s, Ferrari has interpreted the artistic trends in vogue in those years in an abstract key. The pictorial ‘sign’ will always be a central feature in his language.
MUDEC giugno 2018 - febbraio 2019 MILANO CITTÀ MONDO #04 PERÙ “Milano Città Mondo” è un progetto di ricerca che ogni anno propone approfondimenti su una delle numerose comunità che vivono in città. Queste ricerche antropologiche e sociologiche si trasformano in mostre e palinsesti di eventi. La quarta edizione del progetto traccerà le vicende legate ai flussi migratori tra Perù e Italia, con un approfondimento sulla comunità milanese, che costituisce la terza comunità di migranti per numero di presenze in città a partire dagli anni Settanta.
“Milano Città Mondo” is a research project that every year offers insights into one of the many communities that live in the city. These anthropological and sociological surveys are transformed into exhibitions and scheduled events. The fourth edition of the project draws on migration flows between Peru and Italy, focusing particularly on the Milanese community, which constitutes the third largest community of migrants in the city since the seventies.
MUDEC 20 giugno - 4 novembre 2018 MODIGLIANI ART EXPERIENCE Lo stile bohémien di vita, la polemica antiborghese, l'esistenza da esule nella Montparnasse dei primi del 900, la compagna e musa ispiratrice Jeanne Hébuterne, l’influenza del primitivismo, di Brancusi e Cézanne sulle sue opere sono solo alcuni degli aspetti di questo affascinante racconto ricostruito con immagini, suoni, musiche, suggestioni; una narrazione che ricompone davanti agli occhi del visitatore l’universo dell'artista, pittore e scultore e il suo contesto parigino.
Modigliani’s bohemian style of life, his anti-bourgeois tendencies, his exile in Montparnasse in the early 1900s, his partner and muse Jeanne Hébuterne, and the influence of primitivism, Brancusi and Cézanne in his works, are only some of the aspects of this fascinating exhibition, built around images, sounds, music and suggestions; an exhibition that recreates, before the visitor’s very eyes, the universe - and Parisian experience - of this great artist, painter and sculptor.
Casa Museo Boschi di Stefano luglio 2018 FANTASMI DEL 900 a cura di Eleonora Fiorani in collaborazione con Casva Politecnico La mostra vuole indagare tutti gli spazi in cui la città rinasce e si anima con le storie sedimentate nei luoghi e nei percorsi della memoria, nelle mitologie e reliquie del senso. Sono evocazioni di fantasmi e leggende che hanno accompagnato la storia dell’umanità. La mostra documenta questo sguardo delle arti che, negli spazi privati e pubblici, disfa le superfici e crea nella città pianificata dagli architetti una città metaforica e sognata.
The exhibition sets out to investigate all those areas in which the city comes alive with stories rooted in our memory’s pathways and in the mythology and relics of our senses. Stories of ghosts and legends that have accompanied the history of humanity. The exhibition documents this outlook from the perspective of the arts, dismantling the surfaces of both the private and the public sphere, and creating - within in the city planned by architects - another, metaphorical city of dreams.
Palazzo Reale luglio - settembre 2018 ALIK CAVALIERE I segreti della natura a cura di Elena Pontiggia. Alik Cavaliere (Roma 1926-Milano 1998) è stato un protagonista della scultura italiana della seconda metà del Novecento. Ha condotto in particolare un’intensa riflessione sul tema della natura, scolpendo una selva di alberi, cespugli, frutti, radici, rami, in una serie di opere ispirate al “De rerum natura” di Lucrezio e al naturalismo di 10 Campanella, in cui le ascendenze Liberty si mescolano con quelle surrealiste, dadaiste e pop. La mostra ricostruisce il percorso dell’artista nel ventennale della scomparsa.
Alik Cavaliere (Rome 1926-Milan 1998) was a leading exponent of Italian sculpture in the second half of the twentieth century. He was specifically renowned for instigating an intense reflection on the theme of nature, sculpting a forest of trees, bushes, fruits, roots and branches in a series of works inspired by Lucrezio’s ‘De rerum natura’ poetry and Campanella’s naturalism, in which the Art Deco ascendants meld with those of surrealism, Dadaism and pop. The exhibition reconstructs his journey on the twentieth anniversary of his death, focusing particularly on the theme of nature.
Palazzo Reale luglio - settembre 2018 AGOSTINO BONALUMI L’antologica a cura di Marco Meneguzzo La prima vera antologica dell’artista milanese nella sua città, a pochi anni dalla sua scomparsa (2013). Dagli esordi con Castellani e Manzoni attorno al 1959, attraverso gli anni Sessanta in contatto con i maggiori gruppi europei, sino alla recentissima riscoperta e rivalutazione internazionale, la mostra si propone di illustrare l’attività poliedrica e al contempo rigorosa di uno dei maggiori astrattisti a livello mondiale. Oltre cento opere di tutti i periodi, compresa la riproposizione della grande installazione alla Biennale del 1970, ne faranno la più completa rassegna dell’artista.
The first “ultimate” show of the artist (b.1935), in his own town, few years after his death (2013). From the beginning together with Castellani and Manzoni, through the 60’s and the relationship with the most important European artgroups, with over than 100 artworks till the last renewed periods, this will be his most complete exhibition.
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea 4 luglio - 9 settembre 2018 ARTE CONTEMPORANEA BRASILIANA a cura di Jacopo Crivelli Visconti e Diego Sileo Il PAC continua l’esplorazione di altri continenti attraverso l’arte contemporanea con una mostra collettiva di artisti brasiliani. Un linguaggio diretto, all’apparenza ingenuo, ma carico di messaggi. Colori sgargianti, ai quali è affidato il compito di catturare l’attenzione. Il racconto di sogni frantumati e di aspettative deluse, ma anche di un popolo che sa conservare ottimismo e fiducia nel futuro. Sono lavori degli ultimi quarant’anni, non un ritratto del Paese o della sua scena artistica, ma una riflessione sulla loro conflittualità: gli scontri, le violenze e i soprusi politici, sociali, razziali, ecologici e culturali.
PAC continues its exploration of the continents through contemporary art with the collective show of Brazilan artists. A direct language – naïve on the surface, yet dense with meaning. Bright, vivid, strong colours tasked with catching our attention. A tale of broken dreams and disappointed hopes, but also of a people capable of keeping their incredible optimism and trust in the future. The aim of the project is to gather together a series of works created in Brazil in the past forty years – without, however setting out to make up a portrait of the country or its artistic scene, but focusing on the violence and political, social, racial, ecological and cultural quarrels and abuse that have taken place in the past few decades.
Palazzo Reale 10 luglio - 16 settembre 2018 PINO PINELLI a cura di Francesco Tedeschi Nei primi anni ’70 Pinelli (Catania, 1938) avvia una riflessione dove tenta di mettere a fuoco l’imprescindibile nesso fra tradizione e innovazione, con particolare attenzione alla superficie pittorica, alla vibrazione della pittura. La ricerca di questo decennio fa parte di quello che Filiberto Menna definì “Pittura analitica”, anche se nel ‘76 Pinelli elabora la “rottura del quadro” e la prima “disseminazione”. Le opere di Pinelli sono corpi inquieti di pittura in cammino nello spazio, che esaltano la fisicità tattile e la forza visiva di un colore pulsante di vibrazioni luminose.
In the early 1970s, Pinelli (Catania, 1938) began a consideration where he tried to focus on the essential connection between tradition and innovation, with particular attention to the pictorial surface, the vibration of painting. The research of this decade is part of what Filiberto Menna called “Pittura Analitica”, although in ‘76 Pinelli elaborated the “breaking of the painting” and the first “dissemination”. Pinelli’s works are restless bodies of painting walking in the space, that enhance the tactile physicality and visual power of a pulsanting colour and a luminous vibration.
Biblioteca Sormani 7 settembre - 23 ottobre 2018 WILLIAM G. CONGDON Il gesto dell’io. Inediti (salvati) della collezione Rapetti a cura di Mario Cancelli Sguardo sul mondo di William Congdon attraverso l’esposizione di alcune opere inedite della collezione di Carlo Rapetti, frutto del rapporto di collaborazione e di amicizia con l’artista americano che visse fino alla morte in un cascinale della Bassa Milanese. Un corpus sconosciuto che getta luce non solo sull’intera produzione dell’artista ma su un aspetto significativo del processo artistico: l’autovalutazione.
An overview of William Congdon’s world through some unseen works from the Carlo Rapetti collection, stemming from the collaboration and friendship with the American artist, who lived in a farmhouse south of Milan up until his death. An unknown set of works that shed light, not only on the artist’s life work, but also on a significant aspect of the artistic process: self-evaluation.
Museo del Novecento 21 settembre 2018 - 24 febbraio 2019 MARGHERITA SARFATTI a cura di Danka Giacon, Anna Maria Montaldo e Antonello Negri L’esposizione dedicata a Margherita Sarfatti vuole contestualizzare il ruolo cardine della critica nell’ambiente artistico e culturale milanese degli anni Venti – Trenta. Attraverso la sua figura viene analizzato, sotto diversi livelli di lettura, un arco cronologico particolare in termini di gusto e stile. La mostra è realizzata in collaborazione con il Mart di Trento e Rovereto.
The exhibition devoted to Margherita Sarfatti focuses on the fundamental role played by the critics in the artistic and cultural environment of Milan in the 1920’s and 30’s. The style and taste in vogue during two decades are examined from several viewpoints through the work of the artist. The exhibition is organized with the collaboration of the Trento and Rovereto Mart.
MUDEC 26 settembre 2018 – 6 gennaio 2019 ONLY THE RIVER REMAINS TO SPEAK a cura di Studio Azzurro Collegata alla mostra sui nuovi esploratori, “Only the River Remains to Speak” è un suggestivo progetto che denuncia il pericolo per alcune popolazioni causato dalla costruzione delle dighe e di altre politiche di sviluppo. Si potranno ammirare le fotografie scattate da Jane Baldwin in Etiopia, che ha documentato per dieci anni la vita delle donne di Kara che vivono sul fiume Omo attraverso immagini, registrazioni vocali e video.
Connected with the exhibition on modern day explorers, “Only the River Remains to Speak” is an evocative project that denounces the danger some populations face due to the construction of dams and other development policies. The exhibition displays photographs taken over ten years by Jane Baldwin in Ethiopia, documenting the lives of women in Kara, on the Omo River, through images, voice recordings and video footage.
MUDEC 26 settembre 2018 - 27 gennaio 2019 PAUL KLEE E IL PRIMITIVISMO a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch La mostra è a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch La mostra affronta una prospettiva inedita dell’opera di Paul Klee, con l’obiettivo di posizionare l’attività dell’artista all’interno del fermento primitivista che scorre per l’Europa agli inizi del XX secolo. Affianco a una selezione specifica di oli, tempere, acquarelli e disegni di Klee verranno posti in un rimando puntuale oggetti dell’antichità classica, manufatti etnografici della collezione del MUDEC, riviste e documenti d’epoca legati alla formazione di Klee.
The exhibition is curated by Michele Dantini and Raffaella Resch. The show offers a new perspective on the work of Paul Klee, positioning the artist’s masterpieces within the European primitivism of the early 20th century. A selection of Klee’s oil and tempera paintings, watercolours and drawings will be displayed alongside specimens of classical antiquity, ethnographic artefacts of the MUDEC collection, magazines and historical documents linked to Klee’s artistic growth.
Museo Archeologico ottobre 2018 - febbraio 2019 IL VIAGGIO DELLA CHIMERA Immagini etrusche tra archeologia e collezionismo a cura di Giulio Paolucci e Anna Provenzali in collaborazione con Fondazione Rovati L’esposizione illustra l’immaginario figurato etrusco attraverso il vasellame e i canopi, evidenziandone sia gli aspetti originali sia il rapporto con le altre culture. Al centro della mostra sono le relazioni culturali e commerciali con il mondo Greco e Fenicio e con il Mediterraneo Orientale, nonché il ruolo degli Etruschi nella diffusione di oggetti e nella trasmissione di miti greci nel Mediterraneo. Una sezione sarà dedicata al rapporto privilegiato della città di Milano con gli studi e le ricerche sulla civiltà degli Etruschi.
Tableware, bronzes and canopic jars, important specimens of the Etruscan figurative culture, bear witness to cultural and trade relations with the Greeks and Phoenicians and with the Eastern Mediterranean, as well as to the role of the Etruscans in the dissemination of artefacts and Greek myths in the Mediterranean. Part of the exhibition underscores Milan’s central role in studying and researching the Etruscan civilization.
Palazzo Reale 4 ottobre 2018 - 3 febbraio 2019 CARLO CARRÀ a cura di Maria Cristina Bandera in collaborazione con Luca Carrà A trent’anni dall’ultima rassegna dedicatagli a Palazzo Reale, la mostra ripercorre l’intero percorso artistico del Maestro attraverso le sue opere più significative: dalle prove divisioniste ai grandi capolavori che ne fanno uno dei maggiori esponenti del Futurismo e della Metafisica, ai dipinti ascrivibili ai ‘valori plastici’, ai paesaggi e alle nature morte che attestano il suo ritorno alla realtà dagli anni Venti, non senza trascurare le grandi composizioni di figura risalenti agli anni Trenta. Thirty years after the last exhibition dedicated to him in Palazzo Reale, this exhibition shows Carrà’s entire artistic production through his most important works: from his pointillist research to the masterpieces that make him one of the great Masters of Futurism and Metaphysics, the paintings of the ‘plastic values’ period, the landscapes and the still life of his return to naturalism from the 1920s, and finally the great compositions of figures of the 1930s.
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea 12 ottobre - 2 dicembre 2018 EVA MARISALDI a cura di Diego Sileo In occasione della Giornata Nazionale del Contemporaneo promossa da AMACI, il PAC dedica una mostra all’artista italiana Eva Marisaldi. Fotografie, azioni, video, animazioni, installazioni, tecniche di ricamo e di disegno: i lavori sono caratterizzati da una lirica narrativa e da una ricerca che, pur prendendo spunto dalla realtà, si concentra sugli aspetti nascosti della quotidianità. Un processo giocoso che si addentra nella sfera della fantasia e dell’immaginazione. Interrogandosi sui temi del dialogo e della comunicazione, Marisaldi stimola la riflessione individuale e collettiva.
On the occasion of the National Day of Contemporary Art, PAC dedicates an exhibition to the Italian artist Eva Marisaldi. Photographs, actions, videos, animations and installations with embroidery and drawing techniques. Eva Marisaldi’s works feature a lyrical narrative vein and, though she is inspired by reality, her study focusses on the hidden aspects of our everyday life. A playful process that penetrates the spheres of imagination and fantasy. Rising questions on topics such as dialogue and communication, Marisaldi stimulates both individual and collective reflections.
Castello Sforzesco 12 ottobre 2018 - 13 gennaio 2019 VESPERBILD Alle origini della Pietà di Michelangelo a cura di Antonio Mazzotta con la collaborazione di Claudio Salsi La mostra, prima in Italia sull’iconografia della Pietà, si riferisce a Michelangelo e alla genesi della Pietà vaticana. L’obiettivo, nel 2018, Anno europeo del patrimonio culturale, è dimostrare l’origine nordica di questo tema, a cui Michelangelo lavorò per tutta la vita. La sua precoce Pietà vaticana è infatti un esempio di Vesperbild, un’iconografia di provenienza nord-europea che ebbe un’amplissima diffusione in Italia alla fine del sec. XV.
The exhibition - the first in Italy on the iconography of the Pietà - centres on Michelangelo and the origin of the Pietà, housed in St. Peter’s Basilica, in the Vatican City. The aim in 2018, the European Year of Cultural Heritage, is to demonstrate the Northern origin of this theme, on which Michelangelo worked his entire life. One of his earliest works, the Pietà is an example of “Vesperbild”, a North European form of iconography that became widespread in Italy in the late 15th century.
MUDEC metà ottobre 2018 - 6 gennaio 2019 CAPITANI CORAGGIOSI Le frontiere dell’esplorazione dal 900 a oggi La collezione del Museo delle Culture è strettamente legata alla storia dell’esplorazione: se nell’800 l’obiettivo era completare la mappatura delle terre emerse, dai primi decenni del Novecento viaggiatori singoli percorrono i territori soprattutto alla ricerca di un’esperienza culturale e sociale. Unica eccezione la conquista delle vette, dello spazio, degli abissi e delle grotte che rimane appannaggio di esploratori professionisti. Attraverso opere della Collezione, fotografie, filmati e cimeli di famose spedizioni, il pubblico parteciperà alla trasformazione del concetto di esplorazione nell’ultimo secolo.
The collection of the MUDEC Museum of Cultures is closely linked to the history of exploration: in the 1800s, the aim was to map the world’s dry lands, whereas, since the early 1900s, individual explorers have travelled the world in search of cultural and social experiences. The only exception is the exploration of mountain summits, of space, of the abyss, and of caves, which remains the prerogative of professional explorers. Through the museum’s collection of photos, films and memorabilia from famous expeditions, the public is given a complete overview of how the concept of exploration evolved during the last century.
Palazzo Reale 18 ottobre 2018 - 17 febbraio 2019 PICASSO E IL MITO a cura di Pascale Picard Affascinato dal sentimento piuttosto che dalla forma, Picasso fa della bestialità e del repertorio mitologico il tema che incontra la sua estetica. Tra i suoi riferimenti ricorrenti mantiene la stranezza di esseri ibridi (fauni, centauri e minotauri) intimamente lacerati tra l’umanità e l’animalità, bene e male, vita e morte. E si incontrano la violenza della guerra come quella della corrida, la fantasia sfrenata e l’erotismo. La mostra si compone di cinque sezioni, con circa 350 opere fra i più grandi capolavori del Museo Picasso, comparati a importanti pezzi d’antiquariato e ad opere che si rifanno ai canoni della bellezza classica.
Fascinated by feeling rather than by form, it is the brutish nature of the mythological repertoire that responds to Picasso’s aesthetic exploration. In the models he returns to, he retains the strangeness of hybrid beings intimately torn between human and animal, good and evil, life and death. Fauns, centaurs and minotaurs haunt his repertoire and speak to the contemporary violence of war and of bullfighting, to the fantasy of unbridled eroticism. The ancient as a reaction from the hand and the spirit is explored in myths reinvented by Picasso, which will be presented in five sections. Roughly 350 works will be brought together, including major antiques.
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine novembre 2018 - febbraio 2019 L’ELEGANZA DI MILANO a cura di Stefano Galli La moda, il cinema, il lusso, le nuove mode artistiche, il teatro di rivista, sono espressione di un termine che è stato per decenni sinonimo stesso di Milano: eleganza. Di questa eleganza si è fatto cantore più di ogni altro il grande fotografo milanese Giancolombo, che ci ha restituito un volto della città insolito e sorprendente. Attraverso i suoi scatti degli anni Cinquanta del Novecento, la città si svelerà mettendo a nudo facce sconosciute o dimenticate.
Fashion, cinema, luxury, new artistic fashions and revue are all expressions of that elegance that for decades has been synonymous with Milan. An elegance especially eulogized by the great Milanese photographer Giancolombo, who unveiled an unusual and surprising side of the city. Through his 1950s shots, the city reveals itself through unknown or forgotten faces.
Museo del Novecento novembre 2018 - marzo 2019 CORRENTE 1938 a cura di Chiara Fabi, Danka Giacon e Fiorella Mattio In occasione degli 80 anni della nascita della rivista “Corrente di vita giovanile”, fondata da Ernesto Treccani a Milano nel 1938, il Castello Sforzesco, il Museo del Novecento, la Casa museo Boschi Di Stefano e la Biblioteca Sormani propongono un progetto di mostra e un ciclo di conferenze dedicate a questo importante movimento culturale milanese.
Concurrently with the 80th anniversary of the birth of the “Corrente di vita giovanile” political magazine, founded by Ernesto Treccani in Milan in 1938, the Castello Sforzesco, the Museo del Novecento, the Boschi Di Stefano Home 14 Museum and the Sormani Library propose an exhibition project and a cycle of conferences around this important Milanese cultural movement.
Biblioteca Sormani 7 novembre - 31 dicembre 2018 CERCO UN PAESE INNOCENTE Immagini, parole e note della Grande Guerra nelle opere di scrittori e artisti del primo Novecento a cura di Luigi Sansone Da Ungaretti a Soffici, Sironi, Illica, molti sono gli scrittori e gli artisti che hanno lasciato testimonianza della loro esperienza di guerra. Nel centenario dell’epilogo del primo conflitto mondiale, la mostra ripercorre le fasi dell’anno della vittoria, il 1918, viste sotto la lente dell’arte e della letteratura. Saranno esposti autografi, edizioni originali, giornali di trincea, dipinti e disegni della Biblioteca Centrale, della collezione Isolabella e di raccolte private.
From Ungaretti to Soffici, Sironi and Illica, many writers and artists have left a testimony of their experience of war. In the centenary of the end of the First World War, this exhibition retraces the year of victory, 1918, as seen by the world of art and literature. The exhibition includes autographs, original editions, trench newspapers, paintings and drawings of the Biblioteca Sormani, the Isolabella collection and a number of private collections.
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea 18 dicembre 2018 - 10 febbraio 2019 ENZO MARI a cura dello studio Enzo Mari Con la mostra invernale il PAC celebra i grandi maestri dell’architettura e del design italiani: protagonista per il 2018 il lavoro di Enzo Mari. Una grande antologica attraverserà le due principali linee del suo operare, raccontando mezzo secolo di progetti del maestro indiscusso del design contemporaneo: le opere eseguite su richiesta implicita, ossia nate da un richiamo personale ed interiore cui Mari ha risposto con creazioni entrate a far parte della storia dell’arte contemporanea, e quella invece delle opere su richiesta esplicita, per aziende, enti pubblici e imprese di produzione.
During the winter PAC celebrates the great Italian masters of architecture and design: Enzo Mari will be the protagonist of 2018. This vast retrospective devoted to the undisputed master of contemporary design will showcase half a century’s worth of projects, winding through an exhibition guided by his two main lines of work. On the one hand, the works carried out by “implicit request” – that is, born of a personal, inner need met by Mari with creations that would claim their rightful place in the history of contemporary art. And, on the other hand, the works carried out by “explicit request” – that is, on behalf of companies, public authorities and production enterprises.


ANTICIPAZIONI 2019

Palazzo Reale 22 febbraio - 16 giugno 2019 JEAN-AUGUSTE-DOMINIQUE INGRES La vita artistica al tempo dei Bonaparte a cura di Florence Viguier e Stéphane Guégan, con la collaborazione di Isabella Marelli La mostra mette in luce per la prima volta la modernità della produzione artistica di Ingres, nel contesto culturale europeo tra il 1780 e il 1820, con una particolare attenzione al ruolo fondamentale che rivestì Milano, uno dei centri più importanti dell’Europa Napoleonica. Emerge così la portata rivoluzionaria del pittore delle odalische, realista e manierista al tempo stesso, affascinante tanto per le sue esagerazioni espressive che per il suo gusto del vero.
The exhibition wants to show the modernity of Ingres’s artistic production in the European cultural context between 1780 and 1820, with a special focus on the main role played by Milan in the Napoleonic Europe. Thus the revolution of the painter of the odalisques, realist and mannerist at the same time, is fascinating, both for his expressive exaggeration and for research of naturalism.
Studio Museo Francesco Messina marzo 2019 FRANCESCO PEDRINI a cura di Luca Panaro Il fulcro della mostra si articola attorno a una serie di strumenti musicali realizzati da Francesco Pedrini, simili ad alcuni manufatti militari che isolano una parte del nostro sistema percettivo per acuirne le capacità. Se a un primo sguardo 15 questi oggetti colpiscono per il design bizzarro e di difficile identificazione, prestando più attenzione si possono scorgere particolari in grado di rivelarne la reale funzione: ascoltare, invece che produrre suono. Oltre a strutturarsi come oggetti scultorei, quindi, divengono componente attiva di una performance che rilegge in chiave sonora la Scala di Beaufort: misura empirica della forza del vento, basata su 12 gradi di intensità.
The show revolves around a series of musical instruments, similar to military tools, produced by Francesco Pedrini to isolate a part of our perceptual system and augment its capacity. At a first glance, these instruments strike us for their bizarre design, making them difficult to identify. On a closer look, it is possible to discern particular features that reveal their intended function: to listen, rather than to produce sound. More than mere sculptural objects, they become active elements of a performance that gives sound to the Beaufort scale: an empirical system for measuring wind speeds based on 12 levels of intensity.
Palazzo Reale primavera 2019 GEORGES DE LA TOUR L’Europa della luce a cura di Francesca Cappelletti I nomi di Georges de La Tour e di Caravaggio appaiono spesso vicini, nella storiografia critica come nella percezione del grande pubblico. In entrambi il principio della luce come elemento unificante della composizione, la scelta di soggetti umili e corpi imperfetti rende le loro personalità affini anche a un primo sguardo. Attraverso cinque sezioni incentrate su singoli sog getti iconografici e su temi come il viaggio dei pittori fra l’Italia e il Nord, la mostra propone una serie di confronti e di riflessioni sulla pittura dal naturale le sulle sperimentazioni luministiche che ne accompagnano la diffusione in Europa.
The name of Georges de La Tour and Caravaggio are often combined either in critical historiography or in mass audience.In the artworks of both the light is used as a unifying element of the composition. Poor people, used as models, and realistic and imperfect bodies make these two masters so similar also at a first glance. This exhibition is organized in five sections, based on iconographic subjects and on the artists’ travels between Italy and North Europe, in order to show connections and new experimentations on the use of the light and the realistic painting in those years.
Castello Sforzesco 16 maggio - 18 agosto 2019 LEONARDO E LA SALA DELLE ASSE tra natura, arte e scienza a cura di Francesca Rossi e Claudio Salsi Nell’ambito delle celebrazioni del V centenario della morte di Leonardo da Vinci (1519-2019) è in programma la riapertura straordinaria della Sala delle Asse del Castello Sforzesco. Sarà organizzata una mostra di disegni originali di Leonardo e di altri artisti del Rinascimento, grazie a importanti prestiti, che presenta stringenti relazioni iconografiche e stilistiche con la decorazione della sala progettata dal Maestro.
As part of the celebrations for the fifth centenary of the death of Leonardo da Vinci (1519-2019), the Castello Sforzesco plans to reopen the Sala delle Asse, which for the occasion will hold an exhibition of original drawings by Leonardo and other Renaissance artists, some on loan, and presenting a convincing iconographic and stylistic rapport with the master’s decoration of the museum hall.
Museo del Novecento settembre 2019 - marzo 2020 FILIPPO DE PISIS Il Museo del Novecento presenta, in collaborazione con l’Associazione per Filippo De Pisis, una mostra monografica dedicata al maestro Filippo De Pisis. L’esposizione, oltre a delineare le diverse fasi pittoriche dell’artista, descrive il percorso culturale e approfondisce le vicissitudini della sua vita.
In partnership with the Association for Filippo De Pisis, the Museo del Novecento presents a monographic exhibition devoted to master Filippo De Pisis, highlighting the various pictorial phases endorsed by the artist, as well as describing his cultural path with an in-depth journey through his personal experience.
Palazzo Reale settembre 2019 - gennaio 2020 DE CHIRICO a cura di Luca Massimo Barbero 16 La mostra intende presentare al pubblico le opere più significative di Giorgio De Chirico comprese nell’arco temporale che dal primo soggiorno a Parigi (1912) e dall’incontro con le avanguardie (Picasso, Apollinaire) giunge fino al viaggio a New York (1938) e alla Biennale del 1940, dai primi segni dell’alfabeto metafisico alla cosiddetta neometafisica. Il percorso di mostra procederà per stanze tematiche nelle quali il visitatore ‘incontra’ l’opera di De Chirico, scoprendo in successione ‘il mistero” e la ricchezza di riferimenti della sua produzione.
The exhibition aims to present to the public Giorgio De Chirico’s most significant works within diverse meaningful time frames, starting from both his first stay in Paris (1912) and the meeting with the Avant-garde (Picasso, Apollinaire) to his travel to New York (1938) and the Biennale of Venice (1940), showing his path from the first signs of the metaphysical alphabet to the so-called Neometafisica. The exhibition leads through the thematic rooms where the visitor will “meet” De Chirico’s work, subsequently discovering “the mistery” and the treasure of references of his production.


Sito webyesmilano.it
Ufficio stampa Comune di Milano: Elena Conenna - elenamaria.conenna@comune.milano.it
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Michel Comte: Black Light, White Light, Triennale di Milano, 28/11/2017

“Quando mio nonno (il primo aviatore svizzero) Alfred Comte attraversò le Alpi nel 1914 per la prima volta, ritornò con immagini incredibili di maestosi ghiacciai: gigantesche masse bianche coprivano quasi per intero le catene montuose. Quasi un secolo più tardi, ho scalato molte vette e mi sono reso conto del rapido scioglimento dei nostri ghiacciai e delle calotte glaciali globali. Per tre decenni sono quindi tornato negli stessi luoghi e ho scattato molte immagini da elicotteri aperti, scivolando tra le nuvole, o semplicemente arrampicando e testimoniando la scomparsa delle calotte glaciali e dei ghiacciai del mondo."

Michel Comte

Michel Comte, © Gianni Marussi, 28/11/2017

 

La grande installazione di Michel Comte: Black Light, White Light rivela la forza ispiratrice della natura e della bellezza. Dopo l’inaugurazione di Light al MAXXI di Roma il 14 novembre l’artista svela alla Triennale di Milano Black Light, White Light una nuova grande installazione, seconda tappa di un percorso espositivo che esplora l'impatto del declino ambientale sui ghiacciai e sui paesaggi glaciali del mondo.
Con il suo studio dei paesaggi naturali attraverso sculture su larga scala, fotografie, video installazioni e proiezioni, Michel Comte mette in evidenza il rapido processo di cambiamento del clima, l’innalzamento dei livelli degli oceani e la progressiva riduzione
delle superfici dei ghiacciai, essenziali per la nostra sopravvivenza su questo pianeta.
Due mostre fanno parte di questa straordinaria presentazione: Light a Roma presso il MAXXI dal 14 novembre al 10 dicembre 2017 e Black Light, White Light alla Triennale di Milano dal 28 novembre al 1 gennaio 2018.

Il lavoro di Comte nasce dalla sua ultradecennale passione per l'arrampicata e l'aviazione,
che gli ha offerto l'opportunità di osservare e rappresentare paesaggi glaciali in tutto il mondo.
L'installazione alla Triennale di Milano invita i visitatori in un mondo silenzioso e luminoso dove è possibile apprezzare la preziosa energia che il pianeta Terra - insieme all'umanità - può produrre. In questa seconda tappa del percorso espositivo, l'artista prevede che sia possibile immaginare come le traiettorie possano essere definite; che il nostro destino non sia semplicemente scritto nelle stelle.

Black Light, White Light rivela come il potere della natura e della bellezza ci può ispirare per creare un mondo migliore.
Siamo al punto di svolta, e grazie alle nuove tecnologie e alla conoscenza di oggi abbiamo la possibilità di intraprendere un reale cambiamento verso il meglio.” - sottolinea l’artista Michel Comte - “I visionari hanno dimostrato ciò che un uomo con una vera convinzione e un piano d’azione sia in grado di raggiungere. La nostra visione deve essere chiaramente orientata verso la luce. Con Light, voglio sottolineare che noi abbiamo il potere di creare un futuro migliore e più pulito… Questo progetto dimostra il rapido processo di cambiamento climatico e di innalzamento del livello degli oceani, associato alla riduzione delle superfici glaciali, essenziali per la nostra sopravvivenza”.
Light e Black Light, White Light sono le prime tappe di un percorso espositivo che si articolerà in diversi luoghi nel mondo tra il 2017 e il 2018. Non si tratta soltanto della presentazione di una raffinata serie di opere, ogni tappa ha l’ambizione di agire come richiamo alla realtà e alla verità, come dichiarazione politica e chiamata alle armi. 
Black Light, White Light presenta con grande potenza l’effetto del cambiamento climatico sugli habitat glaciali del pianeta. Per questo il WWF Italia ha deciso di sposare questo progetto accompagnandolo con una serie di attività di sensibilizzazione sul tema del climate-change, in parallelo alla campagna “Planet is Calling”, che punta a rendere consapevole il grande pubblico sulla necessità di rispondere con azioni concrete ai forti segnali che il Pianeta ci ha lanciato nel corso del 2017.

Il 28 novembre 2017, la Triennale di Milano apre la seconda parte del progetto Light.
L'aspetto di questa installazione deriva da una lunga storia personale di esplorazione del globo e di osservazione delle gigantesche superfici dei ghiacciai.
Noi siamo ora a un punto di non ritorno, abbiamo la possibilità con le nuove tecnologie e la nostra conoscenza di intraprendere un reale cambiamento verso un futuro migliore. Black Light, White Light, con un linguaggio molto semplice ma concettuale, ci mostra il potere della natura e della bellezza che ci dovrebbe guidare verso un pianeta più pulito. Elon Musk ha dimostrato ciò che un uomo con una vera convinzione e un piano d’azione sia in grado di raggiungere. L'energia pulita e i nuovi modi per costruire le città possono darci vite migliori e aria pulita da respirare.
L'arte contemporanea ci offre la libertà e il potere di parlare concretamente di questi temi e la seconda parte di Light mostra che possiamo cambiare direzione.
L'installazione in Triennale ci porta in un mondo silenzioso, dove tutti dovrebbero sentire quanto sia importante valorizzare l'energia preziosa che la Terra, insieme agli uomini, può produrre.
Qualcosa che si libra nell’aria potrebbe cambiare la nostra vita e la nostra visione deve essere chiaramente diretta verso la luce. Ciò che la NASA ha scoperto fin dalla fine degli
anni '50 sta ora guidando la nostra strada verso il futuro.

Michel Comte
Water is the oil of future”, 1975 at Club of Rome

Michel Comte, Light, 2017, AialikGlacier

WWF 2017, ANNO HORRIBILIS PER IL PIANETA

Uragani, incendi, sbiancamento coralli, ondate di calore, isole di plastica. Nell'Album del WWF  i 7 segnali lanciati dalla Terra.
Parte oggi la Campagna “Planet is Calling” per rispondere al grido del Pianeta con azioni immediate e concrete
E la sede WWF si  veste con un messaggio per il Pianeta 

Acceleratore dei fenomeni: i cambiamenti climatici, di cui si discute in questi giorni alla COP23 di Bonn.
Nel 2017 abbiamo visto un brutto film e a raccontarcelo è stato il nostro Pianeta. Abbiamo assistito ad un Anno horribilis a giudicare dalle immagini che ci ha mostrato: uragani e alluvioni, riduzione delle banchise polari e dei ghiacciai, moria di barriere coralline per i fenomeni di sbiancamento, si sono succeduti in tante parti del mondo e con un’intensificazione dei fenomeni accelerata, presenza pervasiva delle plastiche nei mari e negli oceani, continuo degrado di ambienti naturali straordinariamente importanti, come le foreste, perdita continua di specie viventi, segnali sempre più evidenti di una sesta “estinzione di massa” dovuta all’intervento umano, siccità , con ondate di calore che hanno innescato più facilmente anche incendi persino in regioni remote come Siberia e Groenlandia. Non ultimo, l’incremento delle ondate di flussi migratori dai paesi più poveri, a dimostrazione del forte legame tra crisi degli habitat e crisi umanitaria.  
Per rispondere all’SOS del Pianeta il WWF ha lanciato oggi la sua iniziativa “Planet is Calling” come prima fase della sua Campagna di Natale “WWF is Calling”. Questa mattina la sede WWF di Roma si è vestita del messaggio per il Pianeta con uno striscione che resterà  visibile fino a fine anno e inaugurato con alcuni degli Ambassador dell’Associazione: Michele Carpente, Elena Di Cioccio e Alessandro Tersigni. Il WWF ha anche realizzato l’ALBUM 2017, sette segnali, lanciati in diverse parti del Pianeta, che mostrano l’impressionante effetto del crescente cambiamento climatico e di altre nostre azioni insostenibili: i tanti “frames” scorrono anche nella clip video “PLANET IS CALLING” - 30 secondi con una sequenza in crescendo di episodi a cui abbiamo assistito nel corso dell’anno e che, nel loro insieme, denunciano una preoccupante accelerazione dei fenomeni estremi e delle crisi di sistemi naturali.
Il lancio della Campagna è avvenuto anche in coincidenza dell’inaugurazione a Roma, presso il Museo MAXXI, del progetto d’arte contemporanea Light di uno dei più importanti artisti e fotografi al mondo, Michel Comte. Si tratta di una raccolta di lavori che esplora l’impatto ambientale del riscaldamento globale sui ghiacciai del pianeta. Il WWF ha deciso di sposare questo progetto anche in continuazione del percorso di partnership avviato col MAXXI per diffondere la cultura e la sensibilizzazione in difesa dell’ambiente. Nel corso della sua Campagna il WWF realizzerà una serie di attività di sensibilizzazione sul tema climate-change e accompagnerà  la tappa di Light presso la Triennale di Milano.
Per il WWF l’urgenza è quella di invertire subito questa tendenza: i sistemi complessi si stanno avvicinando a situazioni critiche che noi stessi potremo non essere in grado più di invertire. Ecco perchè il fattore tempo è così importante. Il momento per agire è ora, e non possiamo solo aspettare che governi e autorità  si attivino per tempo, possiamo essere tutti ora attori del cambiamento. Nelle prossime settimane il WWF proseguirà  la sua Campagna WWF is Calling raccontando le storie dei tanti “Eroi di Natura” che stanno cambiando, con grandi e piccole azioni quotidiane, il senso di questa corsa verso la perdita di specie e habitat attraverso soluzioni per combattere il cambiamento climatico e per adattare le proprie comunità  ai fenomeni già  in atto.

ALBUM 2017: L’ANNO IN CUI IL PIANETA HA ACCELERATO LA SUA CRISI
La visione di insieme dei momenti più significativi va oltre la sequenza temporale: l’accelerazione evidente denuncia il fatto che per molti processi di persistente degrado dei sistemi naturali siamo ormai molto vicini al sorpasso di punti critici, oltre i quali la nostra capacità  di azione per sovvertire la situazione può essere quasi nulla. La successione degli uragani nell’area atlantica e soprattutto della loro forza e intensità  ha lasciato colpiti molti studiosi; la visione di tre uragani insieme, Katia, Irma e Josè, fotografati dai satelliti, ha sorpreso tutti. Una fotografia satellitare così è apparsa una significativa preoccupante novità. Globalmente nella stagione si sono scatenati ben 16 uragani. Inoltre, per diversi ecosistemi forestali che costituiscono una fonte indispensabile di ossigeno e di sequestro di CO2, in condizioni di forti ondate di calore e prolungati periodi di siccità  non sono più “sequestratori” di anidride carbonica (biossido di carbonio) ma diventano emettitori di CO2.
Il cambiamento climatico del quale si sta discutendo in questi giorni nel nuovo summit a Bonn (la 23ª conferenza delle Parti, COP, della Convenzione ONU sui cambiamenti climatici) è un facilitatore di questi processi. Quest’anno si è rafforzata la concentrazione di anidride carbonica nella composizione chimica dell’atmosfera che ha sorpassato le 400 ppm (parti per milione di volume) già nel 2016. Una concentrazione simile non è presente nell’atmosfera da almeno 800.000 anni (dati accertati dalle bolle d’aria presenti nei carotaggi dei ghiacci di questo lungo periodo) e, secondo i dati paleoclimatologi indiretti, le 400 ppm sono state raggiunte 3-5 milioni di anni fa durante la metà del Pliocene; in quel periodo i ghiacciai della Groenlandia e dell’Antartide si erano fusi o ritirati, il livello dei mari era superiore di 10-20 metri rispetto al livello attuale e la temperatura era di 3-4°C superiore a quella attuale.
È necessaria una grande pressione pubblica sui governi e sulle autorità politiche, e il WWF si batte per realizzare concretamente l’Accordo di Parigi sul clima e l’Agenda 2030 con i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, documenti sottoscritti da tutti i paesi del mondo in sede Nazioni Unite, nonchè un grande Patto internazionale sull’ambiente, come indicato dal Presidente francese Macron alle Nazioni Unite, che metta insieme l’impegno di tutti per salvaguardare i sistemi naturali di tutto il mondo che costituiscono la base fondamentale del nostro sviluppo e del nostro benessere” - ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia - “Al fianco di questa opera di pressione tutti possiamo fare qualcosa ogni giorno, con azioni concrete, per ridurre il nostro impatto sulla natura. E già oggi sono tanti gli esempi di soluzioni adottate da comunità in tante parti del mondo che stanno facendo la differenza. Grazie al WWF puoi fare parte di chi si preoccupa del nostro futuro, di quello dei nostri figli, figlie e nipoti e delle generazioni che verranno. E della natura che garantisce il nostro futuro”.

Michel Comte: Black Light, White Light
A cura di: Jens Remes
Dal 28 novembre 2017 al 1 gennaio 2018
Ingresso: Libero Orari: Martedì - Domenica 10.30 - 20.30

Ufficio Stampa italiana: Lara Facco - press@larafacco.com - Tel.+39 02 36565133 - M.+39 349 2529989
Ufficio Stampa internazionale: Júlia Frate Bolliger at Pickles PR - julia@picklespr.com - T.+ 49 176 25155891

Triennale di Milano
Viale Alemagna 6
Milano

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Alberto Moro: Gente di Tokyo, Associazione Culturale Corte dei Miracoli, Milano, fino al 5 dicembre 2017




Il grandangolo sulla città più grande si restringe alle spalle.
I grattacieli si accorciano fino ai capelli.
I quartieri si compongono di naso, occhi e bocca.
Dalla megalopoli mostruosamente smisurata,
Gente di Tokyo è la mostra a misura d’uomo.


L’Associazione Culturale Giappone in Italia, in collaborazione con lAssociazione Culturale La Taiga, presentano la mostra fotografica di Alberto MoroGente di Tokyo.
Sono in mostra 25 foto, scattate a Tokyo la scorsa primavera dal presidente dell'Associazione Culturale Giappone in Italia: Alberto Moro.
Ritratti di businessman, studenti, pendolari, negozianti, semplici cittadini. Sono l’anima della grande metropoli, il volto della megalopoli ipermoderna e frenetica. Un affresco della città formato dagli sguardi, dai sorrisi e dai gesti dei cittadini, della gente di Tokyo.
La visione di Moro cancella lo stereotipo di una città congestionata e nevrotica, alla Blade Runner. Non più masse in movimento, ma singoli individui colti in istantanee ben calibrate nella composizione giocata sui bianchi e neri, sulle ombre. Alcune sono anche posate, ma per lo più colte all'istante. Ogni tanto riflesso appare anche lui, quasi un vezzo alla Hitchcock maniera. Sono un po' come degli haiku che raccontano con amore questa umanità della più grande metropoli del mondo, la sua grande diversità che va dai volti al modo di vestire e di proporsi.

La Tigre di Carta ha realizzato 70 libretti d'artista: altrettanti pezzi unici numerati e firmati ciascuno dei quali riproduce uno scatto del reportage, inclusi quelli non compresi nella mostra. I libretti sono in vendita alla Corte dei Miracoli al costo 5 €; al costo di 8 € si può avere il libretto, la tessera associativa della Corte dei Miracoli e una copia della rivista in omaggio.

Alberto Moro: Gente di Tokyo
Patrocinio del: Consolato Generale del Giappone a Milano
Ingresso: libero
Dal 5 novembre al 5 dicembre 2017
Info: info@giapponeinitalia.org - Associazione Culturale Giappone in Italia, via A. Lamarmora 4, Milano, Tel. 02 21118183

Associazione Culturale La Taiga
presso La Corte dei Miracoli
via Mortara 4
Milano
M. 320 4129038 - info@latigredicarta.it

 

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Graziano Villa: La GRANDEUR di parigi, Palazzo Graziani, San Marino, 31/07/2016

In questo particolare momento storico, dove Parigi è stata ferita dai nuovi vandali, il mio è un omaggio alla Città  della Libertà, della Cultura e dell’Arte dove è nata la Fotografia”.

Graziano Villa


Graziano Villa, uno tra i più importanti fotografi ritrattisti (ha lavorato per riviste come AD-Architectural Digest, CAPITAL, AMICA, DOVE, CLASS, TRAVELLER, FORTUNE, VANITY- FAIR), in collaborazione con il Segretariato all'Istruzione e alla Cultura della Repubblica di San Marino, ha realizzato una mostra fotografica dedicata a Parigi: "La GRANDEUR di parigi". Una selezione di stampe fotografiche delle grandi architetture parigine, con elaborazioni artistiche per accentuare la loro “anima grafica”.
L'esposizione è allestita presso Palazzo Graziani, a San Marino e rimarrà  aperta dal 31 luglio al 30 settembre 2016. 
La Mostra è un tributo fotografico per ricordarci della Grandeur di Parigi, Terra di Libertà  che, come San Marino, ha dato rifugio a tanti esuli.

Il peso di una questione irrisolta

Girando lo sguardo mi accorgo di una grande lastra argentea appesa alla parete dello stand del gallerista con  la Tour Eiffel, catturata di sghimbescio, che pareva dovesse cadere sul Mondo, come il peso di una questione irrisolta domina l’azione di un qualcuno che è solo e che da quel peso viene reso sempre più solo. Nessuna firma sull’opera monumentale, nessun segno che la distinguesse fra i capolavori che affollavano d’arte gli immensi padiglioni della fiera di Rimini, ma nella sua instabile grandiosità quella ‘Tour’ era l’opera più forte in quel momento, rievocando le stragi che un mese prima, al Bataclan e negli altri luoghi dell’incontro di Parigi, avevano violato con insana brutalità, la città dell’accoglienza, colpendo gli indifesi, indiscriminatamente. 
Con Lichtenstein e Warhol, Sironi e Balla, Dorazio e Fontana, capaci di proiettare l’immaginario nell’iperspazio della grande cultura d’occidente, la ‘Tour’ di Graziano Villa traduce questo straordinario panorama di idee dipinto dai geni del ‘900, indicandone la fragilità di fronte alla contraddizione generata fin dall’epoca del mercantilismo, accentuatasi nel periodo coloniale, quindi in quello dell’imperialismo, per finire con la globalizzazione finanziaria. È il dilemma fra sviluppo e sottosviluppo, fra ricchezza e povertà, fra lusso e fame, fra opportunità e disperazione, fino a ieri dominato dalla predominanza ‘culturale’ se non quando dalla potenza militare, ed oggi sfuggito di mano, generatore delle brutalità più incredibili, capace di trasfigurare l’animo ed annichilire ogni forma di umanità. Quel peso/torre, pronto a squarciare la coscienza, diventa così a poco a poco un progetto che naviga fra i simboli della grandezza di Parigi, li rielabora fino ad astrarne le forme affinché da essi emergano le emozioni più recondite. 
Graziano Villa facendo esplodere il rosso nei cieli del Louvre o de La Défense, interpreta il nostro bisogno di indagare su quel peso, cercare di capirne il senso profondo, e così avviare quel processo di metabolizzazione e superamento, altrimenti impossibile senza che la catarsi sia ultimata. Un nodo maturato in quattrocento e forse cinquecento anni di storia, oggi giunto al pettine e che la generazione attuale deve affrontare e tentare di sciogliere. Che fa il Piccolo Stato di fronte all’immane grandezza e potenza degli agenti in gioco? Che può fare se non favorire il dialogo, dare messaggi d’accoglienza, e generare generosità? 
Così nasce il progetto di rendere omaggio alla città di Parigi aggiungendo parole a quelle già espresse dall’artista Villa, che, indagando sulla ‘Grandeur’, mette a nudo la fragilità della nostra cultura di fronte alla questione irrisolta, che per mezzo millennio abbiamo finto di non conoscere, perché in fondo era comodo bearci del nostro progresso, trascurando il piccolo particolare che purtroppo gran parte di esso era dovuto  alle risorse che provenivano da Paesi sconosciuti, lasciati all’oblio, tanto che ancor oggi quando l’uomo viene violentato e muore il nostro coinvolgimento emotivo dipende dalla distanza in chilometri da noi e dalla nostra civiltà. 
Quel dramma è invece qui, ci dice Graziano Villa, e c’è un’intera metropoli europea, proprio quella che della libertà e fraternità ne ha fatto una bandiera inserendola fra i principi della sua rivoluzione, a ricordarcelo. Libertà, ecco cosa ci unisce ai fratelli francesi che nella storia l’hanno sempre difesa e così facendo hanno dato aiuto alla Repubblica di San Marino affinché mantenesse intatta la propria indipendenza. Un tributo alla grandezza di Parigi, non c’è modo migliore per confermare la nostra amicizia.

Giuseppe Maria MorgantiSegretario di Stato Istruzione e Cultura, San Marino, 26 maggio 2016


ARCHITETTURA E FOTOGRAFIA INSIEME PER CREARE UN’UNICA OPERA D’ARTE

Per Fellini il cinema era immagine e la luce ne era il fattore fondamentale. Mio zio Federico sosteneva: “...La luce è ideologia, colore, tono, profondità, atmosfera, racconto. La luce è ciò che aggiunge, che cancella, che riduce, che esalta, che arricchisce, sfuma, sottolinea, allude, fa diventar credibile e accettabile il fantastico, il sogno, o, al contrario, rende fantastico il reale, dà miraggio alla quotidianità più grigia, aggiunge trasparenze, suggerisce tensioni, vibrazioni. La luce scava un volto,o lo leviga, crea espressione dove non c’è, dona intelligenza all’opacità, seduzione all’insipienza. La luce disegna l’eleganza di una figura, glorifica un paesaggio, lo inventa dal nulla, dà magia a uno sfondo...
Ho imparato da Federico che la luce è il primo effetto speciale, inteso come trucco, come inganno, come malìa, bottega alchemica, macchina del meraviglioso. 
...La luce è il sale allucinatorio che bruciando sprigiona le visioni; e ciò che vive sulla pellicola vive per la luce. La scenografia più elementare e rozzamente realizzata può con la luce rivelare prospettive inattese, insospettate e calare il racconto in una atmosfera sospesa, inquietante; oppure, spostando appena un cinquemila, e accendendone un altro in controluce, ecco che ogni senso di angoscia si dissolve e tutto diventa sereno, familiare, rassicurante...
Per Federico il film si scriveva con la luce, lo stile si esprimeva con la luce.
Sono partita da qualcosa che conosco molto bene per comprendere come architettura e fotografia, grazie alla luce, possano creare insieme un’unica opera d’arte, testimoniando ancora una volta l’indissolubile rapporto tra Arte e Fotografia.
" ...Bisogna guardar lavorare la luce. È la luce che crea…"  
Non è un concetto preso a caso, infatti il termine fotografia ha origine da due parole greche: phos (luce) e graphis (grafia), quindi letteralmente fotografia significa ‘scrivere con la luce’. 
Quando il fotografo Graziano Villa ha pensato a questo “Tributo a Parigi” ha pensato ad un percorso di “luci e ombre” con uno stile da direttore della fotografia più che da semplice fotografo. Villa ha cercato nei suoi scatti di catturare la luce che l'architettura emana. Fotografare le architetture, gli permette di giocare con le ombre e i punti di vista, chiedendogli sempre un coinvolgimento attivo. L'uomo è volutamente assente nelle immagini in mostra mentre fa la sua comparsa il silenzio. L'unico suono che si percepisce guardandole è quello del vento. Mi sono sempre piaciute le parole che lo zio Federico, fa recitare a Roberto Benigni nel finale de “La voce della luna”(1990): 
...se ci fosse un po' più di silenzio, se tutti facessimo un po' più di silenzio, forse qualcosa potremmo capire...”. 
Attuali oggi più che mai !

Francesca F.Fellinigiornalista - curatrice della mostra
francesca.fellini@federicofellini.info - www.federicofellini.info


Parigi : Capitale della Fotografia.

L’inscindibile e fecondo legame tra la Ville Lumière e la fotografia è storicamente noto. Culla dell’invenzione fotografica, Parigi ha coltivato, per oltre un secolo e mezzo, l’immaginario visivo di cittadini di tutto il mondo, offrendosi come scenario perfetto per le prime sperimentazioni di vedute fotografiche. Le sue strutture architettoniche sono state, fin dagli esordi della tecnica fotografica, un soggetto ideale da riprendere, sia per la loro bellezza maestosa, sia perché rispondevano al requisito, inizialmente indispensabile, dell'immobilità richiesta dal lungo tempo di posa.
Tra i primissimi risultati di Louis Daguerre vi è la fotografia scattata al Boulevard du Temple di Parigi, un dagherrotipo del 1838, ricordata anche come la prima veduta urbana capace di fermare sulla lastra fotosensibile una figura umana - il cliente di un lustrascarpe - arrestatasi sul trottoir per diversi minuti. Qualche anno più tardi, William Fox Talbot pubblicava una serie di calotipi che ritraevano architetture e vedute dei boulevards parigini (nel suo ‘The Pencil of Nature’, 1844).
In un’ottica di documentazione del patrimonio architettonico francese nasceva, negli anni Cinquanta dell’Ottocento, la prima grande campagna fotografica di committenza pubblica; l’Administration des Beaux-Arts-Commission des Monument Historiques incaricava Édouard Baldus, Gustave Le Gray, Hippolyte Bayard, J.L.Henri Le Secq e Auguste Mestral di riprendere, su specifici itinerari concordati, una lista di monumenti parigini per evidenziarne lo stato di conservazione al fine di un loro eventuale restauro. Ma è nella seconda metà del XIX secolo, con il piano rinnovamento urbanistico dei centri storici delle principali città europee, che la capitale francese diviene oggetto di ampie rilevazioni fotografiche, compiute con lo scopo di preservare la memoria della vieille ville. Di lì a poco, infatti, Parigi avrebbe cambiato volto diventando la moderna metropoli dei monumentali edifici pubblici, parchi e giardini, ‘grands boulevards’.
Con l’affinarsi delle tecniche fotografiche e il diffondersi del mezzo, la possibilità di documentare la città e di riportarne una visione personale diventava, a cavallo del secolo, un’opportunità.
Eugène Atget scattò migliaia di fotografie della sua amata Parigi, privilegiando un approccio lento e riflessivo, scegliendo come soggetti gli edifici storici e i loro dettagli. Fotografò serialmente le inferriate dei palazzi, le fontane e le statue dei parchi e delle chiese medievali, producendone stampe che vendette a musei, biblioteche - fra cui la Biblioteca Nazionale di Francia - e altre istituzioni pubbliche. Ma anche vetrine di negozi, vetture in piccoli vicoli, umili venditori con carretti erano oggetto privilegiato dello sguardo di Atget. La sua ricerca diventerà un enorme archivio sulla città, descrivendone ‘monumenti e aspetti’, così come recitava l’insegna fuori dal suo studio.
Parigi è rimasta, per tutto il Novecento, oggetto di innumerevoli omaggi da parte di grandi fotografi, che ne hanno celebrato la bellezza e maestosità delle architetture. Spesso sullo sfondo di scene di vita quotidiana.
George Brassaï si abbandonava alla Parigi notturna, rovesciandone la visione acquisita di Ville Lumière. Le sue riprese partivano dal reale per perdersi nel surreale, trasformando il rigore classico dell’architettura parigina - Place de la Concorde, Notre Dame e così via - in apparizioni della città. Per Robert Doisneau, la città diventava il luogo prediletto di ricerca dell’intima affinità tra ambiente e uomo. Nonostante il suo sguardo fosse prevalentemente umanistico, la presenza della città e dei suoi edifici, talvolta enormi palazzi periferici, ritornava con costanza nelle sue fotografie. Il Bacio de l’Hotel de Ville, del1950, non sarebbe stato lo stesso senza l’'edificio tipicamente parigino che ne fa da quinta. La capacità di Parigi, e delle sue architetture grandiose, di prestarsi ad uno sviluppo linguistico del mezzo espressivo ne ha fatto, e ne fa tuttora, la metropoli europea privilegiata dalla fotografia.
Graziano Villa ce ne propone una nuova visione, inattesa e del tutto personale, capace di un’indiscussa soggettività e di una forte tensione all’astrazione. Una visione grafica, modulare e insieme complessa, onirica e destabilizzante. Così è la Grandeur de Paris.

Lorenza Bravetta, Direttore CAMERA, Centro Italiano per la Fotografia
camera@camera.to - www.camera.to


"Per decenni ho ritratto personaggi di ogni genere, di ogni strato sociale e culturale, in tanti Paesi del mondo. L'ho fatto per riviste importanti come “AD-Architectural Digest”, “CAPITAL”, “AMICA”, “DOVE”, “CLASS”, “TRAVELLER”, “FORTUNE”, “VANITY-FAIR”, ecc. In questo mio peregrinare in ogni angolo del pianeta sono sempre stato affascinato dalle grandi Architetture che l'Uomo ha costruito per lasciare nel Tempo traccia del proprio passaggio e della propria esistenza. I nomi di tali icone sono scolpiti nella memoria collettiva e  continuano a testimoniare l'audacia dell'ingegno umano: la Torre Eiffel, la Muraglia Cinese, le Piramidi di Giza, le Torri Gemelle del WTC, tragicamente famose, quelle di Kuala Lumpur, il Big Ben di Londra, il “Big Boy”, appena usciti dall'aeroporto di Oslo, il Castello Sforzesco di Milano, i Fiori di Metallo della Défense a Parigi, e così via. Perché ho deciso di fare questo tributo a Parigi ? Perché dobbiamo ricordarci della Francia e di Parigi, Terra di Libertà che, come San Marino, ha dato rifugio a tanti esuli. Soprattutto in questo momento storico, nel quale Parigi è stata ferita dai nuovi vandali, è giusto dedicare un tributo alla Città della Libertà, della Cultura e dell’Arte dove è nata la Fotografia. Il mio tributo, consiste in una serie di “Ritratti” alle sue stupende Architetture.  E parlo di Ritratti a ragion veduta perché, come nel ritrarre le persone, ho tentato di personalizzare questi Giganti, di sceverare e descrivere, amplificandola, la loro struttura grafica, ovvero la loro “anima”. Ho cercato di restituire visivamente l'impatto emozionale che queste meravigliose architetture hanno suscitato su di me: un'impressione altamente soggettiva e dunque non comune perché, alla fine, lo sguardo di ciascuno di noi è comunque, sempre e assolutamente unico e inimitabile. Credo di esserci riuscito."

Graziano Villa
 info@grazianovilla.com - www.grazianovilla.com


San Marino è la più antica  Repubblica  indipendente al mondo è anche la più piccola, con i suoi 61,196 Kmq. La leggenda  narra  che Marino  sia giunto  sulle sponde del mare Adriatico nel 257 d.C. assieme a Leo e ad altri lapicidi, dalla Dalmazia, in particolare dalla città di Arbe.  La leggenda  pone la fondazione della Repubblica nell'anno 301 d.C., uno Stato che, seppur  piccolo, conserva  nel proprio seno tutti  i caratteri distintivi di una comunità organizzata, con proprie radice leggendarie, una propria storia,  una propria cultura,  un proprio territorio.
Palazzo Graziani è un edificio ubicato in posizione centrale all'interno del centro stori­co della Repubblica di San Marino, di elevato pregio con una eccellente vista panoramica. L'esistenza dell'edificio risulta  presente già nel catasto Santucci del 1825, per cui si deve ritenere che la sua edificazione sia avvenuta  in epoche  antecedenti. Precedentemente aveva funzione ad uso abitativo ed al piano terra  commerciale. Oggi, a seguito di un radicale intervento, è costituito da complessivi 7 piani, di cui 3 fuori  terra, 3 seminterrati ed una grotta-cisterna interrrata al 4° piano sottostante riportata alla luce in seguito ad un delicato  intervento di scavi. In origine tutti i piani erano  collegati  tra loro attraverso una ripida scala interna; a seguito  dell'intervento di ristrutturazione, questa  è stata elimi­ nata e sostituita da un nuovo corpo  scale-ascensore accorpato al palazzo a lato valle con­sentendone così una migliore distribuzione degli spazi interni.


Graziano Villa: La GRANDEUR di parigi
Orari: dalle 10,00 alle 18,00

Ingresso: libero
Catalogo: introduzione di: Giuseppe Maria Morganti, Segretario all'Istruzione e alla Cultura della Repubblica di San Marino; Ettore Mocchetti: Direttore di “AD-Architectural Digest - Condé Nast Ed.; Lorenza Bravetta : Direttore di “CAMERA”, Torino, ex Direttore a Parigi delle Attività di “MAGNUM PHOTOS” in Europa; Francesca Fabbri Fellini: giornalista - curatrice della Mostra
sito webhttp://www.grazianovilla.com/portfolio/la-grandeur-di-parigi/

Palazzo Graziani
Via Piazzale Lo Stradone 13,
47890 San Marino
Repubblica di San Marino

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