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Archivi categoria : Istallazioni

Claudio Pantana: ” I VALORI DEL TEMPO”, Nino Cafè, Macerata dal 18 novembre

L'Art Club Studio di MacerataSABATO 18 NOVEMBRE 2017 alle ore 19.00 presso il Nino Cafè di Macerata  presenta una mostra che prevede l'esposizione di lavori dell'Arch. Claudio Pantana di Macerata dal titolo I VALORI DEL TEMPO.
Con questa mostra l'ART CLUB STUDIO saluta il raggiungimento delle 100 mostre d'Arte organizzate sia direttamente che indirettamente come Associazione in collaborazione in circa 9 anni di attività.
Altro episodio degno di nota è che il Nino Cafè è diventato "di diritto" uno spazio espositivo riconosciuto non solo in campo provinciale ma anche su quello regionale ed interregionale. In virtù di questo abbiamo denominato il luogo "THE GALLERY", proprio per dare una precisa denominazione allo spazio che vedrà in futuro sempre nuovi protagonisti "maceratesi" e "marchigiani" protagonisti della scena.
Per l'Arch. Claudio Pantana questa è la prima mostra personale che realizza nella propria città, privilegiando per motivi professionali Milano, New York, Osaka e Dubai. La ricerca di Claudio Pantana artista si rivolge in prima istanza a tutto quel mondo dove il "recupero" ed il "riuso" di materiali destinati al macero e comunque di scarto o non più utilizzati, ritornano a nuova vita, a nuovo splendore, a nuova bellezza.
In tutto questo processo il "TEMPO" crea tutte quelle condizioni che ci portano a riflettere e meditare su ciò che ci circonda, su ciò che indaga la nostra esistenza.
Spesso sono legni, vetri, carte, plastiche, nylon, ovvero i materiali giornalieri, quelli che usiamo giornalmente e che giornalmente ce né disfiamo non dando loro il giusto riconoscimento. In questa mostra vedremo anche dei lavori "illuminati" dove la luce entra in quei supporti creando un atmosfera unica, dove ancor di più viene premiata l'estetica, ovvero l'eleganza ed il rigore.
Una mostra da visitare che sarà aperta fino a dopo l'Epifania, un modo nuovo di fare Arte e di esprimersi, mettendo al centro dell'opera il visitatore di turno, quello che l'Arch. Claudio Pantana ha voluto interrogare, quello invitato ad un dialogo ed un confronto per comprendere ed affrontare i vari aspetti della nostra esistenza.


Nino Cafè
Via Roma, 244
62100 Macerata
Tel. 0733.36118 - info@ninocafe.it claudio_pantana@yahoo.it

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Sol LeWitt, Between the Lines, Fondazione Carriero, Milano, dal 17 novembre 2017




Dal 17 novembre 2017 al 23 giugno 2018 alla Fondazione CarrieroSol LeWitt. Between the Lines, una mostra a cura di Francesco Stocchi e Rem Koolhaas organizzata in stretta collaborazione con l’Estate of Sol LeWitt.

Nel decennale della scomparsa di Sol LeWitt (Hartford, 1928 – New York, 2007), Between the Lines intende offrire un punto di vista nuovo sulla pratica dell’artista statunitense, esplorandone i confini - nel rispetto di quelle norme e di quei principi alla base del suo pensiero - e isolando i momenti fondanti del suo metodo di indagine e dei processi che ne derivano. Attraverso un nutrito corpus di opere che ripercorrono l’intero arco della sua carriera - da 7 celeberrimi Wall Drawings a 15 sculture come Complex Form e Inverted Spiraling Tower, fino alla serie fotografica Autobiography - e partendo dalla peculiarità degli spazi della Fondazione, il progetto espositivo esplora la relazione del lavoro di LeWitt con l’architettura.

Between the Lines si basa su una chiave di lettura forte e innovativa, tesa innanzitutto a riformulare l’idea che sia l’opera a doversi adattare all’architettura, fino ad arrivare a sovvertire il concetto stesso di site­-specific. Con la collaborazione dell’architetto Rem Koolhaas - per la prima volta nella veste di curatore - in dialogo con il curatore Francesco Stocchi, Between the Lines affronta ampi aspetti dell’opera di LeWitt, con l’obiettivo ambizioso di superare quella frattura che tradizionalmente separa l’architettura dalla storia dell’arte e che caratterizza l’intera pratica dell’artista, rivolta più al processo che al prodotto finale, e scevra di qualsiasi giudizio estetico o idealista.
Nel 1967 LeWitt pubblica sulla rivista Artforum il testo “Paragraphs on Conceptual Art” - considerato tutt'oggi basilare per la comprensione dell'arte concettuale - che sancisce il primato dell’idea sull’esecuzione, attribuendo così maggior rilievo al concetto e al processo rispetto all’oggetto, segnando l’inizio della progressiva riduzione al grado primordiale dell’opera d’arte. Nel testo LeWitt conia il termine “concettuale”, aprendo la strada a un'idea di arte e a un modo di lavorare che sarà - e continua a essere - rilevante per le successive generazioni di artisti. Il compito dell'artista è dunque quello di formulare il progetto, la sua esecuzione invece può essere affidata a chiunque, purché si rispettino le istruzioni stabilite. Il suo credere nell'artista come generatore di idee ha aggiunto una nuova dimensione al suo ruolo, avvicinandola alla figura di un architetto che crea un progetto per un edificio e poi delega la produzione effettiva ad altri.
Tuttavia, il teorema che LeWitt professava è più ampio di quanto s’immagini: è quel certo, misurato, grado di casualità determinato dall’individualità dell’esecutore ad aprire l’opera al pathos della creazione artistica, al senso determinato dalla coerenza interna del sistema linguistico, e dunque dal metodo e non dall’esito di per sé. Muoversi liberi all’interno di regole. Quando ad esempio, in memoria dell’amica Eva Hesse, l’artista introduce nei suoi Wall Drawingsle linee non dritte”, si abbandona alla comprensione (e all’interpretazione) dell’esecutore, rafforzando ulteriormente il disinteresse per ogni forma di estetica a favore dell’attenzione per la regola, rendendo così le sue opere immortali perché capaci di rinnovarsi ogni volta.
È a questo punto che si inserisce il ruolo dell’architettura (e dell’architetto) nella valutazione dell’opera di LeWitt, non solo per l’affinità nella progettualità delle idee, ma per la capacità che entrambi hanno di rimodellare lo spazio. Le opere di Sol LeWitt non possono essere considerate sculture, né opere pittoriche e neanche strutture architettoniche, si tratta piuttosto di Structures forme inserite nello spazio, a metà tra la bidimensionalità e la tridimensionalità. La loro regolarità geometrica le rende “basi” perfette per i suoi disegni a parete, moltiplicabili, trasformabili in pattern e replicabili in un numero infinito di forme bianche, nere, o colorate, solide o aperte. Sono forme che rivelano il loro attaccamento all'immagine piatta ma al tempo stesso sfidano la gravità, innescando una riflessione che unisce dipinti a parete e sculture, creando una porta d’accesso tra “dimensionalità” e “costruzione”. Molte di queste forme sono incuranti dell’ambiente e delle sue caratteristiche, attraversano porte e pareti in continuità con l’architettura senza essere condizionate dalla specificità del luogo in cui si sviluppano, ripercorrendo in questo modo l’intera storia della pittura murale. L’opera si permea di quel luogo ma non è necessariamente pensata per esso, e in questo modo rivela un nuovo spazio metafisico fatto non di linee, cubi o altre forme geometriche, bensì dell’idea di quelle stesse linee, cubi o forme.
La mostra alla Fondazione Carriero nasce dunque dal desiderio di esplorare i confini dell’opera di LeWitt, considerando i suoi postulati all’interno di un nuovo e più libero sistema di verifica, e di proporre una nuova armonia tra figura tridimensionale e superficie bidimensionale.


Between the Lines
si inserisce coerentemente nel percorso iniziato dalla Fondazione Carriero con imaginarii (settembre 2015), FONTANA • LEONCILLO Forma della materia (aprile 2016), FASI LUNARI (ottobre 2016) e PASCALI SCIAMANO (marzo 2017), mostre curate da Francesco Stocchi il cui punto cardine è l’approccio dialogico e la tensione costante verso ricerca e sperimentazione.
La mostra è resa possibile grazie alla stretta collaborazione con l’Estate of Sol LeWitt e a prestiti provenienti da prestigiose istituzioni pubbliche, come il Whitney Museum of American Art (New York), e importanti collezioni private, come la Collezione Panza.
I Wall Drawings esposti negli spazi della Fondazione Carriero sono eseguiti con la collaborazione di giovani artisti e studenti milanesi, sotto la fondamentale supervisione della Estate Sol LeWitt.
La mostra è accompagnata da un catalogo (italiano e inglese) edito da Fondazione Carriero, curato da Francesco Stocchi, che raccoglierà le immagini delle opere allestite in Fondazione, con contributi dei curatori Francesco Stocchi e Rem Koolhaas, un saggio scritto per l’occasione dall’architetto e storica dell’arte Adachiara Zevi e una biografia inedita, illustrata con immagini personali e d’archivio, molte delle quali mai pubblicate prima, curata per l’occasione da Sofia LeWitt, figlia dell’artista. Il catalogo sarà disponibile dopo l’inaugurazione della mostra.

Sol LeWitt: Between the Lines
A cura di: Francesco Stocchi e Rem Koolhaas
Dal 17/11/ 2017 al 23/06/2018
Orario: tutti i giorni con accesso libero dalle 11:00 alle 18:00 (chiuso domenica)
Informazioni e prenotazioni: info@fondazionecarriero.org - Tel.  +39 02 36747039
Ufficio StampaLara Facco P&C - Tel. +39 02 36565133 - press@larafacco.com - Lara Facco - M. +39 349 2529989 - E. lara@larafacco.com

Fondazione Carriero
via Cino del Duca 4
20122 Milano

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RUGGERO MAGGI Non solo Libri, Libri d’artista di Ruggero Maggi, Università del Melo, Galleria di Arti Visive, Gallarate (VA), fino al 17/11/2017

Dal 19 ottobre al 17 novembre 2017, l’Università del Melo - Galleria di Arti Visive ospita la mostra di Ruggero Maggi Non solo libri che inaugura il nuovo progetto Officina Open, naturale proseguimento di Officina Contemporanea la rete culturale urbana promossa da Fondazione Cariplo nel 2013 con la partecipazione di undici importanti enti e associazioni culturali cittadine.
Officina Open nasce dalla collaborazione tra l’Università del Melo, luogo ospitante delle rassegne espositive, il Museo Maga e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Gallarate che insieme realizzeranno una serie di piccole mostre da ottobre a maggio.
Dopo l’inaugurazione all’interno del Festival DUEMILALIBRI, termina il 17 novembre 2017, presso la Galleria di Arti Visive dell’Università del Melo.
I giorni 16 e 17 novembre negli orari di apertura al pubblico (dalle 16 alle 19 circa) sarà presente in galleria l’autore delle opere esposte, Ruggero Maggi.

 

Ruggero Maggi, artista da sempre abituato a inventare nuovi modi di fare arte, presenta una selezione di libri d’artista dove “ … il libro viene pensato e realizzato come oggetto artistico autonomo, creato per esplorare inediti territori di ricerca, per aprire finestre al di là delle quali si aprono infiniti nuovi mondi. Maggi come artista ha da sempre privilegiato la progettazione e realizzazione del libro come pratica artistica innovativa, lontana dai rigori di opere di grandi dimensioni e capace di innescare una sorta di cortocircuito tra la parola, l’immagine, il supporto, il formato e l’interazione con lo spettatore chiamato a cambiare il suo approccio con il libro e con l’opera d’arte ….” spiega Emma Zanella, curatrice della mostra, nel suo testo critico.

La mostra rientra nella manifestazione 2000libri rassegna letteraria, ideata e realizzata per la prima volta nel 1999, e giunta alla sua diciottesima edizione. Organizzata dall’Assessorato alla Cultura, vede coinvolte alcune librerie e realtà culturali del territorio e si svolgerà dal 13 al 22 ottobre 2017.

Ruggero Maggiartista e curatore. Dal 1973 si occupa di poesia visiva; dal 1975 di copy art, libri d’artista, arte postale; dal 1976 di laser art, dal 1979 di olografia, dal 1985 di arte caotica sia come artista - con opere ed installazioni incentrate sullo studio del caos, dell’entropia e dei sistemi frattali - sia come curatore di eventi.
Tra le installazioni olografiche: “Una foresta di pietre” (Media Art Festival - Osnabrück 1988) e “Un semplice punto esclamativo” (Mostra internazionale d’Arte Olografica alla Rocca Paolina di Perugia – 1992); tra le installazioni di laser art: “Morte caotica” e “Una lunga linea silenziosa” (1993), “Il grande libro della vita” e “Il peccatore casuale” (1994), “La nascita delle idee” al Museo d’Arte di San Paolo (BR). Suoi lavori sono esposti al Museo di Storia Cinese di Pechino ed alla GAM di Gallarate. Ha inoltre partecipato alla 49./52./54. Biennale di Venezia ed alla 16. Biennale d’arte contemporanea di San Paolo nel 1980.
Nel 2006 realizza “Underwood” installazione site-specific per la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Nel 2007 presenta come curatore il progetto dedicato a Pierre Restany “Camera 312 – promemoria per Pierre” alla 52. Biennale di Venezia.
Dal 2011 con cadenza biennale (2013/2015/2017) presenta a Venezia con il Patrocinio del Comune di Venezia Padiglione Tibet, progetto esposto successivamente alla Biennale di Venezia, al Museo Diotti di Casalmaggiore (CR) e presso la Biblioteca Laudense di Lodi. Nel 2014 PadiglioneTibet partecipa alla Bienal del Fin del Mundo in Argentina e nel 2016 è presentato al Castello Visconteo di Pavia.
Nel 2017 Padiglione Tibet a Venezia a Palazzo Zenobio.

www.camera312.it
www.padiglionetibet.com


RUGGERO MAGGI Non solo libri - Libri d'artista di Ruggero Maggi
Dal 19 ottobre al 17 novembre 2017

Inaugurazione: giovedì 19 ottobre, ore 17.00
Orari: da lunedì a domenica 15.00|19.00
Ingresso: libero

Università del Melo - Galleria di Arti Visive 
Via Magenta 3
21013 Gallarate (VA)
Tel. 0331 708224 - udm@melo.itwww.melo.it
Il Melo ONLUS è anche su FB e Twitter

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Arte ribelle, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Milano, fino al 9 dicembre

A quasi cinquant’anni dalla data-simbolo del “Sessantotto” appare giusto e storicamente importante rivisitare – e rivalutare – tutte quelle espressioni artistiche che in Italia si sono chiaramente ispirate alla protesta politica, alla speranza rivoluzionaria, alle spinte libertarie, e che si sono sviluppate a partire dal 1965, con le prime proteste per la guerra del Vietnam,…
Per saperne di più

LORIS CECCHINI, AVELINE – Antiquaire, Paris, fino al 26 novembre

Dopo l’esposizione dedicata a Michelangelo Pistoletto (2014), Pascale Marthine Tayou (2015) e Daniel Buren (2016), Galleria Aveline e Galleria Continua ospitano le opere dell’artista italiano Loris Cecchini a partire dal 16 ottobre 2017.
Nel lavoro di Loris Cecchini (Nato a Milano nel 1969), la fotografia, il disegno, la scultura e l’installazione si combinano per formare un’unica poetica. Il lavoro di Cecchini deve tanto alla sua conoscenza di un largo ventaglio di media quanto alla sua curiosità instancabile.
Cecchini propone un dialogo particolare con l’architettura del XVIII della Galleria Aveline. Delle giganti bolle in PVC flessibile emergono dalle finestre della facciata, come se fossero gonfiate misteriosamente dall’interno. La loro trasparenza e la tecnica alla loro origine rompono la solidità e la dimensione patrimoniale che caratterizzano l’hotel. 

Blaublobbing, 2006-2017, trasparent PVC, wire rope, motors, lights, variable dimensions, Ph Oak Taylor-Smith

All’interno, altre stanze turbano l’equilibrio sereno del luogo. Così, la serie di Wallwave Vibration che l’artista chiama i «corpi estrusi», è una manifestazione fisica di una pulsazione simile a un fluido, e il suo equilibrio è frammentato per formare un’onda elettromagnetica delicata. Con questo lavoro lo spazio è trasformato e la fragilità è incorporata nel supporto della struttura poiché l’artista utilizza simultaneamente lo spazio come soggetto e materia, stabilendo nello stesso tempo una nuova definizione di scultura.

LORIS CECCHINI, GALERIE AVELINE | JEAN-MARIE ROSSI, Paris, 2017

I muri della galleria sembrano risuonare, reagire animati da una pulsazione sconosciuta. Integrando elementi provenienti da diversi settori multidisciplinari della chimica alle tecnologie avanguardistiche il suo lavoro studia astutamente i limiti della creazione, questo permette di individuare costantemente i risultati artistici interessanti le cui definizioni cambiano.
Come Cecchini, lungo tutto il secolo XVIII, gli ebanisti europei hanno continuato a esplorare le loro sperimentazioni tecnologiche e formali, fino a introdurre nell’arredamento la porcellana, la lacca asiatica, il marmo e il placcaggio dei legni esotici.
La metafora organica e i movimenti costituiscono le filosofie cardini delle investigazioni dell’artista e sono le basi fondamentali nei suoi progetti. Agendo con la lente di uno scienziato, Cecchini esamina da vicino i suoi moduli cominciando inizialmente dagli studi 3D o dagli acquerelli basati sulla particolarità degli elementi naturali.
La libertà nell’accostamento dei moduli in acciaio di Cecchini corrisponde alle catene di cristalli traslucidi perfettamente allineati del lampadario fine xviii della manifattura del Granja. Le forme organiche richiamano la morfologia cellulare dispiegandosi all’infinito, mentre i cristalli dalle faccette sapientemente tagliate compongono i volumi delle differenti corone del lampadario.
Le installazioni a base di moduli di Cecchini, una successione calcolata di elementi in acciaio inossidabile generata delle sue ricerche preliminari, utilizza di nuovo l’organismo come leitmotiv nel suo lavoro per affrontare l’evoluzione complessa dell’arte in relazione alla scienza. In molteplici opere, Cecchini riunisce i suoi moduli in acciaio per formare delle finte piante rampicanti, di coralli o di cristalli, che derivano organicamente da un ventaglio di sentieri sorprendenti in contrasto con l’intenzione deliberata della propagazione.
La moltiplicazione dei moduli di Cecchini, salendo verso il cielo, sembra infinita di fronte alla scrivania stile “Boulle”, unica con le basi radicate al pavimento. Qui il lavoro manuale si esprime nel controllo dei volumi resi, mentre i moduli prodotti industrialmente prendono molteplici forme organiche. Per André-Charles Boulle, la Natura è anche sorgente di ispirazione e si traduce nel suo intarsio di metallo e di guscio di tartaruga, per i giochi di intrecci e arrotolamenti del motivo a foglie. I suoi bronzi finemente cesellati e dorati si amalgamano alla perfezione con l’intarsio. Il gioco della luce è sottile di fronte ai moduli metallici e allo splendore immacolato.

Zooffice, 2001, Lambda print, silicone, Plexiglas, 120 x 180 cm, Ph Oak Taylor-Smith

Loris Cecchini ha esposto il suo lavoro a livello internazionale con esposizioni monografiche in importanti musei come Palais de Tokio a Parigi, il Museo di arte Moderna di Saint-Etienne-Métropole, il MoMA PS1 a New York, il Duolun MoMA di Shanghai, il Centro Gallego di Arte Contemporanea a Santiago di Compostela, il Kunstverei di Heidelberg, il Quartiere di Firenze, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato e la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano.
Ha partecipato a numerose esposizioni internazionali come la 56esima, la 51esima e la 49esima Biennale di Venezia, la 6esta e la 9na Biennale di Shanghai, la 15esima e la 13esima quadriennale di Roma, la biennale di Taiwan a Taipei, la Biennale di Valencia in Spagna, la 12esima Biennale Internazionale di Scultura di Carrara. Loris Cecchini ha inoltre partecipato a diverse esposizioni collettive in tutto il mondo tra cui quella al Ludwig Museum di Cologne, al PAC di Milano, Palazzo Fortuny a Venezia, Macro Future a Roma, al MART di Rovereto, Hayward Gallery di Londra, The Garage Centre for Contemporary Culture di Mosca, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, le Musée d’Art Contemporain di Lione, al MOCA de Shanghai, la Deutsche Bank Kunsthalle di Berlino e molte altre. Ha inoltre realizzato diverse installazioni permanenti site-specific, come quella a Villa Celle a Pistoia, nel cortile di Palazzo Strozzi a Firenze, alla Fondation Boghossian di Bruxelles e per Cleveland Clinic’s Arts & Medicine Institute negli Stati Uniti, a Terrasses du Port de Marseille in Francia, a Shinsegae Hanam Starfield a Seoul e, durante la Biennale di Venezia del 2017, al Fondaco dei Tedeschi.

Loris Cecchini, No casting (transparencies), 2000

After the exhibitions devoted to Michelangelo Pistoletto (2014), Pascale Marthine Tayou (2015) and Daniel Buren (2016), the Galerie Aveline and Galleria Continua are delighted to host works by Italian artist Loris Cecchini as from 16 October 2017.
In the work of Loris Cecchini (born in Milan, 1969), photography, drawing, sculpture and installation combine to form a unified poetics. Cecchini’s work owes as much to his expertise of a broad range of media as to his indefatigable curiosity.
Cecchini proposes a special dialogue with the XVIIIth century architecture of the gallery Aveline. Gigantic bubbles of soft PVC emerge from windows of the facade, as mysteriously blown from the inside. Their transparency and the technicality at their origin break with the solidity and the patrimonial dimension of the mansion.
Inside, other rooms disrupt the quiet balance of the space. His serie Wallwave Vibration or what the artist refers to as ‘extruding bodies’, a physical manifestation of a pulsation resembling a fluid’s whose balance has been disseminated to form a delicate electromagnetic wave. With these works, the context of the space is transformed and fragility is incorporated within the supporting structure as the artist simultaneously uses space as a subject and material, establishing at the same time new definitions of sculpture. The walls of the gallery seem to resonate, reacting to an unknown pulsation.
Incorporating elements from various interdisciplinary fields from chemistry to groundbreaking technologies, his work playfully investigates the limits of creation generating a continuous detection of exciting art outcomes whose definitions are ever changing. Like Cecchini, throughout the xviiith century, european cabinet makers continued to push their technological and formal experiments, going so far as to introduce into the furniture porcelain, Asian lacquer, marble and veneer of exotic wood.
Biological metaphor and motion represent core philosophies behind the artist’s investigation and fundamental basis in his projects. Acting with the lens of a scientist, Cecchini closely examines his modules initially starting with basic 3D or watercolor studies moving forward toward the particularity of natural elements.
The freedom of assembly of Cecchini’s steel modules meets the perfectly aligned translucent crystal chains of the late xviiith century manufacture of the Granja. Organic forms referring to cellular morphology are deployed to infinity, while crystals with cleverly cut facets structure the volumes of the different crowns of the chandelier.
Cecchini’s module-based installations, a calculated chain of stainless steel elements originating from his preliminary inquiries again using organism, as a leitmotif in his work to address the intricate evolution of art in relation to sciences. In a wide range of works, Cecchini join together his steel modules to form a semblance of climbing plants, corals or crystals structures, organically deriving in an array of bewildering trails contrasting the deliberate intention of the propagation.
The multiplication of Cecchini modules, rising towards the sky, seems endless in front of this unique Boulle desk with his feet moor in the ground. Here manual labor is expressed in the control of volumes and renderings while the industrially produced modules take on many organic forms. For André-Charles Boulle, Nature is also a source of inspiration and is reflected in his work of metal and tortoiseshell by the interlacing and winding of foliated motifs. His bronzes precisely chiselled and gilded add to perfection with marquetry. The play of light is subtle in front of metal modules with immaculate brilliance.
Loris Cecchini has exhibited his work internationally with monographic exhibitions in major museums such as the Palais de Tokyo in Paris, the Museum of Modern Art in Saint-Etienne-Métropole, the MoMA PS1 in New York, the Duolun MoMA the Center Gallego of Contemporary Art in Santiago de Compostela, the Kunstverein of Heidelberg, the Firenze Quarter, the Center for Contemporary Art Luigi Pecci in Prato, the Arnaldo Pomodoro Foundation in Milan.


Loris Cecchini
Dal 16/10/2017 al 26/11/2017

Galleria Continua
chez
GALERIE AVELINE - JEAN-MARIE ROSSI'
94, rue du Faubourg Saint-Honoré

75008 Paris
www.aveline.com - Tél. +33 (0)1 42 66 60 29 - aveline@aveline.com
info@galleriacontinua.com -  studio@loriscecchini.org

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