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Padiglione Tibet, 10 AGOSTO 2017 APERTURA STRAORDINARIA, Palazzo Zenobio, Venezia

Padiglione Tibet un ponte di cultura e libertà a cura di Ruggero Maggi
Palazzo Zenobio - Fondamenta del Soccorso 2596 - Venezia
dal 10 maggio al 10 agosto 2017
evento dedicato a S.S. il Dalai Lama

GIOVEDI' 10 AGOSTO 2017 APERTURA STRAORDINARIA
per condividere insieme la giornata conclusiva di questo significativo evento.
A partire dalle ORE 18.00 si potrà continuare a visitare il Padiglione attraversando la sala delle LUNG-TA (cavalli di vento) le bandiere di preghiera che enfatizzano e racchiudono in sé il desiderio innato del popolo tibetano di abbracciare l'intera razza umana in una grande preghiera collettiva. Su queste delicate strutture filiformi gli artisti invitati per questa edizione di Padiglione Tibet, ideato e curato da Ruggero Maggi, sono intervenuti con messaggi poetici di straordinaria forza spirituale e creativa: Marco Agostinelli, Dino Aloi, Salvatore Anelli, Piergiorgio Baroldi - Lorenzo Bluer, Carla Bertola - Mariella Bogliacino - Fernando Montà - Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi - Giglio Frigerio - Fabrizio Martinelli, Rovena Bocci, Rossana Bucci - Oronzo Liuzzi, Rosaspina Buscarino, Silvia Capiluppi, Paola Caramel, Simonetta Chierici - Loredana Manciati - Tiziana Priori - Elena Sevi, Pino Chimenti, Circolo degli artisti di Varese, Marzia Corteggiani, Giampietro Cudin - Carla Rigato, Albina Dealessi, Nyima Dhondup - Livia Liverani, Anna Maria Di Ciommo, Franco Di Pede, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma - Gennaro Ippolito, Gretel Fehr, Mavi Ferrando - Mario Quadraroli - Roberto Scala, Alessandra Finzi - Gianni Ettore Andrea Marussi, Alberto Fortis, Emanuela Franchin, Ivana Geviti, Antonella P. Giurleo, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Peter Hide 311065 - Isabella Rigamonti, Benedetta Jandolo - Angela Marchionni, Oriana Labruna, Silvia Lepore - Sandro Pellarin, Ruggero Maggi, Giulia Niccolai - Gruppo BAU, Tashi Norbu, Clara Paci, Lucia Paese, Salvatore Perchinelli, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Anna Seccia, Gianni Sedda, Roberto Testori.

 

Soffermandosi sulle opere-video di Satish Gupta (presentato dalla prestigiosa BASU Foundation For The Arts), di Francesca Lolli e Marco Rizzo per poi accedere ad un particolare ed originale percorso visivo ed emozionale, costituito da quattro mostre personali con una selezione di opere dal contenuto giocoso e fluttuante come nel caso di Marcello Diotallevi con le sue “Fiabe al vento”; con le evocative immagini fotografiche di Anna Maria Di Ciommo riproducenti Lama tibetani al lavoro su splendenti mandala; con le rigorose opere di Rosaspina Buscarino dal serrato ritmo compositivo, capaci di penetrare a fondo nell'animo umano e con le opere-oggetto di Roberto Testori che nel loro biancore riflettono soluzioni concettuali ricche di significati spirituali ed artistici.
Camminare all'interno di un'opera poetica, potente e preziosa nello scrigno a cielo aperto nel giardino di Palazzo Zenobio, in cui la natura stessa dialoga con gli elementi che la compongono: Atman (dal sanscrito “essenza” - “soffio vitale”) di Robert Gligorov curata da Luca Pietro Acquati Architetto. Nessuna apologia di nazismo, anzi un messaggio di pace e solidarietà verso il popolo tibetano che con quel simbolo (la svastica) rappresentava il sole, l'infinito e l'eternità. Sulle sculture che compongono l'installazione sono incisi i nomi di monaci e di personalità che hanno avuto una rilevante importanza per quanto riguarda la sfera spirituale del mondo tibetano ed indiano, tra cui il Mahatma Gandhi.


ORE 19.00
NO CHAIN performance di danza contemporanea di K7
coreografia di Kappa | musica di Paola Samoggia | danza Giuseppe Spinelli
...ho pensato a Padiglione Tibet, al ponte tra due culture…. al collegamento… alla denuncia della situazione attuale che però volge verso una libertà raggiunta con l’aiuto delle due culture assieme, l’aiuto di tutti…. la campana a lastra è libera di muoversi nel vento…. come una bandiera di preghiera….” Paola Samoggia

ORE 19.30
RICCARDO PES musicista e compositore
Programma “Padiglione Tibet” Giovanni Sollima – Alone | Giuseppe Tartini – Adagio | Eliodoro Sollima – Sonata 1959 | Kristof Penderecky – Per Slava | Riccardo Pes – Premer e Stalir
Il programma è un mix di musica composta nel 21° secolo, periodo in cui il naturale concetto di armonia classica raggiunse il suo massimo disfacimento a favore di un serialismo di natura espressionista. La realtà frammentata dalle Guerre Mondiali e dalla povertà internazionale viene così tradotta nelle note laconiche e scure del repertorio Novecentesco. Il brano finale, invece, è un omaggio a Venezia, composto da Riccardo Pes ed ispirato al vogare “alla veneta” delle gondole: Premer e Stalir.

ORE 20.00
PRIMA BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE POSTALE A VENEZIA a cura di Ruggero Maggi

Termina la mostra di Arte Postale con l'esposizione di numerosi interventi pervenuti per posta e realizzati da circa 800 artisti di tutto il mondo - tra cui Altan, Gillo Dorfles, Shozo Shimamoto, Robert Gligorov - che hanno risposto all'invito dal tema: Il Dalai Lama ed il Tibet.
L'Arte Postale è un network internazionale che ha contrassegnato, soprattutto alla fine del secolo passato, un’infinita serie di progetti, riviste, libri, mostre, in cui ha valore la relazione intrinseca tra l'oggetto spedito, il mittente ed il destinatario. Il Futurismo e il Dadaismo sono da considerarsi senz'altro gli antecedenti storici di questa forma di comunicazione artistica, così come è da sottolineare l'opera di Kurt Schwitters, creatore dei primi lavori realizzati con timbri e l'avvento, alla metà degli anni '50, della ricerca Fluxus con l'opera di artisti come Joseph Beuys, Ray Johnson, George Maciunas, Ken Friedman, Ben Vautier e di alcuni artisti e teorici del Nuovo Realismo francese come Pierre Restany ed Yves Klein. Ray Johnson, artista di New York, è considerato il creatore dell'Arte Postale: nel 1962 fonda, sbeffeggiando le vere scuole per corrispondenza, la New York Correspondence School (così definita da Ed Plunkett). Questa Biennale non vuole assolutamente rendere istituzionale un fenomeno artistico come la Mail Art che ha nel proprio codice genetico un'avversione per tutto ciò che può renderla ufficiale ed istituzionale - nel 1986 scrissi: “la Mail Art usa le istituzioni nei luoghi delle istituzioni contro le istituzioni” - ma vuole fare il punto su questo network antesignano dei recenti social network. Un grande archivio aperto al pubblico.

Ospite speciale di questa Prima edizione della Biennale di Arte Postale: GAC, acronimo che indica Guglielmo Achille Cavellini, probabilmente il più controverso artista nella storia dell'arte contemporanea italiana e creatore dell'autostoricizzazione.

ORE 20.30
Sempre nella splendida corte di Palazzo Zenobio conclusione della serata con un momento conviviale coordinato con il Gruppo Giovani Pittori Spilimberghesi "Leoluca Vincenzo Visalli" - l'Associazione Socio-Culturale Erasmo da Rotterdam di Spilimbergo (Pn) - Storica Società Operaia di Mutuo e Soccorso di Pordenone - ANIOC Ass. Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche Pordenone-Spilimbergo e con la fattiva collaborazione per le degustazioni di: Pasticceria Le Strane Delizie Spilimbergo, Formaggi Tosoni Spilimbergo, Vini Castelcosa San Giorgio della Richinvelda, Salumi Lovison Spilimbergo, ArteVino di Eddy Leone Spilimbergo.






Ingresso: libero
Informazioni
: www.padiglionetibet.com | maggiruggero@gmail.com | 320.9621497
orari: martedì – domenica 10.00/18.00 - chiusura: lunedì

PALAZZO ZENOBIO – FONDAMENTA DEL SOCCORSO 2596 - VENEZIA
. Dalla Stazione Ferroviaria di Venezia facilmente raggiungibile a piedi
. vaporetto 5.1 fermata S. Basilio


TIBET PAVILION a bridge made of culture and freedom by Ruggero Maggi
Palazzo Zenobio – Fondamenta del Soccorso 2596 - Venice
May 10th - August 10th 2017
Art event dedicated to H. H. the Dalai Lama

THURSDAY 10th of AUGUST 2017   SPECIAL OPENING
to share the end of this significant project.

AT 6 pm It will be possible continue to visit the Pavilion passing trough the prayer flags show, LUNG-TA (literally wind horses), the true symbols that hold and emphasize the Tibetan spirituality and the natural wish of the Tibetan People to embrace the whole human race in a collective prayer. Delicate threadlike structures on which the invited artists of this edition of Tibet Pavilion, project by Ruggero Maggi, have intervened by poetical messages of extraordinary spiritual and creative strength: Marco Agostinelli, Dino Aloi, Salvatore Anelli, Piergiorgio Baroldi - Lorenzo Bluer, Carla Bertola - Mariella Bogliacino - Fernando Montà - Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi - Giglio Frigerio - Fabrizio Martinelli, Rovena Bocci, Rossana Bucci - Oronzo Liuzzi, Rosaspina Buscarino, Silvia Capiluppi, Paola Caramel, Simonetta Chierici - Loredana Manciati - Tiziana Priori - Elena Sevi, Pino Chimenti, Circolo degli artisti di Varese, Marzia Corteggiani, Giampietro Cudin - Carla Rigato, Albina Dealessi, Nyima Dhondup - Livia Liverani, Anna Maria Di Ciommo, Franco Di Pede, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma - Gennaro Ippolito, Gretel Fehr, Mavi Ferrando - Mario Quadraroli - Roberto Scala - K7, Alessandra Finzi - Gianni Ettore Andrea  Marussi, Alberto Fortis, Emanuela Franchin, Ivana Geviti, Antonella P. Giurleo, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Peter Hide 311065 - Isabella Rigamonti, Benedetta Jandolo - Angela Marchionni, Oriana Labruna,, Silvia Lepore - Sandro Pellarin, Ruggero Maggi, Giulia Niccolai - Gruppo BAU, Tashi Norbu, Clara Paci, Lucia Paese, Salvatore Perchinelli, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Anna Seccia, Gianni Sedda, Roberto Testori.
Looking the significant video-works of Satish Gupta (presented by prestigious BASU Foundation For The Arts), of Francesca Lolli and Marco Rizzo and then entering in a peculiar and unique, visual and emotional journey, made of four personal exhibits with a selection of playful and fluctuating works in the case of Marcello Diotallevi and his “Fiabe al Vento” (Tales to the wind); Anna Maria Di Ciommo’s evocative photographs of Tibetan Lamas working on bright mandalas; the rigorous works of Rosaspina Buscarino that with their serried compositional rhythm can pierce the human soul and Roberto Testori’s object-artwork that in their whiteness reflect conceptual solutions rich of spiritual and artistic meaning.
Walking inside a poetic artwork, powerful and precious within the open-air treasure of Zenobio Palace’s garden, where nature matches the surrounding elements: Atman (from the Sanskrit: “vital spark”) by Robert Gligorov and curated by Luca Pietro Acquati Architect. No apology for nazism. On the contrary it's a message of peace and solidarity towards the Tibetan people who have been seeing the sun, the infinite, the eternity in that symbol.

On the sculptures composing the installation some names are engraved. They belong to monks and personalities who have been particularly relevant in the spiritual sphere of Tibetan and Indian world, including Mahatma Gandhi.

 AT 7 pm
NO CHAIN contemporary dance performance by K7
choreographed by Kappa | music by Paola Samoggia | dancer Giuseppe Spinelli
"... I thought of Tibet Pavilion, bridge between two cultures .... to the connection ... to the denunciation of the current situation that tends to a freedom achieved with the help of the two cultures together, the help of all .... The plate bell is free to move in the wind .... just like a prayer flag …” (Paola Samoggia)

AT 7.30 pm
RICCARDO PES musician and composer
Program “Tibet Pavilion” | Giovanni Sollima – Alone | Giuseppe Tartini – Adagio | Eliodoro Sollima – Sonata 1959 | Kristof Penderecky – Per Slava | Riccardo Pes – Premer e Stalir
The program is a mixture of different kind of music realized in the 21th century.
Last song is a tribute to Venice, it was composed by Riccardo Pes and it's inspired by "rowing the gondola": Premer e Stalir.
Riccardo Pes is a very creative cellist and composer. His way of playing is a perfect combination of knowledge, technical skills, natural lyricism, fluent sound and fine musical instinct.” Giovanni Sollima

AT 8 pm
1st VENICE INTERNATIONAL MAIL ART BIENNIAL by Ruggero Maggi

The Mail Art Biennial will end with the exhibition of many mail artworks of about 800 artists of all the world – among which Altan, Gillo Dorfles, Shozo Shimamoto, Robert Gligorov – who have answered to the invitation:The Dalai Lama and Tibet.
Mail Art is an international network which has marked, especially at the end of past century, an infinite number of projects, shows, fanzines, books, in which the inner relation between the sent object, the sender and receiver its of value. Futurism and Dadaism can be considered the historical antecedents of this form of art communication, it's important to underline the Kurt Schwitters's rubber-stamped works, the Fluxus movement with the artists' work such as: Joseph Beuys, Ray Johnson, George Maciunas, Ken Friedman, Ben Vautier and the French New Realism with Pierre Restany and Yves Klein.Ray Johnson is considered the Mail Art's creator: at 1962 he founded, mocking the real Correspondence Schools, the New York Correspondence School (so defined by Ed Plunkett).This Biennial doesn't want make mail art institutional - at 1986 I wrote “Mail Art uses institutions in the places of institutions against institutions” - which has in the own genetic code an aversion for all can make it official, but, at the contrary, it wishes take stock on this network precursor of current social network. A great archive with thousands of works. In this first edition of the Mail Art Biennial of Venice special guest is GAC (acronym for Guglielmo Achille Cavellini, who is more than likely the most controversial artist in the history of Italian Contemporary Art and the inventor of the “self-historicization”). Furthermore, the works and photos that are being presented are also made by those artists who accepted my invitation to celebrate the New Year on 31 December 2014 (100th anniversary of GAC's birth) by wearing a mask of GAC's face that I had made in 1985 and by making their relatives and friends to do the same thing for such a special occasion.

 AT 8.30 pm
In the beautiful courtyard of Palazzo Zenobio this special day will end with a friendly moment by the collaboration of: Gruppo Giovani Pittori Spilimberghesi "Leoluca Vincenzo Visalli" - l'Associazione Socio-Culturale Erasmo da Rotterdam di Spilimbergo (Pn) - Storica Società Operaia di Mutuo e Soccorso di Pordenone - ANIOC Ass. Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche Pordenone-Spilimbergo and with the tasting offered by: Pasticceria Le Strane Delizie Spilimbergo, Formaggi Tosoni Spilimbergo, Vini Castelcosa San Giorgio della Richinvelda, Salumi Lovison Spilimbergo, ArteVino di Eddy Leone Spilimbergo.

FREE ENTRANCE
info: www.padiglionetibet.com | maggiruggero@gmail.com | 320.9621497
Opening hours: Tuesday through Sunday 10 am - 6 pm | Closed on Mondays
PALAZZO ZENOBIO FONDAMENTA DEL SOCCORSO 2596
VENICE
ITALY

. Walking distance from the Venice train station . Ferry 5.1 Stop San Basilio

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PADIGLIONE TIBET, PRIMA BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE POSTALE A VENEZIA

Giovedì 6 luglio 2017 APERTURA STRAORDINARIA di Padiglione Tibet per celebrare l'82° compleanno d i Sua Santità il Dalai Lama.

Come di consueto Padiglione Tibet, ideato e curato da Ruggero Maggi, è felice di celebrare il compleanno di Sua Santità il Dalai Lama con un'apertura straordinaria che prolunga l'abituale orario di visita.
A partire dalle ORE 18.00 si potrà continuare a visitare il Padiglione attraversando la sala delle LUNG-TA (cavalli di vento) le bandiere di preghiera che enfatizzano e racchiudono in sé il desiderio innato del popolo tibetano di abbracciare l'intera razza umana in una grande preghiera collettiva. Su queste delicate strutture filiformi gli artisti invitati per questa edizione di Padiglione Tibet, sono intervenuti con messaggi poetici di straordinaria forza spirituale e creativa: Marco Agostinelli, Dino Aloi, Salvatore Anelli, Piergiorgio Baroldi - Lorenzo Bluer, Carla Bertola - Mariella Bogliacino - Fernando Montà - Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi - Giglio Frigerio - Fabrizio Martinelli, Rovena Bocci, Rossana Bucci - Oronzo Liuzzi, Rosaspina Buscarino, Silvia Capiluppi, Paola Caramel, Simonetta Chierici - Loredana Manciati - Tiziana Priori - Elena Sevi, Pino Chimenti, Circolo degli artisti di Varese, Marzia Corteggiani, Giampietro Cudin - Carla Rigato, Albina Dealessi, Nyima Dhondup - Livia Liverani, Anna Maria Di Ciommo, Franco Di Pede, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma - Gennaro Ippolito, Gretel Fehr, Mavi Ferrando - Mario Quadraroli - Roberto Scala - K7, Alessandra Finzi - Gianni Ettore Andrea Marussi, Alberto Fortis, Emanuela Franchin, Ivana Geviti, Antonella P. Giurleo, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Peter Hide 311065 - Isabella Rigamonti, Benedetta Jandolo - Angela Marchionni, Oriana Labruna,, Silvia Lepore - Sandro Pellarin, Ruggero Maggi, Giulia Niccolai - Gruppo BAU, Tashi Norbu, Clara Paci, Lucia Paese, Salvatore Perchinelli, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Anna Seccia, Gianni Sedda, Roberto Testori.
Soffermandosi sulle opere-video di Satish Gupta (presentato dalla prestigiosa BASU Foundation For The Arts), di Francesca Lolli e Marco Rizzo per poi accedere ad un particolare ed originale percorso visivo ed emozionale, costituito da quattro mostre personali con una selezione di opere dal contenuto giocoso e fluttuante come nel caso di Marcello Diotallevi con le sue “Fiabe al vento”; con le evocative immagini fotografiche di Anna Maria Di Ciommo riproducenti Lama tibetani al lavoro su splendenti mandala; con le rigorose opere di Rosaspina Buscarino dal serrato ritmo compositivo, capaci di penetrare a fondo nell'animo umano e con le opere-oggetto di Roberto Testori che nel loro biancore riflettono soluzioni concettuali ricche di significati spirituali ed artistici.
Camminare all'interno di un'opera poetica, potente e preziosa nello scrigno a cielo aperto nel giardino di Palazzo Zenobio, in cui la natura stessa dialoga con gli elementi che la compongono: Atman (dal sanscrito “essenza” - “soffio vitale”) di Robert Gligorov curata da Luca Pietro Acquati Architetto. Nessuna apologia di nazismo, anzi un messaggio di pace e solidarietà verso il popolo tibetano che con quel simbolo (la svastica) rappresentava il sole, l'infinito e l'eternità. Sulle sculture che compongono l'installazione sono incisi i nomi di monaci e di personalità che hanno avuto una rilevante importanza per quanto riguarda la sfera spirituale del mondo tibetano ed indiano, tra cui il Mahatma Gandhi.

- ORE 19.00 PRIMA BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE POSTALE A VENEZIA
Un grande archivio aperto al pubblico con migliaia di opere, a cura di Ruggero Maggi.
Prosegue la mostra in progress con l'esposizione di numerosi interventi pervenuti per posta e realizzati da 800 artisti di tutto il mondo - tra cui Altan, Gillo Dorfles, Shozo Shimamoto - che hanno risposto all'invito dal tema: Il Dalai Lama ed il Tibet.
Ospite speciale di questa Prima edizione della Biennale di Arte Postale: GAC, acronimo che indica Guglielmo Achille Cavellini, probabilmente il più controverso artista nella storia dell'arte contemporanea italiana e creatore dell'autostoricizzazione.

L'Arte Postale è un network internazionale che ha contrassegnato, soprattutto alla fine del secolo passato, un’infinita serie di progetti, riviste, libri, mostre, in cui ha valore la relazione intrinseca tra l'oggetto spedito, il mittente ed il destinatario. Il Futurismo e il Dadaismo sono da considerarsi senz'altro gli antecedenti storici di questa forma di comunicazione artistica, così come è da sottolineare l'opera di Kurt Schwitters, creatore dei primi lavori realizzati con timbri e l'avvento, alla metà degli anni '50, della ricerca Fluxus con l'opera di artisti come Joseph Beuys, Ray Johnson, George Maciunas, Ken Friedman, Ben Vautier e di alcuni artisti e teorici del Nuovo Realismo francese come Pierre Restany ed Yves Klein. Ray Johnson, artista di New York, è considerato il creatore dell'Arte Postale: nel 1962 fonda, sbeffeggiando le vere scuole per corrispondenza, la New York Correspondence School (così definita da Ed Plunkett). Questa Biennale non vuole assolutamente rendere istituzionale un fenomeno artistico come la Mail Art che ha nel proprio codice genetico un'avversione per tutto ciò che può renderla ufficiale ed istituzionale - nel 1986 scrissi: “la Mail Art usa le istituzioni nei luoghi delle istituzioni contro le istituzioni” - ma vuole fare il punto su questo network antesignano dei recenti social network. 

1st VENICE INTERNATIONAL MAIL ART BIENNIAL
Mail Art is an international network which has marked, especially at the end of past century, an infinite number of projects, shows, fanzines, books, in which the inner relation between the sent object, the sender and receiver its of value. Futurism and Dadaism can be considered the historical antecedents of this form of art communication, it's important to underline the Kurt Schwitters's rubber-stamped works, the Fluxus movement with the artists' work such as: Joseph Beuys, Ray Johnson, George Maciunas, Ken Friedman, Ben Vautier and the French New Realism with Pierre Restany and Yves Klein.Ray Johnson is considered the Mail Art's creator: at 1962 he founded, mocking the real Correspondence Schools, the New York Correspondence School (so defined by Ed Plunkett).This Biennial doesn't want make mail art institutional - at 1986 I wrote “Mail Art uses institutions in the places of institutions against institutions” -  which has in the own genetic code an aversion for all can make it official, but, at the contrary, it wishes take stock on this network precursor of current social network. A great archive with thousands of works.

by Ruggero Maggi for Tibet Pavilion

- ORE 19.30 FESTA DI COMPLEANNO PER IL DALAI LAMA
Ritrovo nella corte di Palazzo Zenobio per festeggiare il compleanno con una torta a tema realizzata da Le Strane Delizie Pasticceria Spilimbergo (Pn) e la degustazione offerta da Vini Castelcosa Cosa di S. Giorgio della Richinvelda (Pn) e l'Azienda Agricola Avoledo di Avoledo Giuliano Spilimbergo (Pn), con la collaborazione artistica di Gruppo Giovani Pittori Spilimberghesi "Leoluca Vincenzo Visalli" e l' Associazione Socio-Culturale Erasmo da Rotterdam di Spilimbergo (Pn).
Un momento conviviale per coinvolgere il sistema Arte ed il pubblico e per non far dimenticare la realtà dell'universo tibetano, creando un luogo fisico, reale e tangibile di incontro tra le differenti anime che compongono Padiglione Tibet: artistica, sociale e culturale, religiosa.





PADIGLIONE TIBET
un ponte di cultura e libertà
Dal 10 maggio al 10 agosto 2017
orari: martedì – domenica 10.00/18.00 - chiusura: lunedì
Ingresso: libero
Informazioniwww.padiglionetibet.com | maggiruggero@gmail.com | 320.9621497
Arrivo: dalla Stazione Ferroviaria di Venezia facilmente raggiungibile a piedi; vaporetto 5.1 fermata S. Basilio

PALAZZO ZENOBIO
Fondamenta del Soccorso
2596 - Venezia

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Padiglione Tibet, un ponte di cultura e libertà, Palazzo Zenobio, Venezia

Inaugurazione 13 maggio ore 18.00
Padiglione Tibet
Evento dedicato a S.S. il Dalai Lama

Palazzo Zenobio, Fondamenta del Soccorso, Dorsoduro 2596 - Venezia
Dal 10 maggio al 10 agosto 2017


Ultimamente sembra che i muri prendano il sopravvento e che, al contrario, i ponti vengano dimenticati o peggio distrutti. Purtroppo non si tratta di scelte architettoniche, ma di un basso grado di civiltà.

Padiglione Tibet, ideato e curato da Ruggero Maggi, da sempre si è posto come un ponte sensibile tra la cultura Occidentale e quella Tibetana densa di affascinanti e mistiche suggestioni spirituali, linguistiche ed artistiche. Un ponte, un passaggio da Est ad Ovest, che crei quella sfumata ma necessaria vibrazione poetica per interagire e comprendersi.

Padiglione Tibet: ponte fra culture.
Una società democratica implica il riconoscimento e l'accettazione di un fenomeno migratorio di massa che non si arresterà mai se le condizioni sociali ed economiche in certi nazioni non cambieranno drasticamente.
Pensiamoci bene: perché si dovrebbe fermare?! Noi ci fermeremmo se il nostro Paese fosse segnato da un'indicibile povertà o da tragiche guerre?
È un'inesorabile legge di natura: si fugge da dove si sta peggio per andare dove si potrebbe stare meglio. È ovvio, ma è così. Vi era (il passato purtroppo è quasi d'obbligo) un popolo che invece nel proprio paese ci stava benissimo… era il popolo tibetano. Popolo le cui opere d'arte venivano impreziosite da un'antica spiritualità: come non ricordare i delicati mandala dalle sinuose forme ed i magnifici colori alludenti a metafisiche case, strade, città che sembravano provenire da altre dimensioni? Le meravigliose e delicate Khata simboli di amicizia e di solidarietà, le ruote delle preghiere, le Tangka
Ma forse gli oggetti (mi rendo conto che chiamarli “oggetti” è decisamente sminuente rispetto al loro utilizzo) che rappresentano meglio questo popolo sono le bandiere di preghiera, le Lung-Ta (letteralmente cavalli di vento), veri simboli che enfatizzano e racchiudono in sé la spiritualità tibetana ed il desiderio innato di questo popolo di abbracciare l'intera razza umana in una grande preghiera collettiva. Fili-preghiere che costituiscono la trama stessa del tessuto con cui sono realizzate le bandiere e che, afferrati e sospinti da mulinelli di vento, in un rapido evolversi di volo si trasformano in particelle di preghiera, in un'eco di mantra di buon auspicio per tutti gli esseri senzienti.
Preghiere che si sfibrano in sottili fili portatori di messaggi colorati di pace e compassione giocando con il vento che li accarezza e li trasporta in un dialogo costante con la natura, l'uomo e con tutti gli esseri viventi, librandosi in un appassionante volo di un eterno viaggio. Delicate strutture filiformi su cui gli artisti invitati per questa edizione di Padiglione Tibet sono intervenuti con messaggi poetici di straordinaria forza
spirituale e creativa…. l'anima si eleva con le coinvolgenti preghiere-opere che nella mostra creeranno passaggi, paesaggi, sensazioni visive, tattili, in certi casi anche olfattive.

Opere inedite che attendono di essere osservate ed ascoltate, ognuna portatrice di messaggi silenti, ma al contempo voci chiare ed esaustive di ogni singolo artista partecipante:
Marco Agostinelli, Dino Aloi, Salvatore Anelli, Piergiorgio Baroldi - Lorenzo
Bluer, Carla Bertola - Mariella Bogliacino - Fernando Montà - Alberto
Vitacchio, Giorgio Biffi - Giglio Frigerio - Fabrizio Martinelli, Rovena Bocci,
Rossana Bucci - Oronzo Liuzzi, Rosaspina Buscarino, Silvia Capiluppi,
Paola Caramel, Simonetta Chierici - Loredana Manciati - Tiziana Priori -
Elena Sevi, Pino Chimenti, Circolo degli artisti di Varese, Marzia
Corteggiani, Giampietro Cudin - Carla Rigato, Albina Dealessi, Nyima
Dhondup - Livia Liverani, Anna Maria Di Ciommo, Franco Di Pede,
Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma - Gennaro Ippolito, Gretel
Fehr, Mavi Ferrando - Mario Quadraroli - Roberto Scala - K7, Alessandra
Finzi - Gianni Ettore Andrea Marussi, Alberto Fortis, Emanuela Franchin, Ivana GevitiAntonella P. Giurleo, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Peter Hide 311065 Isabella Rigamonti, Benedetta Jandolo - Angela Marchionni, Oriana
Labruna, Silvia Lepore - Sandro Pellarin, Giulia Niccolai - Gruppo BAU,
Tashi Norbu, Clara Paci, Lucia Paese, Salvatore Perchinelli, Marisa
Pezzoli, Benedetto Predazzi, Anna Seccia, Gianni Sedda, Roberto Testori
Così come le significative opere-video di Satish Gupta presentato dalla prestigiosa BASU Foundation For The Arts, Francesca Lolli e Marco Rizzo.
Dopo aver attraversato l'intreccio delle Lung-Ta si potrà accedere ad un particolare ed originale percorso visivo ed emozionale, costituito da quattro mostre personali con una selezione di opere dal contenuto giocoso e fluttuante come nel caso di Marcello Diotallevi con le sue “Fiabe al vento”; con le evocative immagini fotografiche di Anna Maria Di Ciommo riproducenti Lama tibetani al lavoro su splendenti mandala; con le rigorose opere di Rosaspina Buscarino dal serrato ritmo compositivo, capaci di penetrare a fondo nell'animo umano e con le opere-oggetto di Roberto Testori che nel
loro biancore riflettono soluzioni concettuali ricche di significati spirituali ed artistici.
Il percorso prosegue con un altro evento sotto il grande ombrello di Padiglione Tibet: Time Travellers in Venice, curato da Roberta Reali, project assistant Anna Maria Griseri, in cui saranno esposte opere di Tashi Norbu - tra gli artisti tibetani contemporanei di maggior successo - e del suo 9 Pillars Contemporary Art Studio di Amsterdam. La mostra prevede l’omaggio a Tenzin Rigdol e Gonkar Gyatso, che reinterpretano la pittura tradizionale tibetana nel lessico quotidiano dell’era post- industriale.

Lo slancio della comunicazione tra oriente e occidente è espresso dai Le Brothers (Le Ngoc Thanh e Le Duc Hai) con video performances radicate nella coscienza contemporanea del Vietnam buddhista; la videomaker Lala Lharigtso presenta con il regista Donagh Coleman: A Gesar Bard's Tale, storia del poeta e veggente Dawa ambientata nel Tibet d’oggi. L’Ici Venice (International Cultural Institute) partecipa con il documentario di Anne e Ludovic Segarra: Bhoutan: un petit pays possedé du ciel (1972), il primo realizzato in quel paese. Maurizio Pizzo, scenografo e origamista, presenterà workshop a tema.

Dalle sale Padiglione Tibet si estende al giardino presentando Atman (dal sanscrito “essenza” - “soffio vitale”) opera inedita site specific di Robert Gligorov realizzata appositamente per il padiglione e curata da Luca Pietro Acquati Architetto. Uno spazio racchiuso e silente, una sorta di giardino segreto che si ispira ai cimiteri anglo-americani dove croci bianche sono piantate direttamente nel prato, ma in cui la croce cristiana è sostituita dall'antico simbolo della svastica tibetana che rappresenta il sole.
L'installazione evidenzia il concetto di appartenenza per suscitare una discussione storica e semiologica. Attestazione di memoria che appartiene ad una tradizione che ha sempre cercato la spiritualità e la conoscenza.

Padiglione Tibet sarà anche presente il 17 giugno all'evento Venice Art Night, di cui verrà fornito un programma più dettagliato in seguito, con l'apertura straordinaria fino alle ore 23.00.
Altri significativi appuntamenti sono previsti il 14 maggio con il live painting di Tashi Norbu accompagnato dal recital di musica e poesia di Federica Artuso (chitarra) e Nicoletta Confalone (voce) ed il 6 Luglio, data in cui si celebrerà l'82° compleanno del Dalai Lama.

CUOREDITIBET
di Dino Aloi

La bandiera del Tibet sventola libera
nei nostri cuori e nelle nostre menti
Mentre vivendo da occupati
si stringono i denti
Guardando paesaggi suadenti
Che paiono dipinti da amanuensi.
Vola libero il pensiero
Sotto lo sguardo del cinese severo
E per farsi ascoltare
Non resta che bruciare
Pensando ad un domani
Da veri Tibetani
Senza politiche di nani
Che si credono giganti
Soltanto perché tanti
E senza dolci intenti

PADIGLIONE TIBET, un ponte di cultura e libertà
Evento dedicato a S.S. il Dalai Lama
Dal
10 maggio al 10 agosto 2017
Entrata: libera
Orari: martedì - domenica 10.00/18.00 -  lunedì chiuso
Info: www.padiglionetibet.com - maggiruggero@gmail.com - 320.9621497
Arrivo: dalla Stazione Ferroviaria di Venezia facilmente raggiungibile a piedi; vaporetto 5.1 fermata S. Basilio

Palazzo Zenobio - Fondamenta del Soccorso
Dorsoduro 2596
Venezia

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Concluse le giornate milanesi di Sua Santità il Dalai Lama

"Non importa quale parte del mondo veniamo, noi siamo tutti fondamentalmente gli stessi esseri umani. Noi tutti cerchiamo la felicità e cercare di evitare la sofferenza. Abbiamo tutti gli stessi bisogni umani fondamentali e preoccupazioni. Tutti noi esseri umani vogliono la libertà e il diritto di determinare il nostro destino come individui e come popoli. Questa è la natura umana. I grandi cambiamenti che stanno avvenendo in tutto il mondo, dall'Europa orientale all'Africa sono una chiara indicazione di questo."
 Dalai Lama, Rho Fiera Milano, 21:10:2016 - 002

Il 20 ottobre il Dalai Lama è atterrato all’aeroporto di Linate, dove ha avuto un breve incontro con il sindaco Giuseppe Sala. Un incontro riservato, in una saletta privata messa a disposizione dalla Sea. Tutto per non creare imbarazzi diplomatici con la Repubblica Popolare Cinese, contraria al conferimento della cittadinanza onoraria al leader spirituale del buddismo tibetano come testimonia la dura nota dell'ufficio stampa dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese: "Il quattordicesimo Dalai Lama non è una figura puramente religiosa, ma è un politico in esilio che da anni si presenta in veste religiosa nello svolgimento delle attività separatiste contro la Cina. Il fatto che il Consiglio Comunale di Milano, le altre Istituzioni e persone siano presenti con connivenza alla visita del Dalai Lama a Milano e conferiscano a lui la Cittadinanza Onoraria, ha ferito gravemente i sentimenti del popolo cinese. Tutto ciò ha un impatto negativo sui rapporti bilaterali e sulle cooperazioni tra le regioni dei due Paesi. La Cina, con i suoi Rappresentanti Istituzionali, esprime forte rimostranza e ferma opposizione." Mentre Francesco Wu, portavoce della comunità cinese a Milano e presidente Uniic: "Quella dell'attribuzione della cittadinanza onoraria al Dalai Lama è un'iniziativa che riteniamo sbagliata e che offende decine di migliaia di cittadini cino-milanesi, perché non tiene conto dell'effettiva realtà storica e attuale del rapporto tra la Cina e la regione del Tibet e presenta la figura del Dalai Lama non semplicemente come esponente religioso ma come capo di uno stato che in realtà non esiste."
Sono dichiarazioni di pesante ingerenza, che si commentano da sole e si aggiungono alle violente proteste istituzionali per la presenza di "Padiglione Tibet" alle tre Biennali di Venezia e nelle altre sedi italiane, dove il progetto di Ruggero Maggi, con la presenza di artisti internazionali, del Nobel Dario Fò e di Gillo Dorfles, sono state ospitate.

Padiglione Tibet

Tenzin Gyatso è arrivato poi all’Arcivescovado di Milano dove è stato accolto dal Cardinale Angelo Scola, da monsignor Luca Bressan (vicario episcopale per il dialogo interreligioso) e da una delegazione di vescovi della Diocesi di Milano e persone impegnate nel dialogo religioso. Un incontro scandito dall'armonia, dalla ricerca delle affinità e dal reciproco rispetto. Tenzin Gyatso appena sceso dall’auto si è inchinato davanti all’Arcivescovo, gli ha baciato le mani e gli ha regalato la Khata sciarpa bianca della felicità”. Il Cardinale ha ricambiato con una Madonnina d'oro, "simbolo della fede dei milanesi e punto di riferimento per tutta la cittàe un libro su Sant'Ambrogio.
"
La sua presenza a Milano e il suo insegnamento sono una benedizione. Permettono alla nostra città di ricordare all’umanità che senza cibo spirituale non c’è futuro per la vita. Come religioni non possiamo non testimoniare la nostra voglia di pace, il nostro desiderio di incontro e di dialogo, il nostro impegno per il riconoscimento e il sostegno reciproco. A coloro che pensano di scrivere il futuro della storia con le armi della violenza, magari anche invocando in modo menzognero il nome di Dio, questo nostro incontro intende ricordare che la vera arma capace di darci futuro è la preghiera: così insieme portiamo il nostro contributo reale e operoso per un futuro di pace, per un mondo di pace. La sua presenza in questi giorni è un incoraggiamento a procedere ancora più spediti in questo cammino di dialogo e di annuncio al mondo Le sue parole in questi giorni saranno un dono che sostiene e potenzia questo annuncio, rivolto soprattutto a noi, abitanti di un mondo, l’Occidente, che si scopre sempre più triste per lo stile di vita consumistico che si è dato, e del quale si sente ormai prigioniero."
S. S. Tenzin Gyatso ha detto: "Sono molto felice di essere qui.Il messaggio principale è quello di promuovere l'armonia religiosa. Purtroppo c'è chi si appropria del nome della religione per portare avanti conflitti. Invece i tratti comuni a tutte le religioni sono la pace e la tolleranza, l'amore e la compassione, perché siamo tutti nati da una madre e tutti siamo stati cresciuti e nutriti, quindi il seme dell'amore è dentro di noi per natura.
Apprezzo molto quello che ha detto Scola e il mio impegno principale è quello di sviluppare l'armonia e di promuovere i valori umani. Siamo una grande famiglia di 7 miliardi di esseri umani e dobbiamo sviluppare i valori umani che sono dentro di noi per natura." 
S
ul non avvenuto incontro con Papa Francesco: "Il Vaticano probabilmente è preoccupato per la sorte dei cristiani in Cina. È una preoccupazione genuina che va rispettata e io non voglio creare nessun problema o preoccupazione in quella direzione. A volte sembra che dove vado, creo problemi."
Il Dalai Lama è stato accompagnato al primo piano, nella Sala del Trono, per l'incontro interreligioso riservato.
L’appuntamento più atteso è stato l’incontro con gli studenti dell’università Bicocca agli ArcimboldiFuori dal teatro, messo a disposizione dal Comune di Milano, un presidio di protesta da parte della comunità cinese, con i maggiorenti.dalai lama A_b.ai
Il Dalai Lama ha commentato: "Alcuni protestano perché non sanno cosa sto promuovendo, altri sono organizzati dalle ambasciate cinesi per creare queste problematiche. Le proteste sono un fatto molto normale, che avviene sempre. Il clima in Tibet rimane estremamente cupo e repressivo, caratterizzato da controlli costanti sui tibetani ai quali sono negati molti diritti umani. Lo ammettano o no, il Tibet resta una spina per la Cina che intende svolgere un ruolo importante nel mondo. Per quanto mi riguarda, il Dalai Lama non ha un'importanza politica, ma la continuità del Dalai Lama sembra diventata molto importante per i cinesi, che sono più preoccupati per il Dalai Lama di quanto lo sia il Dalai Lama per il Dalai Lama stesso. Nel 2011 inoltre mi sono ufficialmente ritirato da tutte le attività politiche."
S. S. Tenzin Gyatso ha dichiarato poi davanti ai 2.500 studenti agli Arcimboli: "Non è vero che io sto cercando l'indipendenza del Tibet, né voglio separarlo dalla Cina. Nel passato erano due regioni divise e diverse, ma oggi vedo bene che ci sia un'unica entità. I tibetani potranno avere grandi vantaggi anche economici dall'unione con la Cina. Io stimo molto il popolo Han, sono grandi lavoratori. Amo come tutti il cibo cinese (a parte quando cucinano gli insetti). Noi tibetani chiediamo solo di avere il diritto a preservare la cultura buddista, la nostra religione, la lingua e un'ecologia anche sociale della terra. Ci saranno grandi benefici reciproci se le cose andranno così."
Il presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolé, durante la cerimonia al teatro degli Arcimboldi, ha dichiarato il Dalai Lama "ufficialmente cittadino milanese. La motivazione esprime l'affinità con i valori che lei testimonia nel mondo come testimone di pace e dialogo tra i popoli. La storia della nostra città è una storia di pace e dialogo. Milano riconosce in lei questi stessi valori. È un esempio prezioso per la nostra città."
Poi S. S. Tenzin Gyatso ha visitato il Centro tibetano Ghe Pel Ling Institute di via Euclide.
Ghe Pel Ling - Istituto Studi di Buddhismo Tibetano

Il 21 ottobre nei padiglioni 1 e 3 della Fiera di Rho-Pero si sono svolte le sessioni mattutina e pomeridiana tema la lode all'interdipendenza etre principali aspetti del SentieroL’interdipendenza - o originazione dipendente - è uno dei punti chiave della filosofia buddhista. Il Buddha ha insegnato che ogni fenomeno esiste solo dipendendo da un altro. Dal momento in cui essa appare fino alla sua cessazione, l’esistenza di tutte le cose si fonda su una continua relazione con qualcos’altro. Niente e nessuno esiste in modo autonomo o indipendente. Di conseguenza, tutti i fenomeni mancano di un’esistenza intrinseca, ma al tempo stesso esistono. Questo pensiero ci permette di ottenere la saggezza capace di percepire la natura ultima delle cose, ovvero la vacuità, superando la nostra ignoranza innata che ci impedisce di vedere la realtà.
Nei tre principali aspetti del Sentiero l'insegnamento del Lama Tzong Khapa ha concentrato tutti i principali punti della filosofia e della pratica buddhista, organizzandoli in modo da mostrare come il Sentiero interiore verso l’Illuminazione sia un graduale processo di maturazione della mente. Cominciamo con l’identificare la natura dell’esistenza ciclica (samsara) e ciò dà vita al primo aspetto del sentiero, ovvero la rinuncia. Visto che tutti gli esseri senzienti soffrono nel samsara, proprio come noi, sviluppiamo la Mente dell’Illuminazione (Bodhicitta), il secondo aspetto del sentiero, per renderli tutti liberi dalla sofferenza. Dato che la causa radice di tutte le sofferenze è l’ignoranza dell’aggrapparsi al sé, dobbiamo ottenere la saggezza che realizza la vacuità, il terzo aspetto del sentiero. Sua Santità ha offerto un commentario su questi argomenti sulla base della Sua profonda conoscenza, chiara comprensione ed esperienza diretta.

Dalai Lama

Il 22 la giornata è cominciata con la cerimonia della “Iniziazione di Avalokiteshvara”, che è la manifestazione della grande compassione di Buddha.
Il Dalai Lama ha dato a tutti i presenti una speciale benedizione che ha l’obiettivo di stimolare a praticare quotidianamente e in ogni situazione proprio la compassione unita alla gentilezza, come risposta all’intolleranza e alla violenza che caratterizzano sempre più il nostro presente.
"Dobbiamo essere ottimisti e ci sono stati segnali di miglioramento rispetto al secolo scorso, quando le guerre fra gli Stati vicini venivano dichiarate con una frequenza allarmante. Non è possibile risolvere i conflitti con altri conflitti. Le violenze di oggi derivano da errori di ieri, del secolo passato, e dalla distinzione erronea, quasi ossessiva, fra “noi” e “gli altri”: il sistema educativo potrebbe avere un grande ruolo nell’intervenire su questo problema e rendere le persone più consapevoli.

Nel pomeriggio la conferenza pubblica, alla presenza di più di 12mila partecipanti, su “La fonte dell'autentica felicità”.
PubblicoPrima è avvenuta la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria di RhoIl sindaco Pietro Romano, accompagnato dagli assessori Maria Rita Vergani e Valentina Giro, dal presidente del consiglio comunale Giovanni Vittorio Isidoro e dal capogruppo del Movimento 5 Stelle Mirko Venchiarutti, ha consegnato al Dalai Lama la pergamena e ha ricevuto in dono una Khata e il Dalai Lama ha anche firmato una tessera di piazza Costellazione, un pezzo di ceramica blu raffigurante la costellazione dell'acquario che verrà poi installato nel mosaico realizzato all'uscita dei tornelli della stazione di Rho Fiera.

il sindaco di Rho, Pietro Romano conferisce la cittadinanza onoraria a S. S. il Dalai Lama

Il sindaco di Rho, Pietro Romano conferisce la cittadinanza onoraria a S. S. il Dalai Lama

il sindaco di Rho, Pietro Romano conferisce la cittadinanza onoraria a S. S. il Dalai Lama"La nostra città è impegnata da anni nella costruzione di politiche per la pace e di una comunità inclusiva - ha dichiarato Pietro Romano - è per me quindi un onore poter conferire la cittadinanza onoraria del Comune di Rho a Sua Santità in quanto promotore della ricerca dell'autentica felicità che al di la delle diverse religioni, può ispirare tutta l'umanità e aiutare la pacifica convivenza sempre più ravvicinata tra persone di diversa storia, cultura ed etnia". 

Dalai Lama

S. S. il Dalai Lama: "Sono contento di essere qui con voi. Alla base tutti siamo uguali, e questo vale per tutti gli esseri senzienti. Ci sono due tipi di felicità: quella che viene dalle cose e quella che viene dalla mente. In una società materialistica, il benessere viene da cose materiali ma noi siamo esseri umani, abbiamo una mente complessa e affidarci al benessere dei piaceri fisici non è assolutamente sufficiente. Se siamo veramente intelligenti dovremmo preoccuparci del valore che deriva dal modo di pensare giusto. La mia tranquillità mentale deriva non da una chiusura mentale ma dall'intelligenza, che va usata per analizzare, per comprendere le varie situazioni. Questo approccio intelligente alla realtà dona tantissima pace interiore. Serve una mente calma, pacifica, che non è soggiogata alle forze distruttive: paura, attaccamento, non sono utili. Se mentalmente poniamo troppa enfasi sull'io questo sentimento fa sorgere paure e diffidenza. Da piccolo, in Tibet, prima di diventare rifugiato, sono cresciuto nelle formalità. Poi ho fatto un viaggio in Cina, pieno di formalità, e non stavo così bene. Da quando sono diventato rifugiato, ho pensato di essere parte di un'unica umanità e questo mi ha fatto molto bene.
In molte parti del mondo ora ci sono conflitti e violenze. Da dove nascono? Sorgono da un pensiero: l'enfasi posta su diversità secondarie, come quelle religiose. Ma tutti siamo uguali e tutti vogliamo essere felici. Il nostro futuro dipende dagli altri, siamo tutti interdipendenti, per cui la felicità degli altri è la mia felicità. Questo dovrebbe essere il secolo dell'unità, della compassione, della pace. I conflitti si risolvono con il dialogo. Bisogna crescere i bambini con tanto amore e tanta compassione, prima che arrivino alla scuola, in modo che siano già formati a questo.
Le nazioni che oggi danno asilo ai molti rifugiati che arrivano in Europa, dovrebbero cercare di dare loro un riparo dalle loro paure. E dovrebbero far sì che i loro bambini siano istruiti, affinchè loro stessi, quando torneranno nelle loro patrie, daranno un aiuto a ricostruire i loro posti. In un futuro molto lontano non ci saranno più distinzioni culturali, ma per il momento ci sono. Quindi è bene far sì che possano mantenere le loro tradizioni.
Oggigiorno, quando accade un'azione terroristica, i media lo descrivono come terrorismo islamico o buddhista (nel caso della Birmania). Ma questo è completamente sbagliato. Un terrorista è un terrorista. Quando viene compiuta un'azione violenta o viene sparso del sangue non si è più musulmani o buddhisti. Accostare il termine buddhista o musulmano alla parola terrorista è sbagliato. Secondo l'Islam, un praticante genuino che compie azioni violente o uccide non è più un praticante dell'Islam. Il vero significato di Jihad risiede non nel nuocere ad altre persone, bensì nella lotta interiore tra le proprie emozioni costruttive contro quelle distruttive, della lotta della compassione contro la rabbia. Pure in me, in qualità di semplice monaco buddhista, vige questa lotta che dura 24 ore al giorno, pure nel sogno, tra le mie emozioni costruttive e quelle distruttive. La jihad è in me 24 ore al giorno", ha aggiunto ridendo. "è tutta una questione di ignoranza, anche nei giornali che scrivono di una guerra tra la civiltà occidentale e l'Islam...
Finché non abbandoniamo l'egoismo in favore dell'altruismo, non ci sarà mai felicità. Tutte le sofferenze sono causate dal pensiero egoistico. Questo va cambiato, pensando prima agli altri che a noi stessi."
Parlando invece del riscaldamento globale, ha aggiunto: "Ho molte volte discusso del problema con degli scienziati e rispetto ad alcuni anni fa lo strato dell'ozono sembra essere aumentato. Ciò significa che dei cambiamenti con gli sforzi collettivi possono avvenire. Ma dobbiamo ricordarci che tutto l'universo è in costante cambiamento".

Richard Gere e Alejandra Silva

Richard Gere e Alejandra Silva

Sul palco, insieme ai politici rhodensi, anche il celebre attore americano Richard Gere, buddista tibetano praticante da decenni e sostenitore dei diritti umani in Tibet. 

Richard Gere

Richard Gere

Richard Gere, ospite di tutte le due giornate, è intervenuto dicendo: "Questo non è un evento politico, è spirituale ma a causa dei cinesi tutte le attività del Dalai Lama sembrano diventare politiche. Sono qui come studente.  Siamo qui in 13mila - ha detto Richard Gere - e sembriamo in 10 persone in tutto, perché quando c'è sua Santità si crea sempre questa atmosfera speciale che fa sentire tutti uniti, tutti fratelli, con lo stesso cuore e le stesse intenzioni, gli stessi bisogni e lo stesso animo" "Dovunque lui va si crea questa atmosfera meravigliosa che vediamo oggi qui - ha proseguito l'attore - una sensazione di calore, di unità, di intensità, ci sentiamo tutti in grado di abbracciare il mondo e gli altri esseri umani. Ci sentiamo tutti benvenuti, inclusi, facenti parte di un insieme. C'è una sensazione di inclusione ognuno con le sue specificità, le sue diversità, le sue fragilità, per questo qui ci sono rappresentanti di tutte le fedi, cristiani, musulmani, ebrei, sufi. Qui abbiamo la piena dimostrazione che noi esseri umani siamo fatti per stare assieme ed essere una cosa sola". In questo momento mi viene in mente questo poema di Rumi che cito a memoria e che dice: 'Vieni tu, vieni, chiunque tu sia, qualunque sia la tua origine, vieni tu, vieni, qualunque sia la tua disperazione, vieni con noi'. Ecco noi cadiamo e sbagliamo e rompiamo tante volte il nostro voto, ma lo stesso siamo chiamati ad andare avanti assieme con le nostre debolezze, i nostri sbagli, il nostro desiderio spasmodico di felicità. Siamo qui tutti uniti in un grande abbraccio, con sua Santità, come fratelli. Non è forse il mondo che noi vogliamo, un mondo che abbraccia, che è inclusivo? Inoltre mi piace essere qui perché i tibetani sono gli italiani asiatici. Per cui per tutti noi questo non è il convoglio della disperazione ma della speranza. E questo ci rende più felici ancora di questo incontro qui a Milano, in questa bellissima città."

Domande al Dalai Lama

L 'Istituto Studi di Buddhismo Tibetano Ghe Pel Ling, organizzatore della visita, ha reso noto che oltre 12.000 persone hanno partecipato agli incontri con il Dalai Lama, fra le quali 1.200 hanno avuto ingresso gratuito e 2.000 sono entrate a prezzo scontato, con lo scopo di attirare quanti più ragazzi possibili. I due giorni di incontri a Rho Fiera Milano sono stati trasmessi in streaming in 8 lingue differenti. In totale il tutto è costato 750.000 euro mentre gli incassi sono stati pari a 800.000 euro. I 50.000 euro di profitto andranno in beneficenza per la ricostruzione di scuole e asili nelle zone terremotate del Centro Italia.

Giovanna Giorgetti, Presidente Ghe Pel Ling

Giovanna Giorgetti, Presidente Ghe Pel Ling

Dalai Lama

Ghe Pel Ling - Istituto Studi di Buddhismo Tibetano
Via Euclide,17 (MM1 Villa SG)
20128 Milano
Tel. +39 02 2576015 / Fax +39 02 27003449 - www.gpling.org / gpling@gpling.org

Dalai Lama 

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