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Archivi categoria : Libri d’artista

I Pulcini di Casiraghy, Tipografia e poesia, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Milano dal 8/02/2018

Una mostra a cura di Andrea Tomasetig con il supporto di Camilla Palma.
250 libri d’artista stampati a mano in edizione limitata fluttuano in galleria come i pensieri aerei - liberi, colti, irriverenti - di Alberto Casiraghy.
Un omaggio lucido e ironico all’erede di Gutenberg e Munari e alla sua stampante monotype alloggiata a Osnago, fra il gatto e la cucina.

La Fondazione Gruppo Credito Valtellinese inaugura, con la curatela di Andrea Tomasetig, giovedì 8 febbraio presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Milano - Refettorio delle Stelline, la grande esposizione antologica delle oltre diecimila pubblicazioni Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy dal titolo I “pulcini” di Casiraghy. Tipografia e Poesia.
La fama e il prestigio conquistati nel tempo da Casiraghy e dalle sue edizioni Pulcinoelefante sono tali da annoverarlo tra i nomi più illustri degli stampatori italiani. Dal 1982 crea libri nella magica casa-officina brianzola di Osnago, in provincia di Lecco, in cui ogni stanza è invasa da carte, strumenti di lavoro, curiosità.
Come in un luogo d’altri tempi da Casiraghy scrittori, artisti, intellettuali, ma anche amici e persone qualsiasi si incontrano, chiacchierano e creano. Impossibile da eguagliare è il numero degli autori coinvolti nella realizzazione delle sue opere: centinaia e centinaia (lombardi di nascita o d’adozione, provenienti da tutta Italia e dal mondo) hanno lasciato e continuano a lasciare le loro tracce nei preziosi libriccini stampati e illustrati in poche copie. Enrico Baj, Maurizio Cattelan, Gillo Dorfles, Emilio Isgrò, Franco Loi, Giorgio Manganelli, Gualtiero Marchesi, Bruno Munari, Fernanda Pivano, Arturo Schwarz, Ettore Sottsass, Sebastiano Vassalli, fino a Andy Warhol e i poeti della beat generation, per citare solo alcuni nomi. Su tutti spicca il rapporto privilegiato con Alda Merini, della quale sono stati pubblicati circa millequattrocento titoli.
I volumetti nati nella casa di Alberto sono delle vere e proprie opere d’arte, frutto del lavoro di un artigiano dell’editoria che ama il libro come oggetto d’arte oltre che di cultura. Inconfondibile la struttura tipo: due fogli di carta pregiata color avorio poi piegati e cuciti a mano sul dorso per complessive otto pagine, testo composto a mano con caratteri mobili in piombo Bodoni e stampato dalla mitica macchina piana Nebiolo, in copertina titoli e una piccola immagine con interventi, quindi il breve e fulminante testo (un aforisma - lui stesso ne è un ottimo autore -, una riflessione, una poesia, ecc.), segue una grafica o un’opera originale (molte sono di sua creazione) o addirittura sorprendenti oggetti incorporati, infine il colophon con l’indicazione della tiratura che varia da 15 a 33 copie. La mostra milanese vuole essere un omaggio al più originale stampatore italiano contemporaneo, mettendone in luce le molteplici vesti di tipografo, grafico, autore, editore e pedagogo e celebrandolo come l’erede più vicino di Bruno Munari.
Oltre duecento volumetti (molti dispiegati nella loro interezza - copertina, testo, opera grafica, colophon - per permettere di gustarli appieno), esposti con originalità insieme a un ampio numero di bozze volteggianti negli spazi espositivi a disposizione tattile del pubblico, raccontano il suo mondo. Il percorso, “all’insegna della leggerezza e della poesia” come tiene a precisare, è diviso in tre grandi sezioni: la Filosofia della vita (Saggezza, Amore, Natura); gli Amici (Scrittori, Artisti, Alda Merini); le Arti (Poesia, Musica, Arte, Gastronomia, Tipografia, Libri). La mostra è, inoltre, notevolmente arricchita con gli strumenti del lavoro tipografico (caratteri, matrici xilografiche, cliché) e con documenti originali (fotografie, disegni, lettere, manifesti, oggetti e curiosità) provenienti dalla casa-officina di Osnago.
A completamento della mostra una sala è dedicata alla proiezione de “Il fiume ha sempre ragione”, diretto da Silvio Soldini nel 2016. Il film documentario narra le vicende di due uomini, Alberto Casiraghy e il ticinese Josef Weiss, accomunati dalla passione per la tipografia.
La mostra è accompagnata da un catalogo con testi introduttivi del curatore Andrea Tomasetig e di Stefano Salis.

Roberto Casiraghi e Alessandra Finzi, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Milano, 8/02/2018, © Gianni Marussi, Artdirectory Marussi, artdirectory-marussi.it

I Pulcini di Casiraghy, Tipografia e poesia
A cura di:
Andrea Tomasetig con il supporto di Camilla Palma
dal 09/02 al 31/03/2018

Orari: martedì- venerdì 14.00-19.00; sabato 09.00-11.30; ultimo ingresso 11.00; chiuso domenica e lunedì
Ingresso: libero
Informazioni: galleriearte@creval.it - www.creval.it - T. +39 031 303492; +39 347 0420386
Ufficio stampa: Camilla Palma - T.. +39 031 303492 - +39 347 0420386

Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magente 59
Milano

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A Casa Di Alberto (Casiraghy), Leo Galleries, 3 dicembre, Monza

Inaugurazione domenica 3 dicembre alle 17.00


La casa di Alberto Casiraghy si trasferisce per la prima volta alla LeoGalleries di Monza per una mostra che ricrea la magica atmosfera che si respira nella dimora del famoso editore: disegni realizzati in età giovanile, spartiti musicali, cliché in legno di Adriano Porazzi, fotografie che immortalano intellettuali e artisti e gli immancabili Pulcini, i preziosi libri d’artista che hanno reso celebre lo stampatore di Osnago.
Una serata che si trasformerà in una festa aperta allietata dalle musiche del celebre liutaio Michele Sangineto che accompagneranno tutti coloro che vorranno incontrare o conoscere il mondo di Alberto. Uomo mite, poeta che esplora gli abissi, editore che ha dedicato la sua vita alla realizzazione di circa 10mila testi, un universo dentro cui si nasconde la cosa più preziosa per Casiraghy, ossia l’esperienza dell’incontro e la scoperta dell’altro.
Sono convinto, e lo dico sulla base della mia esperienza, che a lasciare i segni più profondi nella vita di una persona siano le diverse case in cui abita, più ancora di matrimonio, morte e separazione” scriveva Leonard Woolf, marito della grande Virginia. E nessuna frase sembra più adatta a raccontare l’esistenza di Alberto Casiraghy, genio del nostro tempo, figura eclettica che il regista Silvio Soldini nel 2016 ha raccontato nel film-documentario “Il fiume ha sempre ragione”.
Poeta, liutaio, editore di numerosi librini noti come “Pulcini” libri stampati esclusivamente a caratteri mobili nel salotto della sua abitazione, piccole opere d’arte che in sole quattro pagine svelano la profondità  di aforismi, poesie, corredate di incisioni o acquerelli,molti dei quali da lui stesso illustrati.
Come scrittore è noto soprattutto come autore di aforismi, pubblicati in gran parte dalla sua stessa casa editrice.
Casiraghy vive a Osnago in una Wunderkammer che Alda Merini, sua intima amica, definì “Il suo manicomio privato”.
Verranno esposti una trentina di nuovi disegni e presentati due nuovi Pulcini inediti.
Coordina la giornalista Giovanna Canzi, che insieme al fotografo Pierantonio Tanzola, ha raccontato la storia e l’abitazione di Casiraghy nel libro “Ritratto di scrittore in un interno”, Papero Editore, disponibile in galleria.
Il bookshop è curato dalla Libreria Virginia & Co di via Bergamo 8, Monza

Opere principali non edite dal Pulcinoelefante:
- Aforismi sulla saggezza della morte, Milano, Shakespeare and Kafka, 1992
- Pericoli indispensabili: sogni e racconti da immaginare, disegni di Max Marra, Salvatore Carbone, Pino Rosa, Milano, La vita felice, 1994
- Distrazioni e giraffe: aforismi e riflessioni sul tempo che corre, disegni di Igor Ravel incisi su legno di pero da Adriano Porazzi, Cernusco Lombardone, Hestia, 1996
- Aforismi per bambine inquiete, disegni di Igor Ravel, Milano, La vita felice, 1997
- Dove e nato il pulcino: aforismi per bambini amanti della libertà, Milano, La vita felice, 1997
- Meditazioni dell'occhio sinistro: tre poesie di Alberto Casiraghi, una incisione di Luciano Ragozzino, Scandicci, F. Mugnaini, 1997
- Novantottesima Avenue, disegni di Alberto Rebori, Milano, La vita felice, 1998
- Storie di piccoli fiumi segreti: aforismi, postfazione prefattiva di Ambrogio Borsani, Milano, La vita felice, 2000
- Disegni per il rosso, disegni e aforismi di Alberto Casiraghy; testi di Alda Merini  e Roberto Borghi, Milano, Galleria l'Affiche, 2001
- Dove volano gli occhi: domande per giovani filosofi, Milano, La vita felice, 2002
- L' anima e la foglia, presentazione di Giuseppe Pontiggia, Milano, Frassinelli, 200
- Quando: novantanove aforismi quieti e inquieti, con tre disegni di Alda Merini, Castelmaggiore, Book, 2006
- Nel silenzio atteso, con collages deJosé Joaquín Beeme, Angera, La Torre degli Arabeschi, 2006
- Dico molte bugie, quando la verità confonde, con disegni di Felix Petruska, Milano, Cabila, 2007
- L' estasi della foresta, Milano, Il ragazzo innocuo, 2008
- Gipi: lo straordinario e il quotidiano di un narratore per immagini, Roma, Coniglio, 2008
- Gli occhi non sanno tacere; aforismi per vivere meglio, con un testo di Sebastiano Vassalli e illustrazioni dell'autore, Novara, Interlinea, 2010

A Casa Di Alberto (Casiraghy)
A cura di
: Giovanna Canzi
Dal
3 dicembre 2017 al 13 gennaio 2018

Orari: mar-sab 10:00/13:00 - 15.00/19.00

LeoGalleries
Via de Gradi, 10
20900 Monza
Tel. 039 5960835 - @LeoGalleriesMonza - info@leogalleries.com


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Real Art Volume #3- 2017 – Arte e Solidarietà, Spazio-Museo Emiio Tadini, Milano, sabato 25-11-2017, ore 17.00

Presentazione sabato 25 novembre 2017, ore 17.00, allo Spazio-Museo Emiio Tadini, con l’occasione si potranno visitare le mostre in corso, tra cui “CENTESIMI, C’ERA UNA VOLTA LA PICCOLA ECONOMIA”.


Torna la pubblicazione-portfolio d’arte a carattere benefico con opere uniche ed autografe di 13 artisti contemporanei. Dopo il successo della delle prime due edizioni, torna REAL ART, progetto artistico, nato con l’idea di realizzare annualmente una pubblicazione-portfolio con opere uniche ed autografe di artisti contemporanei e l’intero incasso devolverlo in beneficienza ad enti del territorio.
L’edizione del volume #3, limitata a 130 copie (100 destinate alla diffusione), presenta lavori unici di: Andrea Bassani, Gianni Cella, Mattia Consonni, Mario De Leo, Marcello Diotallevi, Nataly Maier, Renzo Nucara e Carla Volpati, Claudio Parentela, Peter Hide 311065, Alfredo Rapetti Mogol, Tobia Rava’, Isabella Rigamonti, Tetsuro Shimizu.
Il progetto ha saputo coinvolgere artisti, stampatori, editori, giornalisti uniti nel nome dell’arte e dalla solidarietà. Il ricavato dell’alienazione, infatti, ogni anno andrà a sostenere un’associazione che opera senza fine di lucro sul territorio.
Quest’anno il contributo verrà devoluto alla “MENSA DEI POVERI DI VIA B. LUINI” di Varese, gestita dalle suore della Riparazione - ORFANOTROFIO FEMMINILE ADDOLORATA - che fornisce, tramite donazioni e volontari, più di 300 pasti giornalieri a famiglie in momentaneo stato di bisogno.
Il volume originale e interdisciplinare coinvolge artisti anche molto differenti tra di loro, invitati a confrontarsi, rimanendo aderenti al loro percorso artistico, al concetto di serialità all’interno di un lavoro “unico”.
Ciascun artista è presente nel volume con una doppia pagina: un’opera stampata ed una originale applicata, una sorta di piccolo museo su carta, che invita ad un rapporto anche tattile con il prodotto artistico.
Il progetto ha avuto, già nelle sue fasi embrionali, grande sostegno da parte di sedi museali ed istituzionali, tanto da inserire REAL ART all’interno di un percorso itinerante tra alcune realtà importanti della provincia. Il volume sarà disponibile nelle migliori librerie di Varese e provincia, nei bookshop del Museo MA*GA di Gallarate, Museo Bodini di Gemonio, Museo Parisi Valle di Maccagno con Pino e Veddasca, Spazio Casa Museo E. Tadini di Milano, Galleria Biancoscuro di Pavia, Galleria Cart 70-10 di Monza, Meeting Art di Vercelli, Showcases Gallery di Varese.
Una lunga rassegna tra le istituzioni coinvolte presenterà in fasi alterne il solo volume e/o il volume e le opere degli artisti coinvolti con importanti mostre e rassegne.
REAL ART è un progetto di Franco Crugnola Studio di architettura, via San Martino, 11, Varese

Calendario delle prime presentazioni ed esposizioni di REAL ART #3-2017

SPAZIO-CASA MUSEO EMILIO TADINI, Via Nicolò Jommelli 24 a, 20131 Milano
PRESENTAZIONE - sabato 25 novembre 2017 ore 17.00 con l’occasione si potranno visitare le mostre in corso, tra cui “CENTESIMI, C’ERA UNA VOLTA LA PICCOLA ECONOMIA”.
GALLERIA CART 70-10, via Sirtori, 7 – Monza
PRESENTAZIONE E MOSTRA DEI 13 ARTISTI INVITATI – sabato 02 dicembre 2017 ore 18.00
MUSEO CIVICO PARISI-VALLE Via Gianpaolo 1 – Maccagno con Pino e Veddasca
PRESENTAZIONE – sabato 09 dicembre 2017 ore 17.00 in occasione dell’inaugurazione della mostra invernale “PAINTINGS, DRAWINGS, SCULPTURES AND OTHER… MOORE – Mostra d’arte in ricordo di Sir John Drake-Moore”

Per la fine di novembre il volume REAL ART #3-2017 sarà in visione e prenotazione-vendita presso la CASA D’ASTE MEETING ART di Vercelli al front desk.
Dalla fine di novembre il volume REAL ART #3-2017 sarà in visione e prenotazione presso gli stand della rivista BIANCOSCURO (media partner) IN TUTTE le maggiori fiere d’arte italiane ed estere.
Per la fine di novembre il volume REAL ART #3-2017 sarà in visione e prenotazione presso SHOWCASES GALLERY di Via San Martino della Battaglia, 11 a Varese.


Biografie dei 13 artisti che partecipano e hanno donato le loro opere A REAL ART #3-2017:

Andrea Bassani
nasce nel 1954 a Martinengo (BG) dove attualmente vive e lavora. Artista autodidatta, ha frequentato diversi studi di pittori. Inizia la sua carriera artistica partendo dal figurativo per approdare successivamente a soluzioni astratte, che più si adattano ai suoi intenti comunicativi e al suo sentire artistico. Inizia a esporre nel 1971.
Le creazioni di Andrea Bassani vanno oltre il normale concetto di quadro. Superando il confine della tela, si trasformano in semi-sculture. Le tavole sono tagliate in diverse forme, per poi essere di nuovo cucite e assemblate fra loro, a creare un unico elemento inscindibile. Forma e colore sono la sintesi perfetta del significato intrinseco delle opere. Esse rappresentano, infatti, una continua sperimentazione di forme e di colori. Così da un’opera appena ultimata, nasce il progetto per realizzarne una nuova, alla ricerca continua e instancabile della perfezione finale. “…Una ricerca che si spinge verso nuove spazialità mentali, psicologiche, intellettuali, governate da una fisicità occulta resa ancor più intima e recondita dalla presenza della tela che copre il costrutto interiore, apparentemente “pseudo-artigianale”, la cui metodica realizzativa trasforma l’uomo-artista in “Faber”; artefice del proprio destino, del modo in cui esso viene manifestarsi e ad esplicarsi…”. – (Giosuè Allegrini 2013)
Gianni Cella è nato a Pavia nel 1953, è un visionario della vita, prolifico, polimorfico e caleidoscopico che vive in un perenne isolamento adolescenziale. Nel gennaio 2000 ha abbandonato il collettivo Plumcake per sentirsi responsabile del suo mondo creativo ed iniziare un nuovo percorso individuale tra disegno, pittura e scultura. L’artista punta la sua attenzione, con i suoi rilievi plastici e le sue maschere allestite, sul senso di inadeguatezza sempre più crescente nei confronti di noi stessi e degli altri. I suoi personaggi sono l’allegoria dell’insensatezza, dell’immaginazione fantastica, caratterizzata tuttavia da uno sguardo affettuoso e buffo nei confronti della vita che attenua la malinconia. Spesso le sue opere sono una grottesca e caricaturale visione di volti con un occhio solo, sbuffanti, a forma di stella o asteroide, a raccontare una realtà concreta ma nel contempo “psichica”, che narra di pulsioni nascoste, stati d’animo attraverso un bernoccolo, un occhio solitario, una smorfia. La scelta ci parla del senso destabilizzante della vicinanza con “la gente”, della difficoltosa relazione che viene a crearsi tra noi e gli “altri”, amici o nemici che siano. (Sabina Melesi) I suoi lavori sono collocati nei più importanti musei e gallerie internazionali.
Mattia Consonni, “Musica per gli occhi” è il nome che meglio definisce la prolifica attività artistica di Mattia Consonni, Modellando principalmente vinili come materia pura e duttile, ma anche CD, seppur in minor parte, Mattia forgia nuove forme per i dischi, che integrati con le tele, assumono una nuova identità ispirata dall’ascolto degli amatissimi brani. Nascono, dunque, soggetti astratti e simbolici che svelano ed esprimono attraverso la sinergia del colore e dei materiali, le più svariate emozioni ed i messaggi che l’autore intenzionalmente vuole trasmettere per raccontarsi e raccontare. Eloquente e di grande effetto è osservare come l’artista interpreti e si avvicini al significato del brano musicale che intende rappresentare nella maggior parte delle tele realizzate. “Musica per gli occhi” propone uno stile inedito, un’arte contemporanea ed ecocompatibile, in cui gli oggetti in disuso, riciclati ed elaborati, acquisiscono una sorta di immortalità in una connotazione nuova, emozionante, eclettica che svela anticonformismo ed ironia.
Mario De Leo, pittore, musicista e poeta, nasce a Ruvo di Puglia, in provincia di Bari, nel 1944. Si trasferisce a Milano all’inizio degli anni ’60. Negli anni Settanta alterna l’attività di pittore a quella di musicista collaborando con il maestro Giancarlo Disnann, curatore degli arrangiamenti di tutte le sue composizioni, raccolte nel primo LP dal titolo “Suonata Situazione”. L’eclettismo di De Leo lo porta a esplorare la scrittura, e nei primi anni Ottanta scrive il suo primo breve racconto, “Corpo Circuito”. Alcuni testi poetici del1’artista sono inseriti nel volume “Canti dell’immigrazione”, edito da Garzanti (MI), “Antologia interdisciplinare per la scuola media”, edito Ape – Mursia, e “Canti sociali e politici”, edito da Gamma Libri (MI). Con l’attore Moni Ovadia e il musicista Riccardo Sinigaglia (tra gli altri) fonda la cooperativa di musica popolare “l’Orchestra”. Insieme a Michele Straniero, etnomusicologo, dà vita allo studio nazionale di musica etnica. Riceve numerosi riconoscimenti nella veste sia di pittore che di musicista, e nel 1980 compone la colonna sonora del film “Sole, acqua, terra, vento”, della regista americana Jane R. Speiser, prodotto dal regista torinese Daniele Segre. Con Luigi Bianco, poeta, performer e giornalista, e altri artisti, fonda la rivista culturale “Osaon” e, in seguito, il bimestrale di interscambio culturale “Harta”. In quegli anni di grande fermento artistico, De Leo partecipa a premi, concorsi, rassegne tematiche ed esposizioni collettive in Italia e all’estero. Nel 2011 viene segnalato da Vittorio Sgarbi per il progetto “54ma Biennale Internazionale d’Arte di Venezia – Padiglione Italia”, in occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia.
Marcello Diotallevi è nato il 24 aprile del 1942 a Fano. Ha vissuto a Roma dal 1946 al 1974 dove, per un decennio, ha esercitato l’attività di restauratore presso il Laboratorio di restauro in Vaticano. Ha inizio in quegli anni anche la sua attività artistica all’insegna dell’irrequietezza. Come pittore prima, poi come scultore nei primi anni Settanta -, quindi per un po’ si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Sul finire degli anni Settanta hanno inizio le sue incursioni nell’area della Mail Art e della Poesia Visiva. In oltre quarant’anni di costante attività ha collaborato con suoi interventi a libri e riviste nazionali e internazionali. Ha allestito mostre personali nelle maggiori città italiane e all’estero, partecipando nel contempo a esposizioni collettive in tutto il mondo. Fa parte del gruppo di intervento artistico “I metanetworker in spirit”. Si occupa in prevalenza di Poesia Visiva, Mail Art, installazioni e libri d’artista. E’ l’autore della copertina della Guida al Musée National d’Art Moderne-Centre Georges Pompidou di Parigi (Hazan Editeur, 1983). Nel 2007 è invitato al 52° Biennale di Venezia, Eventi Collaterali, “Camera 312 – promemoria per Pierre”. Figura nella Storia dell’arte italiana del ‘900, Generazione anni Quaranta di Giorgio Di Genova, edizioni Bora, Bologna 2007. Dal 1974 abita a Fano.
Nataly Maier nasce a Monaco di Baviera, nel 1957, vive e lavora a Milano e Starnberg. Dopo gli studi di filosofia al Leibniz-Kolleg di Tübingen, frequenta a Monaco la scuola di fotografia. Dalla fine degli anni ’80 si dedica al superamento bidimensionale della fotografia, applicando alcune immagini su dei supporti tridimensionali, ri-attribuendo loro un valore plastico. Dal 2002 nella sua ricerca artistica emergono sconfinamenti verso la pittura, sempre concentrandosi sul colore stesso. La sua prima mostra personale nel 1992 è alla Galleria L’Attico di Roma, ha esposto inoltre al Goethe Loft di Lione, nel 2001 installa una grande limone per la mostra Hommage an eine Sehnsucht alla Villa Romana di Firenze. Altre personali: presso Galleria Fumagalli, Bergamo, Galleria Il Milione, Milano, MEB arte studio, Borgomanero, Antonella Cattani a Bolzano contemporary, Galleria Artesilva, Seregno e alla Galerie Heufelder, Monaco. La Fondazione Calderara di Vacciago ha ospitato nel 2015 la sua mostra Pregnanza del colore.
Renzo Nucara e Carla Volpati Il progetto ARBRE MAGIQUE che Renzo Nucara e Carla Volpati portano avanti da alcuni anni nasce dall’incontro dei singoli percorsi artistici: gli animali di Renzo Nucara e i personaggi immaginifici, chiamati Puppet di Carla Volpati. Popolato o ricreato con la leggerezza delle sue sagome sospese, l’albero si trasforma in un Arbre Magique, sorprendendo lo spettatore e al tempo stesso trasmettendo a chi lo guarda un messaggio di attenzione nei confronti della natura e salvaguardia della biodiversità. Renzo Nucara è tra i fondatori del gruppo Cracking Art. Alle installazioni con il gruppo ha sempre affiancato la sua ricerca artistica, che negli anni recenti si è focalizzata su opere in plexiglas: Stratofilm (strati di metacrilato che inglobano oggetti ritrovati o del quotidiano) e Shape (forme e animali che contengono altre forme). Carla Volpati ha iniziato il suo percorso artistico alla fine degli anni novanta, con opere composte da “frammenti di natura” (ciottoli, piccoli sassi) dall’impronta quasi zen per arrivare a sequenze più complesse, all’uso deciso del colore e a maggiore varietà di materiali. A partire dal 2010, con la serie “Made in Italy”, realizza cicli di opere: In fila per sette, Puppets e Inabox.
Claudio Parentela, nasce a Catanzaro nel 1962, dove vive e lavora. Claudio Parentela è un illustratore, pittore, fotografo, mail artista, collagista, cartoonist, giornalista free lance…attivo da molti anni nella scena underground internazionale. Ha collaborato e collabora con tantissime zines magazines di arte contemporanea, letterarie e di comics in Italia e nel mondo. Scrive di sé: “Amo disegnare e dipingere i forti contrasti, i contrasti assoluti, i contrasti ingarbugliati e contraddittoriamente annodati in inestricabili fili. Mi piace disegnare emozioni assolute e indescrivibili, cercare di comprendere quello che sento e che non riesco ad afferrare. Il pennello, la penna, l’inchiostro nero sono il mezzo elettivo, il bianco della carta è l’anima e la mente vuote…l’inchiostro le riempie di significato…dà loro forma e le deforma e le trasforma… e le consuma e si consuma in esse. Il bianco e il nero sono l’assoluto contrasto, l’eterna guerra che non ha mai inizio né fine…la guerra tra tutto e tutti, senza sopravvissuti…con tante vittime e con nessuna vittima…nella mia anima ci sono sempre stati così tante contraddizioni, il tempo e col tempo le ho ridotte di volta in volta le ho accorpate in poche contraddizioni in un’unica contraddizione, la contraddizione e opposizione palese, definita e nettissima del bianco contro e del nero. Amo descrivere le mille sfumature dell’animo umano, i mille pensieri che si mescolano con le emozioni, i colori, i rumori, nella mente, negli occhi, nell’inchiostro e d’inchiostro e di carta bianca… nel cuore trafitto e perennemente vincitore e vinto”.
Peter Hide 311065 (Franco Crugnola) nasce a Varese nella notte di Halloween del 1965.
Di sé scrive: “Ho scelto nel 2004 il nome d’arte Peter Hide 311065 (mi chiamo Franco Crugnola) derivandolo dall’ossimoro tra Peter Pan (noto sempiterno bambino buono) e mr. Hyde (la parte brutale e “cattiva” del dottor Jekyll). I due nomi hanno la stessa notorietà e rappresentano il primo il bene, l’innocenza, la purezza e la bellezza, il secondo il male, la cruenta e la forza bruta. Come nel romanzo di R. Stevenson ove la lotta impari che oppone il bene e il male tra Jekyll a Hyde, mette in gioco temi di grande suggestione, la metamorfosi e il doppio, lo specchio e il sosia, fino a toccare le corde più segrete e inconfessate dell’animo umano, cosi nei miei lavori cerco di ricreare il male che può prevaricarci attraverso un’immagine allegra e scanzonata. Cerco di rappresentare attraverso immagini che fanno parte del nostro vivere quotidiano, ed apparentemente concilianti, gli opposti che esse stesse rappresentano e di aprire nella mente dello spettatore, che vorrà approfondirne la lettura, una porta immaginaria verso il pericolo della sopraffazione dell’effimero. In una società contemporanea, dove tutto è misurabile col e dal denaro e dove spesso si ha la sensazione che non solo il materiale ne sia soggiogato, ma anche l’immateriale, la parte più unica che contraddistingue l’individuo, il denaro, ha per me il valore simbolico di rappresentare il pericolo di una vasta decadenza culturale e per opposto il degrado che la sua mancanza ne produce. Non voglio rappresentare graficamente la povertà, la violenza fisica o psicologica, il degrado ambientale, ma neppure la bellezza generata solo ed unicamente dalla manipolazione della ricchezza, la sensazione di potenza quasi divina ed il sogno di felicità, ma voglio far riflettere su che cosa genera ciò per cui tutti noi ci affanniamo, viviamo e a volte moriamo: il denaro.”
Alfredo Rapetti Mogol, nato a Milano nel 1961, la formazione artistica di Alfredo Rapetti Mogol risente del clima famigliare, dove da generazioni si respirano musica, letteratura, poesia. Giovanissimo, Rapetti è introdotto dal nonno materno, Alfredo De Pedrini, Presidente dell’Associazione Arti Grafiche, nell’ambiente artistico milanese, arrivando a maturare la passione per la pittura, alla quale si uniscono la formazione presso la scuola del Fumetto a Milano, le collaborazioni in ambito editoriale, mentre l’esercizio pittorico viene sperimentato in diverse direzioni, destinate a confluire, nel 1996, nello studio degli artisti Alessandro Algardi e Mario Arlati che invitano Rapetti a condividere con loro la ricerca pittorica. Nell’atelier di Via Nota Rapetti lavora quattro intensi anni, arrivando a maturare l’esigenza di coniugare le sue due più grandi passioni: la scrittura e la pittura, intendendole quali visualizzazioni del processo mentale e psicologico. Grazie ad una tecnica particolare, detta impuntura, l’azione del dipingere si fonde così con l’atto dello scrivere, e le parole iniziano ad essere segnate non solamente su fogli ma anche nelle tele. Segni, tracce, graffiti di un’umanità creativa e consapevole, le opere di Rapetti proseguono quell’ideale tragitto di una scrittura pittorica che tanto più è universale, quanto più sa frantumarsi e confrontarsi con i secoli della storia dell’arte, dalle avanguardie storiche al concettuale, passando per le esperienze spazialiste di Lucio Fontana e le grafie astratte degli anni Cinquanta. Trovata la forma espressiva congeniale alla sua poetica, fra la fine degli anni Novanta ed oggi è davvero notevole l’attività espositiva, sia personale che collettiva, conseguita dall’artista, instancabile come la sua opera sempre in viaggio fra l’Italia e il resto del mondo: universale, appunto.
Tobia Ravà (Padova, 1959), lavora a Venezia e a Mirano. Ha frequentato la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia ed Urbino. Si è laureato in Semiologia delle Arti all’Università di Bologna, dove è stato allievo di Umberto Eco, Renato Barilli, Omar Calabrese e Flavio Caroli. Ha iniziato a dipingere nel 1971 ed espone dal 1977 in mostre personali e collettive in Italia, Belgio, Croazia, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Argentina, Cina, Israele, Giappone, Stati Uniti. È presente in collezioni sia private che pubbliche, in Europa, Stati Uniti, America Latina e in Estremo Oriente. Dal 1988 si occupa di iconografia ebraica. Nel 1993 è il promotore del gruppo Triplani, che, partendo dalla semiologia biplanare, prende il nome dall’ipotesi di un terzo livello percettivo derivato dall’aura simbolica, accanto a quelli del significato e del significante. Nel 1998 è tra i soci fondatori di Concerto d’Arte Contemporanea, associazione culturale che si propone di riunire artisti con le stesse affinità per riqualificare l’uomo ponendolo in sintonia con l’ambiente e rendere l’arte contemporanea conscia dei suoi rapporti con la storia e la storia dell’arte, anche interagendo espositivamente con parchi, ville, edifici storici e piazze di città d’arte. Dal 1999 ha avviato un ciclo di conferenze, invitato da università e istituti superiori d’arte, sulla sua attività nel contesto della cultura ebraica, della logica matematica e dell’arte contemporanea. Nel 2004 con Maria Luisa Trevisan ha dato vita a PaRDeS Laboratorio di Ricerca d’Arte Contemporanea a Mirano dove artisti di generazioni e culture diverse si confrontano su temi naturalistici e scientifici.
Isabella Rigamonti nasce nel 1969 e dopo gli studi artistici ed un esordio nel campo pittorico figurativo, inizia un percorso di sperimentazione artistica di natura percettiva informale con tecniche e materiali espressivi inconsueti, che la porta, nel tempo, ad avvicinarsi alla fotografia. L’artista da anni utilizza un linguaggio artistico originale in cui la fotografia è contaminata con il collage e rivolge la sua attenzione ad alcuni temi specifici. I suoi “luoghi non luoghi”, abitati da architetture e personaggi dove gli equilibri fra gli spazi mutevoli diventano, grazie all’intervento artistico, aree di relazione e di immaginazione sorprendenti, ed i “riflessi”, in cui l’artista indaga le infinite possibilità che l’architettura ha di essere specchio storico e sociale e generatrice di contesti urbani sempre nuovi. Negli ultimi anni ha intensificato la sua presenza nel settore artistico partecipando a numerose mostre personali e collettive in gallerie private e spazi museali. Diverse sue opere sono presenti in musei pubblici e collezioni private. Nel 2017 è stata invitata ad esporre in Padiglione Tibet durante la 57° Biennale d’Arte di Venezia.
Tetsuro Shimizu è nato a Tokyo (Giappone) nel 1958. Nel 1987 si trasferisce in Italia, a Milano, dove si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Il lavoro di Tetsuro Shimizu parte da una solida conoscenza del lessico dell’Informale per spingersi quasi verso una negazione dello stesso. L’artista pratica una pittura che conosce bene i suoi confronti e che riesce continuamente a mettersi in rapporto con una prospettiva di ricerca. Se la texture punta a ricavare un effetto di densità e movimento attraverso il colore, l’impianto dei lavori tende a creare una direzione di fuga e di frammentazione dei piani di superficie, che raffredda e nega l’assunto pittorico. Accade che la stessa immediatezza e splendida brutalità dell’Informale, entri in conflitto con una scansione degli spazi visivi che frammentano l’unità originaria. Se la pittura gestuale possiede la caratteristica di dare rappresentazione immediata al pensiero e all’emozione, Shimizu consapevolmente rompe l’unità di luogo e azione. In questo modo crea dei lavori concettualmente elaborati, in cui l’idea compositiva è calcolata e mai affidata alla casualità del momento. Per questi motivi il suo lavoro risulta interessante e nuovo. Lo spazio non è abbandonato al flusso che però mantiene intatta la sua pienezza e forza. Lo spazio viene rilanciato in una forma che è chiusa eppure modulabile. Le opere di Tetsuro vengono fuori dalla parete, non ne sentono più i vincoli, ma vogliono abitare lo spazio. Se i segmenti delle opere lasciano dei vuoti delle fessure, è l’idea di pittura a riempirli. Quindi l’incertezza diventa provvisoria e serve a stabilire un contatto con lo spettatore. L’artista crea uno spazio ibrido, poetico ed indefinito, in cui gli elementi dell’opera accennano ad un linguaggio comune. (Valerio Deh). Dal 1985 espone le sue opere in gallerie private, spazi pubblici in Italia e all’estero.


PRESENTAZIONE - sabato 25 novembre 2017 ore 17.00 con l’occasione si potranno visitare le mostre in corso, tra cui “Centesimi, c'era una volta la piccola economia” e lo Street Photography workshop di Diego Bardone

SPAZIO-CASA MUSEO EMILIO TADINI
Via Nicolò Jommelli 24 a
20131 Milano

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Monica Dengo: Calligrafia? Calligrafia!, FABRIANO Boutique, Milano, dal 27/10/2017

Una mostra di libri d’artista, pezzi unici di Monica Dengo un libro edito da Terre di mezzo Editore una nuova collezione Fabriano Boutique ospita, dedicata alla calligrafia, con una mostra di libri d’artista, pezzi unici di Monica Dengo (fino al 10 novembre), un libro edito da Terre di mezzo Editore, una nuova collezione intitolata Paperlover dedicata ai calligrafi e una serata speciale a Milano insieme all’autrice con il maestro Jean Blanchaert e Massimo Gonzato di SMED (venerdì 27 ottobre).
Sette sculture di carta, sette libri d’artista di Monica Dengo raccontano la cultura della carta e dei segni, esprimendo e raccontando i temi affrontati dalla pubblicazione realizzata da Terre di mezzo Editore.
Varie dimensioni e diverse carte per pezzi unici da sfogliare, esporre, ammirare. Lascia il segno è un manuale alla portata di tutti "dedicato a chi crede di avere una brutta scrittura, a chi non scrive mai o solo ogni tanto, a chi non immagina che possa essere divertente e creativo", corso pratico che esplora spazi, ritmi ed equilibri propri della scrittura a mano, un percorso alla riscoperta del piacere dello scrivere che svela il potenziale espressivo e creativo della scrittura.
Paperlover Calligrafia sei nuovi prodotti tutti realizzati in carta: Cartellina Calligrafia che introduce ai tre stili calligrafici Italico, Brush e Corsivo Inglese; Paperlover Notes, set di tre album per esercizi; Paperlover Materica, cartellina contenente una selezione di pregiata carta colorata Fedrigoni Materica; Paperlover in white, cartellina con un bouquet di carte bianche Fedrigoni e Fabriano; Paperlover handmade paper, cartellina contenente una selezione di carte fatte a mano dal mastro cartaio Sandro Tiberi secondo l’antica tecnica fabrianese e infine un set con due squadre e un righello.
Durante la serata il pubblico è stato invitato ad ascoltare le storie di calligrafia dei relatori e a partecipare, lasciando il proprio segno, grazie alle dimostrazioni di Monica Dengo e alla nuova collezione Paperlover Calligrafia oltre a una serie di cartoline realizzate da Fabriano in edizione limitata.


Il progetto FABRIANO, nato nel 2013 con l'intento di incontrare alcuni artisti, per capire come la carta da più di 750 anni continua a essere supporto, materia, tecnica, complice, essa stessa opera. Ha ospitato, a cura di Adelaide Corbetta, all'interno di FABRIANO Boutique, le vignette di Vincino, gli acquerelli di Bixio Braghieri e Sandro Fabbri, i fogli di ceramica di Adriana Albertini, i disegni di inchiostro di Jean Blanchaert, le sagome di Vanni Cuoghi, i collage di Gio Pastori, il bestiario fluorescente di Fulvia Mendini, oltre alle fotografie di Carlo di Pasquale ed Elisa Ci Penagini e i cuori di Serena Viola. Dal 2016 è realizzato anche negli spazi di Parigi FABRIANObienvenue e di Londra FABRIANOwelcomes grazie alla collaborazione con artisti internazionali.

Monica Dengo artista, designer, calligrafa, dal 1993 al 2003 ha vissuto, studiato e insegnato a San Francisco. Oggi si divide tra la Toscana e il Veneto dove collabora con MUVE - Fondazione Musei Civici Venezia.
Terre di mezzo Editore, casa editrice indipendente che pubblica oltre 40 novità l'anno tra guide, libri illustrati e narrativa. In particolare, le guide della collana “Percorsi” apprezzate nella comunità dei camminatori, e la collana “Acchiappastorie” punto di riferimento nella letteratura per l'infanzia. Organizza Fa' la cosa giusta!, fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.
Massimo Gonzato, presidente e co-fondatore di SMED, associazione dedicata alla scrittura a mano. Giornalista ed editor, collabora fra gli altri con Pulp, journal of paper and people, diretto da John Walters e pubblicato da Fedrigoni; il periodico di storia della stampa e della tipografia TipoItalia; le case editrici Lazy Dog Press e Terre di mezzo Editore.
Jean Blanchaert, disegnatore, illustratore, maestro calligrafo, gallerista e curatore d’arte. Attraverso linee eleganti tracciate con la china e brevi testi in bella grafia racconta storie fino a creare dei piccoli mondi su carta, fatti di disegni, parole e simboli.
Fabriano si produce carta dal 1264 e nei secoli è diventata sinonimo di carta di alta qualità tra artisti, editori e scrittori di tutto il mondo. Nata in Cina e migrata nel 1264 a Fabriano e lì cresciuta, dotandosi di quelle caratteristiche che ancora oggi la rendono uno strumento insostituibile di cultura e comunicazione. Pochissime industrie al mondo possono vantare una tradizione così antica: la carta di Fabriano è un importante patrimonio culturale italiano. Dal 2002 Fabriano è parte del Gruppo Fedrigoni, ha una produzione ampia per belle arti ed editoria, ma anche usi più quotidiani: non solo carta per artisti, per incisioni d’arte, per fumetti, ma anche carta per il disegno professionale, figurativo o tecnico, fino alla carta per stampanti, fotocopie oltre alla carta moneta. www.fabriano.com Nato nel 2000 come laboratorio di ricerca e sviluppo di prodotti di cartoleria, Fabriano Boutique fa parte del gruppo Fedrigoni ed è una realtà imprenditoriale che realizza interamente in Italia ed esporta in tutto il mondo oggetti che uniscono tradizione artigianale e creatività di grandi designer. Dalla carta al tessuto alla pelle per quaderni, astucci, borse, agende, taccuini, oggetti di design piccoli e grandi da portare con sé tutti i giorni. In Italia i prodotti FB si trovano nelle boutique di Firenze, Milano, Roma, Taormina, Venezia e Verona, all’estero a Parigi, Berlino, Ginevra, Londra, Monaco di Baviera e ovunque nei bookshop e negli store più belli del mondo. www.fabrianoboutique.com


FABRIANOospita Milano [special edition]

Monica Dengo Lascia il segno
Dal
27 ottobre al 10 novembre 2017
Inaugurazione e presentazione
:  27 ottobre 2017 
Orari: Lunedì - Sabato 10.00-19.30 Domenica 11.00-13.00 / 14.00-19.00
Informazioni
: ruski duski . adicorbetta - press@ruskiduski.org  - Tel. +39 02 89053149 ruski duski - facebook.twitter:instagram:pinterest: ruski duski  - www.adicorbetta.org/ruskidusk

FABRIANO Boutique
via Ponte Vetero 17 A
Milano
Tel. +39 02 76318754 - www.fabrianoboutique.comfaboutique01@fabriano.com

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