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Archivi categoria : Manifesti

Arte ribelle, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Milano, fino al 9 dicembre

A quasi cinquant’anni dalla data-simbolo del “Sessantotto” appare giusto e storicamente importante rivisitare – e rivalutare – tutte quelle espressioni artistiche che in Italia si sono chiaramente ispirate alla protesta politica, alla speranza rivoluzionaria, alle spinte libertarie, e che si sono sviluppate a partire dal 1965, con le prime proteste per la guerra del Vietnam,…
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Toulouse-Lautrec. Il mondo fuggevole, Palazzo Reale, Milano, fino al 18/02/2018








"Toulouse-Lautrec rappresentava schiettamente la vita com’era e non come dovrebbe essere, in quella giusta ed unica dimensione naturale che, alla maggior parte dei naturalisti, sfuggì proprio per il loro impegno sociale e morale: proprio per la loro volontà di giudicarla, di cambiarla. Lautrec non ci pensava nemmeno a voler cambiare il mondo, e per questo forse ha così sensibilmente contribuito a modificarlo. Bello o brutto che fosse, buono o cattivo, reo o innocente, a lui interessava una cosa sola: non perdere la bella occasione offertagli con la nascita, e guardarlo, vederlo, scoprire il segreto ...”.

Giorgio Caproni


La mostra Toulouse-Lautrec. ll mondo fuggevole, a Palazzo Reale, a cura di: Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Claudia Beltramo Ceppi Zevi, espone una straordinaria collezione di capolavori dell'artista francese che ha saputo raccontare con tanta fedeltà e vividezza il mondo vivace e frenetico della Parigi fin de siècle, mettendone anche in luce gli aspetti meno noti e più torbidi. Eccentrico, tormentato, dissoluto e al contempo ottimista e amante della vita, con la sua produzione che spaziò dai dipinti alle incisioni, dai manifesti pubblicitari alle illustrazioni, Toulouse-Lautrec rappresenta uno specchio della Parigi vitale e contraddittoria di fine secolo.
Una grande mostra monografica che ne evidenzierà l’intero percorso artistico e i tratti di straordinaria modernità.

 

Promossa e prodotta da Comune Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut national d'histoire de l'art (INHA) di Parigi.
Il progetto espositivo, articolato in sezioni tematiche, condurrà il visitatore a comprendere il fascino e l’importanza artistica del pittore bohémien che, senza aderire mai a una scuola,  seppe costruire un nuovo e provocatorio realismo, sintesi estrema di forma, colore e movimento.
L’evoluzione stilistica dell’autore, di origine aristocratica ma testimone della Parigi dei bassifondi e delle case chiuse, verrà delineata in tutte le sue fasi di maturazione, dalla pittura alla grafica, con particolare riguardo per la sua profonda conoscenza delle stampe giapponesi e per la passione verso la fotografia.
In mostra saranno esposte oltre 250 opere di Toulouse-Lautrec, con ben 35 dipinti, oltre a litografie, acqueforti e la serie completa di tutti i 22 manifesti realizzati dall’artista ‘maledetto’, provenienti dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi e da importanti musei e collezioni internazionali come la Tate Modern di Londra, la National Gallery of Art di Washington, il Museo Puškin di Mosca, il Museum of Fine Arts di Houston, il MASP (Museu de Arte di San Paolo) e la Bibliotheque Nationale de France di Parigi, per non citare che i principali prestatori, e da diverse storiche collezioni private.

Henri de Toulouse-Lautrec, (1864-1901) nato da una famiglia aristocratica del sud della Francia, a causa di una malattia genetica alle ossa che gli impedì di guarire da due fratture e che determinò la sua bassa statura e la conseguente impossibilità a partecipare alle attività sportive e sociali proprie del suo rango, Toulouse-Lautrec decise di intraprendere la carriera artistica.
Ribellandosi allo status sociale da cui proveniva, Toulouse-Lautrec scelse di condurre una vita dissoluta, tra alcool, caffè e case di piacere, che diventeranno i temi ispiratori della sua pittura e a cui Henri si avvicinò con uno stile elegante e rispettoso, quasi scientifico, in cui la volontà artistica è quella di rappresentare la vita di Montmartre nel suo aspetto più vero, autentico e umano.
Il genio artistico di Toulouse-Laurtrec seppe spaziare tra le suggestioni dell'arte impressionista e le modernità introdotte in Occidente dall'arte giapponese, dal linearismo di Gauguin  fino alle cromie dei Nabis e di Van Gogh, suo grande amico, tutte rielaborate in uno stile personale e innovativo che lo porterà rapidamente al successo.
Sono i caffè-concerto e i cabaret, i ristoranti danzanti come il celebre Moulin Rouge, dove si svolge la vita notturna del mondo bohémien parigino, i soggetti delle prime opere dell'artista e dei suoi celeberrimi manifesti pubblicitari, che se da una parte vedono protagonisti famosi personaggi dello spettacolo dell'epoca, dall'altra si riveleranno vere e proprie anticipazioni della nascente industria della pubblicità.
La mostra di Toulouse-Lautrec a Palazzo Reale di Milano, organizzata in collaborazione con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi, istituzione che conserva la più importante collezione al mondo dell'artista, rappresenta un'occasione unica per tuffarsi nel mondo della Belle Époque e nelle notti di Montmartre, accompagnati dai capolavori di uno dei più geniali rappresentanti.

Danièle Devynck, curatrice e direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi: Questa è una mostra cui lavoriamo da 4 anni ed è molto importante averla potuta realizzare in un posto come Palazzo Reale. Toulose-Latrec è ora riconosciuto come grande artista ma non fu così quando morì: a dare importanza al suo lavoro erano solo le avanguardie”.
Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale: “Toulouse-Latrec era più interessato al bello che al vero e dotato di un talento nel vedere quello che altri non sapevano vedere. Senza di lui un periodo come la Belle Époque non avrebbe avuto il massimo cantore. Obiettivo di questa mostra è penetrare con rigore nella sua produzione per farne emergere la reale complessità e di risollevare questo artista da una critica che per molto tempo lo ha erroneamente definito 'macchiettistico e decorativo', sostenendo che non abbia aggiunto nulla alla storia della pittura".
Claudia Beltramo Ceppi Zevi: "Il risultato di questa mostra è come questo susseguirsi di ritratti molto spesso femminili , molto spesso di ragazze delle case chiuse che però vengono viste totalmente nella loro umanità, mentre si lavano, mentre si vestono, non mentre fanno il loro mestiere, il risultato di tutto questo è dare un'immagine della donna straordinariamente moderna".

Toulouse-Lautrec
1864 Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Monfa nasce ad Albi dal conte Alphonse-Charles-Marie e da Adèle-Marquette Tapié de Céleyran, moglie e cugina di lui, appartenenti a due delle più antiche e nobili famiglie francesi.
1868 I genitori si separano poco dopo la nascita di Henri, che vivrà prevalentemente con la madre, passando la sua prima giovinezza tra il castello del Bosc, ad Albi, e quello di Céleyran, presso Narbonne. Il padre, legato alle tradizioni medievali e grande cacciatore, vive tra un casino di caccia e l’altro ospitando il re e i suoi amici dell’alta aristocrazia.
1872 Si stabilisce con la madre a Parigi, dove si iscrive al Lycée Fontanes (poi Condorcet). Tramite suo padre, anche lui a Parigi, conosce il pittore René Princeteau, che gli impartisce i primi rudimenti del disegno.
1875 Per la sua gracilità, la madre lo riporta ad Albi dove prosegue gli studi privatamente. Va ad Amélie-les- Bains per la prima di una lunga serie di cure termali cui la madre vorrà sottoporlo sperando in una sua guarigione.
1878 Prima frattura, alla gamba sinistra, scivolando sul pavimento di casa ad Albi. Convalescenza a Barèges, nei pressi di Amélie-les-Bains. Frequenta i suoi cugini Tapié de Céleyran la cui famiglia è segnata da tare genetiche, tra cui una cugina ventitreenne nana in carrozzina.
1879 Seconda frattura, alla gamba destra, per la caduta in un fosso mentre è ancora convalescente a Barèges: lo sviluppo degli arti inferiori è definitivamente compromesso.
1881 A Parigi è respinto agli esami di maturità. Passa l’intera estate a Nizza per beneficiare del clima marino e in novembre, a Tolosa, consegue finalmente il diploma, vuole però dedicarsi alla pittura. Si reca per breve tempo nella capitale francese dove frequenta il pittore René Princeteau e diventa un habitué del mondo elegante del Bois de Boulogne, delle corse, del teatro e del circo Fernando.
1882 Lavora nello studio di Princeteau. Su suo consiglio e per interessamento dell’amico Henri Rachou, entra in aprile nello studio del pittore accademico Léon Bonnat, che però chiude l’atelier prima della fine dell’anno.
1883 Studia con Fernand Cormon, altro pittore accademico, nel cui atelier conosce, tra gli altri, Émile Bernard e, nel 1886, Van Gogh.
1884 Si stabilisce a Montmartre, in rue Fontaine, dall’amico Albert Grenier, nello stesso stabile in cui lavora Degas che ha così modo di frequentare. In ottobre conosce François Gauzi da cui presto si trasferisce, in rue Tourlaque, sempre a Montmartre. Partecipa a una collettiva di giovani pittori.
1885 L’amico “chansonnier” Aristide Bruant inaugura a Montmartre il cabaret Le Mirliton, nel quale Henri presenterà più volte le sue opere. Espone, sotto lo pseudonimo di Tolau-Segroeg, al Salon des Arts Incohérents.
1886 Collabora a varie riviste tra cui “Le Mirliton”, che affianca l’omonimo cabaret di Aristide Bruant, “Le Paris illustré”, “La Chronique médicale”, realizzando disegni umoristici e d’ambiente. Lascia definitivamente l’atelier di Cormon aprendone uno proprio a Montmartre, in rue Tourlaque 7 angolo rue Caulaincourt. Si lega a Suzanne Valadon, madre di Utrillo, che lascerà, almeno ufficialmente, nel 1888.
1889 Espone a Parigi al Salon des Indépendants, al quale partecipa regolarmente fino al 1894, e al Salon des Arts Incohérents. Theo Van Gogh acquista alcune sue opere per la galleria Boussod &Valadon (ex Goupil), di cui è direttore. Il 5 ottobre viene inaugurato il Moulin Rouge, il celebre locale per il quale e sul tema del quale realizzerà numerose opere.
1890 A Bruxelles partecipa all’Exposition des Vingt. Sfida a duello de Groux (ma il combattimento non avrà luogo) per difendere l’opera di Van Gogh, che ospita nella sua casa di Parigi il 6 luglio, poco prima del suicidio del pittore olandese. Termina La Danse au Moulin Rouge. Si innamora della cantante Jane Avril, ritratta in diverse opere.
1891 Prende un appartamento con l’amico Bourges in rue Fontaine 21. Arriva a Parigi Gabriel Tapié de Céleyran, suo cugino e suo grande amico, che si è iscritto alla Facoltà di medicina. In ottobre, esegue, su richiesta del proprietario del famoso ritrovo Charles Zidler, il primo manifesto per il Moulin Rouge che lo rende di colpo famoso.
1892 È nuovamente invitato alla Exposition des Vingt a Bruxelles. Il manifesto da lui ideato per la cantante Yvette Guilbert è rifiutato dall’interessata. Realizza varie affiche tra cui Reine de joie per il romanzo-scandalo dallo stesso titolo di Victor Joze.
1893 Realizza i celebri manifesti Divan Japonais e Jane Avril au Jardin de Paris. È invitato a esporre a Bruxelles e ad Anversa. Trascorre qualche tempo nella casa di tolleranza di rue d’Amboise, eseguendo le prime opere ambientate nelle case chiuse.
1894 Partecipa al Salon de la Libre Esthétique a Bruxelles, dove conosce Maus, Horta e van de Velde. Si reca a Bordeaux e a Londra, dove conosce Oscar Wilde. Fa amicizia con i Natanson, proprietari della “Revue Blanche”, e incontra Bonnard e altri artisti Nabis e gli scrittori Bernard e Fénéon. Esegue un album di litografie per Yvette Guilbert. Inizia a collaborare con il periodico “Le Rire”.
1895 Decora il baraccone della Goulue alla Foire du Trône. Nuovo viaggio a Londra. In giugno va ad abitare in rue Fontaine 30, dove rimane fino al 1898. In agosto, imbarcatosi per Bordeaux con l’amico Maurice Guibert, si invaghisce di una passeggera costringendo l’amico a continuare il viaggio fino a Lisbona. Breve relazione con la cantante May Belfort per la quale realizza un manifesto simile a quello eseguito per May Milton.
1896 Importante mostra delle sue opere alla galleria parigina di Joyant e Manzi. Elles, l’album di litografie sulla vita quotidiana delle prostitute pubblicato da Gustave Pellet, è un autentico fiasco. L’amico Tristan Bernard, direttore del velodromo Buffalo a Neuilly, lo introduce nell’ambiente del ciclismo.
1897 Trasloca in un nuovo atelier in avenue Frochot 15, ai limiti di Montmartre, e abbandona nel locale precedente ottantasette dipinti, quasi tutti dispersi. Prima crisi di delirium tremens, durante la quale spara su ragni immaginari.
1898 Per l’editore inglese Sands realizza un nuovo album di litografie su Yvette Guilbert. Ad aprile si reca in Inghilterra per seguire l’allestimento di una sua personale alla galleria londinese di Goupil, che però avrà uno scarso successo. È ospite dai Natanson a Villeneuve-sur-Yonne. Seconda crisi di delirium tremens durante la quale, credendosi perseguitato dalla polizia, si nasconde da un amico.
1899 A causa di una nuova crisi viene ricoverato in una clinica a Neuilly. La stampa si getta sulla sua disgrazia per attaccarlo e denigrarlo. A maggio, tuttavia, migliora e viene dimesso. La madre lo affida alle cure di un amico di famiglia, l’ex ammiraglio Viaud. Escono, con sue illustrazioni, le Storie naturali di Jules Renard. Au Rat Mort è tra gli ultimi capolavori. Dopo il ricovero le sue quotazioni salgono.
1900 Affitta a Bordeaux un appartamento con Viaud e uno studio. In dicembre è colpito da paralisi alle gambe, migliora dopo un trattamento elettrico.
1901 Rientra brevemente a Parigi dove fa testamento. Alcune sue opere, vendute all’asta, toccano cifre record. Il 15 agosto, in vacanza con Viaud a Taussat, ha un colpo apoplettico che lo lascia emiplegico. Pochi giorni dopo la madre lo porta a Malromé. Muore il 9 settembre: non ha ancora compiuto trentasette anni. Sepolta a Saint-André du-Bois, la salma è poi trasferita a Verdelais. Esame alla Facoltà di medicina è la sua ultima tela.

From 17 October 2017 to 18 February 2018, Palazzo Reale in Milan celebrates Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) in a major exhibition detailing the whole of his artistic career and his extraordinary modernity.
The exhibition, curated by Danièle Devynck (director of the Toulouse-Lautrec Museum in Albi) and Claudia Zevi, is promoted and presented by the Cultural Department of the Milan Municipal Council, Palazzo Reale, Giunti Arte Mostre Musei and Electa, together with the Musée Toulouse-Lautrec in Albi and the Institut National d’Histoire de l’Art (INHA) in Paris.
Organised in themed sections, the exhibition helps visitors grasp the full extent of Lautrec’s vision and his role in the history of art as, despite never belonging to any school, he constructed a new, and extremely provocative, realism, a superlative synthesis of colour, shape and movement.
Despite his aristocratic background, Lautrec chronicled the slums and brothels of Paris and here the evolution of his style is traced in each and every phase of his development, in his paintings and his sketches, with a particular emphasis on his profound knowledge of Japanese prints and his passion for photography.
The exhibition comprises over 250 works by Toulouse-Lautrec, with 35 paintings on display, in addition to lithographs, etchings and his complete series of 22 posters, from the Musée Toulouse-Lautrec in Albi, other major museums and international collections and a number of private collections.
Curated by Danièle Devynck and Claudia Zevi
Promoted by Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, Giunti Arte Mostre Musei and Electa, with the Musée Toulouse-Lautrec di Albi and the Institut national d'histoire de l'art (INHA) in Paris

IL MONDO FUGGEVOLE DI TOULOUSE-LAUTREC
Dal 17 ottobre 2017 al 18 febbraio 2018

Una mostra: Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale, GAmm Giunti, Electa
Con il patrocinio: dell’Ambasciata di Francia in Italia
A cura di: Danièle Devynck e Claudia Beltramo Ceppi Zevi
Orari: lunedì 14.30 - 19.30; martedì - mercoledì - venerdì - domenica 9.30 - 19.30; giovedì - sabato 9.30 - 22.30 ; la biglietteria chiude 1 ora prima
Aperture straordinarie: Lunedì 30 ottobre, 9.30 - 19.30 ; Mercoledì 1 novembre (Ognissanti), 9.30 - 19.30; Giovedì 7 dicembre (Sant’Ambrogio), 9.30 - 22.30; Venerdì 8 dicembre (Immacolata), 9.30 - 19.30; Domenica 24 dicembre (Vigilia di Natale), 9.30 - 14.00 ; Lunedì 25 dicembre (Natale), 14.30 - 19.30; Martedì 26 dicembre (Santo Stefano), 9.30 - 19.30; Domenica 31 dicembre (San Silvestro), 9.30 - 14.00; Lunedì 1 gennaio (Capodanno), 14.30 - 19.30; Sabato 6 gennaio (Epifania), 9.30 - 22.30
Biglietti: intero € 12 / Ridotto € 10 studenti, gruppi, over 65, disabili, Card Musei Lombardia Milano e convenzioni / Ridotto scuole € 6 (valido anche per gruppi organizzati da Touring e FAI) / Famiglie adulto € 10, ragazzi € 6 (per 1 o 2 adulti + ragazzi da 6 a 14 anni) (*audioguida inclusa)
Info ridotto: Hanno diritto al ridotto rispetto al prezzo intero del biglietto:
Visitatori dai 14 ai 26 anni, over 65, persone con disabilità (Legge 104), insegnanti, militari, forze dell’ordine non in servizio
Info bambini: Ingresso valido per bambini dai 6 ai 14 anni
Call Center TicketOne: 892.101
CatalogoGiunti Editore; Traduttore: Lidia Filippone e Caterina Grimaldi; Curatore: Claudia Beltramo Ceppi Zevi; Copertina: Brossura con bandelle; 344 pagine; Dimensione: 26x28.5cm ; ISBN - EAN: 9788809860131; € 42.00 
Uffici Stampa: GAM Giunti: ufficiostampa@giunti.it -  CLP Relazioni Pubbliche: Anna Defrancesco - anna.defrancesco@clponline.it; Electa: Ilaria Maggi - imaggi@mondadori.it - Tel. 02.71046250 - responsabile comunicazione: Monica Brognoli - brognoli@mondadori.it - Tel. 02.71046456; Comune di Milano: Elena Conenna - elenamaria.conenna@comune.milano.it - Tel.  0288453314
Atout France: barbara.lovato@atout-france.fr - www.france.fr

Palazzo Reale
Piazza Duomo 12
20122 Milano
Tel. 02 54915 - www.palazzorealemilano.it

 
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