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I premi del laboratorio Internazionale di Mittelmoda – Fashion Award 2017,

Si sono appena abbassate le luci sulla passerella del Laboratorio Internazionale di Mittelmoda – Fashion Award 2017, il rinomato concorso internazionale di moda per stilisti in erba, che ha presentato nella prestigiosa cornice di Milano Moda Uomo alla Fabbrica del Vapore, 23 collezioni sia il menswear e womenswear completo di accessori provenienti da tutto il mondo. I premi in palio della 24 ° edizione del Laboratorio Internazionale di Mittelmoda sono stati assegnati come segue:

Premio per la miglior collezione creativa
Katie Ann McGuigan
Regno Unito
Marketa Martiskova
Premio  per la miglior collezione più sperimentale
Cecoslovacchia
Merve Ucar
“FIL ROUGE” LECTRA PREMIO SPECIALE
Turchia
Athena Greta Barbieri
“FIL ROUGE” LECTRA PREMIO SPECIALE
Italia
Eleana Burrows
“LANA” PREMIO SPECIALE dalla Woolmark Company
Regno Unito
Mirjana Klepic
“PELLE” PREMIO SPECIALE per origine PASSION & CREDENZE
Croazia
Nour Daher
“Stone” PREMIO SPECIALE per origine PASSION & CREDENZE
Libano
Vita Ivicic
“Tessile” PREMIO SPECIALE per origine PASSION & CREDENZE
Slovenia
Birgit Saviauk
“Tecnologia” PREMIO SPECIALE per origine PASSION & CREDENZE
Estonia

Katie Ann McGuigan

Il concorso ha raggiunto un numero record di proposte: più di 4000 disegni, foto , concetti, idee, tessuti, prototipi provenienti da tutto il mondo.

Questi i finalisti del Premio della Moda – 24° edizione

Amy Hsu Chen Tzu & Xiaowen ZhangAcademy of Art University
Stati Uniti d’America
Athena Greta BarbieriIED
Italia
Avishay BergerShenkar Engineering Design Art College
Israele
Aylin ElmazNuova Università Bulgara
Bulgaria
Binghua MaoIED
Italia
Birgit SaviaukEstonian Academy of Arts
Estonia
Claudio Maria PotentiIstituto Marangoni
Italia
Eleana BurrowsUniversity of West England
Regno Unito
Fernanda Bueno
Fundação Mineira de Educação e Cultura
Brasile
Jeakyong SimEsmod Berlin
Corea del Sud
Katie Ann McGuiganUniversità di Westminster
Regno Unito
Louise KavanaghNCAD
Irlanda
Lucas Van der VeldeArtEZ University of the Arts
Olanda
Ludovica SerraAccademia di Costume e di Moda
Italia
Marketa MartiskovaReale Accademia di Belle Arti di Anversa
Cecoslovacchia
Merve UcarIstituto Marangoni
Turchia
Mirjana KlepicTTF Facoltà di Tecnologia Tessile
Croazia
Monika LobosIstituto Carlo Secoli
Polonia
Nour DaherUniversità Libanese Americana
Libano
Ragna Sigridur BjarnadottirRoyal Danish Academy
Islanda
Raisa Klasina Melissa KokArtEZ University of the Arts
Olanda
Roberta MeolaNABA
Italia
Vita IvicicChelsea College of Art & Design London
Slovenia

“Mittelmoda International Lab” fondata da Camera Nazionale della Moda Italiana , Sistema Moda Italia , Fondazione Industrie Cotone e Lino e Camera di Commercio di Gorizia , sono stati i promotori dell’evento finale della 24 ° edizione del Laboratorio Internazionale di Mittelmoda .


Informazioni: Mittelmoda International Lab 
c / o Camera Commercio
via Gramsci, 2/4
34071 Cormons (GO) 

Tel.+39 331 3939109 – info@mittelmoda.com – 

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Si è spenta Carla Fendi, un’istituzione italiana

Questa la mia ultima intervista a Carla Fendi al 54° Festival dei 2 Mondi di Spoleto il 30-06-2011. Amante dell’arte e dei giovani credeva nella cultura come pilastro del paese.
Credo molto all’importanza e al valore della bellezza come cultura e formazione nella mia esperienza di vita e di lavoro mi sono nutrita di bellezze estetiche, come costume ed evoluzione del sociale. Poi, questo rispetto per il bello l’ho dedicato alle bellezze artistiche che ci circondano: il bello come cultura e la cultura come linfa vitale e come felicità, perché solleva lo spirito, è ossigeno in un mondo che ci travolge quotidianamente. Questo è il mio credo e in questo metto tutte le mie energie.


Carla Fendi, quarta delle sorelle Fendi dopo gli studi classici entra alla fine degli anni ’50 ancor giovane nell’azienda di famiglia  a fianco delle sorelle Paola, Anna, Franca e poi Alda. “Siamo come le cinque dita di una mano, diceva sempre nostra madre, ognuna ha la sua funzione.
La casa di moda italiana di pelletteria e pellicceria, fondata nel 1925 da Edoardo Fendi e Adele Casagrande, artigiani pellicciai di Roma. Il laboratorio di pellicceria nasceva invece nel 1918 fondato da Adele Casagrande.
La sua formazione si completa  in settori diversi  facendo esperienze nell’amministrazione, nella produzione, nella vendite, nella progettazione dove lavora, insieme alle sorelle, a fianco di  Karl Lagerfeld, nel 1965, nacque la griffe con la doppia EFFE.
Parallelamente già dagli anni sessanta  si dedica al settore delle relazioni pubbliche puntando innanzitutto e strategicamente sul mercato più difficile, quello americano, i cui successi ottenuti hanno definitivamente sancito la fama di Fendi  in tutto il mondo. Le sorelle Fendi hanno infranto le regole tradizionali della pellicceria, rinnovandone tecniche, processi di lavorazione, linee e colori. Risale agli anni Ottanta la nascita della linea giovane, dei profumi e della linea uomo oltre alla produzione di maglieria, jeans, arredamento, ecc.
Con la crescita e lo sviluppo dell’azienda Carla Fendi, pur continuando a collaborare alla creazione si occupa in modo specifico della Comunicazione, dall’Ufficio Stampa, alla Pubblicità, all’Immagine, alle Manifestazioni. 
E proprio nell’ambito delle Manifestazioni che nasce negli anni ’80 il suo grande interesse per Spoleto e per il suo Festival. Erano gli anni del Maestro Giancarlo Menotti e mentre il Festival dei due Mondi diventava uno degli eventi più importanti della cultura italiana Carla Fendi, nel suo ruolo di responsabile della Comunicazione, sceglie di legare il marchio Fendi alla manifestazione. Un coinvolgimento che matura di anno in anno e che si consolida attraverso una bella e preziosa amicizia con il Maestro Giancarlo Menotti.
Dal 1994, sovraintendendo sempre a questi settori, Carla Fendi assume la Presidenza del Gruppo Fendi che mantiene anche con l’ingresso, alla fine degli anni novanta, del nuovo partner il Gruppo Louis Vuitton Moët Hennessy (LVMH), guidato da B. Arnault, che tra il 1999 e il 2004 assume la quota maggioritaria. Dal 2004 al 2008 si occupa anche del settore specifico della Direzione Immagine Istituzionale. E dal 2008 è Presidente Onorario di Fendi ad Vitam.
Nel 2007 Carla Fendi istituisce la FONDAZIONE CARLA FENDI, con lo scopo di dare un contributo personale di puro mecenatismo per preservare beni e valori culturali del passato  e per garantirne la continuità e la crescita nel futuro muovendosi nel campo dell’arte, della letteratura, del cinema, della moda, dell’ambiente e del sociale.
Nell’ambito di questa Fondazione, oltre a diversi impegni che la legano al FAI, al Teatro dell’Opera di Roma, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e ad altre fondazioni culturali, Carla Fendi nel 2007 dà avvio ad una collaborazione con il rinato Festival di Spoleto che, con la nuova direzione artistica di Giorgio Ferrara, inizia un interessante percorso culturale. “Operazioni di puro mecenatismo non sponsorizzazioni. Mio marito – Candido Speroni, morto nel 2013 a 83 anni– mi ha spinto a diventare una mecenate.
Partecipando sempre più ai nuovi successi del Festival, cresce il coinvolgimento della FONDAZIONE  che nel 2012  diventa main partner di Spoleto Festival dei 2Mondi.
Mentre si afferma così il legame con il Festival, l’amore che nutre Carla Fendi per la città di Spoleto la spinge nel 2010 ad intraprendere con il Comune un’importante collaborazione finalizzata al recupero storico artistico di uno dei più importanti monumenti della città: il Teatro Caio Melisso. In quest’ottica, mentre il Teatro assume il logo TEATRO CAIO MELISSO SPAZIO CARLA FENDI, il Comune di Spoleto e la Fondazione Carla Fendi mettono a punto un progetto di ristrutturazione i cui lavori prendono nel 2012 l’avvio definitivo per concludersi nel 2015.
Carla Fendi, Presidente Onorario di Fendi e Presidente Fondazione Carla Fendi, aveva 80 anni ed era malata da tempo, si è spenta lunedì sera alle nove.
Stava preparando uno spettacolo sulla Genesi e Apocalisse, un’installazione di Peter Greenaway e Sandro Chia con la regia di Quirino Conti che debutterà il 2 luglio al Festival di Spoleto.

Philippe Daverio, Carla Fendi e Gianni Marussi, Spoleto, 29/06/2012, foto di Alessandra Finzi

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Vivienne Westwood collabora con Google Arts & Culture

Google Arts & Culture è un progetto che permette a milioni di persone di esplorare migliaia di musei e meraviglie del mondo attraverso l’uso di tecnologie avanzate.
Il progetto “We wear culture” di Google Arts & Culture è una mostra alla quale hanno collaborato oltre 180 istituzioni culturali provenienti da tutto il mondo. Attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, il progetto permette di esplorare un percorso nella moda che parte dall’antica via della seta, attraversa la corte di Versailles, visita il punk britannico e arriva ai giorni nostri.
Esperti di moda, curatori e designer hanno collaborato con università, musei e ONG di tutto il mondo per la realizzazione della mostra che documenta l’importanza della moda nella nostra cultura.
Video a 360°, Street View e immagini ad ultra alta definizione, dove non si parla più di megapixel ma di gigapixel, sono state utilizzati per fotografare e preservare importanti pezzi d’archivio delle collezioni.
Vivienne Westwood e Google Arts & Culture hanno collaborato insieme ad una mostra “Vivienne Westwood: Fashion and Activism”.
Capi dell’archivio Vivienne Westwood sono stati fotografati da Google Arts & Culture utilizzando Art Camera. Questa patnership ha dato l’opportunità di osservare i dettagli artigianali di iconici pezzi dell’archivio Vivienne Westwood.

Informazionipressofficemilan@viviennewestwood.com – tel: +39 02 76080221

 

 

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Antonio Marras: Nulla dies sine linea, Triennale di Milano

Dal 22 ottobre 2016 al 21 gennaio 2017 La vita vera non si può ridurre a parole dette o scritte, nessuno può farlo, mai. La vita vera si svolge quando siamo soli, quando pensiamo, percepiamo, persi nei ricordi, trasognati eppure presenti a noi stessi, gli istanti submicroscopici… Diventiamo quello che siamo sotto i pensieri che scorrono…
Per saperne di più

Giovanni Gastel, Palazzo della Ragione, Milano

Considero l’eleganza un valore di tipo morale…
è un fatto interioreche si riflette anche all’esterno, è un’equilibrioche impone delle regole dure, non c’entra niente con l’educazione.


Giovanni Gastel è un’icona della fotografia Italiana e internazionale. Il suo nome ha fatto il giro del mondo grazie alla collaborazione con le principali riviste di moda, ma il suo talento creativo non conosce confini, trovando espressione sia nell’ambito dell’informazione che in quello dell’arte, con il suo stile inconfondibile.

Non si può racchiudere Giovanni Gastel in un’operatività fotografica specifica. La fotografia l’attraversa a tutto tondo. Il suo occhio si posa svolgendo un racconto per immagini che è la summa delle sue radici. Non si può comprendere se non ripercorrendo la sua vita dalle origini. In quel dna profondo da cui attinge e che lo proietta oscillando tra un’aristocratica visione della vita alla operatività quotidiana. Realtà e sogno, spirituale e materiale, oscurità e luminosità, oscillazioni continue che si concretizzano nello scatto preciso che lo colloca in un apparente distacco, controllato, dato dal mezzo. Da immagini di moda, commerciali, da un lato, ma in costante ricerca di un modus diverso, non seriale, che seguono una sua precisa narrazione, a immagini che emergono dai legami del suo passato traducendosi in una poetica surreale, onirica. Entrambe si sviluppano nello spazio intimo e “protetto” del suo studio, come sulla scrivania di uno scrittore, delinea le sue scenografie.

Giunto al traguardo dei quarant’anni di carriera, Gastel festeggia con una retrospettiva allestita al Palazzo della Ragione, nella sua Milano. Una grande mostra articolata in quattro sezioni, dedicate ciascuna a un decennio di attività del fotografo, dagli esordi negli anni Settanta fino ai lavori più recenti. Un’occasione per approfondire l’evoluzione stilistica delle opere di Gastel e il contesto storico e sociale che ha plasmato i suoi scatti.
I celebri still life, i servizi per le copertine glamour realizzati tra Milano e Parigi, gli scatti su commissione e quelli dettati dall’ispirazione del momento. Tutti lavori contrassegnati da un gusto estetico poeticamente ironico, ma sempre teso verso una composizione equilibrata e armonica dell’immagine.
La mostra propone un ritratto di Gastel
in cui si intrecciano sia le vicende professionali, biografiche e familiari e documenta altresì il suo metodo di lavoro.
Una lettura inedita che contestualizza la sequenza di fotografie, prodotte per riviste e settimanali, quale proposta narrativa e poetica, composta da diversi capitoli.
Un modo di scrivere per immagini che è il riflesso delle parole che appaiono nelle sue poesie e nella sua scrittura autobiografica.
Il corpus espositivo comprende allora un intreccio tra materiali che riguardano la biografia, quanto documenti che testimoniano la classicità e la varietà della sperimentazione del fotografo artista.
Il lavoro di informazione, comunicazione e ricerca che Gastel ha sviluppato attraverso le riviste, le mostre e la sua personale indagine, viene presentato in un inedito display labirintico,ideato dallo studio Lissoni Architettura, dove gli insiemi per serie mettono in evidenza il carattere del suo modo di raccontare, la modalità personale dell’uso della luce e il confronto con i soggetti, nell’ininterrotto scambio tra la sua formazione e la sua professione, compresi l’educazione familiare, il suo muoversi nel mondo imprenditoriale e dei media contemporanei, sempre coltivando la sua passione poetica.

Per l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno: “Nelle sale di Palazzo della Ragione un maestro della fotografia conosce con questa mostra un importante momento di riconoscimento e approfondimento critico sui suoi primi quarant’anni di carriera, sempre fertile e creativa. Questa esposizione permette infatti di tracciare il cammino stilistico dell’artista, la sua formazione anche teatrale, il suo rapporto mai interrotto con la poesia e il legame profondo con il mondo della moda e del design, chiudendo così il cerchio di un percorso artistico che ha nel talento creativo e nel dialogo tra le arti il suo punto di equilibrio più profondo.

In occasione della mostra viene pubblicata, da Silvana Editoriale S.p.A., una monografia su Giovanni Gastel a cura di Germano Celant e con progetto grafico dello studio GraphX, in cui sono raccolte immagini, documenti, dichiarazioni, testimonianze e opere a formare un volume inedito sulla storia di Gastel fotografo e comunicatore nel mondo della moda, dell’informazione e dell’arte. Il viaggio immaginario che Gastel ha sviluppato attraverso le riviste, da “Vogue Italia” a “Harper’s Bazaar“, le campagne pubblicitarie, da Dior a Guerlain, le mostre, da Gastel per Donna a Maschere e Spettri a Palazzo della Ragione, è presentato attraverso la ricostruzione di quarant’anni di lavoro, su committenza e sperimentale. L’intento è di documentare il suo metodo operativo, basato sull’analisi e sulla proposta seriale del soggetto trattato: lo still life, il ritratto, lo scatto di moda e la ricerca.


Giovanni Gastel, Silvana Editoriale
Testi di: Germano Celant, Giovanni Gastel, Chiara Spangaro
Formato: 21 x 24
Pagine: 528
N. illustrazioni: 500 a colori
Rilegatura: Brossura con alette
ISBN/EAN:9788836634972
Prezzo: 45,00 Euro


Giovanni Gastel vive tra Milano e Parigi.
Nasce a Milano il 27 dicembre 1955, da Giuseppe Gastel e da Ida Visconti di Modrone, l’ultimo di sette figli.
Negli anni Settanta, avviene il suo primo contatto con la fotografia. Da quel momento, ha inizio un lungo periodo di apprendistato mentre un’occasione importante gli viene offerta nel 1975-76, quando inizia a lavorare per la casa d’aste Christie’s.
La svolta avviene nel 1981 quando incontra Carla Ghiglieri, che diventa il suo agente e lo avvicina al mondo della moda. Dopo la comparsa dei suoi primi still life sulla rivista “Annabella”, nel 1982. Inizia a collaborare con “Vogue Italia” e poi, grazie all’incontro con Flavio Lucchini, direttore di Edimoda, e Gisella Borioli, alle riviste “Mondo Uomo” e “Donna”.
Il suo impegno attivo nel mondo della fotografia lo avvicina anche all’Associazione Fotografi Italiani Professionisti, di cui è stato presidente dal 1996 al 1998. La consacrazione artistica avviene nel 1997, quando la Triennale di Milano gli dedica una mostra personale, curata da Germano Celant.
Il successo professionale si consolida nel decennio successivo, tanto che il suo nome appare nelle riviste specializzate insieme a quello di fotografi italiani quali Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna, o affiancato a quello di Helmut Newton, Richard Avedon, Annie Leibovitz, Mario Testino e Jürgen Teller.
Nel 2002, nell’ambito della manifestazione La Kore Oscar della Moda, ha ricevuto l’Oscar per la fotografia. Attualmente è Presidente dell’Associazione Fotografi Italiani Professionisti e membro permanente del Museo Polaroid di Chicago.
Molte le mostre: Milano, Venezia, New York, Parigi.
Svolge la sua attività lavorativa nel suo studio in Via Tortona a Milano, dove continua a coltivare la sua passione per la poesia – l’ultima raccolta ha per titolo Cinquanta – e per la ricerca fotografica al di fuori degli schemi della moda.
Ricordiamo a Villa Reale di Monza la mostra conclusa a fine settembre 2016: Giovanni Gastel per Rolling Stone – Le 100 facce della musica italiana.
La sua ultima copertina per Rolling Stone di novembre:
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Germano Celant è conosciuto internazionalmente per la sua teorizzazione dell’Arte Povera. È inoltre autore di oltre cento pubblicazioni, tra libri e cataloghi, e curatore di centinaia di mostre nei maggiori musei ed istituzioni internazionali.
Dal 1977 è Contributing Editor della rivista “Artforum”, New York e dal 1991 della rivista “Interview Magazine”, New York; dal 1999 è responsabile della rubrica d’arte del settimanale “L’Espresso”, Roma; dal 2000 collabora con il mensile di design “Interni”, Milano.
Dal 1989 fino al 2008 è stato Senior Curator of Contemporary Art del Solomon R. Guggenheim Museum di New York; dal 1995 al 2014 è stato Direttore e dal 2015 Soprintendente Artistico e Scientifico della Fondazione Prada; nel 1996 è stato Co-Direttore Artistico della prima Biennale di Arte & Moda, Firenze; nel 1997 è stato Direttore della 47ma Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia; nel 2001 è stato Commissario del Padiglione Brasiliano alla 49ma Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia; nel 2004 è stato Supervisore artistico della programmazione dei cento eventi culturali di “Genova 2004, Capitale Europea della Cultura”; dal 2005 è Curatore della Fondazione Aldo Rossi, Milano e dal 2008 è curatore artistico e scientifico della Fondazione Annabianca e Emilio Vedova, Venezia. Dal 2009 al 2011 è stato Responsabile scientifico per Arte e Architettura alla Triennale di Milano. Nel 2015 è stato Curatore della mostra “Arts & Foods. Rituali dal 1851”, Padiglione Arte di Expo 2015, nella Triennale di Milano. Nel 2016 è Project Director di The Floating Piers, opera di Christo e Jeanne-Claude sul Lago d’Iseo.
Nel 1987 ha ricevuto il The Frank Jewett Mather Award per l’attività di critico d’arte; nel 2004 la laurea honoris causa in Architettura dall’Università degli Studi di Genova, Facoltà di Architettura; infine, nel 2013 il The Agnes Gund Curatorial Award da parte dell’Independent Curators International, New York.

GERMANO-CELANT, © foto Giovanni Gastel

GERMANO-CELANT, © foto Giovanni Gastel

Piero Lissoni  è architetto, designer e art director.
Nel 1986 apre Lissoni Associati, una realtà multidisciplinare con sede a Milano che sviluppa progetti d’architettura,  interni e disegno industriale. Seguono nel 1996 GraphX che si occupa di comunicazione visiva, successivamente Lissoni Architettura per i progetti architettonici e Lissoni Inc. a New York per l’interior design nel continente americano.
Le realizzazioni di architettura più recenti comprendono il Conservatorium Hotel di Amsterdam (2012), il Mamilla Hotel a Gerusalemme (2009), la ristrutturazione dello storico Teatro Nazionale di Milano (2009) e le sedi delle attività produttive di Kerakoll Design Lab (2014), Matteograssi (2011), Glas Italia (2010) e Living Divani (2007), tutte in Italia.  I progetti in corso di completamento sono The Oberoi Al Zorah Resort in Ajman (Emirati Arabi), due torri per il gruppo Swire Hotels a Shanghai, esclusive residenze e ville per The Ritz-Carlton Residences Miami Beach, il nuovo Roomers Hotel a Baden-Baden, un boutique hotel sulle rive del Lago d’Orta, un nuovo complesso nel centro di Mosca con negozi, hotel e appartamenti e l’architettura d’interni di una lussuosa townhouse a Chelsea, New York.
Piero Lissoni è direttore artistico di grandi marchi tra cui Boffi, De Padova, Lema, Living Divani e Porro; disegna inoltre per nomi internazionali tra cui Alessi, Alpi, Cappellini, Cassina, Fantini, Flos, Glas, Kartell, Kerakoll, Knoll e Salvatori. Numerosi sono i premi che ha ricevuto nel corso della carriera, tra cui ADI Compasso d’Oro, ed è membro dell’Advisory Board del Politecnico di Milano. Per GraphX è responsabile della direzione artistica e dell’immagine coordinata della maggior parte di queste aziende, la realizzazione dei servizi fotografici e delle campagne pubblicitarie, il disegno di cataloghi, siti web e packaging. Dal 2007 ad oggi GraphX segue il coordinamento visivo ed i manifesti della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia.

Piero Lissoni, © foto Giovanni-Gastel

Piero Lissoni, © foto Giovanni Gastel

Passavamo lunghi pomeriggi
guardando le formiche arrampicarsi sul muro.
Erano i giorni del nostro mondo chiuso.
Gli alberi altissimi sembravano eterni nel giardino
e noi con loro.
Poi siamo usciti nel mondo vero
e la vita ci è caduta addosso.
Un volo veloce
e già percepiamo il confine
il limite così vicino.
Ma c’è ancora vita
in questa vita
e gioia e speranza.
Che grande fatica il ricordo.
Cerco aiuto
ma tutti sembrano così lontani.

Giovanni Gastel, Milano 2016


Giovanni Gastel
dal
23 settembre 2016 al 13 novembre 2016
Curatore: Germano Celant
Progetto Esecutivo: Arch. Piero Lissoni
Orari
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 20.30; giovedì e sabato 9.30 – 22.30; lunedì chiuso; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Biglietti: € 10,00 Intero
€ 8,00 Ridotto Minori di 18 o maggiori di 65 anni universitari con tesserino, gruppi di adulti oltre le 15 unità, possessori di appositi coupon o titolari di apposite convenzioni, soci Touring Club con tessera, militari, forze dell’ordine non in servizio, soci FAI, titolari Card Musei Lombardia, titolari Carta Civita, Giunti Card e Amici di Forma
€ 5 Ridotto scuole Alunni di classi di ogni ordine e grado. Ridotto speciale famiglia (adulto + bambino)

€ 8,00 uno o due adulti a testa con minore/i dai 6 ai 14 anni € 5,00 a testa
Gratuito minori di 6 anni, disabili e un accompagnatore, due insegnanti accompagnatori per ogni classe, giornalisti con tesserino.
Visite guidateGruppi € 100,00; Scuole € 80,00; In lingua € 120,00
Modalità di accesso: Singoli: prenotazione consigliata; Gruppi e scuole: prenotazione obbligatoria, min. 15 – max. 30 persone
Diritto di prenotazione: € 1,50 per i biglietti: intero, ridotto, gruppi ; € 1,00 per i biglietti: famiglia, ridotto speciale, scuole
Informazioni
Tel. + 39 0243353535 – www.palazzodellaragionefotografia.it
Ufficio Stampa: Isabel Guardans – Tel. 02 43990159 – isabel@guardanscambo.com
Ufficio Stampa Comune di Milano: Elena Conenna – tel. 02 88453314  – elenamaria.conenna@comune.milano.it

Palazzo della Ragione
Piazza Mercanti 1
Milano

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