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Archivi categoria : Moda

MIPEL 112, 17/20 settembre, Fieramilano-Rho, Milano

Arte e creatività hanno dato il via alla nuova edizione di Mipel

Dal 17 al 20 settembre si è svolto l’evento internazionale più importante dedicato alla pelletteria e all’accessorio moda. Un’edizione speciale che, in occasione del 30esimo anniversario della scomparsa di Andy Warhol, rende omaggio al maestro della Pop Art.
Sono ispirati ai colori e alle geometrie delle opere di Andy Warhol gli allestimenti degli spazi all’interno del Padiglione 10, presso il Quartiere Espositivo Fieramilano-Rho, che hanno ospitato le nuove collezioni P/E 18 di oltre 300 brand di tutto il mondo in occasione della prossima edizione della fiera organizzata da AIMPES Servizi.
Guest star internazionale Vivienne Westwood che, attraverso due installazioni allestite nella prestigiosa area Glammy Boulevard, ha presentato due dei suoi progetti dedicati agli accessori.
Mipel in città, il fuorisalone della Fiera, ha dedicato inoltre all’estro e al genio di Warhol un’importante mostra Andy Warhol da New York alle Stelline. Leonardo di Warhol / Warhol di Amendola realizzata con la Fondazione Stelline, nella sua sede in corso Magenta 61, con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano ed il supporto del Ministero dello Sviluppo Economico e ICE-Agenzia.
Dedicato all’artista di Pittsburgh anche lo speciale contest Mipel incontra Warhol”, che invita i brand espositori a realizzare una borsa ispirata al genio della Pop Art. I 20 migliori modelli sono stati esposti il 18 settembre presso la Fondazione Stelline, nell’ambito della mostra. La sera del vernissage sono state premiate le 3 borse vincitrici.
Forte del successo di buyer e visitatori registrati nell’ultima edizione (oltre 10.000, + 6,6% sull’edizione precedente), la manifestazione punta anche per la prossima edizione ad una forte offerta qualitativa e ad importanti collaborazioni, tra le quali quelle con Camera della Moda Italiana e Camera Italiana Buyer Moda, oltre a prestigiosi progetti di internazionalizzazione realizzati anche grazie al contributo di ICE-Agenzia e del Ministero dello Sviluppo Economico.
Sulla scia del successo delle scorse edizioni, ritroveremo confermate le due aree THE GLAMOUROUS e SCENARIO.

THE GLAMOUROUS, progetto patrocinato da Camera Italiana Buyer Moda, rappresenta un innovativo punto di congiunzione tra top buyer italiani e stilisti emergenti. Anche per la prossima edizione quattro buyer d’eccellenza italiani “adotteranno” quattro designer di tendenza, dando visibilità alle loro collezioni sia nello spazio dell’area dedicata in fiera, sia nelle vetrine dei propri store. I nomi dei prestigiosi shops partecipanti al progetto sono: Dell’Oglio Palermo 1980 di Mario dell’Oglio ha presentato Majo; Luisa di Giovanni Venturini: Corti Milano; Nugnes 1920 di Giuseppe Nugnes: Imemoi e Spinnaker di Claudio Betti: Arnoldo Battois.

SCENARIO costituisce il palcoscenico più alternativo del salone, un focus sui new brand e sulle realtà più di ricerca del panorama accessori. In un settore di SCENARIO viene consolidata la collaborazione con Camera Nazionale della Moda Italiana promuovendo l’incontro tra creatività italiana e mercati esteri con il coinvolgimento di 4 buyer internazionali chiamati a sponsorizzare i più interessanti nuovi designer italiani: HP France di Tokyo che ha presentato Maria Lamanna; Galeries Lafayette Dubai: Manurina; Lotte.com: Ninael e Metrocity: Annalisa Caricato, questi ultimi due entrambi coreani.
Di particolare interesse l’iniziativa MIPEL in CITTÀ, progetto che “apre” le porte di Mipel al pubblico con iniziative dall’elevata offerta culturale e che questa edizione regala alla città una straordinaria mostra dedicata ad Andy Warhol, in programma dal 18 settembre al 29 ottobre presso la Fondazione Stelline in corso Magenta 61.
Mipel 112: un’edizione che nasce sotto il segno di grandi sinergie di settore e che si propone di continuare con successo il costante percorso di ricerca e innovazione intrapresi da Riccardo Braccialini, Presidente AIMPES e Roberto Briccola, Presidente MIPEL.

Ufficio Stampa: Barbieri & Ridet -  barbieriridet@mipel.it  - Tel. +39 0258328232

ANDY WARHOL DA NEW YORK ALLE STELLINE
Leonardo di Warhol / Warhol di Amendola

Dal 19 settembre al 29 ottobre, torna alla Fondazione Stelline la grande fotografia con una  mostra dei 20 celebri ritratti realizzati da Aurelio Amendola a Andy Warhol. Per l’occasione viene esposta la versione virata in magenta dell’opera “The Last Supper” del maestro della Pop Art.
La mostra è a cura di Walter Guadagnini, uno dei massimi critici ed esperti di fotografia e titolare della cattedra di Storia di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna, e di Alessandra Klimciuk, responsabile arte e cultura della Fondazione Stelline, dedicata ad Aurelio Amendola e al suo lavoro su Andy Warhol: Andy Warhol da New York alle Stelline. Leonardo di Warhol / Warhol di Amendola, dal 19 settembre al 29 ottobre 2017, con cui la Fondazione Stelline vuole rendere omaggio al maestro della Pop Art a 30 anni dalla sua scomparsa, attraverso l’ormai celebre serie di 20 ritratti che Amendola, il grande fotografo dell’arte e degli artisti, ha realizzato a New York, nella Factory, in due sessioni, nel 1977 e nel 1986, e attraverso l’opera di Andy Warhol The Last Supper (1986), la cui versione virata in magenta, appartenente alle collezioni del Credito Valtellinese, è fulcro visivo e ideale della mostra.
The Last Supper è l’ultimo grande ciclo di Andy Warhol, quasi una sorta di testamento pittorico della figura più influente dell’arte della seconda metà del XX secolo. Quest’opera ha naturalmente un legame fortissimo con la città di Milano e con il Palazzo della Fondazione, realizzato da Warhol tra il 1985 e il 1987, pochi mesi prima della sua scomparsa, durante il suo soggiorno presso il Palazzo delle Stelline, proprio di fronte al Cenacolo Vinciano, da qui è partita non solo la suggestione iconografica, ma anche la stessa idea di commissionare al maestro americano un lavoro ispirato al capolavoro leonardesco. 
Il dipinto è particolarmente raro in quanto, oltre a essere una delle ultime opere di Warhol, quella esposta è l’unica versione esistente virata in color magenta, cromia scelta dall’artista in riferimento a Corso Magenta.
PierCarla Delpiano, presidente della Fondazione Stelline: "Sono molti i motivi che rendono la Fondazione Stelline la casa naturale di questo progetto, sottolinea. A partire dal fatto che qui a pochi passi si trovi l’opera d’arte di Leonardo da Vinci, cui Andy Warhol si è ispirato nella produzione di questo suo capolavoro, che è stato esposto proprio qui nel Refettorio trent’anni fa. Inoltre, il Credito Valtellinese, proprietario dell’opera, ha sede in questo bellissimo palazzo, così come la sede milanese di ICE – Agenzia, che ha contribuito alla realizzazione di questa mostra."
Per la scelta delle fotografie esposte sono state individuate queste celebri serie di scatti che da un lato evidenziano la capacità di Amendola di testimoniare lo scorrere dell’arte del nostro tempo attraverso i volti e i corpi dei suoi protagonisti, dall’altro coincidono con il momento di realizzazione di The Last Supper e delle sue infinite declinazioni.
Andy Warhol da New York alle Stelline. Leonardo di Warhol / Warhol di Amendola è un concentrato della poetica di Warhol, che si manifesta in uno dei suoi capolavori estremi, e nel rapporto, per lui sempre centrale, con la macchina fotografica, strumento primario di assunzione del mondo e delle sue forme. Allo stesso modo, le due serie di Amendola testimoniano quanto la fotografia abbia giocato un ruolo centrale nell’affermazione di alcune figure del mondo artistico e come la forza della ritrattistica del maestro pistoiese abbia saputo raccontare tanto le opere quanto gli autori, in un legame indissolubile di vita e arte.
La mostra è accompagnata da un catalogo Skira ed è stata realizzata, con il patrocinio della Regione Lombardia e del Comune di Milano, grazie al contributo e al prezioso supporto dell’Associazione Pellettieri Italiani Aimpes in occasione dell’edizione 112 di Mipel, che quest’anno ha come tema la Pop Art e di cui Andy Warhol da New York alle Stelline. Leonardo di Warhol / Warhol di Amendola è stato il fulcro di Mipel in città, il Fuorisalone della Fiera.
Proprio per questa edizione speciale, inoltre, è stato chiesto agli espositori di Mipel di realizzare una borsa sul tema: le 20 più significative sono esposte durante la mostra alla Fondazione Stelline e una prestigiosa giuria ha decretato i tre vincitori.


ANDY WARHOL DA NEW YORK ALLE STELLINE
Leonardo di Warhol | Warhol di Amendola
Dal 19 settembre al 29 ottobre 2017

Orari: martedì - domenica, h. 10.00-20.00 (chiuso il lunedì)
Ingresso: libero
Informazioni: fondazione@stelline.it - www.stelline.it
Ufficio Stampa: Studio BonnePresse - Gaia Grassi - M. +39.339.56.53.179 - Marianna Corte - M.+39.347.42.19.001

Fondazione Stelline
corso Magenta 61
20123 Milano
Tel. +39.02.45462.411


                                                            

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Davide Mosconi. Moda, arte, pubblicità, Galleria Milano, Milano 19 settembre

Inaugurazione: martedì 19 settembre 2017, ore 18,30


Davide Mosconi. Moda, arte, pubblicità a cura di Elio Grazioli

La Galleria Milano torna ad esporre il lavoro di Davide Mosconi (Milano, 1941-2002), sperimentatore instancabile ed artista poliedrico. Nel 2014 gli era stata dedicata in galleria un’ampia antologica, curata da Elio Grazioli, che cercava di ricostruire il percorso dell’artista tra fotografia, musica e design. La mostra attuale, sempre a cura di Grazioli, intende indagare per la prima volta altri aspetti del suo lavoro non ancora approfonditi, ma centrali, in particolare la sua attività come fotografo di moda e di pubblicità, attività che ha sempre considerato come un mestiere per guadagnarsi da vivere e finanziare la sua attività artistica, ma che in realtà in molti casi si intrecciano perfettamente con la sua ricerca artistica e la sua poetica. Mosconi non ha conservato molto di questi materiali, la mostra è pertanto esito di una ricerca ad hoc.

 

Davide Mosconi, nato e cresciuto a Milano, formatosi a Londra, nel 1964 Mosconi si trasferisce a New York per qualche anno per lavorare come assistente di Richard Avedon. La sua prima uscita in ambito artistico è alla Galleria Vismara nel 1967 con la mostra Creazioni applicate ai foulards di Giorgio Dall’Alba, fatto che dimostra fin dall’inizio il legame tra moda e arte nella sua carriera. Tornato a Milano apre nel 1969 un’agenzia propria, lo “Studio X”, presso la quale realizzerà negli anni seguenti campagne pubblicitarie per Fiat, Olivetti, Cassina, Campari, Sip, Rinascente, Brancamenta e altri, oltre a numerosi servizi di moda e di costume.
In tutte queste attività troviamo il tema ricorrente e centrale del corpo, da inserirsi nel contesto dell’antidesign, per il quale «il corpo è il mezzo di azione sul reale e nel reale», portatore di complessità, «per i suoi moti e desideri, tanto da esasperarlo negli esiti più radicali con l’inclusione della distruzione come fase necessaria per la ridefinizione dell’oggetto» (Elio Grazioli).
Questa possibilità di rottura porta con sé motivazioni anche politiche.
Nella fotografia di moda troviamo lo stesso trattamento, facendo adottare ai modelli e agli oggetti posizioni insolite e talvolta esasperate. Ciò è visibile nei molti servizi usciti su numerose riviste, tra cui “Vogue Italia”, “Harpers & Queen”, “Linea Italiana”, “Sette”, “Amica”, “Esquire & Derby”, “Myster”. Servizi tutt’altro che frivoli: Mosconi, uomo di grande eleganza, porta l’abito al suo limite e lo interroga criticamente in ogni suo scatto, fatto ben visibile nel libro Cravatte e colletti (1984), realizzato con Riccardo Villarosa, dove l’ultimo nodo della lunga sequenza non è più una cravatta o papillon ma un cappio da impiccato, «cravatta finale e definitiva nella vita di un uomo».


Le opere di Davide Mosconi sono state esposte in prestigiose istituzioni e gallerie in tutto il mondo, tra cui la National Gallery di Bruxelles, l’I.C.A. di Londra, la Guggenheim Foundation di Venezia, la Biennale di Venezia (1991, 1993, 2001, 2003), la Rayburn Foundation di New York.
La Galleria Milano gli ha dedicato due personali nel 1998 e nel 1999 e ha esposto più volte le sue fotografie in mostre collettive. A partire dal 2006 ha ospitato una serie di concerti con l’intento di eseguire tutti i brani contenuti ne LASTORIADELLAMUSICADIDAVIDEMOSCONI, libro d’artista realizzato da Mosconi e pubblicato con Do-Soul nel 1989.
Nel 2014 l’ampia monografica Davide Mosconi: fotografia, musica, design.
In occasione della mostra verrà presentata la monografia di Elio Grazioli: Davide Mosconi. Moda, arte, pubblicità, edita da Tip.Le.Co.

Davide Mosconi. Moda, arte, pubblicità
A cura di
Elio Grazioli
Dal
19 settembre al
18 novembre 2017

Orari: da martedì a sabato dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00
Ufficio stampa: Cristina Pariset - cristina.pariset@libero.it - M +39 3485109589 - Tel. +39 024812584 - F +39 024812486

Galleria Milano
Via Manin 13, Via Turati 14

20121 Milano
Tel. 02-29000352 - fax.02- 29003283 - info@galleriamilano.com
Facebook: https://www.facebook.com/galleriamilano - Twitter: @GalleriaMilano

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Il tessuto come arte : Antonio Ratti imprenditore e mecenate, Palazzo Te, Mantova

La conoscenza del passato genera la nascita di nuove idee e crea nuove forme di bellezza.

Antonio Ratti


Inaugurazione 30 settembre


È stata presentata alla Fondazione Antonio Ratti la mostra Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore e mecenate che sarà inaugurata a Palazzo Te il primo ottobre 2017. Coprodotta dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te e dalla Fondazione Antonio Ratti, l’esposizione sarà visitabile fino al 7 gennaio 2018.


Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore e mecenate”, dedicata all’industriale comasco che ha realizzato un’impresa e una Fondazione riconosciute a livello internazionale, mettendo sullo stesso piano la produzione e la creatività d’impresa con l’arte e la cultura.
L’esposizione, prodotta dal Comune di Mantova, dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te e dal Museo Civico di Palazzo Te e realizzata in collaborazione con la Fondazione Antonio Ratti, è curata da Lorenzo BenedettiAnnie Ratti e Maddalena Terragni.

La vita di Antonio Ratti è un intreccio tra impresa e arte, creatività e promozione culturale, pubblico e privato. Il suo pensiero nasce dall’idea che la cultura, la conoscenza e l’arte siano strumenti fondamentali per interpretare il proprio tempo.
La sua passione lo porta, a soli trent’anni, a trasformare uno studio di disegno in impresa fondando nel 1945 la “Tessitura Serica Antonio Ratti”, per la creazione e la commercializzazione di tessuti per cravatte. È la prima tappa di una lunga e progressiva attività imprenditoriale che culminerà nel Gruppo Ratti, attualmente presieduto dalla figlia Donatella, che si attesta come eccellenza mondiale nella produzione di tessuti creati sviluppando una forte ricerca creativa e tecnologica.

La mostra intende restituire il ritratto di un personaggio raffinato ed elegante, poliedrico ed eclettico, che investendo nella formazione delle risorse umane e nella valorizzazione del tessuto come arte, ha saputo dare risalto alla qualità dei suoi prodotti tessili.
Alta qualità, sperimentazione e innovazione sono le caratteristiche che distinguono l’operare di Antonio Ratti, raccontate trasversalmente in un percorso che prevede un dialogo con le sale monumentali del Palazzo Te per poi svilupparsi negli spazi espositivi delle Fruttiere.
Grazie al contributo dell’architetto Philippe Rahm, la mostra racconta il tessuto
nelle sue varie forme: dalla ricca collezione di reperti antichi della Fondazione Antonio Ratti (FAR) ai grandi archivi dell’azienda Ratti; sarà possibile fare un’esperienza tattile delle diverse stoffe messe a disposizione del visitatore su una pedana centrale che attraversa lo spazio delle Fruttiere restituendo un’idea sinestetica del tessuto.

La produzione dell’azienda è presentata al pubblico con un allestimento di grande suggestione, che si rifà a quello di due grandi mostre “Ratti & Paisley: cultura del cachemire”(1986, Fashion Institute, New York) e “Ratti & Paisley” (1988, Bunka Fashion College, Tokyo). Ai preziosi manufatti si collega l’opera di Luigi Ontani: un disegno ad acquarello stampato su cotone, la cui ristampa realizzata dalla Ratti S.p.A., ripropone il progetto nato dalla collaborazione tra l’artista e l’azienda negli anni ’90.
Una parte della mostra è dedicata alla storia dell’azienda, che nel 1958 inaugura a Guanzate le moderne strutture disegnate da Tito Spini, un nuovo modello di architettura industriale che si identifica con la volontà di creare le condizioni ideali di lavoro per sostenere la qualità del prodotto, in un mondo fortemente dinamico e in continua espansione. Nel nuovo stabilimento la visione di Ratti prende forma e si realizza il ciclo completo di produzione. La Palazzina dei Servizi Sociali, luogo polifunzionale e multimediale destinato ai lavoratori, ospita importanti eventi culturali e artistici, laboratori, rassegne teatrali e concerti.

Gli impianti produttivi di Guanzate, le sedi storiche di rappresentanza nelle ville sul Lago di Como e alcuni dei concerti tenuti in azienda sono immortalati dagli scatti del fotografo industriale Roberto Zabban.
Un’importante produzione di disegni di Antonio Ratti è il ponte di collegamento con la sezione dei tessuti storici della Collezione della FAR. Il disegno è declinato nei vari significati del termine: a mano libera, tecnico, ma anche come sinonimo di progetto. Questa sezione illustra il processo tradizionale e la genesi completa di un tessuto.
Negli anni Sessanta e Settanta, la passione per il tessuto e tutte le sue declinazioni nelle diverse epoche e aree geografiche porta Antonio Ratti a dare vita ad una collezione tessile privata, strumento di studio, ricerca e ispirazione, ampliata anche in seguito alle acquisizioni aziendali di imprese storiche del settore. In mostra si può ammirare un’ampia selezione di reperti della collezione storica, ora patrimonio della Fondazione: dai tessuti copti e pre-colombiani ai velluti rinascimentali, dai serici francesi e inglesi del Seicento e Settecento alle cravates e ai nastri di fine Ottocento.
Nel 1985, dal desiderio di Antonio Ratti di trasformare la sua profonda passione per l’arte e il tessuto in una realtà attiva nel mondo della cultura, nasce la Fondazione che porta il suo nome, strumento di promozione e divulgazione culturale, ora presieduta dalla figlia Annie. Negli anni successivi viene istituito il Museo Studio del Tessuto e realizzato un catalogo multimediale della collezione. Attraverso attività come il Corso Superiore di Disegno e il successivo Corso Superiore di Arti Visive, ora CSAV-Artists Research Laboratory, si creano i luoghi in cui giovani artisti internazionali e importanti esponenti dell’arte contemporanea hanno occasione di approfondire le proprie ricerche lavorando insieme negli spazi della Fondazione.

Antonio Ratti promuove il tessuto in tutte le sue declinazioni, dall’attenzione per la storia e la tradizione nelle diverse culture del mondo, alla visione di nuove frontiere produttive, tecnologiche e geopolitiche.
Negli anni promuove importanti progetti espositivi e museali, realizzando diverse mostre sul tessuto e la sua storia. Nel 1995 sostiene economicamente la nascita di uno dei primi centri specializzati nella ricerca e nel restauro del tessile al Metropolitan Museum di New York: l’Antonio Ratti Textile Center.
L’arte contemporanea è presente in mostra con opere di artisti coinvolti nei diversi decenni nelle numerose attività culturali della Fondazione, tra questi alcuni artisti invitati a condurre e a partecipare alle passate edizioni del workshop CSAV-Artists Research Laboratory tra cui: John Armleder, Julia Brown, Jimmie Durham, Hans Haacke, Mario Garcia Torres, Melanie GilligamRenée Green Joan Jonas, Giulio Paolini, Diego Perrone, Yvonne RainerGerhard Richter.
Negli spazi esterni di Palazzo Te sono presenti importanti installazioni di artisti come Yona Friedman, Richard Nonas, Matt Mullican e Liliana Moro.
In occasione della mostra una pubblicazione antologica raccoglie testi e materiali relativi alla storia dell’azienda e a quella della Fondazione Antonio Ratti.
La pubblicazione include testi che analizzano la collezione di tessuti antichi di Antonio Ratti e scritti di artisti contemporanei che hanno partecipato alle edizioni del workshop CSAV – Artists Research Laboratory.
Il volume, realizzato con il sostegno della Ratti S.p.A. e curato dalla Fondazione Antonio Ratti, è un progetto grafico di Luc Derycke edito da MER Paper Kunsthalle.


ANTONIO RATTI 1915 - 2002
Antonio Ratti, nominato Cavaliere del Lavoro nel 1972, Honorary Trustee del Metropolitan Museum of Art di New York, è stato uno degli esponenti più significativi dell'imprenditoria italiana, nonché uno dei mecenati più illuminati della scena nazionale e internazionale. Oltre alla passione per l'arte della seta, che è diventata il fulcro della sua attività imprenditoriale, Antonio Ratti ha coltivato un forte interesse per l'arte in generale. Non a caso il suo nome è legato alle più grandi istituzioni culturali quali il Guggenheim, il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York, Palazzo Grassi di Venezia, Palazzo Reale e il Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano.
Nato a Como il 22 settembre 1915, fonda nel 1945 la "Tessitura Serica Antonio Ratti" per la ideazione e la commercializzazione di tessuti per cravatte e foulard in seta. È la prima tappa di una lunga attività imprenditoriale che culminerà nella creazione del Gruppo Ratti - attualmente presieduto da sua figlia Donatella - uno dei più importanti produttori al mondo di tessuti ad alto contenuto tecnologico-creativo.
Dotato di una spiccata sensibilità verso l'innovazione e la ricerca non solo industriale, nel 1985 Antonio Ratti crea a Como l'omonima Fondazione, dedicata interamente alla ricerca culturale e storica nell'ambito del tessile (collezione di tessuti antichi, mostre tematiche e forum) e alla promozione dei migliori talenti nell'ambito delle arti visive.
Nel 1995 Antonio Ratti decide di finanziare la creazione al Metropolitan Museum of Art di New York di un centro per la conservazione, il restauro e la catalogazione delle collezioni tessili di proprietà del museo americano,precedentemente ospitate presso i singoli dipartimenti del Museo stesso. Nasce così l'Antonio Ratti Textile Center al Metropolitan Museum of Art, una delle strutture più grandi e meglio attrezzate, oggi aperte al pubblico nei musei d'arte, per lo studio e la conservazione dei tessili. Nel novembre del 1998 viene inaugurato il Museo Tessile della FAR - successivamente denominato Museo Studio del Tessuto - che ospita la collezione di tessuti antichi raccolta con passione e lucidità da Antonio Ratti durante tutta la sua vita. A succedergli alla guida della FAR, dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2002, è sua figlia, Annie Ratti.


La Fondazione Antonio Ratti, Ente Morale senza scopo di lucro, Onlus, nasce nel 1985 dal desiderio del suo creatore e ispiratore Antonio Ratti di trasformare la sua profonda passione personale per l’arte e il tessuto in una realtà attiva nel mondo della cultura.
La FAR ha come fine statutario la promozione di iniziative, ricerche e studi di interesse artistico, culturale e tecnologico nel campo della produzione tessile e dell’arte contemporanea.
Presieduta da Annie Ratti e diretta da Bartolomeo Pietromarchi, si dedica ad approfondire la storia e la cultura del passato, ad indagare le tendenze attuali della cultura nazionale ed internazionale, ad analizzare i cambiamenti nel costume e nell’arte, avvalendosi quando è possibile della collaborazione con altre istituzioni.
Attraverso le attività della FAR, studiosi del tessile e dell’arte contemporanea, intellettuali e artisti affermati, insieme a giovani promesse, hanno l’opportunità di approfondire le proprie ricerche, di produrre nuovi lavori, di raggiungere il pubblico più vasto degli appassionati, la critica più avveduta, le istituzioni più prestigiose, pubbliche e private.
Nel 1995 la FAR ha contribuito alla creazione dell’Antonio Ratti Textile Center al Metropolitan Museum of Art di New York, uno spazio di 2300 mq dove sono state raccolte e catalogate tutte le collezioni tessili del Museo americano. L’Antonio Ratti Textile Center è aperto al pubblico ed è visitabile su appuntamento.
Dalla primavera del 2010, la sede della Fondazione occupa la bellissima Villa Sucota, lungo il Km della conoscenza che congiunge Como con Cernobbio, con nuove e più ampie disponibilità di spazi e di attrezzature che hanno consentito un ampliamento delle sue attività.
www.fondazioneratti.org - info@fondazioneratti.org - tel. +39.031.3384976


PALAZZO TE
, anticamente situato su un’isola posta al centro del quarto lago di Mantova ora prosciugato, Palazzo Te è uno dei più straordinari esempi di villa rinascimentale suburbana manierista.  L’intero complesso, decorato tra il 1525 e il 1535, fu ideato e realizzato da Giulio Romano (1499 – 1546) per Federico II Gonzaga (1500 – 1540) come luogo destinato all’ozio del principe e ai fastosi ricevimenti. Sin dall’origine il Palazzo si apriva, attraverso ampie logge, su vasti giardini destinati a rendere gradevole il soggiorno nel palazzo pensato su imitazione delle antiche ville romane. La struttura architettonica delle facciate esterne dell’edificio è caratterizzata dalla lavorazione a bugnato delle superfici murarie e dalla presenza dell’ordine gigante di paraste lisce doriche che ne scandiscono il ritmo. All’interno il palazzo appare organizzato attorno ad un grande cortile quadrato chiuso sui quattro lati da paramenti murari a bugnato liscio scanditi dall’ordine unico di semicolonne doriche che sorreggono una trabeazione classica a metope e triglifi. 
Sebbene anche esternamente si conservino tracce di zone decorate ad affresco, è soprattutto negli interni che il visitatore può apprezzare la preziosa decorazione ad affresco e i raffinatissimi stucchi che ornano la villa. L’intera decorazione degli ambienti fu realizzata su progetto di Giulio Romano che ideò non solo la struttura architettonica dell’edificio, ma anche gli splendidi cicli decorativi ad affresco, i camini, i soffitti, i pavimenti di tutti gli ambienti, curandone ogni dettaglio, per poi affidarne l’esecuzione a una serie di qualificati collaboratori.  Le sale del pianterreno, destinate ad accogliere gli appartamenti di Federico Gonzaga e dei suoi ospiti, conservano ancora oggi quasi integralmente le preziose decorazioni ad affresco e a stucco originali. Veri gioielli dell’arte manierista sono in particolare la Camera di Amore e Psiche e la Camera dei Giganti. 
Nelle sale del piano superiore sono attualmente esposte al pubblico le diverse collezioni del Museo: la collezione Gonzaghesca di coni, monete, sigilli, medaglie, pesi e misure; la collezione Mondadori con i dipinti di Federico Zandomeneghi e Armando Spadini e due preziose collezioni archeologiche: la collezione egizia “Giuseppe Acerbi” e quella mesopotamica “Ugo Sissa”.

Il tessuto come arte: Antonio Ratti imprenditore e mecenate
Dal 01.10.2017 al 07.01.2018
Prodotto dal: Comune di Mantova; Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te; Museo Civico di Palazzo Te
Realizzato in collaborazione con: Fondazione Antonio Ratti
Sponsor: Ratti S.p.A
Con il sostegno di: Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani
Sponsor Tecnico: Apam
Team Curatoriale: Lorenzo Benedetti; Annie Ratti; Maddalena Terragni
Allestimento: Philippe Rahm
Ideazione Grafica: Luc Derycke
Esecuzione Grafica: Wanda Granata
Uffici stampa: Delos - Servizi per la Cultura di Annalisa Fattori e Paola Nobile - Tel. Dal +39 02 8052151 - delos@delosrp.it
Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te: Federica Leoni - Tel. +39 0376 369198 - ufficiostampa@centropalazzote.it
Fondazione Antonio Ratti: Anna Castelli - Tel. +39 0313384976  - annacastelli@fondazioneratti.org
Catalogo: MER. Paper Kunsthalle
Orari: Fino a sabato 28 ottobre 2017: lunedì 13.00 - 19.30; da martedì a domenica 9.00 - 19.30 (ultimo ingresso 18.30); A partire da domenica 29 ottobre 2017: lunedì 13.00 - 18.30; da martedì a domenica 9.00 - 18.30 (ultimo ingresso 17.30)
Informazioni: http://www.centropalazzote.it - Biglietteria Museo Civico di Palazzo Te Tel. +39 0376 323266 - 0376-365886 - palazzote@domino.comune.mantova.it
Ingresso: INTERO € 12,00; RIDOTTO € 8,00 (visitatori oltre i 65 anni, gruppi di minimo 20 persone, soci TCI, soci FAI, cittadini residenti a Mantova, possessori di: biglietto d’ingresso al Vittoriale degli Italiani, biglietto/abbonamento Torino Piemonte, tessera Legacoop Lombardia, coupon QUI!CULTURA, tessera soci ACI, tessera Mantova Outlet Village, biglietto Trenord); RIDOTTO STUDENTI € 4,00
(visitatori tra i 12 e i 18 anni, studenti universitari); OMAGGIO
(2 accompagnatori per gruppo o scolaresca ogni 15 unità, giornalisti, possessori tessera ICOM, membri: Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria, Corpo Forestale dello Stato, Vigili del Fuoco)
Prenotazioni: da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 19.00; sabato dalle 9.00 alle 14.00; Call Center: 199 199 111 -  www.vivaticket.it; Pagamenti con - carta di credito (Visa e Mastercard) fino 24 ore prima della visita - bonifico o vaglia a livello nazionale, con pagamento 15 gg prima della data di visita; Estero: T +39 041 27 19013 - PAGAMENTI con carta di credito (Visa e Mastercard) fino 24 ore prima della visita
Diritto di Prenotazione: ADULTI € 1,50; STUDENTI € 0,50

Palazzo Te
viale Te 13
Mantova

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I premi del laboratorio Internazionale di Mittelmoda – Fashion Award 2017,

Si sono appena abbassate le luci sulla passerella del Laboratorio Internazionale di Mittelmoda - Fashion Award 2017, il rinomato concorso internazionale di moda per stilisti in erba, che ha presentato nella prestigiosa cornice di Milano Moda Uomo alla Fabbrica del Vapore, 23 collezioni sia il menswear e womenswear completo di accessori provenienti da tutto il mondo. I premi in palio della 24 ° edizione del Laboratorio Internazionale di Mittelmoda sono stati assegnati come segue:

Premio per la miglior collezione creativa
Katie Ann McGuigan
Regno Unito
Marketa Martiskova
Premio  per la miglior collezione più sperimentale
Cecoslovacchia
Merve Ucar
“FIL ROUGE” LECTRA PREMIO SPECIALE
Turchia
Athena Greta Barbieri
“FIL ROUGE” LECTRA PREMIO SPECIALE
Italia
Eleana Burrows
“LANA” PREMIO SPECIALE dalla Woolmark Company
Regno Unito
Mirjana Klepic
“PELLE” PREMIO SPECIALE per origine PASSION & CREDENZE
Croazia
Nour Daher
“Stone” PREMIO SPECIALE per origine PASSION & CREDENZE
Libano
Vita Ivicic
“Tessile” PREMIO SPECIALE per origine PASSION & CREDENZE
Slovenia
Birgit Saviauk
“Tecnologia” PREMIO SPECIALE per origine PASSION & CREDENZE
Estonia

Katie Ann McGuigan

Il concorso ha raggiunto un numero record di proposte: più di 4000 disegni, foto , concetti, idee, tessuti, prototipi provenienti da tutto il mondo.

Questi i finalisti del Premio della Moda - 24° edizione

Amy Hsu Chen Tzu & Xiaowen ZhangAcademy of Art University
Stati Uniti d'America
Athena Greta BarbieriIED
Italia
Avishay BergerShenkar Engineering Design Art College
Israele
Aylin ElmazNuova Università Bulgara
Bulgaria
Binghua MaoIED
Italia
Birgit SaviaukEstonian Academy of Arts
Estonia
Claudio Maria PotentiIstituto Marangoni
Italia
Eleana BurrowsUniversity of West England
Regno Unito
Fernanda Bueno
Fundação Mineira de Educação e Cultura
Brasile
Jeakyong SimEsmod Berlin
Corea del Sud
Katie Ann McGuiganUniversità di Westminster
Regno Unito
Louise KavanaghNCAD
Irlanda
Lucas Van der VeldeArtEZ University of the Arts
Olanda
Ludovica SerraAccademia di Costume e di Moda
Italia
Marketa MartiskovaReale Accademia di Belle Arti di Anversa
Cecoslovacchia
Merve UcarIstituto Marangoni
Turchia
Mirjana KlepicTTF Facoltà di Tecnologia Tessile
Croazia
Monika LobosIstituto Carlo Secoli
Polonia
Nour DaherUniversità Libanese Americana
Libano
Ragna Sigridur BjarnadottirRoyal Danish Academy
Islanda
Raisa Klasina Melissa KokArtEZ University of the Arts
Olanda
Roberta MeolaNABA
Italia
Vita IvicicChelsea College of Art & Design London
Slovenia

“Mittelmoda International Lab” fondata da Camera Nazionale della Moda Italiana , Sistema Moda Italia , Fondazione Industrie Cotone e Lino e Camera di Commercio di Gorizia , sono stati i promotori dell'evento finale della 24 ° edizione del Laboratorio Internazionale di Mittelmoda .


Informazioni: Mittelmoda International Lab 
c / o Camera Commercio
via Gramsci, 2/4
34071 Cormons (GO) 

Tel.+39 331 3939109 - info@mittelmoda.com - 

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Si è spenta Carla Fendi, un’istituzione italiana

Questa la mia ultima intervista a Carla Fendi al 54° Festival dei 2 Mondi di Spoleto il 30-06-2011. Amante dell'arte e dei giovani credeva nella cultura come pilastro del paese.
"Credo molto all’importanza e al valore della bellezza come cultura e formazione nella mia esperienza di vita e di lavoro mi sono nutrita di bellezze estetiche, come costume ed evoluzione del sociale. Poi, questo rispetto per il bello l’ho dedicato alle bellezze artistiche che ci circondano: il bello come cultura e la cultura come linfa vitale e come felicità, perché solleva lo spirito, è ossigeno in un mondo che ci travolge quotidianamente. Questo è il mio credo e in questo metto tutte le mie energie."


Carla Fendi, quarta delle sorelle Fendi dopo gli studi classici entra alla fine degli anni ’50 ancor giovane nell’azienda di famiglia  a fianco delle sorelle Paola, Anna, Franca e poi Alda. "Siamo come le cinque dita di una mano, diceva sempre nostra madre, ognuna ha la sua funzione."
La casa di moda italiana di pelletteria e pellicceria, fondata nel 1925 da Edoardo Fendi e Adele Casagrande, artigiani pellicciai di Roma. Il laboratorio di pellicceria nasceva invece nel 1918 fondato da Adele Casagrande.
La sua formazione si completa  in settori diversi  facendo esperienze nell’amministrazione, nella produzione, nella vendite, nella progettazione dove lavora, insieme alle sorelle, a fianco di  Karl Lagerfeld, nel 1965, nacque la griffe con la doppia EFFE.
Parallelamente già dagli anni sessanta  si dedica al settore delle relazioni pubbliche puntando innanzitutto e strategicamente sul mercato più difficile, quello americano, i cui successi ottenuti hanno definitivamente sancito la fama di Fendi  in tutto il mondo. Le sorelle Fendi hanno infranto le regole tradizionali della pellicceria, rinnovandone tecniche, processi di lavorazione, linee e colori. Risale agli anni Ottanta la nascita della linea giovane, dei profumi e della linea uomo oltre alla produzione di maglieria, jeans, arredamento, ecc.
Con la crescita e lo sviluppo dell’azienda Carla Fendi, pur continuando a collaborare alla creazione si occupa in modo specifico della Comunicazione, dall’Ufficio Stampa, alla Pubblicità, all’Immagine, alle Manifestazioni. 
E proprio nell’ambito delle Manifestazioni che nasce negli anni ’80 il suo grande interesse per Spoleto e per il suo Festival. Erano gli anni del Maestro Giancarlo Menotti e mentre il Festival dei due Mondi diventava uno degli eventi più importanti della cultura italiana Carla Fendi, nel suo ruolo di responsabile della Comunicazione, sceglie di legare il marchio Fendi alla manifestazione. Un coinvolgimento che matura di anno in anno e che si consolida attraverso una bella e preziosa amicizia con il Maestro Giancarlo Menotti.
Dal 1994, sovraintendendo sempre a questi settori, Carla Fendi assume la Presidenza del Gruppo Fendi che mantiene anche con l’ingresso, alla fine degli anni novanta, del nuovo partner il Gruppo Louis Vuitton Moët Hennessy (LVMH), guidato da B. Arnault, che tra il 1999 e il 2004 assume la quota maggioritaria. Dal 2004 al 2008 si occupa anche del settore specifico della Direzione Immagine Istituzionale. E dal 2008 è Presidente Onorario di Fendi ad Vitam.
Nel 2007 Carla Fendi istituisce la FONDAZIONE CARLA FENDI, con lo scopo di dare un contributo personale di puro mecenatismo per preservare beni e valori culturali del passato  e per garantirne la continuità e la crescita nel futuro muovendosi nel campo dell’arte, della letteratura, del cinema, della moda, dell’ambiente e del sociale.
Nell’ambito di questa Fondazione, oltre a diversi impegni che la legano al FAI, al Teatro dell’Opera di Roma, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e ad altre fondazioni culturali, Carla Fendi nel 2007 dà avvio ad una collaborazione con il rinato Festival di Spoleto che, con la nuova direzione artistica di Giorgio Ferrara, inizia un interessante percorso culturale. "Operazioni di puro mecenatismo non sponsorizzazioni. Mio marito - Candido Speroni, morto nel 2013 a 83 anni- mi ha spinto a diventare una mecenate."
Partecipando sempre più ai nuovi successi del Festival, cresce il coinvolgimento della FONDAZIONE  che nel 2012  diventa main partner di Spoleto Festival dei 2Mondi.
Mentre si afferma così il legame con il Festival, l’amore che nutre Carla Fendi per la città di Spoleto la spinge nel 2010 ad intraprendere con il Comune un’importante collaborazione finalizzata al recupero storico artistico di uno dei più importanti monumenti della città: il Teatro Caio Melisso. In quest’ottica, mentre il Teatro assume il logo TEATRO CAIO MELISSO SPAZIO CARLA FENDI, il Comune di Spoleto e la Fondazione Carla Fendi mettono a punto un progetto di ristrutturazione i cui lavori prendono nel 2012 l’avvio definitivo per concludersi nel 2015.
Carla Fendi, Presidente Onorario di Fendi e Presidente Fondazione Carla Fendi, aveva 80 anni ed era malata da tempo, si è spenta lunedì sera alle nove.
Stava preparando uno spettacolo sulla Genesi e Apocalisse, un’installazione di Peter Greenaway e Sandro Chia con la regia di Quirino Conti che debutterà il 2 luglio al Festival di Spoleto.

Philippe Daverio, Carla Fendi e Gianni Marussi, Spoleto, 29/06/2012, foto di Alessandra Finzi

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