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Emilio Isgrò, Fondamenta per un’arte civile, Triennale, Milano, 18 novembre 2017



Emilio Isgrò ha donato assieme allo sponsor Henraux alla città di Milano. Il Seme dell'Altissimo svettava all'ingresso Ovest Triulza di EXPO. Sette metri di marmo pregiato, seme d'arancia ingrandito 1.500.000.000, simbolo della terra siciliana, del Mediterraneo. Destinazione Triennale di Milano.
Ferruccio de Bortoli ha presentato con Emilio Isgrò Autocurriculum, l’atteso romanzo-autobiografia dell’artista pubblicato da Sellerio. L’incontro, introdotto da Salvatore Silvano Nigro, si inserisce nell’ambito di BookCity Milano si è tenuto sabato 18 novembre, nella sala Agorà della Triennale di Milano.
La presentazione dell’Autocurriculum è solo la prima delle iniziative che La Triennale di Milano ha ospitato sabato 18 novembre e che hanno al centro Emilio Isgrò e il suo intenso rapporto con l’arte, la cultura e la vita.
Si è inaugura infatti la mostra I multipli secondo Isgrò, promossa e prodotta da Editalia in partnership con La Triennale. All’inaugurazione presenti Massimo Bray, Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Clarice Pecori Giraldi vicepresidente La Triennale di Milano e il curatore della mostra Marco Bazzini.
L’esposizione raccoglieva e presentava le opere multiple che Isgrò ha realizzato con Editalia, che da oltre sessant’anni è impegnata a promuovere verso il più ampio pubblico le opere moltiplicate dei più grandi artisti contemporanei. Il multiplo in Isgrò non si presenta come un’opera semplicemente ripetuta ma è sempre il prodotto di una grande autonomia creativa e di questa conserva l’effetto nell’artigianalità del manufatto.
Nell’atrio di ingresso de La Triennale, dal 18 al 26 novembre, sono stati esposti in un suggestivo allestimento, le sei serie di lavori, tra cui le recenti cancellature su cartografie Mondoquadro e Mondo di vetro, oltre alle tavole della legge Non uccidere. Inoltre, in occasione di questa esposizione Isgrò ha realizzato una nuova “famiglia” di colorati semi in ceramica, avendo Editalia contribuito, coerentemente con la sua vocazione al sostegno dell’arte, alla nuova e definitiva collocazione de Il Seme dell’Altissimo nello spazio verde antistante La Triennale.



In mattinata si è svolta la cerimonia di presentazione della definitiva collocazione dell’opera Il Seme dell’Altissimo di Emilio Isgrò, che trova casa negli spazi adiacenti alla Triennale di Milano, in viale Emilio Zola nel Parco Sempione.
Sono intervenuti Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano, Clarice Pecori Giraldi, Vicepresidente della Triennale di Milano, Massimo Bray, Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Paolo Carli Presidente di Henraux S.p.A. ed Emilio Isgrò.



L’opera è stata realizzata da Henraux S.p.A., azienda leader nell’escavazione e nella lavorazione del marmo, in occasione di Expo 2015 per poi essere donata alla Città di Milano per volere dell’artista e del Presidente di Henraux Paolo Carli.


 

il Seme dell'Altissimo di Emilio Isgrò

Il Seme dell'Altissimo di Emilio Isgrò

"Parlare di un Seme d’arancia, sia pure ingrandito un miliardo e cinquecento milioni di volte, non è facile né per chi lo crea né per il pubblico chiamato a decifrarne il significato. Non si può non pensare, infatti, almeno al primo impatto, a una di quelle manipolazioni genetiche che hanno complicato il soggiorno dell’uomo sulla terra. Solo che la manipolazione, in questo caso, non è della scienza ma dell’arte: la quale, diversamente dalla scienza, ha il dovere, più che il diritto, di vivere d’immaginazione e di arbitrio. Senza nessun rischio per la salute. Anzi è proprio l’arbitrio, la suprema libertà dell’arte, a rendere lecito l’illecito e possibile l’impossibile. E là dove un artista, proprio all’Expo, nel cuore di un’Italia che cambia, osa impiantare un Seme alto sette metri, è assai probabile che prima o poi, là vicino o in un luogo non troppo distante, qualcuno si decida a impiantare una fabbrica di nuovo tipo, un’azienda capace di produrre qualcosa di cui il mondo ha urgente bisogno ma alla quale nessuno aveva pensato..."

Emilio Isgrò


Emilio Isgrò nasce a Barcellona Pozzo di Gotto, il 6 ottobre 1937.
Nel 1956 esordisce con la raccolta di poesie Fiere del Sud (Arturo Schwarz Editore). Nel 1964 realizza le prime cancellature su enciclopedie e libri contribuendo alla nascita e agli sviluppi della poesia visiva e dell'arte concettuale. Nel 1966, in occasione della personale alla Galleria Il Traghetto di Venezia, pubblica Dichiarazione 1, nella quale precisa la sua concezione di poesia come "arte generale del segno". Pubblica il libro di poesie L'età della ginnastica (Mondadori).
Nel 1972 partecipa alla Biennale di Venezia, dove è presente ancora nel 1978, 1986 e 1993. Espone con altri artisti alla mostra Contemporanea (1973), curata da Achille Bonito Oliva e allestita nel parcheggio sotterraneo di Villa Borghese a Roma. L'anno seguente esce L'avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, scrittori, artisti, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini (Il Formichiere), candidato al Premio Strega. Nel 1976 tiene la prima mostra antologica delle sue opere al Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Nel 1977 è insignito del primo premio alla XIV Biennale d'Arte di San Paolo del Brasile. Nello stesso anno pubblica con Feltrinelli il romanzo Marta de Rogatiis Johnson. Nel 1979 presenta alla Rotonda della Besana di Milano Chopin, installazione-partitura per 15 pianoforti. Nel 1982, rappresenta Gibella del Martirio e San Rocco legge la lista dei miracoli e degli orrori a Gibellina.
Dall'anno seguente e per tre stagioni consecutive rappresenta l'Orestea di Gibellina, trilogia siciliana, al Festival Internazionale delle Orestiadi. Nel 1985 il Teatro alla Scala gli commissiona l'installazione multimediale La veglia di Bach, realizzata nella chiesa milanese di San Carpoforo. Nel 1986 presenta al Museo civico archeologico di Bologna l'installazione L'ora italiana, in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria di Bologna del 2 agosto del 1980. Nel 1989 pubblica il romanzo Polifemo (Mondadori), elaborando nello stesso tempo una nuova Teoria della cancellatura (Galleria Fonte d'Abisso).
Partecipa nel 1992 alla mostra The Artist and the Book in XX Century Italy, organizzata dal Museum of Modern Art (MoMA) di New York. Nel 1994 è presente alla rassegna I libri d'artista italiani del Novecento al Guggenheim Museum di Venezia. Pubblica il romanzo L'asta delle ceneri (Camunia) e torna alla poesia con la raccolta Oratorio dei ladri (Mondadori). Nel 1998 dona al paese natale la scultura Seme d'arancia.
Nel 2001, nel complesso di Santa Maria dello Spasimo a Palermo tiene l'antologica Emilio Isgrò 1964-2000. Con Le api della Torah inizia il "ciclo degli insetti". Nel 2002 pubblica il libro di poesie Brindisi all'amico infame (Aragno), finalista al Premio Strega e vincitore del Premio San Pellegrino. Con il titolo La cancellatura e altre soluzioni (Skira) raccoglie nel 2007 in volume gli scritti pubblicati su quotidiani e riviste come corredo critico-teorico dell'attività creativa. L'anno successivo il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato realizza l'antologica Dichiaro di essere Emilio Isgrò. Nel 2009 espone alle Stelline di Milano. L'anno seguente si tiene a Marsala la mostra Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie. In contemporanea si apre Var ve yok presso la Taksim Sanat Galerisi di Istanbul mentre i quattordici Codici ottomani vengono esposti alla Boghossian Foundation di Bruxelles.
Nel maggio 2011 propone l'installazione L'Italia che dorme alla Galleria d'arte moderna di Roma, per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia. Si inaugura all'Università Bocconi di Milano l'opera Cancellazione del debito pubblico. Nel 2012 vengono riallestite a Milano, a Palazzo Reale, le opere Dichiaro di non essere Emilio Isgrò (1971) e L’avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, artisti, scrittori, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini (1972); nonché L'ora italiana (1985-1986) alle Gallerie d'Italia. Nel giugno 2013 si tiene la mostra antologia dal titolo Modello Italia alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma. Nel 2014 nella Galleria degli Uffizi entra il suo autoritratto Dichiaro di non essere Emilio Isgrò. A Milano la sua Grande cancellatura per Giovanni Testori viene collocata in Piazza Gino Valle, nel nuovo quartiere Portello.
Nel 2015 crea il Seme dell’Altissimo, una scultura in marmo di 7 metri d’altezza, collocata all'interno dell'Expo di Milano.


La Triennale di Milano Comunicazione Istituzionale e Relazioni Media: Micol Biassoni - T. 02-72434247 - press@triennale.org

Il Seme dell'Altissimo
di Emilio Isgrò
Viale Emilio Zola

Triennale di Milano 
Viale Alemagna 6 
20121 Milano 
T. +39 02 724341 
www.triennale.org

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Inaugurata la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, Lodi (MI)

Giuliano Mauri – Cattedrale Vegetale, riva sinistra del fiume Adda, area Ex Sicc, Lodi

 


Domenica 23 aprile si è inaugurata a Lodi alla presenza di più di 4.000 persone, la Cattedrale Vegetale di Giuliano Mauri, artista di Art In Nature. Philippe Daverio: "Molti fanno opere per sfidare la morte, perché gli sopravvivano: Giuliano Mauri, invece, tra intelligenza del polpastrello e sensibilità cosmica, creava opere che morissero con lui... L’intelligenza di Mauri era quel suo saper leggere tra le righe usando elementi naturali fino ad affermare, da laico, con profondo esistenzialismo, il concetto di cattedrale e compiendo, da artista, quel saltino in avanti in più rispetto all’enorme passato che abbiamo alla spalle. Quando vedo una partecipazione come questa per ricordare un artista e offrirgli il momento finale dell’esaltazione, capisco che l’arte può ancora giocare il suo ruolo. L’arte contemporanea non è morta, se c’è una comunità che si riconosce in un’opera di frontiera come la Cattedrale Vegetale." 
Philippe Daverio ha presentato l'evento, con il Direttore Generale della Triennale di Milano, Andrea Cancellato con le varie autorità 

presenti in rappresentanza delle municipalità e della regione Lombardia. Un emozionante concerto dell'Associazione Franchino Gaffurio ha scandito i vari interventi, mentre piccoli concerti venivano proposti successivamente in angoli della Cattedrale, sottolineando la magia che crea l'unione tra Natura ed Arte.
La Cattedrale Vegetale è stata realizzata con l'Associazione Giuliano Mauri, i cui direttori sono i figli Roberto e Mauro, il Comune di Lodi, il sostegno della Regione Lombardia, nomi dell'arte e diversi sponsor. Il progetto è stato curato da Francesca Regorda. Costo complessivo €. 300.000, sostenuto in gran parte da sponsor privati. La Triennale di Milano ha dato il patrocinio all'opera.

Alla presentazione di luglio Vittorio Sgarbi aveva dichiarato: "Sarà un luogo in cui le persone verranno a pregare anche se sono atee, per celebrare la potenza della creazione: Non diventerà un luna park come il lago d'Iseo con Christo. L'opera di Mauri, dove il gesto dell’uomo e dell’architetto ripete il gesto di Dio, con gli strumenti che Dio ci ha dato, per creare qualcosa che durerà in eterno secondo i ritmi della natura e integrandosi con la città e le bellezza naturali che la circondano."

La Cattedrale è stata realizzata dal Comune di Lodi con il sostegno della Regione Lombardia, di grandi nomi dell’arte Italiana, di sponsor privati e con il Patrocinio de La Triennale di Milano, come garante della qualità culturale del progetto.
I lavori per la realizzazione della struttura lignea sono iniziati all’inizio di maggio del 2016 e sono terminati il 20 ottobre. A novembre, dopo la messa in sicurezza dell’opera, alla presenza degli sponsor, dell’amministrazione comunale e di numerosi visitatori, una trentina di bambini, di due classi delle elementari di una scuola di Lodi, hanno dato vita alla Cattedrale Vegetale, piantando alcune querce, di 60 cm di altezza, all’interno delle colonne di legno che compongono le 5 navate. Il lavoro di piantumazione è stato terminato nei giorni successivi.
Ognuna delle 108 colonne che compongono l’opera ospita una quercia e ne accompagna la crescita.
Con il tempo gli alberi andranno a sostituire la struttura lignea, formando così una vera Cattedrale Vegetale.
Giuliano Mauri costruisce architetture vegetali con l’intento di recuperare un dialogo profondo con i luoghi. In questa direzione si è sempre collocato il suo lavoro, attento a lasciare i segni minimi, essenziali, lievi, nella prospettiva di una sorta di continuità, o di reciproco completamento, tra arte e natura.
La prima idea di Cattedrale Vegetale venne a Mauri negli anni ’80, ma solo nel 2001 riuscì a costruirla ad Arte Sella (Borgo Valsugana, Trento), grazie al Direttore Artistico Emanuele Montibeller. Immagine simbolo della valle, l’installazione accoglie migliaia di visitatori l’anno.
La seconda Cattedrale Vegetale, iniziata dall’artista e portata a termine dalla famiglia di Mauri nel 2009, è situata nel Parco delle Orobie (Bergamo), in un contesto ambientale più isolato, ma comunque visitata da migliaia di persone, con un boom di visitatori nel corso dell’estate 2016.
La Cattedrale Vegetale di Lodi occupa un’area di 1.630 mq ed è costituita da 108 colonne di legno (dal diametro di 1,20 m ciascuna). Altezza circa18 m, lunghezza 72 m e larghezza 22 m.

Giuliano Mauri, nasce a Lodi Vecchio nel 1938.
A 10 anni, lavora come aiutante di un panettiere e dipinge cartelloni pubblicitari per il cinema locale. Nel 1951 si trasferisce a Milano. Qui lavora in una panetteria e comincia la sua carriera come boxeur nel campionato “amatori”, nei pesi Welter, nell’unione sportiva Lombarda. Nel 1959 si sposa con Silvana e si trasferisce a Lodi, dove, dopo il matrimonio apre un laboratorio di pasta fresca. Continua a dipingere. A partire dal 1964 frequenta i circoli artistici di Milano, in particolare quelli legati al movimento italiano della poesia militante, che dirigevano la propria attenzione verso l’ambiente politico e sociale.
1974
Comincia ad esporre in forma individuale. I suoi video e le performances fotografiche su interventi ambientali nei campi del lodigiano furono mostrati in varie gallerie italiane: Galleria Il Gelso a Lodi, Galleria La Chiocciola a Padova, Galleria 72 Bergamo, Studio Valloto Bassano del Grappa, Galleria Teselli Milano…
1976
Partecipa alla Biennale di Venezia, invitato da Enrico Crispolti, commissario della sezione italiana Giardini del Castello, Venezia.
Nella Piazza Vittoria di Lodi realizza un’Azione.
Carlo Ripa di Meana lo invita alla “Prima giornata di solidarietà con i popoli oppressi” nella Sala Grande del Palazzo del Cinema di Venezia.
Partecipa alla mostra “Arte Ambiente” nei giardini Rebuffone di Brescia, invitato da Piero Cavellini e con il catalogo di Mirella Bandini
Espone individualmente nel Centro Internazionale di Brera, Milano, invitato da Vittorio Fagone e Aurelio Natali.
A Francavilla al Mare, Chieti, Franco Solmi scrive nel catalogo che si pubblica in occasione della concessione del Premio della Fondazione Michetti, dove realizza un’azione di “arresa” con le sue tele, nei Giardini della Galleria di Arte Moderna. Esposizione de “La Giostra” ( carosello) nella Galleria Municipale di Arte Moderna di Capo D’Orlando, Messina, con il catalogo all’attenzione di Vittorio Fagone.
1978
Realizza l’enorme “Gioco dell’oca” nella Galleria di Arte Moderna di Bologna, nell’ambito della mostra “Metafisica del quotidiano”. Tommaso Trini scrive di Giuliano Mauri nel catalogo dell’esposizione. L’artista spiega così le motivazioni della sua opera: “Una spirale di tele che rappresentano il gioco quotidiano. Punizioni e premi entrano nelle regole del gioco, l’alternativa alle regole non esiste.
Realizza una Azione a San Giuseppe Vesuviano, Napoli.
Realizza l’”Azione Fiume Lodigiano <http://www.giulianomauri.com/test/?p=338> ” nella quale “confida alla corrente del fiume lunghi pezzi di tela, scritti e dipinti in una situazione intermedia tra lo spazio breve della performance e l’onda lunga del messaggio che naviga nel tempo”, nelle parole di Rossana Bossaglia.
Si inaugura l’esposizione “Asciugamani automatico” nella chiesa di San Agostino, Piacenza.
1979
Si inaugura l’esposizione “Le male erbe” nella Galleria Municipale di Arte Moderna di Modena e nella Galleria Municipale di Arte Moderna di Ancona, invitato da Franco Solmi.
Partecipa alla esposizione “ Sistina società per Arte Grandi Opere” commissionata da Tommaso Trini, in cui espone una grande vetrata di 3×4 metri intitolata “ Le erbe grame non muoiono mai”. Galleria di Arte Moderna, Bologna.
La sua opera è rappresentata alla mostra “Other Child Book” a Varsavia, Polonia.
Esposizione collettiva nella Galleria Municipale di Arte Moderna, Slovenia, Gradec, Warszawa, Jugoslavia.
Partecipa alla esposizione collettiva “Orlando al Dosso” nella casa del Mantegna, Mantova. Una sua performance è l’idea di chiudere la dimostrazione nella piazza delle erbe, nella quale ripropone il problema “risolubile” degli emarginati.
1980
Mauri si definisce uno scultore dell’arte nella natura all’inizio degli anni 80’. Costruisce Mulini a vento <http://www.giulianomauri.com/test/?p=609> , strutture completamente inutili, pale che girano per l’azione di un vento inesistente, mulini che non producono luce né macinano grano.
1981
Vittorio Fagone pubblica una monografia su Giuliano Mauri , editoriale Prearo, con la scusa della sua esposizione individuale nello Studio Ennesse, Milano.
Realizza un intervento, “La casa dell’uomo raccoglitore <http://www.giulianomauri.com/test/?p=530> ”, nella chiesa di Sant’Agostino, Bergamo, inclusa nell’esposizione “Deserto”, commissionata da Marco Lorandi e Aurelio Natali. L’artista sottolinea così la sua costruzione: “ho ripreso la casa dell’uomo che miete, quello che, come dicono, abbandonato l’inseguimento del branco di animali col quale si assicura l’alimento, ha costruito il suo primo rifugio. E’ un momento che dà inizio ad una fase accelerata di accumulo e di integrazione di esperienze. Si tratta di un processo inevitabile e (disperatamente?) condizionato dalla perdita della cultura naturale. L’istinto è dominato dalla necessità di instaurare un nuovo equilibrio attraverso la modifica di ogni cosa. Questa casa contiene il prodotto elaborato fino ad oggi (quello che resta fuori si farà).
Lavora ai “Codici acquatici <http://www.giulianomauri.com/test/?p=354> ” sul fiume Adda, Lodi.
1982
Costruisce la “Scala del Paradiso” di 140 mt di lunghezza per 10 mt di altezza sopra il fiume Adda. La “Scala del paradiso” è costituita da una serie di rami conficcati nel terreno, che si uniscono gli estremi con semplici legature.
Realizza una performances dei “ lavatori e tenditori” di panni alle 7 del mattino, “I Sentieri del tempo”, a Como.
Nella Sala del Mercato del Sale a Milano, ripropone, all’interno della galleria, un “pezzo” della “Scala del paradiso” “come desiderio di salire, di andare verso l’alto, come motivazione religiosa di un tempio pagano, dove i simboli di salire, andare verso l’alto, di povertà di materia, prossimità della natura, inserzione nell’arte, danno vita ad un curioso sincretismo animista come se si fondesse l’aspirazione mistica gotica con le reminiscenze celtiche, una scala che, da dove si vede, non si sa dare una risposta per la discesa: solamente si sale, si va via, verso un fuori previsto solo per l’immaginazione” nelle parole di Ugo Carrega.
1983
Interviene con una performances di una sola giornata nell’esposizione “Morbide Trame”, commissionata da Luciana Zingarelli , nella Galleria Municipale di Arte moderna di Ascoli Piceno.
Esposizione individuale nella Galleria Quanta, Milano. La prefazione del catalogo è firmata da Pierre Restany.
Presenta Altari Vegetali nella galleria Gelso a Lodi.
1984
Inizia la serie degli Altari Vegetali sui bordi del fiume Adda a Lodi. Sono, secondo l’artista, “tessuti con rami vivi” che realizza per la necessità poetica di contribuire a che la natura continui a scolpire.
Mostra “El Zeppelin Vegetale” nella galleria Quanta, Milano.
Lavora alle scenografie dello spettacolo teatrale “Tartarughe dal becco d’ascia”, della Compagnia Teatrale Out-Off di Milano, e del balletto “Don Chisciotte” per Canale 5.
E’ l’autore della copertina del n. 103 della rivista D’Ars, con presentazione di Pierre Restany.
Costruisce “La città del Sole <http://www.giulianomauri.com/test/?p=515> ”, Lodi.
1985
Presenta “Uccelli e Gabbie” nella Sala del Mercato del Sale, Milano. Il testo del catalogo è firmato da Pierre Restany.
Partecipa per la prima volta a Milanopoesia con “Accampamento Padano”, Milano.
Costruisce “La casa dell’uomo <http://www.giulianomauri.com/test/?p=534> ”, Sassello, Savona.
Realizza un’altra “Casa dell’uomo <http://www.giulianomauri.com/test/?p=534> ” a Lodi.
Lavora alla serie “Isole Vaganti <http://www.giulianomauri.com/test/?p=437> ”, Lodi.
1986
Si inaugura l’esposizione Giuliano Mauri: La terra del cielo, nel Centro Internazionale di Brera, antica chiesa di San Carpoforo, Milano. Vittorio Fagone è l’autore del testo del catalogo.
Mostra “Cornucopia” nello Studio Bassanese, Trieste.
Esposizione nella Galleria Gelso a Lodi.
1987
Installa “Le Trombe del Paradiso” a Pegognaga, Mantova.
1988
Mostra le “Spore Vegetali” nella villa Barzino, Busalla, Genova.
Installa “Canti dell’Esilio d’occidente <http://www.giulianomauri.com/test/?p=554> ” a Sant’Arcangelo di Romagna.
Costruisce “Bosco sull’isola <http://www.giulianomauri.com/test/?p=425> ”, sul fiume Tormo a Lodi.
1989
Partecipa all’esposizione collettiva Shakti I, Kobenhavn
Partecipa a Milanopoesia con “Accampamento padano 2”, Milano.
1991
Comincia la serie dei “Nidi”, Monteciccardo, Pesaro.
1992
Lavora all’”Albero dei Cento Nidi <http://www.giulianomauri.com/test/?p=279> ” in una campo di 200 pertiche quadrate, Lodi. (una pertica quadrata equivale a0,69 mq).
Produce la “Torre Vegetale <http://www.giulianomauri.com/test/?p=522> ”, per l’esposizione Creatività e Creato in Arte Sella, Borgo Valsugana, val Sella. Partecipa alla XXXVII Triennale di Milano.
Costruisce “Culla per poeti”, per un ‘esposizione organizzata da Gianni Sassi a Teramo.
Continua lavorando alle “Isole Vaganti <http://www.giulianomauri.com/test/?p=437> ” sul fiume Adda, Lodi.
1993
Partecipa al Simposio Arte in Natura, Hannover.
E’ invitato a partecipare nel padiglione Italia alla Biennale di Architettura, all’Ateneo Chicago, Museo di Architettura e Disegno, Chicago.
Costruisce l’”Arpa Eolica <http://www.giulianomauri.com/test/?p=373> ” per il progetto Tickon, nella località danese di Tranekaer.
A Cortbus, vicino a Dresden, costruisce una grande “Cattedrale Vegetale”.
Innalza le “Cupole Geovegetative” e le “Tane della memoria”, Kultur Konzepte Sprengel, Monaco.
Si inaugura l’esposizione intitolata Giuliano Mauri: Arte nella natura 1981-1993, commissionata da Vittorio Fagone e organizzata dall’Ufficio Cultura del Consorzio del Lodigiano.
1994
Partecipa alla XII Biennale d’arte di Penne, Pescara, con “Spore” al cui interno semina semi di gelsomino.
1995
Partecipa al Simposio Arte in Natura che ha luogo a Monaco.
E’ invitato agli atti in commemorazione della figura di Davide Lazzaretti, mistico toscano del secolo XIX e fondatore di una fortunata repubblica, basata sull’economia rurale nel Monte Labbro, che si celebrano ad Arcidosso. Innalza una costruzione elicoidale di legno di fronte al luogo di ritiro di Lazzaretti, “Eremo David Lazzaretti”, “Spirale Vegetale”, sul monte Amiata, Parco Faunistico dell’Amiata, Arcidosso.
Crea l’opera “Camera di Decompressione”, nel parco del MAP, Museo d’arte Paolo Pini, Affori, Milano.
Partecipa a Natura e Architettura, Mole Antonelliana, Torino.
Costruisce “Cornucopia <http://www.giulianomauri.com/test/?p=451> ”, sul delta del fiume Roia, Ventimiglia, in Liguria, vicino alla frontiera francese.
Progetta la “Spirale agricola” a Schlossplatz, nel centro della città tedesca di Stuttgart.
Progetto di “Ipotesi di un nuovo ponte a Sarajevo”, mai realizzato, Amnistia Internazionale.
Partecipa al Simposio Arte in Natura, “Scavare il futuro”, celebrato a Cagliari.
1996
Disegna “Tempio Vegetale”, per la Biennale d’Arte e Natura di Bernford, Vienna. La fondazione Pollock-Krasner di New York contribuisce economicamente al progetto intitolato “Ciclico Gerundo <http://www.giulianomauri.com/test/?p=563> ”, che si sviluppa in un bosco della località Tre Cascine, vicino a Lodi. Espone all’interno della Fondazione Mudima l’”Osservatorio per talpe”, Milano. Nel parco di Quarto Oggiaro installa “Piatto solare”, Fondazione Mudima, Milano.
1997
La galleria di Arte moderna organizza l’esposizione di progetti, foto, disegni in cui viene dato un riconoscimento al lavoro di Giuliano Mauri nella natura, Bergamo. Realizza l’opera “Casa della memoria <http://www.giulianomauri.com/test/?p=401> ” per Laumeier Sculpture Park & Museum, dove lavora come artista con residenza in St. Louis. Intitola così pure la sua esposizione sui disegni e modellini di questo pezzo e di altri progetti di scultura in esterni che ebbe luogo nella galleria principale del Laumeier Sculpture Park & Museum tra il 6 settembre e il 5 ottobre del 1997.
1998
Gilles A.Tiberghien presenta la conferenza “La Cabane”, su Giuliano Mauri, al centro Georges Pompidou, Parigi.
Partecipa alla Triennale Europea Arte Natura di Odsherred, Danimarca, con la costruzione di un “Osservatorio”. Espone i modellini ed i disegni preparatori al Kuntsmuseum di Odsherred.
Disegna una grande cupola <http://www.giulianomauri.com/test/?p=573>  di piante per Freising, a Monaco, mai realizzata.
Il canale televisivo gestito dalla Fondazione Rockefeller trasmette uno speciale sull’arte nella natura in cui vengono mostrati molti pezzi di Giuliano Mauri.
1999
Disegna “Progetti per un ponte”, Parkhaus am Bahnhof, Gorlitz.
Nell’ambito del progetto Stour Valley Arts Project, costruisce “Grandi cesti per ceppi di castagno <http://www.giulianomauri.com/test/?p=582> ”, a King’s Wood, Challock, Kent.
2001
Invitato da Thomas Sprengel, realizza un progetto di grandi dimensioni sul fiume Neysa che costituisce la frontiera tra Germania e Polonia, consistente in due “Osservatori Estimativi <http://www.giulianomauri.com/test/?p=127> ”, localizzati nelle città di Gorlitz e Zgorzelec, di entrambi i paesi.
Durante l’edizione di Arte Sella 2001, nell’ambito dell’Incontro Internazionale Arte Natura, erige la “Cattedrale Vegetale <http://www.giulianomauri.com/test/?p=181> ”, Malga Costa, Borgo Valsugana, Val Sella. Il progetto viene realizzato in 2 mesi, con una dimensione della Cattedrale Gotica di 3 navate. L’opera attira in un anno più di 100.000 visitatori.
E’ l’autore della scenografia della Norma <http://www.giulianomauri.com/test/?p=361> , su incarico di Daniele Abbado, rappresentato a Sferisterio, Macerata.
2002
Il 13 Luglio viene inaugurata l’attività della Phoenix Etrusca con l’esposizione “Stromatoliti di Giuliano Mauri”, un progetto che nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Mudima e Castra Virtuale, con l’obiettivo di promuovere l’arte attuale nel territorio italiano, Galleria Phoenix Etrusca, Capalbio.
In autunno partecipa all’esposizione “La visione dell’invisibile”, promossa dalla Triennale di Milano e commissionata da Gianni Canova per commemorare il XXX anniversario della pubblicazione delle “Città Invisibili” di Italo Calvino, edificando “Zenobia <http://www.giulianomauri.com/test/?p=119> ” di fronte all’entrata dell’edificio della Triennale.
Partecipa all’esposizione “Utopie quotidiane” commissionata da Vittorio Fagone con il pezzo “Anfora <http://www.giulianomauri.com/test/?p=390> ” che posiziona nei giardini della Villa reale, PAC – Padiglione di Arte Contemporanea, Milano.
2003
In Ottobre inaugura la scultura vegetale “Reattore del Canto <http://www.giulianomauri.com/test/?p=383> ”, nel parco comunale del Serraglio, a Carvico, Bergamo.
Disegna una “Spirale Agricola” per la fiera Buga di Monaco, dedicata alla natura.
Prende parte alla celebrazione del centenario della fondazione dell’organo ufficiale dei Verdi in Germania ed erige la “Cattedrale Arborea” a Lubeck.
2004
Gli viene concesso il Premio Nazionale di Arti Visuali della città di Gallarate per la sua opera “Passerella di gelsomini sul fiume perduto <http://www.giulianomauri.com/test/?p=412> ” nel centro della città, nella sua XXI-XXII edizione.
Viene aperta al pubblico l’esposizione individuale Giuliano Mauri: Paesaggi dell’Immaginario, commissionata da Antonio Piva e Elena Cao, al Politecnico di Milano. In seguito viene trasferita alla Villa Borromeo Litta, Lainate.
L’8 Agosto si inaugura la mostra Giuliano Mauri : Art in tiere, organizzata dall’associazione culturale Colonos, in Villacaccia di Lestizza.
2005
Tra il 28 aprile e il 9 ottobre si celebra la Mostra nazionale di Architettura del Paesaggio, compresa nelle attività del Buga 05, Monaco, nella quale interviene con l’opera “Spirale per coltivare il cielo”, costruzione avente una base di 25 mt, 30 di altezza e 350 di percorso in salita.
In giugno viene inaugurata la sua prima esposizione individuale in Spagna, nella fondazione Cesar Manrique, Lanzarote, nel progetto Arte-Natura dell’Istituzione culturale delle Canarie.
“Zattere migranti <http://www.giulianomauri.com/test/?p=437> “ Gallomatese (CE)
“Cellule abitative” scuole statali Stoccarda (D)
2006
“Voliere per umani <http://www.giulianomauri.com/test/?p=312> ” Parco Monza
Laboratorio arti di Piacenza mostra personale
Premio Michetti Francavilla Mare
2007
Anfiteatro alle foci del Bisenzio
Cantagallo (Po’)
Artemisia 2007 “Opera Bosco”
Museo laboratorio di arte contemporanea nella natura Calcata (VT)
Borengo studio – Venezia
Azienda vitivinicola Torre Fornello – Ziano piacentino (PC)
2008
Como, l’arte del tessere, sedi varie nella città “Ponte Padernello <http://www.giulianomauri.com/test/?p=294> ” Castello di Padernello
2009
Giuliano Mauri muore nel 2009 all’età di 71 anni


GIULIANO MAURI – Cattedrale Vegetale
Progetto a cura
di: Francesca Regorda

Per informazioni: Francesca Regorda – Tel.  338 6428497 - regordafrancesca@gmail.com – www.giulianomauri.com
Comunicazione: Alessandra Pozzi – Tel. 338 5965789 - press@alessandrapozzi.com

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L’area è raggiungibile a piedi dalla stazione di Lodi in 15 minuti circa.

Riva sinistra del fiume Adda
area “Ex Sicc”
Lodi

 

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Salvare la Memoria (La Bellezza, l’Arte, la Storia), Museo di Sant’Eustorgio, Milano

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