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Consegna del Premio ANGAMC alla carriera 2018 a Giorgio Marconi, Arte Fiera, Bologna, 3/02/2018

Sabato 3 febbraio 2018 ore 10.15, Arte Fiera, Bologna


Il riconoscimento premia l’importante carriera del gallerista milanese Giorgio Marconi che, in oltre 50 anni di impegno e professionalità, ha portato all’attenzione del pubblico maestri storici e artisti delle nuove generazioni, sia italiani che internazionali.
Nell’ambito di Arte Fiera Bologna, la più importante kermesse di arte moderna e contemporanea in Italia, sabato 3 febbraio 2018, alle ore 10.15, si terrà la cerimonia di consegna del Premio ANGAMC 2018, promosso e organizzato dall’Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea.
Il riconoscimento, alla sua seconda edizione, verrà assegnato a Giorgio Marconi.
In oltre 50 anni di attività, Giorgio Marconi ha rappresentato un grande esempio di professionalità, serietà e competenza, che ha saputo portare all’attenzione del grande pubblico i più importanti protagonisti dell’arte del Novecento, dai maestri storici agli autori delle nuove generazioni, sia italiani che internazionali.
Come afferma il Presidente ANGAMC Mauro Stefanini: “Con il suo lavoro, Giorgio Marconi ha nobilitato il ruolo del gallerista, non solo come mercante d’arte quanto come vero operatore culturale che ha contribuito a trasmettere e a divulgare le istanze più profonde e innovative dell’arte del XX secolo”.
A consegnare il premio sarà Mauro Stefanini, Presidente ANGAMC, alla presenza di Angela Vettese, Direttore Artistico di Arte Fiera, Marco Momoli, Exhibition Director di Arte Fiera, e Bruno Corà, Presidente della Fondazione Burri, che racconterà brevemente la storia della galleria.
Mauro Stefanini: Il Premio ANGAMC nasce dal desiderio di nobilitare il ruolo del gallerista attraverso la designazione di un rappresentante della categoria che abbia dimostrato, nel corso della sua carriera e attività, un particolare impegno nel ruolo, ottenendo importanti riscontri dal punto di vista artistico, umano e commerciale”.

Giorgio Marconi fonda nel 1965 la sua prima galleria, lo Studio Marconi, che rimarrà in attività fino al 1992. Nel 1990, in collaborazione con il figlio Gió, inaugura la Galleria Gió Marconi, la cui linea espositiva presta attenzione alle proposte delle nuove generazioni, oltre a presentare gli artisti storici dello Studio Marconi.
Nel 2004 nasce il progetto Fondazione Marconi con lo scopo di promuovere e diffondere l’attività culturale e artistica contemporanea in tutte le sue forme espressive, proseguendo il lavoro iniziato con lo Studio Marconi.
Nel 2010 inaugura Studio Marconi '65 che espone le opere degli artisti attivi tra gli anni ‘50 e ‘80, per dar modo al pubblico dei collezionisti, specialmente dei più giovani, di vedere e conoscere opere, progetti, disegni e anche multipli e grafiche, di artisti del recente passato.
Tra gli artisti passati dai suoi spazi si possono ricordare Valerio Adami, Enrico Baj, Gianni Colombo, Sonia Delaunay, Lucio Del Pezzo, Bruno Di Bello, Lucio Fontana, Richard Hamilton, Hsiao Chin, Man Ray, Louise Nevelson, Giulio Paolini, Gianfranco Pardi, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Aldo Spoldi, Emilio Tadini, Joe Tilson e Giuseppe Uncini.


ANGAMC - Associazione Nazionale Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea
nasce nel 1964 presso l'Unione Commercio, Turismo e Servizi di Milano come Sindacato Nazionale Mercanti d'Arte Moderna; nel 2001 assume la sua attuale denominazione. Suo obiettivo primario è quello di rafforzare sempre più la struttura del mercato dell'arte incentivandone le potenzialità grazie alla professionalità degli operatori, anche con interventi in ambito giuridico e amministrativo. La figura e l'attività del gallerista sono così definite con chiarezza nei loro aspetti giuridico-amministrativi, culturali, etici e sociali. L'Associazione Nazionale Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, organizzata in sei delegazioni distribuite sull'intero territorio nazionale, ha lo scopo di rappresentare e tutelare, in ogni sede, gli interessi morali, economici e culturali della categoria.


Premio ANGAMC alla carriera 2018 a Giorgio Marconi
Sabato 3 febbraio 2018 ore 10.15
Sala Notturno, Centro Servizi  Blocco D, 1° piano, ingresso Costituzione
Arte Fiera
Viale della Fiera 20
Bologna

Informazioni: Segreteria ANGAMC - Via degli Olivetani 8, Milano - Tel. 02 866737 - info@angamc.com
Uffici stampaCLP Relazioni Pubbliche - Paola Varano, Tel. 02 36755700 - paola.varano@clponline.it -  www.clponline.it 
Press Office BolognaFiereGregory Picco - Tel. 051 282862 - gregory.picco@bolognafiere.it
Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea - Via Tadino 15 - 20124 Milano - Tel. +39 02 29 41 92 32 - Fax +39 02 29417278 - info@fondazionemarconi.org - www.fondazionemarconi.org

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Gigi Piana, moveo_ergo_sum, Galleria Après-coup Arte, Milano dal 12/01/2018

"Mi piace pensare che l'arte abbia a che fare, più che con la creatività, con la trasformazione: come spostamento dei confini del fare arte, con l’impiegare materiali, modificarne le funzioni, trasformando me stesso, le persone, la società. la creazione termina, la trasformazione evolve."

Gigi Piana


Intreccio, Trasparenza e Luce. Sono queste le tre parole chiave per potersi immergere e comprendere l’arte di Gigi Piana, artista visivo e performer, unico nel suo genere, che venerdì 12 gennaio con la live-performance “spazio tempo” ha inaugurato la personale moveo_ergo_sum (piccoli movimenti rivoluzionari) alla Galleria Après-coup Arte di Milano, curata da Sarah Lanzoni e aperta al pubblico sino a sabato 17 febbraio.


La mostra è una riflessione sulla ricerca del movimento di Gigi Piana presentata da stampe fotografiche, su acetato trasparente, di uomini e donne, tagliate in strisce orizzontali e verticali, poi intrecciate tra loro e fissate sul telaio della cornice come fossero trama e ordito. 
Il risultato è uno straordinario movimento di corpi nudi che si deframmentano e ricompongono, in un gioco di sguardi tra l’osservatore e i soggetti ritratti dalla fotografa polacca Ewa Gleisner, che Gigi Piana intreccia successivamente. Opere d’arte che trasmettono un messaggio emotivo intenso e spiazzante, frutto di una ricerca in continua evoluzione che trova nella luce un elemento di amplificazione e completamento. Sia che si tratti della luce naturale che scaturisce dalle stampe fotografiche trasparenti intrecciate dall’artista, sia che si tratti della luce artificiale che in alcuni casi viene utilizzata per retroilluminare le opere.
Per Sarah Lanzoni, curatrice della mostra: “Il risultato artistico ottenuto mi fa pensare a una sorta di ossimoro, ovvero, a quella che definirei una forma di scultura bidimensionale, in cui è possibile cogliere la profondità dell’opera, avvicinandosi ad essa, entrandoci dentro ed esplorandola con lo sguardo - come in un video - e girandoci intorno, ma ricordandosi, ad un tratto, che non è una scultura a tutto tondo, che è altro. I suoi lavori sono evanescenti e, al contempo, assolutamente reali. La materialità dei corpi viene percepita infatti come tale, ma assume una connotazione eterea, leggera e vaporosa”.
A tutto ciò va sottolineato che il motore della ricerca di Piana parte dal Sociale che coniuga nel significato della fusione dei corpi, della loro sessualità, delle migrazioni dai continenti, del movimento stesso della terra, in una mutazione costante che però non dimentica le proprie radici, l'humus culturale da cui nascono, la sua passione per l'antropologia.
"Ogni individuo può e deve costruire/decostruire, fare/disfare liberamente la propria identità: questo coincide con la “performatività” dell'agire e del fare. I miei corpi si intrecciano cercando un ordine indipendente di sviluppo, abbattendo i giudizi ed i pregiudizi, in una società dove la cultura non cataloga ma accetta le diverse sfumature delle diversità. Non esistono più confini rigidi a cui aderire per avere un ruolo sociale: la propria “identità” trova uno sviluppo autonomo, indipendente. i corpi si intrecciano, si compenetrano; in formazione ed evoluzione, a metafora di questa mutazione."
A Milano Gigi Piana espone nove opere di varie dimensioni, cinque delle quali realizzate appositamente per la Galleria di Arte Contemporanea Après-coup Arte.
Fra tutte le “trame” esposte va segnalato in particolare il trittico “free_still#olga_2” con il quale l’osservatore potrà interagire facendolo scorrere su binari predisposti, sovrapponendo o separando i diversi livelli che lo compongono.
Scrive nella presentazione Sarah Lanzoni: “La ricerca di Gigi Piana per la galleria Après-coup Arte, legata in particolare allo studio del corpo in movimento nel periodo futurista, sviluppa ulteriormente il tentativo audace di andare al di là di ogni cliché nella sua rappresentazione [...]. Gli stop, in cui i danzatori sono stati fotografati, nella produzione di Piana sono resi a livello iconografico in maniera dinamica e rappresentano i momenti della vita in cui l’essere umano tira le somme, in cui si ferma e osserva i punti da cui è partito e dove è arrivato”.
Ogni performer è stato ritratto in scatti che registrano il movimento libero del soggetto durante l’azione, a partire dalla posizione fissa della prima foto in ordito. Le immagini singole sono state in seguito sovrapposte a formarne una sola.
La direzione conferita da Piana alla sua ricerca sul movimento nasce dall’esperienza iniziata nel 2016 con il progetto “STILL-Body Experience With Digital Brain”, vincitore del bando “ORA! LINGUAGGI CONTEMPORANEI, PRODUZIONI INNOVATIVE” promosso dalla Compagnia di San Paolo. Questo percorso artistico sperimentale è stato sviluppato a partire da un’idea del danzatore Daniele Ninarello, in collaborazione con l’interaction designer Emanuele Lomello, l’artista visivi Gigi Piana e NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, con il coordinamento di Silvia Limone, per riflettere sul “fare arte” come atto rivoluzionario per l’uomo contemporaneo.
STILL trova un seguito nelle opere realizzate per questa personale, che va intesa come uno scatto in avanti, un’evoluzione nel processo di maturazione artistica di Piana negli ultimi anni.

Gigi Piana, artista visivo, con esperienze maturate negli ambiti delle installazioni, della performance e del video. Vive e lavora tra Torino e Biella.
Prioritario l’utilizzo del mezzo video, sia per ciò che riguarda le installazioni che le performance, utilizzando abitualmente la ripresa diretta.
Nell’arco degli anni ha svolto la sua personale ricerca creando un peculiare linguaggio personale che si esprime attraverso l’utilizzo di materiali trasparenti, fili rossi, scritte: elementi minimi, sia nei lavori a muro che in performance ed installazioni site-specific. Nell’ultimo periodo la sua ricerca artistica si è evoluta in relazione alla tradizione tessile biellese con l’utilizzo dell’intreccio di tessuti di materiali plastici come propria cifra stilistica.

Mostre personali
- “Fino a qui” (Villa Schneider, Biella) 2002
- “Alla Corte dell’Arte” (Andorno, Biella) 2004
- “Rapporti A2”, personale con Luciano Pivotto (Officine CAOS, Torino) 2007
- “BI-BOx1”, inaugurazione spazio BI-BOx (Biella) 2011
- “Invasioni”, 6 personali a confronto (Palazzo ex ENEL – BI-BOx, Biella) 2013; - “intrecci_in_tessuti (BI-BOx, Biella) 2014
- “ricerca_d_identità” (Paola Meliga Gallery, Torino) 2015
- “ricerca_d_identità” (Adiacenze, Caravan SetUp, Bologna) 2015 Cortile Lagrange Palazzo Cavour (Totino) 2016.
Mostre collettive
- “Archeologia Futura” a cura di Michelangelo Pistoletto e Gabriele Boccacini per la Biennale dei Giovani Artisti “BIG 2000” (Torino)
- installazione “mirror” nell’ambito di “BIG 2000” (Caraglio, Cuneo); “Villaggio Globale” (La Valletta, Malta) 2002
- “Le Pareti della Solitudine” Cittadellarte-Fondazione Pistoletto (Biella) 2002
- “Gemine Muse” (Biella) 2003
- “100 volte Stalker” (Glasgow, Inghilterra) 2004
- “Food Design” (Torino) 2004;
- “Gemine Muse” (Roman, Romania) 2004
- “Art Luggage” (Catania) 2007; “13×17” Padiglione Italia (Venezia ed altre sedi: Napoli, Biella, Pescara, Palermo, Bologna, Roma) 2007-08
- “Quotidiana” (Padova) 2007
- “13×17” Biennale di Venezia (Bologna) 2012
- “The Others” (Torino) 2013-14
- “Setup Art Fair” (Bologna) 2013-14-15
- “t_essere_territorio” installazione-performance a 1.900 metri con Gabriella Maiorino (Olanda), a cura di Ewa Gleisner (Lago del Mucrone, Biella)
- “SWAB” Barcellona (Spagna) 2015 portanova12 gallery (BO), SetUp Art Fair 2016 (Bologna) Riccardo Costantini Contemporary (TO), curato tra gli altri da: Antonio Arevalo, Guido Bartorelli, Philippe Daverio, Irene Finiguerra, Olga Gambari, Teresa Iannotta, Marina Mojana, Stefania Schiavon, Angela Vettese, Alessia Locatelli, Alice Zannoni.

Ha collaborato con Michelangelo Pistoletto a Cittadellarte-Fondazione Pistoletto (Biella) dal 1997 al 2004.
Lavora stabilmente come performer con il gruppo teatrale torinese “Stalker Teatro” dal 1997, con esperienze in Italia e all’estero (Francia, Spagna, Portogallo, Polonia, Israele, Inghilterra, Malta). Ha realizzato con la compagnia coproduzioni nazionali ed internazionali con: Akademia Ruchu (Polonia), Gabriella Maiorino (Olanda), Ex Nihilo (Francia), Scena Plastyczna (Polonia), Eugenio Barba (Danimarca), Remondi&Caporossi (Italia), Pierre Byland (Francia), Marigia Maggipinto (Italia).
Ha curato per la Città di Biella l’allestimento della mostra permanente “Spazio della Memoria” negli spazi sotterranei di Villa Schneider, dedicato al ricordo dell’occupazione nazifascista della villa, utilizzata come luogo di torture, interrogatori e deportazione.
Ha collaborato con diversi artisti, tra cui l’artista visiva Laura Testa, con la quale dal 2000 esegue installazioni e performance; la coreografa italiana, residente in Olanda, Gabriella Maiorino; l’artista indiano Rabindra Patra. Dal 2014 collabora con continuità con la fotografa polacca Ewa Gleisner. Esegue collaborazioni artistiche con aziende e privati: “profondità di tela”, installazione per campagna pubblicitaria “Filrus” (Italia) 2012; “persone – numeri – banca ”, installazione per la copertina del libro “WelcomeBank”, Napolitano e Visconti, Edizioni Egea (Milano) 2011.
Fonda nel 2000 con Stefano Bosco, Laura Testa, Toni Spanedda, Aurelio Gentile e Maria Bruni il gruppo RAIII con cui esegue esperienze performative ad indirizzo di tipo multimediale (utilizzo di Internet, dirette televisive, creazione di format).
Collabora con la Facoltà di Filosofia di Torino su sperimentazioni che riguardano la percezione visiva. Docente di Riprese e Montaggio video presso l’Istituto “Albe Steiner” di Torino, specializzazione Audiovisivi.
È presidente del Cine Club di Biella “la Pecora Elettrica”.
Lavora come regista e tecnico video per enti tra cui “Cittadellarte – Fondazione Pistoletto” (Biella), “Museo del Territorio di Biella”, ecc.
Partecipa con diversi video a festival internazionali: con il film “Più vicino” realizzato con Beppe Anderi, con la partecipazione di Michelangelo Pistoletto, venduto e passato da Studio Universal a: “Torino Film Festival” 1999, “Arcipelago” Roma, “Visioni italiane” Bologna, “Bellaria Film Festival”; e con i video “Passaggi a nordovest ’98, ’99, ’00, ’03” realizzati con Alessandro Amaducci, Beppe Anderi e Barbara Rossi.
Esegue documentazioni video con passaggi televisivi su RAI Arte. Nel 2004, partecipa come invitato al “Torino Film Festival” e al “Roma Film Festival” con il documentario “Viaggio nel silenzio del tempo” (intervista ad Alexander Sokurov). Nel 2006, realizza con Fabio Pettirino il documentario “Mondi allo Specchio” prodotto da Love Difference/Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, Regione Piemonte, Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.
Cura con Grazia Paganelli e Giuseppe Gariazzo la rassegna ed il catalogo “Cinemadisvolta” per Cittadellarte – Fondazione Pistoletto dal 2005, cura con gli stessi la prima edizione del “Concorso Internazionale del VideoRacconto” a Cittadellarte nel 2008.
Svolge ruoli di attore in produzioni cinematografiche con i registi: Cristina Andreone “Password” 1997; Beppe Anderi “Viaggio nella città di carta” 2001, “Senza fine di lucro” 2002; Cocito e Pastore “Come fossili cristallzzati nel tempo” 2000; Corso Salani “I casi della vita” 2009; Dario Argento “Dracula 3D” 2012.


Gigi Piana - moveo_ergo_sum (piccoli movimenti rivoluzionari)
A cura di: Sarah Lanzoni
Dal 12 gennaio al 17 febbraio 2018
Ingresso: libero
Orari: da martedì a sabato dalle 8.30 alle 22.00
Ufficio stampa: Studio de Angelis - Tel. 02 45495191 - M. 345 7190941 - info@deangelispress.it

GALLERIA APRÈS-COUP ARTE
Via Privata della Braida 5
Milano
Info: Sarah Lanzoni -  t. 02 38243105 - galleria@apres-coup.it
 
Gigi Piana - Via Piave, 16 - 13900 Biella - gigi.piana@yahoo.it - M. +39 320 335 0638

 

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Valentino Vago, Barlassina, 16/12/1931 – Milano, 17/01/2018

"Ci eravamo rincontrati con Alessandra Finzi, nello studio di Valentino, con calma, dopo l'inaugurazione alla Fondazione Antonio e Carmela Calderara del 24 giugno 2017, per ripercorrere insieme un po' della sua storia, i rapporti con mio padre Garibaldo e seguire le sue mani che plasmano, trasformano il colore, come per magia, in un afflato senza spazio e senza tempo verso la luce. Come in un passaggio dopo le Colonne di Ercole verso infiniti lidi, verso infiniti cieli, dove la luce è sovrana."

Gianni Marussi


Oggi, mercoledì 17, è serenamente mancato Valentino Vago. Le esequie saranno venerdì 19, alle ore 11, in San Giovanni in Laterano, piazza Bernini, Milano, quella che ha affrescato con tanto amore e che considerava "la summa" della sua pittura e che chiamava "il mio Paradiso". Valentino è tornato alla sua luce.

La malattia non gli aveva impedito di lavorare. Solo negli ultimi due mesi aveva smesso di frequentare il suo studio e la sua più recente uscita pubblica risale allo scorso ottobre, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Oltre l’orizzonte” nelle due storiche gallerie milanesi Il Milione e L’Annunciata.

È la luce trascendentale che dipingo. Ogni luce esistente nel mondo esterno non mi interessa, quella che entra in una giornata di sole è luce terrena, la mia è luce dello spirito. Ho capito che si poteva dipingere senza rappresentare nulla. Da allora ho sempre proceduto cancellando il mondo. Sto facendo la cosa che ho sempre desiderato fare, cioè un quadro fatto solo di luce con un riverbero di luce ancora più potente sotto. Quella piccola differenza, o grande differenza di luce che c’è sotto è quello che sposta tutto lo spazio in una dimensione diversa.
La mia pittura esiste già a priori, e io non sono che uno strumento che ha il compito di portarla alla luce…"
Valentino Vago

Valentino Vago, "Il mio Paradiso", Chiesa di San Giovanni in Laterano, Milano, 2017

"Luminoso è il lavoro nobile; ma essendo
nobilmente luminoso esso dovrebbe
illuminare le menti, così che esse potessero
viaggiare verso la Luce Vera...”

Abate Sugerio di Saint Denis


"Siamo per le superfici grandi perchè hanno una forza inequivocabile"

 Rothko e Gottlieb

Valentino Vago, E.191, 1973, cm180x240

Due sono le sue personali, prorogate al 2 febbraio, alla Galleria Il Milione e alla Galleria Annunciata, a cura di Roberto Borghi in collaborazione con la fidata Ornella Mignone, responsabile dell'Archivio Valentino Vago.

La realtà oltre l’orizonte
All’origine della parola orizzonte ci sono i termini greci orízo, che in italiano significa «circoscrivere», òros, cioè «limite», e secondo qualche linguista anche orào, il verbo per antonomasia del «vedere». Per quanto la sua valenza etimologica sia incerta, quest’ultimo elemento ci rammenta che la linea di demarcazione fra terra e cielo è un dato ottico, qualcosa che in natura non esiste con la medesima suggestiva nettezza con cui ce la restituisce il nostro sguardo.  
Orizzonte, Davanti all’orizzonte, Immagine all’orizzonte sono i titoli ricorrenti dei lavori di Vago della prima metà degli anni Sessanta. In quelle opere realizzate da un pittore trentenne ormai distante dagli stilemi informali, si manifesta, secondo Marco Valsecchi, «una profonda sostanza luminosa» ripartita «in piani dilatati», in «allusioni di spazi infiniti» che si proiettano «sulla tangenza di una linea (l’orizzonte)».
Nei dipinti dei decenni successivi questa scansione orizzontale viene progressivamente sfumata, alterata, scomposta in più segmenti, mutata in atmosfera: «la mia più grande gioia - ha affermato di recente l’artista - è stata la liberazione dall’orizzonte che vivevo come un limite dello spazio dello spirito». Le modalità con cui si è verificato questo affrancamento rappresentano i punti nodali dell’itinerario di Vago.
Nelle opere dei tardi anni Sessanta e dei primi Settanta esposte alla galleria Annunciata, si riscontrano talvolta più orizzonti tra loro paralleli, oppure un unico orizzonte dallo spessore e dalla densità inconsueti. Più frequentemente però la linea di cesura tra terra e cielo - ma anche, come viene spontaneo credere, fra materia e spirito, determinato e indeterminato… - ha una traiettoria anomala, ondeggiante, e sembra galleggiare su di un vuoto atavico, silenzioso. C’è, in questi dipinti, un elemento acustico tanto decisivo quanto sotterraneo, che forse si spiega con le riflessioni formulate da Sergio Grossetti nel testo in catalogo della personale al Salone Annunciata del 1965: «Vago – vi si legge – crede alla pittura sino al punto di lasciarsene quasi annullare, di abolire la sua presenza personale e […] affidarsi a due soli suoni alti, intensi, vibranti, a un semplicissimo rapporto di colore e luce che investa tutto il suo trepidare, il suo vivere di uomo».
In effetti a partire dalla metà degli anni Sessanta Vago ha attuato una sorta di estinzione della personalità, un silenzio di sé finalizzato anzitutto a far percepire quei «due suoni alti, intensi, vibranti», vale a dire la luce e il colore, di cui è basilarmente composta la pittura. Probabilmente però, nel suo peculiare autoannullamento, ha anche fatto proprie queste parole di André Marchand - peraltro citate in un classico della filosofia dell’arte che, fin dal titolo, ha molto a che fare con il suo lavoro: L’occhio e lo spirito di Maurice Merleau-Ponty: «credo che il pittore debba lasciarsi penetrare dall’universo, e non volerlo penetrare… Attendo di essere interiormente sommerso, sepolto. Forse, dipingo per nascere».
Nella poetica di Vago c’è un continuo rimando alla condizione della nascita, evocata in molti dei suoi scritti e delle sue interviste, un bisogno di far sì che «l’opera nasca», anzi «si faccia» quasi da sé, per permettere poi che anche l’artista venga letteralmente «alla luce». Quest’ansia generativa, nei dipinti esposti all’Annunciata, acquista un carattere estremamente lirico, ma allo stesso tempo sottilmente drammatico: si tratta infatti delle immagini più complesse e stratificate coniate da Vago, di situazioni pittoriche ardue da decifrare, perché mai univoche, nemmeno quando sembrano meramente consistere in una o più masse di colore all’incirca rettangolari. Anche in queste opere, così come in quelle più articolate, non mancano linee fluttuanti che a volte hanno la sinuosità dei filamenti, altre volte la determinatezza delle rette, per quanto frantumate.
Giunto a uno snodo del suo itinerario espressivo, è come se l’artista maturasse la consapevolezza che lo sguardo sull’orizzonte, in quanto visione del limite che separa la materia dallo spirito, costituisce anche un’esperienza del limite stesso della visione, dell’impossibilità persino di scorgere quello che Leopardi chiama «l’ultimo orizzonte». Può darsi allora che scaturisca da qui, dalla coscienza dell’ineludibilità del limite intrinseco al vedere, l’aspirazione a rendere la pittura qualcosa di non esclusivamente visivo, ma anche in qualche modo tattile e percettivamente tridimensionale. Le numerose opere ambientali, le camerae pictae, gli interventi in edifici sacri rispondono tra l’altro al desiderio di dilatare la portata dell’azione pittorica, di ampliarla ad altri sensi, di renderla immersiva e avvolgente. Questa svolta verso la tridimensionalità si riverbera sulla creazione dei dipinti rendendoli sempre più “spaziosi” al loro interno, anche se privi di qualsiasi indicazione di profondità, e dotandoli di un cromatismo ancor più atmosferico e tattilmente invitante. Senza dubbio si tratta di una pittura «smaterializzata», come sottolinea la critica dell’ultimo decennio, ma palpabile, e autenticamente corposa, cioè dotata di una propria inconfondibile densità, di un proprio peso specifico, come se fosse, in senso lato, un corpo: d’altra parte immateriali eppure corporei, secondo la teologia cattolica, sono gli angeli, figure che Vago ha frequentato, pittoricamente parlando, negli anni Novanta, e alle quali ha dedicato una mostra alla Galleria San Fedele.  
I recentissimi dipinti esposti presso Il Milione hanno questa stessa corposità e allo stesso tempo risentono, nell’accezione letterale del termine, della quasi simultanea realizzazione dell’opera in San Giovanni in Laterano. La chiesa di piazza Bernini a Milano ospita davvero, come ha scritto l’artista stesso, «la summa dei suoi settant’anni di pittura»: Vago qui si è lasciato «interiormente sommergere» dalla luce, ha assunto un ruolo pressoché medianico, nel senso che si è fatto mediatore di una forza cromatica ascensionale che ha canalizzato verso l’apice dell’abside e ha raccolto nella cupola interna all’edificio. Un processo analogo si è verificato ideando i dipinti del Milione: in queste opere Vago, invece che «penetrare» l’orizzonte con lo sguardo, se ne è lasciato incuneare, lo ha assimilato al suo io più profondo e lo ha come dissolto nella sua interiorità.          
Così come ce la mostrano i suoi lavori del 2017, la realtà oltre l’orizzonte consiste in addensamenti di tonalità rosa e giallo nei quali non esistono autentiche cesure, ma solo vibrazioni più intense che, quando percorrono orizzontalmente la tela, si fanno talmente diafane da risultare bianche. Forse l’artista è vicino a soddisfare attraverso la pittura quel «desiderio di ritornare a prima della nascita, alla pura energia, alla grande luce» di cui parlava in un intervista del 1987: per certo comunque sappiamo che gli ultimi dipinti hanno perlopiù come titolo VV 1931, ovvero le iniziali del suo nome e l’anno della sua nascita. Secondo la folgorante massima di Franz von Baader, un filosofo romantico purtroppo dimenticato, «giovane è tutto ciò che è vicino alla propria origine». A giudicare dalle opere esposte al Milione, Vago dall’origine non è affatto lontano.

Roberto Borghi

Valentino Vago, Galleria Il Milione, 5/10/2017

 

 


Garibaldo Marussi
presentazione al Salone Annunciata il 14/12/1961

"C'è un'ala della giovane arte italiana che - estranea alle sollecitazioni della pittura del segno (Capogrossi), del gesto (Vedova), dell'informale (Vacchi), del materico (Burri) - si orienta verso soluzioni intimiste (Strazza e Scanavino ad esempio) che comportano un ripiegamento sul proprio io, una fuga dall'esterno verso l'interno, una ricerca di espressioni, di stati d'animo. Donde un liquefarsi, uno sciogliersi della materia in una luminosità incorporea che assume diafane figurazioni, quale è il caso del bolognese Romiti. Su quest'ultima strada - dopo un'esperienza iniziale che poteva avere analogie con certa pittura americana (vedi Rothko) e, su altri binari, con Poliakoff, come disse Guido Ballo - appare decisamente orientato l'ancor giovane Valentino Vago. Fin dalla sua prima comparsa - e sarà un anno - si ricavava la sensazione di una presenza reale, fuori dalle mode e, per certo verso, dalle correnti. Era una presenza timida, quasi nascosta. Una voce in sordina. ma c'era già, non espressa con graffi, con strappi, con violenze, bensì con trascolorazione del sentimento, l'annuncio di una personalità. Ho accennato poc'anzi a Romiti, ma potrei dire Morandi: questo per l'impalpabile e segreto affacciarsi di una vibrazione poetica. Vago, infatti, parte da ragioni intime sue: il richiamo di un'ora, di un momento, di una particolare condizione umana. È solo - apparentemente - un flatus voci, una confessione a denti stretti. Lo dicono i titoli delle opere, sempre allusivi: Incombenza, Euforia, Sofferenze, e via dicendo. Ma a questi titoli corrisponde la tensione del colore, che si dilata finemente, che crea, di volta in volta, atmosfere diverse. Esso colore, tutt'altro che casuale, si diffonde in palpitazioni lievi, eppur profonde, crea un clima; raggiunge delicatezze soavi. La materia perciò, in certo senso, potrebbe apparire avara a una prima vista. Basta tuttavia soffermarvisi per scoprire quali delizie ed emozioni essa offra. Sull'orlo estremo del nulla, esaurita ed esausta, essa porge un varco inimitabile al corso della fantasia."

Garibaldo Marussipresentazione al Salone Annunciata il 14/12/1961

"... Anche il discorso di Valentino Vago, uno dei pittori più sensibili delle nuove generazioni, poggia sulla luce. Con più inquietudine direi, con più folgorazione.
Dal disteso spazio luminoso, sottilmente vibrante, quasi una dimensione dello spirito, oggi il pittore nelle due mostre parallele (Salone dell'Annunciata e Galleria Morone) ha rotto i suoi spazi sereni, fatti di palpiti di luce, di sottili e quasi impalpabili radiazioni di colori, con squarci ora di bianco, ora di nero, ora di rosso (a seconda del colore di fondo della tela, con irrequietezza - tanto per fare un paragone - che possedette Licini con le sue Amalasunte.
"

Garibaldo Marussi, Mostre a Milano, Le Arti, N°4, 1968


Ho capito che si poteva dipingere senza rappresentare nulla. Da allora ho sempre proceduto cancellando il mondo. Sto facendo la cosa che ho sempre desiderato fare, cioè un quadro fatto solo di luce con un riverbero di luce ancora più potente sotto. Quella piccola differenza, o grande differenza di luce che c’è sotto è quello che sposta tutto lo spazio in una dimensione diversa”.

Valentino Vago

Gianni Marussi e Valentino Vago, Galleria Luca Tommasi, Milano

Valentino Vago, Barlassina (Monza), 16/12/1931 -  Milano, 17/01/2018
Terminati gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera, nel 1955 espone alla VI Quadriennale d’Arte di Roma. La sua prima personale è nel 1960, a Milano, al Salone Annunciata presentata da Guido Ballo, e successivamente sempre al Salone Annunciata il 14/12/1961, con la presentazione di Garibaldo Marussi.*
Nel suo lungo percorso artistico ha esposto in numerose mostre personali e importanti collettive in Italia e all’estero. Si ricordano le partecipazioni a rassegne realizzate dalla Biennale di San Paolo, al Kunstmuseum di Colonia, alla Hayward Gallery di Londra, al Grand Palais di Parigi e, ancora, nei musei di Francoforte, Berlino, Hannover, Vienna.
Milano gli ha dedicato importanti antologiche, tra cui quelle a Palazzo Reale, al Pac - Padiglione di Arte Contemporanea e al Museo Diocesano di Milano. I suoi lavori sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche italiane e straniere.
Dal 1979 si è dedicato, con continuità, alla pittura murale, dipingendo ambienti pubblici e privati in Italia e all’estero. Oltre una decina di opere abitabili sono all’interno di chiese. La prima, quella di San Giulio a Barlassina è del 1982, poi la  cupola principale, che ha una superficie di 1.400 metri quadri, della chiesa della Beata Vergine Assunta a San Giorgio su Legnano (1999-2000), mentre la più vasta (12.000 mq.), dedicata a Nostra Signora del Rosario, prima chiesa cattolica in Qatar, è stata consacrata nel 2008 a Doha. L'ultima opera ambientale, conclusa nell'estate del 2017 è quella che chiamava "Il mio Paradiso" nella Chiesa di San Giovanni in Laterano a Milano.
Nel 2011 è stato pubblicato il Catalogo Ragionato delle opere, edito da Skira, con studi di Flavio Arensi, Flavio Caroli, Claudio Cerritelli, Chiara Gatti e Giancarlo Santi. Suddiviso in tre volumi, il catalogo ripercorre attraverso circa 4000 tele tutta l'attività artistica, dagli esordi, con i lavori eseguiti all'Accademia di Brera, all'"Orizzonte nero", opera che rappresenta per l'autore l'inizio della ricerca, fino ad arrivare alla recente serie definita la "Bellezza dell'infinito" (2008-2010) e alla pittura muraria religiosa di cui Vago si è occupato a partire dal 1982, analizzata in un testo di Giancarlo Santi. In appendice è presentata un'esaustiva schedatura degli interventi realizzati in Italia e all'estero. Gli altri due volumi contengono il regesto, che garantisce una conoscenza filologica delle numerose opere autentiche e scioglie dubbi su eventuali falsi o copie.
Il 18 giugno 2013, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso di una solenne cerimonia svoltasi al Quirinale, ha conferito il Premio Nazionale “Presidente della Repubblica”, dedicato alle personalità della cultura, dell’arte e della scienza designati dalle Accademie di Santa Cecilia, dei Lincei e dall’Accademia Nazionale di San Luca. Per l’edizione 2012 gli Accademici di San Luca hanno segnalato il pittore Valentino Vago, al quale è andato il prestigioso riconoscimento alla carriera. In tale circostanza il Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca, Paolo Portoghesi, ha tenuto una Laudatio dell’artista.


Chiesa di San Giovanni in Laterano
via Pinturicchio, 35
20133 Milano

Galleria Il Milione
Via Maroncelli 7
20154 Milano
Tel. e fax +39 02 290 632 72 - info@galleriailmilione.com - www.galleriailmilione.it

Annunciata galleria d'arte
via Signorelli 2/a
20154 Milano
Tel. +39 02 34537186 - Fax: +39 02 34535765 - annunciata.galleria@gmail.com

 

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Roberto Floreani, “Umberto Boccioni. Arte-Vita” 23 gennaio, ore 18,30, Mondadori MegaStore Duomo, Milano

Martedì 23 Gennaio 2018 - ore 18,30

SERATA MULTIMEDIALE DI MUSICA, DECLAMAZIONI, VIDEO E OPERE DI ROBERTO FLOREANI PER LA PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO "UMBERTO BOCCIONI. ARTE-VITA", Editore Mondadori - Electa.

Introducono: Mario Resca e Angelo Crespi
Alle tastiere: Renato Giaretta

Le declamazioni dell’artista, saranno arricchite dalla proiezione in anteprima del video relativo alla performance di Roberto Floreani alla Fondazione Gulbenkian di Lisbona.

Esposte anche alcune opere pittoriche di Floreani tratte dall'installazione "Ricordare Boccioni",  presentata ai Musei Civici di Padova, dal 29 novembre 2016 al 4 giugno 2017.

Umberto Boccioni. Arte-vita
Il primo saggio su Boccioni scritto da un altro artista. Umberto Boccioni ha elaborato le ragioni di un nuovo modo di concepire l'arte e il mondo, facendo coincidere la natura dell'uomo con la sua espressione artistica. Ha affermato così l'assoluta novità dell'arte-vita, che tanto rilievo avrà nelle personalità di artisti quali Andy Warhol, Carmelo Bene e Mario Schifano, e nel movimento dell'arte povera. Ricco di spunti e riferimenti storiografici, questo volume ne ristabilisce la corretta data della morte, dettaglia la distruzione dolosa di gran parte delle sue sculture, analizza gli aspetti della sua complessa personalità e i rapporti conflittuali con gli altri artisti, la madre, le amanti.

Umberto Boccioni. Arte-vita
Autore: Roberto Floreani
Editore: Mondadori Electa
Pagine:250 p., ill.
EAN: 9788891816412
Prezzo: €. 23

Roberto Floreani nasce a Venezia nel 1956, da padre italiano e madre francese.
Nel 1981 partecipa alla prima esposizione collettiva/laboratorio al Museo Casabianca di Malo (VI). Nel 1985 realizza la prima personale a Palazzo Festari a Valdagno, dove la sua pittura già si caratterizza per l’impiego di una tecnica personalissima e suggestiva. Nel 1986, riceve il premio-acquisto alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, con destinazione dell’opera al Museo di Ca’ Pesaro di Venezia, ricevendo l’attenzione di Giuseppe Santomaso, con cui stringe un rapporto di frequentazione e stima. Pochi mesi dopo viene selezionato per la Biennale Triveneta under 35, a Padova, dove gli viene attribuito il Primo Premio e l’acquisto di un’opera destinata ai Musei Civici della città. In questi anni elabora l’idea di una pittura fortemente collegata al progetto espositivo, cosa che, da allora fino ad oggi, ha caratterizzato la gran parte delle sue esposizioni personali. Nel 1991, grazie alla comune collaborazione con la galleria Niccoli, conosce e stringe un rapporto confidenziale con Alberto Burri. Negli anni, realizza oltre sessanta personali, di cui una ventina in spazi museali, in Italia e all’Estero.
Dal ’91 al ’93 realizza mostre personali in Germania e Svezia. Di particolare rilievo il progetto Memoria del ‘99, realizzato per lo spazio della Galleria del Credito Valtellinese (Le Stelline) a Milano, curato da Mary de Rachewiltz Pound, che lo porta a permanenze prolungate al castello di Brunnenburg, magione della signora e sede dell’archivio poundiano. All’Estero realizza il progetto Selected Works 1997-2007, ospitato in vari musei in Germania e a Lubiana. Nel 2004 viene invitato alla Quadriennale di Roma con il trittico di grande formato Itinerarî della Memoria.
Nel 2009 rappresenta l’Italia alla Biennale di Venezia, nell’omonimo Padiglione.
Dal 2011 i suoi progetti espositivi museali sono centrati su installazioni composite di grande formato: al Museo MaGa a Gallarate, al Centro Internazionale di Palazzo Te di Mantova (2013), al Piano Nobile del Palazzo della Gran Guardia a Verona (2014), ai Musei Civici di Palazzo Chiericati (2015), alla Bocconi Art Gallery di Milano (2016), all’interno dell’omonima Università, dove la sua installazione viene selezionata come immagine d’apertura del sito web ufficiale della Galleria, tra oltre 60 artisti internazionali.
Realizza, da novembre 2015 a giugno 2016, il progetto multimediale Ricordare Boccioni (ciclo di conferenze, serata teatrale, reading poetico-musicale, esposizione personale con visite guidate), ubicato a Padova, con patrocinio del Ministero per i Beni Culturali, Università di Padova e Regione Veneto.

Dal 1974, mantiene costante la passione e la ricerca sul Futurismo, costituendo un consistente archivio bibliografico e documentario, intrattenendo rapporti confidenziali con Vittoria Marinetti, su Milano, e con Francesca Barbi Marinetti, su Roma. Dal 1990 stringe amicizia con l’aeropoeta futurista Ubaldo Serbo con cui cura la prima mostra dedicata ai Gruppi Boccioni e Savarè (’99) e che, alla sua morte, gli lascerà la disponibilità del suo archivio relativo al Gruppo futurista Savarè di Monselice, che Serbo ha avuto l’occasione di dirigere, appena diciassettenne, dal 1942 al 1944, sotto l’ègida di Marinetti. Anche grazie a questa opportunità, Floreani conosce altri futuristi o eredi, quali Monachesi, Delle Site, Sanzin, Veronesi, Zen, Ambrosi e Forlin di cui farà restaurare integralmente l’unica scultura esistente Dinamismo di una famiglia, che diventerà l’immagine della copertina del primo volume di aeropoesia curato e dedicato ad Ubaldo Serbo, nel 2007. Dal 1998 entra in contatto con la famiglia Pinottini di Torino e con l’archivio dello sculture Mino Rosso, di cui realizzerà tre ampie rassegne pubbliche. Nel ’99 organizza il concerto Futurpiano con il pianista Daniele Lombardi, esecutore di musica futurista di fama mondiale, su spartiti originali di Russolo, Balilla Pratella e Casavola. Nel 2006 è consulente della mostra Romagna futurista, ai Musei della Repubblica di San Marino.
Dal 2007 concepisce e dirige Baléni, collana dedicata al Futurismo, per Campanotto Editore.
Nel 2009, in occasione del Centenario del Futurismo, grazie anche alla disponibilità della famiglia Marinetti, realizza una rilevante mostra (oltre 90 opere) di scultura ai Musei Civici di Padova, inserita nelle celebrazioni del Centenario del Ministero per i Beni Culturali, evento centrale di un programma multidisciplinare di teatro, danza, declamazione nelle piazze, cucina, conferenze, che durerà oltre 4 mesi.
Dal 1999 costituisce una compagnia multidisciplinare di musica, danza e videoproiezioni per la realizzazione delle Serate Futuriste in Guanti di Daino, che presenta a Roma, Padova, Verona, Mantova, Vicenza e che, nella specifica versione dedicata a Umberto Boccioni, ha presentato a Padova il 6 aprile 2016, inserita in un progetto di 11 eventi titolato Ricordare Boccioni, che ha incluso anche una personale ai Musei Civici. Nell’ottobre 2017 è relatore e performer al Congresso Internazionale Futurismo 100 presso la Fondazione Gulbenkian, promosso dall’Università di Padova e presso l’Università di Lisbona (nov). La Fondazione Gulbelkian produce il video della performance di Lisbona.
Il 14 novembre 2017 esce in tutte le librerie italiane con l’editore Mondadori-Electa il suo ultimo saggio Umberto Boccioni.Arte-Vita, con presentazioni alla Bocconi, alla Cattolica, alla Sapienza di Roma e a Padova.

Nel 2000 viene invitato a tenere la conferenza su Artista e Mercato in Aula Prodi presso l’Università di Studi di Bologna, per l’apertura di Bologna capitale europea della cultura . Nello stesso anno realizza, con il poeta Giuseppe Conte, il volumetto di pittura e poesia Yule, finalista al Premio Nazionale di Poesia di Camaiore.
Dal 1999 al 2003 è responsabile (tecnico) dei progetti espositivi per il Comune di Vicenza, realizzando eventi in Basilica Palladiana e al Teatro Olimpico, dove concepisce e realizza l’assegnazione delle cittadinanze onorarie a Carlo Rubbia, Alvaro Siza, Giorgio Albertazzi e Andràs Schiff.
Dal 1999 al 2002 collabora con la Direzione Cultura del Comune di Milano per la realizzazione di convegni tematici relativi al progetto pluriennale La Memoria e i giorni.
Dal 2003 al 2008 è membro (tecnico) del Cda del Centro Internazionale Studi Andrea Palladio (CISA), per la realizzazione del progetto espositivo sul cinquecentenario del grande architetto.
Dal 2007 è ideatore e responsabile della collana Baléni dedicata al Futurismo per Campanotto Editore.
Negli anni, ha collaborato con Accademie e Università, tenendo brevi corsi e conferenze tematiche, preferibilmente sull’Astrazione o sul Futurismo e le Avanguardie storiche, ultime delle quali nell’aula Pio XI, dell’Università Cattolica di Milano, all’Istituto Europeo di Design di Milano, all’Università Bocconi di Milano nel 2016; nella sala Ippolito Nievo al Bo di Padova e alla Fondazione Gulbenkian di Lisbona nel 2017.
Tiene da molti anni la rubrica mensile Antineutrale sulla rivista EspoArte ed è tra i collaboratori di redazione della storica rivista Zeta dedicata alla Poesia Visiva.
Nel 2016, la nuova Casa editrice De Piante di Milano, gli commissiona un’opera per la realizzazione della copertina del primo numero, dedicato a tre lettere inedite di Eugenio Montale.

Angelo Lorenzo Crespi, Luigi Mascheroni, Roberto Floreani, Cristina Toffolo De Piante, Gianni Maimeri

PUBBLICAZIONI

- Poesie, Bino Rebellato editore, Cittadella (Pd), 1975
- Ubaldo Serbo – Aeropoeta futurista, Campanotto editore, 2007
- La Scultura futurista-Omaggio a Mino Rosso, Silvana editoriale, 2010
- Futurismo antineutrale, Silvana editoriale, 2010
- Quirino De Giorgio – Architetto futurista, Circolo di cultura Nicolò Trevisan, volume XVI (postfazione), 2010
- Carlo Erba, Palombi editore, 2013
- Gerardo Dottori, Palombi editore, 2014
- I Futuristi e la Grande Guerra, Campanotto editore, 2015 (Finalista al Premio Acqui Storia 2015)
- Umberto Boccioni. Arte-Vita, Mondadori Electa, 2017


Ingresso: libero

Mondadori MegaStore
Spazio Eventi
Piazza Duomo 1
Milano

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Regalo di Natale di Pupi Avati, regia di Marcello Cotugno, Teatro Manzoni, Milano, dal 11/01/2018

LA PIRANDELLIANA

presenta

   GIGIO ALBERTI, FILIPPO DINI, GIOVANNI ESPOSITO,
VALERIO SANTORO, GENNARO DI BIASE

in

REGALO DI NATALE

di Pupi Avati

Adattamento teatrale: Sergio Pierattini

Regia di MARCELLO COTUGNO

Scenografie: Luigi Ferrigno; Costumi: Alessandro Lai; Luci: Pasquale Mari

SINOSSI

Quattro amici di vecchia data, Lele, Ugo, Stefano e Franco, si ritrovano la notte di Natale per giocare una partita di poker. Con loro vi è anche il misterioso avvocato Santelia, un ricco industriale contattato da Ugo per partecipare alla partita. Franco è proprietario di un importante cinema di Milano ed è il più ricco dei quattro, l'unico ad avere le risorse economiche per poter battere l'avvocato, il quale tra l'altro è noto nel giro per le sue ingenti perdite. Tra Franco e Ugo però, i rapporti sono tesi; la loro amicizia, infatti, è compromessa da anni, al punto tale che Franco, indispettito dalla presenza dell'ormai ex amico, quasi decide di tornarsene a casa. La sola prospettiva di vincere la somma necessaria alla ristrutturazione del cinema lo fa desistere dall'idea.
La partita si rivela ben presto tutt'altro che amichevole. Sul piatto, oltre a un bel po' di soldi, c'è il bilancio della vita di ognuno: i fallimenti, le sconfitte, i tradimenti, le menzogne, gli inganni. È uno tra i più bei film di Pupi Avati, lucido, amaro, avvincente.

Personaggi e interpreti

 Avvocato Santelia - Gigio Alberti

Franco - Filippo Dini

Lele - Giovanni Esposito 

 Ugo - Valerio Santoro

Stefano - Gennaro Di Biase


 
Ethos andropo daimon (Il carattere di un uomo è il suo destino) - Eraclito

Nel suo saggio I giochi e gli uomini, il sociologo Roger Caillois suddivide i giochi in quattro categorie: agon o competizione, alea o caso, mimicry o maschera, ilinx o vertigine. Il poker, secondo molti, si avvicina all’idea del gioco perfetto, poiché racchiude in sé tutte e quattro queste anime. “Nulla come il gioco del poker vi rivela - sostengono il filosofo Pier Aldo Rovatti e il sociologo Alessandro Dal Lago nel loro libro Per gioco. Piccolo Manuale dell’esperienza ludica - la persona morale di chi vi sta di fronte (e la vostra a loro)”.
La mia stessa frequentazione del microcosmo del poker mi pone in una posizione di attento osservatore delle dinamiche che si sviluppano al tavolo da gioco, che rimandano da un lato alla sfida eterna per il potere, dall’altra ad una ancora più radicale sfida contro sé stessi e contro la morte.
Una riflessione su Regalo di Natale, noto e fortunato film di Pupi Avati, adattato per il teatro dalla penna di Sergio Pierattini, non può prescindere da questa breve premessa.
Primo perché è un film sul poker. Secondo, ma in misura non meno importante, perché è un film sull’amicizia tradita.
Ci troviamo in una villa, dove, la notte di Natale, quattro amici che non si vedono da dieci anni incontrano quello che è designato ad essere il “pollo” da spennare: l’avvocato Sant’Elia, un uomo sulla sessantina, ricco e ingenuo, che sembra addirittura trovare consolazione nel perdere.
In realtà è il presunto “pollo” a trovarsi di fronte quattro uomini che nella vita hanno giocato col destino e che, in un modo o nell’altro, hanno perso. Franco, imprenditore di multisale in declino, spera nella serata per ripagare i suoi debiti; Ugo, con cui Franco non parla da dieci anni, finge di essere al tavolo solo per far pace con l’amico a cui ha portato via la moglie; Lele, giornalista in eterna bolletta, vive all’ombra di Franco di cui cerca costantemente di conquistarsi i favori, e approda alla villa per cercare di dare un senso alla pochezza della propria esistenza; Stefano infine, simbolo di un’italianità costretta ad arrangiarsi (anche valicando il limite della legalità) spera in questo incontro per risolvere i propri problemi economici.
Dietro il velo dell’ipocrisia, da questa partita giocata contro il destino emergeranno molte verità nascoste. D’altra parte, il poker è anche un nobilissimo gioco tra gentiluomini, un rito moderno in cui mostrarsi per quello che non si è, proprio come in una rappresentazione teatrale: quanto più la maschera è forte e impenetrabile, tanto più sarà difficile comprendere i nostri punti.
Originariamente ambientato negli anni ‘80, il testo è stato trasposto nel 2008, anno in cui la crisi economica globale si è abbattuta sull’Europa segnando profondamente la società italiana. In risposta a recessione e precariato, la rincorsa alla chimera dei soldi facili diventa sempre più affannosa: il gioco d’azzardo vive una stagione di fulminante ascesa, e - dalle slot che affollano i bar e al boom del poker texano - si moltiplicano i luoghi e le modalità in cui viene praticato.
I soldi facili sono l’utopia inseguita anche dai nostri protagonisti, in un crescendo di tensione che ci rivela mano dopo mano come, al tavolo verde, questi uomini si stiano giocando ben più di una manciata di fiches e come in questa notte di un Natale triste - illuminata da uno striminzito albero sullo sfondo - anche chi vince resta sconfitto.Di questa tensione lo spettacolo si alimenta, utilizzando stili e forme teatrali eclettiche: dal naturalismo al monologo, fondamentale veicolo per comunicare al pubblico le piccole verità nascoste dietro la facciata del tavolo verde. La partita stessa, così presente nell’originale cinematografico tutto giocato su primi piani e sguardi, verrà tradotta nel linguaggio teatrale, assurgendo a un’astrazione che sottolinea, al di là di semi e colori, la centralità della dimensione psicologica e relazionale tra i personaggi.
Due le ispirazioni che caratterizzeranno la scenografia: il cerchio e il tempio. Il primo, rappresentato in primo luogo dal tavolo verde, è forma che ritorna nello spazio scenico come simbolo eterno del gioco e del destino, con i suoi alti e bassi, con la sua legge alterna che fa girare le vincite e la fortuna. Anche il tempio è quello del gioco (non a caso moltissimi casinò riprendono la struttura del tempio romano), rappresentazione di quella sacralità rituale che un tempo il gioco aveva presso gli antichi. A rievocarlo quattro piedistalli, ormai privi delle loro statue, eco lontano delle quattro anime di questa lotta senza tregua: alea, mimicry, agon e ilinx.
Cinque attori di grande livello, Gigio Alberti, Filippo Dini, Gennaro Di Biase, Giovanni Esposito e Valerio Santoro, si calano in una partita che probabilmente lascerà i loro personaggi tutti sconfitti, a dimostrazione di come alcuni valori fondamentali delle relazioni umane - amicizia, lealtà e consapevolezza di sé - stiano dolorosamente tramontando dal nostro orizzonte. D’altro canto, già Aristotele, tra i primi filosofi a riconoscere il valore dell’amicizia (“l'amicizia è una virtù indispensabile all'uomo: nessuno sceglierebbe di vivere senza amici”), metteva in guardia gli uomini nello scegliere bene i propri amici, poiché interessi materiali possono facilmente prendere il sopravvento sul sentimento.
Con la sua stringente contemporaneità e la sua universalità fuori dal tempo, la parabola di Regalo di Natale è allora il trionfo del singolo sul collettivo, è la metafora del successo di uno conquistato a spese di tutti, è il simbolo di una teatralità doppia e meschina, è un’amara riflessione su come stiamo diventando. O su come forse siamo già diventati.
Se il poker è lo specchio della vita, il teatro è il luogo dove attori e spettatori si possono rispecchiare gli uni negli altri. E due specchi messi uno di fronte all’altro generano immagini. Infinite.

Marcello Cotugno


MARCELLO COTUGNO
Regista, autore, filmmaker, pedagogo. Si forma all’Accademia di Napoli diretta da Guglielmo Guidi, al Teatro di Roma con Mario Martone e, alla Biennale di Venezia, agli Atelier di regia di Eimuntas Nekrosius e di drammaturgia di Neil LaBute.
Dal 1996 a oggi ha diretto oltre 60 spettacoli, tra cui Anatomia della morte di… (vincitore del premio “7 spettacoli per un teatro italiano per il 2000” e rappresentato al Teatro Argentina di Roma), Niente e nessuno di Letizia Russo, Bash, La forma delle cose e Some Girl(s)di Neil LaBute, Il corpo giusto di Eve Ensler, Due vecchiette vanno al Nord di Pierre Notte, Novantadue - Falcone e Borsellino vent’anni dopo di Claudio Fava (in programmazione a maggio 2018 al Teatro Piccolo Eliseo).
A novembre 2017 ha debuttato il suo nuovo spettacolo: Regalo di Natale, tratto dal film di Pupi Avati e adattato per il teatro da Sergio Pierattini.
Per il cinema, dopo il diploma in Filmmaking alla New York Film Academy nel 1999, ha diretto il cortometraggio Don’t you need. Somebody to love (menzione speciale al LAIFA 2001 a Los Angeles), il corto Fuori dal giro, co-diretto con Dario Iacobelli (vincitore al Festival di Trevignano 2001) e il corto La Tazza (premio Franco Santaniello al Napoli Film Festival 2006). Nel 2016 dirige due cortometraggi: Non è volare di Paolo De Vita e L’Incontro, scritto assieme a Philippe Goudard e Irene Alison, vincitori di premi a Madrid, Valencia, Buenos Aires e Fano.
Dal 2014 collabora come docente al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dal 2009 alla Link Campus University e dal 2008 all’Accademia Padiglione Ludwig. Dal 2007 al 2015 è uno degli autori della serata David di Donatello per RAI1.
Tra le sue pubblicazioni il saggio L’atroce ironia del quotidiano nella drammaturgia post-moderna americana sul Giornale Storico del Centro Studi di Psicologia e Letteratura, A New Form of Beauty all’interno del libro Corpo Riflessione Immagine per Alpes Edizioni, la prima edizione italiana di testi di Neil LaBute, Trilogia della bellezza per Editoria&Spettacolo in collaborazione con Masolino D’Amico e Gianluca Ficca e il testo Liquido scritto in collaborazione con Irene Alison, pubblicato da Nardini editore nella collana Sottotesto, curata da Luca Cedrola.
È presidente dell’Associazione Culturale che si occupa di teatro-terapia Te@troshock.



GIGIO ALBERTI

Cinema
2017 - GLI SDRAIATI regia di F. Archibugi
2017 - UNA VITA SPERICOLATA regia di M. Ponti
2016 - ASSSOLO regia di L. Morante
2014 - IL CAPITALE UMANO regia di P. Virzì
2011 - FEMMINE CONTRO MASCHI regia di F. Brizzi
2010 - COSA VOGLIO DI PIÙ regia di S. Soldini
2008 - DACCI UN TAGLIO regia di F. Jost
2006 - 4-4-2-IL GIOCO PIU' BELLO DEL MONDO regia di Carrello/Cupellini/Lagi/Johnson
2006 - LA CURA DEL GORILLA regia di C. Sigon
2006 - L'ESTATE DEL MIO PRIMO BACIO regia di C. Virzì
2005 - QUO VADIS BABY? regia di G. Salvatores
2004 - LAST FOOD regia di D. Cini
2003 - IN TRAM regia di F. Soldi
Cortometraggio
2001 - L'ORA DI RELIGIONE regia di M. Bellocchio
2001 - QUORE regia di F. Pontremoli
2000 - LUPO MANNARO regia di A. Tibaldi
2000 - PUGNI CHIUSI regia di G. Sodaro
1999 - E ALLORA MAMBO regia di L. Pellegrini
1999 - TUTTI GLI UOMINI DEL DEFICIENTE regia di P. Costella
1998 - FILM regia di L. Belli
1998 - MATRIMONI regia di C. Comencini
1998 - PRIMA LA MUSICA POI LE PAROLE regia di F. Wetzl
1997 - ECCO FATTO regia di G. Muccino
1997 - FIABE METROPOLITANE regia di E. Eronico
1997 - NIRVANA regia di G. Salvatores
1996 - FERIE D'AGOSTO regia di P. Virzì
1996 - LA GRANDE QUERCIA regia di P. Bianchini
1995 - IL CIELO E' SEMPRE PIU' BLU regia di A. Grimaldi
1993 - BONUS MALUS regia di V. Zagarrio
1993 - SUD regia di G. Salvatores
1990 - MEDITERRANEO regia di G. Salvatores
1989 - MARRAKECH EXPRESS regia di G. Salvatores
1987 - KAMIKAZEN-ULTIMA NOTTE A MILANO regia di G. Salvatores
Televisione
2017 - NON UCCIDERE 2 regia di Alhaique/Noce/Sportiello
2015 - NON UCCIDERE regia di G.Gagliardi
2010 - ALL STARS regia di M. Martelli
2009 - I LICEALI 2 regia di G. Manfredonia
2008 - I LICEALI regia di L. Pellegrini
2008 - L'ISPETTORE COLIANDRO 2 regia di M. Bros
2002 - RENZO E LUCIA regia di F. Archibugi
2000 - LUPO MANNARO regia di A. Tibaldi
1986 - ZANZIBAR regia di M. Mattolini
          - EUROCOPS regia di G. Lepre
Teatro
2015 - IL METODO regia di L. Lavia
2014 - VERA VUS regia di L. Loris
2012/13 - IN THE COUNTRY regia di R. Ando'
2011-13 - ART regia di G. Solari
2008-11 - ASPETTANDO GODOT regia di L. Loris
2007/08 - IL RITORNO regia di V. Cruciani
2007 - TERRA DI NESSUNO regia di L. Loris
2001-05 - NAUFRAGI DI DON CHISCIOTTE regia di L. Loris
2001/02 - ZITTI TUTTI! regia di L. Loris
1999 - L'UOMO DELLA MIA VITA
1998 - ARIA DI FAMIGLIA regia di M. Placido
1998 - VIZIO DI FAMIGLIA regia di G. Solari
1997 - GLI INSOSPETTABILI regia di E. Monteleone
1996 - LA DOLCE ALA DELLA GIOVINEZZA regia di L. Loris
1995 - IL CEFFO SULLE SCALE regia di L. Loris
1993 - LA SIGNORA PAPILLON regia di S. Benni
1988 - CAFE' PROCOPE regia di G. Salvatores
1986/87 - ELDORADO regia di G. Salvatores
1986 - LA COMMEDIA DA DUE LIRE regia di Compagnia Rossi-Riondino-Vasini
1985 - COMEDIANS regia di G. Salvatores
1984/83 - UBE RE regia di M. Navone
1983/84 - LA MORTE DI TIZIANO
1982 - GRAN CAN CAN
1982 - L'IMPERATORE D'AMERICA
1982 - SAVED
1981/82 - PEER GYNT regia di M. Navone
1981 - UN CAPPELLO DI PAGLIA D'ITALIA regia di F. Parenti
Pubblicità
1997 - BANCA DI ROMA regia di G. Salvatores
Autore
1990 - MEDITERRANEO regia di G. Salvatores


FILIPPO DINI

Teatro
2017 - “La guerra dei Roses”, di Warren Adler
           - “Rosalind Franklin. Il segreto della vita.” di Anna Ziegler, regia di F. Dini
           - “Ivanov” di A. Cechov, regia di F. Dini
           - “Il Borghese Gentiluomo” di Moliere, regia di Filippo Dini
           -  “92 Falcone e Borsellino” di Claudio Fava, regia di Marcello Cotugno
2016 - “Il Borghese Gentiluomo” di Moliere, regia di Filippo Dini
           - “Il Macello di Giobbe” di e regia Fausto Paravidino
           - “Otello” regia di Carla Sciaccaluga
           - “92 Falcone e Borsellino” di Claudio Fava, regia di Marcello Cotugno
           - “Ivanov” di A. Cechov, regia di F. Dini
2015 - “Ivanov” di A. Cechov, regia di F. Dini
           - “Otello” regia di Carla Sciaccaluga
           - “92 Falcone e Borsellino” di Claudio Fava, regia di Marcello Cotugno
2014-2012 - “Il discorso del Re” di D. Seidler, regia di L. Barbareschi (prod. Casavona)
2011 - “Giulietta e Romeo” regia Valerio Binasco
2010 - “Sogno d’amore” scritto e diretto da G. Rappa
           - “Prenditi cura di me” regia G. Rappa
2009 - “La Bottega del caffè” di Goldoni, regia di Antonio Zavatteri
           - “Antragediagone” scritto e diretto da Emanuela Guaiana
           - “Epistola ai giovani attori” di Olivier Py, regia di Giorgio Barberio Corsetti
           - “Anfitrione” di Moliere, regia di Antonio Zavatteri
2008 - “Prenditi cura di me” scritto e diretto da Giampiero Rappa
           - “Tra la terra e il cielo” scritto e diretto da Giorgio Barberio Corsetti
            - “La scelta del mazziere” di Patrick Marber, regia di Marco Ghelardi
            - “Sogno d’amore” scritto e diretto da Giampiero Rappa
2007 - “Mr. Placebo” di Isabel Wright, regia di Giampiero Rappa
           - “Come vi piace” di Shakespeare, regia di Loredana Scaramella
           - “Le Dionisiache” scritto e diretto da Giorgio Barberio Corsetti
           - “In circolo” scritto e diretto a Riccardo Mosca
2006 - “Il riscatto” scritto e diretto da Giampiero Rappa
2005 - “Amleto” di Shakespeare, regia di Antonio Zavatteri
           - “Il duello” da Cechov, regia di Fortunato Cerlino
           - “Argonauti” scritto e diretto da Giorgio Barberio Corsetti
2004 - “Paradiso” scritto e diretto da Giorgio Barberio Corsetti
           - “Lo zio Vanja” di Cechov, regia di Fortunato Cerlino
2003 - “Zenit” di Barbara Petrini e Giampiero Rappa, regia di Giampiero Rappa
2002 - “Gabriele” di F. Paravidino e G. Rappa, regia di Giampiero Rappa
           - “Il gabbiano” di Cechov, regia di Valerio Binasco
2001 - “Leonce e Lena” di Buchner, regia di Carlo Cecchi
          - “Le nozze” di Cechov, regia di Carlo Cecchi
          - “Un bel giorno a Santa Stella” di Lello Arena
2000 - “Gli uccelli di Aristofane e altre utopie” scritto e diretto da Tonino Conte
           - Mise en espace di “La malattia della famiglia M” di F. Paravidino (premio Candoni di Udine)
            - “Trinciapollo” scritto e diretto da F. Paravidino
1999 - “Gabriele” di F. Paravidino e G. Rappa, regia di G. Rappa
1998 - “Miseria e Nobiltà” di Scarpetta, regia di Carlo Croccolo
1997 - “Il malato immaginario” di Moliere, regia di Carlo Croccolo
Cinema
2017 - “Made in Italy” regia di L. Ligabue
2016 - “Brutti e cattivi” regia di C. Gomez
          - “Amori che non sanno stare al mondo”, regia di F. Comencini
2014 - “Né Giulietta, né Romeo” regia di V. Pivetti
          - “Mia madre” regia di N. Moretti
2013 - “Antonia” F. Cito Filomarino
1999 - “La via degli angeli” di Pupi Avati (Duea)
1997 - “Tu ridi” di Paolo e Vittorio Taviani (Film Tre)
Televisione
2017 - “Il Vicequestore Schiavone2” regia di G.Manfredonia
2016  - “Il Vicequestore Schiavone” regia di M. Soavi
2014 - “Pietro Mennea, la freccia del sud” regia di R. Tognazzi
2012 - “Un passo dal cielo 2” regia di R. Donna
2011 - “Distretto di Polizia XI” regia di A. Ferrari
          - “Il giovane Montalbano” regia di G. M. Tavarelli
2007 - “Nebbie e delitti 2” regia Riccardo Donna


GENNARO DI BIASE

Televisione
2016 - Il Sindaco Pescatore di Maurizio Zoccaro
2009 - Tutti pazzi per amore 2 Regia R. Milani
Cinema   
2017 - Mister Felicità di Alessandro Siani
2016 - Troppo Napoletano di Gianluca Ansanelli
Teatro
2017/2018 - Regalo di natale Regia M. Cotugno
2010/2009 -  casi sono due Regia C. Giuffè
2009/2008 - Il sindaco del rione Sanità Regia C. Giuffrè
2008/2007 - Il sindaco del rione Sanità Regia C. Giuffrè
2007/2006  - Il re, di De Cailavet- De Flers-Arene, Regia S. Falanga
2007/2006 - Il medico dei pazzi Regia C. Giuffrè
2006/2005 - Chiave per due Regia G. Imparato
2006/2005 - Sul lago dorato Regia M. Panici
2006/2005 - Il medico dei pazzi Regia C. Giuffrè
2005/2004 -. Il medico dei pazzi Regia C. Giuffrè
2005/2004 - Canti di guerra Regia N. Mascia
2004/2003 - Miseria e nobiltà Regia C. Giuffrè
2003/2002 - Miseria e nobiltà Regia C. Giuffrè
2002/2001 - I promessi sposi - musical Regia T. Russo
2001/2000 - Mese Mariano Regia L. Sastri
2000/1999 - Cafè Chantant Regia T. Russo
1999/1998 - Le nozze di Figaro Regia N. La Dogana
1998/1997 - Il viaggio di Capitan Fracassa Regia M. Galdieri
1997/1996 - L’ultimo scugnizzo Regia G. Savoia
1996/1995 - La figliata Regia G. Savoia
1995/1994 - Morte di Carnevale Regia G. Savoia
1995/1994 - Pescatori Regia G. Savoia
1994/1993 - My fair lady Regia G. Savoia
1994/1993 - O’ scarfalietto Regia O. Furioso
1994/1993 - O’ Vico-Toledo di notte Regia G. Savoia
1993/1992 - Il ramoscello d’ulivo Regia G. Rizzo
1993/1992 - Compagni di scuola Regia G. Rizzo


Giovanni Esposito, foto di M. Landucci

 
GIOVANNI ESPOSITO

Cinema
2017 - “LORO” regia di Paolo Sorrentino
          - “METTI LA NONNA NEL FREEZER” regia di G. Fontana e G. Stasi
2016 - “BOB & MARYS” regia di Francesco Prisco
          - “AMMORE E MALAVITA” regia dei Manetti Bros
          - “NON C'E' PIU' RELIGIONE” regia di Luca Miniero
          - “PAZZO & BELLA” corto, regia di Marcello Di Noto
2015 - “TROPPO NAPOLETANO” regia di Gianluca Ansanelli
          - “NATALE COL BOSS” regia di Volfango De Biasi
          - “TIRAMISU” regia di Fabio De Luigi
2014 - “SI ACCETTANO MIRACOLI” regia di Alessandro Siani
          - “VIENI A VIVERE A NAPOLI” regia di E. De Angelis, F. Prisco, G. Lombardi
2013 - “MADRE TERRA” regia di Giulio Manfredonia
2012 - “UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE” regia di Rocco Papaleo
2011 - “TO ROME WITH LOVE” in inglese, regia di Woody Allen
         - “ANCHE SE E’ AMORE NON SI VEDE” regia di Ficarra e Picone
         - “OMAMAMIA” in tedesco, regia di Tomy Wigand
2010 - “MOZZARELLA STORIES” regia di Edoardo De Angelis
          - “LA BANDA DEI BABBI NATALE” regia di Paolo Genovese
          - “THE TOURIST” in inglese, regia di Florian Henckel von Donnersmarck
2009 - “NAUTA” regia di Guido Pappadà
           - “BISESTO” corto, scritto e diretto da G. Esposito e F. Prisco
               Candidato al David di Donatello - Vincitore del Giffoni Film Festival 2009
           - “TRIS DI DONNE E ABITI NUZIALI” regia di Vincenzo Terracciano
           - “HOLY MONEY” in inglese, regia di Maxime Alexandre
2008 - “PIACERE! MICHELE IMPERATORE” regia di Bruno Memoli
2005 - “ALL THE INVISIBLE CHILDREN” regia di Stefano Veneruso
2004 - “IL SORRISO DELL’ULTIMA NOTTE” regia di Ruggero Cappuccio
           - “IL RESTO DI NIENTE” regia di Antonietta De Lillo
2003 - “AL CUORE SI COMANDA” regia di Giovanni Morricone
2002 - “FACCIA DA MARITO” regia di Giovanni Morricone
           - “LA LEGGENDA DI AL, JOHN & JACK” regia di Aldo Giovanni e Giacomo e M. Venier
           - “PER CARENZA DI FONDI” corto, scritto e diretto da G. Esposito - Premio“Massimo Troisi” 2002  
2001 - “BIMBA – E’ CLONATA UNA STELLA” regia di Sabina Guzzanti
           - “RIBELLI PER CASO” regia di Vincenzo Terracciano
2000 - “TANDEM” regia di Lucio Pellegrini
           - “IL PARTIGIANO JHONNY” regia di Guido Chiesa
           - “L’UOMO DELLA FORTUNA” regia di Silvia Saraceno
1999 - “TUTTI GLI UOMINI DEL DEFICIENTE” regia di Paolo Costella
          - “W LA SCIMMIA” regia di Marco Colli  
          - “ORMAI E’ FATTA” regia di Enzo Monteleone  
          - “SONO POSITIVO” regia di Cristiano Bortone
1998 - “L’AMORE NON HA CONFINI” corto, regia di Paolo Sorrentino
          - “POLVERE DI NAPOLI” regia di Antonio Capuano, episodio “MIMMO PEZZELLA”
          - “PER TUTTO IL TEMPO CHE CI RESTA” regia di Vincenzo Terracciano

Televisione
2017 - “FLASH” puntata pilota, regia di Valerio Vestoso
2015/16 - “I BASTARDI DI PIZZOFALCONE” regia di Carlo Carlei
2015 - “MATRIMONI E ALTRE FOLLIE” regia di Laura Muscardin
2014 -  “QUALUNQUE COSA SUCCEDA. GIORGIO AMBROSOLI” regia di Alberto Negrin
2013 - “NERIPOPPINS” programma di Raitre con Neri Marcorè, regia di Cristiano D'Alisera  
2012 - “IL CASO TORTORA, DOVE ERAVAMO RIMASTI?” regia di Ricky Tognazzi
2010 - “MIA MADRE” regia di Ricky Tognazzi
          - “I DELITTI DEL CUOCO” regia di Alessandro Capone
2009 - “L’ISOLA DEI SEGRETI - KORE’” regia di Ricky Tognazzi
2008 - “PANE E LIBERTA’” regia di Alberto Negrin
           - “QUO VADIS BABY?”serie tv per SKY, regia di Guido Chiesa
2007 -  “ANCHE SE” programma di Raitre con F. Paolantoni, regia di Giacomo Ciarrapico
           - "CONDOMINIO” sit-com puntata pilota, regia di Massimo Martelli
           - “IO E MAMMA” regia di Andrea Barzini
           - “L’AVVOCATO GUERRIERI: AD OCCHI CHIUSI” regia di Alberto Sironi
2006 - “COTTI E MANGIATI” sit-com, regia di Franco Bertini
2005 - “GRANDI DOMANI” regia di Vincenzo Terracciano
           - “SALVO D’ACQUISTO” regia di Alberto Sironi
2002/03 - “MAI DIRE DOMENICA” programma di Italia 1 con la Gialappa’s band
2001 - “QUELLI CHE IL CALCIO” programma di Raidue con S. Ventura, regia di Paolo Beldì
          - “RIDO” regia di Rinaldo Gasperi  
          - "TEATRO 18” programma di Italia 1 con Serena Dandini, regia di E. Romio
1999 - “GIORNALISTI” regia di Donatella Maiorca
1998 - “FISSA IL PREFISSO” con Serena Dandini, regia di Davide Marengo - pubblicità Testimonial Telecom
          - “COMICI” programma di Italia 1 con Serena Dandini, regia di Rinaldo Gaspari
          - “IL COMMISSARIO RAIMONDI” regia di Paolo Costella
          - “ANNI ‘50” regia di Carlo Vanzina
          - “MAI DIRE GOL” Edizione Mondiali, programma di Italia 1 con la Gialappa’s band
1997  - “LA STORIA SIAMO NOI” regia di Pasquale Pozzessere        
           - “PIPPO CHENNEDI SHOW” programma di Raidue con Serena Dandini, regia di Franza Di Rosa

Teatro
2017 - “REGALO DI NATALE” regia di Marcello Cotugno
          - “CIRCUS DON CHISCIOTTE” regia di Ruggero Cappuccio
          - “IN ATTESA DI GIUDIZIO” regia di Roberto Andò – Napoli Teatro Festival
          - “SPACCANAPOLI TIMES” regia di Ruggero Cappuccio
2016/17 - “BUENA ONDA” regia di Valter Lupo
                - “IL BACIAMANO” regia di Giovanni Esposito
2015/16 -  “SIGNORI IN CARROZZA” regia di Paolo Sassanelli
2015 - “SPACCANAPOLI TIMES” regia di Ruggero Cappuccio
2013/15 - “UOMO E GALANTUOMO” regia di Alessandro D'Alatri
2012/13 - “...E FUORI NEVICA!” scritto e diretto da Vincenzo Salemme
2011/12 - “COMPAGNIA TOTO'” regia di Giancarlo Sepe
2011 - “EDUARDO: PIU’ UNICO CHE RARO” di E. De Filippo, regia di Giancarlo Sepe
2010/11 - “INDAGINE D'AMORE” testo e regia di Nicola Zavagli
2009 - “MORSO DI LUNA NUOVA” testo di E. De Luca, regia di Giancarlo Sepe
2008 - “LA SCAMPAGNATA DEI TRE DISPERATI - Francesca da Rimini” regia di A. Casagrande
           - “L’ALBERGO DEL SILENZIO” regia di L. Salveti, con M. Esposito, E. Lama e S. Marchini
2005 - “’O SCARFALIETTO” di E. Scarpetta, regia di Armando Pugliese
1999 - “CUPIDO SCHERZA E SPAZZA” di P. De Filippo, regia di Silvio Orlando
          - “LA RIVOLUZIONE E’ RINVIATA” di Renato Carpentieri
1998/99 - “CHI ARDE PER AMORE SI SCOTTA E SUDA” testo e regia di Edoardo Tartaglia
1998 - “DON RAFFAELE ‘O TROMBONE” di P. De Filippo, regia di Silvio Orlando
          - “CORTI DI TEATRO” regia di Giovanni Esposito - Festival “Massimo Troisi”
1997  - “DON FAUSTO” di A. Petito, regia di Renato Carpentieri
           - “IL TEATRO DEL FUOCO” di A. Messina e R. Carpentieri, regia Rento Carpentieri
1996/97 - “‘O SCARFALIETTO” di E. Scarpetta, regia di Livio Galassi
                - “LA COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI” di W. Shakespeare, regia di Tato Russo
                - “IL GIARDINO DEL TEATRO” regia di Renato Carpentieri
1996/98 - “SALE DA MUSEO - MUSO DI FUMO” di E. Vittoriani, regia di Renato Carpentieri
1996 - “LILIOM” di F. Molnar, regia di Gigi Dall’Aglio
1995 - “ROMEO E GIULIETTA” regia di Livio Galassi
          - “LA FIGLIA DI IORIO” di G. D’Annunzio, regia Livio Galassi
1994/95 - “DOVE STA ZAZA’” di D. Freudiani, regia di Livio Galassi
1994 - “MOLTO RUMORE PER NULLA” regia di Gigi Dall’Aglio  


Regalo di Natale di Pupi Avati
Regia
: Marcello Cotugno
Dal
11 al 28 gennaio 2018
Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
Biglietti: Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00;  Poltronissima under 26 € 15,00
Biglietteria: prevendita telefonica: numero verde 800 914 350 (Attivo da rete fissa, in orari di cassa); informazioni: telefono 02 7636901 - cassa@teatromanzoni.it - dal lunedì al sabato: 10.00 - 19.00 - La biglietteria è aperta anche 45 minuti prima di ogni spettacolo
Call Center: 02 00634555 - Attivo tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00; per informazioni e prevendita telefonica con pagamento con carta di credito e ritiro lasera stessa presso la biglietteria del Teatro
Onlinewww.ticketone.it - Punti vendita oltre 700 in tutta Italia - Call center 892 101
Ufficio StampaManola Sansalone - stampa@teatromanzoni.it  - Tel. 02 763690630 - M. 338 9306431

Teatro Manzoni
Via Manzoni 42
20121 Milano 
Tel. 02 7636901 - Fax 02 76005471 - www.teatromanzoni.it 

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