SiteLock

Archivi categoria : Performance

Padiglione Tibet, 10 AGOSTO 2017 APERTURA STRAORDINARIA, Palazzo Zenobio, Venezia

Padiglione Tibet un ponte di cultura e libertà a cura di Ruggero Maggi
Palazzo Zenobio - Fondamenta del Soccorso 2596 - Venezia
dal 10 maggio al 10 agosto 2017
evento dedicato a S.S. il Dalai Lama

GIOVEDI' 10 AGOSTO 2017 APERTURA STRAORDINARIA
per condividere insieme la giornata conclusiva di questo significativo evento.
A partire dalle ORE 18.00 si potrà continuare a visitare il Padiglione attraversando la sala delle LUNG-TA (cavalli di vento) le bandiere di preghiera che enfatizzano e racchiudono in sé il desiderio innato del popolo tibetano di abbracciare l'intera razza umana in una grande preghiera collettiva. Su queste delicate strutture filiformi gli artisti invitati per questa edizione di Padiglione Tibet, ideato e curato da Ruggero Maggi, sono intervenuti con messaggi poetici di straordinaria forza spirituale e creativa: Marco Agostinelli, Dino Aloi, Salvatore Anelli, Piergiorgio Baroldi - Lorenzo Bluer, Carla Bertola - Mariella Bogliacino - Fernando Montà - Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi - Giglio Frigerio - Fabrizio Martinelli, Rovena Bocci, Rossana Bucci - Oronzo Liuzzi, Rosaspina Buscarino, Silvia Capiluppi, Paola Caramel, Simonetta Chierici - Loredana Manciati - Tiziana Priori - Elena Sevi, Pino Chimenti, Circolo degli artisti di Varese, Marzia Corteggiani, Giampietro Cudin - Carla Rigato, Albina Dealessi, Nyima Dhondup - Livia Liverani, Anna Maria Di Ciommo, Franco Di Pede, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma - Gennaro Ippolito, Gretel Fehr, Mavi Ferrando - Mario Quadraroli - Roberto Scala, Alessandra Finzi - Gianni Ettore Andrea Marussi, Alberto Fortis, Emanuela Franchin, Ivana Geviti, Antonella P. Giurleo, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Peter Hide 311065 - Isabella Rigamonti, Benedetta Jandolo - Angela Marchionni, Oriana Labruna, Silvia Lepore - Sandro Pellarin, Ruggero Maggi, Giulia Niccolai - Gruppo BAU, Tashi Norbu, Clara Paci, Lucia Paese, Salvatore Perchinelli, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Anna Seccia, Gianni Sedda, Roberto Testori.

 

Soffermandosi sulle opere-video di Satish Gupta (presentato dalla prestigiosa BASU Foundation For The Arts), di Francesca Lolli e Marco Rizzo per poi accedere ad un particolare ed originale percorso visivo ed emozionale, costituito da quattro mostre personali con una selezione di opere dal contenuto giocoso e fluttuante come nel caso di Marcello Diotallevi con le sue “Fiabe al vento”; con le evocative immagini fotografiche di Anna Maria Di Ciommo riproducenti Lama tibetani al lavoro su splendenti mandala; con le rigorose opere di Rosaspina Buscarino dal serrato ritmo compositivo, capaci di penetrare a fondo nell'animo umano e con le opere-oggetto di Roberto Testori che nel loro biancore riflettono soluzioni concettuali ricche di significati spirituali ed artistici.
Camminare all'interno di un'opera poetica, potente e preziosa nello scrigno a cielo aperto nel giardino di Palazzo Zenobio, in cui la natura stessa dialoga con gli elementi che la compongono: Atman (dal sanscrito “essenza” - “soffio vitale”) di Robert Gligorov curata da Luca Pietro Acquati Architetto. Nessuna apologia di nazismo, anzi un messaggio di pace e solidarietà verso il popolo tibetano che con quel simbolo (la svastica) rappresentava il sole, l'infinito e l'eternità. Sulle sculture che compongono l'installazione sono incisi i nomi di monaci e di personalità che hanno avuto una rilevante importanza per quanto riguarda la sfera spirituale del mondo tibetano ed indiano, tra cui il Mahatma Gandhi.


ORE 19.00
NO CHAIN performance di danza contemporanea di K7
coreografia di Kappa | musica di Paola Samoggia | danza Giuseppe Spinelli
...ho pensato a Padiglione Tibet, al ponte tra due culture…. al collegamento… alla denuncia della situazione attuale che però volge verso una libertà raggiunta con l’aiuto delle due culture assieme, l’aiuto di tutti…. la campana a lastra è libera di muoversi nel vento…. come una bandiera di preghiera….” Paola Samoggia

ORE 19.30
RICCARDO PES musicista e compositore
Programma “Padiglione Tibet” Giovanni Sollima – Alone | Giuseppe Tartini – Adagio | Eliodoro Sollima – Sonata 1959 | Kristof Penderecky – Per Slava | Riccardo Pes – Premer e Stalir
Il programma è un mix di musica composta nel 21° secolo, periodo in cui il naturale concetto di armonia classica raggiunse il suo massimo disfacimento a favore di un serialismo di natura espressionista. La realtà frammentata dalle Guerre Mondiali e dalla povertà internazionale viene così tradotta nelle note laconiche e scure del repertorio Novecentesco. Il brano finale, invece, è un omaggio a Venezia, composto da Riccardo Pes ed ispirato al vogare “alla veneta” delle gondole: Premer e Stalir.

ORE 20.00
PRIMA BIENNALE INTERNAZIONALE DI ARTE POSTALE A VENEZIA a cura di Ruggero Maggi

Termina la mostra di Arte Postale con l'esposizione di numerosi interventi pervenuti per posta e realizzati da circa 800 artisti di tutto il mondo - tra cui Altan, Gillo Dorfles, Shozo Shimamoto, Robert Gligorov - che hanno risposto all'invito dal tema: Il Dalai Lama ed il Tibet.
L'Arte Postale è un network internazionale che ha contrassegnato, soprattutto alla fine del secolo passato, un’infinita serie di progetti, riviste, libri, mostre, in cui ha valore la relazione intrinseca tra l'oggetto spedito, il mittente ed il destinatario. Il Futurismo e il Dadaismo sono da considerarsi senz'altro gli antecedenti storici di questa forma di comunicazione artistica, così come è da sottolineare l'opera di Kurt Schwitters, creatore dei primi lavori realizzati con timbri e l'avvento, alla metà degli anni '50, della ricerca Fluxus con l'opera di artisti come Joseph Beuys, Ray Johnson, George Maciunas, Ken Friedman, Ben Vautier e di alcuni artisti e teorici del Nuovo Realismo francese come Pierre Restany ed Yves Klein. Ray Johnson, artista di New York, è considerato il creatore dell'Arte Postale: nel 1962 fonda, sbeffeggiando le vere scuole per corrispondenza, la New York Correspondence School (così definita da Ed Plunkett). Questa Biennale non vuole assolutamente rendere istituzionale un fenomeno artistico come la Mail Art che ha nel proprio codice genetico un'avversione per tutto ciò che può renderla ufficiale ed istituzionale - nel 1986 scrissi: “la Mail Art usa le istituzioni nei luoghi delle istituzioni contro le istituzioni” - ma vuole fare il punto su questo network antesignano dei recenti social network. Un grande archivio aperto al pubblico.

Ospite speciale di questa Prima edizione della Biennale di Arte Postale: GAC, acronimo che indica Guglielmo Achille Cavellini, probabilmente il più controverso artista nella storia dell'arte contemporanea italiana e creatore dell'autostoricizzazione.

ORE 20.30
Sempre nella splendida corte di Palazzo Zenobio conclusione della serata con un momento conviviale coordinato con il Gruppo Giovani Pittori Spilimberghesi "Leoluca Vincenzo Visalli" - l'Associazione Socio-Culturale Erasmo da Rotterdam di Spilimbergo (Pn) - Storica Società Operaia di Mutuo e Soccorso di Pordenone - ANIOC Ass. Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche Pordenone-Spilimbergo e con la fattiva collaborazione per le degustazioni di: Pasticceria Le Strane Delizie Spilimbergo, Formaggi Tosoni Spilimbergo, Vini Castelcosa San Giorgio della Richinvelda, Salumi Lovison Spilimbergo, ArteVino di Eddy Leone Spilimbergo.






Ingresso: libero
Informazioni
: www.padiglionetibet.com | maggiruggero@gmail.com | 320.9621497
orari: martedì – domenica 10.00/18.00 - chiusura: lunedì

PALAZZO ZENOBIO – FONDAMENTA DEL SOCCORSO 2596 - VENEZIA
. Dalla Stazione Ferroviaria di Venezia facilmente raggiungibile a piedi
. vaporetto 5.1 fermata S. Basilio


TIBET PAVILION a bridge made of culture and freedom by Ruggero Maggi
Palazzo Zenobio – Fondamenta del Soccorso 2596 - Venice
May 10th - August 10th 2017
Art event dedicated to H. H. the Dalai Lama

THURSDAY 10th of AUGUST 2017   SPECIAL OPENING
to share the end of this significant project.

AT 6 pm It will be possible continue to visit the Pavilion passing trough the prayer flags show, LUNG-TA (literally wind horses), the true symbols that hold and emphasize the Tibetan spirituality and the natural wish of the Tibetan People to embrace the whole human race in a collective prayer. Delicate threadlike structures on which the invited artists of this edition of Tibet Pavilion, project by Ruggero Maggi, have intervened by poetical messages of extraordinary spiritual and creative strength: Marco Agostinelli, Dino Aloi, Salvatore Anelli, Piergiorgio Baroldi - Lorenzo Bluer, Carla Bertola - Mariella Bogliacino - Fernando Montà - Alberto Vitacchio, Giorgio Biffi - Giglio Frigerio - Fabrizio Martinelli, Rovena Bocci, Rossana Bucci - Oronzo Liuzzi, Rosaspina Buscarino, Silvia Capiluppi, Paola Caramel, Simonetta Chierici - Loredana Manciati - Tiziana Priori - Elena Sevi, Pino Chimenti, Circolo degli artisti di Varese, Marzia Corteggiani, Giampietro Cudin - Carla Rigato, Albina Dealessi, Nyima Dhondup - Livia Liverani, Anna Maria Di Ciommo, Franco Di Pede, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma - Gennaro Ippolito, Gretel Fehr, Mavi Ferrando - Mario Quadraroli - Roberto Scala - K7, Alessandra Finzi - Gianni Ettore Andrea  Marussi, Alberto Fortis, Emanuela Franchin, Ivana Geviti, Antonella P. Giurleo, Isa Gorini, Gruppo Il Gabbiano, Peter Hide 311065 - Isabella Rigamonti, Benedetta Jandolo - Angela Marchionni, Oriana Labruna,, Silvia Lepore - Sandro Pellarin, Ruggero Maggi, Giulia Niccolai - Gruppo BAU, Tashi Norbu, Clara Paci, Lucia Paese, Salvatore Perchinelli, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Anna Seccia, Gianni Sedda, Roberto Testori.
Looking the significant video-works of Satish Gupta (presented by prestigious BASU Foundation For The Arts), of Francesca Lolli and Marco Rizzo and then entering in a peculiar and unique, visual and emotional journey, made of four personal exhibits with a selection of playful and fluctuating works in the case of Marcello Diotallevi and his “Fiabe al Vento” (Tales to the wind); Anna Maria Di Ciommo’s evocative photographs of Tibetan Lamas working on bright mandalas; the rigorous works of Rosaspina Buscarino that with their serried compositional rhythm can pierce the human soul and Roberto Testori’s object-artwork that in their whiteness reflect conceptual solutions rich of spiritual and artistic meaning.
Walking inside a poetic artwork, powerful and precious within the open-air treasure of Zenobio Palace’s garden, where nature matches the surrounding elements: Atman (from the Sanskrit: “vital spark”) by Robert Gligorov and curated by Luca Pietro Acquati Architect. No apology for nazism. On the contrary it's a message of peace and solidarity towards the Tibetan people who have been seeing the sun, the infinite, the eternity in that symbol.

On the sculptures composing the installation some names are engraved. They belong to monks and personalities who have been particularly relevant in the spiritual sphere of Tibetan and Indian world, including Mahatma Gandhi.

 AT 7 pm
NO CHAIN contemporary dance performance by K7
choreographed by Kappa | music by Paola Samoggia | dancer Giuseppe Spinelli
"... I thought of Tibet Pavilion, bridge between two cultures .... to the connection ... to the denunciation of the current situation that tends to a freedom achieved with the help of the two cultures together, the help of all .... The plate bell is free to move in the wind .... just like a prayer flag …” (Paola Samoggia)

AT 7.30 pm
RICCARDO PES musician and composer
Program “Tibet Pavilion” | Giovanni Sollima – Alone | Giuseppe Tartini – Adagio | Eliodoro Sollima – Sonata 1959 | Kristof Penderecky – Per Slava | Riccardo Pes – Premer e Stalir
The program is a mixture of different kind of music realized in the 21th century.
Last song is a tribute to Venice, it was composed by Riccardo Pes and it's inspired by "rowing the gondola": Premer e Stalir.
Riccardo Pes is a very creative cellist and composer. His way of playing is a perfect combination of knowledge, technical skills, natural lyricism, fluent sound and fine musical instinct.” Giovanni Sollima

AT 8 pm
1st VENICE INTERNATIONAL MAIL ART BIENNIAL by Ruggero Maggi

The Mail Art Biennial will end with the exhibition of many mail artworks of about 800 artists of all the world – among which Altan, Gillo Dorfles, Shozo Shimamoto, Robert Gligorov – who have answered to the invitation:The Dalai Lama and Tibet.
Mail Art is an international network which has marked, especially at the end of past century, an infinite number of projects, shows, fanzines, books, in which the inner relation between the sent object, the sender and receiver its of value. Futurism and Dadaism can be considered the historical antecedents of this form of art communication, it's important to underline the Kurt Schwitters's rubber-stamped works, the Fluxus movement with the artists' work such as: Joseph Beuys, Ray Johnson, George Maciunas, Ken Friedman, Ben Vautier and the French New Realism with Pierre Restany and Yves Klein.Ray Johnson is considered the Mail Art's creator: at 1962 he founded, mocking the real Correspondence Schools, the New York Correspondence School (so defined by Ed Plunkett).This Biennial doesn't want make mail art institutional - at 1986 I wrote “Mail Art uses institutions in the places of institutions against institutions” - which has in the own genetic code an aversion for all can make it official, but, at the contrary, it wishes take stock on this network precursor of current social network. A great archive with thousands of works. In this first edition of the Mail Art Biennial of Venice special guest is GAC (acronym for Guglielmo Achille Cavellini, who is more than likely the most controversial artist in the history of Italian Contemporary Art and the inventor of the “self-historicization”). Furthermore, the works and photos that are being presented are also made by those artists who accepted my invitation to celebrate the New Year on 31 December 2014 (100th anniversary of GAC's birth) by wearing a mask of GAC's face that I had made in 1985 and by making their relatives and friends to do the same thing for such a special occasion.

 AT 8.30 pm
In the beautiful courtyard of Palazzo Zenobio this special day will end with a friendly moment by the collaboration of: Gruppo Giovani Pittori Spilimberghesi "Leoluca Vincenzo Visalli" - l'Associazione Socio-Culturale Erasmo da Rotterdam di Spilimbergo (Pn) - Storica Società Operaia di Mutuo e Soccorso di Pordenone - ANIOC Ass. Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche Pordenone-Spilimbergo and with the tasting offered by: Pasticceria Le Strane Delizie Spilimbergo, Formaggi Tosoni Spilimbergo, Vini Castelcosa San Giorgio della Richinvelda, Salumi Lovison Spilimbergo, ArteVino di Eddy Leone Spilimbergo.

FREE ENTRANCE
info: www.padiglionetibet.com | maggiruggero@gmail.com | 320.9621497
Opening hours: Tuesday through Sunday 10 am - 6 pm | Closed on Mondays
PALAZZO ZENOBIO FONDAMENTA DEL SOCCORSO 2596
VENICE
ITALY

. Walking distance from the Venice train station . Ferry 5.1 Stop San Basilio

Condividi su:

Mr. Savethewall: Stencil Mood Story, Mondadori Megastore Milano Duomo



In occasione dell'inaugurazione della mostra "Stencil Mood Story", martedì 11 luglio, l'artista Mr. Savethewall ha realizzato la performance "Balloon Art" esplosione di "Dollart", la vera valuta del sistema dell'arte.
Sono intervenuti alla presentazione: Angelo Crespi e Mr. Savethewall (Pierpaolo Perretta); Mario Resca, Presidente di Mondadori Libri; l'economista Pompeo Locatelli, il collezionista Edoardo Marcenaro e il Direttore della sede di Milano di Banca d'Italiai, Giuseppe Sopranzetti.
Stencil Mood Story
 è la seconda mostra del ciclo st art. L'arte per tutti, il nuovo progetto artistico ideato e promosso da Mondadori Store e curato da Angelo Crespi al Mondadori Megastore di piazza Duomo a Milano.

L'arte di Mr. Savethewall (Pierpaolo Perretta) è un'arte di disturbo che suggerisce idee e messaggi provocatori, a volte irriverenti, nei confronti di tematiche sociali e politiche di scottante attualità. La performance ben si sposa con l' idea di arte dell'artista e la filosofia del progetto: includere il maggior numero possibile di persone nell' universo arte.  I visitatori hanno potuto ricevere proprio un'opera d'arte, un Dollart, autografato dall'artista. Perché l'arte contemporanea, quella pop, è proprio questo: caricare di significato e valore anche un (all'apparenza) "banale" oggetto come un pezzo di carta, il dollart per l'appunto, che, a differenza del dollaro americano, non è "legal tender for all debts, private and public" ma vale quanto 100 dollari veri o forse anche più. Dollart gratis per tutti i visitatori il giorno dell'inaugurazione. Arte pop gratis, ma anche in vendita. Perché uno dei fini del progetto è proprio quello di far circolare le opere d'arte, rendendole accessibili. 


"L'idea -
 dichiara Angelo Crespi, curatore del progetto - non è solo quella di mostrare i campioni del pop nostrano, ma anche di rendere disponibili in vendita - con la partnership di Deodato Arte - una serie di lavori, soprattutto multipli, che possano permettere a un nuovo pubblico di avvicinarsi al mondo dell'’arte con un prezzo di ingresso basso a fronte di una qualità alta. E la scelta della street art e del pop non è casuale essendo arti democratiche, accessibili, e quasi connaturate a quell'idea di molteplicità che è uno dei tratti distintivi del contemporaneo". 

Mr. Savethewall: "Penso che la formula di st art. L'arte per tutti sia la coerente evoluzione della mia scelta di usare la strada per 'recapitare' al maggior numero di persone i miei messaggi, Il mio linguaggio e la mia poetica sono da sempre basati su questa volontà: attaccare ai muri in modo non permanente i miei lavori realizzati su carta da pacchi, cartone o altri materiali di scarto valorizzando un messaggio, senza agire illegalmente dipingendo direttamente sui muri. Raggiunta una certa popolarità, i miei lavori venivano staccati (spesso nel tempo record di mezz'ora) per essere poi incorniciati da attenti appassionati o collezionisti; tutto ciò mi privava della continuità del dialogo con i successivi passanti. Quindi, mio malgrado - conclude l'artista - ho Performanceinterrotto questa pratica di "street art non permanente". Oggi Mondadori Store mi offre nuovamente questa chance e trovo perfetto il Mondadori Megastore perché funge da volano, da grandioso amplificatore delle mie suggestioni. 'L'arte per tutti', poi, è perfettamente in linea con la mia scelta di artista POP: la mia arte era, è e così continuerà ad essere: per tutti!".

Mr. Savethewall (Pierpaolo Perretta) è un artista che agisce secondo il metodo della deriva e del détournement situazionista per proporre opere che interpretano temi e costumi della società contemporanea in chiave ludica o polemica, ironica o dissacrante. Una "decostruzione e ricostruzione dei codici linguistici" che Mr. Savethewall opera attraverso le modalità e le tecniche di intervento della Street Art; in primis l'utilizzo dello stencil su supporti di derivazione urbana e di largo consumo come cartone, carta da pacchi, legno, metallo, materiale di riciclo. Come recita il suo pseudonimo, Mr. Savethewall non dipinge sui muri ma li rispetta e li "salva" fissando le sue opere temporaneamente con quattro pezzi di nastro adesivo giallo agli angoli. I suoi primi lavori, attaccati ai muri cittadini di Como, sono stati staccati dai passanti per essere incorniciati: ciò ha destato l'interesse e la curiosità del sistema dell'arte e Mr. Savethewall ha fatto il suo ingresso nelle gallerie d'arte e negli spazi pubblici. 


st art. L'arte per tutti è un progetto artistico curato da Angelo Crespi, si avvale della collaborazione di Sergio Pappalettera, artista visual ed esperto di strategie di marketing e comunicazione ed è prodotto in partnership con Deodato Arte, brand che dal 2012 si è concentrato sulla comunicazione e vendita off e on line soprattutto di artisti pop o legati alla street art. 


Le opere di Mr. Savethewall sono esposte e acquistabili nello Spazio Eventi al 3° piano fino al 10 settembre.

Mondadori Megastore Milano Duomo 
Piazza Duomo 1

20121 MILANO

Condividi su:

Africa. Raccontare un mondo, da scoprire al Pac di Milano

Noi vi aggiorneremo giorno per giorno su quanto accade al PAC  per la mostra Africa. Raccontare un mondo e quindi questa pagina è in continuo divenire per capire quanto accade, cosa preme sui confini europei, ma soprattutto i nostri. Questa mosta al PAC ci dà indizi di comprensione e per questo noi li seguiamo  per cercare di comprendere anche noi l'Africa, "un continente che non c'è" come suggerisce qualcuno. Le performance avvengono giorno dopo giorno e noi cercheremo di essere presenti e documentarle anche con interviste.


Dal 27 giugno al 11 settembre il PAC di Milano ospita la mostra Africa. Raccontare un mondo a cura di Adelina von Fürstenberg.

Africa. Raccontare un mondo, video e performance a cura di Ginevra Bria.

Con la mostra AFRICA. Raccontare un mondo il PAC di Milano prosegue la sua esplorazione dei continenti sulla rotta dell’arte, proponendo una selezione di artisti e di narrative che non solo vivono e affondano le loro radici africane nel mondo, ma che abitano anche la sua diaspora.
Definire l’Africa, oggi, significa saperla raccontare. In equilibrio tra Occidentalità e Africanismo, tra post-colonialismo e migrazioni, l’arte africana contemporanea pone infatti questioni essenziali, politiche, economiche, religiose e di genere che investono il futuro di uno fra i continenti più complessi del nostro pianeta.

Attraverso fotografie, dipinti, installazioni, disegni, sculture, ma anche video e performance, provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali, 33 artisti di diverse generazioni, che incarnano e rappresentano oggi la molteplicità dei loro contesti sociali di riferimento, sottoporranno al visitatore ricerche visuali e narrative per comprendere l’universalità della scena artistica dell’Africa contemporanea a sud del Sahara, svelandone lo spirito immediato e in crescita senza nascondere la violenza e l’altrettanta immediatezza dei mondi che la compongono: dagli artisti protagonisti del Dopo l’Indipendenza, saldati al proprio universo culturale, passando attraverso l’Introspezione Identitaria che contraddistingue invece gli artisti engagé, per arrivare al “bivio” di una Generazione Africa partecipe e immersa nella contemporaneità, fino alle artiste che indagano la realtà attraverso il Corpo e le Politiche della Distanza.
Il PAC prosegue il suo cammino nell’esplorazione costante e attenta della produzione artistica contemporanea dei continenti - ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno - confermando la propria vocazione di centro di ricerca e sperimentazione internazionale

Il percorso espositivo di “Africa. Raccontare un mondo” offre un approccio sensibile dell'arte contemporanea africana attraverso quattro tematiche: “Dopo l’Indipendenza”, “L’introspezione identitaria”, “La generazione Africa” e “Il corpo e le politiche della distanza”.
Gli artisti del “Dopo l’Indipendenza” sono maestri della loro arte, fortemente saldati al loro universo culturale. I loro lavori sono trasposizioni della vita africana, privi di necessità critica, e trascrivono il mondo africano alle soglie del mutamento.
Artisti: Frédéric Bruly Bouabré (Costa d’Avorio), Seydou Keïta (Mali), J.D. Okhai Ojeikere (Nigeria), Idrissa Ouédraogo (Burkina Faso), Malick Sidibé (Mali).
Contrassegnato dal sistema delle mostre internazionali e dalla facilità di viaggiare, il tema dell’“Introspezione Identitaria” mette in primo piano una serie di artisti impegnati che mettono in discussione il post-colonialismo, le guerre e i genocidi, le problematiche legati all’ambiente, l’AIDS, la povertà, la corruzione politica, la questione del petrolio, e altro ancora. Nel loro linguaggio, tuttavia, modernità e tradizione si evolvono senza contrapporsi.
Artisti: Georges Adéagbo (Benin), Abu Bakarr Mansaray (Sierra Leone), Romuald Hazoumé (Benin), Pieter Hugo (Sud Africa), Richard Onyango (Kenya), Chéri Samba (Congo), Abdelrahmane Sissako (Mauritania), Yinka Shonibare MBE (Nigeria), Barthélémy Toguo (Camerun). 

È sui cambiamenti della società e sulla posizione individuale che si concentra il tema “Generazione Africa”, una generazione-bivio formatasi nelle scuole d’arte occidentali e presente alle fiere d’arte, fortemente consapevole però della propria identità al di là degli stereotipi.
Artisti: Malala Andrialavidrazana (Madagascar), Omar Ba (Senegal), Kudzanai Chiurai (Zimbabwe), Senzeni Marasela (Sud Africa), Billie Zangewa (Malawi).
Il Corpo e le Politiche della Distanza” presenta infine il percorso di nove artiste africane contemporanee che tra video-arte e performance, un ritratto in movimento della giustizia, una personificazione del vivere e del sentire di minoranze religiose, culturali e di genere. 

Artiste: Nathalie Anguezomo Mba Bikoro (Gabon), Gabrielle Goliath (Sud Africa), Ato Malinda/Alex Mawimbi (Kenya), Zanele Muholi (Sud Africa), Tracey Rose (Sud Africa), Berni Searle (Sud Africa)


 

PERFORMANCE
Il 27, 28 e 29 giugno tre giovani artiste sudafricane raccontano attraverso il corpo la rottura tra l’immaginario dell’universo femminile e il sistema dominante di rappresentazione della fisicità mettendo in scena tre differenti performance: Donna Kukama, Buhlebezwe Siwani e Anne Historical. Quest’ultima, durante la giornata del 30 giugno, inaugurerà un’installazione site specific pensata per lo spazio dell’Edicola Radetzky sulla Darsena di Milano.
Edicola Radetzky, affacciata sulla Darsena recentemente restituita come nuovo polo della vita milanese, è un piccolo gioiello dei primi anni del '900, caratterizzato dalla struttura in ferro e vetro e concluso da un grande tetto a pagoda che evoca l'esotismo di quegli anni. Da luogo di vendita di quotidiani e riviste, Edicola Radetzky ritorna a vivere come centro culturale dedicato all'arte contemporanea, con un particolare rapporto tra interno ed esterno, per via delle pareti di vetro, che crea una situazione a metà tra il museo in miniatura e l'arte pubblica in dialogo con l'ambiente circostante.

27  Giugno 2017 ore 19:00
Donna Kukama (1981, Sud Africa) - Travelogue = Travel + Monologue
Kukama usa la perfomance come mezzo di resistenza alle pratiche artistiche canoniche e attraverso di essa ricerca metodi per demolire e inventare tecniche. Accompagna la performance con l’elaborazione di scritti e la creazione di video e installazioni audio che sfruttano la sfera pubblica dell’esibizione per inserirsi nel campo delle voci artistiche estranee al suo mondo. Si interroga spesso sugli eventi d’attualità attraverso la costruzione di narrazioni e sul modo in cui queste si svolgono a livello sociale. È in questo contesto che Kukama introduce il suo corpo per creare immagini contro-interpretative per sconfessare i rapporti ufficiali. Al PAC l’artista presenta un nuovo capitolo della sua indagine che comprende l’ampio processo di creazione di un libro, un diario di viaggio orale e ricco di immaginazione, privo di qualsiasi supporto scritto. Una sorta di libro che raccoglie le storie personali delle comunità africane della zona di Porta Venezia a Milano che non prenderà mai la forma dell’oggetto che ben conosciamo, sviluppandosi invece nella performance, attraverso disegno, scultura, video, narrazione orale e testuale.
L’opera si sviluppa sotto forma di stazioni narrative del contesto socio-politico italiano, e di tutti i posti visitati dall’artista, tra cui Berlino.




28 Giugno 2017 ore 19:00
Buhlebezwe Siwani (1987, South Africa) uKhongolose (Parlamento)
60 microfoni. 60 contenitori intonacati con inciso il nome di una donna. Buhlebezwe Siwani  realizza al PAC  una performance sul tema del femminicidio che riflette sul modo in cui le statistiche eliminano le sensibilità della violenza e desensibilizzano il pubblico, in modo che diventi meno doloroso affrontarla.
Nei suoi lavori Siwani si interroga sulla decadenza del proprio corpo, sul ricordo di Johannesburg e sul rapporto della sua famiglia con la città. Concentrandosi sulle tracce – quello che è stato lasciato indietro, da chi, e in che modo alla fine scompare – l'artista presenta le  donne  come esseri liminali, vive e morte, accessibili e inaccessibili, con l’intento di dare un senso alla propria soggettività. Cresciuta a Johannesburg, grazie alla natura nomade della sua educazione ha vissuto anche nella Provincia del Capo orientale e nel KwaZulu Natal. Siwani lavora prevalentemente mediante performance e installazioni, in cui inserisce fotografie e video.




29 Giugno 2017 ore 19:00
Anne Historical (1977, South Africa) Aphasia: Treatment situations
Lavorando con campioni audio d’archivio e materiale auto-prodotto, scritto e interpretato così come con materiale filmato e proveniente da videoarchivi, l’esibizione presenta varie situazioni legate al trattamento dei pazienti come variazioni in una composizione musicale. Le voci e i suoni sono stati raccolti da un archivio di nastri magnetici. Altre parti sono state trascritte da fonti che riportano stati di afasia e situazioni medico-paziente. Per la parte di copione scritta da Anne, l’artista ha attinto da Black Hamlet, scritto dallo psichiatra/psicanalista Wolf Sachs, in Sudafrica negli anni ’40. Nel suo libro, Sachs riporta la sua “analisi” effettuata su uno Nyanga, un guaritore tradizionale. È un testo problematico e complesso, da cui razza e gerarchie della medicina occidentale moderne traspaiono chiaramente. Il copione attinge anche da Les Damnés de la Terre di Fanon e, in particolare, dai casi medici raccolti nel capitolo “Guerra coloniale e disturbi mentali”. In entrambi i libri, quello che più interessa all’artista è il concetto di disturbo o, come lo definisce Fanon, “vertigine”.

INFO: Fino ad esaurimento posti; Singolo € 4 /cumulativo € 8 validi dalle ore 18.30 - Mostra aperta fino alle 22:30, ultimo ingresso 21:30

Anne Historical

30 giugno 2017 ore 19.00
Inaugurazione venerdì 
Anne Historical Aphasia: Case 2 of Series A, escaping dizziness
Un’installazione site specific pensata per lo spazio dell’Edicola Radetzky sulla Darsena di Milano.
Edicola Radetzky, affacciata sulla Darsena recentemente restituita come nuovo polo della vita milanese, è un piccolo gioiello dei primi anni del '900, caratterizzato dalla struttura in ferro e vetro e concluso da un grande tetto a pagoda che evoca l'esotismo di quegli anni. Da luogo di vendita di quotidiani e riviste, Edicola Radetzky ritorna a vivere come centro culturale dedicato all'arte contemporanea, con un particolare rapporto tra interno ed esterno, per via delle pareti di vetro, che crea una situazione a metà tra il museo in miniatura e l'arte pubblica in dialogo con l'ambiente circostante.

30 giugno - 31 agosto 2017
Orar
i: visibile tutti i giorni 24 ore su 24
Info: www.edicolaradetzky.it - www.progettocittaideale.com

Edicola Radetzky
viale Gorizia (Darsena), Milano


Arricchisce la mostra una selezione di sedute di designer africani che utilizzano materiale di recupero con un'inventiva straordinaria.: Dokter & Misses (Sud Africa), Alassane Drabo (Burkina Faso), Amadou Fatoumata Ba (Senegal), Gonçalo Mabunda (Mozambico) e Nawaaz Salduker (Sud Africa).
La mostra è realizzata con il sostegno di TOD’S, sponsor dell’attività espositiva del PAC, con il contributo di Alcantara e Cairo Editore e con il supporto di Vulcano.
Il catalogo, curato da Ginevra Bria, è pubblicato da Silvana Editoriale
Un ricco Public Program introdurrà adulti e famiglie alla cultura e all’arte africana: proiezioni, visite guidate, incontri, family lab e workshop per scoprire l’Africa attraverso arte, design, cinema, letteratura e musica.
Inoltre, venerdì 7 e sabato 8 arriverà nel cortile del PAC il Cinemobile Fiat 618, furgone del 1936 dotato di un proiettore per pellicole 35mm e diffusori di suono incorporati, che aveva la funzione di portare il cinema nei paesi e nelle contrade che ne erano privi per far scoprire la magia del cinema.
I film in programma sono Le Franc (1993) venerdì 7 luglio ore 22 e La Petite vendeuse de soleil (1999) sabato 8 luglio ore 22, entrambi del regista e attore senegalese Diibril Diop Mambety.
Dal 9 luglio al 6 agosto, infine, la Cineteca Spazio Oberdan, in viale Vittorio Veneto 2, ospiterà una rassegna di cinema africano, realizzata in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana di Milano (Ingresso con biglietto mostra € 5,50 - Programma: oberdan.cinetecamilano.it)

 

Artisti in mostra: Georges Adeagbo (Benin); Nathalie Anguezomo Mba Bikoro (Gabon); Malala Andrialavidrazana (Madagascar); Omar Ba (Senegal); Frédéric Bruly Bouabré (Costa d’Avorio); Kudzanai Chiurai (Zimbabwe); Gabrielle Goliath (Sud Africa); Romuald Hazoumé (Benin); Anne Historical (Sud Africa); Pieter Hugo (Sud Africa); Seydou Keïta (Mali); Donna Kukama (Sud Africa); Ato Malinda (Kenya); Abu Bakarr Mansaray (Sierra Leone); Senzeni Marasela (Sud Africa); Zanele Muholi (Sud Africa); J.D. Okhai Ojeikere (Nigeria); Idrissa Ouédraogo (Burkina Faso); Richard Onyango (Kenya); Tracey Rose (Sud Africa); Chéri Samba (Congo); Buhlebezwe Siwani (Sud Africa); Berni Searle (Sud Africa); Yinka Shonibare MBE (Nigeria); Malick Sidibé (Mali); Abdelrahmane Sissako (Maurtania); Barthélémy Toguo (Camerun); Billie Zangewa (Malawi).
 In mostra anche una selezione di sedute di designer africani: Dokter & Misses (Sud Africa), Alassane Drabo (Burkina Faso), Amadou Fatoumata (Senegal), Gonçalo Mabunda (Mozambico) e Nawaaz Sadulker (Sud Africa).

Africa. Raccontare un mondo a cura di Adelina von Fürstenberg.
Video e performance
a cura di Ginevra Bria 
Una mostra del:
Comune di Milano - Cultura, PAC Padiglione d'Arte Contemporanea, Silvana Editoriale
Orari: mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30- 19.30; martedì e giovedì 9.30 - 22.30; chiuso lunedì; ultimo ingresso un'ora prima della chiusura
Biglietti: Intero € 8,00; Ridotto € 6,50 (gruppi di almeno 15 persone accompagnati da guida; visitatori dai 6 ai 26 anni; visitatori oltre i 65 anni; portatori di handicap; soci Touring Club con tessera; soci FAI con tessera; militari; forze dell’ordine non in servizio; insegnanti;  studenti Summer School Comune di Milano; possessori  Abbonamento Musei Lombardia; possessori biglietti aderenti all’iniziativa “Lunedì Musei ( Poldi Pezzoli / Museo Teatrale alla Scala); tutti i visitatori il 2 aprile dalle 16:30); Ridotto speciale € 4,00 (tutti i visitatori ogni martedì e giovedì a partire dalle 19.00;  gruppi di studenti delle scolaresche di ogni ordine e grado; gruppi organizzati direttamente dal Touring Club e dal FAI; volontari Servizio Civile muniti di tesserino; dipendenti Comune di Milano dietro esibizione del badge (ospite al seguito € 6,50); tutti i giornalisti non accreditati che presentano in biglietteria il tesserino dell'Ordine dei Giornalisti con il bollino dell'anno in corso); Gratuito minori fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore per disabile che presenti necessità, un accompagnatore e una guida per ogni gruppo Touring Club e FAI, dipendenti della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Artistici,  giornalisti iscritti all’albo con tesserino ODG accreditati dall'ufficio stampa del Comune di Milano o dall'ufficio stampa della mostra, tesserati ICOM, guide turistiche munite di tesserino di abilitazione, soci AMACI; Biglietto famiglia adulti ridotto € 6,50 + ragazzi (di età inferiore a 14 anni) ridotto speciale € 4,00
Ufficio Stampa PAC: PCM Studio di Paola C. Manfredi - press@paolamanfredi.com T Tel. +39 02 87 28 65 82
Ufficio Stampa Silvana Editoriale:  Lidia Masolini - press@silvanaeditoriale.it - T. Tel. +39 02 45395111
Ufficio Stampa Comune di Milano: Elena Conenna - elenamaria.conenna@comune.milano.it - Tel. +39 02 884 50150

Pac
Padiglione d'Arte Contemporanea

Via Palestro, 14
20122 Milano
Tel. +39 02 88446359 - www.pacmilano.it

Condividi su:

Anime. Di luogo in luogo a cura di Danilo Eccher, varie sedi, Bologna

 Inaugurazione mostra Anime. Di luogo in luogo di Christian Boltanski domenica 25 giugno h 19.30, MAMbo Museo d'Arte Moderna di Bologna

Il progetto speciale, a cura di Danilo Eccher si articola attraverso un percorso scandito in vari interventi e diversi luoghi della città che consente di presentare l'opera di Christian Boltanski in tutte le sue dimensioni espressive: la mostra antologica dal titolo omonimo al MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, la più ampia mai organizzata in Italia; l'installazione performativa Ultima al Teatro Arena del Sole, l'installazione Réserve presso l'ex polveriera bunker nel Giardino Lunetta Gamberini; e il progetto speciale Take Me (I'm Yours) all'interno dell'ex parcheggio Giuriolo
A partire da metà giugno, il progetto è inoltre stato anticipato dall'intervento di arte diffusa Billboards con affissioni su cartelloni pubblicitari situati in zone periferiche della città.
Anime. Di luogo in luogo, pensato con la stretta collaborazione ideativa dell'artista, si compone di diversi momenti complementari in cui l'interazione tra arte contemporanea, tessuto urbano e società si sviluppa intorno al tema della memoria.


La scelta di omaggiare Boltanski, legato da profondi rapporti con la città di Bologna, assume una pregnanza di particolare rilievo simbolico per la concomitante ricorrenza di alcuni anniversari che incrociano la storia di Bologna con quella di importanti istituzioni culturali: 10 anni di MAMbo e del Museo per la Memoria di Ustica, 40 anni di Emilia Romagna Teatro Fondazione, oltre ai 37 anni dalla Strage di Ustica.
Anime. Di luogo in luogo è promosso da Comune di Bologna e Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica e Regione Emilia-Romagna.
Realizzato in collaborazione con Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, Alliance Française Bologna; con il patrocinio di Ambasciata di Francia in Italia; grazie al sostegno di Regione Emilia-Romagna, Gruppo Unipol, Coop Alleanza 3.0, Fondazione Nuovi Mecenati.

- domenica 25 giugno h 19.30
inaugurazione mostra Anime. Di luogo in luogo di Christian Boltanski   
MAMbo Museo d'Arte Moderna di Bologna
via Don Minzoni 14
- lunedì 26 giugno h 11.00: presentazione installazione Réserve
Ex polveriera bunker Giardino Lunetta Gamberini
via Pellizza da Volpedo
- lunedì 26 giugno h 19.00: incontro pubblico: Christian Boltanski dialoga con Danilo Eccherintroduce Marco Antonio Bazzocchi
Università di Bologna, Palazzo Poggi, Cortile dell'Ercole
via Zamboni 33
- martedì 27 giugno h 21.30, prima installazione performativa Ultima
Teatro Arena del Sole
via Indipendenza 44


Christian Boltanski è uno degli artisti contemporanei più importanti nel mondo e, senza dubbio, quello che, più di chiunque altro, ha saputo interpretare e raccontare in maniera viva e pulsante il tema della Memoria.
Il 30 maggio 1997 veniva inaugurata a Bologna, a Villa delle Rose, la prima grande mostra italiana di Boltanski, allora uno dei più interessanti e acuti artisti contemporanei; dieci anni dopo, lo stesso artista ritorna a Bologna per realizzare una imponente e drammatica installazione alla Memoria della tragedia di Ustica.
In questi ultimi due decenni, Boltanski si è ulteriormente affermato come uno dei massimi artisti viventi: ha esposto nei più prestigiosi musei del mondo e ottenuto i più ambiti premi internazionali e, con il ruolo di Ambasciatore dell’Arte, ha rappresentato il proprio Paese - la Francia - nelle più importanti manifestazioni culturali. Malgrado il successo ottenuto, non ha però dimenticato il rapporto con Bologna che, all’inizio della sua carriera, lo ha voluto riconoscere come grande artista contemporaneo.

Danilo Eccher è stato direttore della Galleria Civica d’Arte Contemporanea di Trento dal 1989 al 1994, successivamente direttore della GAM di Bologna dal 1995 al 2000, realizzando la grande mostra per Bologna Capitale Europea della Cultura.
Nel 2001 è stato chiamato a Roma come direttore del nuovo MACRO, che ha diretto fino al 2008, per poi passare alla direzione della GAM di Torino fino al 2014.
È stato commissario alla Biennale di Venezia nel 1993 e ha insegnato nelle Università di Bologna e ‘La Sapienza’ di Roma.
Ha realizzato mostre in Italia e all’estero con i più importanti artisti internazionali.


Anime. Di luogo in luogo
a cura di: Danilo Eccher
dal 26 giugno al 12 novembre 2017
Ufficio Stampa Istituzione Bologna Musei
: Elisa Maria Cerra - Silvia Tonelli - Tel. 051 6496653 / 6496620 - ufficiostampabolognamusei@comune.bologna.it - elisamaria.cerra@comune.bologna.it - silvia.tonelli@comune.bologna.it

MAMbo Museo d'Arte Moderna di Bologna
via Don Minzoni 14
Bologna

Ex polveriera bunker Giardino Lunetta Gamberini
via Pellizza da Volpedo
Bologna

Università di Bologna,
Palazzo Poggi, Cortile dell'Ercole

via Zamboni 33
Bologna

Teatro Arena del Sole
via Indipendenza 44

Bologna

Condividi su:

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi