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Archivi categoria : Pittura

L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri, Gallerie d’Italia, Milano, fino al 8/04/2018



Caravaggio e l’impervia strada per diventare un mito; la sua alterna eredità tra immediata adesione e indifferenza all’inizio del Seicento, proprio quando si afferma il gusto barocco. Questo in sintesi il senso della mostra L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri che Intesa Sanpaolo ha realizzato nel proprio museo in Piazza Scala a Milano dal 30 novembre 2017 all’8 aprile 2018. Ha superato i 7200 visitatori nei primi giorni di apertura.
Il percorso si sviluppa attorno al capolavoro del Merisi, il Martirio di sant’Orsola delle collezioni della Banca, rientrato da Palazzo Reale, dalla mostra Dentro Caravaggio, alle Gallerie d’Italia.
Il cuore dell’esposizione è costituito dall’inedito e rivelatore confronto tra due opere, entrambe dedicate alla tragica vicenda di Sant’Orsola: l’ultimo dipinto eseguito da Caravaggio a Napoli poco prima della sua morte nel 1610 e la tela realizzata da Bernardo Strozzi negli anni della sua prima maturità (1615-1618).
Con oltre 50 opere di seguaci di Caravaggio, come Battistello Caracciolo e Ribera, e nuovi maestri, quali Rubens, Van Dyck, Procaccini e Strozzi - molte delle quali esposte per la prima volta a Milano - la mostra rievoca le principali vicende artistiche di tre città italiane: Napoli, Genova e Milano, legate all’orbita spagnola in anni di rinnovamento del gusto, tra la rivoluzione tutta tesa al naturale di Caravaggio e la nuova età colorata e festosa del Barocco.
Eccezionale la presentazione in mostra de l’Ultima Cena di Giulio Cesare Procaccini, tela di 40 metri quadrati eseguita per l’amata chiesa della Santissima Annunziata del Vastato di Genova dalle famiglie aristocratiche della città e che è stata oggetto di un lungo e articolato lavoro di restauro presso il Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale". Questo capolavoro restituisce al pittore bolognese radicato a Milano un peso nella storia dell’arte italiana che gli va definitivamente riconosciuto.

 

L’ultimo Caravaggio, Eredi e nuovi maestri
Editore: Skira/Intesa San Paolo
Formato: 24 x 30 cm
Pagine: 246, 153 colori, brossura
ISBN: 978-88-572-3680-3
Prezzo: € 38,00

Questo originale progetto prende spunto dall’ultimo dipinto eseguito da Caravaggio prima della morte: il Martirio di Sant’Orsola (conservato a Palazzo Zevallos, la sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli), eseguito dal maestro nella primavera del 1610 per il collezionista genovese Marcantonio Doria che aveva interessi economici nella città partenopea. L’accoglienza del dipinto è tiepida, se non indifferente perché le preferenze artistiche erano altre, come dimostra il dipinto di medesimo soggetto (ma dallo stile totalmente differente) eseguito negli stessi anni da Bernardo Strozzi.
Partendo dal confronto di questi due dipinti, il volume a corredo della mostra milanese rievoca le principali vicende artistiche di tre città italiane, legate all’orbita spagnola, in anni di rivolgimento del gusto, tra la rivoluzione tutta devota al naturale di Caravaggio e la nuova età colorata e festosa del Barocco: Napoli (la città da cui nel 1610 parte l’ultimo Caravaggio), Genova (la città in cui il dipinto arriva nella relativa indifferenza) e Milano (la città verso cui molti artisti attivi a Genova guardavano intorno al 1610-1620 e dove, paradossalmente, l’eco di Caravaggio, che vi era nato, era estremamente debole se non inesistente).

L’ultimo Caravaggio riunisce circa sessanta dipinti provenienti dalle principali collezioni pubbliche e private italiane ed europee (molti dei quali restaurati appositamente per l’occasione); oltre alle opere di Caravaggio, Procaccini e Strozzi, sono presentate tele di Battistello, Spagnoletto, Cerano, Morazzone, Genovesino, Rubens, Van Dyck e di altri importanti artisti del primo Seicento. Il volume comprende i saggi di Piero Boccardo, Giovanni Morale, Alessandro Morandotti, Gelsomina Spione, Maria Cristina Terzaghi, Paolo Vanoli, Andrea Zanini e il catalogo delle opere con schede di Raffaella Besta, Piero Boccardo, Odette D’Albo, Francesca Debolini, Antonio Ernesto Denunzio, Alessandro Morandotti, Giuseppe Porzio, Margherita Priarone, Farida Simonetti, Paolo Vanoli.

L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri
A cura di: Alessandro Morandotti
Coordinamento generale di: Gianfranco Brunelli
Progetto allestimento di: Valter Palmieri 
Patrocinio del: Comune di Milano e del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Ingresso: Biglietto congiunto valido per mostre temporanee e visita alle collezioni permanenti: Intero: 10 euro ; Ridotto: 8 euro (over 65, accompagnatore di un dipendente Intesa Sanpaolo, aziende e associazioni convenzionate, gruppi di almeno 15 persone); Ridotto speciale: 5 euro (giovani dai 18 ai 25 anni, clienti Intesa Sanpaolo muniti di bancomat o carta di credito, possessori del biglietto della mostra Dentro Caravaggio di Palazzo Reale di Milano); Gratuito per Dipendenti del Gruppo Intesa Sanpaolo; Giovani fino a 18 anni; Scolaresche; Disabile e accompagnatore; Giornalisti; Guide turistiche; Interpreti in accompagnamento alle guide turistiche; Funzionari museali; Docenti e studenti di archeologia, architettura, arte e beni culturali; Membri ICOM; Ogni prima domenica del mese.
Visite guidate per gruppi alla mostra temporanea e alle collezioni permanenti, su prenotazione, massimo 25 persone: italiano € 80 a gruppo, inglese € 100 a gruppo; Audio e videoguida gratuita a disposizione dei visitatori.
Libreria: cataloghi, guide, libri, cd rom

Informazioni e Prenotazioni: Numero verde 800.167619
Ufficio Media Attività Istituzionali, Sociali e CulturaliTel. +39 011 5556203 - +39 02 87962641 stampa@intesasanpaolo.com
Ufficio Stampa:
Novella Mirri e Maria Bonmassar - T.+39 3346516702  - +39 335490311 - ufficiostampamirribonmassar@gmail.com

Gallerie d’Italia
Piazza della Scala 6
20121 Milano
info@gallerieditalia.com

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Vincenzo Ferrari: I significati e l’ambiguità, Galleria Milano, fino al 8/03/2018

Restituire a qualcosa il suo pieno significato
significa 
accentuarne l’ambiguità”.

Vincenzo Ferrari


La Galleria Milano, che ha sempre avuto grande interesse per il lavoro dell’artista milanese (tre le personali: 1988, 1990 con Alik cavaliere e 2011), è lieta di dedicargli la mostra Vincenzo Ferrari. I significati e l’ambiguità, a cura di Elena Pontiggia.


Nelle sue opere le scritte racchiudono nostalgia per il colore e per la pittura, a differenza di quelle di Agnetti, artista al quale è stato legato da un durevole sodalizio. Come mette in luce Pontiggia nel testo critico, nell’evoluzione della sua poetica rimane il colore, scompare l’immagine: il titolo dell’opera Se avete bisogno di immagini pensatele voi, del 1971, è emblematico di tutta la produzione di questi anni.
I lavori esposti, datati tra il 1969 e il 1992, sono accomunati dalla costruzione di un nuovo alfabeto, di un linguaggio enigmatico che permette di aprirsi ad un pensiero finalmente aperto, oltre alla vulgata ufficiale. Coerente con tale proposito, nel decennio successivo, prima del ritorno alla pittura degli ultimi anni, costituirà una “enciclopedia della non conoscenza” (Pontiggia), l’unica possibile al di là dei dogmi. È un’enciclopedia composta da pittura a caratteri mobili, fatta di simbologie ricorrenti - frecce, labirinti, parentesi, ellissi, solidi, sfere, mani, occhi - atte a sollevare incertezze e domande irrisolte, perché il dubbio, in definitiva, è l’unica condizione che permette alla mente di rimanere libera.

 

VINCENZO FERRARI. I SIGNIFICATI E L’AMBIGUITÀ

È trascorso mezzo secolo (fa effetto dirlo, ma è così) da quando, nel 1967, Vincenzo Ferrari realizzava Concreto indecifrabile, il suo primo lavoro in cui comparivano lettere alfabetiche. Era l’indizio di una ricerca sulla parola che lo porterà a diventare uno dei più significativi artisti concettuali in Italia.
Due anni dopo, intorno al 1969 (quando conosce un altro Vincenzo, Agnetti, che era giunto a Milano in quel periodo e con cui stringe un lungo sodalizio), le parole diventano infatti l’elemento centrale del suo lavoro. Tuttavia le sue scritte, a differenza di quelle di Agnetti, racchiudono una sottile nostalgia del colore e della pittura. “Volevo mantenere un legame col mondo pittorico, soprattutto col colore” ricordava Ferrari. Alcune sue opere, anzi, si impostano su una sorta di scala cromatica e alludono già nel titolo al colore.
Il suo, si intende, non è un colore emotivo o naturalistico, ma è piuttosto un diagramma, il lemma di un’enciclopedia, l’elemento di una classificazione. Eppure non scompare mai, o quasi. Quello che scompare è l’immagine, perché il suo concettualismo linguistico pratica un’iconoclastia ironica e mentale. Se avete bisogno di immagini pensatele voi è il titolo di un’opera di Ferrari del 1971, ma potrebbe essere la didascalia ideale di tutti i suoi lavori di questi anni. Non ho immagini da dare è un altro suo titolo emblematico.
L’arte di Ferrari, insomma, non vuole costruire visioni se non del pensiero. E il pensiero più ostinato, nel suo mondo di frasi, è l’avversione per la frase fatta. Cioè per la falsità di quella che chiamiamo cultura, per l’insipienza di quello che definiamo sapere. Nasce di qui la sua ricerca di un nuovo alfabeto, di un linguaggio enigmatico capace di rifiutare sia la vulgata ufficiale, sia l’eresia divenuta dogma, che è il dogma peggiore di tutti.
Ferrari aveva letto McLuhan e, come un po’ tutti in quegli anni (siamo poco dopo il fatidico Sessantotto), Marcuse. Aveva poi letto Asfissiante cultura di Dubuffet, tradotto in Italia nel 1969, che combatteva le falsità istituzionali, l’informazione codificata, le educate menzogne che sostituiscono l’esperienza diretta. Denunciava “i libri di storia con le loro storie”, per dirla con Sanguineti. “La mente dovrà esercitarsi a prendere coscienza dell’enorme distanza che c’è fra la cosa e il concetto della cosa” scriveva Dubuffet.
Anche le tavole sulla Banalità di Vincenzo Ferrari esprimono qualcosa di simile: un’insofferenza verso la cultura come certezza. Tutto, Verità, Soluzioni, leggiamo in tre sue opere dominate da uno spazio bianco come una pagina vuota: il tutto è un aspetto del nulla; le soluzioni non ci sono; la verità è più nascosta di quanto ci illudiamo, anzi è invisibile agli occhi del conformismo.
E ancora. Banalità. Corso di deculturizzazione leggiamo in un altro lavoro. Con opere come queste Ferrari partecipa alla collettiva “Arte e decultura”, organizzata da Daniela Palazzoli nel 1971 alla Galleria Blu, e in cui espone anche Agnetti. Per conoscere ciò che non è detto è il viatico di una tavola del 1972. La ricerca di Ferrari dei primi anni settanta, su cui questa mostra si imposta (attingendo all’archivio della memoria di Carla Pellegrini, che con Vincenzo ha lavorato lunghi anni in un rapporto di affinità intellettuale e di complicità artistica fra i più creativi), è dunque una riflessione sui limiti del nostro sapere.
Negli anni successivi, prima del “ritorno alla pittura” degli ultimi esiti, Ferrari costruirà un’enciclopedia della non conoscenza, che poi è l’unica enciclopedia possibile. E’ un’enciclopedia composta da una pittura a caratteri mobili, cioè da segni emblematici ricorrenti - frecce, labirinti, parentesi, ellissi, solidi, sfere, mani, occhi - che creano un’antigrammatica instabile e contraddittoria. Ed è composta soprattutto di dubbi autentici: quei dubbi, cioè, che dubitano anche di se stessi, altrimenti diventano dogmi anche loro, ma che non smettono di interrogarsi e interrogarci.

Elena Pontiggia.


Vincenzo Ferrari: I significati e l’ambiguità
A cura d
i: Elena Pontiggia
Inaugurazione
: giovedì 8 febbraio 2018

Periodo espositivo: fino a giovedì 8 marzo 2018
Orari: da martedì a sabato dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00

Galleria Milano
Via Manin 13 - via Turati 14
20121 Milano  
T. 0229000352 - info@galleriamilano.com
Facebook: galleriamilano - Twitter: @GalleriaMilano - Instagram: galleria.milano

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La Collezione Cavallini Sgarbi. Da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati Tesori d’arte per Ferrara, Castello Estense, Ferrara, dal 3/02/2018

Oltre 100 capolavori della Collezione Cavallini Sgarbi tornano a Ferrara e nel suo luogo più rappresentativo, il Castello Estense, dal 3 febbraio al 3 giugno 2018. È un viaggio in 14 stanze, che muoverà da Niccolò dell’Arca a Gaetano Previati, attraversando secoli, regioni e artisti. Molte delle opere, scelte fra le circa 4000 della collezione, sono mai viste e inedite, con particolare attenzione agli artisti ferraresi ed emiliani.

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Per saperne di più

Omar Galliani. Rosso cadmio per Caravaggio, Gallerie d’Italia, Milano, fino al 18/03/2018


Il disegno, una traccia che viene da molto lontano, una sapienza antica. Tutto questo vibra nella poesia del racconto che Omar Galliani  graffia sulla carta, impasta nel colore antico... Le origini su cui si fonda la rinascenza italica che mai perde la sua contemporaneità.
Una mostra da vedere e rivedere e... anche per imparare.
La sua strabiliante capacità si vede anche dai risultati dei suoi allievi che vi invitiamo a seguire con attenzione. 


In occasione della mostra “L’ultimo Caravaggio. Eredi e nuovi maestri” allestita alle Gallerie d’Italia - Piazza Scala, sede museale di Intesa Sanpaolo a Milano, Omar Galliani, tra le più originali voci del panorama artistico contemporaneo, propone un focus monografico intorno al maestro del Barocco, che ha contraddistinto la sua attività fin dagli esordi.
L’intervento è centrato sul Martirio di sant’Orsola di Caravaggiocapolavoro della collezione Intesa Sanpaolo, e propone una riflessione di Galliani sul Merisi, al cui apice si pone l’opera site specific dal titolo Rosso Cadmio per Caravaggio. Il progetto espositivo presenta complessivamente 10 opere di Galliani in una sala a lui interamente dedicata all’interno della sezione del ’900 delle Gallerie.
L’esposizione è costruita sull’assonanza che Galliani ha cercato con la pittura di Caravaggio, sul primato della pittura come illusionismo, in cui artista e fruitore entrano entrambi in gioco, in quella zona ancora aperta alla pittura dove operare con i possibili linguaggi semantici e tecnici, e dove prima di tutto centrale è il problema dello spazio, della luce e della figura. E da questo punto di vista l'opera di un maestro come Caravaggio, tanto moderno da essere stato riscoperto criticamente nel '900 inoltrato (Roberto Longhi, “Fortuna storica del Caravaggio”), è un ineliminabile punto di partenza, se non un traguardo, per l’artista contemporaneo.
La formula esemplare in cui l’artista emiliano coniuga la propria raffinata e originale interpretazione con capolavori della storia dell’arte, è uno dei marchi di fabbrica di Galliani, esponente di un nuovo figurativo che non ripudia la classicità, anzi la reinventa con una inedita sensibilità contemporanea. Risale al 1977 uno dei suoi primi “d’après” documentati, l’opera Apparizione, ripresa da San Matteo e l’angelo di Caravaggio, in cui l’operazione concettuale qui sottesa viene definita dal critico Giovanni Accamerappresentazione di una rappresentazione”, indicando come nell’utilizzo del medesimo linguaggio formale dell’arte, Galliani porti fuori il suo punto di osservazione, dando luogo a un intervento totalmente nuovo. “Non c’è arte che non abbia intorno, sempre, tutta l’arte”: questa è la rivoluzione di Galliani, che partecipa al tempo stesso del contesto analitico concettuale di quegli anni, ma non ripudia i traguardi formali della storia passata. In seguito, Flavio Caroli lo chiamerà per la mostra di Ferrara del 1980 dedicata al “Magico primario”, termine coniato per definire l’operato di alcuni artisti, tra cui Galliani, che utilizzano un linguaggio figurativo con l’obiettivo di superare i concetti della più recente avanguardia, rifondando l’arte su valori concreti di “bellezza” e “seduzione” (Flavio Caroli ) in opposizione alle astinenze del concettuale.

Disegno e trattamento del nero, tecniche predominanti nella pittura di Caravaggio che recenti studi hanno messo in luce, fanno parte delle ricerche di Galliani e vengono utilizzati per la nuova tavola ispirata al Martirio di sant’Orsola. Di dimensioni molto maggiori rispetto all’originale (che misura 143 x 180 cm.), l’opera di Galliani è un trittico a grafite su tavola di pioppo, dove l’artista dà forma alla materia pittorica attraverso la fitta sovrapposizione di linee, che di volta in volta definiscono contorni o creano ombre, lasciando la tavola intatta nel punto in cui la figura riceverà più luce, ma immergendola in un nero dalla profondità prospettica contrastata. La tavola è presentata all’interno di un ciclo dal titolo Rosso cadmio per Caravaggio realizzato appositamente per Gallerie d’Italia, dove una scansione modulare tra colore e immagine con tavole e tele quadrate, dà origine a una strutturazione ritmica di figurativo e astratto, in una campitura monumentale di grande coinvolgimento per il visitatore. Completa il percorso una selezione di opere “antefatti”, tra cui dittici e trittici di grandi dimensioni, con approfondimenti didattici e didascalici relativi alla tecnica utilizzata dall’artista emiliano.
La mostra propone infine una serie di laboratori didattici realizzati in collaborazione con la Fondazione Maimeri, in cui l’artista incontrerà il pubblico per raccontare i contenuti e le tecniche del suo lavoro intorno a Caravaggio, e coinvolgerà studenti delle Accademie o di altre scuole per vere e proprie sessioni sul disegno.
Catalogo con le immagini delle opere in mostra e contributi di Omar Galliani e Raffaella Resch.

Omar Galliani. Intorno a Caravaggio
A cura di: Raffaella Resch
Forma Edizioni
Formato
: 17x24 cm

Pagine: 62
Anno di pubblicazione: 2017
Collana: Cataloghi di mostre
Lingue: Italiano
Stampa: colori
Legatura: brossura con bandelle
Prezzo: € 18,00
Isbn: 978-88-99534-57-8


Omar Galliani
nasce a Montecchio Emilia nel 1954 e si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove vive e lavora.
Ha partecipato a tre edizioni della Biennale di Venezia, nel 1982, 1984 e 1986, e da quel momento ha esposto in tutto il mondo nelle principali manifestazioni e musei. Negli anni Settanta condivide le tendenze del gruppo degli Anacronisti: in contrapposizione all’arte concettuale e alle contemporanee tecniche multimediali, recupera l’elemento pittorico come linguaggio espressivo, proponendo soggetti e iconografie classiche.
La rilettura in chiave moderna di tradizioni consolidate esprime la sua volontà di individuare una continuità poetica e temporale tra il passato e il presente.


Omar Galliani born in 1954 in Montecchio.
Studied at the Academy of Fine Arts of Bologna and teaches painting at the Academy of Fine Arts of Carrara (Italy). He participated to three editions of the Venice Biennale (in1982/84/86). In 1982 he was invited to take part to the São Paulo Biennal, to the 12th Biennal of Paris and the Biennal of Tokyo.He exhibited at the Modern Art Museums of Tokyo, Kyoto, Nagasaky and Hiroshima, at the Hayward Gallery in London and in two editions of the Quadrennial of Rome, at the Gallery of Modern Art in Bologna, the National Gallery of Modern Art in Rome and at the Frankfurter Kunstverein in Frankfurt, Berlin. In the nineties he was invited by the Italian Parliament to exhibit his works at the Scottsdale Centre for the Arts in Arizona, at the Marian Locks Gallery in Philadelphia (U.S.A.) and he presented his Feminine Countenance at the New York University. In 2000 the exhibition Aurea was held at the Museum of the Central Academy of Fine Arts in Beijing. He also exhibited at Palazzo delle Stelline in Milan, at the Galleria Civica of Modena, at the Museum of Modern Art of Budapest, at Palacio Foz in Lisbon, at PAC in Milan. In 2003 the artist was invited to participate to the Biennal of Prague and to the first Beijing Biennal, where he was awarded the first prize.
In 2005, at the State Archives of Turin, Galliani held the exhibition Grande Disegno Italiano. In the same year, the solo exhibition Nuove Anatomie was organised at Palazzo Magnani in Reggio Emilia. Also in 2005 the Museum of Contemporary Art of Guadalajara hosted his solo exhibition Nuovi Fiori Nuovi Santi.  Furthermore, Spazio Mazzotta in Milan exhibited his La Figlia era Nuda.
At the beginning of 2006 and through all 2007, his solo exhibition Disegno Italiano was hosted by the most important Museums of Contemporary Art in China in Beijing, Shanghai, Chengdu, Jinan, Xian, Wuhan, Hangzhou, Ningbo, Nanchino, Dalian, Tientsin and at the Schoeni Gallery in Hong Kong.Also in 2006 the University and Museum of Caracas hosted his solo exhibition Disegnarsi, which was moved in April 2007 to the Museum Hassan of Rabat. His Grande Disegno Italiano was presented to the Permanente in Milan during the exhibition La Bellezza and subsequently at the Palazzo della Regione in Verona, during the exhibition Il Settimo Splendore.
In 2007, during the 52nd Venice Biennale, the prestigious Querini Stampaglia Foundation hosted the exhibition Tra Oriente e Occidente, Omar Galliani e il Grande Disegno Italiano in Cina. The event was joint by the Chinese Artists Association and the Museums of Omar Gallianis China Tour in Ningbo, Dalian, Xian, Hangzou, Jinan, Chengdu and Wuhan gave their collaboration to the exhibition. In 2008 the Uffizis Cabinet of Drawings and Prints exhibited and bought Notturno. In 2009 the K35 Gallery in Moscow opened his solo exhibition and the Michetti Foundation in Francavilla al Mare dedicated to him a retrospective exhibition. Also in 2009 the Shangeie Gallery in Shanghai inaugurated Lontano da Xian.
In the same year, the Italian Institute of Culture in Vienna hosted his Nel Segno del Correggio. At Villa Bottini, in Lucca and at the Archaeological Museum in Palazzo Guigini, Omar Galliani presented  Dalle stanze dei miei Disegni and  in Venice  he presented Détournement at the Antico Ospizio di San Lorenzo(collateral event of the 53rd Biennale of Venice) andSanta Apollonia, Omar Galliani e qualche dente di Andy Warhol at the Museo Diocesano.
In 2010, the Italian Institute of Culture in Bogotá exhibited 21 Debuois Para una Noche en Bogotá and in the same year, the Museum Borges in Buenos Aires hosted the exhibition Nocturno, which was also moved to the Museum of Contemporary Art in San Juan and in Rosario. The India Theatre in Rome presented Il Disegno in Scena and in Lucca the L.u.c.c.a. Museum exhibited his site-specific work Le Pareti Di-Segno. In 2011 Omar Galliani opened the exhibitions Diario Cinese both at the Cultural Centre of the Latin Quarter in Tianjin and at the Institute of Culture in Beijing. He also inaugurated theCrosscuennts, Italia-Nigeria at the Museum of Modern Art in Lagos. The Museum Diocesano in Padua (Italy) exhibited hisDal Codice degli Angeli.


International Exhibitions
Biennale di Venezia, di San Paolo del Brasile, Parigi, Tokyo, Praga, Pechino
Quadriennale di Roma
Musei d’Arte Moderna di Tokyo, Kyoto, Nagasaki, Hiroshima
GAM di Bologna, Roma
Francoforte e Berlino
Galleria Civica di Modena
Palazzo delle Stelline e PAC di Milano
Hayward Gallery di Londra
Scottsdale Center for the Arts dell’Arizona
Marian Locks di Philadelphia
Arnold Herstand Gallery di New York,
Museo d’Arte Moderna di Budapest
Palacio Foz di Lisbona
“Feminine Countenances” alla New York University
“Aurea” al Museum of the Central Academy of Fine Arts di Pechino
“Nuovi Fiori Nuovi Santi” al Museo d’Arte Contemporanea di Guadalajara
Dal 2006 “Disegno Italiano” sta girando tra i principali Musei d’Arte Moderna e Contempoanea cinesi
“Disegnarsi” all’Università e al Museo di Caracas e al museo Hassan di Rabat
“Nel segno del Correggio” all’Istituto Italiano di Cultura di Vienna
“D’après Canova. Omar Galliani, opere 1977-1980” a Palazzo Binelli a Carrara
“OMAR, ROMA, AMOR” al Museo Bilotti di Roma

Omar Galliani, © Gianni Marussi, Artdirectory Marussi, artdirectory-marussi.it

Omar Galliani. Intorno a Caravaggio
Dal 19 dicembre 2017 al 18 marzo 2018
Orari: Martedì - domenica 9.30-19.30 (ultimo ingresso ore 18.30); Giovedì 9.30-22.30 (ultimo ingresso ore 21.30); Lunedì chiuso
Tariffe: Biglietto:intero: 10€,ridotto: 8€,ridotto speciale: 5€; Gratuito per le scuole, minori di 18 anni e la prima domenica del mese
Informazioni e prenotazioni: Numero verde 800.167619; info@gallerieditalia.com; www.gallerieditalia.com
Ufficio Stampa: Intesa Sanpaolo Ufficio Media Attività Istituzionali, Sociali e Culturali: Silvana Scannicchio - Tel. 335.7282324 - silvana.scannicchio@intesasanpaolo.com

Gallerie d’Italia
Piazza della Scala 6
Milano

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Affordable Art Fair, Superstudio Più, 26-28 gennaio 2018, Milano

Torna Affordable Art Fair, la fiera d’arte contemporanea giunta all’ottava edizione, in programma al Superstudio Più dal 26 al 28 gennaio 2018 (con inaugurazione il 25 su invito o con prevendita online), con 85 gallerie internazionali presenti. Grandi nomi dall’arte contemporanea e ultime tendenze fino ai 6.000 euro.
Le città che ospiteranno Affordable Art Fair quest’anno sono: Milano, Amsterdam, Bruxelles, Amburgo, Stoccolma, Londra, Bristol, New York, Hong Kong, Singapore.
Affordable Art Fair è un appuntamento di riferimento non solo per i collezionisti, ma anche per tutti coloro che sono interessati all’arte e vorrebbero acquistare un’opera a prezzi accessibili. Questa caratteristica si riflette nelle statistiche di acquisto della fiera: 1 visitatore ogni 8 acquista in fiera, e 1/5 degli acquirenti è al suo primo acquisto di opere d’arte.
Dal 2017 è inoltre disponibile il sito di e-commerce firmato Affordable Art Fair: arte accessibile tutto l’anno!
Nel 2017 l’edizione italiana di Affordable Art Fair ha accolto oltre 13.000 visitatori e ha registrato una vendita di opere d’arte per un valore che ha superato 1.400.000 euro.
Emma Amato, Lead Global di Affordable Art Fair, spiega l'immagine che rappresenta l'evento, del fotografo londinese John Wright: “ costruita attorno ad un’opera di Annabelle Marquis (Galleria Arteria) e mostra un interno che magicamente prende vita proprio attraverso l’arte. L’elegante raffinatezza dell’opera di Annabelle si ritrova in ogni dettaglio della stanza, dagli arredi eleganti, all’ambiente di ispirazione mid-century, alla sontuosa palette di colori”.

LIVING WITH ART - Vivere con l’arte, il tema dell’edizione 2018, racchiude l’anima di Affordable Art Fair. Non la classica fiera. Affordable Art Fair vuole essere un momento di incontro, di scambio, di ricerca e di condivisione delle ultime tendenze dell’arte contemporanea.
85 le gallerie presenti all'edizione milanese: 50% gallerie straniere, 30% gallerie di Milano e 20% provenienti dal resto del territorio nazionale.
Francia, Spagna, Canada e Giappone sono solo alcuni dei paesi presenti.
Per la prima volta a Milano la Galleria ArtBlue di Singapore presenta le opere dei più quotati nomi vietnamiti, tra cui Phuong Quoc Tri, artista figurativo i cui lavori raccontano storie che esprimono desiderio, resistenza alle avversità o incertezza per un destino ignoto.

In mostra le opere di calligrafia della Galleria Kitai Kikaku di Tokyo con i lavori di Mizuho Koyama, tra la calligrafia tradizionale giapponese, poesia e street art.
Dalla Francia arriva Galerie Le Container di Marsiglia - la galleria  ha sede in un vero e proprio container e può essere considerata un’opera d’arte essa stessa - specializzata in urban art, presenta Monsieur Chat, famoso a livello internazionale per aver creato il gatto giallo che “cammina” sui muri di mezza Europa.
New entry dal Canada, Artêria Gallery stupisce con le tecniche di artisti come Hugo Cantin, che utilizza i fotogrammi di vecchi film nelle sue opere.
La spagnola Galleria 3 Punts, tra le migliori di Barcellona, propone invece degli artisti plastici, iperrealistici ad alto tasso ironico, come Gerard Mas, con le sue sculture iperealiste, Alejandro Monge o Samuel Salcedo.
La fiera presenta un importante focus sulle gallerie milanesi con la sezione speciale Milano Contemporary, alla scoperta di artisti e tendenze di una delle capitali del contemporaneo, come la galleria milanese Maroncelli 12 porta in fiera Dan Miller, artista californiano di fama mondiale presente anche alla 57esima edizione della Biennale di VeneziaLe pitture trompe-l'oeil di Tommy TC Carlsson (Galleri Final), alle installazioni minimal di Giovanna Strada (ESH Gallery).

Angelica Gatto ed Emanuele Riccomi, giovani curatori provenienti da CAMPO, il corso per curatori promosso dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in collaborazione con Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, hanno individuato i giovani artisti presenti nello spazio Young Talents, il progetto dedicato alle promesse dell’arte contemporanea.
Oltre ai giovani i grandi nomi, dalla pop art giapponese con Takashi Murakami, alla street art con Mr Brainwash, fino alle opere di Maurizio Galimberti in collaborazione con Christo (Deodato Arte), e alle serigrafie di Michelangelo Pistoletto.
Nel programma, un ciclo di talk dedicato al tema LIVING WITH ART: se è vero che si sceglie l’opera di cui ci si innamora, è il momento della scoperta della vita insieme - dal restauro allo sviluppo della collezione, tra art advisory e interiors. Open Care porta in fiera i propri esperti che racconteranno in maniera facile e interessante anche il lato più economico del sistema arte.



Altri appuntamenti giornalieri sull’immagine contemporanea - un modo alternativo di intendere la fotografia - saranno curati da Francesca Marani (co-curatrice del Photo Vogue Festival).
FREEDA, il progetto editoriale digitale che celebra l’identità della nuova generazione di donne, è l’ospite speciale del venerdì sera.
Non mancano i momenti di “gioco” per adulti e bambini, con workshop in cui sperimentare qualche particolare tecnica in compagnia di un artista, partecipando alla creazione di un’opera d’arte collettiva.
Allo Spazio Bimbi, durante tutte le giornate della fiera, l’associazione “Sul Filo dell’Arte” organizza laboratori di knitting per tutta la famiglia. Omaggi alle più celebri opere di artisti del calibro di Damien Hirst, Keith Haring, Picasso e tanti altri prendono vita a colpi di tricot e crochet.
Tra le novità dedicate ai più piccoli l’Happy Hour Kids, a partire dalla giornata del venerdì. 

VENERDI
TALKS
 
Alle 15.30, l'appuntamento giornaliero sull'Immagine Contemporanea curato da Francesca Marani: Ilaria Speri, Zoe De Luca, Francesca Seravalle e Federica Chiocchetti ci insegnano a Lavorare con la immagini
Alle 17.30, Conservare l'arte contemporanea con Isabella Villafranca Soissons
Direttrice del Dipartimento di Conservazione e Restauro di Open Care.
WORKSHOP
con lo street artist Ale Puro, in collaborazione con Il Melograno Art Gallery e The Outartlet Gallery
SPECIAL EVENT
sulla creatività e new media presentato da FREEDA.

SABATO
TALKS 
Alle 15.30, Appunti per una storia sulla mobile photography con Irene Alison
Alle 17.30, Dalla vita domestica alla valorizzazione della collezione con l' Avv. Claudio Palmigiano, board memember di ACACIA.
WORKSHOP sulla tecnica del collage con l'artista Francesca Lupo in collaborazione con Liberty Gallery.
PERFORMANCE live della street artist La Pupazza in collaborazione con Pisacane Arte e 958 Santero.

DOMENICA
TALKS 
Alle 15.30, See the story con Alessia Glaviano e Franco Pagetti
Alle 17.30, Art&Finance Report, presentato da Deloitte.
WORKSHOP sulla realizzazione di un'opera in chiave glitch con Michela Gioachin, in collaborazione con Expart Studio&Gallery.
PERFORMANCE live di Loris Dogana in collaborazione con Pisacane Arte.


AFFORDABLE ART FAIR MILANO
Dal 26 al 28 gennaio 2018
(Opening su invito o con prevendita online giovedì 25 gennaio)

Orari: Giovedì 25 Gennaio 2018 (Inaugurazione (solo invito o prenotazione online) 18.00 - 22.00
Venerdì 26 Gennaio 2018: 11.00 - 21.00
Sabato 27 Gennaio 2018: 11.00 - 21.00
Domenica 28 Gennaio 2018: 11.00 - 20.00
Informazioni: T. +39 049 657 401 - italy@affordableartfair.com -  www.affordableartfair.com - www.facebook.com/AAFMilano
Ufficio Stampa e PR: MN ITALIA - Viviana Pepe: viviana.pepe@mnitalia.com - T. 02 89015519 - M. 346 6600299; Stefania Previte: stefania.previte@mnholding.com - T. 02 89015519 - M: 347 7148113

Superstudio Più
Via Tortona 27
20144 Milano

 

 

 

 

 

 

 

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