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Archivi categoria : Satira

Arte ribelle, Galleria Gruppo Credito Valtellinese, Milano, fino al 9 dicembre

A quasi cinquant’anni dalla data-simbolo del “Sessantotto” appare giusto e storicamente importante rivisitare – e rivalutare – tutte quelle espressioni artistiche che in Italia si sono chiaramente ispirate alla protesta politica, alla speranza rivoluzionaria, alle spinte libertarie, e che si sono sviluppate a partire dal 1965, con le prime proteste per la guerra del Vietnam,…
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Un Forattini a tutto tondo a Milano, Palazzo Reale

Palazzo Reale di Milano ospita dal 3 luglio al 27 settembre 2009 un'esposizione antologica di Giorgio Forattini: un viaggio nella satira, un sussidiario di immagini per far conoscere i fatti e i misfatti della politica italiana e internazionale dai primi anni '70 a oggi, illustrati da Forattini. "Coraggio libertà sberleffo" è promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e CSC Media, curata magistralmente da Gherardo Frassa.
La matita della satira colpiva già al liceo con le caricature dei professori. Dopo l'abbandono di Architettura una lunga apnea in cerca di lavoro che lo vede indossare i panni prima dell'operaio in una raffineria del Nord, poi del venditore di prodotti petroliferi a Napoli e ancora il rappresentante di elettrodomestici, l'attore e l'ingresso all'accademia di teatro.
A quarant'anni risfodera la matita e la presta alla pubblicità come art director e come vignettista e finalmente il concorso a Paese Sera che vince, grazie a Dino Buzzati, con Stradivarius, una striscia che racconta la storia di un rappresentante di commercio, un po' romantico, amante della musica che si travestiva in casa con una parrucca per suonare il violino. Viene assunto come impaginatore ma continua con le sue strisce quotidiane. Nel 1973 inzia la sua lunga stagione con Panorama come disegnatore satirico.


La fondazione di Repubblica lo vede collaboratore del progetto grafico e artefice di una vignetta quotidiana. Poi La Stampa dove rinnova l'impianto grafico. A Torino è protagonista del lacio della Fiat Uno.
Cura poi la campagna per Alitalia. Collabora con L'Espresso, poi ancora con Repubblica. Qui diventa bersaglio della querela, con relativo risarcimento di danni (3 miliardi di vecchie lire) dell'allora Presidente del Consiglio Massimo D'Alema per la vignetta sull'affaire Mitrokhin.
Sono anni travagliati che lo vedono tornare a Panorama. Ha collaborato anche con Il Giornale (2006-2008) e dal 2008 collabora con le 3 testate di Qn.
Il 2000 lo vede vincere la XVI edizione del Premio Hemingway per la sezione giornalismo e nel 2004 riceve la civica benemerenza dalle mani del sindaco di Trieste.
Dal primo libro "Referendum Reverendum" del 1974 (Feltrinelli Editore) ha pubblicato 45 libri per Mondadori, vendendo 3 milioni di copie.
Oggi si celebra a Palazzo Reale l'antologica dei suoi lavori, una lunga e movimentata galleria, che ci farà rivivere in punta di matita gli ultimi quarant'anni di questo strano paese e le vicissitudini internazionali che ci hanno colto spesso impreparati, a tratti con un sorriso, a tratti con irridenza, forse anche con un velo di tristezza e talora di rimpianto.
La carellata satirica si sviluppa nel tempo di trentasei anni e ci dimostra l'equidistanza politica dalle parti di Forattini, uomo libero e liberale, come lui stesso si definisce, che riporta riporta la satira nell'alveo in cui scorreva quando era nata.
La mostra per ribadire il suo carattere popolare è ad ingresso gratuito. L'assessore alla Cultura ha annunciato la creazione di un museo del fumetto che avrà una sala permanente dedicata a Forattini e che verrà "aggiornata" dalla matita del più grande disegnatore satirico italiano, dopo Guareschi.

Il percorso della mostra introduce il visitatore in un labirinto di stanze e corridoi in cui i disegni satirici sono presentati attraverso stampe digitali, gigantografie, sagome ritagliate, sculture, video, dipinti e installazioni in legno, forex, metallo, carta, cartoncino, stoffa, plastica, tela, vetro, ceramica, resina, gesso. Uno scenografico allestimento ricco di sorprese trasforma i fatti e i misfatti della politica disegnati da Giorgio Forattini in manufatti artistici straordinari.
La mostra multimediale e interattiva: il visitatore è coinvolto attraverso proiezioni e installazioni sonore (può farsi fotografare, ad esempio, all'interno di ironiche scenografie); sono inoltre esposte molte opere originali.In apertura l'emblema della libertà di satira è presentato dal disegno autosatirico in cui l'autore vede se stesso come Napoleone riflesso in uno specchio e un video racconta la carriera del maestro, attraverso un'intervista e le sue apparizioni televisive dagli anni '70.
Tutti i grandi personaggi politici dal 1973 ai nostri giorni sono raccontati in una serie di edicole classiche di diverse tipologie e dimensioni posizionate lungo tutto il percorso della mostra, in una sorta di reliquiarium.. Ogni politico, alla maniera degli altarini dei santi e degli eroi, è celebrato come icona storica al centro, tutto attorno, come degli ex-voto, i disegni satirici illustrano le tappe fondamentali della sua carriera e una serie di reliquie tridimensionali li simboleggia.

Tra i personaggi presenti: il Presidente Cossiga (un piccone a grandezza naturale tricolore), il Presidente Napolitano (gioco interattivo con poltrona e tappeto rosso, ecc.), Prodi (cappello da prete di campagna con falce e croce. Grande collana con falce e croce. Dal soffitto pende una mortadella con la faccia di Prodi che osserva lo spettatore), Bertinotti (cravatte con falce e martello. Sigari con etichetta con falce e martello), Di Pietro (vocabolario della lingua italiana aperto sulla voce azzeccare).

Ai tre politici più bersagliati dalla satira di Giorgio Forattini - Andreotti, Craxi, Berlusconi - sono dedicati dei reliquiari di grandi dimensioni con i più stravaganti travestimenti con cui l'autore li ha ritratti.
Altri argomenti che la mostra affronta sono: i cortei politici di protesta presentati su grandi cartelli e striscioni, videoproiezioni di vignette in grandi dimensioni con sonoro dei cori di protesta; i presidenti italiani degli ultimi quarantanni; i divertenti giochi illustrati dall'artista, tutti interattivi, puntano al coinvolgimento ludico del pubblico: il gioco dell'Oca ha per pedine i politici come lui li ha disegnati e ogni casella illustra un momento chiave della seconda repubblica (ad es. chi finisce nella casella Tangentopoli deve andare in prigione!), il Subbuteo con i suoi personaggi tridimensionali al posto dei giocatori, gli Scacchi con pedine di grandi dimensioni.

Tra le installazioni più spettacolari: tutti appesi, tutti i più famosi personaggi che Forattini ha disegnato appesi a testa in giù; la pietas di Forattini, le immagini più poetiche sparse per tutto il percorso a memoria dei personaggi da lui trattati già scomparsi, un esempio: la bellissima immagine di Berlinguer di spalle, con il volto rivolto verso il mare, i lunghi capelli mossi dal vento a mo' di bandiera con falce e martello e la stella in volo verso il cielo.
L'ultima sezione ècostituita da un work in progress che sarà di volta in volta aggiornato e arricchito dai suoi disegni e creazioni, legate ai temi di attualità.
La mostra itinerante e prevede altre tappe italiane è anche uno strumento didattico rivolto ai giovani che ripercorre cronologicamente la storia italiana e internazionale degli ultimi 36 anni, riletta attraverso la vis satirica dell'autore. Con lo stesso intento, il volume, edito da Electa, che accompagna l'esposizione racconta in 320 pagine, attraverso i disegni di Giorgio Forattini, la successione di 11 legislature, 33 governi e centinaia di fatti in 36 anni di politica italiana e internazionale.

 

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