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Archivi categoria : Teatro

Vincenzo Salemme: Una festa esagerata!, Teatro Manzoni, Milano, dal 12/12/2017

VINCENZO SALEMME

UNA FESTA ESAGERATA…!
la nuova commedia scritta e diretta da Vincenzo Salemme

con in o. a.

NICOLA ACUNZO     VINCENZO BORRINO
ANTONELLA CIOLI     SERGIO D'AURIA
TERESA DEL VECCHIO     ANTONIO GUERRIERO
GIOVANNI RIBO’     MIREA FLAVIA STELLATO

Scene: Alessandro Chiti; Costumi: Francesca Romana Scudiero; Musiche: Antonio Boccia; Disegno luci: Francesco Adinolfi


Dopo il grande successo riscosso in tutta Italia durante la passata stagione teatrale, durante la quale ha raggiunto record di presenze in tutti i Teatri, approda finalmente a Milano la nuova commedia di Vincenzo Salemme.


"Una festa esagerata!" nasce da un'idea che avevo in mente da tempo, uno spunto che mi permettesse di raccontare in chiave realistica e divertente il lato oscuro e grottesco dell'animo umano. Non dell'umanità intera ovviamente, ma di quella grande melassa/massa dalla quale provengo, quel blocco sociale che in Italia viene definito "piccola borghesia". Volevo parlare delle cosiddette persone normali, di coloro che vivono nascondendosi dietro lo scudo delle convenzioni, coloro che vivono le relazioni sociali usando il codice dell'ipocrisia come unica strada per la sopravvivenza. Sopravvivenza alle "chiacchiere", alle "voci", ai sussurri pettegoli e sospettosi dei vicini. E sì, perché io vedo la nostra enorme piccola borghesia come un grande condominio, fatto di vicini che si prestano lo zucchero, il termometro e si scambiano i saluti ma che, al contempo, sono pronti a tradirsi, abbandonarsi e, in qualche caso estremo, anche a condannarsi a vicenda.
Non è la prima volta che questo ventre antico del nostro paese viene messo in commedia ma l'idea dalla quale parto mi sembra molto efficace in questo momento storico fatto di conflitti internazionali, guerre di religione e odi razziali. La barbarie, temo, nasconde sempre dietro un alibi. Ognuno trova sempre una buona ragione per odiare l'altro. Ma quel che temo ancora di più é l'odio che si nasconde dietro il velo sorridente della nostra educazione. Temo il buio del nostro animo spaventato. Temo la viltà dettata dalla paura. Temo il sonno della ragione. Spero che questa commedia strappi risate e sproni al dialogo. Un dialogo tra persone. Che si rispettano e, seppure con qualche sforzo, provino a volersi bene.

Vincenzo Salemme


Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30; 26 dicembre e 1 gennaio ore 16,30 - San Silvestro ore 18,00 e 21,30; riposo 24 e 25 dicembre
Biglietti: da martedì a venerdì: Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00; Poltronissima under 26 € 15,00
sabato, domenica, festivi Poltronissima Prestige € 39,00 - Poltronissima € 35,00 - Poltrona € 25,00; Poltronissima under 26 € 17,00
31 dicembre ore 18,00: Prestige € 50,00 - Poltronissima € 35,00 - Poltrona € 30,00
31 dicembre ore 21,30: Prestige € 100,00 - Poltronissima € 72,00 - Poltrona € 55,00
Call Center: 02 00634555 - Attivo tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00; per informazioni e prevendita telefonica con pagamento con carta di credito e ritiro lasera stessa presso la biglietteria del Teatro
Onlinewww.ticketone.it - Punti vendita oltre 700 in tutta Italia - Call center 892 101
Ufficio StampaManola Sansalone - stampa@teatromanzoni.it  Tel. 
02 763690630 - M. 338 9306431

Teatro Manzoni
Via Manzoni 42
20121 Milano 
Tel. 02 7636901 - Fax 02 76005471 - www.teatromanzoni.it

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Giusy Versace: Con la testa e con il cuore si va ovunque, Teatro Duse, Bologna, 29 novembre alle ore 21

 

Giusy Versace in scena al Teatro Duse di Bologna con il suo spettacolo:

“Con la testa e con il cuore si va ovunque”

Tratto dalla sua autobiografia, best seller Mondadori, la Versace si racconta mercoledì 29 novembre al Teatro Duse di Bologna in uno spettacolo diretto dal regista Edoardo Sylos Labini e accompagnata dal ballerino Raimondo Todaro e dal cantante pop Daniele Stefani. Una parte dell’incasso sarà devoluto alla Disabili No Limits.

Foto di Mirjiam Bon

“Con la testa e con il cuore si va ovunque”, lo spettacolo teatrale tratto dall’omonimo libro che racconta la storia di Giusy Versace, alza di nuovo il sipario. Dopo le tappe di Milano, Roma e Mestre questa volta sarà ospite del teatro Duse di Bologna mercoledì 29 novembre alle ore 21.
Tratto dalla sua autobiografia, best seller Mondadori, la Versace si racconta mercoledì 29 novembre al teatro Duse di Bologna in uno spettacolo diretto dal regista Edoardo Sylos Labini e accompagnata dal ballerino Raimondo Todaro e dal cantante pop Daniele Stefani. Una parte dell’incasso sarà devoluto alla Disabili No Limits.
Con lei, sul palco, ci sarà come sempre il popolare ballerino Raimondo Todaro con il quale vinse nel 2014 la decima edizione di "Ballando con le Stelle". Confermata la presenza di un altro grande artista e amico di Giusy, il cantante pop Daniele Stefani, che anche stavolta accompagnerà la serata con i suoi brani. Solo nella tappa di Bologna, un momento musicale dello spettacolo sarà arricchito dalle 18 voci della Corale Polifonica SS Giuseppe Ignazio.
Ancora una volta, lo spettacolo sarà diretto dal regista Edoardo Sylos Labini, con le coreografie di Matteo Bittante e dello stesso Raimondo Todaro.
Giusy Versace: Sono felice di portare il mio spettacolo anche qui a Bologna, città che per un periodo mi ha adottata perché proprio qui vicino, a Budrio ho mosso i miei primi passi dopo l’incidente e sono felice che Andrea Nobili, il tecnico che mi ha messo in piedi, avrà un ruolo nello spettacolo poiché è una delle voci del coro. Devo ringraziare, se pur fatto anche altre volte, le 3 aziende che ci accompagnano in questa piccola tournée: Divani&Divani, Vivigas e in modo particolare PMG Italia! Mi ha commossa il dottor Accordi, titolare di quest’ultima, che non solo ci ha dato un pulmino personalizzato col quale ci spostiamo in questi mesi per promuovere lo spettacolo ma proprio sulla tappa di Bologna si è mosso come se lo spettacolo fosse il suo, comprando numerosi biglietti per dare ulteriore supporto anche alla nostra onlus Disabilinolimits. L’affetto e la stima che ci stanno dimostrando, ci danno la carica giusta per affrontare questa tappa con ancora più energia!"

Un racconto coinvolgente, emozionante, spontaneo ed ironico di una donna coraggiosa che ha fatto di un evento drammatico uno stile di vita solare e pieno di energia. Una testimonianza di gioia, fede e un costante invito a non arrendersi mai davanti a nessun ostacolo.
"La mia vita è divisa a metà, c'è un prima e un dopo. Il confine è un guard-rail che si strappa le mie gambette dal ginocchio in giù, il 22 agosto del 2005. Avevo 28 anni... sapevo chi ero ed ero abituata a contare soprattutto sulle mie forze: questo mi faceva sentire al sicuro, imbattibile. In un secondo è sparito tutto. Di fronte a me, un confine. E una scelta: attraversarlo oppure no. Provare a guardare oltre o rimanere attaccata ad un passato che non esisteva più. Credo di aver fatto la scelta giusta..."  
Si descriveva così Giusy Versace, calabrese d'origine e milanese d'adozione, nel suo libro diventato best seller Mondadori: “Con la testa e con il cuore si va ovunque” e si racconta così oggi nell’omonimo spettacolo teatrale, che nelle precedenti tappe ha raccolto grande successo.
Giusy Versace, quella senza gambe, quella iniziata in quel tragico 22 agosto del 2005 ma che, come sottolinea nelle battute finali, l’ha resa una donna migliore. Un messaggio forte, epilogo di uno spettacolo di un’ora e 10 minuti, diretto dal regista e attore Edoardo Sylos Labini. Come accade nell’omonimo libro da cui è tratto, il sipario si alza sugli ultimi minuti che precedono l’impatto contro il guard-rail sulla Salerno Reggio Calabria. La prosa, incalzante e piena d’angoscia, è alternata da un ballo molto intenso con Raimondo Todaro sulle note de “La Cura” di Franco Battiato, riarrangiata da Daniele Stefani e accolto da fragorosi applausi. Il pathos è molto forte e aumenta ancora di più nelle successive scene quando Giusy si risveglia in ospedale e vede il lenzuolo vuoto dal ginocchio in giù. Anche qui, le note di “Bohemian Rhapsody” dei Queen e un paso doble con Todaro fanno venire i brividi e calano il pubblico nel dolore di quei momenti.
Il registro cambia e diventa più leggero dal momento in cui inizia il percorso riabilitativo e Giusy entra in un nuova dimensione, conosce il popolo degli invalidi e assapora una nuova normalità. Giusy e Raimondo si esibiscono in un freestyle in carrozzina sulle note del brano scritto e composto da StefaniNon aver paura”. Da lì lo spettacolo diventa un crescendo di pagine e passaggi ironici e pieni di positività. I primi passi, la prima volta al mare, l’incontro con il fidanzato Antonio (che entra in scena fischiettando), la prima corsa assieme al fratello Domenico, il tutto intervallato da un Jive sulla musica di Elvis Presley, fino ad arrivare ad un altro importante tassello di questa storia: Il viaggio a Lourdes. Un viaggio che rappresenta una svolta importantissima, ovvero il momento in cui Giusy elabora il dolore e lo trasforma in nuova forza. Il video della sua testimonianza di fronte ai fedeli è da pelle d’oca, un discorso che rappresenta il suo “manifesto” di vita e di fede, seguito dalle vibranti note della canzone Hallelujah di Leonard Cohen, reinterpretata da Stefani. Si apre poi il capitolo atletica leggera. Sul mega schermo scorrono i suoi successi, quelli che l’hanno resa una donna potente e libera. Un’altra sfida affrontata e vinta a testa alta, a dispetto di chi non credeva in lei. L’ultimo ballo è l’emblema della felicità. Con le protesi da corsa tempestate di Swarovsky, Giusy e Raimondo volano leggiadri in un quickstep che li ha resi invincibili anche a “Ballando con le Stelle” sulle note di “Sing, Sing, Sing”.
Il finale, come nel libro, è uno straordinario elenco di cose belle e positive che Giusy ha imparato dall’incidente ad oggi, un elenco che racchiude il segreto del suo successo e il motivo del suo sorriso: “Oggi sono una donna migliore, più ricca. Se avessi una bacchetta magica e un solo desiderio da esprimere, una cosa è certa ... non tornerei mai indietro!


Giusy Versace“Con la testa e con il cuore si va ovunque”

29 novembre alle ore 21

Biglietti: platea: € 26 euro, prima galleria e palchi: € 22 euro, seconda galleria € 20; gratuito per disabili.
I biglietti sono in vendita presso la biglietteria del teatro Duse (
dal martedì al sabato, dalle 15 alle 19 e da un’ora prima l’inizio degli spettacoli) via Cartoleria 42, tel: 051 231836 -  biglietteria@teatrodusebologna.it. Oppure sono acquistabili online su Vivaticket.

Una parte dell’incasso sarà devoluto alla Disabili No Limits Onlus, l’associazione creata e guidata proprio dalla Versace per aiutare e regalare attrezzatura sportiva, di vario genere, a persone disabili che vogliono iniziare a praticare sport. - info@gmicomunicazione.it

L’ultima tappa di questa tournée è in programma sabato 16 dicembre al Teatro Puccini di Firenze.

Teatro Duse
Via Cartoleria 42
40124 Bologna
Tel. 051 231836  - www.teatrodusebologna.it

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La guerra dei Roses, Ambra Angiolini e Matteo Cremon, Teatro Manzoni, Milano, dal 9 novembre

VALERIO SANTORO per LA PIRANDELLIANA
in coproduzione con GOLDENART PRODUCTION e ARTISTI RIUNITI

presenta

AMBRA ANGIOLINI
MATTEO CREMON

in

LA GUERRA DEI ROSES
di Warren Adler
traduzione di: Antonia Brancati e Enrico Luttmann

con
Massimo Cagnina e Emanuela Guaiana

Regia: FILIPPO DINI

Scenografie: Laura Benzi; Costumi: Alessandro Lai; Luci: Pasquale Mari; Musiche: Arturo Annecchino

La guerra dei Roses” è prima di tutto il titolo di un romanzo del 1981 e poi otto anni più tardi diventa un enorme successo cinematografico per la regia di Danny De Vito. L’autore del romanzo, Warren Adler, scrive anche il soggetto del film e in seguito deciderà di adattare questa vicenda anche per il teatro, creando una commedia straordinaria, raffinata e caotica al tempo stesso, comica e crudele, ridicola e folle, trovando forse in teatro la sua dimensione ideale, per la sua potenza espressiva e la sua dimensione terribilmente onirica.
La storia, nota ormai a tutti, grazie alla fama della pellicola cinematografica, e alla notorietà oltre che alla splendida affinità interpretativa dei suoi protagonisti (Michael Douglas e Kathleen Turner), narra della lenta e terribile separazione tra i coniugi Rose, lui ricco e ambizioso uomo d’affari, tronfio della sua fortunatissima carriera, lei una moglie obbediente, ma mai dimessa, che lo ha accompagnato nella sua brillante ascesa, con amore, stima profonda e un pizzico di fascinazione per le piccole o grandi comodità, che la loro vita quotidiana andava conquistandosi.
Tutto questo avviene, come ci è lasciato intuire dalle prime scene, in un’atmosfera di profondo amore, di sincera passione, all’interno di una cornice rosa e perfetta, lontani dal sospetto, appunto inesistente tra i Rose, di un qualsivoglia senso di raggiro o personale tornaconto, la dinamica del loro vivere insieme pare (ed è!) motivata soltanto dal reciproco amore. Ma ad un tratto, poco dopo l’inizio della nostra commedia, tutto questo si rompe, si infrange contro lo scoglio della mancata realizzazione professionale di lei.
Tutta la loro vita passata insieme, viene da lei completamente riscritta e reinterpretata, la sua maturata presa di coscienza la rafforza e la sprona, con una ferocia degna di una grande eroina, a scagliarsi sul suo amato, ora il responsabile della sua mancata affermazione, in un crescendo di cattiveria, rabbia e reciproche atrocità, fino alle estreme conseguenze.

foto di Bepi Caroli

La grandezza dell’amore si esprime in questa commedia attraverso la sua fine.
Adler ci pone di fronte ad una delle più potenti e straordinarie deflagrazione umane: la separazione di un uomo e una donna che hanno condiviso un grande amore.
Non c’è al mondo espressione più sconvolgente della potenza dell’essere umano, non a caso il titolo la paragona ad una guerra, e non solo, ad una delle più sanguinose guerre della storia inglese, una guerra nata in casa appunto, la guerra tra due rami della stessa famiglia, la guerra delle due rose.
La messa in scena racconta appunto di una guerra, due schieramenti, e volutamente si è scelto di affidare tutti i personaggi a solo quattro interpreti, due uomini e due donne, in campo a combattere per la propria legittimità su questo pianeta.
Il signor Rose e la signora Rose e i loro doppi, che interpretano i loro rispettivi avvocati e altri personaggi nei quali si imbattono i protagonisti, come in un sogno che non avrà un lieto fine, ci divertiranno fino alle lacrime per la loro comicità e ci turberanno nel profondo, poiché sveleranno in modo più o meno consapevole i nostri intimi fallimenti nel comprendere l’altro, l’opposto, all’interno di noi stessi.
La vera guerra, forse assai più sanguinosa si svolgerà dentro di noi, nel percepire vittime e carnefici all’interno delle nostre irrisolte metà, rintanate nelle viscere delle nostre coscienze.
Adler ci aiuta, con un sorriso, ad affrontare questa guerra, con coraggio e con leggerezza.
E forse ci permetterà, quindi, di tendere una mano all’altro, per invitarci a uscire da quella casa e andare incontro ad un esterno, ad un futuro nel quale l’uomo, prima ancora della donna, tornerà ad essere in grado di capire, accettare, dialogare con la sua intima femminilità offesa e deturpata spesso in ognuno di noi.

Filippo Dini

foto di Bepi Caroli

MANZONI PROSA
La guerra dei Roses
Dal
9 al 26 novembre 2017
Orari
: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30

Biglietti: Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00 - Poltronissima under 26 € 15,00
Biglietteria
prevendita telefonica: numero verde 800 914 350 (Attivo da rete fissa, in orari di cassa); informazioni: telefono 02 7636901 - cassa@teatromanzoni.it - dal lunedì al sabato: 10.00 - 19.00 - La biglietteria è aperta anche 45 minuti prima di ogni spettacolo
Call Center: 02 00634555 - Attivo tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00; per informazioni e prevendita telefonica con pagamento con carta di credito e ritiro lasera stessa presso la biglietteria del Teatro
Onlinewww.ticketone.it - Punti vendita oltre 700 in tutta Italia - Call center 892 101
Ufficio StampaManola Sansalone - stampa@teatromanzoni.it  Tel. 
02 763690630 - M. 338 9306431

Teatro Manzoni
Via Manzoni 42
20121 Milano 
Tel. 02 7636901 - Fax 02 76005471 - www.teatromanzoni.it 

 

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