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Franco Maria Ricci: Éphémère. La Bellezza inevitabile, presentato al Teatro Regio di Parma, 8/12/2017

Un evento la cui data è stata fissata con un anticipo di ottant’anni
non può che essere memorabile

Bernard Le Bovier de Fontenelle


Graphic designer, editore, collezionista d’arte, appassionato bibliofilo, costruttore di labirinti neo-ottuagenario: Franco Maria Ricci è tutto questo e molto altro. Folgorato dall’incontro con l’opera di Bodoni, Franco Maria Ricci ha iniziato la sua carriera di editore nel 1963, con una ristampa anastatica del Manuale Tipografico, coltivando in parallelo un forte interesse per la grafica che lo ha portato a disegnare i marchi e le pubblicità per diverse grandi aziende, italiane e straniere. Il gusto per la bellezza del corpo della scrittura, per le proporzioni e l’armonia dell’impaginazione è all’origine delle sue collane. I Segni dell’Uomo, Morgana, Quadreria, Luxe, calme et volupté, Curiosa, Iconographia, La biblioteca blu, Top Symbols and Trademarks of the World, Varia, La Biblioteca di Babele, Guide impossibili, Grand Tour, Antichi Stati, Signorie e Principati, e le Enciclopedie delle città e delle regioni d’Italia, Milano, Parma, Roma, la Sicilia: etichette sotto le quali si allineano volumi e formati di natura diversa, nella maggior parte dei casi ricchi di splendide immagini affiancate da testi di qualità. Reso celebre nel mondo dalla rivista FMR, pubblicata dal 1982 al 2004, e definita da Federico Fellinila perla nera”, ha portato avanti la sua attività editoriale fino ad oggi, contemporaneamente al progetto del Labirinto della Masone, a lungo sognato, poi costruito e realizzato.

Per festeggiare il suo ottantesimo compleanno e celebrare un percorso di vita volto sempre alla ricerca della Bellezza, il team del Labirinto della Masone, con il sostegno della Fondazione Teatro Regio e del Comune di Parma, organizzano il giorno 8 dicembre alle ore 12 presso il Teatro Regio di Parma la proiezione in anteprima assoluta del documentario Éphémère. La Bellezza inevitabile, realizzato da Simone Marcelli, Barbara Ainis e Fabio Ferri.

Il documentario, prodotto da Catrina Producciones con il sostegno di Smeg, Fratelli Berlucchi e SCIC, e con la partnership tecnica di Fujifilm, American Airlines e OnClassical, presenta la storia di Franco Maria Ricci.
Metafora di tutta una vita e fil rouge visivo del documentario è il labirinto, (ultima) opera monumentale che Ricci ha inaugurato nel 2015 nella sua Fontanellato. Perdendosi tra corridoi e incroci di questo dedalo, circondati da alte pareti di bambù, gli spettatori percorrono simbolicamente e visivamente il sogno del labirinto fisico e metaforico, ispirato all’editore dall’amico e collaboratore Jorge Luis Borges fin dagli anni Ottanta.
La proiezione è stata preceduta dai saluti del sindaco Federico Pizzarotti e dagli auguri degli amici Vittorio Sgarbi e Mario Lanfranchi.




Éphémère - La bellezza inevitabile  
Italia, 2017 - documentario 
Produzione indipendente, Catrina Producciones 
Autori: Simone Marcelli, Barbara Ainis e Fabio Ferri 
Regia: Simone Marcelli 
Testi di: Barbara Ainis 
Lingua originale: italiano 
Con: Maya Sala, Aura Marcelli, Mario Zucca (voce Ricci) 
Con la partecipazione di: Franco Maria Ricci, Bernardo Bertolucci, Vittorio Sgarbi, María Kodama Borges, Guy Cogeval, Inge Feltrinelli, Ulrico Hoepli, Benedikt Taschen, Tullio Pericoli, Pier Carlo Bontempi, Pia e Roberto Berlucchi, Laura Casalis, Edoardo Pepino 
Riprese: Fabio Ferri, Paolo Ferri 
Fotografia: Paolo Ferri 
Montaggio: Fabio Ferri 
Suono: Giuliana Cernuschi 
Musiche originali: Francesco Borghi 
Post-produzione video e color grading: Jacopo Pietrucci 
Produttore esecutivo: Barbara Ainis 
Assistente alla produzione: Viviana Savino 
Durata: 66’ 
Formato: HD (Progressive) 16:9 - Colore


Ci sono persone capaci di guardare al passato, al presente e al futuro con una lucidità visionaria e una chiarezza tali da coglierne l’essenza e imprimervi la propria firma in maniera indelebile. Franco Maria Ricci, creatore ed editore dei libri d’arte più eleganti e apprezzati internazionalmente, lo ha fatto, a partire dagli anni Settanta del secolo scorso, risvegliando, insieme all’arte della stampa, il gusto per il bello di milioni di bibliofili in tutto il mondo. Artista grafico, collezionista appassionato e raffinato esteta, ha avuto il coraggio e l’ambizione di dettare, senza compromessi, il proprio concetto di bellezza – originale, fuori dal comune, barocco eppure essenziale –, collaborando con molti tra i più grandi personaggi della cultura contemporanea e influenzando il mondo dell’arte e dell’editoria per decenni. 
È lo stesso Ricci, tra i corridoi di bambù del suo labirinto e le sale della sua collezione d’arte, a raccontare la propria storia nel documentario Éphémère - La bellezza inevitabile. Non una biografia esaustiva, ma una lunga serie di emozioni, ricordi di avventure surreali, incontri e amicizie profonde e imperiture. Alcuni di quegli amici – tra i quali il regista Bernardo Bertolucci, lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi, gli editori Feltrinelli, Hoepli e Taschen e il direttore del Musée d’Orsay Guy Cogeval – intervengono nel racconto, con affetto e stima palpabili, e con aneddoti capaci di dipingere il profilo unico e poliedrico di un genio italiano, ma anche di un uomo brillante, divertente e di grande umanità. Da Parma a Parigi, da New York alla Buenos Aires di Boges, il documentario percorre la vita e i sogni realizzati di uno dei più influenti maître à penser della seconda metà del XX secolo. 

Perdendosi tra corridoi e incroci del labirinto più grande del mondo, gli spettatori percorrono simbolicamente e visivamente il sogno della vita di Franco Maria Ricci, l’editore d’arte, designer e collezionista eclettico che ha saputo sorprendere il mondo con le sue opere e influenzare il gusto di generazioni di bibliofili e amanti del bello. Nel documentario, Éphémère - La bellezza inevitabile, i ricordi dello stesso protagonista, riportati in prima persona, raccontano, da un punto di vista evocativo e non didascalico, la storia di questo intellettuale visionario, un vero genio italiano, capace di dare il proprio contributo, originale e indelebile, nei diversi ambiti della cultura. Attraverso le sue collaborazioni e le profonde amicizie con alcuni dei personaggi più importanti del contesto internazionale, ha saputo unire in maniera inedita arte e letteratura, design e narrativa. 
Le parole di Franco Maria Ricci si alternano alle interviste ad alcuni di questi personaggi che hanno condiviso con lui parte del cammino personale e professionale – tra i quali il regista Bernardo Bertolucci, lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi, gli editori Feltrinelli, Hoepli e Taschen e il direttore del Musée d’Orsay Guy Cogeval – e che presentano il protagonista come un sensibile estimatore e conoscitore della bellezza in tutte le sue forme, un uomo delle grandi scommesse, un cercatore, un sognatore tenace, un visionario ambizioso, un intellettuale raffinato, ma anche, semplicemente, un caro amico. 
Il senso del documentario, come pure della storia personale di Franco Maria Ricci, si sviluppa in un movimento segnato da ossimori, dicotomie e opposti: Parma e il Jet-set internazionale; l’eleganza classica del segno e la sua collezione d’arte, eclettica e aperta all’irrazionale; il fantastico e la ragione illuminista; l’artigianato, prezioso e popolare, e l’arte, aristocratica ed elitaria. Questi contrasti, mai presentati in forma totalmente esplicita, sono individuati non già come elementi superati da una sintesi, ma come segno e cifra della personalità complessa e poliedrica del protagonista, raccontata nei diversi “capitoli” che compongono il documentario: Bodoni, Borges, La grafica, Il nero e l’oro, FMR, Il collezionista e, infine, di nuovo Il labirinto. 
E proprio il labirinto, sogno borgesiano, metafora di tutta una vita e fil rouge visivo del documentario, è l’ultima opera monumentale che Ricci ha realizzato tra il 2004 e il 2015 nella sua Fontanellato, quando, come Greta Garbo, ha lasciato le scene all’apice della fama, e, come il principe di Ligne, si è dedicato alla cura di un giardino senza uguali.
Il documentario nasce dall’incontro professionale del regista Simone Marcelli col collezionista Franco Maria Ricci, per un precedente lavoro documentale sull’artista Adolfo Wildt. Non sempre conoscere i propri miti e le icone della propria formazione culturale riserva sorprese gradite. Ma in questo caso, lungi da incontrare una delusione, il fascino della vita e del lavoro di Ricci si sono presentati con forza ancor più dirompente, ascoltandone i racconti spontanei e divertenti, osservando il sorriso emozionato, oggi come quarant’anni fa, di fronte alle avventure più ambiziose e agli incontri più incredibili. 

L’Associazione Culturale La Catrina, attraverso il brand Catrina Producciones, con il Patrocinio della Fondazione Franco Maria Ricci e del Comune di Parma, il sostegno di Smeg, Fratelli Berlucchi e SCIC, e con la partnership tecnica di Fujifilm, American Airlines e OnClassical, ha realizzato il documentario Éphémère - La bellezza inevitabile, un lavoro ambizioso che ha impegnato tutto l’affiatato team di questa produzione indipendente per oltre un anno e mezzo, con riprese e interviste in Italia, Francia, Germania e Argentina. L’entusiasmo e la disponibilità a partecipare in questo nostro progetto, dimostrati dai prestigiosi personaggi intervistati, hanno reso gli sforzi e le molte trasferte, occasioni piacevoli per incontri indimenticabili. 

Simone Marcelli nasce ad Arezzo nel 1970. È laureato in Storia Contemporanea ed è regista e videoreporter. Éphémère - La bellezza inevitabile è la sua opera seconda, dopo A. Wildt. Il marmo e l’anima, 2015, lungometraggio realizzato in occasione della mostra sull’artista milanese al Musée de l’Orangerie a Parigi. Conduce seminari e corsi di formazione sui linguaggi audiovisivi e sull’uso dell’audiovisivo anche in ambito Social. È socio fondatore dell’Associazione Culturale La Catrina, che, con il brand Catrina Producciones, realizza documentari dedicati all’arte e promuove la cultura dell’audiovisivo. 


DSC Consulenza e Comunicazione: Emanuela Capitanio emanuela.capitanio@gmail.com - mob. 347 4319334; Lavinia Larice lavinialarice@libero.it - mob. 328 6840436; Alessandra Perrucchini alessandra.perrucchini@dscpress.com - mob. 340 4212323 


Il Labirinto più grande del mondo nasce a Fontanellato da un’idea di Franco Maria Ricci e da una promessa da lui fatta nel 1977 allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, affascinato da sempre dal simbolo del labirinto anche visto come metafora della condizione umana.
Ci sono labirinti con Minotauri. E giardini colmi di delizie. Eden in cui è bello vagare, labirinti mentali dove perdersi e poi ritrovarsi.
Quello di Ricci, esteta di gusto eccelso e da sempre amante del bello, è un dedalo elegante e seducente. Un luogo di cultura, disteso su otto ettari di terreno, da lui progettato con gli architetti Pier Carlo Bontempi, che ha eseguito i sorprendenti edifici, e Davide Dutto che ha progettato la geometria del parco. Si trova a Fontanellato, Parma, borgo ricco di storia. Il Labirinto di bambù è da considerare come un lascito a quel lembo di Pianura Padana comprendente Parma, il suo contado e le città vicine, al quale Ricci è legato dalla nascita e la cui importanza per l’arte e il paesaggio italiano è spesso sottovalutata. Parma è sempre stata un luogo di delizie, culla di grandi e preziose collezioni d’arte. Fontanellato, con il suo splendido centro storico, la Rocca Sanvitale, gli affreschi di Parmigianino, racchiude in sé uno straordinario patrimonio artistico, e si è affermata anche per la buona cucina. Ad affascinare Ricci oltre alla vicinanza ad un posto così ricco di bellezza, è anche l’affetto per la natura campestre di Fontanellato, nello specifico la tenuta Masone, che appartiene alla sua famiglia da generazioni. Un luogo unico sotto ogni aspetto: Il Labirinto è un luogo multiforme e originale, a partire dall’architettura dell’intero progetto. Tre sono le forme del labirinto classico: quella cretese a sette spire; quella del labirinto romano, con angoli retti e suddivisa in quartieri (quattro labirinti intercomunicanti); quella del labirinto cristiano a undici spire, del tipo Chartres. Ricci ha scelto di ispirarsi alla seconda, tuttavia rielaborandola e introducendo qua e là delle piccole trappole: bivi e vicoli ciechi, che nei labirinti romani, rigorosamente univiari, non c’erano. Il perimetro è a forma di stella, forma che compare per la prima volta nel Trattato di architettura del Filarete, e in seguito fu adottata da Vespasiano Gonzaga a Sabbioneta e dalla Repubblica Veneta a Palmanova in Friuli. Il progetto del Labirinto ha subito una lunga elaborazione insieme all’architetto Davide Dutto, che per Franco Maria Ricci aveva curato un volume con le ricostruzioni virtuali del Giardino di Polifilo. All’interno del Labirinto risiede anche una cappella a forma di piramide, a commemorazione dell’antico legame tra i labirinti e la Fede. Sul pavimento di questo edifico è raffigurato un labirinto come un continuo richiamo tra esterno ed interno e in questo luogo sarà anche possibile celebrare cerimonie. 
Franco Maria Ricci ha scoperto la sua passione per il bambù negli anni Ottanta. Ha piantato in questi anni più di 20.000 bambù e nel parco se ne possono trovare circa venti specie differenti, da quelle nane a quelle giganti.
Si tratta di una pianta straordinaria che non si ammala, non si spoglia d’inverno, assorbe grandi quantità d’anidride carbonica.
Il Labirinto è la dimostrazione vivente delle immense potenzialità di questa pianta. Persino il pavimento a parquet degli edifici è stato realizzato con lo stesso materiale, per una maggiore coerenza dell’intero progetto.
La vastissima collezione d’arte di Franco Maria Ricci è ospitata nel Museo. Ad oggi comprende oltre 500 opere fra pitture, sculture e oggetti d’arte, dal ‘500 al ‘900. La prima delle numerose mostre temporanee che si alterneranno, verrà inaugurata il 28 maggio e si intitolerà “Arte e follia”, curata da Vittorio Sgarbi. L’eclettismo di Ricci si nota anche nella varietà delle opere collezionate: da Bernini a Ligabue da Carracci alla sua preziosissima Jaguar degli anni’60. La biblioteca contiene l’intera collezione di volumi stampati da Bodoni: oltre 1.200 volumi con preziosissime legature, raccolti negli anni da Ricci. Inoltre, nel Labirinto sono esposte tutte le sue edizioni e quelle di un altro importante esponente della bibliofilia italiana, Alberto Tallone.


Labirinto della Masone
Strada Masone 121
43012 Fontanellato (Parma)
Tel. 0521/827081 - press@francomariaricci.com - www.labirintodifrancomariaricci.it e www.francomariaricci.com - www.facebook.com/illabirintodifrancomariaricci - Twitter: @LabirintoFMR

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Vincenzo Salemme: Una festa esagerata!, Teatro Manzoni, Milano, dal 12/12/2017

VINCENZO SALEMME

UNA FESTA ESAGERATA…!
la nuova commedia scritta e diretta da Vincenzo Salemme

con in o. a.

NICOLA ACUNZO     VINCENZO BORRINO
ANTONELLA CIOLI     SERGIO D'AURIA
TERESA DEL VECCHIO     ANTONIO GUERRIERO
GIOVANNI RIBO’     MIREA FLAVIA STELLATO

Scene: Alessandro Chiti; Costumi: Francesca Romana Scudiero; Musiche: Antonio Boccia; Disegno luci: Francesco Adinolfi


Dopo il grande successo riscosso in tutta Italia durante la passata stagione teatrale, durante la quale ha raggiunto record di presenze in tutti i Teatri, approda finalmente a Milano la nuova commedia di Vincenzo Salemme.


"Una festa esagerata!" nasce da un'idea che avevo in mente da tempo, uno spunto che mi permettesse di raccontare in chiave realistica e divertente il lato oscuro e grottesco dell'animo umano. Non dell'umanità intera ovviamente, ma di quella grande melassa/massa dalla quale provengo, quel blocco sociale che in Italia viene definito "piccola borghesia". Volevo parlare delle cosiddette persone normali, di coloro che vivono nascondendosi dietro lo scudo delle convenzioni, coloro che vivono le relazioni sociali usando il codice dell'ipocrisia come unica strada per la sopravvivenza. Sopravvivenza alle "chiacchiere", alle "voci", ai sussurri pettegoli e sospettosi dei vicini. E sì, perché io vedo la nostra enorme piccola borghesia come un grande condominio, fatto di vicini che si prestano lo zucchero, il termometro e si scambiano i saluti ma che, al contempo, sono pronti a tradirsi, abbandonarsi e, in qualche caso estremo, anche a condannarsi a vicenda.
Non è la prima volta che questo ventre antico del nostro paese viene messo in commedia ma l'idea dalla quale parto mi sembra molto efficace in questo momento storico fatto di conflitti internazionali, guerre di religione e odi razziali. La barbarie, temo, nasconde sempre dietro un alibi. Ognuno trova sempre una buona ragione per odiare l'altro. Ma quel che temo ancora di più é l'odio che si nasconde dietro il velo sorridente della nostra educazione. Temo il buio del nostro animo spaventato. Temo la viltà dettata dalla paura. Temo il sonno della ragione. Spero che questa commedia strappi risate e sproni al dialogo. Un dialogo tra persone. Che si rispettano e, seppure con qualche sforzo, provino a volersi bene.

Vincenzo Salemme


Orari: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30; 26 dicembre e 1 gennaio ore 16,30 - San Silvestro ore 18,00 e 21,30; riposo 24 e 25 dicembre
Biglietti: da martedì a venerdì: Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00; Poltronissima under 26 € 15,00
sabato, domenica, festivi Poltronissima Prestige € 39,00 - Poltronissima € 35,00 - Poltrona € 25,00; Poltronissima under 26 € 17,00
31 dicembre ore 18,00: Prestige € 50,00 - Poltronissima € 35,00 - Poltrona € 30,00
31 dicembre ore 21,30: Prestige € 100,00 - Poltronissima € 72,00 - Poltrona € 55,00
Call Center: 02 00634555 - Attivo tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00; per informazioni e prevendita telefonica con pagamento con carta di credito e ritiro lasera stessa presso la biglietteria del Teatro
Onlinewww.ticketone.it - Punti vendita oltre 700 in tutta Italia - Call center 892 101
Ufficio StampaManola Sansalone - stampa@teatromanzoni.it  Tel. 
02 763690630 - M. 338 9306431

Teatro Manzoni
Via Manzoni 42
20121 Milano 
Tel. 02 7636901 - Fax 02 76005471 - www.teatromanzoni.it

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Finissagge 1ª Triennale Fotografia Italiana, 9 dicembre 2017, Venezia

Sabato 9 dicembre alle ore 14.30 il finissagge della Prima edizione Triennale della Fotografia Italiana, Palazzo Zenobio, Fondamenta del Soccorso 2596, Dorsoduro, Venezia.



Inaugurata sabato 11 novembre con grande affluenza di pubblico, ha riscontrato un  grande successo, per la qualità dei lavori esposti e per un'allestimento, certamente favorito dal fascino di Palazzo Zenobio, semplice e lineare nel racconto proposto. Una carrellata significativa che valorizza appieno le tante e "inaspettate" presenze di fotografi di alto livello,  famosi e non, che ben rende il DNA della fotografia italiana.

 

 "Nel procedimento meccanicamente esatto della fotografia e del cinema, noi possediamo un mezzo espressivo per la rappresentazione che funziona molto meglio del procedimento manuale di pittura figurativa sinora conosciuto. D'ora in poi la pittura si potrà occupare della pura organizzazione del colore... La vittoria dell'Impressionismo, oppure la fotografia malintesa. Il fotografo si è fatto pittore, invece di usare il suo apparecchio fotograficamente... L’illetterato del futuro non sarà colui che non sa  scrivere, bensì colui che non sa fotografare... Ogni epoca ha il suo modo di vedere le cose. La nostra è quella del film, della pubblicità luminosa, della percezione simultanea di avvenimenti diversi. Tutto ciò ha dato vita un nuovo modo di produrre, anche in campo tipografico. La stampa, nata con Gutenberg e giunta sino a noi, si muove esclusivamente in una dimensione lineare. Il procedimento fotografico la amplia dandole una dimensione nuova e oggi conosciuta fino in fondo.”

László Moholy-Nagy, 1925 

Inaugurazione

Prima edizione Triennale della Fotografia Italiana 
Palazzo Zenobio, Fondamenta del Soccorso 2596, Dorsoduro, Venezia
Dal 11 novembre al 9 dicembre 2017
Organizzata da: Fondazione Arte Contemporanea

Curatore dell’eventoGiorio Gregorio Grasso, storico e critico d’arte
Direttore: Luigi Gattinara
Comitato Scientifico:
Arturo Bosio - Consulente d’Arte

Maria Lorena Franchi - Curatrice e Gallerista
Luigi Gattinara - Fotografo
Giorgio Gregorio Grasso - Storico e Critico d’Arte
Gianni Ettore Andrea Marussi - Giornalista
Luca Rendina - Direttore Creativo e Curatore di Mostre
Roberto Villa - Studioso dei linguaggi dell’immagine e della fotgrafia

PERCHÉ TRIENNALE DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA?

L’intento che si propone questa prima edizione della Triennale della Fotografia Italiana è quello non solo di aprire a un vasto pubblico una rassegna di opere fotografiche di alto livello artistico, culturale ed espressivo, ma di dar voce e riportare sulle scene italiane ed internazionali la “Fotografia Italiana” spesso sottostimata anche nel nostro Paese.
Noi crediamo che i valori culturali intrinsechi di chi è nato su questa penisola conservi
nel proprio DNA tutti quei codici espressivi che hanno dato al mondo intero non solo
un contributo artistico e culturale di ineguagliabile bellezza, ma una svolta epocale.
Lo spirito che ha guidato questa iniziativa, oltre a parlare di Fotografia Italiana, è stato anche quello di voler mettere in luce, e contemporaneamente al giudizio dell’osservatore, anche le nuove generazioni, meritevoli di attenzione sia per forma e contenuti, sia per composizione estetica che concettuale. Accanto a questi talentuosi giovani si sono affiancati nomi affermati della Fotografia Italiana, che parlano e si raccontano da soli con le loro magistrali immagini. Non vecchio e nuovo, ma bensì un confronto importante su una visione di Bellezza che può apparire sì differente, ma che, in realtà, alla fine del percorso ci suona sorprendentemente comune.
Tra i ruoli di questa Triennale della Fotografia Italiana vi è anche quello di far convivere in una mostra collettiva assolutamente anomala, propositiva e dirompente, artisti che hanno similitudini e disomogeneità, sapori forti e lievi, allestendo una prospettiva multiforme e accattivante.
La rassegna ci ha permesso di selezionare fotografi che hanno un nutrito percorso
di esperienze e fotografi ancora alla ricerca di una propria cifra stilistica. In tanti hanno
deciso di accettare la scommessa e la ventura, con l’obiettivo importante di esporre
e di raccontarsi. L’impegno è di parlare dello stato attuale della fotografia con la volontà non solo di essere credibili, ma anche di rappresentare un “termometro” di quanto avviene nell’affollato mondo dell’immagine fotografica.
Da questa premessa è nata la panoramica di autori e immagini che propone con originalità
un orizzonte espressivo composito e variegato, di alta qualità.
123 fotografi, più di 200 opere esposte, l’Italia rappresentata da Nord a Sud, una panoramica che orienta la nostra attenzione lungo un articolato percorso estetico.
Ovunque si guardi, su qualsiasi fotografia ci si soffermi si scopre in tutte un denominatore comune: l’arte di trasformare le stesse in immagini interiori, imprigionando i soggetti in un raro sortilegio dove ognuno può leggerle ed interpretarle con gli occhi della mente.
Questa prima Triennale della Fotografia Italiana non poteva cominciare con migliori auspici, accompagnati in questa avventura dalla sensibilità, dalla potenza e dalla capacità espressiva di immagini che molto hanno da raccontare.


Luigi Gattinara, Direttore Triennale Fotografia Italiana, intervista di Gianni Marussi, 2/11/2017


Fotografi partecipanti 122:

ALTI FRANCESCA, ALTOMONTE MIRIAM, ARPAIA MARIO,BALBONI PAOLO, BALLISTA GUIDO, BARLOCCI LUCA, BATTISTA SERGIO, BENNA GAEAN MARIS, BOLOGNINI GIUSEPPE, BORDOGNA DAVIDE, BORELLA LIDIA, BOSCHI DAVIDE, BOSCHINI MASSIMILIANO, CALAVETTA CLAUDIA, CALIGARIS KLEIN SAMANTHA, CALONEGO ANTONIO, CAMELI LUCA, CANETTI SIMONETTA, CARRARO FILIPPO, CASCIO ADRIANO, CASTELLANI BEPPE, CHIANESE GIOVANNI, CIUCA BEATRICE, COLLIA DANIELE, CONTE GRAZIANA, COOPER MARK, COZZI JORDAN, CUNEO CAROLINA, D’ALONZO FRANCESCO, DEL BIANCO ROBERTO, DELLA CORTE PAOLO, DI STEFANO DANIELE, DIDONI ALESSANDRO, DOLCI MICHELE, ESPERTINI MARCO, ESPOSITO CARMINE, FABBI GIANCARLO, FADDA MASSIMILIANO, FARANDA ADRIANA, FERRARI LEOPOLDO, FERRARI MARCO, FIORANI CATERINA, FIORETTI SANDRA, FOOLERY ALEX, FRANCO MARZIO, GABBANA MAURIZIO, GALLI GIUSEPPE, GALLI IVANA, GAROFALO DANIELE, GASPARETTI DAVIDE, GATTINARA LUIGI, GOBBO MICHELA, GUZZINI MATTEO, INNAMORATI BRUNA, JAKOVLEVSKAJA EVELINA, LAMONTI MIRKO, LAROTONDA MICHELE, LATINI DANIELA, LAZZARINI LAURA, LOGIUDICE ROBERTA, LONGHI FERDINANDO, LUXARDO PAOLO, MANISCALCO BASILE GIOVANNI, MARGIOTTA MARIA GRAZIA, MARUSSI GIANNI ETTORE ANDREA, MASTRONARDO FRANCESCO, MATTA DANIELA, MELZI IVAN, MENICHELLI ESTER, MERCANZIN IVANO, MILANESIO MAURIZIO, MISITI NICODEMO, MISSIO ISABELLA, MONNECCHI MASSIMILIANO, NATTA CHIARA VERONICA, NIKI TAKEHIKO FRANCESCO, NOVELLO ROBY, OLIVA STEFANO, ORSINI MARTINA, PASSERINI ALESSANDRO, PAZZANESE IOLANDA, PENNISI CECILIA, PERFETTO PIERLUIGI, PESTARINO ROBERTO, PETTINELLI CARLO, PIAZZA RAFFAELE, PRACELLA MAURIZIO, PRESUTTI GIOVANNI, RAFFAELE SERGIO, RAY DANIELA, RICCA DAMIANO, RICCIARDI UGO, RICCIATO DANILO, ROTONDO LUCA, RUSCIGNO ANTONIO, RUSSINO SILVIO, SACCHI CORRADO, SAGARIA ILARIA, SAMACHIS MIHAELA FELICIA, SANTIOLI SANDRO, SCALFATI MARIA RAFFAELA, SCREMIN ALESSANDRO, SECONDINI STEFANIA, SEMERANO FRANCESCA, SOBRINO VIRGINIA, SPIRONETTI MARINA, STANDBRIDGE L. MIKELLE, TAMBURINI MARCO, TESTA DANIELE, TROVATI ALESSANDRO, UNGARI GIUSEPPE, VANTAGGIATO SALVATORE, VAROTTO EDOARDO, VECCIA DANILO, VERIN MARIO, VIOLA GIROLAMO, VISCARDI FABIO, ZARDINI STEFANO, ZAZZARO ANDREA, ZOCCA STEFANO

 

Cosa è oggi la fotografia?

La rivoluzione planetaria dei mezzi di comunicazione di massa ha stravolto i parametri in vigore fino al secolo scorso. Dalle sue origini il rapporto della scrittura con la luce ha subito impensabili mutazioni. Come dice Italo Zannier: “Dal 1839, anno della nascita ufficiale della fotografia, viviamo nell’era dell’iconismo, nella civiltà dell’immagine. E senza più immagini, foto, filmati, televisione, internet soffriremmo di una sorta di astinenza.”
Mai come ora la tecnologia ha sconquassato i principi di comportamento e di comunicazione tra gli uomini, fino a portare a forme patologiche come l’uso compulsivo del web e della tecnologia che ad esso si rapporta, nel bisogno di essere sempre interconnessi e di documentare la propria esistenza in quel mondo virtuale e per lo più vacuo. A questa compulsività fa da sponda il bisogno di continuare a scattare con gli smartphone ogni attimo anche insignificante della propria giornata, come se questa modalità fosse la sola testimonianza di presenza vitale e quindi da condividere subito sui social. Tecnicamente il prodotto è una fotografia, perché con il termine fotografia si è abituati a indicare tanto la tecnica quanto l'immagine ripresa e, per estensione, il supporto che la contiene. Qui sta il grande equivoco. Siamo tutti fotografi? Certamente no. Tutti invece possono acquistarsi un apparato atto a riprendere immagini, ne esiste una quantità sovrabbondante per dimensione e costo, sempre in perenne e parossistico rinnovamento, alla ricerca del sempre più “definito”, più reale del vero, nell’illusione che la nuova tecnologia faccia realizzare fotografie sempre più belle.
Invece la fotografia, come tutte le discipline, prevede una scuola e delle regole precise e tempo per applicarsi. Poi, una volta acquisite le regole, si possono piegare alla propria creatività, anche stravolgendole. Ma sono pochi i veri artisti che ne sanno fare buon uso.
Mi piace citare ancora Italo Zannier: “Una fotografia è sempre una interpretazione della realtà. È soprattutto «ideologia», non pura tecnica. È l’interpretazione della realtà in un certo modo.”
Il prestare agli altri i nostri occhi, il nostro modo di cogliere la realtà, i dettagli, le sensazioni, le emozioni, anche quando tocca l’attualità, come nei reportage o nella cronaca, ma non sono mai rappresentazione del vero, ma quello che il fotografo vuol far vedere. Siamo noi a porgere lo sguardo, a bloccarlo su un particolare dell’azione che ci appare significante, anche la più sconvolgente.
All’altra visione del mondo appartiene la ricerca escatologica del contemporaneità. Un bisogno, una pulsione che sta contagiando i territori dell’arte contemporanea, e la fotografia non ne è per nulla indenne. Quando si abbandonano i territori della poesia lo schianto di Icaro diviene inevitabile. Poi ci sono i cattivi maestri che aiutano a spingere in tal senso adducendo peregrine dosi di demagogia, consapevoli che nel polverone la vista è offuscata.

Gianni Ettore Andrea Marussi

Nessuno può negare la lunga tradizione di scambi culturali tra la Francia e l’Italia.
La cultura è una prestigiosa vetrina per due paesi che sono vicini geograficamente, ma anche per la loro storia politica e demografica.
Il “viaggio in Italia” fu per molto tempo una tappa necessaria per la formazione degli artisti francesi, mentre gli artisti italiani trovavano in Francia il mecenatismo della “madre delle arti”.
Oggi l’idea comune è ancora di un rapporto privilegiato.
Il prestigio della relazione franco-italiana all’inizio è frutto delle residenze d’artista e dal reciproco riconoscimento culturale e delle tecniche artistiche.
La loro storia è ricca di questa mutua formazione.
La cooperazione culturale istituzionale franco-italiana è vincente nelle areei in cui opera. La Francia e l’Italia condividono anche eventi come la Festa della Musica, le giornate del Patrimonio, la Primavera della Poesia.
C’è una asimmetria nel campo dell’arte contemporanea.
Da qui l’interesse nel promuovere mostre di artisti francesi in Italia e di artisti italiani in Francia, obiettivo dell’UMAM, Unione Mediterranea per l’Arte Moderna, fin dalla sua creazione nel 1946.
Pierre Bonnard e Henri Matisse, padri fondatori dell’UMAM, nel secolo scorso, sono stati tra i principali artisti a determinare, con la loro ricerca artistica, l’evoluzione dell’arte moderna. Hanno naturalmente fatto esporre i più grandi artisti del loro tempo in Francia, ma soprattutto in Italia.
Fino al 2007 le biennali si sono concentrate sulle opere di giovani artisti locali. Con la presidenza di Simone Dibo-Cohen il territorio di provenienza idegli artisti si estende a tutto il bacino del Mediterraneo. Egualmente non è solo la pittura a essere presente ma l’arte visiva nella sua globalità con sculture, video, istallazioni e soprattutto fotografie.
Dopo il 2007, l’UMAM valorizza soprattutto i fotografi italiani.
L’UMAM è riconosciuto dal Ministero della Pubblica Istruzione francese.
L’UMAM è felice il gemellaggio con la Triennale della Fotografia Italiana

Simone Dibo-Cohen
Présidente de l’UMAM, Union Méditerranéenne pour l’Art Moderne

Ca' Zenobio degli Armeni è un palazzo di Venezia, situato nel sestiere di Dorsoduro, sulla fondamenta del Soccorso, nel tratto tra Campo dei Carmini e Campo San Sebastian, a pochi passi da Palazzo Ariani (a cui si collega tramite il ponte del Soccorso) e Palazzo Foscarini (tramite ponte Foscarini). Progetto realizzato a cavallo tra XVII e XVIII secolo da Antonio Gaspari (allievo del più noto architetto Baldassarre Longhena), l'attuale Palazzo Zenobio è costruito a partire da un edificio gotico preesistente, già sede dal 1664 della nobile famiglia di origine veronese degli Zenobio, per i quali l'edificio fu progettato e al quale diedero il nome. A metà Ottocento, estintasi la casata e passati più proprietari, tra i quali gli Albrizzi, nel 1850, diviene sede dei Padri Armeni Mechitaristi di Venezia, ai quali si deve la seconda parte del nome. Nel primo Novecento la struttura ha beneficiato di un restauro ad opera dell'architetto veneziano Vincenzo Rinaldo.
Ca' Zenobio è un edificio barocco, con un'importante facciata che si allunga sul rio che collega la Chiesa dei Carmini alla Chiesa dell'Angelo Raffaele. Tale facciata, su tre livelli più ammezzato di sottotetto rispettanti una rigorosa simmetria, si caratterizza per la lunghezza e per le tante aperture: ben 46 monofore, alle quali si aggiungono tre ingressi al pian terreno e la forometria della parte centrale dei due piani nobili; al primo piano nobile è presente una serliana con mascherone, mentre al secondo tre aperture rettangolari sono inscritte in una cornice lapidea terminata da un grande timpano occupante l'altezza del mezzanino. Un grande giardino sul retro confina col complesso dei Carmini: tale spazio è coerente con la struttura a U del palazzo, dovuta a due braccia che si allungano a partire dai lati del blocco principale dell'edificio, una delle quali ospita ancora la biblioteca.
Sulla facciata che guarda sul giardino sono presenti due serliane, poste nella parte centrale più alta, culminante in un frontone. Dentro vanno citate almeno alcune delle numerose e ricche parti:
- Sala degli Specchi è la principale di Palazzo Zenobio. È  detta anche Tiepolesca per i suoi affreschi e la complessa decorazione, alla quale collaborò il giovane Giambattista Tiepolo.
È una sala luminosa, esempio illustre d'arte e della vita veneziana del settecento. Nella sala sono ospitate manifestazioni importanti, ricevimenti, concerti, pranzi, cene di gala.
- Sala degli Stucchi, alle pareti della Sala si trovano tre pregevoli tele di Luca Carlevarjis, anticipatore del vedutismo veneziano settecentesco, mentre gli affreschi del soffitto rappresentano alcune allegorie del Lazzarini. Le opere sono inquadrate in preziosi stucchi del XVIII secolo alternati agli archi marmorei delle porte.
- Cappella: un piccolo edificio religioso, in origine cappella privata degli Zenobio, ha sede dentro le mura del palazzo, conservando molto dell'originario assetto settecentesco.
Il giardino del palazzo, presenta la facciata interna dell'edificio. La parte centrale dell'edificio comprende la Sala degli Specchi, la direzione e una decina di stanze per riunioni al primo piano, la cappella al secondo piano e una quindicina di stanze al terzo piano per gli ospiti. Le due ali laterali comprendono stanze per mostre, manifestazioni culturali e convegni, una cucina grande e un refettorio. Nel giardino sono ospitati nella bella stagione ricevimenti, concerti, cene e teatro all'aperto. Le sontuose sale barocche del palazzo sono state luogo di ambientazione di celebri videoclip musicali: nel 1984 vi fu girato il video di "Like a Virgin" di Madonna, nel 2004 il videoclip di "Vivimi" di Laura Pausini. Nel 2017 per la 57. Biennale di Venezia è sede di Padiglione Armenia e sino a settembre di Padiglione Tibet.


Prima edizione Triennale della Fotografia Italiana 
Dal 11 novembre al 9 dicembre 2017
Vernissage: sabato 11 novembre, ore 16.30

Per informazioni e richiesta materiale: press@triennalefotografiaitaliana.it - Tel. 02 89505330 - www.triennalefotografiaitaliana.it
Orario: 10 -18, dal martedì alla domenica
Ingresso: libero
Vaporetti: 5.1 fermata San Basilio

Palazzo Zenobio 
Collegio Armeno Moorat-Raphael
Fondamenta del Soccorso 2596
Dorsoduro 2597
30123, Venezia
Tel: +(39) 041-5228770 - Fax: +(39) 0415203434 - info@collegioarmeno.it


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Programma espositivo 2018 e anticipazioni del 2019 del Comune di Milano

È stata presentata a Palazzo Reale dal Sindaco Giuseppe Sala e dall’Assessore alla Cultura Filippo Del Corno la programmazione delle mostre del 2018 e sono state anticipate alcune grandi esposizioni già in calendario nel 2019 nelle sedi del Comune di Milano.

Una proposta ricca, articolata e coraggiosa - commenta il sindaco Giuseppe Sala -, che accanto ai grandi nomi di richiamo porta in scena nuovi giovani artisti e capolavori delle più diverse culture del mondo. Come promesso, continueremo a investire nella cultura, che negli ultimi anni ha fatto veramente la differenza nell’attrattività di Milano portandoci a diventare una città anche turistica. E lo faremo puntando, come per questo calendario 2018/2019, su qualità, diversificazione, apertura internazionale e sperimentazione”.
Il calendario di oltre 60 progetti conferma le linee di sviluppo di una politica culturale che ha portato negli ultimi anni a una crescita costante dell’apprezzamento, da parte del pubblico e della critica, dell’offerta espositiva milanese - dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Spaziando dall’arte antica al contemporaneo, intrecciando linguaggi diversi, con le sole costanti di una curatela di alto profilo che assicuri scientificità, ricerca, divulgazione e inclusione, il programma presentato oggi si muove lungo direttrici già tracciate, variando nei temi, negli artisti e nei contesti storici indagati”.


Grandi Maestri protagonisti della prossima stagione sono Albrecht Dürer, Paul Klee, Giovanni Boldini e Pablo Picasso. Palazzo Reale (21 febbraio-24 giugno 2018) ospita nelle sue sale la mostra dedicata a Dürer, protagonista assoluto del Rinascimento tedesco ed europeo all’epoca della sua più alta espressione, mettendo in evidenza i rapporti tra la sua opera e quella di grandi maestri suoi contemporanei, Cranach, Giorgione, Lorenzo Lotto e altri. Il primitivismo di Paul Klee è invece il soggetto della mostra allestita nelle sale del MuDeC | Museo delle Culture (26 settembre 2018-27 gennaio 2019) che affronta la sua opera in una prospettiva inedita, con l’obiettivo di posizionare l’attività dell’artista all’interno del fermento primitivista che scorre per l’Europa agli inizi del XX secolo. La GAM | Galleria d’Arte Moderna (16 marzo-17 giugno 2018) presenta una selezione di 30 opere concesse straordinariamente in prestito dal Museo Giovanni Boldini di Ferrara e in dialogo con le opere della GAM di Boldini e di Paul Helleu, suo amico e come lui protagonista della Belle Époque parigina. Torna infine a Palazzo Reale (18 ottobre 2018-17 febbraio 2019) il genio di Pablo Picasso, con 350 opere fra i più grandi capolavori del Museo Picasso messi in dialogo con importanti pezzi d’antiquariato e opere che richiamano quei canoni della bellezza classica, fonti del repertorio mitologico che ha costituito parte fondamentale della sua estetica.
La Milano città-mondo che diventa ogni giorno artisticamente sempre più ricca di influenze e meticciati viene rappresentata da alcuni importanti progetti. Al MuDeC | Museo delle Culture la retrospettiva dedicata a Frida Kahlo (1° febbraio-3 giugno 2018) propone una chiave di lettura inedita del suo lavoro, esponendo oltre 100 opere provenienti dalle due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, Olmedo e Gelman, da musei internazionali e da Casa Azul, la dimora messicana di Frida Kahlo e Diego Rivera. Mentre il PAC (4 luglio-9 settembre 2018) continua l’esplorazione degli altri continenti attraverso l’arte contemporanea con una mostra collettiva di artisti brasiliani che propongono una riflessione sulla loro conflittualità: gli scontri, le violenze e i soprusi politici, sociali, razziali, ecologici e culturali.
I più importanti musei del mondo continuano a scegliere Milano come sede privilegiata per raccontare le loro collezioni: quest’anno è la volta del Philadelphia Museum of Art (Palazzo Reale, 8 marzo-2 settembre 2018), che porta a Milano una selezione importante delle proprie collezioni d’arte moderna e impressionista, con opere di Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Paul Cézanne, Henri Matisse, Pablo Picasso e Paul Klee.
Milano resta al centro della programmazione espositiva con una serie di progetti che contribuiscono a consolidare la memoria storica della città.
A cento anni dalla fine del primo conflitto mondiale, Palazzo Morando | Costume Moda Immagine (15 marzo-15 luglio 2018) illustra il ruolo nevralgico di Milano durante la Grande Guerra, mentre la Biblioteca Sormani (18 maggio-14 luglio 2018) rievoca le fasi della contestazione studentesca del 1968, divampata a Milano tra le mura dell’Università degli Studi, e porta alla luce dalle proprie preziose raccolte i riflessi di quel vento di cambiamento nell’industria culturale.
Al Castello Sforzesco (21 dicembre 2017-18 marzo  2018) una mostra ripercorre le vicende progettuali e costruttive della Galleria Vittorio Emanuele II nel 150° dall’inaugurazione attraverso fotografie, disegni tecnici, planimetrie e documenti appartenenti alle raccolte civiche, alcuni dei quali del tutto inediti.
Mentre al Museo del Novecento (novembre 2018-marzo 2019) si ricostruisce la storia del movimento culturale milanese Corrente, in occasione degli 80 anni dalla nascita della rivista “Corrente di vita giovanile” - fondata da Ernesto Treccani a Milano nel 1938 - con un progetto a più mani che coinvolge Castello Sforzesco, Museo del Novecento, Casa museo Boschi Di Stefano e Biblioteca Sormani.
La ricerca - sui temi, i modi, i linguaggi, gli obiettivi - è il cuore di ogni opera d’arte e, anche, lo strumento per il suo successivo inquadramento nel tempo e nel luogo in cui prende vita. Lavoro, quest’ultimo, che costituisce la ragion d’essere di qualsiasi museo capace di raccontare le proprie collezioni e di qualunque progetto espositivo in grado di arricchire il visitatore con il senso di una nuova conoscenza. Per questo la programmazione del 2018 vede in cartellone progetti come “L’eco del classico”, attraverso il quale lo Studio Museo Francesco Messina, in collaborazione con la direzione del Parco della Valle dei Templi di Agrigento, mette le opere dell’artista in relazione con esempi di scultura antica per sottolineare come siano rimasti quelli i riferimenti della sua estetica, anche nel secondo Dopoguerra, dominato dalla dittatura dell’avanguardia. Il Museo Archeologico (ottobre 2018-febbraio 2019), invece, illustrando l’immaginario figurato etrusco attraverso vasellame e canopi, sottolinea sia il rapporto della cultura etrusca con il mondo greco e fenicio e con il Mediterraneo orientale sia il ruolo degli Etruschi nella diffusione di oggetti e nella trasmissione di miti greci nel Mediterraneo.
Un approfondimento scientifico inedito sul tema della Pietà, che il Castello Sforzesco propone dal 12 ottobre 2018 al 13 gennaio 2019, dimostra sorprendentemente l’origine nordica di questo tema, a cui Michelangelo lavorò per tutta la vita: la sua precoce Pietà vaticana si rivela infatti un esempio di Vesperbild, un’iconografia di provenienza nord-europea che ebbe un’amplissima diffusione in Italia alla fine del Quattrocento. Anche il MuDeC (metà ottobre 2018-6 gennaio 2019) prosegue la sua attività di ricerca indagando e documentando, attraverso opere della Collezione, fotografie, filmati e cimeli di famose spedizioni, la trasformazione del concetto di esplorazione: se infatti nell’Ottocento l’obiettivo era completare la mappatura delle terre emerse, dai primi decenni del Novecento viaggiatori singoli percorrono i territori soprattutto alla ricerca di un’esperienza culturale e sociale. 
L’arte del Novecento Italiano è rappresentata all’interno del calendario con alcuni progetti dedicati a personalità che hanno saputo ben rappresentare lo spirito del secolo. Il Museo del Novecento propone due figure di artiste-intellettuali,  Giosetta Fioroni (6 aprile-26 agosto 2018) e Margherita Sarfatti (21 settembre 2018-24 febbraio 2019), che in diverso modo e in tempi e contesti differenti hanno saputo dare un importante contributo alla definizione artistico-letteraria del ‘900. Mentre al Castello Sforzesco (23 marzo-1 luglio 2018) va in scena la grafica del Novecento con un’ampia selezione di circa 200 opere tra disegni, incisioni, litografie, carte dipinte e libri d’artista dei più celebri Maestri del secolo scorso, tra cui Boccioni, Martini, Modigliani, Carrà, De Chirico, Bartolini, Sironi, Morandi, Marini, Burri, Afro, Fontana, Baj, Capogrossi, Galli, Pistoletto. Palazzo Reale omaggia due protagonisti del secolo scorso: Carlo Carrà (4 ottobre 2018-3 febbraio 2019), con una mostra che racconta il suo intero percorso artistico attraverso le sue opere più significative, e Agostino Bonalumi (luglio-settembre 2018), con la prima vera antologica nella sua città a pochi anni dalla sua scomparsa (2013).
La ricchezza e la complessità del pensiero creativo si esprimono, soprattutto nel Novecento, anche attraverso la moda, il design, l’architettura. Per questo Palazzo Reale (22 febbraio-6 maggio 2018) dedica una mostra e un libro alla moda italiana dal 1971 al 2001, evidenziando la progressiva affermazione del sistema italiano della moda nella gloriosa stagione del Made in Italy: arte contemporanea, abiti, oggetti di moda e di design, fotografie, riviste e schizzi danno vita a un sofisticato paesaggio progettuale. A Casa Museo Boschi Di Stefano, invece, si propone al pubblico un’altra intersezione, quella tra arte e architettura, nelle figure di Lucio Fontana e Luciano Baldessari (giugno 2018), legati per 40 anni anche da una grande amicizia.
Si arriva infine al tempo presente, con le molte declinazioni dell’arte contemporanea che trovano la loro sede naturale nella kunsthalle del PAC | Padiglione d’Arte Contemporanea: qui vengono proposti i lavori di Eva Marisaldi  (12 ottobre-2 dicembre 2018) e viene raccontato oltre mezzo secolo di progetti di Enzo Mari, maestro del design contemporaneo (18 dicembre 2018-10 febbraio 2019). Mentre la GAM | Galleria d’Arte Moderna (11 aprile-17 giugno 2018) ospita una selezione di voci da due grandi aree geografiche, Nord Africa e Medio Oriente, in un progetto realizzato in collaborazione con la Solomon R. Guggenheim Foundation di New York.


ANTICIPAZIONI 2019

Il programma del 2019 propone grandi nomi come Jean-Auguste-Dominique Ingres (Palazzo Reale, 22 febbraio-16 giugno 2019), George de La Tour (Palazzo Reale, primavera 2019), Giorgio De Chirico (Palazzo Reale, settembre 2019-gennaio 2020), Filippo De Pisis (Museo del Novecento, settembre 2019-marzo 2020).
Nell’ambito delle celebrazioni del V centenario della morte di Leonardo da Vinci (1519-2019) è poi prevista la riapertura straordinaria della Sala delle Asse del Castello Sforzesco, affiancata da una mostra di disegni originali di Leonardo e di altri artisti del Rinascimento (16 maggio-18 agosto 2019).


Palazzo Morando | Costume Moda Immagine 20 dicembre 2017 - 4 novembre 2018 OUTFIT ‘900 Abiti per le grandi occasioni nella moda di Palazzo Morando a cura di Gian Luca Bovenzi, Barbara De Dominicis, Ilaria De Palma La grande collezione di abiti e accessori antichi e moderni di Palazzo Morando permette di realizzare mostre annuali sui temi più significativi. Nel 2018 protagonista è la donna nel Novecento e i suoi outfit indossati in occasioni speciali: matrimonio, debutto in società, ballo, prima a teatro e serata di gala. Per l’occasione vengono esposti abiti preziosi degli anni Venti, oggetto di un recente restauro, realizzati dalle maison parigine Worth e Liberty.
Palazzo Morando’s impressive collection of antique and modern clothes and accessories allows the museum to set up yearly exhibitions on a variety of important topics. In 2018, the show will revolve around twentieth century women and the outfits for life’s special occasions: weddings, debutante balls, theatre firsts and gala evenings. The show will display precious dresses from the 1920s, produced by the Parisian Worth and Liberty Maisons, and recently restored.
Castello Sforzesco 21 dicembre 2017 - 18 marzo 2018 SOTTO IL CIELO DI CRISTALLO
Un racconto della Galleria Vittorio Emanuele II a 150 anni dall’inaugurazione a cura di Ornella Selvafolta, con Isabella Fiorentini, Barbara Gariboldi e Loredana Minenna Nel 2017 ricorre il 150° anniversario dell’inaugurazione della Galleria Vittorio Emanuele II. L’Archivio Storico Civico celebra la ricorrenza con una mostra temporanea che ripercorre le vicende progettuali e costruttive del monumento attraverso una selezione ragionata di documenti di varia tipologia (fotografie, disegni tecnici, planimetrie, atti legali) appartenenti alle raccolte civiche, alcuni dei quali del tutto inediti.
The year 2017 marks the 150th anniversary of the inauguration of Galleria Vittorio Emanuele II. Archivio Storico Civico celebrates the anniversary with a temporary exhibition tracing the history of the monument’s design and construction by means of a rational selection of the archive’s documents (photographs, technical drawings, plans and legal deeds), some on public display for the first time.
Palazzo Reale 25 gennaio - 15 febbraio 2018 CONVIVIANDO La storia dell’arte della tavola a cura di Cinzia Felicetti La tavola incarna culture e momenti storici differenti e gli oggetti che la animano sono lo specchio estetico dei commensali che l’hanno allestita. CONVIVIANDO è interpretazione delle mise en place e dell’Arte del Ricevere nei vari secoli, prendendo spunto da alcune famose pellicole cinematografiche italiane e straniere. La mostra - dedicata agli oggetti che animano la tavola, come meridiana degli stili nella storia – è anche una riflessione aperta sull’evoluzione di una delle più antiche e interessanti espressioni dell’arte e della socialità umana.
The art of table setting embodies different cultures and times in history and the objects that dress the table are the aesthetic mirror of the persons who perform the mise en place. The CONVIVIANDO event is the interpretation of the Art of Receiving and mise en place over the centuries, taking inspiration from some famous Italian and foreign films. The exhibition - dedicated to the objects that decorate the table, almost like an observer of style throughout history - also is an overview and reflection on the evolution of one of the oldest and most interesting expressions of art and human sociality.
Studio Museo Francesco Messina 23 gennaio - 4 marzo 2018 NATUROFANIE PLASTICHE a cura di Sara Boglino Con tre mostre personali lo Studio Museo Francesco Messina indaga la capacità della scultura di fondersi con elementi naturali e di confrontarsi con la classicità figurativa di Francesco Messina. La prima mostra è dedicata a Valerio Righini che presenta una serie di opere tra cui “Vigna bronzea“, un insieme di sculture apicali risultanti dalla rielaborazione di materiali metallici di recupero che si innestano su esili pali lignei 2 provenienti da filari di vigneti valtellinesi. La seconda è dedicata alla produzione storica di Vincenzo Balena che espone un gruppo di lavori centrati sull’idea di una corporeità lacerata e combusta. La terza personale è incentrata su Alessandra Serra e propone l’installazione Il Giardino degli Spiriti, esplorazione della dimensione rituale del gesto artistico che mira a mettere in luce l’aspetto immateriale che pervade l’opera d’arte.
Through three solo exhibitions, Studio Museo Francesco Messina investigates the ability of sculpture to merge with natural elements and measure up to the figurative classicism of Francesco Messina. The first show, devoted to Valerio Righini, presents a series of works including Vigna bronzea (Bronze vineyard), a collection of apical sculptures resulting from the reprocessing of scrap metal, grafted on slender wooden poles taken from the vineyards of Valtellina. The second exhibition, dedicated to Vincenzo Balena’s life work, displays a series of creations centred on the idea of a lacerated, combusted physicality. The third show, dedicated to Alessandra Serra, centres on the installation entitled Il Giardino degli Spiriti (The Garden of Spirits), and explores the ritual dimension of producing art, highlighting the intangible aspect that pervades an artistic creation.
MUDEC 1 febbraio - 3 giugno 2018 FRIDA KAHLO Oltre il mito a cura di Diego Sileo La mostra riunisce in Italia per la prima volta in un’unica sede più di 100 opere tra dipinti, disegni e fotografie provenienti dalle due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, Olmedo e Gelman, e da musei internazionali. Una nuova chiave di lettura che va oltre la visione semplicistica della relazione tra vita e opera dell’artista, raccontata attraverso inediti e sorprendenti materiali provenienti da Casa Azul, la dimora messicana di Frida Kahlo e Diego Rivera.
The exhibition will gather at a single venue – for the first time in Italy - over 100 works, between paintings, drawings and photographs, from two of the largest, most important collections of Frida Kahlo’s works (Olmedo and Gelman), with the participation of leading international museums. The exhibition provides a new interpretation that goes beyond a simplistic view of the relationship between the artist’s life and work, revealed through unseen works and surprising material from Casa Azul and other important archives.
MUDEC 1 febbraio – 3 giugno 2018 IL SOGNO DEGLI ANTENATI L’archeologia messicana nell’immaginario di Frida Kahlo. Una mostra per raccontare come la disciplina archeologica abbia influenzato l’immaginario e quindi il percorso artistico di Frida Kahlo. La vicinanza dell’artista con la collezione di reperti archeologici preispanici messicani di Diego Rivera ebbe una profonda influenza sulla sua composizione e il suo disegno. Questo particolare legame sarà raccontato attraverso l’esposizione di reperti archeologici inediti delle collezioni del Mudec provenienti dal Messico.
This exhibition reveals how archaeology influenced the imagination and artistic career of Frida Kahlo. The artist’s proximity to Diego Rivera’s collection of pre-Columbian Mexican archaeological finds had a deep influence on her composition and drawing. This particular bond is displayed through Mudec’s unseen archaeological finds from Mexico.
Palazzo Moriggia | Museo del Risorgimento Palazzo Morando | Costume Moda Immagine 15 febbraio - 13 maggio 2018 PIONIERI DI ARDITEZZE SOCIALI: COME ERAVAMO Formazione, lavoro ed emancipazione in Italia nella storia della Società Umanitaria a cura di Claudio A. Colombo La mostra ripercorre con un ricco apparato iconografico (fotografie, resoconti, manifesti, corrispondenze) l'opera di una delle più importanti istituzioni di Milano, la Società Umanitaria: un excursus sull'opera di un Ente capace di dare risposte solidali e civili ai bisogni delle classi più deboli dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri.
The exhibition’s rich iconography (comprising photographs, reports, posters and correspondence) centres on the collection of works of one of the most important philanthropic institutions of Milan, Società Umanitaria: an excursus on the works of an institute that has been offering charitable, civic solutions to the needs of the weaker classes since the late nineteenth century.
Palazzo Reale 21 febbraio - 24 giugno 2018 ALBRECHT DÜRER e il Rinascimento fra la Germania e l’Italia a cura di Bernard Aikema. Con la collaborazione di Andrew John Martin La mostra propone al pubblico l’opera di Albrecht Dürer, considerato protagonista assoluto del Rinascimento tedesco ed europeo, all’epoca della sua più alta espressione. La sua carriera segna un momento di grande effervescenza in termini socio-economici, artistici, culturali ed intellettuali nel contesto del Rinascimento tedesco, ma anche un momento di massima apertura verso l’Europa, sia del Sud sia del Nord. La mostra mette in evidenza i rapporti reciproci tra la sua opera e quella di grandi maestri suoi contemporanei, Cranach, Giorgione, Lorenzo Lotto e altri, attraverso disegni, incisioni, dipinti e grafica.
The exhibition aims to introduce to the public the great figure of Albrecht Dürer, considered as the leading exponent of the German and European Renaissance at its height. His prolific career marked a moment of great effervescence in socio-economic, artistic, cultural and intellectual terms in the German Renaissance but it was also a time of great openness towards Europe, both in the South and in the North. The exhibition highlights the reciprocal relationships between his work and those of his great contemporary masters, Cranach, Giorgione, Lorenzo Lotto and others, through drawings, engravings, paintings and graphics.
Palazzo Reale 22 febbraio - 6 maggio 2018 ITALIANA L’Italia vista dalla moda 1971-2001 a cura di Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi Una mostra e un libro per celebrare e raccontare la moda italiana dal 1971 al 2001, evidenziando la progressiva affermazione del sistema italiano della moda nella grandiosa stagione del Made in Italy, uno straordinario periodo di relazioni e scambi tra gli esponenti di quella generazione italiana di artisti, architetti, designer e intellettuali che ha impostato le rotte della cultura internazionale. Abiti, arte contemporanea, oggetti di moda e di design, fotografie, riviste, schizzi danno vita a un sofisticato paesaggio progettuale in un immaginifico e rigoroso caleidoscopio creativo.
An exhibition and a book whose aim is to celebrate Italian fashion and describe what it was like from 1971 to 2001, a period that focused on the gradual assertion of the Italian fashion system in the grand season of the Made in Italy style. It was a remarkable period that consolidated relationships and exchanges among the exponents of the Italian generation of artists, architects, designers, and intellectuals that paved the way for international culture. Clothing, contemporary art, fashion and design objects, photography, magazines, sketches, all of which breathe life into a sophisticated landscape expressing this rigorous and imaginative creative kaleidoscope.
Biblioteca Sormani 1 marzo - 5 maggio 2018 BRAMA DI VITA E DI LETTERATURA Giancarlo Vigorelli nel clima culturale del Novecento a cura di Giuseppe Langella Mostra dedicata a Giancarlo Vigorelli, figura di spicco dello scenario culturale novecentesco. Le sue carte, acquisite dalla Biblioteca e recentemente riordinate, rispecchiano l’intensa attività critica e l’intreccio di relazioni con gli intellettuali e le avanguardie artistico-letterarie. Lettere, fotografie, riviste ed edizioni originali con dedica riscoprono il ruolo di mediatore culturale di Vigorelli, in dialogo tra Novecento italiano ed Europa.
An exhibition dedicated to Giancarlo Vigorelli, a prominent figure of the 20th century’s cultural scene. His papers, acquired and recently reorganised by the Sormani Library, reflect the essayist’s intense critiques and his relations with the leading artisticliterary figures and intellectuals of this time. Letters, photographs, magazines and inscribed original editions highlight Vigorelli’s role as cultural mediator between 20th-century Italy and the rest of Europe.
Studio Museo Francesco Messina marzo 2018 BELLE DI NATURA Gianluca Balocco e Zachari Logan (per il ciclo ‘Il lato della scultura’) a cura di Francesca Bacci In questa mostra Gianluca Balocco propone una serie di ritratti fotografici delle ballerine che posarono per le sculture del Maestro (Aida Colla, Carla Fracci, Luciana Savignano), installate le une di fronte alle altre, in un gioco di ricordi e di assonanze formali e sentimentali, a misurare il tempo dell’arte e quello della vita nello scarto tra le due modalità di 4 esistenza. Zachary Logan presenta una fantastica e lussureggiante vegetazione iperrealista, che si srotola nello spazio verticale dei tre piani dello studio-museo.
In this exhibition, Gianluca Balocco displays a series of photographic portraits of dancers who posed for the artist’s sculptures. Installed facing one another, in a play of memories and of formal and sentimental harmonies, they measure the time of art and the time of life as the difference between these two modes of existence. Zachary Logan presents a fantastically lush and hyper-realistic vegetation that unwinds through the vertical space that spans the three floors of the studio-museum.
Museo del Novecento 1 marzo - 3 giugno 2018 NON TI ABBANDONERÒ MAI Franco Mazzucchelli, 1964-1979 a cura di Sabino Maria Frassà e Iolanda Ratti La mostra racconta un imperativo categorico trasversale in tutta la ricerca artistica dell’artista milanese: il ruolo sociale dell’arte e l’impossibile mercificazione della stessa. Cuore dell’esposizione sono gli anni ‘60 e ‘70, in cui Franco Mazzucchelli concentrò la propria produzione artistica sull'uso del PVC e in cui le opere - grandi gonfiabili - vennero letteralmente abbandonate per strada. In mostra per la prima volta la serie di AZIONI, composizioni di fotografie dell’epoca con frammenti delle opere sopravvissute.
The exhibition focuses on a crucial theme that permeates Mazzucchelli’s artistic path and exploration: the social role of art and the impossibility of its commodification. The decades in exam are the 1960’s and 70’s, when Mazzucchelli gave life to his works in PVC – large inflatable works that were literally abandoned on the road. For the first time on display are the AZIONI (action) series, compositions of vintage photographs featuring fragments of the works that were not destroyed.
Casa Museo Boschi di Stefano 7 marzo - 8 aprile 2018 I LIBRI EINAUDI PER BAMBINI E RAGAZZI a cura di Andrea Tomasetig Il rapporto tra libro e infanzia è in Italia, fin dai tempi di Pinocchio, tra i più interessanti da indagare e ricco di sorprese. Non fa eccezione la casa editrice Einaudi. Anzi, uno dei capitoli più importanti del Novecento editoriale sono le sue collane dedicate ai bambini e ai ragazzi. La mostra offre per la prima volta la possibilità di vedere l’intera produzione in tema dell’Einaudi “storica”, 145 volumi stampati dal 1942 al 1983, che hanno lasciato il segno. Sono esposte integralmente le tre rare collane: “Libri per l’infanzia e la gioventù” (4 titoli pubblicati nel biennio 1942-1943); “Libri per ragazzi” (75 titoli pubblicati a partire dal 1959); “Tantibambini” (66 titoli pubblicati negli anni 1972-1978).
Ever since Pinocchio, Italy has produced some of the world’s most interesting and wonder-packed books for children. The Einaudi publishing house is no exception. Indeed, its series for children and teenagers form one of the most important chapters in the history of 20th-century publishing. This is the first exhibition to display Einaudi’s entire “historical” collection - 145 volumes, printed between 1942 and 1983, which have undoubtedly left their mark. In particular, the show boasts three rare series, which it displays in full: “Libri per l’infanzia e la gioventù” (Books for children and teenagers, 4 titles published in 1942 and 1943); “Libri per ragazzi” (Books for teenagers, 75 titles published since 1959); and "Tantibambini" (Children galore, 66 titles published between 1972 and 1978).
Palazzo Reale 8 marzo - 2 settembre 2018 CAPOLAVORI DAL PHILADELPHIA MUSEUM OF ART a cura di Philadelphia Museum of Art Curatorial Department Le collezioni d’arte moderna e impressionista sono uno dei fiori all’occhiello del Philadelphia Museum of Art. Provocatorie e sperimentali secondo i critici dell’epoca, le opere di Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Paul Cézanne, Henri Matisse, Pablo Picasso e Paul Klee, tra gli altri, sono oggi considerate i grandi tesori del museo di Philadelphia. La peculiarità del museo sta nell’aver assemblato il proprio patrimonio grazie alla donazione di collezionisti dalla forte personalità, che spesso hanno creato le loro collezioni in stretta collaborazione con gli artisti, elemento che aggiunge un enorme valore al patrimonio del museo, oggi incrementato anche con opere di giovani artisti.
The collections of Impressionist and Modern art stand among the great glories of the Philadelphia Museum of Art. Although provocative and experimental in their time, works by Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Paul Cézanne, Henri Matisse, Pablo Picasso, and Paul Klee, among others, are today considered the great treasures of the Philadephia Museum. The peculiarity of the museum is to have assembled its heritage thanks to the donations of collectors of 5 strong personality who have often created their collections in close relationship with the artists, an element which adds an enormous value to the museum’s heritage, today also inriched by works by young artists.
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine 15 marzo - 15 luglio 2018 MILANO E LA PRIMA GUERRA MONDIALE 1917-1919 a cura di Barbara Bracco A 100 anni dalla fine del primo conflitto mondiale, attraverso documenti, principalmente dall’Archivio delle Raccolte Storiche, la mostra illustra il ruolo nevralgico di Milano durante la Grande guerra. Dalla rotta di Caporetto dell’ottobre 1917 alla visita del presidente americano nel gennaio 1919, il capoluogo lombardo fu palcoscenico e laboratorio cruciale delle principali trasformazioni politiche, economiche e culturali italiane.
In the centenary of the end of the Great War, the exhibition illustrates the role of Milan during the war experience. From the defeat at Caporetto (October 1917), to the visit of the american president (January 1919) Milan was the main stage of politic, economic and cultural transformations.
GAM Galleria d’Arte Moderna 16 marzo - 17 giugno 2018 BOLDINI. Ritratto di signora a cura di GAM Galleria d’Arte Moderna di Milano - Museo Giovanni Boldini, Ferrara Una selezione di 30 opere, tra dipinti, disegni e pastelli, concessi straordinariamente in prestito dal Museo Giovanni Boldini di Ferrara e in dialogo con le opere della GAM di Boldini e di Paul Helleu, suo amico ed emulo e come lui protagonista della Belle Epoque parigina. La mostra intende presentare l’elaborazione da parte di Boldini di uno stile moderno, personale e ricercatissimo dalla committenza internazionale, nella definizione del ritratto femminile mondano e aristocratico, con una serie di opere risalenti al primo ventennio del Novecento.
A selection of 30 works, including paintings, drawings and pastels, on exceptional loan from the Museo Giovanni Boldini in Ferrara and displayed in harmony with GAM’s own works by Boldini and Paul Helleu, the artist’s friend and follower and a co-protagonist of the Parisian Belle Epoque. With a series of works dating back to the first two decades of the 20th century, the exhibition sets out to highlight Boldini’s development of a modern, personal style in worldly and aristocratic feminine portraiture; a style that soon became highly in demand on an international scale.
Castello Sforzesco 23 marzo - 1 luglio 2018 SEGNO, FORMA E COLORE DEL NOVECENTO ITALIANO Opere su carta dalle raccolte civiche di Milano e da Intesa Sanpaolo a cura di Claudio Salsi con la collaborazione del Comitato Scientifico delle collezioni grafiche Un’ampia selezione di circa 200 opere tra disegni, incisioni, litografie, carte dipinte e libri d’artista dei più celebri Maestri del ‘900, conservati nelle collezioni civiche e nelle raccolte di Intesa Sanpaolo, tra cui fogli di Boccioni, Martini, Modigliani, Carrà, De Chirico, Bartolini, Sironi, Morandi, Marini, Burri, Afro, Fontana, Baj, Capogrossi, Galli, Pistoletto: dall’inizio del secolo agli anni Settanta.
A wide selection of drawings, engravings and artists’ books by the most famous masters of the 20th century, preserved in civic collections and in the collections of Intesa Sanpaolo, including works by Boccioni, Martini, Modigliani, Carrà, De Chirico, Bartolini, Sironi, Morandi, Marini, Burri, Afro, Fontana, Baj, Capogrossi, Galli and Pistoletto, forming a chronological journey from the start of the century to the 1970s.
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea 29 marzo - 20 maggio 2018 TERESA MARGOLLES a cura di Diego Sileo Il PAC presenta la prima mostra personale in Italia dell’artista messicana Teresa Margolles in occasione di Milano Art Week e Miart. Con una particolare attitudine al crudo realismo, la sua poetica testimonia le complessità della società contemporanea, sgretolata dalle allarmanti proporzioni di un crimine organizzato che sta lacerando il mondo intero e soprattutto il Messico, considerato uno dei Paesi più pericolosi al mondo. Caratterizzati da una grammatica stilistica minimalista, ma di forte impatto, i lavori della Margolles affrontano i tabù della morte e della violenza, indagati in relazione alle disuguaglianze sociali ed economiche della nostra realtà.
PAC presents the first solo show in Italy of Mexican artist Teresa Margolles on the occasion of Milano Art Week and miart. With its peculiar affinity for crude realism, Teresa Margolles’ poetics attest the complex nature of contemporary society, nearly demolished by the disturbing proportions of the organized crime tearing the world – and especially Mexico, regarded as one of the most dangerous countries in the world – apart. Characterised by a minimalistic yet 6 impactful stylistic grammar, Margolles’ works tackle the taboo subjects of death and violence, investigating them in connection with the social and economic inequality of our everyday realities.
Studio Museo Francesco Messina aprile 2018 PHOTOSENSIBILE (all’interno del ciclo ‘Il lato della scultura’) a cura di Massimo Minini Il gallerista Massimo Minini espone sé stesso. Editore, scrittore, fotografo, artista, visionario, Minini apre una riflessione sulla scultura e presenta presso lo Studio Museo Francesco Messina una serie di scatti fotografici che ripensano alcuni protagonisti della scultura italiana, per l’occasione esposti in museo: Adolfo Wildt, Umberto Milani, Vittorio Tavernari, Ettore Spalletti, Giulio Paolini.
Gallery owner Massimo Minini stages a show of his own works. The publisher, writer, photographer, artist and visionary offers food for thought on sculpture through a series of photographs, displayed at Studio Museo Francesco Messina, evoking some of the leading figures of Italian sculpture: Adolfo Wildt, Umberto Milani, Vittorio Tavernari, Ettore Spalletti, Giulio Paolini.
Palazzo Reale 5 aprile - 13 maggio 2018 ALCANTARA E DIECI ARTISTI NELLE STANZE DELL’APPARTAMENTO DEL PRINCIPE a cura di Davide Quadrio, Massimo Torrigiani Dieci artisti provenienti da luoghi, generazioni e discipline diverse trasformano ancora una volta l’Appartamento del Principe di Palazzo Reale. Una nuova sequenza di installazioni, sculture, tromp-l’oeil, suoni e video portano il pubblico alla scoperta di luoghi misteriosi, creati da alcune delle menti più originali della scena internazionale. Gli artisti sono: Aaajiao, Andrea Anastasio, Caterina Barbieri, Chiharu Shiota, Krijn De Konig, Li Shurui, Esther Stocker, Iris Van Herpen, Zeitguised e Zimoun. Ten artists coming from different places, generations and disciplines transform once again the Prince's Apartment of the Royal Palace. A new set of installations, sculptures, tromp-l'oeil, sounds and videos leads the audience to the discovery of mysterious places, created by some of the most original minds of the international scene. The artists are: Aaajiao, Andrea Anastasio, Caterina Barbieri, Chiharu Shiota, Krijn De Konig, Li Shurui, Esther Stocker, Iris Van Herpen, Zeitguised and Zimoun.
Politecnico di Milano 6 - 20 aprile 2018 HAPPY BLOWDAYS a cura di Mariella Brenna, Enrico Gianni, Lukas Janisch La poltrona Blow in PVC© progetto dello Studio di Jonathan de Pas, Donato D’Urbino, Paolo Lomazzi e Carla Scolari compie cinquant’anni. Un “mobile gonfiabile” facile da produrre montare e trasportare, un elemento d’arredo a basso costo che precorrendo i tempi e prefigurando nuovi stili di vita è diventato un’icona del design internazionale e del Made in Italy. Il CASVA, che dal 2009 conserva l’archivio dello Studio DDL (integrato da una recente seconda donazione nel 2017) vuole rendere omaggio a questo oggetto senza tempo e raccontarne le vicende interpellando il materiale d’archivio. Evento il 17 aprile in occasione dell’inaugurazione del Salone del Mobile incontro con Paolo Lomazzi e Donato D’Urbino.
The Blow in PVC© armchair designed by Jonathan de Pas, Donato D’Urbino, Paolo Lomazzi and Carla Scolari has now turned fifty. This “inflatable” chair was designed as a low cost piece of furniture that is easy to produce, carry and assemble. Well ahead of its times, the chair forestalled a new style of life and became an international icon of allItalian design. CASVA, home to the Studio DDL archives since 2009 (supplemented recently by a second donation in 2017), has decided to pay tribute to this timeless object and its history by means of its archived material. On the 17th of April, for the opening of the Salone del Mobile, a special meeting will be held with Paolo Lomazzi and Donato D'Urbino.
Museo del Novecento 6 aprile - 26 agosto 2018 GIOSETTA FIORONI Viaggio sentimentale a cura di Flavio Arensi con Elettra Bottazzi La mostra intende, per la prima volta nel capoluogo lombardo e a quindici anni dall’ultima antologica, rappresentare la complessità tematica e linguistica del lavoro di Giosetta Fioroni, a cominciare dagli anni della formazione fino al più recente presente. L’esposizione si configura come un grande autoritratto d’artista, attraverso la presentazione accurata del suo percorso e l’analisi del contesto sociale e intellettuale in cui ha lavorato.
This exhibition intends to represent, for the first time in Milan and fifteen years since the last anthology, the thematic and linguistic complexity of Giosetta Fioroni’s exploration, beginning with her early years and up to recent times. The exhibition is structured as an extensive self-portrait of the artist through the accurate presentation of her artistic path and an examination of the social and intellectual fabric where she has worked.
Museo del Novecento 9 - 15 aprile 2018 INVITO. PREMIO ACACIA 2018 a cura di Gemma De Angelis Testa e Iolanda Ratti Per il terzo anno consecutivo il Museo del Novecento ospita il premio Acacia 2018, con il quale viene acquisita un’opera di un artista selezionato dai soci di ACACIA - Associazione Collezionisti Arte Contemporanea Italiani. L’opera viene donata al Museo del Novecento, andando ad arricchire la Collezione Acacia, generosamente donata al Museo nel 2014. Nelle precedenti edizioni sono state premiate le artiste Linda Fregni Nagler e Rossella Biscotti.
For the third consecutive year, the Museo del Novecento will host the ACACIA Prize. The work that is awarded the prize, selected by the members of ACACIA (the Milan Contemporary Art Collectors Association), will enrich the Acacia Collection, generously donated to the Museum in 2014. The previous two contests were won by Linda Fregni Nagler and Rossella Biscotti, respectively.
GAM Galleria d’Arte Moderna 11 aprile - 17 giugno 2018 GUGGENHEIM UBS MAP GLOBAL ART INITIATIVE Una Tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa a cura di Sara Raza La mostra “Una Tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa” è organizzata dalla Galleria d’Arte Moderna in collaborazione con la Solomon R. Guggenheim Foundation New York ed è un’iniziativa culturale di UBS. Attraverso disegni, fotografie, installazioni e video, la mostra presenta una selezione di voci e di riflessioni artistiche da due grandi aree geografiche: Nord Africa e Medio Oriente.
“But a Storm is Blowing From Paradise: Contemporary Art of the Middle East and North Africa”, is presented by GAM Milano in collaboration with Solomon R. Guggenheim Foundation New York. It is a cultural initiative of UBS and part of the Guggenheim UBS MAP Global Art initiative. Through drawings, photographs, installations, and videos, the exhibition presents a spectrum of artistic voices and reflections from North Africa and Middle East.
Castello Sforzesco 11 aprile - 31 dicembre 2018 BARRY X BALL INTERPRETA LA PIETÀ RONDANINI AL CASTELLO SFORZESCO a cura di Claudio Salsi e Laura Mattioli In occasione di Art Week 2018 il Castello inaugura un intervento di Barry X Ball, artista statunitense contemporaneo che ha indirizzato la sua ricerca anche alla rielaborazione di celebri sculture. Nella Sala degli Scarlioni, prossimamente oggetto di un riallestimento a cura di Vittorio Gregotti, sarà presentata per la prima volta un’interpretazione della Pietà Rondanini, scolpita in onice bianco. In concomitanza, una sua antologica a Villa Panza di Biumo.
On the occasion of Art Week 2018, the Castello Sforzesco inaugurates a new work by contemporary American artist Barry X Ball, who focuses on revisiting famous sculptures worldwide. The Sala degli Scarlioni, soon to be renovated by Vittorio Gregotti, will preview Ball’s version of the Pietà Rondanini, sculpted in white onyx. At the same time, a retrospective of his works will be held at Villa Panza di Biumo.
Studio Museo Francesco Messina maggio - giugno 2018 L’ECO DEL CLASSICO a cura di Maria Fratelli La mostra, in collaborazione con la direzione del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, mette le opere di Messina in relazione con esempi di scultura antica, provando a situare l’artista nella storia della scultura e indagandone la sensibilità alla luce delle sue origini siciliane. La mostra vuol sottolineare la coerenza di Messina, che anche nel secondo Dopoguerra, scegliendo di non cedere alla dittatura dell’avanguardia, ribadì l’interesse verso un percorso stilistico concentrato sulla continuazione della tradizione classica. I pezzi provenienti da Agrigento, frutto di scavi e studi in divenire, servono a chiarire l’eco del classico nell’opera di Messina.
Organised in collaboration with the Archaeological and Landscape Park of the Valley of the Temples in Agrigento, the exhibition displays works by Francesco Messina alongside a selection of ancient sculptures, underscoring his place in the history of sculpture and investigating his innate sensitivity resulting from his Sicilian origins. The exhibition sets out 8 to emphasise the coherence of Messina, who, after the Second World War, decided not to give in to the dictates of avant-garde art, choosing instead to pursue the classical tradition. Direct comparison with the precious sculptures on loan from the Archaeological and Landscape Park of the Valley of the Temples, stemming from ongoing excavations and studies, underscores the echo of classicism on Messina’s works.
Biblioteca Sormani 18 maggio - 14 luglio 2018 MILANO68 Contestazione e industria culturale a cura di Fausto Colombo La mostra rievoca le fasi della contestazione studentesca del 1968 divampata a Milano tra le mura dell’Università degli Studi. La Biblioteca Centrale riscopre nelle proprie raccolte i riflessi di quel vento di cambiamento attraverso le tracce lasciate nell’industria culturale: periodici, editoria alternativa, dischi in vinile, spartiti, diari e testimonianze. Arricchiscono il percorso materiali iconografici provenienti da collezioni private.
The exhibition evokes the student protests that flared up in 1968, inside the walls of the University of Milan. The Central Library delves into its collections to reveal the impact of that wind of change on the cultural industry, through magazines, alternative books, vinyl records, musical scores, diaries and testimonies. The exhibition is further enriched with iconographic material from private collections.
Palazzo Reale Fine maggio - agosto 2018 EX-FOTO Dentro il museo. Nove fotografi interpretano i Musei Vaticani a cura di Micol Forti e Alessandra Mauro Il progetto presenta nove fotografi internazionali che hanno lavorato per interpretare la complessa realtà dei Musei Vaticani. Bill Armstrong, Peter Bialobrzeski, Antonio Biasiucci, Alain Fleischer, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Rinko Kawauchi, Martin Parr e Massimo Siragusa, in tempi diversi e su differenti aspetti, hanno realizzato nove diversi lavori che documentano e interpretano lo spazio interno e quello architettonico delle sale, il flusso di visitatori e le memorie che animano quotidianamente persone e ambienti, i segni dell’usura e le tracce corporee, le opere esposte e quelle conservate nei depositi.
The project presents nine international artists working to interpret the complex reality of the Vatican Museums. Bill Armstrong, Peter Bialobrzeski, Antonio Biasiucci, Alain Fleischer, Francesco Jodice, Mimmo Jodice, Rinko Kawauchi, Martin Parr and Massimo Siragusa have been working independently, and at different times, to capture images that document the urban and architectural space of the halls, the flow of visitors and the many memories that animate both people and space daily, the signs of wear and tears, the works on display and the warehouses.
Casa Museo Boschi di Stefano giugno 2018 LUCIANO BALDESSARI E LUCIO FONTANA Un rapporto professionale e di amicizia lungo 40 anni Il rapporto professionale e di amicizia tra Baldessari e Fontana, iniziato negli anni Trenta, si concretizzò con l’allestimento dell’atrio e dello scalone d’onore della IX Triennale del 1951 e proseguì nel tempo fino alla grande mostra monografica, tenutasi a Palazzo Reale nel 1972, allestita su progetto di Luciano e Zita Mosca Baldessari. A Casa Museo Boschi Di Stefano il CASVA propone i disegni del progetto dell’allestimento, indagando il processo attraverso cui il grande architetto ha proposto al pubblico la propria personale riflessione sul lavoro di uno dei massimi artisti del Novecento.
The professional relationship and friendship between Baldessari and Fontana began in the 1930s, and was strengthened yet further by the design of the lobby and staircase of the 9th Triennale in 1951, only to continue in time up to the important solo exhibition held at Palazzo Reale in 1972, based on a project by Luciano and Zita Mosca Baldessari. In the room of Casa Museo Boschi di Stefano dedicated to Fontana, CASVA presents the designs relating to that exhibition layout, with a view to investigating the process with which the great architect chose to display the works of one of the greatest artists of the 20th century.
Museo del Novecento giugno - agosto 2018 AGOSTINO FERRARI a cura di Martina Corgnati 9 In occasione degli 80 anni di Agostini Ferrari viene allestita un sala monografica dedicata alla sua attività artistica. Maestro e pittore attivo a Milano fin dai primi Anni Sessanta, interpreta in chiave astratta le suggestioni artistiche di quegli anni. Il “segno” pittorico rimane sempre fondamentale nella sua poetica.
As a tribute to Agostino Ferrari’s 80th birthday, a monographic hall will be set up featuring a journey though his artistic path. A painter and a master active in Milan since the early 1960’s, Ferrari has interpreted the artistic trends in vogue in those years in an abstract key. The pictorial ‘sign’ will always be a central feature in his language.
MUDEC giugno 2018 - febbraio 2019 MILANO CITTÀ MONDO #04 PERÙ “Milano Città Mondo” è un progetto di ricerca che ogni anno propone approfondimenti su una delle numerose comunità che vivono in città. Queste ricerche antropologiche e sociologiche si trasformano in mostre e palinsesti di eventi. La quarta edizione del progetto traccerà le vicende legate ai flussi migratori tra Perù e Italia, con un approfondimento sulla comunità milanese, che costituisce la terza comunità di migranti per numero di presenze in città a partire dagli anni Settanta.
“Milano Città Mondo” is a research project that every year offers insights into one of the many communities that live in the city. These anthropological and sociological surveys are transformed into exhibitions and scheduled events. The fourth edition of the project draws on migration flows between Peru and Italy, focusing particularly on the Milanese community, which constitutes the third largest community of migrants in the city since the seventies.
MUDEC 20 giugno - 4 novembre 2018 MODIGLIANI ART EXPERIENCE Lo stile bohémien di vita, la polemica antiborghese, l'esistenza da esule nella Montparnasse dei primi del 900, la compagna e musa ispiratrice Jeanne Hébuterne, l’influenza del primitivismo, di Brancusi e Cézanne sulle sue opere sono solo alcuni degli aspetti di questo affascinante racconto ricostruito con immagini, suoni, musiche, suggestioni; una narrazione che ricompone davanti agli occhi del visitatore l’universo dell'artista, pittore e scultore e il suo contesto parigino.
Modigliani’s bohemian style of life, his anti-bourgeois tendencies, his exile in Montparnasse in the early 1900s, his partner and muse Jeanne Hébuterne, and the influence of primitivism, Brancusi and Cézanne in his works, are only some of the aspects of this fascinating exhibition, built around images, sounds, music and suggestions; an exhibition that recreates, before the visitor’s very eyes, the universe - and Parisian experience - of this great artist, painter and sculptor.
Casa Museo Boschi di Stefano luglio 2018 FANTASMI DEL 900 a cura di Eleonora Fiorani in collaborazione con Casva Politecnico La mostra vuole indagare tutti gli spazi in cui la città rinasce e si anima con le storie sedimentate nei luoghi e nei percorsi della memoria, nelle mitologie e reliquie del senso. Sono evocazioni di fantasmi e leggende che hanno accompagnato la storia dell’umanità. La mostra documenta questo sguardo delle arti che, negli spazi privati e pubblici, disfa le superfici e crea nella città pianificata dagli architetti una città metaforica e sognata.
The exhibition sets out to investigate all those areas in which the city comes alive with stories rooted in our memory’s pathways and in the mythology and relics of our senses. Stories of ghosts and legends that have accompanied the history of humanity. The exhibition documents this outlook from the perspective of the arts, dismantling the surfaces of both the private and the public sphere, and creating - within in the city planned by architects - another, metaphorical city of dreams.
Palazzo Reale luglio - settembre 2018 ALIK CAVALIERE I segreti della natura a cura di Elena Pontiggia. Alik Cavaliere (Roma 1926-Milano 1998) è stato un protagonista della scultura italiana della seconda metà del Novecento. Ha condotto in particolare un’intensa riflessione sul tema della natura, scolpendo una selva di alberi, cespugli, frutti, radici, rami, in una serie di opere ispirate al “De rerum natura” di Lucrezio e al naturalismo di 10 Campanella, in cui le ascendenze Liberty si mescolano con quelle surrealiste, dadaiste e pop. La mostra ricostruisce il percorso dell’artista nel ventennale della scomparsa.
Alik Cavaliere (Rome 1926-Milan 1998) was a leading exponent of Italian sculpture in the second half of the twentieth century. He was specifically renowned for instigating an intense reflection on the theme of nature, sculpting a forest of trees, bushes, fruits, roots and branches in a series of works inspired by Lucrezio’s ‘De rerum natura’ poetry and Campanella’s naturalism, in which the Art Deco ascendants meld with those of surrealism, Dadaism and pop. The exhibition reconstructs his journey on the twentieth anniversary of his death, focusing particularly on the theme of nature.
Palazzo Reale luglio - settembre 2018 AGOSTINO BONALUMI L’antologica a cura di Marco Meneguzzo La prima vera antologica dell’artista milanese nella sua città, a pochi anni dalla sua scomparsa (2013). Dagli esordi con Castellani e Manzoni attorno al 1959, attraverso gli anni Sessanta in contatto con i maggiori gruppi europei, sino alla recentissima riscoperta e rivalutazione internazionale, la mostra si propone di illustrare l’attività poliedrica e al contempo rigorosa di uno dei maggiori astrattisti a livello mondiale. Oltre cento opere di tutti i periodi, compresa la riproposizione della grande installazione alla Biennale del 1970, ne faranno la più completa rassegna dell’artista.
The first “ultimate” show of the artist (b.1935), in his own town, few years after his death (2013). From the beginning together with Castellani and Manzoni, through the 60’s and the relationship with the most important European artgroups, with over than 100 artworks till the last renewed periods, this will be his most complete exhibition.
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea 4 luglio - 9 settembre 2018 ARTE CONTEMPORANEA BRASILIANA a cura di Jacopo Crivelli Visconti e Diego Sileo Il PAC continua l’esplorazione di altri continenti attraverso l’arte contemporanea con una mostra collettiva di artisti brasiliani. Un linguaggio diretto, all’apparenza ingenuo, ma carico di messaggi. Colori sgargianti, ai quali è affidato il compito di catturare l’attenzione. Il racconto di sogni frantumati e di aspettative deluse, ma anche di un popolo che sa conservare ottimismo e fiducia nel futuro. Sono lavori degli ultimi quarant’anni, non un ritratto del Paese o della sua scena artistica, ma una riflessione sulla loro conflittualità: gli scontri, le violenze e i soprusi politici, sociali, razziali, ecologici e culturali.
PAC continues its exploration of the continents through contemporary art with the collective show of Brazilan artists. A direct language – naïve on the surface, yet dense with meaning. Bright, vivid, strong colours tasked with catching our attention. A tale of broken dreams and disappointed hopes, but also of a people capable of keeping their incredible optimism and trust in the future. The aim of the project is to gather together a series of works created in Brazil in the past forty years – without, however setting out to make up a portrait of the country or its artistic scene, but focusing on the violence and political, social, racial, ecological and cultural quarrels and abuse that have taken place in the past few decades.
Palazzo Reale 10 luglio - 16 settembre 2018 PINO PINELLI a cura di Francesco Tedeschi Nei primi anni ’70 Pinelli (Catania, 1938) avvia una riflessione dove tenta di mettere a fuoco l’imprescindibile nesso fra tradizione e innovazione, con particolare attenzione alla superficie pittorica, alla vibrazione della pittura. La ricerca di questo decennio fa parte di quello che Filiberto Menna definì “Pittura analitica”, anche se nel ‘76 Pinelli elabora la “rottura del quadro” e la prima “disseminazione”. Le opere di Pinelli sono corpi inquieti di pittura in cammino nello spazio, che esaltano la fisicità tattile e la forza visiva di un colore pulsante di vibrazioni luminose.
In the early 1970s, Pinelli (Catania, 1938) began a consideration where he tried to focus on the essential connection between tradition and innovation, with particular attention to the pictorial surface, the vibration of painting. The research of this decade is part of what Filiberto Menna called “Pittura Analitica”, although in ‘76 Pinelli elaborated the “breaking of the painting” and the first “dissemination”. Pinelli’s works are restless bodies of painting walking in the space, that enhance the tactile physicality and visual power of a pulsanting colour and a luminous vibration.
Biblioteca Sormani 7 settembre - 23 ottobre 2018 WILLIAM G. CONGDON Il gesto dell’io. Inediti (salvati) della collezione Rapetti a cura di Mario Cancelli Sguardo sul mondo di William Congdon attraverso l’esposizione di alcune opere inedite della collezione di Carlo Rapetti, frutto del rapporto di collaborazione e di amicizia con l’artista americano che visse fino alla morte in un cascinale della Bassa Milanese. Un corpus sconosciuto che getta luce non solo sull’intera produzione dell’artista ma su un aspetto significativo del processo artistico: l’autovalutazione.
An overview of William Congdon’s world through some unseen works from the Carlo Rapetti collection, stemming from the collaboration and friendship with the American artist, who lived in a farmhouse south of Milan up until his death. An unknown set of works that shed light, not only on the artist’s life work, but also on a significant aspect of the artistic process: self-evaluation.
Museo del Novecento 21 settembre 2018 - 24 febbraio 2019 MARGHERITA SARFATTI a cura di Danka Giacon, Anna Maria Montaldo e Antonello Negri L’esposizione dedicata a Margherita Sarfatti vuole contestualizzare il ruolo cardine della critica nell’ambiente artistico e culturale milanese degli anni Venti – Trenta. Attraverso la sua figura viene analizzato, sotto diversi livelli di lettura, un arco cronologico particolare in termini di gusto e stile. La mostra è realizzata in collaborazione con il Mart di Trento e Rovereto.
The exhibition devoted to Margherita Sarfatti focuses on the fundamental role played by the critics in the artistic and cultural environment of Milan in the 1920’s and 30’s. The style and taste in vogue during two decades are examined from several viewpoints through the work of the artist. The exhibition is organized with the collaboration of the Trento and Rovereto Mart.
MUDEC 26 settembre 2018 – 6 gennaio 2019 ONLY THE RIVER REMAINS TO SPEAK a cura di Studio Azzurro Collegata alla mostra sui nuovi esploratori, “Only the River Remains to Speak” è un suggestivo progetto che denuncia il pericolo per alcune popolazioni causato dalla costruzione delle dighe e di altre politiche di sviluppo. Si potranno ammirare le fotografie scattate da Jane Baldwin in Etiopia, che ha documentato per dieci anni la vita delle donne di Kara che vivono sul fiume Omo attraverso immagini, registrazioni vocali e video.
Connected with the exhibition on modern day explorers, “Only the River Remains to Speak” is an evocative project that denounces the danger some populations face due to the construction of dams and other development policies. The exhibition displays photographs taken over ten years by Jane Baldwin in Ethiopia, documenting the lives of women in Kara, on the Omo River, through images, voice recordings and video footage.
MUDEC 26 settembre 2018 - 27 gennaio 2019 PAUL KLEE E IL PRIMITIVISMO a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch La mostra è a cura di Michele Dantini e Raffaella Resch La mostra affronta una prospettiva inedita dell’opera di Paul Klee, con l’obiettivo di posizionare l’attività dell’artista all’interno del fermento primitivista che scorre per l’Europa agli inizi del XX secolo. Affianco a una selezione specifica di oli, tempere, acquarelli e disegni di Klee verranno posti in un rimando puntuale oggetti dell’antichità classica, manufatti etnografici della collezione del MUDEC, riviste e documenti d’epoca legati alla formazione di Klee.
The exhibition is curated by Michele Dantini and Raffaella Resch. The show offers a new perspective on the work of Paul Klee, positioning the artist’s masterpieces within the European primitivism of the early 20th century. A selection of Klee’s oil and tempera paintings, watercolours and drawings will be displayed alongside specimens of classical antiquity, ethnographic artefacts of the MUDEC collection, magazines and historical documents linked to Klee’s artistic growth.
Museo Archeologico ottobre 2018 - febbraio 2019 IL VIAGGIO DELLA CHIMERA Immagini etrusche tra archeologia e collezionismo a cura di Giulio Paolucci e Anna Provenzali in collaborazione con Fondazione Rovati L’esposizione illustra l’immaginario figurato etrusco attraverso il vasellame e i canopi, evidenziandone sia gli aspetti originali sia il rapporto con le altre culture. Al centro della mostra sono le relazioni culturali e commerciali con il mondo Greco e Fenicio e con il Mediterraneo Orientale, nonché il ruolo degli Etruschi nella diffusione di oggetti e nella trasmissione di miti greci nel Mediterraneo. Una sezione sarà dedicata al rapporto privilegiato della città di Milano con gli studi e le ricerche sulla civiltà degli Etruschi.
Tableware, bronzes and canopic jars, important specimens of the Etruscan figurative culture, bear witness to cultural and trade relations with the Greeks and Phoenicians and with the Eastern Mediterranean, as well as to the role of the Etruscans in the dissemination of artefacts and Greek myths in the Mediterranean. Part of the exhibition underscores Milan’s central role in studying and researching the Etruscan civilization.
Palazzo Reale 4 ottobre 2018 - 3 febbraio 2019 CARLO CARRÀ a cura di Maria Cristina Bandera in collaborazione con Luca Carrà A trent’anni dall’ultima rassegna dedicatagli a Palazzo Reale, la mostra ripercorre l’intero percorso artistico del Maestro attraverso le sue opere più significative: dalle prove divisioniste ai grandi capolavori che ne fanno uno dei maggiori esponenti del Futurismo e della Metafisica, ai dipinti ascrivibili ai ‘valori plastici’, ai paesaggi e alle nature morte che attestano il suo ritorno alla realtà dagli anni Venti, non senza trascurare le grandi composizioni di figura risalenti agli anni Trenta. Thirty years after the last exhibition dedicated to him in Palazzo Reale, this exhibition shows Carrà’s entire artistic production through his most important works: from his pointillist research to the masterpieces that make him one of the great Masters of Futurism and Metaphysics, the paintings of the ‘plastic values’ period, the landscapes and the still life of his return to naturalism from the 1920s, and finally the great compositions of figures of the 1930s.
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea 12 ottobre - 2 dicembre 2018 EVA MARISALDI a cura di Diego Sileo In occasione della Giornata Nazionale del Contemporaneo promossa da AMACI, il PAC dedica una mostra all’artista italiana Eva Marisaldi. Fotografie, azioni, video, animazioni, installazioni, tecniche di ricamo e di disegno: i lavori sono caratterizzati da una lirica narrativa e da una ricerca che, pur prendendo spunto dalla realtà, si concentra sugli aspetti nascosti della quotidianità. Un processo giocoso che si addentra nella sfera della fantasia e dell’immaginazione. Interrogandosi sui temi del dialogo e della comunicazione, Marisaldi stimola la riflessione individuale e collettiva.
On the occasion of the National Day of Contemporary Art, PAC dedicates an exhibition to the Italian artist Eva Marisaldi. Photographs, actions, videos, animations and installations with embroidery and drawing techniques. Eva Marisaldi’s works feature a lyrical narrative vein and, though she is inspired by reality, her study focusses on the hidden aspects of our everyday life. A playful process that penetrates the spheres of imagination and fantasy. Rising questions on topics such as dialogue and communication, Marisaldi stimulates both individual and collective reflections.
Castello Sforzesco 12 ottobre 2018 - 13 gennaio 2019 VESPERBILD Alle origini della Pietà di Michelangelo a cura di Antonio Mazzotta con la collaborazione di Claudio Salsi La mostra, prima in Italia sull’iconografia della Pietà, si riferisce a Michelangelo e alla genesi della Pietà vaticana. L’obiettivo, nel 2018, Anno europeo del patrimonio culturale, è dimostrare l’origine nordica di questo tema, a cui Michelangelo lavorò per tutta la vita. La sua precoce Pietà vaticana è infatti un esempio di Vesperbild, un’iconografia di provenienza nord-europea che ebbe un’amplissima diffusione in Italia alla fine del sec. XV.
The exhibition - the first in Italy on the iconography of the Pietà - centres on Michelangelo and the origin of the Pietà, housed in St. Peter’s Basilica, in the Vatican City. The aim in 2018, the European Year of Cultural Heritage, is to demonstrate the Northern origin of this theme, on which Michelangelo worked his entire life. One of his earliest works, the Pietà is an example of “Vesperbild”, a North European form of iconography that became widespread in Italy in the late 15th century.
MUDEC metà ottobre 2018 - 6 gennaio 2019 CAPITANI CORAGGIOSI Le frontiere dell’esplorazione dal 900 a oggi La collezione del Museo delle Culture è strettamente legata alla storia dell’esplorazione: se nell’800 l’obiettivo era completare la mappatura delle terre emerse, dai primi decenni del Novecento viaggiatori singoli percorrono i territori soprattutto alla ricerca di un’esperienza culturale e sociale. Unica eccezione la conquista delle vette, dello spazio, degli abissi e delle grotte che rimane appannaggio di esploratori professionisti. Attraverso opere della Collezione, fotografie, filmati e cimeli di famose spedizioni, il pubblico parteciperà alla trasformazione del concetto di esplorazione nell’ultimo secolo.
The collection of the MUDEC Museum of Cultures is closely linked to the history of exploration: in the 1800s, the aim was to map the world’s dry lands, whereas, since the early 1900s, individual explorers have travelled the world in search of cultural and social experiences. The only exception is the exploration of mountain summits, of space, of the abyss, and of caves, which remains the prerogative of professional explorers. Through the museum’s collection of photos, films and memorabilia from famous expeditions, the public is given a complete overview of how the concept of exploration evolved during the last century.
Palazzo Reale 18 ottobre 2018 - 17 febbraio 2019 PICASSO E IL MITO a cura di Pascale Picard Affascinato dal sentimento piuttosto che dalla forma, Picasso fa della bestialità e del repertorio mitologico il tema che incontra la sua estetica. Tra i suoi riferimenti ricorrenti mantiene la stranezza di esseri ibridi (fauni, centauri e minotauri) intimamente lacerati tra l’umanità e l’animalità, bene e male, vita e morte. E si incontrano la violenza della guerra come quella della corrida, la fantasia sfrenata e l’erotismo. La mostra si compone di cinque sezioni, con circa 350 opere fra i più grandi capolavori del Museo Picasso, comparati a importanti pezzi d’antiquariato e ad opere che si rifanno ai canoni della bellezza classica.
Fascinated by feeling rather than by form, it is the brutish nature of the mythological repertoire that responds to Picasso’s aesthetic exploration. In the models he returns to, he retains the strangeness of hybrid beings intimately torn between human and animal, good and evil, life and death. Fauns, centaurs and minotaurs haunt his repertoire and speak to the contemporary violence of war and of bullfighting, to the fantasy of unbridled eroticism. The ancient as a reaction from the hand and the spirit is explored in myths reinvented by Picasso, which will be presented in five sections. Roughly 350 works will be brought together, including major antiques.
Palazzo Morando | Costume Moda Immagine novembre 2018 - febbraio 2019 L’ELEGANZA DI MILANO a cura di Stefano Galli La moda, il cinema, il lusso, le nuove mode artistiche, il teatro di rivista, sono espressione di un termine che è stato per decenni sinonimo stesso di Milano: eleganza. Di questa eleganza si è fatto cantore più di ogni altro il grande fotografo milanese Giancolombo, che ci ha restituito un volto della città insolito e sorprendente. Attraverso i suoi scatti degli anni Cinquanta del Novecento, la città si svelerà mettendo a nudo facce sconosciute o dimenticate.
Fashion, cinema, luxury, new artistic fashions and revue are all expressions of that elegance that for decades has been synonymous with Milan. An elegance especially eulogized by the great Milanese photographer Giancolombo, who unveiled an unusual and surprising side of the city. Through his 1950s shots, the city reveals itself through unknown or forgotten faces.
Museo del Novecento novembre 2018 - marzo 2019 CORRENTE 1938 a cura di Chiara Fabi, Danka Giacon e Fiorella Mattio In occasione degli 80 anni della nascita della rivista “Corrente di vita giovanile”, fondata da Ernesto Treccani a Milano nel 1938, il Castello Sforzesco, il Museo del Novecento, la Casa museo Boschi Di Stefano e la Biblioteca Sormani propongono un progetto di mostra e un ciclo di conferenze dedicate a questo importante movimento culturale milanese.
Concurrently with the 80th anniversary of the birth of the “Corrente di vita giovanile” political magazine, founded by Ernesto Treccani in Milan in 1938, the Castello Sforzesco, the Museo del Novecento, the Boschi Di Stefano Home 14 Museum and the Sormani Library propose an exhibition project and a cycle of conferences around this important Milanese cultural movement.
Biblioteca Sormani 7 novembre - 31 dicembre 2018 CERCO UN PAESE INNOCENTE Immagini, parole e note della Grande Guerra nelle opere di scrittori e artisti del primo Novecento a cura di Luigi Sansone Da Ungaretti a Soffici, Sironi, Illica, molti sono gli scrittori e gli artisti che hanno lasciato testimonianza della loro esperienza di guerra. Nel centenario dell’epilogo del primo conflitto mondiale, la mostra ripercorre le fasi dell’anno della vittoria, il 1918, viste sotto la lente dell’arte e della letteratura. Saranno esposti autografi, edizioni originali, giornali di trincea, dipinti e disegni della Biblioteca Centrale, della collezione Isolabella e di raccolte private.
From Ungaretti to Soffici, Sironi and Illica, many writers and artists have left a testimony of their experience of war. In the centenary of the end of the First World War, this exhibition retraces the year of victory, 1918, as seen by the world of art and literature. The exhibition includes autographs, original editions, trench newspapers, paintings and drawings of the Biblioteca Sormani, the Isolabella collection and a number of private collections.
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea 18 dicembre 2018 - 10 febbraio 2019 ENZO MARI a cura dello studio Enzo Mari Con la mostra invernale il PAC celebra i grandi maestri dell’architettura e del design italiani: protagonista per il 2018 il lavoro di Enzo Mari. Una grande antologica attraverserà le due principali linee del suo operare, raccontando mezzo secolo di progetti del maestro indiscusso del design contemporaneo: le opere eseguite su richiesta implicita, ossia nate da un richiamo personale ed interiore cui Mari ha risposto con creazioni entrate a far parte della storia dell’arte contemporanea, e quella invece delle opere su richiesta esplicita, per aziende, enti pubblici e imprese di produzione.
During the winter PAC celebrates the great Italian masters of architecture and design: Enzo Mari will be the protagonist of 2018. This vast retrospective devoted to the undisputed master of contemporary design will showcase half a century’s worth of projects, winding through an exhibition guided by his two main lines of work. On the one hand, the works carried out by “implicit request” – that is, born of a personal, inner need met by Mari with creations that would claim their rightful place in the history of contemporary art. And, on the other hand, the works carried out by “explicit request” – that is, on behalf of companies, public authorities and production enterprises.


ANTICIPAZIONI 2019

Palazzo Reale 22 febbraio - 16 giugno 2019 JEAN-AUGUSTE-DOMINIQUE INGRES La vita artistica al tempo dei Bonaparte a cura di Florence Viguier e Stéphane Guégan, con la collaborazione di Isabella Marelli La mostra mette in luce per la prima volta la modernità della produzione artistica di Ingres, nel contesto culturale europeo tra il 1780 e il 1820, con una particolare attenzione al ruolo fondamentale che rivestì Milano, uno dei centri più importanti dell’Europa Napoleonica. Emerge così la portata rivoluzionaria del pittore delle odalische, realista e manierista al tempo stesso, affascinante tanto per le sue esagerazioni espressive che per il suo gusto del vero.
The exhibition wants to show the modernity of Ingres’s artistic production in the European cultural context between 1780 and 1820, with a special focus on the main role played by Milan in the Napoleonic Europe. Thus the revolution of the painter of the odalisques, realist and mannerist at the same time, is fascinating, both for his expressive exaggeration and for research of naturalism.
Studio Museo Francesco Messina marzo 2019 FRANCESCO PEDRINI a cura di Luca Panaro Il fulcro della mostra si articola attorno a una serie di strumenti musicali realizzati da Francesco Pedrini, simili ad alcuni manufatti militari che isolano una parte del nostro sistema percettivo per acuirne le capacità. Se a un primo sguardo 15 questi oggetti colpiscono per il design bizzarro e di difficile identificazione, prestando più attenzione si possono scorgere particolari in grado di rivelarne la reale funzione: ascoltare, invece che produrre suono. Oltre a strutturarsi come oggetti scultorei, quindi, divengono componente attiva di una performance che rilegge in chiave sonora la Scala di Beaufort: misura empirica della forza del vento, basata su 12 gradi di intensità.
The show revolves around a series of musical instruments, similar to military tools, produced by Francesco Pedrini to isolate a part of our perceptual system and augment its capacity. At a first glance, these instruments strike us for their bizarre design, making them difficult to identify. On a closer look, it is possible to discern particular features that reveal their intended function: to listen, rather than to produce sound. More than mere sculptural objects, they become active elements of a performance that gives sound to the Beaufort scale: an empirical system for measuring wind speeds based on 12 levels of intensity.
Palazzo Reale primavera 2019 GEORGES DE LA TOUR L’Europa della luce a cura di Francesca Cappelletti I nomi di Georges de La Tour e di Caravaggio appaiono spesso vicini, nella storiografia critica come nella percezione del grande pubblico. In entrambi il principio della luce come elemento unificante della composizione, la scelta di soggetti umili e corpi imperfetti rende le loro personalità affini anche a un primo sguardo. Attraverso cinque sezioni incentrate su singoli sog getti iconografici e su temi come il viaggio dei pittori fra l’Italia e il Nord, la mostra propone una serie di confronti e di riflessioni sulla pittura dal naturale le sulle sperimentazioni luministiche che ne accompagnano la diffusione in Europa.
The name of Georges de La Tour and Caravaggio are often combined either in critical historiography or in mass audience.In the artworks of both the light is used as a unifying element of the composition. Poor people, used as models, and realistic and imperfect bodies make these two masters so similar also at a first glance. This exhibition is organized in five sections, based on iconographic subjects and on the artists’ travels between Italy and North Europe, in order to show connections and new experimentations on the use of the light and the realistic painting in those years.
Castello Sforzesco 16 maggio - 18 agosto 2019 LEONARDO E LA SALA DELLE ASSE tra natura, arte e scienza a cura di Francesca Rossi e Claudio Salsi Nell’ambito delle celebrazioni del V centenario della morte di Leonardo da Vinci (1519-2019) è in programma la riapertura straordinaria della Sala delle Asse del Castello Sforzesco. Sarà organizzata una mostra di disegni originali di Leonardo e di altri artisti del Rinascimento, grazie a importanti prestiti, che presenta stringenti relazioni iconografiche e stilistiche con la decorazione della sala progettata dal Maestro.
As part of the celebrations for the fifth centenary of the death of Leonardo da Vinci (1519-2019), the Castello Sforzesco plans to reopen the Sala delle Asse, which for the occasion will hold an exhibition of original drawings by Leonardo and other Renaissance artists, some on loan, and presenting a convincing iconographic and stylistic rapport with the master’s decoration of the museum hall.
Museo del Novecento settembre 2019 - marzo 2020 FILIPPO DE PISIS Il Museo del Novecento presenta, in collaborazione con l’Associazione per Filippo De Pisis, una mostra monografica dedicata al maestro Filippo De Pisis. L’esposizione, oltre a delineare le diverse fasi pittoriche dell’artista, descrive il percorso culturale e approfondisce le vicissitudini della sua vita.
In partnership with the Association for Filippo De Pisis, the Museo del Novecento presents a monographic exhibition devoted to master Filippo De Pisis, highlighting the various pictorial phases endorsed by the artist, as well as describing his cultural path with an in-depth journey through his personal experience.
Palazzo Reale settembre 2019 - gennaio 2020 DE CHIRICO a cura di Luca Massimo Barbero 16 La mostra intende presentare al pubblico le opere più significative di Giorgio De Chirico comprese nell’arco temporale che dal primo soggiorno a Parigi (1912) e dall’incontro con le avanguardie (Picasso, Apollinaire) giunge fino al viaggio a New York (1938) e alla Biennale del 1940, dai primi segni dell’alfabeto metafisico alla cosiddetta neometafisica. Il percorso di mostra procederà per stanze tematiche nelle quali il visitatore ‘incontra’ l’opera di De Chirico, scoprendo in successione ‘il mistero” e la ricchezza di riferimenti della sua produzione.
The exhibition aims to present to the public Giorgio De Chirico’s most significant works within diverse meaningful time frames, starting from both his first stay in Paris (1912) and the meeting with the Avant-garde (Picasso, Apollinaire) to his travel to New York (1938) and the Biennale of Venice (1940), showing his path from the first signs of the metaphysical alphabet to the so-called Neometafisica. The exhibition leads through the thematic rooms where the visitor will “meet” De Chirico’s work, subsequently discovering “the mistery” and the treasure of references of his production.


Sito webyesmilano.it
Ufficio stampa Comune di Milano: Elena Conenna - elenamaria.conenna@comune.milano.it
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Presentazione della monografia di Chiara Dynys, Triennale di Milano, 27/11/2017





Presentata la nuova monografia pubblicata dalla casa editrice Allemandi, di tutte le opere realizzate da Chiara Dynys fino ad oggi, alla Triennale di Milano. 
Alla presentazione della monografia, con un folto pubblico, ha moderato l'incontro  Giorgio Verzotti, curatore del libro, e sono intervenuti: Fiorella Minervino, storica dell’arte e giornalista del La Stampa; Giacomo Agosti, attore, registra e docente all'Accademia di Brera; Annalisa Zanni, Direttrice del Museo Poldi Pezzoli; Umberto Allemandi, editore, e Chiara Dynys.

Chiara Dynys è nata a Mantova e lavora a Milano. Sin dall’inizio della sua attività, nei primi anni novanta, ha agito su due filoni principali, entrambi riconducibili a un unico atteggiamento nei confronti del reale: identificare nel mondo e nelle forme la presenza e il senso dell’anomalia, della variante, della «soglia» che consente alla mente di passare dalla realtà umana a uno scenario quasi metafisico. Per fare questo utilizza materiali apparentemente eclettici, che vanno dalla luce al vetro, agli specchi, alla ceramica, alle fusioni, al tessuto, al video e alla fotografia.
Chiara Dynys ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in importanti musei e istituzioni culturali pubbliche e private in Italia e in tutto il mondo.
Chiara Dynys è oggi una delle artiste italiane più conosciute e apprezzate a livello internazionale. Sin dall’inizio della sua attività, nei primi anni Novanta ha agito su due filoni principali, entrambi riconducibili ad un unico atteggiamento nei confronti del reale: identificare nel mondo e nelle forme la presenza e il senso del l’ anomalia , della variante, della “soglia” che consente alla mente di passare dalla realtà umana e della storia ad uno scenario quasi metafisico. Per fare questo utilizza materiali apparentemente eclettici, che vanno dalla luce al vetro, agli specchi, alla ceramica, alle fusioni, al tessuto, al video e alla fotografia. Chiara Dynys ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in importanti musei e istituzioni culturali pubbliche e private.


Chiara Dynys is now one of the most well-known Italian artists internationally appreciated. Since the beginning of her activity, in the early 1990s, she has acted on two main strands, both of which are based on a single attitude towards reality: to identify in the world and in the forms the presence and the sense of the anomaly, variant, "Threshold" that allows the mind to move from human reality and history to an almost metaphysical scenario. To do this, use apparently eclectic materials ranging from light to glass, mirrors, ceramics, fusions, fabric, video and photography. Chiara Dynys has participated in numerous personal and collective exhibitions in important museums and public and private cultural institutions.


Palazzo della Triennale
Viale Alemagna,6 
20121 Milano
Tel. +39.02.724341 - info@triennale.org

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