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Ricordo di Gillo Dorfles, Salone d’Onore della Triennale di Milano,10/04/2018

Martedì 10 aprile alle 18.30 nel Salone d’Onore della Triennale di Milano, Viale Alemagna 6

Skira Editore e la Triennale ricordano ufficialmente

GILLO DORFLES

Il 12 aprile il grande critico d’arte avrebbe compiuto 108 anni

Milano lo ricorda con un grande evento pubblico, dove interverranno
Stefano Boeri, Aldo Colonetti, Nicoletta Ossanna Cavadini, Luigi Sansone
ed altri amici e intellettuali che hanno condiviso il suo lungo percorso artistico ed umano.

In occasione di questo incontro sarà presentato il suo ultimo libro La mia America. 

Alla fine dell’incontro un brindisi e una torta con un disegno scelto da Dorfles stesso.


 

A partire dal secondo dopoguerra, Gillo Dorfles viaggia negli States dove incontra personalità di primo piano: conosce i più noti studiosi di problemi estetici e critici d’arte (Thomas Munro, Clement Greenberg, James Sweeney, Alfred Barr, Rudolf Arnheim, György Kepes) e dialoga con alcuni tra i maggiori architetti della East e West Coast (Frank Lloyd Wright, Mies van der Rohe, Louis Kahn, Frederick Kiesler).
Dai suoi soggiorni Dorfles trae spunto per numerosi articoli sulla società, la pittura, l’architettura, il design e l’estetica americana, all’epoca pubblicati su “Domus”, “Casabella”, “Aut Aut”, “La Lettura”,“Metro” e in numerosi cataloghi, articoli che, raccolti ora assieme ad altri scritti inediti in questo volume, ci permettono di approfondire uno dei periodi più significativi e stimolanti della cultura USA, attraverso i racconti e le memorie del grande critico d’arte.
Dorfles è stato tra i primi critici d’arte a recarsi negli Stati Uniti negli anni immediatamente successivi al conflitto mondiale per approfondire la sua conoscenza sull’arte, l’architettura e la vita negli USA. L’Italia dopo un lungo periodo di oscuramento culturale dovuto alla guerra e alle note vicende politiche che la precedettero, aveva la necessità di aprirsi al resto del mondo per spezzare quell’isolamento che per oltre un ventennio ne aveva condizionato lo sviluppo in molti settori, non ultimo quello socio-culturale. Gli anni Cinquanta vedono un infittirsi di scambi artistici tra l’Italia e gli Stati Uniti, scambi che avevano iniziato a intensificarsi dopo la presentazione nel 1948 alla Biennale di Venezia della Collezione di Peggy Guggenheim che includeva, tra le altre, opere dei maggiori esponenti dell’Espressionismo Astratto americano…
dalla Prefazione di Luigi Sansone.
Con Skira ha recentemente pubblicato Gli artisti che ho incontrato, a cura di Luigi Sansone (2015).

La mia America 
Gillo Dorfles

Editore:Skira
Collana:Saggi
Lingua:italiano
Anno:2018
Dimensioni:14 x 21 cm
Pagine:304
Rilegatura:Cartonato
ISBN:885723807
Prezzo:€ 25,00

Ufficio Stampa Skira: Lucia Crespi
T. 02 89415532- 02 89401645 - Cell. 338 8090545 - lucia@luciacrespi.it


"Ho sempre nuovi progetti, se no sarei già morto. Riguardano soprattutto la pittura, la mia grande passione. Anche se è pittura per modo di dire: come artista non posso considerarmi riuscito in maniera assoluta. Come critico no, ma come pittore sono stato sempre un dilettante."

"L'arte è l'unica passione a cui sono rimasto fedele."

Gillo Dorfles - Trieste, 12/04/1910 - Milano, 2/03/2018 - critico e storico d'arte e design, filosofo, pittore, ceramista, antropologo, docente di estetica, dottore in psichiatria, poeta, musicologo...


Il mago Gillo ne avrebbe compiuti 108 il 10 aprile, ma la sua presenza ci pareva dovesse essere eterna. Invece ci ha sorpresi ancora perché se ne è andato per un altro viaggio, forse in compagnia di Vitriol, il 2/03/2018
Ha battuto tutti i record del mondo dell'arte per longevità, lucidità e capacità di cogliere il mondo della cultura in tutte le sue sfaccettature, poesia, arte, design, filosofia e musica, che dagli inizi del '900 ai nostri giorni ha seguito con costante curiosità e con lo stile e l'eleganza che lo contraddistinguevano. Dorfles non si stancava mai dal ricercare, di andare oltre il limite della conoscenza, senza mai abbandonare il controllo di una ragione, aperta, eclettica. Non si sottraeva a quanti gli si facevano incontro per salutarlo o per un autografo. Una disponibilità infinita come quella che dimostrava giornalmente a casa sua ad incontrare quanti gli chiedevano udienza e soprattutto un occhio di riguardo per i giovani. Sempre stupefacente nelle sue risposte. Unico! Solo suo neo la sordità, che però talvolta lo salvava da inutili commenti.
Ha lavorato fino agli ultimi giorni come ci raccontavano pochi giorni fa i suoi amici, Luigi Sansone, Aldo Colonetti e Diego Bernardi, mentre ci riproponevamo di incontrarci nuovamente, con calma e rispetto dei suoi tempi.


Albissola Superiore (SV), Studio Ernan, Gillo Dorfles con Gianni Marussi,  3/05/2013, © Alessandra Finzi


Avevamo fatto una lunghissima intervista/chiaccherata nella sua casa di Piazza Lavater, dove viva da solo, eccezion fatta per la governante che lo segue per alcune ore, su mio padre Garibaldo Marussi, suo caro amico - con cui aveva realizzato diverse mostre e collaborato con il suo mensile "Le Arti" - per consegnargli la tesi di laurea di Fabio Muggia per l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: "Garibaldo Marussi: la rivista "Le Ati" e la sua attività critica (1950-1964)", relatore prof. Francesco Tedeschistorico e critico d'arte. Abbiamo così, con emozione, attraversato il secolo scorso nei suoi ricordi, a partire dalla Trieste dei primi del novecento, nel suo studio cosparso ovunque di una inenarrabile quantità di libri, oltre al suo mitico pianoforte.

A casa di Gillo Dorfles, 23/11/2016, © Alessandra Finzi 


Lo scorso 13 gennaio Dorfles aveva inaugurato alla Triennale di Milano una mostra: VITRIOL il personaggio fantastico da lui inventato a cura di Aldo Colonetti e Luigi Sansone con dipinti con 15 nuove tele e di appunti, realizzati nella seconda metà del 2016. VITRIOL è uno degli acronimi più utilizzati dagli alchimisti, le cui iniziali stanno al posto di “Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem”, ovvero “Visita l’interno della terra e, con successive purificazioni, troverai la pietra nascosta”, che è la vera medicina. Come affermava lo stesso Dorfles, nel dialogo con Aldo Colonetti e Luigi Sansone: “Attraverso la figurazione, molto spesso si riesce ad andare al di là della propria “conoscenza cosciente”, per approdare a una sorta di figurazione dell’inconscio: alcuni mie disegni provengono dall’inconscio, e si affacciano sul foglio di carta attraverso elementi figurativi che ovviamente derivano da uno stato di coscienza, non razionalizzato
Ognuno deve costruirsi il suo Vitriol, la ricerca della Pietra Filosofale è quella del mistero che sta alla base della vita."

Il nostro ultimo video alla presentazione stampa alla Triennale di Milano per la mostra VITRIOL il personaggio fantastico inventato da Gillo Dorfles. 
La mostra alla Triennale di Milano era curata da Aldo Colonetti e Luigi Sansone. (13 Gennaio-5 Febbraio 2017)

Albissola Superiore (SV), Studio Ernan, Gillo Dorfles dipinge le sue ceramiche, con Luigi Sansone, Annamaria Pacetti, Ernesto Canepa e Gianni Marussi, 3/05/2013, © Alessandra Finzi


Lo Stato dovrebbe, sollecitato dal Comune di Milano, costituire una riconoscenza per chi, in così in tanti campi, ha dimostrato la sua eccellenza che attraversa due secoli e sei generazioni. Una riconoscenza, proposta da Aldo Colonetti, mutuata dal Giappone, nei confronti di chi ha dato così tanto al Paese. Enrico Rotelli ha sollecitato il Sindaco Giuseppe Sala che ha proposto un Nobel "penta-forme" in occasione della festa per i suoi 107 anni alla Triennale di Milano il 16/06/2017.


Angelo Dorfles, detto Gillo, nasce a Trieste (12 aprile 1910) e si laurea in Medicina con la specializzazione in Psichiatria. Critico d’arte, poeta, pittore, scrittore e filosofo, docente di estetica, "visiting professor" in diverse istituzioni straniere di prestigio, si è impegnato in un’appassionata difesa dell’arte d’avanguardia, imponendosi come una delle personalità più attente agli sviluppi artistici ed estetici contemporanei. Gillo Dorfles spirito libero e anticonformista. Trieste, città mitteleuropea e la laurea in Psichiatria sono elementi fondamentali per comprendere il mondo visionario di Dorfles dove la "ragion pura", o secondo Arturo Carlo Quintavalle "l'incubo della ragione", si scontra con "l'immaginario". Il cavallo bianco contro il cavallo nero. Dorfles professore d'Estetica e Dorfles cofondatore del Movimento per l'Arte Concreta (1948), ma anche partecipe del Manifesto dell'antilibro (1998). C'è una oscillazione profonda anche nel ruolo di cattedratico a quello di autore come in Horror Pleni. La (in)civiltà del rumore (2008).
Ho voluto studiare medicina, specializzandomi in psichiatria, come complemento della mia cultura, pur sapendo fin dall’inizio che non avrei mai esercitato, per la fortuna di quei disgraziati che fossero per caso finiti sotto le mie mani…
Gillo Dorfles a 106 anni era ancora un viaggiatore solitario, dotato di grande curiosità e di battute fulminanti - che rivelava le origini triestine con i suoi viz -  come questa su  Jeff Koons: “È interessante il fatto che si diletti di queste cose” o  ancora: "Il rapporto tra arte e kitsch varia a seconda delle epoche, perché non tutte hanno lo stesso sviluppo della “non-arte”. Oggi direi che siamo in un paradiso del kitsch… Non tutto il kitsch è necessariamente “non-arte”, mentre molto spesso tutta l’arte è kitsch."

Gillo Dorfles, Triennale di Milano, 24/10/2015,  © Artdirectory- Marussi

"Ma è un libro enorme!" Questo poderoso volume “non è da considerare come una delle opere critiche”, un libro “mostruoso” per le 864 pagine, che Aldo Colonetti ha definito “un grande atto di coraggio di Gillo, del curatore Luigi Sansone e dell’editore Skira."  Naturalmente la copertina è arancione, il suo colore preferito, in tinta con il golf  indossato per l'appunto alla presentazione.
Gli artisti che ho incontrato raccontano i viaggi di Gillo nell’arte, che lo hanno visto, grazie alla sua innata curiosità e capacità, scoprire artisti del tutto sconosciuti, come nel caso di Bonalumi: “Una volta un dentista, incontrato per caso, mi parlò di un artista che non conoscevo. Fidandomi di lui, andai a vedere le sue opere e scoprii un talento eccezionale. L’unico mio merito, anche in questo caso, fu la fortuna di incontrarlo. Per inciso, l’artista si chiamava Agostino Bonalumi, uno dei grandi dell’astrattismo del ‘900.”  Ecco la capacità di ascoltare, di fidarsi del rapporto umano.
Nel suo procedere, ha sempre fatto distinzione tra l’estetica e le persone: “L’estetica non esiste senza il fare dell’arte. Le persone valgono più dell’artista.

Gillo Dorfles e Alessandra Finzi, Triennale di Milano, 13/01/2017,  © Artdirectory- Marussi

Tra le opere più note, tradotte in molte lingue, ricordiamo L'architettura moderna (1954); Kitsch e cultura (1963); Nuovi riti, nuovi miti (1965); Artificio e natura (1968); Le oscillazioni del gusto (1970); Il Kitsch (1972); Introduzione al disegno industriale (1972); L’architettura moderna (1972); Artificio e Natura (1977); Mode & Modi (1979); I fatti loro (1983); La moda della moda (1984); L'elogio della disarmonia (1986); Il feticcio quotidiano (1988);  L’intervallo perduto (1989); L’estetica del mito (1990); Preferenze critiche (1993); Conformisti (1997); Fatti e fattoidi (1997); Irritazioni (1998); Ultime tendenze nell'arte d'oggi. Dall’Informale al Neo-oggettuale (1961; edizione aggiornata e ampliata nel 2004); Horror pleni. La (in)civiltà del rumore (2008); Dal significato alle scelte (2010); Design. Percorsi e trascorsi. Cinquant'anni di riflessioni sul progetto contemporaneo (2010); Il Feticcio quotidiano, (2012).

Gillo Dorfles e Gianni Marussi, MilanoArtGallery, presentazione del libro Gillo Dorfles "Una Vita per l'Arte", 1/06/2013,  © Alessandra Finzi

Numerose sono le onorificenze di cui è stato insignito, tra le quali: Compasso d'oro dell'associazione per il design industriale (ADI), Medaglia d'oro della Triennale, Premio della critica internazionale di Girona, Franklin J. Matchette Prize for Aesthetics. È Accademico onorario di Brera e Albertina di Torino, Membro dell'Accademia del Disegno di Città del Messico, Fellow dellaWorld Academy of Art and Science, Dottore honoris causa del Politecnico di Milano e dell'Università Autonoma di Città del Messico; Cittadino onorario di Paestum. È stato insignito dell'Ambrogino d'oro dalla città di Milano, del Grifo d'Oro di Genova e del San Giusto d'Oro di Trieste, Premio Marconi 202 per la pittura. Ed ancora, nell'aprile 2007, l'Università di Palermo, su proposta del DPCE, gli conferisce la laurea honoris causa in Architettura con la seguente motivazione: "per l'interdisciplinarità che investe la cultura del progetto e del prodotto di cui costituiscono evidenza il successo straordinario dei suoi libri; vale come ringraziamento per aver lavorato, tra ottimismo ed utopia, per una nuova stagione dell'architettura; e vale ancora come riconoscimento della sua capacità di esprimersi anche come artista".
Il 13 novembre 2012, a 102 anni Dorfles ha ricevuto dall'Università di Cagliari la laurea honoris causa in Lingue moderne per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale.



"Una delle cose che mi ha sempre interessato e mi interessa di più è studiare la persona, l’uomo come è, le sue virtù, i suoi difetti... Sono sempre stato curioso del mondo; credo che dipenda unicamente dal grande interesse che ho sempre avuto e ho tuttora verso il prossimo. Il prossimo mi interessa più di me stesso, per fortuna."
Gillo Dorfles, Catalogue raisonné, Mazzotta, 2010





Gillo Dorfles, Gianni Marussi, Aldo Colonetti, Luigi Sansone e Diego De Bernardi, Omaggio a Gillo Dorfles Triennale di Milano, 16/06/2017,  © Alessandra Finzi

 

 

 

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