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LORIS CECCHINI, AVELINE – Antiquaire, Paris, fino al 26 novembre

Dopo l’esposizione dedicata a Michelangelo Pistoletto (2014), Pascale Marthine Tayou (2015) e Daniel Buren (2016), Galleria Aveline e Galleria Continua ospitano le opere dell’artista italiano Loris Cecchini a partire dal 16 ottobre 2017.
Nel lavoro di Loris Cecchini (Nato a Milano nel 1969), la fotografia, il disegno, la scultura e l’installazione si combinano per formare un’unica poetica. Il lavoro di Cecchini deve tanto alla sua conoscenza di un largo ventaglio di media quanto alla sua curiosità instancabile.
Cecchini propone un dialogo particolare con l’architettura del XVIII della Galleria Aveline. Delle giganti bolle in PVC flessibile emergono dalle finestre della facciata, come se fossero gonfiate misteriosamente dall’interno. La loro trasparenza e la tecnica alla loro origine rompono la solidità e la dimensione patrimoniale che caratterizzano l’hotel. 

Blaublobbing, 2006-2017, trasparent PVC, wire rope, motors, lights, variable dimensions, Ph Oak Taylor-Smith

All’interno, altre stanze turbano l’equilibrio sereno del luogo. Così, la serie di Wallwave Vibration che l’artista chiama i «corpi estrusi», è una manifestazione fisica di una pulsazione simile a un fluido, e il suo equilibrio è frammentato per formare un’onda elettromagnetica delicata. Con questo lavoro lo spazio è trasformato e la fragilità è incorporata nel supporto della struttura poiché l’artista utilizza simultaneamente lo spazio come soggetto e materia, stabilendo nello stesso tempo una nuova definizione di scultura.

LORIS CECCHINI, GALERIE AVELINE | JEAN-MARIE ROSSI, Paris, 2017

I muri della galleria sembrano risuonare, reagire animati da una pulsazione sconosciuta. Integrando elementi provenienti da diversi settori multidisciplinari della chimica alle tecnologie avanguardistiche il suo lavoro studia astutamente i limiti della creazione, questo permette di individuare costantemente i risultati artistici interessanti le cui definizioni cambiano.
Come Cecchini, lungo tutto il secolo XVIII, gli ebanisti europei hanno continuato a esplorare le loro sperimentazioni tecnologiche e formali, fino a introdurre nell’arredamento la porcellana, la lacca asiatica, il marmo e il placcaggio dei legni esotici.
La metafora organica e i movimenti costituiscono le filosofie cardini delle investigazioni dell’artista e sono le basi fondamentali nei suoi progetti. Agendo con la lente di uno scienziato, Cecchini esamina da vicino i suoi moduli cominciando inizialmente dagli studi 3D o dagli acquerelli basati sulla particolarità degli elementi naturali.
La libertà nell’accostamento dei moduli in acciaio di Cecchini corrisponde alle catene di cristalli traslucidi perfettamente allineati del lampadario fine xviii della manifattura del Granja. Le forme organiche richiamano la morfologia cellulare dispiegandosi all’infinito, mentre i cristalli dalle faccette sapientemente tagliate compongono i volumi delle differenti corone del lampadario.
Le installazioni a base di moduli di Cecchini, una successione calcolata di elementi in acciaio inossidabile generata delle sue ricerche preliminari, utilizza di nuovo l’organismo come leitmotiv nel suo lavoro per affrontare l’evoluzione complessa dell’arte in relazione alla scienza. In molteplici opere, Cecchini riunisce i suoi moduli in acciaio per formare delle finte piante rampicanti, di coralli o di cristalli, che derivano organicamente da un ventaglio di sentieri sorprendenti in contrasto con l’intenzione deliberata della propagazione.
La moltiplicazione dei moduli di Cecchini, salendo verso il cielo, sembra infinita di fronte alla scrivania stile “Boulle”, unica con le basi radicate al pavimento. Qui il lavoro manuale si esprime nel controllo dei volumi resi, mentre i moduli prodotti industrialmente prendono molteplici forme organiche. Per André-Charles Boulle, la Natura è anche sorgente di ispirazione e si traduce nel suo intarsio di metallo e di guscio di tartaruga, per i giochi di intrecci e arrotolamenti del motivo a foglie. I suoi bronzi finemente cesellati e dorati si amalgamano alla perfezione con l’intarsio. Il gioco della luce è sottile di fronte ai moduli metallici e allo splendore immacolato.

Zooffice, 2001, Lambda print, silicone, Plexiglas, 120 x 180 cm, Ph Oak Taylor-Smith

Loris Cecchini ha esposto il suo lavoro a livello internazionale con esposizioni monografiche in importanti musei come Palais de Tokio a Parigi, il Museo di arte Moderna di Saint-Etienne-Métropole, il MoMA PS1 a New York, il Duolun MoMA di Shanghai, il Centro Gallego di Arte Contemporanea a Santiago di Compostela, il Kunstverei di Heidelberg, il Quartiere di Firenze, il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato e la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano.
Ha partecipato a numerose esposizioni internazionali come la 56esima, la 51esima e la 49esima Biennale di Venezia, la 6esta e la 9na Biennale di Shanghai, la 15esima e la 13esima quadriennale di Roma, la biennale di Taiwan a Taipei, la Biennale di Valencia in Spagna, la 12esima Biennale Internazionale di Scultura di Carrara. Loris Cecchini ha inoltre partecipato a diverse esposizioni collettive in tutto il mondo tra cui quella al Ludwig Museum di Cologne, al PAC di Milano, Palazzo Fortuny a Venezia, Macro Future a Roma, al MART di Rovereto, Hayward Gallery di Londra, The Garage Centre for Contemporary Culture di Mosca, il Palazzo delle Esposizioni di Roma, le Musée d’Art Contemporain di Lione, al MOCA de Shanghai, la Deutsche Bank Kunsthalle di Berlino e molte altre. Ha inoltre realizzato diverse installazioni permanenti site-specific, come quella a Villa Celle a Pistoia, nel cortile di Palazzo Strozzi a Firenze, alla Fondation Boghossian di Bruxelles e per Cleveland Clinic’s Arts & Medicine Institute negli Stati Uniti, a Terrasses du Port de Marseille in Francia, a Shinsegae Hanam Starfield a Seoul e, durante la Biennale di Venezia del 2017, al Fondaco dei Tedeschi.

Loris Cecchini, No casting (transparencies), 2000

After the exhibitions devoted to Michelangelo Pistoletto (2014), Pascale Marthine Tayou (2015) and Daniel Buren (2016), the Galerie Aveline and Galleria Continua are delighted to host works by Italian artist Loris Cecchini as from 16 October 2017.
In the work of Loris Cecchini (born in Milan, 1969), photography, drawing, sculpture and installation combine to form a unified poetics. Cecchini’s work owes as much to his expertise of a broad range of media as to his indefatigable curiosity.
Cecchini proposes a special dialogue with the XVIIIth century architecture of the gallery Aveline. Gigantic bubbles of soft PVC emerge from windows of the facade, as mysteriously blown from the inside. Their transparency and the technicality at their origin break with the solidity and the patrimonial dimension of the mansion.
Inside, other rooms disrupt the quiet balance of the space. His serie Wallwave Vibration or what the artist refers to as ‘extruding bodies’, a physical manifestation of a pulsation resembling a fluid’s whose balance has been disseminated to form a delicate electromagnetic wave. With these works, the context of the space is transformed and fragility is incorporated within the supporting structure as the artist simultaneously uses space as a subject and material, establishing at the same time new definitions of sculpture. The walls of the gallery seem to resonate, reacting to an unknown pulsation.
Incorporating elements from various interdisciplinary fields from chemistry to groundbreaking technologies, his work playfully investigates the limits of creation generating a continuous detection of exciting art outcomes whose definitions are ever changing. Like Cecchini, throughout the xviiith century, european cabinet makers continued to push their technological and formal experiments, going so far as to introduce into the furniture porcelain, Asian lacquer, marble and veneer of exotic wood.
Biological metaphor and motion represent core philosophies behind the artist’s investigation and fundamental basis in his projects. Acting with the lens of a scientist, Cecchini closely examines his modules initially starting with basic 3D or watercolor studies moving forward toward the particularity of natural elements.
The freedom of assembly of Cecchini’s steel modules meets the perfectly aligned translucent crystal chains of the late xviiith century manufacture of the Granja. Organic forms referring to cellular morphology are deployed to infinity, while crystals with cleverly cut facets structure the volumes of the different crowns of the chandelier.
Cecchini’s module-based installations, a calculated chain of stainless steel elements originating from his preliminary inquiries again using organism, as a leitmotif in his work to address the intricate evolution of art in relation to sciences. In a wide range of works, Cecchini join together his steel modules to form a semblance of climbing plants, corals or crystals structures, organically deriving in an array of bewildering trails contrasting the deliberate intention of the propagation.
The multiplication of Cecchini modules, rising towards the sky, seems endless in front of this unique Boulle desk with his feet moor in the ground. Here manual labor is expressed in the control of volumes and renderings while the industrially produced modules take on many organic forms. For André-Charles Boulle, Nature is also a source of inspiration and is reflected in his work of metal and tortoiseshell by the interlacing and winding of foliated motifs. His bronzes precisely chiselled and gilded add to perfection with marquetry. The play of light is subtle in front of metal modules with immaculate brilliance.
Loris Cecchini has exhibited his work internationally with monographic exhibitions in major museums such as the Palais de Tokyo in Paris, the Museum of Modern Art in Saint-Etienne-Métropole, the MoMA PS1 in New York, the Duolun MoMA the Center Gallego of Contemporary Art in Santiago de Compostela, the Kunstverein of Heidelberg, the Firenze Quarter, the Center for Contemporary Art Luigi Pecci in Prato, the Arnaldo Pomodoro Foundation in Milan.


Loris Cecchini
Dal 16/10/2017 al 26/11/2017

Galleria Continua
chez
GALERIE AVELINE - JEAN-MARIE ROSSI'
94, rue du Faubourg Saint-Honoré

75008 Paris
www.aveline.com - Tél. +33 (0)1 42 66 60 29 - aveline@aveline.com
info@galleriacontinua.com -  studio@loriscecchini.org

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