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Silvio Ferragina, Luo Qi: La musica dell’inchiostro – Melodie silenti, Biblioteca Nazionale Braidense, Milano, fino al 28/04/2018

La musica dell’inchiostro è una mostra che apre allo spettatore la possibilità di intraprendere un viaggio alla scoperta dell’antica e affascinante arte della calligrafia cinese e del suo intimo legame con la musica all’interno della maestosa cornice della Sala Maria Teresa della Biblioteca Nazionale Braidense.
Protagonisti di questa esperienza unica sono due eminenti calligrafi contemporanei, il maestro cinese Luo Qi e l’italiano Silvio Ferragina, che, attraverso i loro ritmici tocchi di pennello, trasformano un’arte silenziosa ma dall’impareggiabile armonia musicale, come la calligrafia, in stupefacenti spartiti a inchiostro. All’interno della mostra, ciascuno dei due artisti presenta una serie inedita di opere calligrafico-musicali in forma di lunghi pannelli che ricoprono l’intera sala in un’avvolgente e coinvolgente melodia di segni.
La mostra è curata da Adriana Iezzi e nasce da un’idea di Silvio Ferragina. Selezione dei fondi cinesi a cura di Aldo Coletto e Marina Zetti della Biblioteca Braidense. La produzione è a cura di Tadaam in collaborazione con la Braidense.
La mostra è aperta al pubblico mercoledì 21 marzo presso la Sala Maria Teresa della Biblioteca Braidense. 
Ad accompagnare le opere di Luo Qi e Silvio Ferragina, anche un’opera animata del giovane artista Guido Ballatori (Ascoli Piceno, 1983).

La musica dell'inchiostroCalligrafie di Luo Qi e Silvio Ferragina in dialogo con i fondi cinesi della Braidense.
La musica dell’inchiostro è una mostra che apre allo spettatore la possibilità di intraprendere un viaggio alla scoperta dell’antica e affascinante arte della calligrafia cinese e del suo intimo legame con la musica all’interno della maestosa cornice della Sala Maria Teresa della Biblioteca Braidense.
Protagonisti di questa esperienza unica sono due eminenti calligrafi contemporanei, il maestro cinese Luo Qi e l’italiano Silvio Ferragina, che, attraverso i loro ritmici tocchi di pennello, trasformano un’arte silenziosa ma dall’impareggiabile armonia musicale, come la calligrafia, in stupefacenti spartiti a inchiostro. All’interno della mostra, ciascuno dei due artisti presenta una serie inedita di opere calligrafico-musicali in forma di lunghi pannelli che ricoprono l’intera sala in un’avvolgente e coinvolgente melodia di segni.
Luo Qi (Hangzhou, 1960), artista di fama internazionale e massimo rappresentante del 30più importante movimento di calligrafia post-moderna cinese, presenta una serie dal titolo La musica dell’inchiostro - Melodie silenti in cui, prendendo spunto da famose canzoni italiane, come “O sole mio” e “Volare”, e da arie di opere liriche come “Rigoletto” e “La traviata”, traduce queste melodie in una concatenazione di segni calligrafici ispirati al più antico sistema di notazione musicale cinese, risalente al X secolo e costituito da antichi caratteri. A fare eco a questa serie, ci sono le tele di Silvio Ferragina (Milano 1962), maestro occidentale fortemente attivo nel movimento di modernizzazione calligrafica. Nella sua serie intitolata Ink - CHING: Musicalligraphy Divinations, egli fa esplicito riferimento al più antico testo sapienziale cinese, l’I- Ching, e traduce otto dei suoi esagrammi in note musicali riportate su un pentagramma. Gli esagrammi sono figure formate da sei linee orizzontali, intere o spezzate, ottenute tramite il lancio di monetine preposte. Passando attraverso i caratteri che identificano ciascuno degli otto esagrammi prescelti, l’artista trasforma in note i tratti che compongono questi caratteri e lo fa servendosi di un sofisticato sistema matematico da lui stesso ideato. Si passa così dagli esagrammi ai caratteri e, infine, alla musica vera e propria.
Attraverso una riflessione personalissima sulla continuità tra calligrafia e musica, Luo Qi e Silvio Ferragina riescono dunque a rappresentare in queste loro sinfonie a inchiostro l’armonioso incontro tra Oriente e Occidente, dialogando in uno spazio vocato “risonante di cultura” come la Biblioteca Braidense.
Una preziosa selezione documentaristico-libraria proveniente dai fondi cinesi della Biblioteca accompagnerà l’esposizione di queste “calligrafie musicali”. Nelle vetrine saranno, infatti, visibili alcune opere che testimoniano l’interesse per l’oriente cinese a partire dai Gesuiti, da cui hanno origine le collezioni della Braidense. Tra queste, spicca un raro esemplare del Planisfero del gesuita Giulio Aleni (1582-1649), chiamato dai contemporanei cinesi “Confucio d‘Occidente” che, pubblicato nel 1623 su commissione dell’Imperatore Wan Li, costituisce una delle prime carte geografiche dell’Impero cinese. A questo, si aggiungono il diploma imperiale rilasciato all‘astronomo gesuita Johann Adam Schall von Bell (1591-1666) per i servizi resi nella realizzazione del nuovo calendario cinese del 1630 e alcune grammatiche e manuali del XVII secolo destinate all'insegnamento della lingua cinese ai missionari.
Oltre ai manoscritti cinesi, saranno esposte le opere di Giuseppe Hager (1757-1819), importante studioso di teologia e lingue orientali, che nel 1802 si dedicò alla compilazione di un dizionario cinese-francese e nel 1806 venne nominato sotto bibliotecario in Braidense. Alla biblioteca rimangono rari esemplari di alcuni suoi testi con legature di grande pregio che documentano il suo forte interesse per l’oriente. Tra questi, colpiscono "Memoria sulla bussola orientale" (1809-1810), "Memoria sulle cifre arabiche attribuite fin ai nostri giorni agli Indiani, ma inventate in un paese più remoto dell'India" [la Cina] (1813) e "Iscrizioni cinesi di Quàng-ceu, ossia della città chiamata volgarmente dagli europei Canton" (1816).
A questi fondi antichi, verrà affiancato il più recente fondo Edoarda Masi, donato nel 2012 alla Biblioteca e per la prima volta esposto al pubblico. Edoarda Masi (1927-2011) è stata una delle più importanti sinologhe italiane del Novecento: docente di letteratura cinese moderna e contemporanea presso l'Istituto universitario orientale di Napoli e di lingua italiana presso l'Istituto universitario di lingue straniere di Shanghai, ha lavorato come bibliotecaria nelle biblioteche nazionali di Firenze, Roma e Milano, ed è stata autrice e traduttrice di diversi volumi sulla Cina e sulla letteratura cinese. Di questo fondo, costituito da quella che era la sua biblioteca personale, sarà possibile visionare testi in traduzione, in particolare del romanzo “Il Sogno della camera rossa” (Hong lou meng), rientrante nella tetralogia classica della narrativa cinese e tradotto dalla Masi nel 1964, una copia del libretto rosso di Mao autografato dal famoso Lin Biao (1907-1971), oltre a saggi, vocabolari e altri importanti materiali di studio e di ricerca.
La mostra vanta inoltre la partecipazione dell’Archivio Storico Ricordi, la raccolta musicale del celebre editore milanese ospitata dalla Biblioteca Braidense dal 2003, che espone una preziosa selezione di documenti relativi a Turandot di Giacomo Puccini, l’opera di ambientazione cinese del celebre compositore. Si potranno così ammirare i figurini originali di Umberto Brunelleschi realizzati su richiesta dello stesso Puccini, una carta della partitura autografa, l’edizione a stampa a tiratura limitata con copertina dipinta a mano da Leopoldo Metlicovitz, il libretto e la rivista uscita in occasione della prima assoluta, il 25 aprile 1926. Tutti questi documenti testimoniano il grande lavoro di ricerca e reinterpretazione della cultura cinese confluito nell'opera del Maestro toscano.

Per tutta la durata della mostra sono previsti a scadenza settimanale degli eventi legati al tema dell’esposizione che consisteranno in performance calligrafico-musicali legate alle principiali forme di calligrafia cinese e a diverse modalità musicali, e che vedranno come protagonisti artisti provenienti da tutto il mondo. Tra questi, Sainkho Namtchylak, voce intessuta di luce, di spazi, di tempo, con caratteristiche timbriche che la rendono unica; Aisha, alias Andrea Dulbecco e Luca Gusella, rispettivamente virtuosi del vibrafono e della marimba a cinque ottave, ma anche percussionisti a tutto campo; Ares Tavolazzi e Alessandro Cerino, il formidabile e imperdibile duo del Jazz contemporaneo; e Giulio Casale e Michele Rabbia, voce e musica in cui trovare un rifugio sicuro. L’organizzazione delle serate è a cura di Tadaam.
La mostra proseguirà fino al 28 aprile 2018 nella Sala Maria Teresa della Biblioteca Braidense, dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 17.30 e il sabato dalle 9.30 alle 13.00, domenica chiusa.
Al finissage sarà presente la famosa artista cinese Chloe NiLi (Shanghai, 1989), che darà vita a una stupefacente performance di calligrafia e body painting.


LUO QI, calligrafo cinese di fama internazionale, professore della China Academy of Art di Hangzhou, la più prestigiosa accademia d’arte cinese. Attualmente vive e lavora tra Hangzhou (Cina) e Lisbona (Portogallo), recandosi spesso in Italia, paese per cui ha una particolare predilezione. È il fondatore e il massimo rappresentante del più importante movimento di calligrafia post-moderna emerso in Cina agli inizi degli anni ’90, chiamato “Calligrafismo.” Si tratta di un movimento rivoluzionario e trasversale che tenta di trasformare la calligrafia cinese in una forma d’arte contemporanea fruibile globalmente attraverso un radicale cambiamento dei suoi principi estetici e della sua funzione semantica. Durante la sua lunga carriera, ha vinto numerosi premi e riconoscimenti sia in Cina che all’estero: il “Premio Pittura” alla terza edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze nel 2001 e il “Contemporary International Art Award” durante la “Fujisan International Ink Painting Exhibition” in Giappone nel 2004). Nel 2009 fonda a Xitang il “Calligraphyism Art Institute,” di cui è tutt’ora direttore, un centro di promozione e conservazione delle opere calligrafiste, e nel 2013 fonda il “Luo Qi International Contemporary Art Museum” a Hangzhou, un importante centro di promozione delle arti. Luo Qi ha partecipato a numerose mostre in tutto il mondo, esponendo le sue opere in Germania, Francia, Lussemburgo, Italia, Svizzera, Belgio, Austria, Danimarca, Portogallo, Stati Uniti, Canada, Cina, Giappone, Corea, Malesia, Tailandia, Australia, Mauritius, Madagascar, etc., e, in particolar modo, in istituzioni prestigiose come il Louvre, il Palazzo Ducale di Genova, Tokyo Art Museum, Luxembourg National Gallery, Brussels Modern Art Museum, United States National Gallery of Art a Washington, Shanghai Art Museum, Vienna Modern Art Museum, Seoul Art Museum, National Art Museum of China, etc. Le sue opere sono conservate in numerosi musei e gallerie d’arte, come The Rubin-Frankel Gallery (Boston University), Yale University Art Gallery, Cleveland Public Library, Università di Genova, Malmö Modern Art Museum, Lund University, Luxembourg National Museum of History and Art, etc. Le sue opere sono battute da Sotheby’s a decine di migliaia di euro. Luo Qi è anche editore di alcune importanti riviste specializzate, e.g. “Quarterly Journal of Calligraphy Masters”, “The West Garden Gathering” e “Afro-Asian and Eastern Mediterranean Art.” Inoltre, è autore e curatore di numerosi testi sull’arte e sulla calligrafia, tra cui spiccano 5 volumi dedicati al calligrafismo (2001), riconosciuti come la “Bibbia del calligrafismo,” il testo “Drawing Music” Shuimo yinyue, 2006) dedicato al rapporto tra musica e pittura a inchiostro, e “It is I: Poems without Words by a Practicioner of Calligraphyism” Shi wo, yi ge shufazhuyizhe de wu yan zhi shi ), che lo scorso anno ha vinto un prestigioso premio come “il più bel libro cinese del 2017.” Nella sua arte, Luo Qi trasforma la calligrafia in una forma di arte astratta dalla forte caratterizzazione pittorica, ricorrendo all’uso estensivo del colore, a linee di ispirazione calligrafica che richiamano antichi pittogrammi o scritture corsive, e servendosi di tantissimi media differenti (pittura a olio, inchiostro, installazioni, performance, body painting e perfino fashion design), al fine di dar vita a una nuova forma artistica dalla fortissima potenza espressiva a metà tra la calligrafia cinese tradizionale e l’arte moderna occidentale


Silvio Ferragina (Milano, 1962), maestro calligrafo italiano di formazione orientale, protagonista del movimento di modernizzazione dell’arte calligrafica internazionale, ha partecipato a numerose mostre internazionali dicalligrafia in Italia, Svizzera, Cina, Corea, Giappone, USA ed Egitto, tra cui l’”International Calligraphy Art and Culture Great Exhibition” di Seul (dal 2004 al 2011), la “World Calligraphy Biennale of Jeollabuk-Do” in Corea (2009, 2013, 2015), l’”Art of Ink America” negli USA (2010, 2011/2012, 2013/2014), l’”Asian, African & Mediterranean International Modern Art Exhibition” in Cina (2013, 2014, 2015, 2016), la “’Writing the Divine Comedy’ International Calligraphy Exhibition” in Egitto (2016, 2017), etc.
Tra le mostre personali, ricordiamo “Sperimentazioni calligrafiche” presso la Galleria Frammenti d’Arte a Roma (2014) e “Heart Sutra – The Music of Chinese Calligraphy” presso il Zhejiang Conservatory of Music e il Liangzhu Center of Arts di Hangzhou (Cina). Numerose sono poi le sue performance calligrafiche tenute in sedi prestigiose come il Museo d’Arte Orientale a Ca’ Pesaro (2011) o la Fabbrica del Vapore a Milano (2010, 2017), spesso in collaborazione con artisti, ballerini e musicisti famosi, come la danzatrice Olivia Kwong (Milano, Teatro del Verme, 2011), gli artisti Luigi Serafini e Luo Qi (Milano, Università degli Studi di Milano, 2014) e il jazzista Sandro Cerino (Hangzhou, Zhejiang Conservatory of Music e Liangzhu Center of Arts, 2017). Silvio Ferragina ha poi tenuto numerose conferenze e workshop sulla calligrafia in importanti istituzioni come l’Accademia di Brera, l’Università Cattolica, la Triennale Bovisa, il Kyungpook National University Art Museum (Corea), la Scuola di alta formazione della Fondazione Italia-Cina, etc. Accanto a una produzione artistica d’ispirazione classica, egli si cimenta in opere di gusto e sapore contemporanei, che lo fanno rientrare a pieno nell’alveo della sperimentazione calligrafica odierna. I suoi sono percorsi di ricerca spaziano nel mondo della scultura calligrafica e indagano la dimensione delle performance calligrafiche multimediali. Nelle sue opere, l’ideogramma cinese si anima in strutture tridimensionali e il segno calligrafico viene trasposto in ritmo, movimento e suono per condurre la millenaria “danza del polso del calligrafo” a tramutarsi in moderna “danza performativa di suggestioni sonore.” Per fare questo, negli ultimi anni si è dedicato a un progetto molto ambizioso chiamato “Musicalligraphy Project.” Si tratta di una metodologia attraverso cui egli traduce in musica le sue creazioni calligrafiche: partendo dai sei tratti calligrafici fondamentali, egli attribuisce a ciascuno di questi tratti una nota musicale con una lunghezza e una durata prestabilite, quindi scompone in tratti i caratteri della calligrafia che vuole musicare e li traspone in note riportandole su un pentagramma. La scrittura musicale così ottenuta è dunque pronta per essere eseguita, restituendo il “suono” della calligrafia originale.


Silvio Ferragina, Luo Qi: La musica dell’inchiostro - Melodie silenti
Inaugurazione: 21 marzo 2018 ore 18.30
Dal 21 marzo al 28 aprile 2018 orari: lun – ven 9.30 - 17.30 /  sab 9.30 - 13.00      
Ingresso: libero
Sponsor: GOBBETTO
Orari: dal lunedì al venerdì: 9.30-17.30;sabato 9.30-13.00; domenica chiuso

Pinacoteca di Brera - Biblioteca Nazionale Braidense
Direttore: Dott.ssa Maria Goffredo
Sala Maria Teresa
via Brera, 28
20121 Milano
T. +39 02 86460907 - fax +39 02 72023910 - http://b-braibeniculturali.ithttp://www.braidense.it/attivita/news.php?ID_news=872

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