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Sisyu: “Satori, la percezione dello spirito”, Fondazione Luciana Matalon, Milano, fino al 23/06/2018

La Fondazione Luciana Matalon ospita dal 11 maggio al 23 giugno la prima personale in Italia dell’artista e calligrafa giapponese Sisyu dal titolo “Satori, la percezione dello spirito”, che con un approccio filosofico unisce tradizione e innovazione. All''inaugurazione sono intervenuti oltre all'artista Sisyu, il Console Generale del Giappone Yuji Amamiya, l'Assessore Filippo Del Corno, il Presidente della Fondazione e curatore della mostra, Nello Taietti e la critica d'arte Vittoria Coen davanti ad un numerosissimo pubblico.

"La signora Matalon, fondatrice della Fondazione che porta il suo nome, è una nota pittrice, scultrice e designer di gioielli. Ella ha inoltre sostenuto giovani artisti provenienti da vari paesi esteri, impegnandosi nell’organizzazione di mostre,conferenze, eventi musicali, spettacoli teatrali, e altri momenti culturali.
   Codesto Consolato ha supportato con il proprio patrocinio in tre precedenti occasioni (nota) la Fondazione, dedita alla realizzazione di eventi di alto livello culturale, che si fondano su una comprensione profonda della cultura giapponese. Questa mostra “Sisyu - Satori” fa salire a quattro il numero dei patrocini conferiti.
   La maestra Sisyu ha già esposto in passato le sue opere in Italia: al Padiglione del Giappone in occasione di Milano Expo (2015), al Salone del Mobile di Milano ((2014 - 2017), e alla Biennale di Venezia (2005 - 2011), e ha un cospicuo seguito di fan (anche il presidente Taietti è uno di loro). Tuttavia questa è la sua prima mostra personale. La maestra Sisyu illustra in rapida successione le espressioni di un’arte originale e unica, (costituita, tra le altre, da opere calligrafiche pittoriche e scultoree), capace di sublimare lo “Sho” (書scrittura, calligrafia), una delle espressioni culturali tradizionali giapponesi; e nell’occasione di questa mostra rivela nuove opere shunga nella forma di sculture mobili e sospese e dipinti ukiyo-e.
   La maestra Sisyu ha tenuto una meravigliosa dimostrazione ad apertura dell’evento.
   Ci auguriamo che a Milano, punto di riferimento e di partenza a livello mondiale per le nuove suggestioni e tendenze nell’ambito della moda, del design e delle arti, grazie alla bellezza delle opere della maestra Sisyu prenda forma una chiara visione dell’arte contemporanea giapponese, e che lo scambio culturale, umano nonchè la comprensione reciproca tra Giappone e Italia si rafforzino ulteriormente."

Yuji Amamiya, Console Generale del Giappone


L’esposizione, a cura di Nello Taietti, presenta una selezione di circa 40 opere fra cui grandi dipinti su tela che reinterpretano l’arte classica (anche quella erotica) giapponese; sculture calligrafiche sospese che proiettano le loro lunghe ombre sulle pareti dando un valore aggiunto alla tridimensionalità; una grande installazione video, che mette in scena le scritture attraverso suggestivi giochi di luci e ombre, svelano nel complesso la versatilità dell’arte di Sisyu. Nota infatti per aver incorporato la calligrafia giapponese in altre forme d'arte quali la scultura, le arti multimediali e la pittura, considera l’arte come un processo in continuo divenire in cui si uniscono e mescolano sculture, luci e ombre.

Le sue opere traspongono l’arte calligrafica in un linguaggio contemporaneo, offrendo una nuova dimensione, nuove prospettive artistiche. Lo si osserva sia negli inchiostri su carta come Shatter the Past, Tear the Present (2011) in cui il tratto costituisce l’elemento dominante, sia nelle sculture in ferro Lonesome (2007), Thou have loved I (2009) e Beauty (2011) dove gli idiomi nella loro forma tridimensionale, sospesi in aria o su piedistallo, creano ombre con le quali si istituisce un legame imprescindibile. Un dialogo che si ritrova anche nei lavori composti da acrilici su tela e da sottili sculture in ferro, che ne riprendono alcuni dettagli e forme, completandosi vicendevolmente in una visione d’insieme di forte impatto. Ne sono esempio Amorous Fingers of Lady - Shunga (2017) che ritrae una donna truccata e abbigliata nel tradizionale stile giapponese i cui tratti del volto e la parte alta del corpo sono ripresi nella scultura antistante o analogamente in Pleasures of Lovemaking - Shunga (2018) dove sono rappresentati i corpi di due amanti uniti in un vorticoso abbraccio.
Vittoria Coen nel testo critico dedicato alla mostra: “Sisyu si esprime, così, con l’ausilio di media differenti, da quelli più antichi a quelli virtuali, con esiti ed effetti di forte suggestione, generata da colori accesi e da un senso della luce particolari. Le esplosioni cromatiche generate da pennellate mosse e sfumate, in cui il linguaggio calligrafico si sovrappone, ci raccontano una specie di metamorfosi che i soggetti vivono. Creature fantastiche popolano il mondo interiore dell’artista che gioca su movimenti ondulati e spiraliformi”.
Nella ricerca di Sisyu fondamentale è la fusione delle differenti tecniche espressive veicolo di energia, vitalità, in una costante tensione verso la spiritualità come sostiene il curatore Nello Taietti: “Le opere di Sisyu esprimono l’infinito partendo dal finito e rispondendo a quel bisogno di eternità di cui è espressione la vita spirituale di ognuno”. Una spiritualità che traspare da molte opere fra cui l’imponente Feasting crow, feasted crow (2017) composta da 6 pannelli (cm 175,5x370) che affronta il tema legato alla vita e alla morte; l’immagine di un corvo intento a nutrirsi allude alla lotta per rimanere in vita e rappresenta la vita stessa in contrapposizione alla morte. L’acrilico su tela dai toni molto scuri e le sculture sospese di colore rosso, contribuiscono ulteriormente a esprimere l’intensità del momento.
Tramite i suoi lavori l’artista crea un messaggio capace di raggiungere un pubblico internazionale, senza la necessità di conoscere i caratteri giapponesi e i codici calligrafici. Lei stessa parla della sua arte sottolineando come la calligrafia sia, per lei, un modo per trovare la calma nel caos della vita: "Il pennello non è facile da controllare. Hai bisogno di un elevato livello di concentrazione. Quando sei in grado di comandare il pennello, padroneggi quella concentrazione, sei in grado di liberarti da tutto ciò che ti lega. Puoi concentrarti solo su quel momento". Infine, per Sisyu la componente tecnologica è fondamentale perché, essendo il Giappone un paese di cultura e tecnologia, ritiene che combinare questi due elementi sia il modo migliore per trasmettere il suo vissuto al mondo.
La mostra gode del patrocinio del Comune di Milano, del Consolato Generale del Giappone a Milano e della Camera di Commercio e Industria Giapponese in Italia.
Accompagna l’esposizione una piccola pubblicazione con i contributi critici del curatore Nello Taietti e di Vittoria Coen.

Scrittura, pittura e scultura come veicolo di grazia, energia, vitalità, spiritualità e tensione etica.

"L’atto simbolico del gesto di scrivere e dipingere di Sisyu si mantiene indipendentemente dalla ricerca esplicita di una trasformazione del sé attraverso questa pratica, con maturità e consapevolezza artistica e filosofica, e si compie nella tensione continua tra tradizione e innovazione.
Scrittura, pittura e scultura si fondono insieme in un rinnovamento continuo nella ricerca della spiritualità; l’atto della scrittura/pittura e la relativa gestualità non tengono in considerazione il pennello, la mano, il polso, il braccio, la spalla e l’intero busto come segmenti staccati e indipendenti né meri esecutori dell’opera artistica ma con una continuità ideale tra cuore/mente (kokoro).
La pittura/scrittura di Sisyu è movimento (vento che scorre). In ogni opera si rinnova la genesi, l’emergere dinamico, la dimensione temporale e non solo spaziale dove, tramite il gioco delle ombre, le opere assumono una dimensione tridimensionale, animate dal soffio vitale (Ki).
Le opere di Sisyu esprimono l’infinito partendo dal finito e rispondendo a quel bisogno di eternità di cui è espressione la vita spirituale di ognuno.
La funzione soggettiva dell’arte di Sisyu, in quanto elemento della vita spirituale, è allora la realizzazione ideale dell’eternità, a cui solo lei può rispondere, sola nel cogliere e far fluire quell’infinito eterno che è la bellezza. Essa ci insegna che la sua arte spezza le catene della finitudine facendoci assaporare nella sua creazione l’illimitato del bello e coinvolgendoci nelle sue composizioni dove le ombre osservano e la guidano."

Nello Taietti, Presidente della Fondazione Luciana Matalon e curatore della mostra


SATORI

"Satori, titolo della mostra, è una parola affascinante dal significato complesso che comprende una illuminazione spirituale, una rinnovata consapevolezza del fare, del praticare, come in questo caso, la ricerca artistica.
Il Giappone è una nazione la cui storia antica e il cui presente hanno esercitato forti influenze nella cultura occidentale. Scrittori e poeti hanno cercato di spiegarne il motivo, fino a parlare di “stile Giappone”, uno stile che abbraccia innovazione e tradizione, spiritualità e pragmatismo, regole ferree e libera creatività: un’estetica della vita fatta di forma e di contenuto che non tanto facilmente possiamo comprendere in modo profondo, ma che inevitabilmente ci incuriosisce. Eppure questo stile ha avuto un momento di incontro tra Oriente e Occidente quando, ad esempio, il critico Michel Tapié individua nel secondo dopoguerra, un filo di Arianna, tra Europa, Stati Uniti e Giappone, nel sentimento che lega alcuni artisti in nome del Movimento informale, quell’Art Autre condivisa per una rivoluzione stilistica e filosofica.
In Giappone, in particolare, il Gruppo Gutai si afferma nel mondo con poetiche innovative in pittura, nelle azioni performatiche, nelle installazioni, nella scrittura e nella poesia.
Oggi i tempi sono davvero cambiati, ma lo spirito che anima l’arte giapponese è ugualmente ricco di spunti interessanti e di profonde sensibilità. Ne è un esempio importante la cinematografia contemporanea, poco conosciuta al grande pubblico, innovativa e nello stesso tempo ricca di cultura che viene da una particolare memoria storica. Di fronte all’opera di Sisyu, che fin da bambina studia l’arte calligrafica, traducendone il fascino e la impeccabile tecnica nelle sue opere, dobbiamo ripensare allo stile Giappone aggiornato e riveduto alla luce dello sviluppo velocissimo di nuove tecnologie. In questa mostra personale possiamo vedere una quarantina di lavori, dipinti, sculture, una video installazione. Sisyu si esprime, così, con l’ausilio di media differenti, da quelli più antichi a quelli virtuali, con esiti ed effetti di forte suggestione, generata da colori accesi e da un senso della luce particolari. Le esplosioni cromatiche generate da pennellate mosse e sfumate, in cui il linguaggio calligrafico si sovrappone, ci raccontano una specie di metamorfosi che i soggetti vivono. Creature fantastiche popolano il mondo interiore dell’artista che gioca su movimenti ondulati e spiraliformi.
La calligrafia è anche protagonista delle sue sculture, più minimaliste rispetto alle opere bidimensionali, aeree, leggere, che, a volte, in sospensione, proiettano la loro ombra sul muro con effetto visivo di amplificazione ulteriore della struttura, quasi un’eco nello spazio. Le opere rappresentano sensazioni e sentimenti diversi, tra ritratti che ricordano quelli di Hokusai, paesaggi, tra fiori e animali in cui il tratto rivela una grande eleganza formale e un’assoluta padronanza tecnica. Alcuni esempi raffinatissimi di arte erotica completano questa visione di eleganza estrema che guarda al passato, al mondo classico, ma con una sensibilità proiettata nel futuro, alla ricerca di continue sollecitazioni.
L’aspetto importante nella realizzazione dei lavori di Sisyu è costituito da una evidente attenzione ai dettagli, in cui nulla è lasciato al caso."

Vittoria Coen


Sisyu si dedica all’arte calligrafica dall’età di sei anni e dopo essersi trasferita a Tokyo inizia la sua carriera come artista e calligrafa professionista.
Sue mostre personali sono esposte in numerose sedi pubbliche e private internazionali; fra tutte si ricordano nel 2012 quelle in Svezia in occasione della Nobel Prize Cerimony e in Svizzera alla Riunione annuale del Forum economico mondiale di Davos; in Giappone a Tokyo espone nel 2013 al National Art Center, nel 2014 al National Museum of Modern Art e nel 2015 al Tokyo Metropolitan Art Museum. La vediamo inoltre negli Stati Uniti al Florida Morikami Museum e in Francia al Carrousel du Louvre - Museo del Louvre. In Italia le sue opere sono esposte alla Biennale di Venezia (2005/2011) e a Milano in occasione del Salone del Mobile 2014 e presso il Padiglione del Giappone per Expo 2015.
Molteplici le collaborazioni con grandi aziende, tra le quali Gucci Giappone, Japan Airlines e Shiseido che dedica all’artista una linea di make-up in edizione limitata.
Nel corso della sua carriera riceve diversi premi e riconoscimenti tra cui quelli al Salon SNBA del Carrousel du Louvre a Parigi; è riconosciuta ufficialmente dal governo giapponese e nel 2017 ha il grande privilegio di mostrare personalmente le sue opere d’arte all’imperatore e all’imperatrice del Giappone. www.e-sisyu.com/en


La Fondazione Luciana Matalon, situata nel centro storico di Milano, vicino al Castello Sforzesco, nasce nel 2000 dalla volontà di Luciana Matalon di creare uno spazio che sia crocevia internazionale di nuove idee, occasione di arricchimento visivo, emotivo e mentale. La Fondazione ospita nella sua ampia sede mostre storiche e di artisti contemporanei di pittura, scultura, installazioni e fotografia. Organizza inoltre convegni, iniziative culturali, concerti e spettacoli teatrali. Nei suoi spazi sono ospitati anche eventi e iniziative che collegano il mondo delle aziende alla cultura. Negli ultimi anni ha consolidato un rapporto speciale con l’Oriente accogliendo progetti espositivi provenienti da Giappone, Corea e Cina e promuovendo mostre di Luciana Matalon a Tokyo, Yokohama e Hong Kong.


SISYU. Satori, la percezione dello spirito
A cura di: Nello Taietti

Testo critico di: Vittoria Coen
Collaborazione esterna di: Giuliana Picarelli
Patrocinio: Comune di Milano, Consolato Generale del Giappone a Milano, Camera di Commercio e Industria Giapponese in Italia

Dal 11 maggio al 23 giugno 2018
Orari:martedì - sabato dalle 10 alle 19. Chiuso domenica e lunedì
Info pubblico: Tel. 02 878781 - fineart@fondazionematalon.org - www.fondazionematalon.org
Coordinamento eventi e mostrem.rubino@fondazionematalon.org

Ufficio stampa: IBC Irma Bianchi Communication - T. +39 02 8940 4694 - M. + 39 328 5910857 - info@irmabianchi.itwww.irmabianchi.it

Fondazione Luciana Matalon
Foro Buonaparte 67
Milano 

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