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Ex Gratia, In Pratica #5, studio legale dell’avvocato Giuseppe Iannaccone, Milano, fino al 13/07/2018

Sabato 14 aprile 2018, in occasione della ventitreesima edizione di miart - fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano - si è inaugurato il quinto appuntamento del progetto IN PRATICA, un ciclo di mostre ospitate nello studio legale dell’ avvocato Giuseppe Iannaccone, negli spazi in cui è conservata parte della sua raccolta di arte moderna e contemporanea. In collaborazione con ART HOUSE SCHOOL, nata da un’idea di Giuseppe Iannaccone, curata da Adrian Paci e Rischa Paterlini, con la speciale collaborazione del Prof. Zef Paci. 

Una mostra assolutamente da non perdere, dove le belle opere dei dieci artisti, si sposano perfettamente con quelle notevoli della collezione di Giuseppe Iannaccone. L'interesse del pubblico di collezionisti e amanti dell'arte lo ha già dimostrato con una affollatissima presenza all'inaugurazione. Questo meritorio progetto di Adrian Paci va sostenuto ed incoraggiato. 

Dopo la presentazione degli artisti Davide Monaldi, Luca De Leva, Andrea Romano e Beatrice Marchi IN PRATICA prosegue nel suo intento di proporre, attraverso il susseguirsi di piccole mostre, un continuo confronto tra le opere degli artisti già consacrati nel panorama internazionale presenti in Collezione e quelle di artisti emergenti di talento, anche se ancora sconosciuti al grande pubblico, invitati per l'occasione a concepire progetti site-specific.
L’avvocato Giuseppe Iannaccone ha deciso di dedicare IN PRATICA #5 ad un progetto speciale con l’intento di far conoscere in Italia il lavoro realizzato con generosità da Adrian e Melisa Paci a Scutari, in Albania: ovvero una scuola per artisti. “Ciò che mi ha ispirato” – scrive Giuseppe Iannaccone - “è stato il gesto di generosità che tu, Adrian, hai compiuto verso la tua città natale, Scutari, e verso gli artisti albanesi: grazie ad Art House School hai infatti permesso a dieci di loro di incontrarsi e far si che potessero condividere le loro esperienze e discutere del loro lavoro, senza chiedere nulla in cambio, dandogli semplicemente l’opportunità di vivere a contatto con curatori e critici di livello internazionale”.

Art House è “Un luogo” - dice Adrian Paci - “che rende possibile il transito delle idee dove una casa privata si apre alla comunità della propria città e dove la comunità di una piccola città entra in dialogo con contributi intellettuali e culturali del grande mondo dell’arte senza perdere l’intimità e la natura ravvicinata del rapporto”.
Negli spazi dello studio legale, tra le opere della Collezione Iannaccone riallestite per questo appuntamento, trovano quindi collocazione i lavori dei dieci artisti protagonisti di Art House School edizione 2017.
Mai prima d’ora” - scrive Giuseppe Iannaccone - “immaginavo che un giorno avrei invitato contemporaneamente dieci artisti ad esporre le proprie opere, eppure adesso che le guardo tutte assieme mi accorgo ancora una volta che quando gli artisti sanno toccare le corde più intime dell’uomo, accade quasi un miracolo. La commovente bellezza dell’handicap di Marc Quinn sembra parlare lo stesso linguaggio d’amore del video di Alketa Ramaj. Le immagini dei ragazzi brasiliani ritratti da Jetmir Idrizi rimandano alla stessa ricerca attorno all’identità sessuale proposta dagli scatti di Nan Goldin; le fotografie tratte dalle azioni effimere di Stefano Romano dialogano con le salde figure di Massimo Bartolini; lo sguardo del volto catturato da Silva Agostini richiama quello intrappolato nell’opera di Dana Schutz. Il neon rosso nella foto di Remijon Pronja sembra contraddire il senso d’intimità domestica che si ritrova anche nelle opere di Paola Pivi; la delicatezza dei disegni di Bora Baboçi riappare in quelli realizzati da Andrea Romano; le rappresentazioni del divino pagano o cristiano di Alket Frashëri si accordano al pantheon di divinità ed eroi mitologici di Luigi Ontani; i paesaggi di Lek M Gjeloshi ricordano quelli di Hernan Bas; la pittura di Iva Lulashi si confronta con quella di Borremans; i disegni sognanti di Fatlum Doçi ricordano il paesaggio onirico di artisti indiani come Atul Dodiya.
L’idea di questo progetto viene ben raccontato nel prezioso volume che accompagna la mostra, edito da Mousse Publishing, in lingua italiana, inglese e albanese in cui, oltre alle immagini delle opere e degli artisti che hanno vissuto in residenza ad Art house, vi sono raccolte una conversazione tra Adrian e Zef Paci e i dieci artisti protagonisti della mostra, e uno speciale racconto del viaggio intrapreso dalla curatrice della collezione nella residenza dei Paci.
La mostra è stata realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura Albanese e grazie al contributo di Kooness per i materiali audio e video, di Romanò cornici di Massimo Romanò per le cornici e di Open Care - servizi per l’arte, FARE e ARKA per l’ospitalità agli artisti che saranno tutti presenti il giorno dell’inaugurazione.
La mostra sarà poi visitabile nello studio legale dell’avvocato Giuseppe Iannaccone dal 15 aprile al 13 luglio 2018, solo su appuntamento, per piccoli gruppi di persone.


Collezione Giuseppe Iannaccone presents
EX GRATIA
From 15 April to 13 July 2018

For the miart 2018 event, Mr Giuseppe Iannaccone has chosen to dedicate IN PRATICA #5 to a special project which introduces Italy to works generously created, by Adrian and Melisa Paci in Scutari, Albania: or rather a school for artists. “What inspired me – writes Mr Iannaccone – was that act of generosity that you, Adrian, have shown towards your home city of Scutari and towards Albanian artists: thanks to Art House School you have provided ten artists with the opportunity to meet, share and discuss their work and experiences, while asking for nothing in return. You have given them the occasion to have hands on experiences with curators and international critics”.
Art House is “A place” – says Adrian Paci – “that allows the movement of ideas, where a private home opens up to the local community and where the community of a small city exchange intellectual and cultural contributions of the great world of art, whilst also maintaining the intimacy and closeness of the relationship”.
In other words, if Albania doesn’t go to the rest of the world, the rest of the world goes to Albania
The works of the ten featured artists of the Art House School 2017, are positioned within the dedicated areas of the legal firm, and set among the works of the Collezione Iannaccone, which have been rearranged for the occasion.
“Never before” – writes Giuseppe Iannaccone – “had I imagined that one day I would have invited ten artists to expose their work, contemporarily. However, now that I look at them together, I notice once again that when artists are able to reach within and touch the depths of man, a miracle occurs. Marc Quinn’s moving beauty of disability seems to speak the same language of love as Alketa Ramaj’s video. The images of young Brazilians portrayed by Jetmir Idrizi recall the same search for sexual identity illustrated in the photographic shots of Nan Goldin; Stefano Romano’s photographs of fleeting actions communicate with the solid figures of Massimo Bartolini; the gaze on the face captured by Silva Agostini recalls the gaze trapped within the works of Dana Schutz. The neon red in Remijon Pronja’s photographs seems to contradict the sense of intimate domesticity found also within the works of Paola Pivi; the delicacy of Bora Baboçi’s drawings reappears in those created by Andrea Romano; the representations of pagan or Christian Gods by Alket Frashëri are in agreeance with the pantheon of deities. The mythological heroes of Luigi Ontani; the landscapes of Lek M Gjeloshi are reminiscent of those of Hernan Bas; Iva Lulashi’s painting is confronted with that of Borremans; the introspective drawings of Fatlum Doçi are similar to the dreamlike landscapes of Indian artists, such as Atul Dodiya.”
The idea of this project is thoroughly explained in the precious volumewhich accompanies the exhibition, edited by Mousse Publishing, in Italian, English and Albanian. The edition contains images of the works of the artists that have resided at the Art House, as well as a collection of conversations between Adrian, Zef Paci and the ten artists at the centre of the exhibition. There is also a special story about the journey undertaken by the curator of the collection at the Paci residence.
The exhibition was created with the patronage of the Albanian Ministry of Culture and thanks to the contribution of Kooness for the audio and video material, Massimo Romanò for the frames and Open Care – art services, FARE and ARKA for the hospitality given to the artists, all of whom will be present on the day of the inauguration.
The exhibition can be visited at the Giuseppe Iannaccone Legal Studio from 15 April to 13 July 2018, by appointment only, for small groups.


COLLEZIONE GIUSEPPE IANNACCONE
EX GRATIA, In Pratica #5
Dal
15/04/2018 al 13/0/7/2018

Curata da: Adrian Paci e Rischa Paterlini, con la speciale collaborazione del Prof. Zef Paci.
La mostra è visitabile nello studio legale dell’avvocato Giuseppe Iannaccone dal 15 aprile al 13 luglio 2018, solo su appuntamento, per piccoli gruppi di persone.
Ufficio StampaLara Facco P&C - T. +39 02 36565133 -  press@larafacco.comLara Facco - M. +39 3492529989; Claudia Santrolli - M. +39 339 7041657

COLLEZIONE GIUSEPPE IANNACCONE
Corso Matteotti 11
20121 Milano
t. +39 027642031 - f. +39 0276420333 - info@collezionegiuseppeiannaccone.it

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