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Premio San Fedele 2016/17: E la luce fu, Milano

La nuova edizione del Premio San Fedele, quest’anno incentrata sul tema della luce, ha preso il via con il primo momento residenziale a gennaio 2017. Da due anni, infatti, il Premio è divenuto una residenza per giovani artisti e compositori.
I giovani artisti hanno partecipato a una serie d’incontri formativi tenuti da specialisti come il filosofo Silvano Petrosino, la Direttrice del MAGA Emma Zanella, l’architetto/designer Nanda Vigo e tanti altri.
Gli appuntamenti avevano la finalità di studiare il tema proposto dal concorso e, in questo senso, il Premio si pone come un originale cantiere espressivo, un laboratorio creativo. Una parte degli incontri è stata una riflessione critica sul lavoro dei giovani autori, dal punto di vista umano e professionale. Un'altra parte di incontri è stata finalizzata all'elaborazione del tema del concorso attraverso conferenze/dibattiti.
Il secondo momento residenziale si è svolto a marzo e la consegna delle opere finali è avvenuta a fine giugno 2017.
Attraverso il Premio, la Fondazione Culturale San Fedele intende promuovere una produzione artistica di lavori originali (arti visive e musica) nati da un'elaborazione e riflessione su temi fondamentali. È rivolto agli artisti che hanno meno di 35 anni di età. Per questo motivo, il  si propone di avvicinare i giovani autori alle culture artistiche e musicali contemporanee, di avviarli a un consapevole percorso umano e professionale, che tenga conto della dimensione di gruppo, di favorire l'incontro tra i giovani e il pubblico, giornalisti e critici, oltre che con specialisti dei vari settori.
Il risultato è soprattutto quello di vivere un momento di riflessione sul significato più profondo dell'arte, affinché l'espressione artistica possa essere sempre più in relazione all’esistenza umana, contro ogni tendenza meramente estetizzante. Il risultato è in relazione non solo ad attese di carattere professionale (i giovani dopo il Premio hanno una visibilità che li fa presto notare in mostre/concerti e altri concorsi), ma al desiderio di promuovere un'arte intesa come possibilità di incarnare un senso che parli dell'esperienza umana e di ciò che la trascende. Durante l’inaugurazione sono stati premiati i vincitori. Per il Premio San Fedele è stata consegnata la statua realizzata da Mimmo Paladino. Il vincitore del Premio Paolo Rigamonti ha ricevuto invece la statua di Hidetoshi Nagasawa.

 

«Dolce è la luce e agli occhi piace vedere il sole», è scritto nella Bibbia (Ecclesiaste 11,7). La rivelazione della luce è alla base dell’esperienza che noi facciamo del divino. Tutte le religioni pongono a fondamento dell’incontro con Dio la visione della luce. «Vedere» significa essere illuminati, per riconoscere la vita del mondo, per dare un orientamento al cammino dell’uomo, per discernere il bene dal male, facendo affiorare quanto più è originario nell’esistenza: il riconoscimento della presenza di Dio al cuore della storia. Nella storia dell’Occidente, la luce coincide con la rivelazione del Dio cristiano. Nel Novecento, si fa simbolo di una continua ricerca, del desiderio umano di trovare un approdo, una meta, un destino che «dia luce» all’intera esistenza. Quale luce è possibile oggi? Quale luce sarà in grado di illuminare il dramma della condizione umana, le strade incerte dell’uomo contemporaneo?
Su questi temi hanno riflettuto i giovani artisti del Premio San Fedele: Samuele Albani, Angelica Consoli, Irene Fenara, Adi Haxhiaj, Silvia Infranco, Giulia Maiorano, Carlo Miele, Stefan Milosavljevic’, Maria Teresa Ortoleva, Luca Pianella, Matteo Pizzolante, Thomas Scalco.
Nella maggior parte dei casi, partendo dalle proprie esperienze, hanno cercato di tradurli in modo che il soggetto diventi luogo di riflessione, d’interrogazione, di meditazione, utilizzando i più diversi media espressivi, dal video alla scultura, dalla pittura alla fotografia.
Come nel caso dell’opera del vincitore del Premio, Samuele Albani. Si tratta di un video semplicissimo, dal titolo Catarsi, girato dall’artista all’età di nove anni. Albani riprende la propria madre, mentre si abbevera al torrente. È dunque un episodio di vita quotidiana. Tuttavia, grazie alla manipolazione dei fotogrammi, si trasforma in una scena sacra, in un rito di purificazione, quasi una danza sospesa nello spazio e nel tempo. Se poi il sonoro è composto dalla registrazione ambientale di un forno crematorio a legna, il suono del fuoco diventa allusione alla morte su cui staglia la vita umana, creando così un forte contrasto tra le luci che brillano nell’acqua, quasi si trattasse di un cielo stellato che si rispecchia nelle acque del torrente, dando un senso di gioiosa festività cosmica, e la cupa atmosfera della “voce”. Una dialettica tra vita e morte di grande potenza espressiva è così messa in scena, per ricordarci le dimensioni più profonde della vita.

Andrea Dall'Asta SI, Direttore Galleria San Fedele


DIRETTORE PREMIO SAN FEDELE
Andrea Dall'Asta S.I. 
COORDINATRICE GALLERIA 

Maria Chiara Cardini 
TUTOR GIOVANI ARTISTI

Daniele Astrologo Abadal 
GIURIA
Ilaria Bignotti
Chiara CanaliStefano Castelli; Mariachiara Di TrapaniMatteo GalbiatiChiara GattiMassimo MarchettiKevin McManusGabriele Salvaterra


E la luce fu
Samuele Albani, Angelica Consoli, Irene Fenara, Adi Haxhiaj, Silvia Infranco, Giulia Maiorano, Carlo Miele, Stefan Milosavljevic’, Maria Teresa Ortoleva, Luca Pianella, Matteo Pizzolante, Thomas Scalco
Dal 27 settembre al 28 ottobre 2017

Orari: martedì - sabato 16,00/19,00 (al mattino su richiesta, chiuso i festivi)

Galleria San Fedele
via Hoepli 3a
20121 Milano
www.centrosanfedele.netTel. 02/86352233 - sanfedelearte@sanfedele.net

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