SiteLock

À la chasse au bonheur, i libri ritrovati di Renzo Bonfiglio di Giancarlo Petrella

La Biblioteca Nazionale Braidense ha ospitato il 10 settembre nella Sala Maria Teresa, la presentazione del volume À la chasse au bonheur”. I libri ritrovati di Renzo Bonfiglioli e altri episodi di storia del collezionismo italiano del Novecento di Giancarlo Petrella, pubblicato recentemente da Olschki.

Il volume ricostruisce la figura del collezionista ferrarese di famiglia ebraica Renzo Bonfiglioli e la sua strepitosa collezione ariostesca e cavalleresca andata irrimediabilmente dispersa dopo la sua morte negli anni Sessanta del Novecento e solo ora parzialmente ritrovata presso la Beinecke Library di Yale.

Di libri rari, collezionismo e collezionisti hanno parlato con l’autore Vittorio Sgarbi e la Direttrice della Braidense, Maria Goffredo.

Per l’occasione esposti in mostra una trentina di rarissimi romanzi cavallereschi del XV e XVI secolo, in qualche caso noti per l’unica copia posseduta dalla Braidense, come l’Apollonio di Tiro del 1499, la Storia di Giusto paladino di Francia del 1493, due edizioni illustrate di Aspramonte del 1508 e del 1516, ispiratori dell’Orlando furioso dell’Ariosto, di cui si potrà vedere l’edizione veneziana del 1525 nell’unico esemplare noto, raccolti nei primi decenni dell’Ottocento da Gaetano Melzi e donati alla Braidense dal bibliofilo Ambrogio Daniele Castiglioni nel 1944.


Giancarlo Petrella

À la chasse au bonheur. I libri ritrovati di Renzo Bonfiglioli e altri episodi di storia del collezionismo italiano del Novecento
Firenze, Olschki, 2016

Il 24 novembre 1963 venne a mancare, a soli 59 anni, il raffinato bibliofilo ferrarese Renzo Bonfiglioli (1904-1963), Presidente delle Comunità Israelitiche Italiane e della Federazione Sionistica Italiana. Al piano nobile del cinquecentesco palazzo di via Palestro a Ferrara rimaneva la strepitosa raccolta libraria, formata, in prevalenza, da sceltissime edizioni a stampa dei secoli XV e XVI, che Bonfiglioli aveva allestito con passione e squisito gusto collezionistico nell’arco di un ventennio. Come spesso accade, di lì a poco sarebbe andata dispersa nel silenzio di alcune vendite antiquarie e nella cronica indifferenza delle istituzioni, lasciando dietro di sé soltanto il ricordo e il rammarico per tanta perdita. Il destino di dispersione «di questa Atlantide scomparsa – come la definì Amedeo Quondam – di cui nessuno aveva più notizie certe, anche se era presente come sogno se non di un ritrovamento, almeno di una sua possibile restituzione virtuale», è rimasto a lungo riservato e fuggevolmente noto solo a qualche studioso. Solo recentemente se ne è rintracciata una cospicua porzione (ma non tutta) negli Stati Uniti presso la Beinecke Library della Yale University. Il resto è probabilmente occultato negli anfratti carsici del collezionismo privato.
Tornando agli inizi della storia, tutto nacque, quasi per un curioso scherzo del destino, durante l’internamento nel campo di prigionia per ebrei e dissidenti politici di Urbisaglia nelle Marche. Renzo, prelevato di casa la sera dell’11 giugno 1940, vi trascorse una quindicina di mesi, nei quali strinse amicizia con l’antifascista triestino Bruno Pincherle, già appassionato cultore degli studi stendhaliani e accanito bibliofilo. Bonfiglioli ne rimase contagiato. In seguito a quell’incontro fatale cominciò non solo a interessarsi al collezionismo librario e a digerirne i rudimenta bibliografici, ma già anche a praticarlo, approfittando della blanda libertà in termini di comunicazione con l’esterno concessa dalla sorveglianza. Fu pertanto nella squallida soffitta di un campo di internamento che prese corpo una delle più prestigiose collezioni private del Novecento dedicata al libro del Rinascimento. I primi libri, tra cui un’edizione fiorentina delle opere di Manzoni con dedica autografa, furono nascosti durante la guerra in cassette interrate nella campagna ferrarese. La passione collezionistica riprese, con maggior entusiasmo e disponibilità, a guerra finita, al rientro dalla Svizzera, dove Bonfiglioli aveva trovato rifugio con la famiglia. L’iniziale ancora esigua raccolta fu negli anni incrementata con la consulenza dell’antiquario Vittorio Cavalieri d’Oro, l’aiuto di librai di fama mondiale (Kraus, Rauch, Davis, Chiesa, innanzitutto, oltre a Vigevani, Pregliasco, Lauria, Saba, Almansi, e molti altri) e attraverso la partecipazione a importanti aste pubbliche (fra cui la vendita all’incanto delle collezioni Landau e Brunschwig). Ciò permise di rastrellare esemplari di straordinaria rarità, che ostentavano prestigiose provenienze: Melzi, Cavalieri, Murray, Martini, Essling, Nodier, Landau, Brunschwig, Ashburner, per citarne alcuni. Parecchi gli esemplari unici: è il caso, a esempio, delle edizioni cavalleresche Bradiamonte sorella di Rinaldo, [Firenze, Lorenzo Morgiani e Johannes Petri, c. 1492]; Francesco Cieco da Ferrara, Libro d’arme e d’amore nomato Mambriano, Venezia, Giovanni Tacuino, 1512; Pietro Aretino, Li dui primi canti di Orlandino, [Venezia, c. 1540]; Libro del gigante Morante et de re Carlo et de tutti li paladini, Venezia, Bernardino Bindoni, 1543; Aspramonte, Venezia, Alessandro Viani, 1568. Di molte edizioni non si conosce alcuna copia in biblioteche italiane.
Negli anni Cinquanta Bonfiglioli si prodigò inoltre in prima persona per riportare in Italia e destinare alla biblioteca dell’amata Ferrara due celebri cimeli: la cosiddetta Bibbia del Savonarola, ossia la copia dell’edizione biblica quattrocentesca (Venezia, N. Jenson, 1476) fittamente postillata dal domenicano già appartenuta a De Marinis e poi incautamente venduta e finita Oltreoceano, e il manoscritto della Gerusalemme liberata di mano di Orazio Ariosto con disegni di Domenico Mona.
La collezione era improntata innanzitutto all’Ariosto, di cui Renzo allestì la più ragguardevole raccolta bibliografica. Secondo le testimonianze coeve e alcune fonti bibliografiche indirette, questa comprendeva, con pochissime esclusioni, tutte le edizioni del Furioso e delle opere cosiddette minori dal Cinquecento all’Ottocento, nonché traduzioni e adattamenti nelle diverse lingue e dialetti. Soprattutto, caso pressoché unico, Bonfiglioli poteva allineare sul tavolo tutte e tre le prime edizioni del poema: la princeps del 1516 (di cui si conoscono solo 12 esemplari), quella ancor più rara del 1521 (oggi nota tramite solo 4 copie) e infine due esemplari dell’edizione definitiva del 1532. Nessun collezionista privato né alcuna biblioteca pubblica può vantare un simile primato. Sebbene celati dietro la dicitura ‘collezione privata’, provenivano dalla collezione ferrarese Bonfiglioli oltre la metà degli esemplari esposti nelle due celebri mostre bibliografiche ariostesche organizzate a Reggio Emilia nel 1951 e nel 1974. Oltre all’Ariosto la collezione comprendeva un altrettanto importante corpus di edizioni di soggetto cavalleresco quattro-cinquecentesche, molte delle quali illustrate e in copia unica, e la più estesa raccolta di edizioni stampate dal tipografo di origini ferraresi trapiantato a Venezia Niccolò Zoppino. La raccolta Zoppiniana comprendeva quasi 200 delle circa 400 edizioni stampate dallo Zoppino, il doppio di quelle oggi conservate alla Biblioteca Vaticana o alla Nazionale di Firenze. Se la raccolta ariostesca, a parte alcuni esili frammenti, sembra irrimediabilmente dispersa (le tre prime edizioni sono probabilmente in mani private), dalla Beinecke Library riaffiora invece un più sostanzioso nucleo di oltre 400 rarissime edizioni quattro-cinquecentesche di argomento cavalleresco o stampate da Niccolò Zoppino che concorre a ricostruire, a posteriori, una delle più affascinanti collezioni private del secolo scorso, di cui l’Italia non può che rimpiangere la perdita.

À la chasse au bonheur, i libri ritrovati di Renzo Bonfiglio.... Giancarlo Petrella e Vittorio Sgarbi - 001

Per informazioni: mail: b-brai.comunicazione@beniculturali.it - www.braidense.it <http://www.braidense.it>  -  tel 02 86460907 int. 501
Ufficio Comunicazione Biblioteca Nazionale Braidense: Tiziana Porro
Via Brera 28 20121 - Milano
Tel. 02 86460907 interno 501 - www.braidense.it
Mediateca Santa Teresa
Via Moscova 28 - 20121 Milano
Tel. 02 366159 - www.mediabrera.it

Print Friendly, PDF & Email
(Visited 2 times, 1 visits today)
Condividi su:

I commenti sono chiusi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi