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Angelo Crespi: Costruito da dio, Johan & Levi Editore



Presentato a Milano al Mondadori Megastore - Milano Duomo. Sono intervenuti con l'autore Angelo CrespiMario Resca, presidente Mondadori Retail S.p.A., Luigi Mascheroni giornalista de Il Giornale e Domenico Piraina, direttore di Palazzo Reale.

Costruito da dio
Autore: Angelo Crespi
Editore: Johan & Levi
Collana: Non solo saggi
ISBN: 978-88-6010-194-5
Pagine: 136
Prezzo: € 11,00 

La cattedrale di Brasilia, una forma inusuale per un luogo di culto disegnata dall’architetto Oscar Niemeyer

"La domenica, al posto della messa, i cittadini illuminati di culturlandia si dedicano al brunch in un museo, al posto dell’ostia assaporano sottili strisce di bacon con le uova: la sensazione di appagamento è quasi identica perché, come succede per la liturgia, anche se non si comprende buona parte delle opere – alcune prodotte per disgustare – ci si trastulla nella convinzione di far parte di una comunità di intelligenti e democratici, così intelligenti e democratici da aver affidato all’artista l’omelia che ascolteremo sonnecchiando satolli, e non importa quanto il predicozzo sia critico verso la società e i valori da noi stessi rappresentati, fondamentale che sia un gioco a rischio zero."

Angelo Crespi


Le chiese della contemporaneità assomigliano a scatoloni, spesso a capannoni industriali, piscine, bar, autorimesse. Non hanno quasi mai la facciata, né il campanile. All’interno sono spaesanti, vuote, fredde come la sala d’attesa del medico della mutua. Non ci sono più le cupole, c’è il soffitto che fa pensare non a Dio, semmai all’inquilino del piano di sopra. I rosoni sono stati sostituiti dei lucernai; al posto delle immagini sacre, sono appese anodine opere d’arte astratta che rimandano a una vaga spiritualità senza trascendenza; in omaggio al minimal, gli altari sembrano usciti da un catalogo Ikea. L’orrore dei nuovi edifici di culto è il pegno che la Chiesa paga alla modernità: nel tentativo di essere contemporanea, dopo il Concilio Vaticano II, ha dismesso le forme della tradizione preferendo le più ardite stravaganze architettoniche o, ancora peggio, aderendo con giubilo alla burocrazia delle commissioni urbanistiche.
Eppure nuove, immense, magniloquenti cattedrali sorgono ovunque nel mondo: sono i musei, progettati da celebrate archistar, attrattori di turismo e di investimenti miliardari (non sempre remunerativi), le cui funzione non è più conservare memorie bensì essere il packaging lussuoso dell’arte contemporanea, essi stesse opere d’arte, icone, luoghi dove sperimentare la cultura che si fa religione. I fedeli a milioni partono in pellegrinaggio, come un tempo verso Chartres adesso si recano al Guggenheim di Bilbao o alla Tate Modern di Londra per adorare gli idoli e le reliquie, spesso orrende, della contemporaneità.
In modo divertente e divertito, Angelo Crespi da un lato passa in rassegna le brutte chiese e analizza la disciplina della Conferenza Episcopale Italiana che offre agli architetti un comico manualetto frutto non della fede, ma di una sorta di moralismo pauperistico post conciliare; dall’altro lato, critica i progetti dei musei decostruzionisti, enormi astronavi aliene di vetro, ferro, cemento, che determinano sempre più spesso il paesaggio delle città, super luoghi di intrattenimento, divertimentifici, fabbriche di senso e di consenso.  Se da un lato le chiese contemporanee, anche quelle progettate da celebri architetti, sono spesso un inno al brutto, spaesanti, prive di quella dimensione trascendente a cui la tradizione ci aveva abituati, dall'altro i musei, soprattutto i musei del contemporaneo, sono edifici magniloquenti che a livello simbolico hanno sostituito nelle città le antiche cattedrali. Le chiese del contemporaneo sembrano edifici pagani, i musei edifici religiosi. E mentre nelle chiese la religione tende a svalutarsi in forme meno stringenti ma più sociali di convivenza, nei musei viene esaltata la dimensione sacra quasi che essi servissero a sacralizzare oggetti profani, come spesso sono le opere d'arte. Con il risultato che i fedeli disertano le chiese e abbandonano le reliquie, mentre assistiamo a nuove forme di pellegrinaggio di massa che hanno come meta i musei.
Il titolo, con un efficace gioco polisemico, sottolinea al contempo l'edificio divino, costruito in modo irreprensibile, e l'edificio eretto dai nuovi profeti laici della contemporaneità, cioè le archistar del decostruzionismo, demiurghi delle nostre città. Con ironia e tono da pamphlet attraverso numerosi esempi tra filosofia e invettiva, il saggio cerca di rappresentare lo stato delle cose di una religione smarrita e di un'arte che si fa nuova religione, con i propri luoghi di culto, i propri dogmi, il proprio linguaggio per adepti.

Angelo Lorenzo Crespi è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano con una tesi in Filosofia del Diritto su Aspetti giuridici, deontologici ed etici della professione del giornalista.
Giornalista professionista dell’ottobre 2001; giornalista pubblicista dal maggio 1993; collabora al Corriere della Sera nelle pagine delle “Opinioni e Commenti”; presidente del Centro Internazionale di Palazzo Te, Mantova dal maggio 2011; consigliere d’amministrazione della Fondazione Triennale di Milano, dal giugno 2009; docente di Storia del Giornalismo all’Università Cattolica di Milano, dall’A.A. 2005/2006.
Consigliere d’amministrazione della Permanente di Milano, dal settembre 2010 al giugno 2013; direttore della Fondazione Liberamente, dal maggio 2010 all’agosto 2012; presidente Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Gallarate, dal dicembre 2009 al febbraio 2011; consigliere del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali dal maggio 2008 al marzo 2011; consigliere d’amministrazione Sea-handling, dal dicembre 2007 all’aprile 2010; direttore de il Domenicale, dal giugno 2002 all’ottobre 2009.
Negli anni precedenti ha collaborato con i quotidiani Il Giornale, il Foglio, Libero, e con le riviste Ideazione e Liberal. Ha organizzato manifestazioni e partecipato come ospite ad eventi culturali in Italia e all’estero. Collaboratore fisso per le pagine culturali dei quotidiani Il Foglio e Il Giornale dal 1999 al 2002; redattore del settimanale Soprattutto, con funzione di caposervizio (1999-2002); collaboratore de La Prealpina e dell’inserto domenicale Lombardia Oggi per il quale ha curato la pagina di poesia fino al 2000 e delle pagine della cultura del quotidiano la Padania; collaboratore del sito internet World on line fino al 2000, collaboratore del sito internet Freedomland (cinema e televisione) (1999); redattore fisso del settimanale l’Uomo qualunque per il quale ha curato la pagina della Cultura, delle Lettere, degli Esteri, e delle Rubriche (1997-1998); direttore della rivista di poesia dell’Università Cattolica di Milano, Juvenilia (1995); collaborazione continuativa come redattore (politica, società, cultura) per settimanali locali (fino al 1994).
Docente del seminario di Storia del Giornalismo, Università Cattolica di Milano, facoltà di Lettere e Lingue, su Le regole del gioco. Libertà di stampa e deontologia tra il 1945 e il 2000 (a.a.2004); docente del seminario di Storia del Giornalismo, Università Cattolica di Milano, facoltà di Lettere e Lingue, su La professione del giornalista in Europa (a.a. 2001/2002/2003);  docente del seminario di Storia del Giornalismo, Università Cattolica di Milano, facoltà di Lettere e Lingue, su Aspetti giuridici della professione del giornalista (a.a. ’97/98 - ’98/99 - ’99/2000); correlatore in sede di tesi alla facoltà di Lingue e letteratura straniera e alla facoltà di Lettere, Università Cattolica di Milano, dall’anno accademico 1998 e cultore della materia per la cattedra di Storia del Giornalismo, facoltà di Lettere e Lingue, Università Cattolica di Milano, dal maggio 1997.
Pubblicazioni: Ars Attack. Il bluff del contemporaneo (Johan&Levi 2013); Ragione e Passione (Bompiani 2006); Contro la Terza pagina, (edizioni BvS, 2004); Curatela e prefazione a Inchiostro rosso. Le veline nell’era di Berlusconi (edizioni Ares, 2004); La professione giornalistica in Europa, Isu, Università Cattolica, 2001; “Le riviste specializzate” in Anna Lisa Carlotti (a cura), Storia della fotografia a Milano, Aim 2000; “Il giornale post-televisivo”, in Fausto Colombo (a cura), Libri, giornali e riviste a Milano, Aim, 1998; “La scrittura al femminile”, in Francesca Gernetti (a cura), Vivere al femminile, Eos Edizioni, 1998; Busto vecchia, quando la città era un borgo..., Eos Edizioni, 1997; 2013 ha pubblicato per Johan & Levi Ars Attack. Il bluff del contemporaneo.

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