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Domenico Marranchino “Composita Solvantur”, M.A.C. Musica Arte Cultura, Milano, dal 20/12/2017

Inaugurazione 20 Dicembre alle ore 18:30 presso lo spazio M.A.C. Musica Arte Cultura La serata inaugurale, introdotta dal giornalista Angelo Crespi, sarà arricchita dalla music performance di Young Rame e dal video di Alexander Coppola.

Young Rame (Performance musicale)
Nome di battesimo Mattia Di Bella è nato a Milano il 15/05/98. Cresciuto sotto i palazzi popolari Gescal, in zona Barona, si avvicina al mondo Rap con la voglia di raccontare il quartiere e i suoi abitanti. Nel 2017 l’etichetta discografica indipendente “INDOMABILI MUSIC” e “FRANK IL PROFETA” notano il suo talento e decidono di siglare un accordo discografico. Il 17/11/17 esce il suo primo singolo ufficiale PLATA O PLOMO e parallelamente inizia a scrivere quello che sarà il suo primo disco ufficiale. Profondamente legato al suo quartiere racconta la zona e i suoi abitanti tra le mille difficoltà che caratterizzano il quartiere, e la voglia di successo e di rivalsa.
Alexander Francesco Coppola (Performance video)
Nato a Berna (Svizzera). Diplomato al liceo scientifico di Recco, attualmente studia presso SAE Institute di Milano per il corso di digital filmmaker. Lavora nell’ambito dei video musicali e pubblicitari.


La  mostra di Domenico MarranchinoComposita Solvantur” è un viaggio dell’anima tra i capanni abbandonati del capoluogo lombardo densi di memorie e duro lavoro fisico.

 

Domenico Marranchino dopo aver ritratto l’evolversi delle icone di una città in trasformazione attraverso numerose opere non solo pittoriche dedicate all’area di Porta Nuova a Milano, divenendo testimone della trasformazione in corso, inizia un percorso di sottrazione di materia e colore dalle proprie opere, impoverendole solo apparentemente da quegli armonici conglomerati di colore urbano – molto spesso notturno – che hanno caratterizzato un periodo molto importante della sua produzione, per dedicare una sempre crescente attenzione al segno. Marranchino si avvicina più recentemente alla monocromia, soffermandosi sulle sfumature eleganti ed essenziali del grigio, in cui il senso del movimento rimane a testimonianza del suo richiamo verso il dinamismo umano/disumano della vita di città oggi. L’artista recupera i tavoli di lavoro direttamente dai venditori di Brera “Volevo questi tavoli di mercato – segni di contrattazioni, viaggi, fatiche del montare e smontare, fuori alle intemperie nel bello e nel cattivo tempo – per dipingerci sopra!”. Comprarne di nuovi sarebbe costato meno, ma per l’artista non sarebbe stata la stessa cosa, non avrebbero contenuto i segni, le contraddizioni e le cicatrici della città, che sono poi anche le sue. Dolore e gioia, convalescenze e rinascita, nuovi collegamenti, vecchi giacimenti privi di nuova vita. “Ciò che preme di più a Marranchino è fissare l’attimo in quanto sensazione e mistero, come se l’artista, con le sue pennellate veloci, intendesse lasciare nella memoria i segni indelebili di un vissuto, di una gioia o di una sofferenza. Quasi un diario cittadino dove l’immagine resta a testimoniare sacre memorie di spazio” (Mimmo di Marzio). I lavori su lamiera, tela e teloni hanno permesso di ottenere un risultato d’impatto e significato ancora più forte ed incisivo. Nascono nuove opere intrise di segni, dinamicità e colore: tre elementi cardine nella sua produzione artistica. Sovente, nelle opere di Marranchino, si intravede una luce in fondo alla via, verso l’orizzonte visibile dall’auto in corsa in cui siamo seduti: come se il Bello dovesse ancora venire, laggiù, oltre quei palazzi.

Isabella Cairoli

Domenico Marranchino è nato a Roccanova (Potenza) nel 1955. All’età di diciassette anni si trasferisce a Milano, dove inizia a coltivare la propria sensibilità artistica e a sperimentare tecniche e materiali aiutato anche dalla propria attività professionale di decoratore. Comincia a esporre in mostre personali e collettive, ma la svolta determinante avviene nel 2007: nel giro di pochi anni, l’artista rivoluziona la sua esistenza (l’incipit è stato una grave malattia alle corde vocali) orientando tutte le sue energie creative verso un impegno artistico che si tramuterà in una vera catarsi spirituale. Una seconda vita è cominciata molto più libera della prima che oggi ha dato prova di pittura figurale intensa, espressiva ed esistenziale: un’energia vitale sopita per troppo tempo.
Nel 2011 l’incontro con Fritz Hansen, a seguito del quale l’artista realizza l’opera “Aspettando l’Expo”; 30 oli su sedia del designer scandinavo Arne Jacobsen.


Domenico Marranchino “Composita Solvantur”
Dal
21 dicembre al 23 dicembre 2017
Fondazione Maimeri
M. 348 2253405 - silvia.basta@fondazionemaimeri.it - www.fondazionemaimeri.it
In collaborazione con: Antonio Miniaci
www.miartgallery.it/marranchino - domenico.marranchino@fastwebnet.it

M.A.C. Musica Arte Cultura
Piazza Tito Lucrezio Caro 1
Milano

 
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