SiteLock

Gualtiero Marchesi (Milano, 19 marzo 1930 – Milano, 26 dicembre 2017)

Gualtiero Marchesi (Milano, 19 marzo 1930 - Milano, 26 dicembre 2017)
Un'altra persona che ci mancherà. Gentile, un piacere sempre incontrarlo, parlargli... amante dell'arte e non solo... Un rimpianto il cd con le sue tante foto che non sono riuscito a dargli per tempo e che gli avevo promesso... Questo 2017 è stato un anno di tanti incredibili addii. Sic!


Per chi desiderasse portare un ultimo saluto a Gualtiero Marchesi
il Comune di Milano ha messo a disposizione 
il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro 2
giovedì 28 dicembre, dalle 10 alle 20
e venerdì 29 dicembre, dalle 9 alle 10
.I​ funerali si terranno venerdì 29 dicembre alle ore 11 
nella Chiesa Santa Maria del Suffragio a Milano.
Marchesi riposerà accanto ad Antonietta e ai suoi cari
nel cimitero di San Zenone Po.
 
N​on fiori ma sostegno alla Fondazione Gualtiero Marchesi
Banca Prossima, Filiale 5000, Milano 
IBAN IT63M0335901600100000011633  
 

"L'esempio è la più alta forma di insegnamento."

"Se è vero che il futuro dipende da ognuno di noi, allora il futuro è già. 
L’unico modo per intravederne le mosse è di fare un passo indietro. 
Nel caso della cucina, un passo indietro fino alle radici dei nostri sapori. 
Guardarsi in casa, ricordare, perché un presente senza memoria è pericoloso. 
Chi ricorda sa e allora può attualizzare un piatto, renderlo moderno senza tradirne lo spirito. 
Non sopporto chi ingolfa le ricette con una quantità inverosimile di ingredienti, possibilmente molto cari.
È chiaro che, rispetto ai bisogni e ai gusti di cinquant’anni fa, andiamo verso una maggiore semplicità da cui dipende l’attrazione dei giovani verso le cucine orientali.
Naturalmente, c’è anche il rovescio della medaglia, quando si scivola dalla semplicità all’omologazione.
Per questo mi interessa conoscere cosa mangiano i giovanissimi, ripartendo da lì, da una diversità spesso negata.
Non esiste, a mio giudizio, una cucina alta o bassa, ma una cucina che, a qualsiasi livello, 
si divide salomonicamente in cucina buono o cattiva. 
Anche un panino sa essere pessimo, oppure dirti qualcosa, al di là dell’immediato soddisfacimento della fame.
Qualche giorno fa, ho visto in via Madonnina, a Milano, una testa scolpita così essenziale che oltre non si poteva andare.
Un esempio di purezza, dove non c’è più margine per modificare. Che bello! 
Quando provi questa emozione significa che nella semplicità affiora anche una parte di invisibile.
Significa che il diversamente buono e il diversamente bello hanno, per un attimo, trovato la forma in cui esprimersi.
Per i cuochi, quelli veri, la materia è il fine e il mezzo della loro arte.
Nella materia è già suggerita la composizione.
Penso di essere un buon maestro, visto i risultati ottenuti dai miei discepoli.
Per insegnare non bisogna avere segreti e incontrare qualcuno che si ponga continuamente delle domande.
Intanto, abbiamo gettato le basi di un’Accademia che rappresenterà la parte propulsiva della Fondazione Gualtiero Marchesi, e in quell’ambito vorrei coinvolgere tutti i miei discepoli.
Una bella compagnia di cervelli, per non parlare dei caratteri."


"Gli artisti sono stati clienti e amici di una Milano giovanile. Già nel locale dei miei genitori passavano regolarmente Monicelli, Fontana, Visconti, Testori… E sicuramente la conoscenza di Calvi, Manzoni, Baj, Tadini, Spoldi, Hsiao Chin, Del Pezzo, D’Orazio, Scalvini e tanti altri, ha contribuito a formare il mio personale immaginario. Ripensando al piacere che mi dava la musica e al lavoro del cuoco, mi sono reso conto che il nesso che li accomuna riguarda la durata, dal momento che un brano e un piatto vivono solo attraverso la loro esecuzione. Una grandezza, ma anche, se vogliamo, un limite. Da questa considerazione e per ritrovarne l’aspetto materico, è scattata l’idea di rendere omaggio ai quadri di alcuni pittori, quelli che più amo. Non li definirei degli esercizi estetici, ma il tentativo di mostrare che la cucina è uno dei linguaggi possibili e che, in certi casi, ha la forza e le 
prerogative del linguaggio artistico."
 

     Gualtiero Marchesi

Da IL SAPORE DELL’ESTETICA
Conversazione tra Gillo Dorfles  e Gualtiero Marchesi , con Aldo Colonetti in regia

- Aldo ColonettiCosa vuol dire difetto per te, Gualtiero? Difetto nel significato che dice Gillo, cioè che ogni cucina è espressione di una realtà individuale relativa e dunque per sua natura portatrice di pregi ed errori?
- Gualtiero Marchesi: Esatto, perché naturalmente poi l’uomo ci mette del suo e finisce col rovinare tutto. Recentemente sulla copertina della pagina de La Lettura del Corriere della Sera ho pubblicato un’immagine provocatoria: ho impiattato due tranci d’orata al vapore. Punto. Senza null’altro. A voler dire che la materia prima va non solo rispettata ma ha già in sé tutto il suo gusto.
- Gillo Dorfles: In fondo, in un certo senso, la cucina è un’anti-natura perché, contrariamente a quello che si pensa è sempre artificiale. Quindi, direi che l’uomo appena ha potuto non si è più servito degli elementi naturali ma ha pensato di alterarli.
- Gualtiero Marchesi… con questa interpretazione sono tornato alla purezza della materia e in mezzo a questo piatto ci sono due tranci di pesce, semplicemente cotti senza niente, senza nemmeno il sale. Perché tu mangi la natura, il pezzo di pesce, come puoi mangiare un pezzo di carne, una verdura; la consumi per il suo sapore, per quello che può e sa darti, senza metterci condimenti o elementi che la alterino. Noi invece siamo abituati a salare, a mettere olio, a mettere di tutto, ma i prodotti sono buoni così come sono...

Da PAROLE a cura di Nicola Dal Falco

La seppia con il suo nero è come dire l’ostrica con la sua perla, la chiocciola con il suo guscio: ciò che vedi e ciò che si nasconde. Una metafora bella e pronta della vita, facile da vivere e misteriosa da capire. Per Marchesi, servì anche a liberarsi dall’influenza francese, da delle petulanti foglioline di cerfoglio.
La seppia al nero rappresenta quanto e più di altri piatti lo stupore e la dedizione nei confronti delle materia al punto che non c’è quasi aneddoto nel raccontarne la nascita.
"Avevo tra le mani una seppia così bella - dice il maestro - e potrei aggiungere perfetta , che ho pensato solo a come mostrarla. Ho preso, allora, la vescica con l’inchiostro e l’ho svuotata, diluendo il nero con l’acqua e legandolo con un po’ di burro in modo che acquistasse il giusto grado di sericità. Su questo fondo, ho appoggiato la seppia, cotta in un primo tempo in padella, ma poi, nella versione definitiva, passata al vapore.
Cosa ho fatto? Ho esaltato la natura della seppia, portando alle estreme conseguenze l’idea che la forma, ogni forma, è materia. Quando questo concetto si trasforma in regola, la cucina si semplifica e rischia seriamente di cogliere l’essenza del discorso: come trasformare cioè la natura in cibo senza tradirla". (…)

 

"Il momento è arrivato, Varese ospiterà la mia Fondazione, ideata per coltivare il gusto nei confronti di tutte le arti, partendo dall'alta formazione dei cuochi e coinvolgendo anche i bambini in età prescolare e i giovani. 
Una Fondazione che insegni il bello e il buono, preparando le persone ad aprirsi ad una prospettiva creativa. 
La creatività è qualcosa di diverso rispetto alla maestria. 
Ci sono persone bravissime che non creano né creeranno mai nulla. La questione di fondo è un’altra.
Capire cosa significhi creare, allenando lo spirito a quel salto che distingue, nei momenti di grande libertà, 
una grande esecuzione da un’opera d’arte.
Ringrazio 
il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni,
il sindaco di Varese Attilio Fontana 
e tutti quanti hanno sostenuto e sosterranno il progetto della Fondazione."
 
Gualtiero Marchesi
 
   


Villa Mylius
La Fondazione che porta il nome del maestro dei cuochi, dedicata alle arti visive, alla musica e alla cucina, in chiave formativa avrà la sua sede a Villa Mylius, nell’omonimo parco, al centro della città di Varese.

Gruppo Gualtiero Marchesi
info@marchesi.it - Tel. +39 02 36706660
Relazioni con la stampa: sara.vitali@cinquesensi.it - Tel. +39 3356347230
 
Print Friendly, PDF & Email
(Visited 24 times, 1 visits today)
Condividi su:

I commenti sono chiusi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi