SiteLock

Emilio Isgrò, Fondamenta per un’arte civile, Triennale, Milano, 18 novembre 2017



Emilio Isgrò ha donato assieme allo sponsor Henraux alla città di Milano. Il Seme dell'Altissimo svettava all'ingresso Ovest Triulza di EXPO. Sette metri di marmo pregiato, seme d'arancia ingrandito 1.500.000.000, simbolo della terra siciliana, del Mediterraneo. Destinazione Triennale di Milano.
Ferruccio de Bortoli ha presentato con Emilio Isgrò Autocurriculum, l’atteso romanzo-autobiografia dell’artista pubblicato da Sellerio. L’incontro, introdotto da Salvatore Silvano Nigro, si inserisce nell’ambito di BookCity Milano si è tenuto sabato 18 novembre, nella sala Agorà della Triennale di Milano.
La presentazione dell’Autocurriculum è solo la prima delle iniziative che La Triennale di Milano ha ospitato sabato 18 novembre e che hanno al centro Emilio Isgrò e il suo intenso rapporto con l’arte, la cultura e la vita.
Si è inaugura infatti la mostra I multipli secondo Isgrò, promossa e prodotta da Editalia in partnership con La Triennale. All’inaugurazione presenti Massimo Bray, Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Clarice Pecori Giraldi vicepresidente La Triennale di Milano e il curatore della mostra Marco Bazzini.
L’esposizione raccoglieva e presentava le opere multiple che Isgrò ha realizzato con Editalia, che da oltre sessant’anni è impegnata a promuovere verso il più ampio pubblico le opere moltiplicate dei più grandi artisti contemporanei. Il multiplo in Isgrò non si presenta come un’opera semplicemente ripetuta ma è sempre il prodotto di una grande autonomia creativa e di questa conserva l’effetto nell’artigianalità del manufatto.
Nell’atrio di ingresso de La Triennale, dal 18 al 26 novembre, sono stati esposti in un suggestivo allestimento, le sei serie di lavori, tra cui le recenti cancellature su cartografie Mondoquadro e Mondo di vetro, oltre alle tavole della legge Non uccidere. Inoltre, in occasione di questa esposizione Isgrò ha realizzato una nuova “famiglia” di colorati semi in ceramica, avendo Editalia contribuito, coerentemente con la sua vocazione al sostegno dell’arte, alla nuova e definitiva collocazione de Il Seme dell’Altissimo nello spazio verde antistante La Triennale.



In mattinata si è svolta la cerimonia di presentazione della definitiva collocazione dell’opera Il Seme dell’Altissimo di Emilio Isgrò, che trova casa negli spazi adiacenti alla Triennale di Milano, in viale Emilio Zola nel Parco Sempione.
Sono intervenuti Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran, Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura del Comune di Milano, Clarice Pecori Giraldi, Vicepresidente della Triennale di Milano, Massimo Bray, Direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, Paolo Carli Presidente di Henraux S.p.A. ed Emilio Isgrò.



L’opera è stata realizzata da Henraux S.p.A., azienda leader nell’escavazione e nella lavorazione del marmo, in occasione di Expo 2015 per poi essere donata alla Città di Milano per volere dell’artista e del Presidente di Henraux Paolo Carli.


 

il Seme dell'Altissimo di Emilio Isgrò

Il Seme dell'Altissimo di Emilio Isgrò

"Parlare di un Seme d’arancia, sia pure ingrandito un miliardo e cinquecento milioni di volte, non è facile né per chi lo crea né per il pubblico chiamato a decifrarne il significato. Non si può non pensare, infatti, almeno al primo impatto, a una di quelle manipolazioni genetiche che hanno complicato il soggiorno dell’uomo sulla terra. Solo che la manipolazione, in questo caso, non è della scienza ma dell’arte: la quale, diversamente dalla scienza, ha il dovere, più che il diritto, di vivere d’immaginazione e di arbitrio. Senza nessun rischio per la salute. Anzi è proprio l’arbitrio, la suprema libertà dell’arte, a rendere lecito l’illecito e possibile l’impossibile. E là dove un artista, proprio all’Expo, nel cuore di un’Italia che cambia, osa impiantare un Seme alto sette metri, è assai probabile che prima o poi, là vicino o in un luogo non troppo distante, qualcuno si decida a impiantare una fabbrica di nuovo tipo, un’azienda capace di produrre qualcosa di cui il mondo ha urgente bisogno ma alla quale nessuno aveva pensato..."

Emilio Isgrò


Emilio Isgrò nasce a Barcellona Pozzo di Gotto, il 6 ottobre 1937.
Nel 1956 esordisce con la raccolta di poesie Fiere del Sud (Arturo Schwarz Editore). Nel 1964 realizza le prime cancellature su enciclopedie e libri contribuendo alla nascita e agli sviluppi della poesia visiva e dell'arte concettuale. Nel 1966, in occasione della personale alla Galleria Il Traghetto di Venezia, pubblica Dichiarazione 1, nella quale precisa la sua concezione di poesia come "arte generale del segno". Pubblica il libro di poesie L'età della ginnastica (Mondadori).
Nel 1972 partecipa alla Biennale di Venezia, dove è presente ancora nel 1978, 1986 e 1993. Espone con altri artisti alla mostra Contemporanea (1973), curata da Achille Bonito Oliva e allestita nel parcheggio sotterraneo di Villa Borghese a Roma. L'anno seguente esce L'avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, scrittori, artisti, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini (Il Formichiere), candidato al Premio Strega. Nel 1976 tiene la prima mostra antologica delle sue opere al Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma. Nel 1977 è insignito del primo premio alla XIV Biennale d'Arte di San Paolo del Brasile. Nello stesso anno pubblica con Feltrinelli il romanzo Marta de Rogatiis Johnson. Nel 1979 presenta alla Rotonda della Besana di Milano Chopin, installazione-partitura per 15 pianoforti. Nel 1982, rappresenta Gibella del Martirio e San Rocco legge la lista dei miracoli e degli orrori a Gibellina.
Dall'anno seguente e per tre stagioni consecutive rappresenta l'Orestea di Gibellina, trilogia siciliana, al Festival Internazionale delle Orestiadi. Nel 1985 il Teatro alla Scala gli commissiona l'installazione multimediale La veglia di Bach, realizzata nella chiesa milanese di San Carpoforo. Nel 1986 presenta al Museo civico archeologico di Bologna l'installazione L'ora italiana, in memoria delle vittime della strage alla stazione ferroviaria di Bologna del 2 agosto del 1980. Nel 1989 pubblica il romanzo Polifemo (Mondadori), elaborando nello stesso tempo una nuova Teoria della cancellatura (Galleria Fonte d'Abisso).
Partecipa nel 1992 alla mostra The Artist and the Book in XX Century Italy, organizzata dal Museum of Modern Art (MoMA) di New York. Nel 1994 è presente alla rassegna I libri d'artista italiani del Novecento al Guggenheim Museum di Venezia. Pubblica il romanzo L'asta delle ceneri (Camunia) e torna alla poesia con la raccolta Oratorio dei ladri (Mondadori). Nel 1998 dona al paese natale la scultura Seme d'arancia.
Nel 2001, nel complesso di Santa Maria dello Spasimo a Palermo tiene l'antologica Emilio Isgrò 1964-2000. Con Le api della Torah inizia il "ciclo degli insetti". Nel 2002 pubblica il libro di poesie Brindisi all'amico infame (Aragno), finalista al Premio Strega e vincitore del Premio San Pellegrino. Con il titolo La cancellatura e altre soluzioni (Skira) raccoglie nel 2007 in volume gli scritti pubblicati su quotidiani e riviste come corredo critico-teorico dell'attività creativa. L'anno successivo il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato realizza l'antologica Dichiaro di essere Emilio Isgrò. Nel 2009 espone alle Stelline di Milano. L'anno seguente si tiene a Marsala la mostra Disobbedisco. Sbarco a Marsala e altre Sicilie. In contemporanea si apre Var ve yok presso la Taksim Sanat Galerisi di Istanbul mentre i quattordici Codici ottomani vengono esposti alla Boghossian Foundation di Bruxelles.
Nel maggio 2011 propone l'installazione L'Italia che dorme alla Galleria d'arte moderna di Roma, per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia. Si inaugura all'Università Bocconi di Milano l'opera Cancellazione del debito pubblico. Nel 2012 vengono riallestite a Milano, a Palazzo Reale, le opere Dichiaro di non essere Emilio Isgrò (1971) e L’avventurosa vita di Emilio Isgrò nelle testimonianze di uomini di stato, artisti, scrittori, parlamentari, attori, parenti, familiari, amici, anonimi cittadini (1972); nonché L'ora italiana (1985-1986) alle Gallerie d'Italia. Nel giugno 2013 si tiene la mostra antologia dal titolo Modello Italia alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma. Nel 2014 nella Galleria degli Uffizi entra il suo autoritratto Dichiaro di non essere Emilio Isgrò. A Milano la sua Grande cancellatura per Giovanni Testori viene collocata in Piazza Gino Valle, nel nuovo quartiere Portello.
Nel 2015 crea il Seme dell’Altissimo, una scultura in marmo di 7 metri d’altezza, collocata all'interno dell'Expo di Milano.


La Triennale di Milano Comunicazione Istituzionale e Relazioni Media: Micol Biassoni - T. 02-72434247 - press@triennale.org

Il Seme dell'Altissimo
di Emilio Isgrò
Viale Emilio Zola

Triennale di Milano 
Viale Alemagna 6 
20121 Milano 
T. +39 02 724341 
www.triennale.org

Print Friendly, PDF & Email
(Visited 89 times, 1 visits today)
Condividi su:

I commenti sono chiusi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi