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James Nachtwey. Memoria, Palazzo Reale, Milano, dal 1/12/2017

Ho voluto diventare un fotografo per essere un fotografo di guerra. Ma ero guidato dalla convinzione che una fotografia che riveli il volto vero della guerra sia quasi per definizione una fotografia contro la guerra.

James Nachtwey


 […] dovremmo smettere di definirlo un “fotografo di guerra”.
Bisogna vedere in lui un uomo di pace, uno che per desiderio di pace va in guerra e si espone…per creare la pace, partendo da un odio sconfinato per la guerra e da un amore sconfinato per gli esseri umani.

Wim Wenders (Laudatio per J. Nachtwey, Dresda, 2012)


Memoria si intitola la mostra la mostra di James Nachtwey a Palazzo Reale di Milano.
Memoria per indicare il percorso di testimonianza fotografica che James Nachtwey ha colto in quarant'anni nei suoi tanti reportage nel mondo. Sono duecento immagini che raccontano quello che abbiamo visto dalle finestre del nostro condominio mondo. Le abbiamo visto attraverso i suoi occhi nel tempo, ma altrettante scorrono davanti a noi tutti i giorni dai media, in una escalation parossistica. Sono immagini di una pulizia formale assoluta che in diciassette sezioni raccontano la storia quotidiana del pianeta. Diciassete finestre che si aprono sulla quotidianità di quello che produce l'uomo sulla terra, sì l'uomo, in tutti i continenti: Fatti di guerra, Balcani e Cecenia, Romania, Fame, Rwanda, 11 settembre, Afganistan, Iraq, Sudafrica, Disastri naturali, Inquinamento in Est Europa, La casta degli Intoccabili in India, Indonesia, Droga, Agente Arancio, Crimine e Punizione in USA, AIDS, Esodo.
"Sono stato testimone. Ho dato conto della condizione delle donne e degli uomini che hanno perso tutto, le loro case, le loro famiglie, le loro braccia e le loro gambe, la loro ragione. E, al di là e nonostante tutte queste sofferenze, ciascun sopravvissuto possiede ancora l'irriducibile dignità che è propria di ogni essere umano. Le mie fotografie sono la mia testimonianza."
Alla Triennale, sempre a Milano, è presente Black Light, White Light l'istallazione di Michel Comte che ci proietta nello scioglimento dei ghiacciai, mentre nella sua mostra al MAXXI scorrono le sue immagini sulla distruzione del Pianeta. Sempre immagini del nostro condominio mondo.
La mostra di NachtCarica filewey prevede, dopo questa prima mondiale, di proseguire in altre prestigiose sedi del pianeta. Testimonianza per prendere coscienza di quello che ci appartiene come abitanti del condominio mondo. Ma perchè tutto ciò non faccia parte solo della memoria e della compassione fugace, bisogna che ognuno cominci a far pulizia nel suo condominio mondo, consci che le leve del potere sono in mano alla politica e al potere economico, che non esprimono purtroppo, in questo secolo, che interessi personali o di bottega. Mancano leader a livello mondiale, eccetto Papa Francesco e il Dalai Lama che della Compassione (cum patior - soffro con), della Comprensione (comprehensio da cum-prehendo - prendo con), della Tolleranza, della Pace, della Guarigione e della Dignità hanno fatto la loro missione, ma loro sono leader spirituali. Ripuliamo il condominio mondo se vogliamo che questo mondo umano non sia giunto al suo termine.

Ma tornando alla mostra - che è allestita benissimo, con una luce dedicata ad ogni singola immagine - dall’1 dicembre 2017 al 4 marzo 2018  James Nachtwey. Memoria è esposta a Palazzo Reale di Milano. L’attesissima esposizione del pluripremiato fotografo americano, considerato universalmente l’erede di Robert Capa, è la prima tappa internazionale di un tour nei più importanti musei di tutto il mondo. La mostra propone una imponente riflessione individuale e collettiva sul tema della guerra. Curata da Roberto Koch e dallo stesso James Nachtwey, Memoria rappresenta una produzione originale e la più grande retrospettiva mai concepita sul suo lavoro. Promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale, Civita, Contrasto e GAmm Giunti, la mostra ha come Digital Imaging Partner Canon ed è realizzata con il supporto di Fondazione Cariplo e Fondazione Forma per la Fotografia. Organizzate in diciassette sezioni, le duecento immagini esposte nelle diverse sale propongono al visitatore un’ampia selezione dei reportage più significativi di James Nachtwey. Memoria raccoglie gli scatti con cui il fotografo racconta la crudezza della guerra, la violenza del terrorismo, lo sguardo vuoto della disperazione.
Il contrasto tra la bellezza delle immagini scattate da James Nachtwey e l’orrore dei soggetti delle sue foto stride quasi rumorosamente nella percezione degli spettatori. - ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno - Ma è proprio in questo modo che la guerra riesce a manifestare a coloro che non la vivono sulla propria pelle i suoi effetti perversi e suicidi, quale che sia la posizione di chi la osserva. Per questo il lavoro di Nachtwey non è solo la ragione di una bellissima mostra d’arte, ma anche la rappresentazione grafica di un impegno di civiltà, di un impegno per la pace”.
Pluripremiato in vari contesti, non solo di fotografia, e considerato universalmente l’erede di Robert Capa, con tensione morale e con impegno civile James Nachtwey ha dedicato la sua vita a raccontare la condizione umana nei suoi momenti più estremi: quando è sul punto di trasformarsi in un inferno. È l’epico testimone delle crudezze della guerra, di cui le fotografie esposte a Palazzo Reale sono una testimonianza diretta. Memoria è una mostra che presenta il lavoro del più importante reporter di questi decenni, nelle cui fotografie luce e tenebra si alternano in una danza quasi infinita. Nachtwey è un osservatore di eccezione del mondo contemporaneo, il nostro più acuto testimone.
Da sempre Nachtwey fotografa il dolore, l’ingiustizia, la violenza, la morte. E per rimanere a contatto con la parte più sofferente e sola del mondo, ha scelto di utilizzare la via della bellezza e della compiutezza formale. Proprio perché la straordinaria bellezza delle sue fotografie è uno strumento di lotta, un gesto di compassione di fronte a scene come in Bosnia, a Mostar, dove in una camera da letto un cecchino spara dalla finestra. Oppure quando realizza i reportage sugli effetti della carestia in Darfur, o sulla tubercolosi o sui danni causati dall’Agente arancio in Vietnam. Tra le sue immagini più iconiche troviamo anche un sopravvissuto a un campo di concentramento Hutu in Ruanda con una cicatrice sul volto in primo piano, ma anche la Seconda Intifada in Cisgiordania vissuta in prima linea. Nachtwey dà un volto alla guerra da 40 anni, mostrando cosa accade alle persone che la vivono sulla propria pelle. Quella guerra che l’11 settembre è arrivata anche “a casa”, negli USA, con l’attacco alle Torri Gemelle e con la guerra successiva in Iraq e in Afghanistan. Nelle immagini di Nachtwey a parlare è l’umanità ferita dalla violenza, devastata dalla malattia, dalla fame, dalla natura che insorge contro la pretesa di controllo dell’uomo.
La mostra è accompagnata da un libro pubblicato da Contrasto e Giunti.

 

James Nachtwey ha dedicato tutta la sua carriera di fotografo, cominciata nel 1981, alla documentazione di guerre e importanti questioni sociali. Spinto dalla profonda convinzione che la sensibilizzazione del grande pubblico sia un elemento essenziale nel processo di cambiamento e che le fotografie di guerra diffuse attraverso i mass media possano rappresentare una forma di intervento in favore della pace, Nachtwey ha realizzato reportage di guerra in tutto il mondo. In Europa, ha documentato la dissoluzione dell’ex-Jugoslavia, la guerra in Cecenia e i disordini civili in Irlanda del Nord. In Africa, ha fotografato il genocidio in Ruanda, la carestia come arma di distruzione di massa in Somalia e in Sudan e la lotta di liberazione dall’apartheid in Sudafrica. Ha documentato le guerre civili che hanno funestato l’America Centrale negli anni Ottanta – da El Salvador al Nicaragua, al Guatemala – così come l’invasione statunitense di Panama. In Medio Oriente ha coperto il conflitto israelo-palestinese per più di venti anni, le guerre civili in Libano e, più recentemente, la guerra in Iraq, dove è rimasto ferito dall’esplosione di una granata. Ha cominciato a lavorare in Afghanistan negli anni Ottanta, fotografando la resistenza all’occupazione sovietica – seguita dalla guerra civile afghana – e l’offensiva contro i Talebani del 2001. Nel 2010 ha documentato l’attacco militare statunitense nella provincia dell’Helmand. In Asia ha seguito anche i gruppi di guerriglieri in Sri Lanka e nelle Filippine, oltre alla dura repressione militare contro i manifestanti di Bangkok, nel 2010. Negli ultimi tempi ha documentato la crisi dei rifugiati in Europa, il terremoto in Nepal e le esecuzioni extragiudiziali nel corso della “guerra alla droga” nelle Filippine.
Nachtwey ha seguito in tutto il mondo e con la stessa dedizione questioni con un forte impatto sociale. La condizione degli senzatetto, la tossicodipendenza, la povertà, il crimine, l’inquinamento industriale sono solo alcune delle tematiche che ha approfondito. Dal 2000 è impegnato in un progetto di documentazione di problemi sanitari di portata globale nei paesi in via di sviluppo e ha avuto modo di constatare come le malattie infettive abbiano effetti devastanti e mietano più vittime delle guerre. Nel 2007 ha ricevuto un TED Price, in seguito al quale ha realizzato una campagna di sensibilizzazione globale sulla tubercolosi, convinto che la coscienza collettiva possa aiutare a trovare finanziamenti, mobilitare i donatori e spronare le classi politiche.
Nachtwey è stato insignito di numerosi premi sia per il lavoro giornalistico sia per gli importanti contributi artistici e umanitari. Nel 2001 ha ricevuto il Common Wealth Award, nel 2003 il Dan David Prize e nel 2007 l’Heinz Family Foundation Award. Nel 2012 gli è stato conferito il Premio Dresda per la sua attività in favore della pace nel mondo e nel 2016 il Premio Principessa delle Asturie.
Inoltre ha ricevuto cinque Robert Capa Gold Medal, per le eccezionali doti di coraggio e intraprendenza dimostrate sul lavoro, ed è stato nominato otto volte Magazine Photographer of the Year. Ha vinto due volte il premio principale assegnato dalla World Press Photo Foundation, tre Infinity Award nella categoria Fotogiornalismo, due Bayeaux Award per corrispondenti di guerra e due Leica Award. L’Overseas Press Club, TIME Inc. e l’American Society of Magazine Editors gli hanno attribuito il premio alla carriera e ha anche ricevuto l’Henry Luce Award, il Leipzig Foundation Award per la promozione della libertà di stampa e il Dr. Jean Mayer Global Citizenship Award.
James Nachtwey è autore dei volumi Deeds of War e Inferno. Nel 2001 il documentario War Photographer, incentrato sulla sua vita e sulla sua opera, è stato candidato agli Academy Awards.
Alcune delle fotografie di Nachtwey sono entrate a far parte delle collezioni permanenti del Museum of Modern Art, del Whitney Museum of American Art, del San Francisco Museum of Modern Art, del Boston Museum of Fine Arts, della Bibliothèque nationale de France, del Centre Pompidou e del Getty Museum, tra gli altri, e le sue opere sono state esposte in numerose personali in tutto il mondo.
James Nachtwey è stato inoltre invitato a parlare del suo lavoro a molti eventi internazionali, tra cui il TED, la Bill and Melinda Gates Foundation Grand Challenge Conference, il Pacific Health Summit, la Conferenza Globale sulla Tubercolosi di Rio de Janeiro, il meeting annuale della Young Presidents Organization, a Sidney, e il Giorno della Pace promosso nel 2011 dall’Comitato Olimpico Internazionale.
Nachtwey ha ricevuto quattro lauree ad honorem da alcune università statunitensi, tra cui il Dartmouth College, che ha recentemente acquisito l’archivio completo delle sue opere.
Membro della Royal Photographic Society.


James Nachtwey. Memoria
Dal
30/11/2017  al 04/03/2018

Curatori: Roberto Koch, James Nachtwey
Enti Promotori: Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale, Civita, Contrasto, GAmm Giunti
Patrocini
: Promossa e prodotta dal Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale, Civita, Contrasto e GAmm Giunti, la mostra ha come Digital Imaging Partner Canon ed è realizzata con il supporto di Fondazione Cariplo e Fondazione Forma per la Fotografia
Digital Imaging Partner: Canon

Con il contributo di: Fondazione Cariplo – Fondazione Forma per la Fotografia
Orari: lunedì 14:30 - 19:30; martedì, mercoledì, venerdì, domenica 09:30 - 19:30
giovedì e sabato 09:30 - 22:30; Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Festività: giovedì 7 dicembre: 9.30 – 22.30. Venerdì 8 dicembre: 9.30 – 19.30. Domenica 24 dicembre: 9.30 -14.30. Lunedì 25 dicembre: 14.30 – 18.30. Martedì 26 dicembre: 9.30 – 19.30. Domenica 31 dicembre: 9.30 - 14.30. Lunedì 1 gennaio 14.30 – 19.30. Sabato 6 gennaio 9.30 – 22.30

Biglietti: intero € 12, ridotto € 10/8/6, gratuito minori di 6 anni, guide turistiche abilitate con tesserino di riconoscimento, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore per disabile che presenti necessità, giornalisti accreditati dall'Ufficio Stampa del Comune o dall'ufficio stampa della mostra, dipendenti della Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Milano, tesserati ICOM
Informazioni: Tel. +39 02 88445181 -  c.mostre@comune.milano.it  mostre@civita.it-  http://www.palazzorealemilano.it/
Prenotazioni: + 39 199151121
Uffici stampa:
Contrasto: Valentina Notarberardino - 366 6678862 e Laura Bianconi - 3357854609
CLP: Anna Defrancesco - Giada Gaudio - giada.gaudio@clponline.it
GAmm Giunti: 02 36755700
Civita: Ombretta Roverselli - 02 43353527
Comune di Milano: Elena Maria Conenna
- elenamaria.conenna@comune.milano.it
Catalogo: CONTRASTO

Palazzo RealeGianni Marussi, Artdirectory Marussi, artdirectory-marussi.it
Piazza Duomo 12
20122 Milano
Tel. 02 54915 - www.palazzorealemilano.it

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