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La guerra dei Roses, Ambra Angiolini e Matteo Cremon, Teatro Manzoni, Milano, dal 9 novembre

VALERIO SANTORO per LA PIRANDELLIANA
in coproduzione con GOLDENART PRODUCTION e ARTISTI RIUNITI

presenta

AMBRA ANGIOLINI
MATTEO CREMON

in

LA GUERRA DEI ROSES
di Warren Adler
traduzione di: Antonia Brancati e Enrico Luttmann

con
Massimo Cagnina e Emanuela Guaiana

Regia: FILIPPO DINI

Scenografie: Laura Benzi; Costumi: Alessandro Lai; Luci: Pasquale Mari; Musiche: Arturo Annecchino

La guerra dei Roses” è prima di tutto il titolo di un romanzo del 1981 e poi otto anni più tardi diventa un enorme successo cinematografico per la regia di Danny De Vito. L’autore del romanzo, Warren Adler, scrive anche il soggetto del film e in seguito deciderà di adattare questa vicenda anche per il teatro, creando una commedia straordinaria, raffinata e caotica al tempo stesso, comica e crudele, ridicola e folle, trovando forse in teatro la sua dimensione ideale, per la sua potenza espressiva e la sua dimensione terribilmente onirica.
La storia, nota ormai a tutti, grazie alla fama della pellicola cinematografica, e alla notorietà oltre che alla splendida affinità interpretativa dei suoi protagonisti (Michael Douglas e Kathleen Turner), narra della lenta e terribile separazione tra i coniugi Rose, lui ricco e ambizioso uomo d’affari, tronfio della sua fortunatissima carriera, lei una moglie obbediente, ma mai dimessa, che lo ha accompagnato nella sua brillante ascesa, con amore, stima profonda e un pizzico di fascinazione per le piccole o grandi comodità, che la loro vita quotidiana andava conquistandosi.
Tutto questo avviene, come ci è lasciato intuire dalle prime scene, in un’atmosfera di profondo amore, di sincera passione, all’interno di una cornice rosa e perfetta, lontani dal sospetto, appunto inesistente tra i Rose, di un qualsivoglia senso di raggiro o personale tornaconto, la dinamica del loro vivere insieme pare (ed è!) motivata soltanto dal reciproco amore. Ma ad un tratto, poco dopo l’inizio della nostra commedia, tutto questo si rompe, si infrange contro lo scoglio della mancata realizzazione professionale di lei.
Tutta la loro vita passata insieme, viene da lei completamente riscritta e reinterpretata, la sua maturata presa di coscienza la rafforza e la sprona, con una ferocia degna di una grande eroina, a scagliarsi sul suo amato, ora il responsabile della sua mancata affermazione, in un crescendo di cattiveria, rabbia e reciproche atrocità, fino alle estreme conseguenze.

foto di Bepi Caroli

La grandezza dell’amore si esprime in questa commedia attraverso la sua fine.
Adler ci pone di fronte ad una delle più potenti e straordinarie deflagrazione umane: la separazione di un uomo e una donna che hanno condiviso un grande amore.
Non c’è al mondo espressione più sconvolgente della potenza dell’essere umano, non a caso il titolo la paragona ad una guerra, e non solo, ad una delle più sanguinose guerre della storia inglese, una guerra nata in casa appunto, la guerra tra due rami della stessa famiglia, la guerra delle due rose.
La messa in scena racconta appunto di una guerra, due schieramenti, e volutamente si è scelto di affidare tutti i personaggi a solo quattro interpreti, due uomini e due donne, in campo a combattere per la propria legittimità su questo pianeta.
Il signor Rose e la signora Rose e i loro doppi, che interpretano i loro rispettivi avvocati e altri personaggi nei quali si imbattono i protagonisti, come in un sogno che non avrà un lieto fine, ci divertiranno fino alle lacrime per la loro comicità e ci turberanno nel profondo, poiché sveleranno in modo più o meno consapevole i nostri intimi fallimenti nel comprendere l’altro, l’opposto, all’interno di noi stessi.
La vera guerra, forse assai più sanguinosa si svolgerà dentro di noi, nel percepire vittime e carnefici all’interno delle nostre irrisolte metà, rintanate nelle viscere delle nostre coscienze.
Adler ci aiuta, con un sorriso, ad affrontare questa guerra, con coraggio e con leggerezza.
E forse ci permetterà, quindi, di tendere una mano all’altro, per invitarci a uscire da quella casa e andare incontro ad un esterno, ad un futuro nel quale l’uomo, prima ancora della donna, tornerà ad essere in grado di capire, accettare, dialogare con la sua intima femminilità offesa e deturpata spesso in ognuno di noi.

Filippo Dini

foto di Bepi Caroli

MANZONI PROSA
La guerra dei Roses
Dal
9 al 26 novembre 2017
Orari
: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30

Biglietti: Poltronissima Prestige € 35,00 - Poltronissima € 32,00 - Poltrona € 23,00 - Poltronissima under 26 € 15,00
Biglietteria
prevendita telefonica: numero verde 800 914 350 (Attivo da rete fissa, in orari di cassa); informazioni: telefono 02 7636901 - cassa@teatromanzoni.it - dal lunedì al sabato: 10.00 - 19.00 - La biglietteria è aperta anche 45 minuti prima di ogni spettacolo
Call Center: 02 00634555 - Attivo tutti i giorni dalle 10.00 alle 21.00; per informazioni e prevendita telefonica con pagamento con carta di credito e ritiro lasera stessa presso la biglietteria del Teatro
Onlinewww.ticketone.it - Punti vendita oltre 700 in tutta Italia - Call center 892 101
Ufficio StampaManola Sansalone - stampa@teatromanzoni.it  Tel. 
02 763690630 - M. 338 9306431

Teatro Manzoni
Via Manzoni 42
20121 Milano 
Tel. 02 7636901 - Fax 02 76005471 - www.teatromanzoni.it 

 

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