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Michel Comte: Black Light, White Light, Triennale di Milano, 28/11/2017

“Quando mio nonno (il primo aviatore svizzero) Alfred Comte attraversò le Alpi nel 1914 per la prima volta, ritornò con immagini incredibili di maestosi ghiacciai: gigantesche masse bianche coprivano quasi per intero le catene montuose. Quasi un secolo più tardi, ho scalato molte vette e mi sono reso conto del rapido scioglimento dei nostri ghiacciai e delle calotte glaciali globali. Per tre decenni sono quindi tornato negli stessi luoghi e ho scattato molte immagini da elicotteri aperti, scivolando tra le nuvole, o semplicemente arrampicando e testimoniando la scomparsa delle calotte glaciali e dei ghiacciai del mondo."

Michel Comte

Michel Comte, © Gianni Marussi, 28/11/2017

 

La grande installazione di Michel Comte: Black Light, White Light rivela la forza ispiratrice della natura e della bellezza. Dopo l’inaugurazione di Light al MAXXI di Roma il 14 novembre l’artista svela alla Triennale di Milano Black Light, White Light una nuova grande installazione, seconda tappa di un percorso espositivo che esplora l'impatto del declino ambientale sui ghiacciai e sui paesaggi glaciali del mondo.
Con il suo studio dei paesaggi naturali attraverso sculture su larga scala, fotografie, video installazioni e proiezioni, Michel Comte mette in evidenza il rapido processo di cambiamento del clima, l’innalzamento dei livelli degli oceani e la progressiva riduzione
delle superfici dei ghiacciai, essenziali per la nostra sopravvivenza su questo pianeta.
Due mostre fanno parte di questa straordinaria presentazione: Light a Roma presso il MAXXI dal 14 novembre al 10 dicembre 2017 e Black Light, White Light alla Triennale di Milano dal 28 novembre al 1 gennaio 2018.

Il lavoro di Comte nasce dalla sua ultradecennale passione per l'arrampicata e l'aviazione,
che gli ha offerto l'opportunità di osservare e rappresentare paesaggi glaciali in tutto il mondo.
L'installazione alla Triennale di Milano invita i visitatori in un mondo silenzioso e luminoso dove è possibile apprezzare la preziosa energia che il pianeta Terra - insieme all'umanità - può produrre. In questa seconda tappa del percorso espositivo, l'artista prevede che sia possibile immaginare come le traiettorie possano essere definite; che il nostro destino non sia semplicemente scritto nelle stelle.

Black Light, White Light rivela come il potere della natura e della bellezza ci può ispirare per creare un mondo migliore.
Siamo al punto di svolta, e grazie alle nuove tecnologie e alla conoscenza di oggi abbiamo la possibilità di intraprendere un reale cambiamento verso il meglio.” - sottolinea l’artista Michel Comte - “I visionari hanno dimostrato ciò che un uomo con una vera convinzione e un piano d’azione sia in grado di raggiungere. La nostra visione deve essere chiaramente orientata verso la luce. Con Light, voglio sottolineare che noi abbiamo il potere di creare un futuro migliore e più pulito… Questo progetto dimostra il rapido processo di cambiamento climatico e di innalzamento del livello degli oceani, associato alla riduzione delle superfici glaciali, essenziali per la nostra sopravvivenza”.
Light e Black Light, White Light sono le prime tappe di un percorso espositivo che si articolerà in diversi luoghi nel mondo tra il 2017 e il 2018. Non si tratta soltanto della presentazione di una raffinata serie di opere, ogni tappa ha l’ambizione di agire come richiamo alla realtà e alla verità, come dichiarazione politica e chiamata alle armi. 
Black Light, White Light presenta con grande potenza l’effetto del cambiamento climatico sugli habitat glaciali del pianeta. Per questo il WWF Italia ha deciso di sposare questo progetto accompagnandolo con una serie di attività di sensibilizzazione sul tema del climate-change, in parallelo alla campagna “Planet is Calling”, che punta a rendere consapevole il grande pubblico sulla necessità di rispondere con azioni concrete ai forti segnali che il Pianeta ci ha lanciato nel corso del 2017.

Il 28 novembre 2017, la Triennale di Milano apre la seconda parte del progetto Light.
L'aspetto di questa installazione deriva da una lunga storia personale di esplorazione del globo e di osservazione delle gigantesche superfici dei ghiacciai.
Noi siamo ora a un punto di non ritorno, abbiamo la possibilità con le nuove tecnologie e la nostra conoscenza di intraprendere un reale cambiamento verso un futuro migliore. Black Light, White Light, con un linguaggio molto semplice ma concettuale, ci mostra il potere della natura e della bellezza che ci dovrebbe guidare verso un pianeta più pulito. Elon Musk ha dimostrato ciò che un uomo con una vera convinzione e un piano d’azione sia in grado di raggiungere. L'energia pulita e i nuovi modi per costruire le città possono darci vite migliori e aria pulita da respirare.
L'arte contemporanea ci offre la libertà e il potere di parlare concretamente di questi temi e la seconda parte di Light mostra che possiamo cambiare direzione.
L'installazione in Triennale ci porta in un mondo silenzioso, dove tutti dovrebbero sentire quanto sia importante valorizzare l'energia preziosa che la Terra, insieme agli uomini, può produrre.
Qualcosa che si libra nell’aria potrebbe cambiare la nostra vita e la nostra visione deve essere chiaramente diretta verso la luce. Ciò che la NASA ha scoperto fin dalla fine degli
anni '50 sta ora guidando la nostra strada verso il futuro.

Michel Comte
Water is the oil of future”, 1975 at Club of Rome

Michel Comte, Light, 2017, AialikGlacier

WWF 2017, ANNO HORRIBILIS PER IL PIANETA

Uragani, incendi, sbiancamento coralli, ondate di calore, isole di plastica. Nell'Album del WWF  i 7 segnali lanciati dalla Terra.
Parte oggi la Campagna “Planet is Calling” per rispondere al grido del Pianeta con azioni immediate e concrete
E la sede WWF si  veste con un messaggio per il Pianeta 

Acceleratore dei fenomeni: i cambiamenti climatici, di cui si discute in questi giorni alla COP23 di Bonn.
Nel 2017 abbiamo visto un brutto film e a raccontarcelo è stato il nostro Pianeta. Abbiamo assistito ad un Anno horribilis a giudicare dalle immagini che ci ha mostrato: uragani e alluvioni, riduzione delle banchise polari e dei ghiacciai, moria di barriere coralline per i fenomeni di sbiancamento, si sono succeduti in tante parti del mondo e con un’intensificazione dei fenomeni accelerata, presenza pervasiva delle plastiche nei mari e negli oceani, continuo degrado di ambienti naturali straordinariamente importanti, come le foreste, perdita continua di specie viventi, segnali sempre più evidenti di una sesta “estinzione di massa” dovuta all’intervento umano, siccità , con ondate di calore che hanno innescato più facilmente anche incendi persino in regioni remote come Siberia e Groenlandia. Non ultimo, l’incremento delle ondate di flussi migratori dai paesi più poveri, a dimostrazione del forte legame tra crisi degli habitat e crisi umanitaria.  
Per rispondere all’SOS del Pianeta il WWF ha lanciato oggi la sua iniziativa “Planet is Calling” come prima fase della sua Campagna di Natale “WWF is Calling”. Questa mattina la sede WWF di Roma si è vestita del messaggio per il Pianeta con uno striscione che resterà  visibile fino a fine anno e inaugurato con alcuni degli Ambassador dell’Associazione: Michele Carpente, Elena Di Cioccio e Alessandro Tersigni. Il WWF ha anche realizzato l’ALBUM 2017, sette segnali, lanciati in diverse parti del Pianeta, che mostrano l’impressionante effetto del crescente cambiamento climatico e di altre nostre azioni insostenibili: i tanti “frames” scorrono anche nella clip video “PLANET IS CALLING” - 30 secondi con una sequenza in crescendo di episodi a cui abbiamo assistito nel corso dell’anno e che, nel loro insieme, denunciano una preoccupante accelerazione dei fenomeni estremi e delle crisi di sistemi naturali.
Il lancio della Campagna è avvenuto anche in coincidenza dell’inaugurazione a Roma, presso il Museo MAXXI, del progetto d’arte contemporanea Light di uno dei più importanti artisti e fotografi al mondo, Michel Comte. Si tratta di una raccolta di lavori che esplora l’impatto ambientale del riscaldamento globale sui ghiacciai del pianeta. Il WWF ha deciso di sposare questo progetto anche in continuazione del percorso di partnership avviato col MAXXI per diffondere la cultura e la sensibilizzazione in difesa dell’ambiente. Nel corso della sua Campagna il WWF realizzerà una serie di attività di sensibilizzazione sul tema climate-change e accompagnerà  la tappa di Light presso la Triennale di Milano.
Per il WWF l’urgenza è quella di invertire subito questa tendenza: i sistemi complessi si stanno avvicinando a situazioni critiche che noi stessi potremo non essere in grado più di invertire. Ecco perchè il fattore tempo è così importante. Il momento per agire è ora, e non possiamo solo aspettare che governi e autorità  si attivino per tempo, possiamo essere tutti ora attori del cambiamento. Nelle prossime settimane il WWF proseguirà  la sua Campagna WWF is Calling raccontando le storie dei tanti “Eroi di Natura” che stanno cambiando, con grandi e piccole azioni quotidiane, il senso di questa corsa verso la perdita di specie e habitat attraverso soluzioni per combattere il cambiamento climatico e per adattare le proprie comunità  ai fenomeni già  in atto.

ALBUM 2017: L’ANNO IN CUI IL PIANETA HA ACCELERATO LA SUA CRISI
La visione di insieme dei momenti più significativi va oltre la sequenza temporale: l’accelerazione evidente denuncia il fatto che per molti processi di persistente degrado dei sistemi naturali siamo ormai molto vicini al sorpasso di punti critici, oltre i quali la nostra capacità  di azione per sovvertire la situazione può essere quasi nulla. La successione degli uragani nell’area atlantica e soprattutto della loro forza e intensità  ha lasciato colpiti molti studiosi; la visione di tre uragani insieme, Katia, Irma e Josè, fotografati dai satelliti, ha sorpreso tutti. Una fotografia satellitare così è apparsa una significativa preoccupante novità. Globalmente nella stagione si sono scatenati ben 16 uragani. Inoltre, per diversi ecosistemi forestali che costituiscono una fonte indispensabile di ossigeno e di sequestro di CO2, in condizioni di forti ondate di calore e prolungati periodi di siccità  non sono più “sequestratori” di anidride carbonica (biossido di carbonio) ma diventano emettitori di CO2.
Il cambiamento climatico del quale si sta discutendo in questi giorni nel nuovo summit a Bonn (la 23ª conferenza delle Parti, COP, della Convenzione ONU sui cambiamenti climatici) è un facilitatore di questi processi. Quest’anno si è rafforzata la concentrazione di anidride carbonica nella composizione chimica dell’atmosfera che ha sorpassato le 400 ppm (parti per milione di volume) già nel 2016. Una concentrazione simile non è presente nell’atmosfera da almeno 800.000 anni (dati accertati dalle bolle d’aria presenti nei carotaggi dei ghiacci di questo lungo periodo) e, secondo i dati paleoclimatologi indiretti, le 400 ppm sono state raggiunte 3-5 milioni di anni fa durante la metà del Pliocene; in quel periodo i ghiacciai della Groenlandia e dell’Antartide si erano fusi o ritirati, il livello dei mari era superiore di 10-20 metri rispetto al livello attuale e la temperatura era di 3-4°C superiore a quella attuale.
È necessaria una grande pressione pubblica sui governi e sulle autorità politiche, e il WWF si batte per realizzare concretamente l’Accordo di Parigi sul clima e l’Agenda 2030 con i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, documenti sottoscritti da tutti i paesi del mondo in sede Nazioni Unite, nonchè un grande Patto internazionale sull’ambiente, come indicato dal Presidente francese Macron alle Nazioni Unite, che metta insieme l’impegno di tutti per salvaguardare i sistemi naturali di tutto il mondo che costituiscono la base fondamentale del nostro sviluppo e del nostro benessere” - ha dichiarato Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia - “Al fianco di questa opera di pressione tutti possiamo fare qualcosa ogni giorno, con azioni concrete, per ridurre il nostro impatto sulla natura. E già oggi sono tanti gli esempi di soluzioni adottate da comunità in tante parti del mondo che stanno facendo la differenza. Grazie al WWF puoi fare parte di chi si preoccupa del nostro futuro, di quello dei nostri figli, figlie e nipoti e delle generazioni che verranno. E della natura che garantisce il nostro futuro”.

Michel Comte: Black Light, White Light
A cura di: Jens Remes
Dal 28 novembre 2017 al 1 gennaio 2018
Ingresso: Libero Orari: Martedì - Domenica 10.30 - 20.30

Ufficio Stampa italiana: Lara Facco - press@larafacco.com - Tel.+39 02 36565133 - M.+39 349 2529989
Ufficio Stampa internazionale: Júlia Frate Bolliger at Pickles PR - julia@picklespr.com - T.+ 49 176 25155891

Triennale di Milano
Viale Alemagna 6
Milano

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